Una Paura Esistenziale

“E tu di cosa hai paura?”

“Dei serpenti. Ho fottutamente paura dei serpenti. Credo sia una mia fobia, l’unica probabilmente ad oggi ma mi turba così tanto, sapessi .. gioca con il mio umore e mi imprigiona in questo limite mentale.”

Non ho paura, in generale. Non sono mai stata un fifona, una con la strizza facile.

Da piccola odiavo il buio e la solitudine poi con gli anni ho capito che la penombra giova il mio riposo e la solitudine è un premio alla mia vita frenetica delle ore solari.

I serpenti hanno sempre rappresentato la mia paura più grande, assurdo pensare poi che gli animali grandi, feroci, più aggressivi non mi intimoriscono affatto anzi suscitano in me un reale interesse ma i serpenti, viscidi, silenziosi, schifosi mi intimoriscono al punto che, d’estate, quando in Salento sono costretta a superare sterpaglie o pinete per recarmi a mare, il mio cuore viaggia ad una frequenza cardiaca illegale.

Un tempo il mio ex ragazzo diceva:

“Da grande avrò un serpente in casa in una teca”!

Tutte le volte che lo affermava un brivido mi percorreva lungo la schiena- mai e poi mai pensavo tra me e me- poi vabbe’ la questione ha avuto un risvolto diverso.

 

Adesso che ci penso, però, ho un’altra paura: il tempo.

Bastardo, non si fa afferrare. Scappa e non lo puoi fermare. Viaggia ad una sua velocità e tu sei costretta a saltare, sacrificarti, rincorrerlo con tutta te stessa altrimenti lui fugge e le azioni non si saranno concretizzate.

Ecco, effettivamente, il tempo mi intimorisce, questa cosa del ‘scappare continuamente’ mi turba l’anima, mi stanca, mi strema. Eppure è necessario. Muoversi continuamente diviene indispensabile, percorrere spazi e tempi sconosciuti è inevitabile, del resto il gioco della vita credo sia proprio questo: nuotare con tutte le forze per provare a rimanere sempre a galla. C’è chi poi ha paura di nuotare, soprattutto nella vita, ma quello è un altro discorso, merita un discorso a parte e una penna diversa.. già.

Io non ho paura di nuotare, non ho mai avuto paura di rimanere a galla, al massimo, il dubbio è sempre stato quello relativo alla direzione: sarà quella giusta?

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