Una donna ‘Carrierista’ in una società tradizionale

Dovunque tu sarai, con chiunque ti troverai e in qualsiasi modo lo dirai, se sei donna e se per caso ti capiterà di affermare che “Non voglio avere figli ma far carriera” sappi che sarai sempre guardata come se fossi un’aliena, come se fossi del latte andato a male o un frutto non sviluppato, acerbo, da non attendere.

In un’epoca così moderna (apparentemente) come la nostra, se non hai intenzione a metter su famiglia, produrre una prole e continuare la dinastia della tua famiglia, ti capiterà d’esser additata come l’anomala della comitiva, della situazione o peggio ancora del contesto lavorativo.

 

“Quindi ragazzi cosa avete intenzione di fare dopo questa laurea?”

A: Io ragazzi me ne vorrei andare dall’Italia, forse raggiungo mio fratello in Australia.

M: No, l’Australia non mi piace, ci sono animali giganti e si sa, non mi piacciono gli animali… Comunque mi fermo regà, nu me va de studià.

B: Ragazzi, Io e G. ci sposiamo, stavamo giusto valutando se tornare in paesino e farci una casa lì o rimanere a Roma.

E: Oh Felicitazioni! Io, non so ancora, continuerò a studiare, scrivere e lavorare per un po’, non so dove né per quanto ma ho intenzione di viaggiare e muovermi molto nei prossimi anni a venire!

B: Occhio a non invecchiare, chi te se piglia poi?!

AHHAHAAHHAHAHAHA

E: In realtà cara non penso che tutti abbiamo come fine ultimo la famiglia, è apprezzabile il tuo sacrificio d’amore, ma no, io per il momento voglio crescere professionalmente e interiormente. Per una famiglia, se accadrà, c’è tempo.

 

 

Ecco, cari amici di penna o di lettura, un piccolo estratto di un qualsiasi dialogo che può verificarsi ovunque voi siate, in qualsiasi contesto voi vi troviate.

12779112_10208175497606366_3881573163656078218_oNell’ultima parte della chiacchierata, sono palesemente stata etichettata come LA CARRIERISTA, eh sì, perché chi punta SOLO su se stesso, in questa fase della vita, e chi ha sogni più grandi, è denominato in un battibaleno ‘COLUI/COLEI CHE NON VUOLE FIGLI’.

Capisco che i dati ISTAT non siano incoraggianti, ma diciamoci la verità, non farò mica io la differenza? Nel 2013 sono stati celebrati in Italia 194.057 matrimoni (13.081 in meno rispetto al 2012), quindi cosa cambia uno in più o uno in meno? Piuttosto mi chiederei, come mai i numeri continuano a scendere, nessuno crede più in un matrimonio e cosa sta cambiando in noi giovani?

Qualche psicologo potrebbe dire ‘Eh, il tuo punto di vista risale a qualcosa legata alla tua vita’, no, miei cari amici profondi, nulla che mi abbia così danneggiata da farmi arrivare a questa conclusione. Semplicemente ogni essere umano nasce come se fosse un contenitore, con gli anni il contenitore s’arricchisce di contenuti, emozioni, pensieri e questo fa di noi la persona che siamo oggi. Sarebbe bello sentirsi liberi di affermare sempre il proprio parere, la propria posizione, non trovate? Perché non iniziamo a farlo tutti?

E sì, voglio far carriera, voglio arricchirmi, voglio crescere, voglio studiare, voglio lavorare, voglio viaggiare, voglio esplorare, voglio andare, voglio perdermi, voglio tornare, voglio capire, voglio sbagliare, voglio volere.

Porgere l'altra guancia-

Porge l’altra guancia-

Che male c’è nel ‘Non volere adesso, subito, o nei prossimi anni imminenti una famiglia’? Che male c’è se non abbiamo tutti le stesse ambizioni? Pensate che palle… ad avere tutti gli stessi sogni. O no?

Quando ricevo schiaffi morali, risposte acide, sguardi indiscreti, porgo l’altra guancia, sì, mia madre m’ha insegnato ad essere generosa nella vita e io voglio esserlo, per quanto possibile, con il prossimo, voglio porti la mia guancia, affinché tu possa capire che, se ruoti il capo, ti renderai conto che le persone attorno a te son tutte diverse ma non per questo necessitano di un’etichetta (sociale).

 

 

 

 

 

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