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Associazione Arcadia- Le radici sono il nostro futuro

Prendete la storia, unitela a fresche idee giovanili, aggiungete come sfondo la città eterna e ….. Associazione Arcadia- Le radici sono il nostro futuro fu!

 

Di cosa o di chi sto parlando?

Scopritelo attraverso le parole di chi, questo progetto, l’ha creato!

 

COME NASCE LA VOSTRA ASSOCIAZIONE?

La prima volta che abbiamo parlato di una nostra associazione culturale eravamo tre studentesse di archeologia, alle prese con esami, laboratori e tesi. Motivate dalla passione, dall’amore per la logo_arcadiastoria e per l’arte abbiamo deciso di impegnarci in un nuovo progetto, che coinvolgesse tutti, dai più piccoli ai più grandi, portandoli alla scoperta dei tesori nascosti che spesso, presi da mille impegni e da ritmi frenetici, restano indifferenti ai nostri occhi. È nata così Arcadia!

 

DI COSA VI OCCUPATE?

87Quelle che proponiamo non sono delle semplici visite guidate, sono momenti di divertimento in famiglia! In luoghi di eccezionale bellezza, come il Parco dell’Appia Antica, il Palatino e il Foro Romano e l’Aventino, Villa Adriana a Tivoli, organizziamo delle passeggiate in cui, sotto forma di gioco, raccontiamo la storia e le curiosità del posto in cui ci troviamo. Sono visite guidate interattive, in cui i partecipanti sono coinvolti in giochi pensati sia per i più piccoli sia per i più grandi! E allora eccoci tutti damine e cavalieri medievali alla conquista di Excalibur nel Giardino degli Aranci!

 

A CHI VI RIVOLGETE?

associazione arcadiaCi rivolgiamo ai più piccoli e alle loro famiglie. Il rapporto umano e l’interrelazione sono importantissimi e creare un gioco di squadra aiuta i bambini a crescere mentre si divertono. Allo stesso tempo anche i genitori passano del tempo in spensieratezza cimentandosi in rebus e cruciverba. Desideriamo che il tempo passato con Arcadia sia tempo di qualità per grandi e piccini!

 

QUALI SONO I PROGETTI FUTURI?

Da domenica 2 ottobre prendono avvio tutti i nostri prossimi appuntamenti. Quest’anno ci sono tre fili conduttori a guidarci. Il primo si chiama “Archeogiochiamo al Museo”: un divertente viaggio nel tempo che inizia nella Preistoria e finisce con l’Arte 14409457_10210051778152207_4275959338648992407_oContemporanea. I musei diventano gli scenari in cui si svolgono avventurose scoperte e in cui si svelano tante curiosità! Gli appuntamenti previsti sono: domenica 2 ottobre, alle ore 10.00, al Museo etnografico e Preistorico L. Pigorini e domenica 6 novembre al Museo Etrusco di Villa Giulia. Il secondo filo conduttore si chiama “La Ballata dei quattro elementi”: sparsi per Roma ci sono piccoli indizi nascosti che riguardano il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra. Diventando esploratori, andremo alla scoperta di questi importanti particolari. Il primo appuntamento è sabato pomeriggio, 22 ottobre, alle Catacombe di Sant’Agnese. Il terzo filo conduttore si chiama “Il medioevo nascosto”. Il primo appuntamento dedicato al Medioevo a Roma si è svolto sull’Aventino, adesso ci spostiamo sul Celio. Le luminose tessere del mosaico absidale di San Clemente e le meravigliose pitture dei SS. Quattro Coronati, sono solo alcuni tra i segreti che sveleremo domenica 20 novembre. Di volta in volta, inoltre aggiorneremo il calendario con tutti gli eventi.

 

DOVE VI POSSONO TROVARE?

Arcadia ha un suo sito internet: http://associazioneculturalearcadia.com/ Siamo, inoltre presenti con canali social su FB: associazione culturale arcadia: le radici sono il nostro futuro; su Twitter: Arcadia_radici; su Instagram: Arcadiassociazioneculturale e su Youtube: Arcadia ass. culturale.

 

Storia, Creatività, Gioventù, Famiglia e….. curiosità!

 

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albania,cultura,eventi,il blog di eleonora marsella,immigrazione,lecce,storia,Università del Salento

Il sogno italiano. L’esodo degli albanesi e l’immigrazione del secondo XXI

Verrà inaugurata giovedì 23 luglio 2015 alle ore 18 la mostra storico-documentaria “Il sogno italiano. L’esodo degli albanesi e l’immigrazione del sec. XXI”,sul primo piano dell’ex Monastero degli Olivetani (viale San Nicola, Lecce), è organizzata dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento con il contributo dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, e curata dal professor Carmelo Pasimeni.

 

La mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 7 dicembre, è il frutto di una paziente ricerca di fonti documentarie e iconografiche e ha visto la collaborazione del Centro Ura, di Asal Student e di Integra Onlus.

Il percorso prende le mosse dalla crisi del regime comunista dopo la morte del dittatore Enver Hoxha per illustrare le convulse fasi della transizione democratica e ripercorrere l’attraversamento dell’Adriatico da parte di decine di migliaia di profughi albanesi.

A distanza di quasi venticinque anni da quelle vicende, che segnarono profondamente l’identità collettiva del popolo albanese e l’opinione pubblica pugliese, i curatori propongono una riflessione di ampio respiro suggerendo come i fatti del 1991 costituiscano una delle radici profonde del ventunesimo secolo, segnato in modo evidente dal problema delle migrazioni.

Oltre al curatore Carmelo Pasimeni, all’inaugurazione prenderanno parte il Rettore Vincenzo Zara, l’Ambasciatore d’Albania in Italia Neritan Ceka, l’assessore alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo, il direttore del Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo Vitantonio Gioia, la presidente di Integra Onlus Klodiana Kuca e il presidente dell’associazione Asal Student Ergys Gezka.

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I principi fondamentali della rivoluzione francese di Mario Ragionieri

Il fascino della storia è sempre inarrestabile, se poi alla passione ci aggiungiamo una piacevole scrittura, il gioco è fatto. Si presenta così il nuovo libro di Mario Ragionieri, dal nome ‘I principi fondamentali della rivoluzione francese’. mario ragionieri

È pensante? No, assolutamente. È un libricino che, attraverso 130 pagine ci guida in questo importante periodo storico ricordando motti, momenti e periodi storici importantissimi.

Lo scrittore è già noto nel mondo storico, tant’è che ha pubblicato diversi libri su tale tema, anzi invito chiunque fosse appassionato di fascismo, repubblica di salò e gialli a leggere quanto prima un libro di Mario Ragionieri.

I principi fondamentali della rivoluzione francese colpisce perché nonostante l’argomento si presenti pesante, per qualcuno, questo scritto è scorrevole e di facile comprensione perché l’autore ha saputo porre l’accento sugli argomenti più rilevanti.

Come nasce I principi fondamentali della rivoluzione francese?

Il libro nasce dal desiderio di dare ai ragazzi, che affrontano lo studio della Rivoluzione francese, una traccia di quali furono i principi che generarono la Rivoluzione francese stessa e di tutte quelle riflessioni che costellarono il suo svolgimento.

A quale pubblico è destinato?

E’ tendenzialmente destinato agli studenti ma direi che dovrebbero leggerlo tutti per rinfrescarsi la memoria su dei principi allora enunciati e poi nel corso degli anni solo parzialmente messi in atto e ancora oggi largamente disattesi.

Come nasce la passione per la storia?

La passione per la storia nasce nella mia famiglia, di persone appassionate di storia e che soprattutto avevano vissuto le vicende del XX secolo perché io sono uno storico di quel periodo, lo preciso. Ho mangiato fin da piccolo ” pane e storia” come si dice da noi.

Leggi il mio libro perché…

Leggilo se vuoi innamorarti della Rivoluzione francese, leggilo se vuoi conoscere i suoi principi, leggilo se vuoi riscoprire il valore delle parole libertè egalitè fraternitè.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Il futuro comprende il secondo volume della storia parallela di Hitler e Stalin, già scritto e in fase di correzione e poi una serie di libri gialli che saranno in libreria già da metà giugno.Per quanto riguarda la storia, una rilettura del personaggio TOGLIATTI in chiave attuale senza fronzoli e raccontando le cose che realmente caratterizzarono la vita di questo personaggio sfrondandolo di una aureola di saggezza e di bravura che forse non gli compete poi molto.

 

Mario Ragionieri, I principi fondamentali della rivoluzione francese, Ibikos Editrice Risolo, prezzo di copertina 12 euro. (o nei migliori store online)

 

 

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100 anni,cultura,guerra mondiale,salento,storia,tricase

24 Maggio 2015- Mostra Nazionale 100 anni dalla Grande Guerra a Tricase

Domenica 24 maggio dalle ore 17:00 alle ore 22:00 presso Palazzo Antonaci Dell’Abate, a Tricase, per appassionati di storia e collezionismo, sarà organizzato uno speciale annullo filatelico grazie all’allestimento di  una postazione delle Poste Italiane collocata all’interno della Mostra Nazionale “100 anni dalla Grande Guerra”. L’esposizione curata da Donato Antonaci dell’Abate in collaborazione con il Museo Etnografico Arteinsalento, costituisce un’ importante testimonianza dell’evento bellico che scosse il mondo. Prima Guerra Mondiale

La mostra si compone di pezzi originali di grande valore, organizzati in diverse sezioni, contenenti: manoscritti di guerra, oggetti relativi alla permanenza in Albania nel 1918 del giovane salentino Dott. Francesco Donato Antonaci Dell’Abate, documenti firmati di pugno da Vittorio Emanuele III e da  Armando Diaz, una lettera scritta da  Pietro Mascagni relativa al figlio prigioniero in guerra in un campo di concentramento austriaco, fotografie d’epoca del fronte Italiano e Francese e relative macchine fotografiche con le quali furono scattate, lettori 3D del tempo, armamenti usati ed uniformi delle varie fazioni in guerra,  riviste d’epoca sugli avvenimenti storici, arte di trincea con oggetti e documenti originali.

Manifesto

 

La manifestazione patrocinata dal GAL Capo S. Maria di Leuca, ha ricevuto l’accreditamento come progetto rientrante nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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islam,Maometto,musulmani,storia

Gli ultimi anni della vita di Maometto

La gente di Medina gioì all’arrivo di Maometto e dei suoi seguaci, in qualche modo questo è facilmente comprensibile, dato che molti lo avevano già conosciuto nel corso dei suoi viaggi alla Mecca e tanti altri avevano sentito parlare di lui.

Uno dei primi problemi fu accogliere le decine di seguaci musulmani che arrivavano a Medina, che a quei tempi si presentava come un raggruppamento di case e capanne vicino ad un’oasi.Medina

La prima idea di Maometto fu quella di chiedere ad ogni medinese ricco di ospitare un musulmano, questa proposta fu accolta anche dai più poveri ma molti musulmani, non d’accordo con tale proposta, chiesero al Profeta di mostrare loro il mercato e dissero che se la sarebbero cavata lavorando e guadagnando. Nonostante le diverse ipotesi, Maometto si trovò ad affrontare un problema molto più grande poiché mancava il sostegno alla sua gente, dovette trovare una soluzione, quindi ecco cosa fecero: gli emigranti musulmani diventarono ben presto predoni del deserto. Il primo evento fu nel 623, il cosiddetto Raid di Nakhla, dove morì una persona e questo fatto destò scalpore, dato che nel mese sacro non era possibile versare del sangue, all’improvviso però il Profeta dichiarò di aver avuto una dichiarazione da Allah e le acque si calmarono.

L’anno successivo avvenne una nuova razzia, molto più grande, denominata la guerra santa contro gli infedeli;guerra

successivamente, Maometto fece costruire una trincea intorno la città e i nemici, una volta arrivati, si accamparono per un mese però alla fine dovettero mollare la presa e tornare nelle proprie terre.

In questo preciso momento di euforia, Maometto prese un’orribile decisione: ordinò di massacrare gli ebrei, mille uomini vennero decapitati, bambini e donne furono venduti come schiavi.

Un evento gravissimo accadde nel 625, i Musulmani furono sconfitti a campo aperto e lo stesso Maometto fu ferito, la moglie di uno dei Meccani si buttò sullo zio del Profeta, gli strappò il cuore e se lo mangiò. A quel punto un esercito di musulmani viaggiò verso la Mecca, la città cadde senza opporre resistenza e i suoi capi vennero portati davanti al Profeta che, con grande meraviglia di tutti, li lasciò andare via liberi, senza ucciderli. Non fu una mossa qualsiasi, anzi lo fece per appiattire sempre di più le differenze religiose createsi con gli anni, oltre a volerli perdonare per volere di Allah.

Pochi mesi dopo tenne un sermone nella valle e tale sermone venne denominato Il sermone dell’addio, dove il Profeta disse: Popolo, ascoltate le mie parole, nessun profeta o apostolo verrà dopo di me, nessuna nuova fede sarà portata agli uomini. Non fate del male a chi non ne ha fatto a voi, tutti i fedeli sono fratelli.

Pochi mesi dopo tale sermone, Il Profeta si ammalò, morì poco tempo dopo, pronunciando le sue ultime parole

O Allah, con la compassione dell’Altissimo.

Era il 632.

 

Abbiamo visto, attraverso le tre tappe, la vita di Maometto, dalle prossime puntate, vedremo nello specifico determinati argomenti trattati all’interno del Corano.

 

Fonte: L’atlante dell’Islam.

 

 

 

 

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Maometto

Secondo una delle più accreditate tradizioni, il futuro profeta sarebbe nato ‘nell’anno dell’elefante’, cioè nell’anno in cui il sovrano dello Yemen mandò una spedizione militare ad attaccare la Mecca con lo scopo di distruggere il Tempio della pietra nera, l’importante santuario dove le tribù nomadi dell’Arabia celebravano i propri rituali.

Maometto

Maometto

La spedizione yemenita fu un disastro dal punto di vista militare, ma la presenza in essa di un elefante colpì l’immagine dei Meccani che, in seguito, denominarono quell’anno ‘dell’elefante’ riferendosi a quello specifico ricordo.

Maometto non fu un bambino fortunato: il padre Abdallah morì prima della sua nascita mentre la madre Amina morì quando lui aveva circa sei ani. Di queste vicende si trova un eco molto chiaro nel Corano, dove si parla del rapporto tra Allah e Maometto come quello di un padre con un figlio adottivo. 

 

 

Non è vero che ti trovò orfano e ti ha raccolto?

Non è vero che ti trovò traviato e ti ha guidato alla verità?

Che ti trovò povero e ti ha arricchito?

 

hadit- sirah

Hadit, Sirah.

Per esempio nella Sirah (una delle Hadit, ovvero una delle storie su Maometto), vengono riferiti molti piccoli episodi sulle cure attente e rispettose che il nonno di Maometto dedicò al nipote ormai orfano e affidato alla sua custodia

Scopo del racconto è quello di comunicare la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di grande e misterioso, che chiunque si avvicinava al bambino non poteva fare a meno di provare. In ogni caso quell’oscura intuizione del nonno di Maometto era destinata di lì a poco a trovare una misteriosa conferma. Stando a un altro episodio raccontato nelle Hadit, un giorno un angelo si avvicinò a Maometto bambino, che stava pascolando le pecore. Secondo un’altra versione gli angeli erano due; secondo un altro racconto erano delle misteriose figure vestite di bianco. In tutte le versioni comunque un personaggio enigmatico si avvicinò al bambino e gli aprì fisicamente il petto per estrarne il cuore, e lavarlo con neve purissima, dopo averne estratto un grumo nero. L’angelo rimise il cuore nel petto del bambino che riprese vita e fu da allora in poi libero dal male e del peccato.

La rivelazione dell'angelo a Maometto

La rivelazione dell’angelo a Maometto

 

Una cosa è certa: Maometto visse in un ambiente dedito al commercio su grande scala, numerose carovane di mercanti partivano dalla loro città per raggiungere le zone più remote del mondo islamico. La vasta pratica del mondo del commercio lasciò un segno nel linguaggio del profeta, in effetti nel Corano troviamo diverse espressioni che sembrano prese da questo mondo, per esempio le azioni degli uomini sono valutate con bilance di precisione, a prova di errore.

Per i Musulmani, Maometto è solo un tramite, è stato Dio stesso a dettargli l’intera rivelazione, che costituisce il Corano.

Col passare del tempo Maometto fece diversi viaggi, in un’occasione particolare lo fece per incarico di una ricca vedova Kadigia, del clan di Assad. Kadigia, impressionata dal carattere di Maometto, decise di sposarlo e questo fu una tappa molto importante della vita del profeta: egli infatti come figlio minore era escluso dall’eredità paterna secondo il diritto arabo e avrebbe dovuto vivere del suo lavoro. Con il matrimonio, invece, entrava in possesso dei capitali che gli consentirono di condurre un’attività economica in proprio e su larga scala.

Fino a che Kadigia fu viva Maometto non ebbe nessun’altra moglie, anche se le consuetudini arabe prevedono la possibilità di poligamia. La coppia ebbe sei figli, di cui i due maschi morirono in tenera età.

 

 

Eccovi raccontati i primi anni di Maometto, poco prima della Rivelazione e della Predicazione. Nel prossimo appuntamento vedremo le tappe decisive e finali della vita del Profeta.

 

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Fonti: L’atlante dell’Islam.

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Medievalia in Finibus Terrae ad Acquarica del Capo il 2 Maggio

Il Castello medievale di Acquarica del Capo, il 2 Maggio dalle 15:30, apre i suoi possenti portoni a “Medievalia in Finibus Terrae”  l’evento gratuito, in abiti d’epoca, che per tutta la giornata di Sabato porterà il viaggiatore del tempo attraverso un percorso inedito nel Salento Medievale. Grazie a studiosi e professionisti dell’Associazione Culturale Archès, durante la rievocazione storica, la piazza d’armi del maniero sarà animata da preparati rievocatori in costumi storici che si muoveranno lungo la Linea del Tempo, mostrando antichi giochi e armi medievalimeticolosamente curati dal gruppo di rievocazione storica “Peregrinantes et Bellatores”; e poi ancora personaggi dell’epoca e usi ancestrali con il falconiere Luciano Levita e i suoi superbi rapaci e il menestrello Pier paolo Pederzini, mentre a colorare gli spazi attorno abili mercanti del tempo, da banchetti artigianali, esporranno spezie e scambieranno varietà di Semi antichi, riproposti grazie allaBanca dei Semi Salentina. Il palinsesto della tappa acquaricese  di “Medievalia in Finibus Terrae” è davvero ricco e offrirà a molti un’esperienza suggestiva e colta: alle 15:15 visita guidata agli affreschi della Cappella di San Nicola di Mira in Calsorizzo, alle 16:00 corso di terracotta antica, alle 18:30 Seminario didattico e presentazione della mostra “La linea del Tempo”. Evoluzione socio-culturale del Medioevo salentino, infine alle 20:30 Spettacolo di musica e danza tardo medievalicon l’Associazione culturale “Concentus-Tempus saltandi/Musica antica e danze storiche” condite da golose degustazioni di pietanze dell’epoca proposte dall’Azienda agrituristica “La locanda del fu Giovanni”.

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Approfondimenti: L’ iniziativa  presentata da ARCHES fa parte del progetto “La Linea del Tempo. Evoluzione socio – culturale del Medioevo salentino” finanziato dalla Regione Puglia, per il terzo anno consecutivo, nell’ambito del “Programma delle Attività culturali per il Triennio 2013 – 2015”. Il progetto Medievalia in Finibus Terrae si estende anche all’1 e al 3 maggio, con visite guidate nei luoghi che più di altri conservano le tracce del passaggio di quell’epoca. Immancabile la visita alle 15.30 di venerdì 1 maggio alla preziosissima ed elegante Basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, con una puntata alla vicina Soleto. Domenica 3 sarà protagonista Otranto: tra le altre cose, protagonista indiscusso del tour sarà il celeberrimo mosaico della Cattedrale mentre nel pomeriggio si avrà l’occasione di conoscere dettagli poco noti nella Valle delle Memorie. La mattina del primo maggio Medievalia si sposta In Finibus terrae, il Capo di Leuca, ripercorrendo alcune tappe dell’antica via dei Pellegrini provenienti da tutta Europa e diretti al Santuario alla fine delle terre.

 

Contatti: Info e prenotazioni per le escursioni ai seguenti numeri: 329.6239557 (Francesca) e 327.8410214 (Melissa), medievalia.arches@gmail.com.

 

 

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salento,storia,Università del Salento

Gli uomini e le lettere:personaggi,testi e contesti della Terra D’Otranto-A LECCE

Il 16 e 17 Aprile 2015 si svolgerà presso la sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento (piazza Tancredi 7, Lecce), il convegno internazionale “Gli uomini e le lettere: personaggi, testi e contesti della Terra d’Otranto di cultura bizantina”.

L’evento è inserito nel calendario delle celebrazioni per i sessant’anni dell’Università del Salento. image_resize

Il convegno si colloca nel più ampio progetto di ricerca “Biblioteca di Terra d’Otranto: reperimento, catalogazione e digitalizzazione dei manoscritti greci ed ebraici di Terra d’Otranto (secoli XI-XVI)”, promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Ateneo e dal Comune di Alessano (Lecce), e finanziato dal CUIS – Centro Universitario Interprovinciale Salentino.

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Nel corso del convegno, che vede la partecipazione dei maggiori studiosi della Terra d’Otranto di  cultura bizantina, sarà allestita una mostra sulle radici culturali del Salento delle  fonti greche ed ebraiche, in collaborazione con il Centro di Ricerca e Documentazione sull’Ebraismo nel Mediterraneo “Cesare Colafemmina”, e sarà presentato il sito web BTO (Biblioteca di Terra d’Otranto), che intende raccogliere progressivamente la descrizione dettagliata degli oltre 500 manoscritti greci prodotti nel Salento medievale.

 

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eleonora marsella,PINO CAMPO,recensioni,storia

IL TRIBUNO PRETORIANO di PINO CAMPO

Impero Romano, Diocleziano, barbari, legionari, Costantino, Terenzio, Prisco, Dacia e in particolar modo Livio Ventidio sono tutti protagonisti del nuovo romanzo di Pino Campo- Il tribuno PretorianoMonte S.Angelo.solo
Il romanzo è quindi di tipo storico, lo scrittore indaga su fatti e eventi poco trattati in genere, ha una buona capacità di trasportare lo scrittore all’interno della storia stessa tuttavia è necessaria una buona elasticità mentale per seguire il filo conduttore di numerose azioni storiche.

Una storia che potrà stupirvi dall’inizio alla fine, se seguirete con una buona dose d’attenzione, il suo carattere storico rende il libro ricco di eventi, di personaggi, di sfumature, di retroscena.

Lo scritto Pino Campo, intervistato per l’occasione, ecco cosa ha raccontato:

Come nasce Il tribuno pretoriano?

Ho già scritto l’epilogo della storia (non ancora pubblicata) di Teodoro, legionario morto martire per la fede, che ha dato il nome al mio paese natale, San Teodoro di Sicilia. Avevo bisogno di creare un personaggio di fantasia, cioè di colui che sarà il testimone di quegli eventi futuri: Livio Ventidio, Il tribuno pretoriano. In questo romanzo narro la sua storia, il prologo e come le strade dei due si incrociano.

Il romanzo ha un genere fortemente storico, come nasce la passione per questa tipologia di lettura e scrittura? cop.ycp (1)

La storia mi ha sempre appassionato, in tutte le sue forme. Ho scoperto V. M. Manfredi e i suoi romanzi, poi Frediani. Ho letto quasi tutti gli altri autori di questo genere, ma considero il maggior esempio di storico Il nome della rosa. Tutto questo ha risvegliato in me l’antica passione per la scrittura, che avevo lasciato in disparte per motivi di lavoro. Ho sempre sognato di scrivere un grande romanzo storico.

Leggi il mio libro perché…

Perché è ambientato in un periodo di svolta della storia, poco trattato, alla vigilia dell’ultima grande persecuzione e molto appassionante; presenta tutti gli ingredienti propri della vita, che fanno di un romanzo una buona lettura: in primis il complotto contro Diocleziano, le svariate trame che si intrecciano e fanno da pretesto alle avventure dei protagonisti e all’amore, nel destino di Livio, che arriva “come un diretto allo stomaco”.

Il libro in 3 righi?

È assai difficile auto-promuoversi, ma colgo l’occasione per dire che in esso ho cercato di profondere tutta la mia passione per la storia del mio paese e la scrittura. È il frutto di quattro anni di lavoro di documentazione, per la prima stesura e, non meno importante, per innumerevoli revisioni. È il frutto della voglia di narrare la storia con un linguaggio moderno, per cercare di avvicinare la gente alla lettura.

Il tribuno pretorio di Pino Campo, prezzo di copertina 13 euro, link per l’acquisto e info: http://www.pinocampo.it/pino-campo-scrittore-2/

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africa,ritrovamento,storia,Università del Salento

Nuovo straordinario ritrovamento in Egitto della missione archeologica Unisalento

Nuova straordinaria scoperta dei ricercatori dell’Università del Salento impegnati nella Missione Archeologica nel sito di epoca greco-romana di Soknopaiou Nesos, nel deserto a nord dell’oasi egiziana del Fayyum.

Nel corso dell’undicesima campagna di scavo del Centro di Studi Papirologici, diretta dai professori Mario Capasso e Paola Davoli, è stata ritrovata una discarica di 167 ostraka (cocci scritti) con testi demotici, che erano depositati sotto il pavimento immediatamente a ovest del tempio dedicato al dio coccodrillo Soknopaios.

«Gli ostraka contribuiranno notevolmente alla storia dell’Egitto di epoca greca e romana», sottolinea il professor Capasso, «La scoperta conferma che, accanto al greco, nel sito si parlava e si scriveva il demotico, una delle forme dell’antico egiziano».

Il “Soknopaiou Nesos Project”, fondato nel 2001 su iniziativa del Professor Capasso, che dirige il Centro di Studi papirologici dell’Ateneo, e della professoressa Davoli, è finanziato dall’Università del Salento, dal Ministero degli Affari esteri e da alcuni privati, sostenitori dell’associazione omonima. Dopo lo studio topografico del sito, lo scavo archeologico è iniziato nel 2003 e ha portato alla luce centinaia di documenti papiracei in greco e demotico e numerosi oggetti come fregi, statuette, amuleti, ma anche sandali in fibra di papiro e una grande spada in ferro con un pomello in ebano perfettamente conservato.

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bianca berlinguer,enrico berlinguer,eventi,SIMONETTA FIORI,storia,università romatre

30 anni dalla morte di Enrico Berlinguer a RomaTRE

In vista dei 30 anni dalla morte di Enrico Berlinguer si è tenuto oggi presso il dipartimento di scienze politiche dell’Università di RomaTRE, un importante incontro che ha visto protagonisti Bianca Berlinguer, figlia di Enrico, la giornalista Simonetta Fiori (La Repubblica), l’autista del politico Alberto Menichelli in compagnia della scorta dell’allora Segretario generale del PCI.

Il convegno organizzato dal Sindacato universitario si divideva in due parti: nella prima la giornalista Fiori poneva le domande alla Signora Berlinguer, direttore di TG3, e nella seconda parte si seguivano vari video inerenti la figura del politico.

L’incontro è stato introdotto dallo studente Matteo Scalabrino e subito dopo, per scaldare l’atmosfera, la giornalista Fiori legge un estratto sulla questione morale di Enrico Berlinguer e chiede: “cosa rappresentava la ‘questione morale’ per suo padre ?”

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(Scalabrino e Bianca Berlinguer)

<< Non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui, dopo trent’anni a parlare di mio padre- esordisce Bianca Berlinguer- per mio padre la questione morale era diventata una questione centrale, il fulcro della sua politica, come punto cardine della sua ‘lotta’.>> [..]

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(Bianca Berlinguer e Simonetta Fiori)

“Quale ricordo ha di suo padre?”- chiede la giornalista Fiori e la Signora Berlinguer racconta:

<< Mi viene in mente un episodio del 1973, mio padre si trovava in Bulgaria e durante un corteo, la strada che stava percorrendo con la sua auto fu tagliata da un mezzo militare carico di pietre, lui ne uscì miracolosamente illeso ma le persone in macchina con lui rimasero ferite chi gravemente chi in modo più superficiale. Una volta arrivati in ospedale i medici invitarono mio padre a rimanere in ospedale sotto osservazione per 48 ore, lui accettò ma dichiarò che in questo modo si sentiva obbligato nel fare un comunicato stampa, in modo da spiegare come mai non tornava in Italia e dopo questa sua richiesta fu subito rilasciato e tornò in Italia la sera stessa. Al ritorno mio padre fu fortemente insospettito da quanto accaduto e non ne parlò più con nessuno>>

Fiori passa la parola all’autista di Enrico Berlinguer e chiede ad Alberto Menichelli di raccontare ciò che ricorda meglio del politico e dopo diversi attimi di commozione risponde:

<< Il mio rapporto con Berlinguer iniziò molto lentamente, sia per il mio essere timido che per il suo carattere riservato, ci limitavamo a dirci buongiorno o buonasera; in realtà col passare dei tempi ci ritrovammo più di quanto io potessi immaginare ed ancora oggi ringrazio chi mi diede la possibilità di diventare la spalla di Berlinguer, un’occasione che capita solo una volta nella vita>>.

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(La scorta)

Bianca Berlinguer durante l’incontro nomina l’Onorevole Aldo Moro in più occasioni, senza far trapelare il suo personale parere sull’accaduto, rimanendo però emozionata durante il racconto dell’autista Menichelli circa il racconto di suo padre.

Una splendida iniziativa quella organizzata e promossa dal sindacato universitario, con la speranza di poter assistere a numerosi di questi eventi, ci auguriamo che in questo modo la politica e la storia possano piano piano prendere consapevolezza nella mente di ogni studente, futuro della nostra società.

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L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera

Milan kundera è uno scrittore, saggista, poeta e drammaturgo ceco ma residente da tanti anni ormai in terra  francese.  Esordisce con diverse raccolte poetiche ma si affermerà in seguito grazie alla bellezza dei suoi romanzi.

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L’insostenibile leggerezza dell’essere è una storia scritta nel 1982 e pubblicato per la prima volta in Francia nel 1984, in Italia pubblicato tramite l’editore Adelphi.

 

Il romanzo, che si svolge a Praga negli anni intorno al 1968, descrive la vita degli artisti e degli intellettuali cecoslovacchi nel periodo fra la Primavera di Praga e la successiva invasione da parte dell’Unione Sovietica. La storia si focalizza su quattro personaggi chiave  composto da : Tomáš (un chirurgo di fama e successo che ad un certo punto perde il lavoro a causa di un suo articolo su Edipo che, anche a causa delle modifiche operate dai redattori del giornale a cui lo ha inviato, risulta molto critico nei confronti dei comunisti cechi), la sua compagna Tereza (una fotografa), la sua amante Sabina (una pittrice) e un altro amante di Sabina, Franz (un professore universitario). Questi quattro personaggi vengono seguiti nelle loro vite fino alla fine. Tomáš ha due interessi: il lavoro e le donne. Egli si innamora di Tereza ma non riesce a rinunciare alle sue amanti, e questo rende Tereza estremamente gelosa, ma per la sua debolezza la donna non riesce a ribellarsi e tiene per sé i suoi tormenti, fingendo di non sospettare il tradimento di Tomáš. Sabina è un’idealista, uno spirito libero. Avrà una breve storia con Franz, di cui si innamorerà perdutamente, ma, non avendo il coraggio di stabilire un rapporto serio, fuggirà lasciandolo solo, senza nemmeno una parola di commiato. Franz inseguirà il ricordo di Sabina e sarà proprio questo a portarlo alla morte.

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Ciò che intriga di Kundera è il suo approccio alla scrittura, il romanzo è diviso in sette capitoli: la leggerezza e la pesantezza, l’anima e il corpo, le parole fraintese, l’anima e il corpo, la leggerezza e la pesantezza, la grande marcia e il sorriso di karenin (Non è un caso se alcuni capitoli si ripetono). Ogni capitolo narra una parte di storia dei personaggi intrecciati ad un argomento importante della vita di ognuno di noi, dalla leggerezza, alla pesantezza delle cose, delle situazioni, ai tradimenti e a tutti i sentimenti che ne ruotano attorno.

È cosi particolare Milan Kundera che ha suscitato in me tanta curiosità per la sua vita, la sua scrittura,il suo approccio e soprattutto verso il suo pensiero, ciò che è magico nello scrittore è la sua modalità di racconto intrinseca ad un periodo storico politicamente e socialmente caldo.

Lettura fluida, argomenti esistenziali,storie quotidiane e reali: romanzo consigliatissimo!

 

 

 

 

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