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Associazione Arcadia- Le radici sono il nostro futuro

Prendete la storia, unitela a fresche idee giovanili, aggiungete come sfondo la città eterna e ….. Associazione Arcadia- Le radici sono il nostro futuro fu!

 

Di cosa o di chi sto parlando?

Scopritelo attraverso le parole di chi, questo progetto, l’ha creato!

 

COME NASCE LA VOSTRA ASSOCIAZIONE?

La prima volta che abbiamo parlato di una nostra associazione culturale eravamo tre studentesse di archeologia, alle prese con esami, laboratori e tesi. Motivate dalla passione, dall’amore per la logo_arcadiastoria e per l’arte abbiamo deciso di impegnarci in un nuovo progetto, che coinvolgesse tutti, dai più piccoli ai più grandi, portandoli alla scoperta dei tesori nascosti che spesso, presi da mille impegni e da ritmi frenetici, restano indifferenti ai nostri occhi. È nata così Arcadia!

 

DI COSA VI OCCUPATE?

87Quelle che proponiamo non sono delle semplici visite guidate, sono momenti di divertimento in famiglia! In luoghi di eccezionale bellezza, come il Parco dell’Appia Antica, il Palatino e il Foro Romano e l’Aventino, Villa Adriana a Tivoli, organizziamo delle passeggiate in cui, sotto forma di gioco, raccontiamo la storia e le curiosità del posto in cui ci troviamo. Sono visite guidate interattive, in cui i partecipanti sono coinvolti in giochi pensati sia per i più piccoli sia per i più grandi! E allora eccoci tutti damine e cavalieri medievali alla conquista di Excalibur nel Giardino degli Aranci!

 

A CHI VI RIVOLGETE?

associazione arcadiaCi rivolgiamo ai più piccoli e alle loro famiglie. Il rapporto umano e l’interrelazione sono importantissimi e creare un gioco di squadra aiuta i bambini a crescere mentre si divertono. Allo stesso tempo anche i genitori passano del tempo in spensieratezza cimentandosi in rebus e cruciverba. Desideriamo che il tempo passato con Arcadia sia tempo di qualità per grandi e piccini!

 

QUALI SONO I PROGETTI FUTURI?

Da domenica 2 ottobre prendono avvio tutti i nostri prossimi appuntamenti. Quest’anno ci sono tre fili conduttori a guidarci. Il primo si chiama “Archeogiochiamo al Museo”: un divertente viaggio nel tempo che inizia nella Preistoria e finisce con l’Arte 14409457_10210051778152207_4275959338648992407_oContemporanea. I musei diventano gli scenari in cui si svolgono avventurose scoperte e in cui si svelano tante curiosità! Gli appuntamenti previsti sono: domenica 2 ottobre, alle ore 10.00, al Museo etnografico e Preistorico L. Pigorini e domenica 6 novembre al Museo Etrusco di Villa Giulia. Il secondo filo conduttore si chiama “La Ballata dei quattro elementi”: sparsi per Roma ci sono piccoli indizi nascosti che riguardano il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra. Diventando esploratori, andremo alla scoperta di questi importanti particolari. Il primo appuntamento è sabato pomeriggio, 22 ottobre, alle Catacombe di Sant’Agnese. Il terzo filo conduttore si chiama “Il medioevo nascosto”. Il primo appuntamento dedicato al Medioevo a Roma si è svolto sull’Aventino, adesso ci spostiamo sul Celio. Le luminose tessere del mosaico absidale di San Clemente e le meravigliose pitture dei SS. Quattro Coronati, sono solo alcuni tra i segreti che sveleremo domenica 20 novembre. Di volta in volta, inoltre aggiorneremo il calendario con tutti gli eventi.

 

DOVE VI POSSONO TROVARE?

Arcadia ha un suo sito internet: http://associazioneculturalearcadia.com/ Siamo, inoltre presenti con canali social su FB: associazione culturale arcadia: le radici sono il nostro futuro; su Twitter: Arcadia_radici; su Instagram: Arcadiassociazioneculturale e su Youtube: Arcadia ass. culturale.

 

Storia, Creatività, Gioventù, Famiglia e….. curiosità!

 

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Il sogno italiano. L’esodo degli albanesi e l’immigrazione del secondo XXI

Verrà inaugurata giovedì 23 luglio 2015 alle ore 18 la mostra storico-documentaria “Il sogno italiano. L’esodo degli albanesi e l’immigrazione del sec. XXI”,sul primo piano dell’ex Monastero degli Olivetani (viale San Nicola, Lecce), è organizzata dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento con il contributo dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, e curata dal professor Carmelo Pasimeni.

 

La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 7 dicembre, è il frutto di una paziente ricerca di fonti documentarie e iconografiche e ha visto la collaborazione del Centro Ura, di Asal Student e di Integra Onlus.

Il percorso prende le mosse dalla crisi del regime comunista dopo la morte del dittatore Enver Hoxha per illustrare le convulse fasi della transizione democratica e ripercorrere l’attraversamento dell’Adriatico da parte di decine di migliaia di profughi albanesi.

A distanza di quasi venticinque anni da quelle vicende, che segnarono profondamente l’identità collettiva del popolo albanese e l’opinione pubblica pugliese, i curatori propongono una riflessione di ampio respiro suggerendo come i fatti del 1991 costituiscano una delle radici profonde del ventunesimo secolo, segnato in modo evidente dal problema delle migrazioni.

Oltre al curatore Carmelo Pasimeni, all’inaugurazione prenderanno parte il Rettore Vincenzo Zara, l’Ambasciatore d’Albania in Italia Neritan Ceka, l’assessore alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo, il direttore del Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo Vitantonio Gioia, la presidente di Integra Onlus Klodiana Kuca e il presidente dell’associazione Asal Student Ergys Gezka.

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I principi fondamentali della rivoluzione francese di Mario Ragionieri

Il fascino della storia è sempre inarrestabile, se poi alla passione ci aggiungiamo una piacevole scrittura, il gioco è fatto. Si presenta così il nuovo libro di Mario Ragionieri, dal nome ‘I principi fondamentali della rivoluzione francese’. mario ragionieri

È pensante? No, assolutamente. È un libricino che, attraverso 130 pagine ci guida in questo importante periodo storico ricordando motti, momenti e periodi storici importantissimi.

Lo scrittore è già noto nel mondo storico, tant’è che ha pubblicato diversi libri su tale tema, anzi invito chiunque fosse appassionato di fascismo, repubblica di salò e gialli a leggere quanto prima un libro di Mario Ragionieri.

I principi fondamentali della rivoluzione francese colpisce perché nonostante l’argomento si presenti pesante, per qualcuno, questo scritto è scorrevole e di facile comprensione perché l’autore ha saputo porre l’accento sugli argomenti più rilevanti.

Come nasce I principi fondamentali della rivoluzione francese?

Il libro nasce dal desiderio di dare ai ragazzi, che affrontano lo studio della Rivoluzione francese, una traccia di quali furono i principi che generarono la Rivoluzione francese stessa e di tutte quelle riflessioni che costellarono il suo svolgimento.

A quale pubblico è destinato?

E’ tendenzialmente destinato agli studenti ma direi che dovrebbero leggerlo tutti per rinfrescarsi la memoria su dei principi allora enunciati e poi nel corso degli anni solo parzialmente messi in atto e ancora oggi largamente disattesi.

Come nasce la passione per la storia?

La passione per la storia nasce nella mia famiglia, di persone appassionate di storia e che soprattutto avevano vissuto le vicende del XX secolo perché io sono uno storico di quel periodo, lo preciso. Ho mangiato fin da piccolo ” pane e storia” come si dice da noi.

Leggi il mio libro perché…

Leggilo se vuoi innamorarti della Rivoluzione francese, leggilo se vuoi conoscere i suoi principi, leggilo se vuoi riscoprire il valore delle parole libertè egalitè fraternitè.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Il futuro comprende il secondo volume della storia parallela di Hitler e Stalin, già scritto e in fase di correzione e poi una serie di libri gialli che saranno in libreria già da metà giugno.Per quanto riguarda la storia, una rilettura del personaggio TOGLIATTI in chiave attuale senza fronzoli e raccontando le cose che realmente caratterizzarono la vita di questo personaggio sfrondandolo di una aureola di saggezza e di bravura che forse non gli compete poi molto.

 

Mario Ragionieri, I principi fondamentali della rivoluzione francese, Ibikos Editrice Risolo, prezzo di copertina 12 euro. (o nei migliori store online)

 

 

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24 Maggio 2015- Mostra Nazionale 100 anni dalla Grande Guerra a Tricase

Domenica 24 maggio dalle ore 17:00 alle ore 22:00 presso Palazzo Antonaci Dell’Abate, a Tricase, per appassionati di storia e collezionismo, sarà organizzato uno speciale annullo filatelico grazie all’allestimento di  una postazione delle Poste Italiane collocata all’interno della Mostra Nazionale “100 anni dalla Grande Guerra”. L’esposizione curata da Donato Antonaci dell’Abate in collaborazione con il Museo Etnografico Arteinsalento, costituisce un’ importante testimonianza dell’evento bellico che scosse il mondo. Prima Guerra Mondiale

La mostra si compone di pezzi originali di grande valore, organizzati in diverse sezioni, contenenti: manoscritti di guerra, oggetti relativi alla permanenza in Albania nel 1918 del giovane salentino Dott. Francesco Donato Antonaci Dell’Abate, documenti firmati di pugno da Vittorio Emanuele III e da  Armando Diaz, una lettera scritta da  Pietro Mascagni relativa al figlio prigioniero in guerra in un campo di concentramento austriaco, fotografie d’epoca del fronte Italiano e Francese e relative macchine fotografiche con le quali furono scattate, lettori 3D del tempo, armamenti usati ed uniformi delle varie fazioni in guerra,  riviste d’epoca sugli avvenimenti storici, arte di trincea con oggetti e documenti originali.

Manifesto

 

La manifestazione patrocinata dal GAL Capo S. Maria di Leuca, ha ricevuto l’accreditamento come progetto rientrante nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Gli ultimi anni della vita di Maometto

La gente di Medina gioì all’arrivo di Maometto e dei suoi seguaci, in qualche modo questo è facilmente comprensibile, dato che molti lo avevano già conosciuto nel corso dei suoi viaggi alla Mecca e tanti altri avevano sentito parlare di lui.

Uno dei primi problemi fu accogliere le decine di seguaci musulmani che arrivavano a Medina, che a quei tempi si presentava come un raggruppamento di case e capanne vicino ad un’oasi.Medina

La prima idea di Maometto fu quella di chiedere ad ogni medinese ricco di ospitare un musulmano, questa proposta fu accolta anche dai più poveri ma molti musulmani, non d’accordo con tale proposta, chiesero al Profeta di mostrare loro il mercato e dissero che se la sarebbero cavata lavorando e guadagnando. Nonostante le diverse ipotesi, Maometto si trovò ad affrontare un problema molto più grande poiché mancava il sostegno alla sua gente, dovette trovare una soluzione, quindi ecco cosa fecero: gli emigranti musulmani diventarono ben presto predoni del deserto. Il primo evento fu nel 623, il cosiddetto Raid di Nakhla, dove morì una persona e questo fatto destò scalpore, dato che nel mese sacro non era possibile versare del sangue, all’improvviso però il Profeta dichiarò di aver avuto una dichiarazione da Allah e le acque si calmarono.

L’anno successivo avvenne una nuova razzia, molto più grande, denominata la guerra santa contro gli infedeli;guerra

successivamente, Maometto fece costruire una trincea intorno la città e i nemici, una volta arrivati, si accamparono per un mese però alla fine dovettero mollare la presa e tornare nelle proprie terre.

In questo preciso momento di euforia, Maometto prese un’orribile decisione: ordinò di massacrare gli ebrei, mille uomini vennero decapitati, bambini e donne furono venduti come schiavi.

Un evento gravissimo accadde nel 625, i Musulmani furono sconfitti a campo aperto e lo stesso Maometto fu ferito, la moglie di uno dei Meccani si buttò sullo zio del Profeta, gli strappò il cuore e se lo mangiò. A quel punto un esercito di musulmani viaggiò verso la Mecca, la città cadde senza opporre resistenza e i suoi capi vennero portati davanti al Profeta che, con grande meraviglia di tutti, li lasciò andare via liberi, senza ucciderli. Non fu una mossa qualsiasi, anzi lo fece per appiattire sempre di più le differenze religiose createsi con gli anni, oltre a volerli perdonare per volere di Allah.

Pochi mesi dopo tenne un sermone nella valle e tale sermone venne denominato Il sermone dell’addio, dove il Profeta disse: Popolo, ascoltate le mie parole, nessun profeta o apostolo verrà dopo di me, nessuna nuova fede sarà portata agli uomini. Non fate del male a chi non ne ha fatto a voi, tutti i fedeli sono fratelli.

Pochi mesi dopo tale sermone, Il Profeta si ammalò, morì poco tempo dopo, pronunciando le sue ultime parole

O Allah, con la compassione dell’Altissimo.

Era il 632.

 

Abbiamo visto, attraverso le tre tappe, la vita di Maometto, dalle prossime puntate, vedremo nello specifico determinati argomenti trattati all’interno del Corano.

 

Fonte: L’atlante dell’Islam.

 

 

 

 

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Maometto

Secondo una delle più accreditate tradizioni, il futuro profeta sarebbe nato ‘nell’anno dell’elefante’, cioè nell’anno in cui il sovrano dello Yemen mandò una spedizione militare ad attaccare la Mecca con lo scopo di distruggere il Tempio della pietra nera, l’importante santuario dove le tribù nomadi dell’Arabia celebravano i propri rituali.

Maometto

Maometto

La spedizione yemenita fu un disastro dal punto di vista militare, ma la presenza in essa di un elefante colpì l’immagine dei Meccani che, in seguito, denominarono quell’anno ‘dell’elefante’ riferendosi a quello specifico ricordo.

Maometto non fu un bambino fortunato: il padre Abdallah morì prima della sua nascita mentre la madre Amina morì quando lui aveva circa sei ani. Di queste vicende si trova un eco molto chiaro nel Corano, dove si parla del rapporto tra Allah e Maometto come quello di un padre con un figlio adottivo. 

 

 

Non è vero che ti trovò orfano e ti ha raccolto?

Non è vero che ti trovò traviato e ti ha guidato alla verità?

Che ti trovò povero e ti ha arricchito?

 

hadit- sirah

Hadit, Sirah.

Per esempio nella Sirah (una delle Hadit, ovvero una delle storie su Maometto), vengono riferiti molti piccoli episodi sulle cure attente e rispettose che il nonno di Maometto dedicò al nipote ormai orfano e affidato alla sua custodia

Scopo del racconto è quello di comunicare la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di grande e misterioso, che chiunque si avvicinava al bambino non poteva fare a meno di provare. In ogni caso quell’oscura intuizione del nonno di Maometto era destinata di lì a poco a trovare una misteriosa conferma. Stando a un altro episodio raccontato nelle Hadit, un giorno un angelo si avvicinò a Maometto bambino, che stava pascolando le pecore. Secondo un’altra versione gli angeli erano due; secondo un altro racconto erano delle misteriose figure vestite di bianco. In tutte le versioni comunque un personaggio enigmatico si avvicinò al bambino e gli aprì fisicamente il petto per estrarne il cuore, e lavarlo con neve purissima, dopo averne estratto un grumo nero. L’angelo rimise il cuore nel petto del bambino che riprese vita e fu da allora in poi libero dal male e del peccato.

La rivelazione dell'angelo a Maometto

La rivelazione dell’angelo a Maometto

 

Una cosa è certa: Maometto visse in un ambiente dedito al commercio su grande scala, numerose carovane di mercanti partivano dalla loro città per raggiungere le zone più remote del mondo islamico. La vasta pratica del mondo del commercio lasciò un segno nel linguaggio del profeta, in effetti nel Corano troviamo diverse espressioni che sembrano prese da questo mondo, per esempio le azioni degli uomini sono valutate con bilance di precisione, a prova di errore.

Per i Musulmani, Maometto è solo un tramite, è stato Dio stesso a dettargli l’intera rivelazione, che costituisce il Corano.

Col passare del tempo Maometto fece diversi viaggi, in un’occasione particolare lo fece per incarico di una ricca vedova Kadigia, del clan di Assad. Kadigia, impressionata dal carattere di Maometto, decise di sposarlo e questo fu una tappa molto importante della vita del profeta: egli infatti come figlio minore era escluso dall’eredità paterna secondo il diritto arabo e avrebbe dovuto vivere del suo lavoro. Con il matrimonio, invece, entrava in possesso dei capitali che gli consentirono di condurre un’attività economica in proprio e su larga scala.

Fino a che Kadigia fu viva Maometto non ebbe nessun’altra moglie, anche se le consuetudini arabe prevedono la possibilità di poligamia. La coppia ebbe sei figli, di cui i due maschi morirono in tenera età.

 

 

Eccovi raccontati i primi anni di Maometto, poco prima della Rivelazione e della Predicazione. Nel prossimo appuntamento vedremo le tappe decisive e finali della vita del Profeta.

 

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Fonti: L’atlante dell’Islam.

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