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il blog di eleonora marsella,thinking

Quando pregare costa 1EURO

Ingresso 1 euro

Ingresso 1 euro

Il web è un immenso calderone di notizie, eventi, esperienze e persone; scorrendo nella home, m’ha incuriosito uno stato di un mio conoscente e ve ne parlerò oggi, ovviamente ometterò il nome perché non necessario. Ci tengo a sottolineare che, con questo post, vorrei conoscere il parere dei lettori per un possibile dialogo.

In sostanza pare che in una Cattedrale di Ostuni, in provincia di Brindisi, bisogna pagare un biglietto di 1 euro per poter entrare, anche per una semplice messa.

 

 

Il post che ha attratto la mia attenzione su facebook cita:

 

A OSTUNI SE SEI CRISTIANO E VUOI PREGARE DEVI PAGARE!

Confermo anch’io (13 settembre 2015)! Per entrare in una chiesa storica a pregare o a contemplare la NOSTRA, la MIA storia, biglietto d’ingresso!

Se no vai a pregare in un qualche orrendo schifoso edificio in cemento chiamato impropriamente chiesa in qualche quartiere di periferia!

(Meglio a tal punto sotto un albero in pace!)

 

Tra l’altro su tripadvisor un utente ha rilasciato questa recensione sulla Cattedrale di Ostuni:

E’ il 20 di agosto 2014. Confermo che l’ingresso alla cattedrale di Ostuni è ancora a pagamento.

Entrare in una chiesa e trovarsi davanti ad una biglietteria … costo del biglietto al museo 1 Euro! ‘E per pregare?’

‘Lo stesso, bisogna aspettare l’orario della messa.’

E’ la prima volta che ci è capitato un evento del genere! E la lezione di Gesù al Tempio? Ed i discorsi di Papa Francesco sulla universalità della Chiesa? Che fine hanno fatto? Sono stato volontario durante il Giubileo del 2000. A Roma (nonostante tutto) in nessun luogo di culto si pagava il biglietto! Se a Sant’Oronzo un turista deve farlo ed un Ostunese no, bè … significa che la Chiesa ha dovuto inginocchiarsi al potere discriminatorio laicale (locale). Oggi credo che non avremmo accondisceso al sopruso neanche per un centesimo.

La fede non si paga, è una questione di principio!

 

Pare, quindi, che l’evento si ripeta da tempo, non è ben chiaro perché ci siano queste ‘politiche’, forse il parroco vuole  ammortizzare le spese del restauro e tutto il resto, ma non ci sono già le offerte libere, per quello?

Lascio il parere a voi lettori.

La cattedrale di Ostuni

La cattedrale di Ostuni

 

 

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il blog di eleonora marsella,poesie,thinking

Il risultato

luna nera

 

La morte dà ciò che la vita non concede.

La morte unisce.

La morte accomuna.

La morte sottrae ciò che la vita ha donato,

concedendoti il risultato che hai cercato per tutto l’arco della vita.

 

 

 

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eleonora marsella,thinking

IMPROVVISAMENTE

La solitudine è quel pugno nello stomaco

che ti colpisce all’improvviso.

Non ha colore

Non ha odore

Ma è una vibrazione.

Ti tocca nell’immediato

Ti chiedi cosa è stato

Rimanendo senza fiato.

Ti plachi all’improvviso,

Rispondi con un sorriso 

Piegandoti al Destino.

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piove,roma,thinking

Roma

Roma.

Piove dentro

Piove fuori

Piove.

 

Roma.

Come macchie di sudore

Scendon sotto con clamore

Piove.

 

Roma.

Entri nel profondo del cuore

Di chi ti cerca con ardito stupore,

Soffrendoti per tutte le ore

Piove.

 

Piove sulla Grande Bellezza

Che ruggisce con autorevolezza

Roma

Piove.

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smartphone,tecnologia,tempo,thinking,vita

La doppia spunta blu ingoia il nostro tempo (utile?)

La doppia spunta di qua, la doppia spunta di là: ma sul serio la nostra vita si è ridotta ad un ridicolo click in meno o in più?

Molti dei portali web non parlano di altro: “come evitare la doppia spunta blu” oppure “molti matrimoni terminano a causa della spunta blu- ecco cosa ne pensa un avvocato” e di seguito “doppia spunta blu: forse diventerà facoltativa” e via discorrendo.

Mi stavo giusto domandando se la qualità della nostra vita è migliorata o peggiorata con l’ausilio di applicazioni e tecnologie d’ultima generazione perché l’impressione che tratto è quella di una società grigia, dove tutti si muovono costantemente con uno smartphone in mano e che faticano a dirsi le cose in modalità face-to-face. Ma sul serio siamo diventati così robotici? Ma da quando? E perché lasciamo che tutto questo accada?

A prescindere da spunta blu o no, se qualcuno non vuole risponderci, non lo fa punto e basta, quindi a noi cosa cambia? Non sapremmo allo stesso modo che l’utente non ci sta considerando? Quindi la spunta serve solo come conferma, come per dire” Ho letto il tuo messaggio, so che tu lo sai (ormai) ma non ho intenzione di risponderti ugualmente….quindi….c’est la vie“ e tutto questo non vi appare triste? Non sarebbe più facile comporre il numero della persona desiderata e parlare? In questo modo eviteremmo attese (che a volte logorano), incomprensioni (che accadono sempre a ‘causa’ del messaggio) e poi, anche se in modo elettronico, potremmo comunicare del “calore umano”.

Mi piacerebbe appendere cartelli o realizzare delle t-shirt con la scritta:

A.A.A. CERCASI CORAGGIO, SMARRITO NON SO DOVE. SE QUALCUNO LO TROVA MI CONTATTI AL…..

Questo post ha molto il sapore di SFOGO e la scrittura nella maggior parte dei casi serve anche a questo, come se fosse una valvola, in realtà questo post vuole inviare un messaggio a tutti coloro che lo leggono, vi vorrei chiedere se non vi accorgete che la vita sfugge di mano costantemente soprattutto perché perdiamo tempo con questi strumenti che, se non trattati con cura, potrebbero portarci in un abisso, un buco nero dove la tecnologia ingoia il nostro TEMPO UTILE con avidità, quindi se per caso ti sei fermato a leggere queste poche battute, fermati anche a riflettere per un minuto circa l’uso che ne fai proprio tu, nella tua quotidianità di questa ‘fantastica innovazione tecnologica’.

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donna,thinking

Rifletto perché ti denudi

Oggi vorrei porre sotto la vostra vigile attenzione un articolo che ha suscitato nella sottoscritta un-non-so-che di disprezzo e vergogna.

Su questo portale online è possibile trovare l’articolo in questione:

http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/ragazza_si_spoglia_roma_centro_editore_foto/notizie/936123.shtml

Però vi segnalo anche altri link, per essere corretta:

http://247.libero.it/focus/30481844/1/ragazza-si-spoglia-in-pieno-centro-a-roma-nuda-perch-cerca-un-editore-guarda/

ed anche qui

http://www.cinquequotidiano.it/cronaca/centro/2014/10/03/roma-si-spoglia-far-pubblicare-il-libro-allontanata/#.VC6xvSl_vl0

Dunque questa ‘donna’ si spoglia in pieno centro a Roma poichè non trova un editore disposto a pubblicare il suo libro, di conseguenza cerca e ricerca un metodo per attrarre l’attenzione ed arriva alla splendida idea di COMPARIRE IN REGGISENO E MUTANDE in pieno centro romano.

Dapprima ho pensato “questa è cogliona proprio!” poi però dopo un paio minuti di riflessione ho dedotto che non solo è cogliona ma ha anche poca dignità e sopratutto la mia domanda sorge spontanea: “Se non trovi un editore disposto a pubblicare il tuo libro, probabilmente il tuo lavoro non è degno di stampa o no!?”.

Sì, sì…qualche esperto o pseudo mi potrebbe dire: “Eleonora il mondo della stampa è in crisi, l’editoria sta cercando nuove forme di marketing, molte persone scrivono storie e allora bisogna selezionare, selezionare e ancora selezionare il migliore romanzo fra tutti”!

Ok, sono d’accordo con questa visione del problema però quì il punto è un altro: “Una persona perchè arriva a spogliarsi in pubblico? Cosa scatta nella sua mente? Se ha un ragazzo, lui che cosa ne pensa? Tu, donna che ti spogli senza molti problemi, pensi di essere più interessante dopo quest’uscita?”.

Non so se son troppo selettiva io, oppure c’è qualcun altro che ha lo stesso parere?

Esprimiamoci

Esprimetevi.

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love,thinking

DISTANCE AND LOVE: ON/OFF

Credo che a volte l’amore sia un sentimento a comando: ci vediamo, stiamo insieme, stiamo relativamente bene e ci vediamo domani.

Vivi la giornata sapendo che la sera vedrai quella persona, sei parzialmente consapevole che la serata passerà come tutte le altre e questa successione di azioni giornaliere che matematicamente ogni sera fanno suonare quel “rintocco di ruotine” prendono il nome di ABITUDINE.

Ecco una definizione più oggettiva:

“L’abitudine (dal latino habitudo, habitudinis, struttura fisica o morale) è la disposizione o attitudine acquisita mediante un’esperienza ripetuta, questa disposizione è insita nel comportamento degli esseri umani e degli animali”.

È come se l’amore delle volte funzionasse come un pulsante on/off: ci vediamo siamo ON, non ci vediamo siamo OFF, invece non è così perché se tu in cuor tuo decidi di rimanere in una relazione mantenendo una storia d’amore vera, quel pulsante deve essere perennemente alzato, deve vedere la luce, DEVE ESSERE ON.

L’amore è un continuo corteggiarsi, stuzzicarsi, ricordarsi e se le piccolezze vengono a mancare il pulsante sarà nuovamente in OFF, sarebbe un peccato qualora la storia amorosa fosse una relazione valida mentre potrebbe essere un tocco sano se vi state trascinando dietro una storia di merda.

Voi vi chiederete: CHE CAZZO C’ENTRA QUESTO POST?

Bene, la vostra domanda è lecita e, ringraziando Dio o Allah, la curiosità è ancora legale per cui , in questo post, volevo ricordare ai miei lettori di non trascurare l’amore, le vostre storie, le vostre relazioni perché l’amore è il SENTIMENTO CHE MUOVE LA VOSTRA MENTE e quindi l’intero mondo e non è necessario piegarsi al partner per vivere felici, basta solo trovare un incrocio comune seppur con linee di pensiero totalmente contrastanti.

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thinking

Il BLABLABLA della GENTE

PARLARE=Voce del verbo parlare,modo indicativo,tempo presente,prima coniugazione.

Questa designazione del verbo me la ricordo benissimo, probabilmente perchè la prima insegnate d’italiano si è rivelata,con gli anni, una persona molto valida e anche perchè è uno dei miei verbi preferiti.

L’azione del PARLARE va associata alla COMUNICAZIONE, al CONFRONTO, al METTERE IN COMUNE  e via discorrendo, insomma tutti verbi apparentemente positivi.

Ma quando il parlare viene meno?O meglio: quando al verbo PARLARE si aggiunge la lettera S, cosa succede?

SPARLARE=Voce del verbo Sparlare,modo indicativo,tempo presente,prima coniugazione.

Questa forma verbale va associata ad “Parlare a sproposito e in modo volgare”- In realtà il mio dialogo è quasi sempre volgare, tecnicamente si chiama TURPILOQUIO, però non parlo a sproposito,dico il giusto e sono per le cose corrette, anche se le mie posizioni spesso mi portano contro corrente.

Ma va bene così, so nuotare abbastanza bene.

La gente in giro sparla,sparla,sparla,sparla,sparla e sparla ancora, voi potrete incappare nella loro rete, questo succede perchè prima o poi incappiamo tutti, il consiglio di oggi è quello di SBROGLIARE la loro rete mettendole/li a tacere con la RAGIONE che va applicata insieme al verbo PARLARE. E mi raccomando, occhio a quella S di troppo, non facciamo come gli inglesi, che la infilano ovunque…Noi possiamo tranquillamene farne a meno.

IO PARLO

TU PARLI

EGLI PARLA

NOI PARLIAMO

VOI PARLATE

ESSI PARLANO

SPARLARE

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thinking,travelling,younger

Cosa succede quando non ti accontenti?

Nel corso della vita a qualcuno di noi può succedere di chiedersi  se questo è il proprio posto o se per caso non esiste alternativa migliore rispetto al nostro vissuto attuale.

E proprio adesso, nel cervello, mi vengono in mente un paio di situazioni da accennare:

1 OPZIONE: Hai una vita sociale, hai un partner,occupi la tua giornata con attività più o meno interessanti…però quando torni a casa fantastichi, con l’aiuto della tua fantasia e di tutti i racconti dei tuoi amici sparsi per altre città, su come potrebbe essere la tua vita altrove con situazioni totalmente differenti rispetto la tua quotidianità? Bene, valuta di scappare!

2 OPZIONE: Non hai amici, ti stanno tutti sul cazzo, non hai interesse in comune con nessuno del tuo paese, ritieni tutti coloro che ti circondano di essere totalmente il contrario rispetto la tua persona e pensi costantemente che questo non è il tuo habitat ? Credo con tutta franchezza che sia l’ora giusta per andare via!

Non voglio incentivare i “giovani cervelli” a scappare dalla propria terra però bisognerebbe vivere la vita con un focus un po più grande del solito e riflettere un attimo sull’idea che abbiamo UNA SOLA VITA e sprecare del tempo prezioso, potrebbe rivelarsi un terribile errore fatale.

Arrivare a cinquant’anni, avere figli e pensare: “Sarei potuto essere un Dottore, invece ho dedicato tutta la mia vita al focolare domestico” oppure  compiere sessant’anni e dire “Ho sempre amato l’Asia, la Cina, il Giappone ma non ho mai avuto il coraggio”.. Queste frasi non sono così lontane dalla nostra quotidianità, può succedere di sentirle da una zia, un’amica o anche da se stessi e rappresentano il classico errore di chi, per paura, amore o ricordi non è riuscito a muoversi o semplicemente non ha voluto.

Perciò la mia domanda è: Perchè accontentarsi? Chi sono gli altri per decidere il nostro futuro? Chi sono gli altri per impedire al nostro corpo di muoverci? Chi sono gli altri per confonderci le idee o i nostri progetti futuri? Chi sono gli altri per decidere qualsiasi cosa riguardi la nostra persona?

CHI SONO GLI ALTRI…?

NESSUNO.

I LIMITI SONO NELLA NOSTRA TESTA. Bisogna andare OLTRE.

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digital,message,people,thinking

WHATSAPP: Pro e contro. Il risvolto della medaglia

WhatsApp Messenger è un’app di messaggistica mobile multi-piattaforma che consente di scambiarsi messaggi coi propri contatti senza dover pagare gli SMS.”

Questa è la definizione che trovate se digitate nel web la parola WHATSAPP e nel concreto dice la verità, spiega il funzionamento dell’applicazione e, attraverso una ricerca più approfondita, svela anche tutti i vantaggi di questa invenzione come WhatsApp Messenger è disponibile per iPhone, BlackBerry, Android, Windows Phone e Nokia.tutti questi telefoni possono scambiarsi messaggi gli uni gli altri! “.

L’idea che mi son fatta è che nella vita reale quest’applicazione va oltre lo scambio di messaggi, immagini o registrazioni: riflettiamo per dieci secondi sull’uso che ognuno di noi fa di whatsapp. 

 

Fatto?

 

Ecco, adesso consideriamo una prima ipotesi: Vi state sentendo con una persona, le inviate un messaggio su whatsapp chiedendole cosa fa stasera e se le piacerebbe bere una birra con voi, subito dopo l’invio attendete qualche secondo e…eccola lì, è online e ha visualizzato il messaggio..Mentre tu sei lì che attendi una risposta, lei furtivamente esce dall’applicazione e subito dopo ti comparirà la scritta “ultima visualizzazione alle ore..”…Ok, tu in quel momento sei lì che ti fai mille domande: “perchè non mi ha risposto? So per certo che l’ha visto”! oppure “Mmmm non le piaccio, starà cercando una scusa” e altre pippe mentali che non starò qui ad elencare:SAPPIAMO TUTTI QUALI SONO!

 

Consideriamo una seconda ipotesi: Il vostro ragazzo a mezzanotte vi invia un sms con la scritta “Buonanotte piccola, sono esausto vado a dormire, a domani”, voi chiaramente penserete “Che bello, va a dormire, non ci sono problemi, sto tranquilla,è un bravo ragazzo ecc ecc ecc”, il mattino dopo, però, dopo aver aperto gli occhi e preso in mano il telefono, vi accorgete che “L’ultima visualizzazione del vostro ragazzo è stata alle 04:40 del mattino” ……cosa pensate? Panico, Stress, palpitazioni, dubbi, incazzatura seria “Dove cazzo era”? oppure “Quel bastardo mi sta fottendo, avrà un’altra!” e così via..

 

Ora, dopo aver pensato a questi due esempi, rispondete alla domanda: COSA HANNO IN COMUNE QUESTI DUE EPISODI?

 

Ve lo dico io: e’ vero, che noi scambiamo continuamente messaggi o immagini con altri contatti a noi familiari però, è anche vero che, quella scritta ULTIMA VISUALIZZAZIONE ALLE ORE… incute un certo stato d’animo che va oltre lo scambio del messaggio perchè nel nostro cervello scattano una serie di dinamiche che fanno andare fuori la nostra testa ed in quel momento indirettamente ci facciamo paranoie mentali.( Gli inglesi direbbero I’m Over the moon).

Quando il ricevente visualizza e non risponde, anche lui indirettamente ci sta mandando un messaggio come “non ti voglio sentire”, “mi stai sul cazzo”, “mi sei indifferente” e via discorrendo perciò quest’applicazione ha creato un canale di comunicazione sicuramente molto importante ma anche un canale di AUTODISTRUZIONE PERSONALE….

Il mio pensiero è che stiamo perdendo il contatto della realtà e la tecnologia non sta potenziando la nostra vita bensì sta creando un sipario tra la vita reale e quella digitale, tuttavia penso di non essere l’unica ad avere questo parere e se anche tu, che stai leggendo questo post, sei d’accordo con il mio pensiero sull’uso di whatsapp ti chiedo gentilmente di condividerlo in qualsiasi canale di comunicazione, in modo da constatare quanti siamo ad avere ANCORA il contatto con la quotidianità, con la nostra vita e la gente che ci circonda.

Grazie a tutti.

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Grazie anche a te, caro lettore.

 

 

 

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future,journalist,thinking,younger

Questo post è per tutti coloro che……

Questo post è per tutti coloro che, tutte le volte che sono in mia presenza abbozzano sorrisi di circostanza e battute taglienti proprio come coltellate alle spalle nei miei riguardi, verso la mia persona, verso la mia attività giornalistica, scelta di cui sono pienamente convinta da almeno 21 anni della mia vita.

Questo post è per tutti coloro che, tutte le volte che vengono a conoscenza che sono una giornalista esclamano: “Non rilascio dichiarazioni” oppure “io non parlo coi giornalisti” e ancora una volta “disprezzo la vostra infamità”-. Ok Signori ne ho sentite davvero fin troppe.

L’attività della scrittura non è un atto di infamità, come spesso viene definito, ma è un atto dovuto di INFORMAZIONE e per quanto mi riguarda, chi mi conosce lo sa, la mia “penna” è assolutamente libera e non ho nessun divieto o orientamento di nessun genere, per questo vorrei porvi una domanda: Come sarebbe un mondo senza informazione?

Voi non sapreste cosa succede dall’altra parte del mondo o del vostro paese, delle volte, può succedere che, le vittime del giornalismo possano essere vostri amici, parenti, vicini di casa e via discorrendo purtroppo solo perchè sono “vostri vicini di vita” l’informazione non si può fermare, eticamente parlando potrebbe essere scorretto, non credete?

Questo post è per tutti coloro che,  con avvertimenti di piccole e grandi dimensioni o con intimidazioni sotto forma di battute minacciano la mia scelta di vita, etichettandomi come fannullona proprio perchè il giornalista è un lavoratore come tutti gli altri e meriterebbe delle volte anche piccoli riconoscimenti.

Questo post è per tutti coloro che, direttamente o indirettamente hanno sfruttato la mia attività,la mia persona e sopratutto hanno assunto comportamenti psicologicamente instabili con la sottoscritta.

Ed infine ma non meno importanti, questo post è per tutti coloro che quotidianamente mi incitano a non mollare convincendomi che il giornalismo è la strada giusta ma sopratutto LA STRADA GIUSTA PER ME.

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