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Il Tour degli Autori Emergenti 2017

Arriva il “Tour degli Autori Emergenti” a Roma, il 16 e 17 Dicembre 2017.

Un weekend letterario organizzato dalla Blogger Eleonora Marsella e il suo team: Maurizio Costa, Federica Girardi e Francesca del Vicario.

Un doppio appuntamento dove sarà possibile conoscere nuovi talenti nel mondo dell’editoria d’oggi.

Si terrà la presentazione del libro di Vittorio Piccirillo e Roberta Caradonna il 16 Dicembre alle ore 18 presso TOSCA ENOTECA BISTROT Via Pietro Giordani 21 (150 metri Metro B Basilica S. Paolo) Ristorante, enoteca, bistrot, pub.,  con performance poetica di Marco Patuzzi e letture di Francesca del Vicario, attrice di teatro.

Il 17 Dicembre dalle 12 alle 14 si terrà il brunch degli autori, presso Radio Kaos Italy, in via Eugenio Torelli Viollier 17: Francesca del Vicario interpreterà gli estratti dei libri di Roberta Caradonna e Vittorio Piccirillo, mentre Marco Patuzzi reciterà le sue poesie in diretta radio, video e facebook.

Ad entrambi gli eventi un piccolo buffet finale, ingresso gratuito per tutti.

 

 

16 Dicembre-TOSCA ENOTECA BISTROT Via Pietro Giordani 21 (150 metri Metro B Basilica S. Paolo) Ristorante, enoteca, bistrot, pub.

17 Dicembre- RADIO KAOS ITALY- via Eugenio Torelli Viollier 17- POSSIBILITà di vedere la diretta radio per tutti

 

EVENTO FACEBOOK

 

 

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“Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone

Oggi incontriamo una nuova autrice con un romanzo che ci porterà a riflettere sui nostri momenti di amarezza e profonde crisi personali.

Si chiama Silvia Trevisone con Un momento di chiarezza.

Nata a Milano nel 1982, laurea in sociologia presso l’Università di Milano Bicocca, vive nella provincia milanese.

 

Il libro racconta una storia che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha vissuto sia nella veste di vittima che in quella di carnefice con una moltitudine di certezze che crollano nel momento in cui gli eventi ci travolgono.

La protagonista è Daisy che non ha ben chiaro il suo posto nel mondo nonostante i suoi 33 anni e dalla quale ci si aspetterebbe una certa maturità o, per lo meno, la società prevede questo iter. Decide di gettare al vento la sua promettente carriera da chimico e di vivere con lavori saltuari rintanandosi nel suo monolocale che la separa dal resto del mondo che lei ha deciso di estromettere completamente dalla sua vita. Un incontro casuale con un ragazzo presso una caffetteria le farà crollare il castello di solitudine che si è costruita nel tempo e la riporterà alla vita come la maggior parte delle persone la etichettano.

Non mancheranno altri personaggi che, nel loro piccolo, aiuteranno la giovane ragazza durante questo percorso di rinascita verso la vita. Uno di questi è un prete che con la sua comprensione verso chi è diverso, aiuterà Daisy ad andare oltre lo spettro dell’isolamento.

Viene toccato un tema importante come quello della violenza sulle donne ma anche le parole che alcune volte non riusciamo a dire ai nostri genitori e che ci portano ad allontanarci da loro, a volte, in modo irreversibile.

Ogni nostra scelta porta con sé delle conseguenze che non sono sempre bene accettate da chi ci ama ma che ci portano a vivere la nostra vita con coraggio e affrontando le difficoltà.

 

Come nasce la tua opera letteraria?

Il mio libro nasce da un personaggio, la protagonista, Daisy.

E’ arrivata lei per prima, con il suo bagaglio emotivo, la sua storia, i suoi punti deboli.

Volevo raccontare di qualcosa di vero, che potesse essere parte della vita di chiunque e in cui le persone potessero riconoscersi.

Per questo ho scritto una storia che parla di alienazione sociale, di problemi sentimentali, relazionali e sessuali, di dinamiche lavorative incerte e di rapporti familiari complicati.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

In realtà sono più curiosa di sapere cosa vedranno loro in questo libro.

Sono affascinata dall’idea che il lettore faccia sue le mie parole e i miei personaggi, per restituirmeli con la sua chiave di lettura.

 

Leggi il mio libro perché…

Questo libro parla a tutti e di tutti ed è simile alla vita: drammatico ed ironico.

Cerco di raccontare una storia senza giudicarla e senza finto buonismo. Da lettrice prima che scrittrice, apprezzo i libri fuori dal nomale che parlano di cose normali. “Un momento di chiarezza” è così.

 

 

Progetti futuri?

Nell’immediato futuro, la promozione di questo libro, che spero possa raggiungere quante più persone possibili.

E poi, il secondo romanzo, che ho già cominciato a scrivere e che spero possa vedere la luce molto presto.

In realtà, ho cominciato a scriverne due e sto aspettando di capire quale portare alla fine per primo.

Dipende molto dall’istinto; a volte hai bisogno di scrivere una storia, altre volte un’altra.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Un momento di chiarezza di Silvia Trevisone – Editore: ha usato il sistema di Crowfunding– 129 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti,autori,autori emergenti,il blog di eleonora marsella,recensioni,roma,scrittori

“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti

Ambretta Centofanti, classe 1949, di Formello, ritorna nel mondo editoriale con una nuova raccolta “I meravigliosi viaggi della fantasia”.

 

Deliziosi racconti dove la natura è la protagonista, alberi, fate, fiori, insetti, la luna, animali, il sistema solare e tantissimi altri elementi ne caratterizzano le storie fino a farle vivere al lettore.

 

“Pino un giudizioso pinguino”, “Marilù la principessa del vento”, “Cip il passerotto sbronzo”, “La meravigliosa Giostra dell’universo” e tantissime altre storielle all’interno del libro di Ambretta Centofanti.

Storie da leggere insieme ai propri figli, nipoti, fratelli e sorelle. Storie diverse ma con un denominatore in comune: la natura e l’approccio umano.

 

Scrittura scorrevole, trame divertenti e letture per grandi e piccini: libro consigliato!

 

Trama, descrizioni e personaggi meritano 5 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa racconta l’autrice:

 

Come nasce il tuo libro?

Abito a Formello, pittoresco paese della campagna romana, all’interno del Parco di Vejo. La suggestiva ambientazione dei luoghi e gli animali che vi dimorano hanno ispirato le magiche atmosfere e i personaggi dei miei racconti. La passione per la scrittura, che da pensionata posso ora coltivare pienamente, mi ha permesso di immortalare quel mondo fiabesco che fin da bambina popola le miei fantasie.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno la tua opera tra le mani?

A chi avrà il mio libro tra le mani consiglio di indossare le ali della fantasia per   ricominciare a sognare. I personaggi dei miei racconti sono stati “umanizzati” dando vita a deliziose fiabe.

 

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perchè farai la conoscenza di Cinciuè, una dolcissima bambina dagli occhi a mandorla che, accompagnata dalla Fata Flora esplorerà i Tre Regni della Natura e i suoi meravigliosi abitanti. Regina Blù e i suoi amici magici che vivono nel “bosco incantato” ti faranno vivere forti emozioni…Tanti altri personaggi ti aspettano desiderosi di farsi conoscere.

 

Progetti futuri?

Spero di conservare la mia “sfrenata fantasia” per scrivere altre fiabe e farle conoscere ai bambini e a tutti gli animi sensibili e amanti della Natura.

 

“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti, Armando Editore, numero di pagine 64, prezzo di copertina 7 euro.

 

 

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“Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore” di Silvia Brindisi

Con l’arrivo dei primi freddi sentiamo la necessità di una storia che ci scaldi il cuore e che ci faccia ritrovare la speranza verso il prossimo. Il libro di oggi ha questo potere.

L’autrice è Silvia Brindisi 37 anni, nata a Roma, dove lavora come educatrice professionale di comunità. Oltre al lavoro adora il mare, leggere, viaggiare, ascoltare musica e scrivere.

Già nota nel mondo editoriale pubblica il libro “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore”.

Protagonista di questa storia è Mara una ragazza semplice come tante che, passeggiando per le vie di Roma incontra casualmente un senzatetto, Antonio. Decide di avvicinarlo e di parlargli. Dopo avergli offerto la colazione, tra i due nasce una bella amicizia.

Nei giorni seguenti Mara deciderà di aiutare Antonio a riprendere in mano la sua vita senza che entrambi abbiano la consapevolezza che il loro incontro cambierà in meglio le loro vite.

Potrebbe sembrare una delle tante storie che sentiamo giornalmente ma in realtà, l’autrice, racconta la realtà dei fatti in una città, Roma, dove puoi vivere mille vite e nessuna.

L’incontro fra i due protagonisti porterà a un intreccio di sentimenti, emozioni e rapporti tra i vari familiari che non ti aspetteresti in alcun modo. In questo modo la scrittrice tocca dei temi importanti come l’altruismo, l’indifferenza e i pregiudizi che le persone hanno su ciò che è diverso.

A fare da cornice a questa storia è la città eterna: Roma. È descritta nella sua totale bellezza che, la maggior parte di noi, ha dimenticato o non riesce a vedere a causa delle cronache recenti.

A volte, un semplice incontro può sconvolgerti, salvarti e cambiare la vita, tutto in maniera inaspettata.

 

Come nasce la tua storia?

La mia opera letteraria “ Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore ” nasce da una realtà sempre presente a Roma come in altre città ovvero quella dei senza fissa dimora.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

Spesso girando per la mia città vedevo soprattutto d’inverno e non solo queste persone sole e mi sono posta diverse domande e da li ho deciso poi di scrivere una storia che potrebbe capitare a chiunque. Mi hanno influenzato molto il mio carattere, la mia empatia e sensibilità ma anche il mio lavoro perché sono educatrice professionale di comunità.

Alcuni dei messaggi che vorrei lanciare è che il mio libro parla di attualità , di realtà difficili ed emozioni ma soprattutto che non bisogna mai mollare anche nei momenti difficili .

 

Il tuo libro in poche parole?

Il mio libro è ambientato a Roma , racconta di quanto un incontro casuale possa cambiare la vita ad ognuno di noi anche solo con un piccolo gesto o una frase.

Nello specifico infatti racconto l’ incontro tra una ragazza e un senza fissa dimora e da quel momento le loro vite così apparentemente diverse si uniranno con molti risvolti anche positivi per entrambi.

Leggi il mio libro perché….

Perché è un libro intenso, vero , realistico , pieno di emozioni e si legge in modo scorrevole.

Progetti futuri?

Sicuramente continuerò a far conoscere il mio libro tramite eventi, interviste e radio, anche fuori Roma e in cantiere c’è un nuovo libro.

 

Numero di stelle 4 su 5 – Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore di Silvia Brindisi – Editore: LFA Publisher – 86 pagine – prezzo di copertina 10,20 euro.

 

L’autrice presenterà il suo libro Sabato 21 Ottobre a Roma, San Pietro, a partire dalle ore 18.

 

Il mio scritto si può trovare sia cartaceo che in ebook online.

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Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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 “Déjà vù – a volte ritorno” a Teatro Trastevere

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

10-15 Ottobre 2017

 “Déjà vù – a volte ritorno”

 

Regia

Leonardo Buttaroni

Soggetto di: Leonardo Buttaroni

Scritto da: Lorenzo Misuraca

Con

Ermenegildo Marciante, Daniela Ioia, Leonardo Buttaroni

Scene di Roberto Pavoni

A volte ritorno…il tempo è una grottesca illusione

cit.

Cosa succederebbe se rimanessi incastrato in un loop temporale costretto a rivivere sempre la manciata di minuti che ti separa dal tuo omicidio? E se in questo breve tempo dovessi non solo salvarti la vita ma anche capire chi e perché vuole farti fuori?”

“Déjà vù – a volte ritorno” è un thriller comico che parte proprio da questa premessa e procede in una sequenza di colpi di scena che si abbatteranno come un destino ciclico su i due protagonisti della storia. Tutto calato in un’atmosfera surreale e straniante, solo accettando il corto-circuito del tempo e guardando in faccia la verità, i protagonisti riusciranno ad uscirne vivi. Forse.

 

L’autore dice:

“Questa idea parte da lontano: c’è tanta difficoltà a mettere in scena questa commedia nera, prima di tutto per il fatto che rappresentare un salto temporale a teatro non è mai cosa semplice, secondo poi strutturalmente è una commedia ostica per gli attori: soprattutto per la complessità dei movimenti scenici.”

Tutta l’atmosfera è densa di mistero: la scelta di tagli di luci che scavino il viso per dare la giusta atmosfera e la recitazione originale, puntano alla credibilità dei personaggi stessi, suscitando il riso e creando la giusta dinamicità, per un risultato pieno di azione.

L’intenzione infatti è quella di regalare al pubblico uno spettacolo ricco ed esplosivo, un mix tra giallo, thriller e commedia noir in cui ad ogni quadro possa succedere qualcosa di imprevedibile e sorprendente per lo spettatore, dove:

“…il buono diventa cattivo e viceversa, dove ad ogni angolo c’è un imprevisto: immaginate tre personaggi in una roulette russa,dove uno di loro può provare ancora e ancora e ancora…”

 

 

10-15 Ottobre 2017

Déjà Vù – a volte ritorno

Teatro Trastevere, via Jacopa de’Settesoli 3, 00153 Roma

orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

contatti:

06.5814004

info@teatrotrastevere.it

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La Casta Morta

LA CASTA MORTA

dal 28 febbraio al 5 marzo 2017

Soggetto di Luigi Marinelli e Michele Sganga
Testo di Adriano Marenco

Regia di Simone Fraschetti

con Raffaele Balzano, Marco Bilanzone, Valentina Conti, Francesca Romana Nascè, Mersia Valente, Marco Zordan

Installazioni a cura di Pamela Adinolfi, Alessandra Caputo, Daniele Casolino, Lisa Rosamilia, Antonio Sinisi

Musiche di Michele Sganga
Soprano: Nora Capozio
Violino: Lia Tiso
Pianoforte: Michele Sganga
Chitarra, riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione: Studio Sonicview – Roma

Scenografie di Domenico Latronico

Foto di scena Ikonica Foto

Produzione Patas Arriba Teatro

La casta morta nasce come omaggio all’autore de La classe morta, Tadeusz Kantor, del quale nel 2015 ricorre il centenario della nascita.

Uno spettacolo nuovo, un’opera originale ispirata alla sua concezione dell’arte come libertà, continuo dissenso e “salvezza”. Quelli che erano i vecchi-bambini de La classe morta sono ora ministri e deputati, l’aula scolastica diviene aula parlamentare. Il potere da una parte, l’arte come “realtà del rango più basso” dall’altra.

Cinque parlamentari e un commesso eleggono il presidente fantoccio Neoplasio. A turno lo animano, gli danno voce ma, in Neoplasio, burattino e burattinaio coincidono. Nell’ombra della sua autorità faranno tutto il possibile per mantenere il potere fino alla fine dei giorni.

In scena il potere economico, rappresentato da una lavagna-monolite, e quello politico, rappresentato dalla casta, vivono la massima intimità nel momento del bisogno fisiologico.

La casta sa di essere morente. Ora dovrà trovare il modo di rigenerarsi. I deputati ricercano solo un nuovo tipo di potere, per continuare ad esistere, un potere dal volto umano, che si avvicini alla gente creando nuovi consensi.

Mentre la pars destruens dello spettacolo è giocata dai politici, la pars costruens è rappresentata dal mito omerico: in tempo di guerra Kantor aspettava il ritorno di Odisseo alla stazione di Cracovia, l’eroe doveva tornare a casa, sconfiggere i Proci usurpatori e ristabilire il buon governo. Ne La casta morta cinque happening evocheranno il tempo del mito in luoghi scenici adattati. Cassandra, Circe, Penelope e Athena aiuteranno Odisseo a ritornare a casa.

La casta è un branco.

Il branco difende il proprio territorio, la zona di caccia, il bacino di voti. Ogni esemplare monta la guardia, difende, aggredisce e sbrana. Ognuno di loro è simile agli altri, stessa pelliccia, medesimo appetito. Avanzano a quattro zampe nella storia, troveranno la postura eretta ed il potere.

La casta è un sistema di stratificazione gerarchica della società.

Al vertice un Presidente, dietro di lui ministri e parlamentari.

Nel fondo i cittadini.La casta parla di sé, non si censura, non si pente di nulla. A volte il Mito torna nella storia in forma di sogno, di reminiscenza disturbante. I vecchi insegnanti-personaggi mitologici appaiono ai cattivi scolari, li terrorizzano, li puniscono. Ma il Mito è un racconto e non può cambiare la realtà. La casta continuerà a graffiare la storia, a salvaguardarsi, a rigenerarsi.

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Uno zombie d’altri tempi di Gilda Di Nardo

Gilda Di Nardo, classe 1976, ritorna nel panorama editoriale con un nuovo romanzo attuale dal titolo ‘Uno zombie d’altri tempi’ edito da Ilmiolibro.it

Ambra, Tina, Carmela, Bokor, i coniugi Duzzi, Andrea, Nietta, Maddalena, Pasquale, Michele, Luca e tanti altri faranno compagnia a Marco, il protagonista della storia.

Marco è un giovane ragazzo che partirà da Roma per raggiungere la meravigliosa città di Taranto, conduce una vita monotona, batte i piedi sul tappeto tre volte prima d’entrare in casa, compie sempre le stesse azioni e difficilmente si tuffa in una realtà diversa dalla sua.

Ambientazione? Roma- Taranto, una bellissima cittadina della Puglia che sarà protagonista del romanzo nato dalla penna di Gilda Di Nardo. Marco andrà a Taranto per acquistare una casa ma…. Qualcosa di inaspettato capiterà alla sua vita (reale).

 

La psiche umana, i sentimenti che colorano la vita, i dubbi, la realtà, l’attualità, le caratteristiche umane e tantissimi altri piccoli elementi costituiscono un romanzo degno di nota che merita 5 stelle su 5.

 

Come nasce il tuo libro?

Dalla voglia di “tornare” a Taranto e da un’idea portante nata dalla mia curiosità per la cultura haitiana degli zombie, un fenomeno ben più ampio rispetto ai “morti viventi” che mi ha dato spunto per il titolo e per un traccia presente in tutto il romanzo.

 

A quale pubblico è rivolto?

Ad un pubblico adulto, dai riscontri che ho avuto fin ora, dai vent’anni ai settanta sembrano apprezzare tutti, soffermandosi magari su cose diverse, chi più sul senso di mistero, chi sulla ribellione o sull’amore o sulla storia della città.

 

Leggi il mio libro perché…

Perchè è un viaggio misterioso, impetuoso e poi improvvisamente leggero tra realtà e fantasia per vedere Taranto ma soprattutto per confrontarsi con temi come libertà, amore, ribellione, il vecchio e il nuovo, il passato, il presente e il futuro.

 

Progetti futuri?

Molti. Uno già in corso in cui mi propongo di usare diversi strumenti narrativi (quindi non solo la scrittura) e cimentarmi in racconti brevi. Ed altre due idee di romanzo ben definite che piano piano prenderanno forma…

 

Uno zombie d’altri tempi di Gilda Di Nardo, 126 pagine, prezzo di copertina cartaceo 13,50 euro.

 

 

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XI Concorso letterario Città di Castello

Nuova opportunità per tutti gli amanti della scrittura

Vi segnalo un nuovo appuntamento letterario dove penna, talento e fantasia si incontrano per dar vita  a qualcosa di magico.

LXI edizione  del Premio Letterario «Città di Castello», concorso letterario a tema libero, è suddivisa in tre sezioni riservate a opere inedite di narrativa, poesia e saggistica (bando scaricabile su www.premioletterariocdc.it). I vincitori vedranno la propria opera pubblicata su cartaceo con la casa editrice LuoghInteriori. Tracciati virtuali ha confermato anche due sezioni speciali: «Mondi e Culture sulle sponde del Mediterraneo», per promuovere la conoscenza e l’interazione tra la cultura italiana e la cultura araba; 1970-2020: Verso il 50° anniversario della Regione Umbria, con l’obiettivo di favorire studi e ricerche riferiti alla storia e all’economia della Regione.

“Il premio letterario Città di Castello è tra le manifestazioni di spicco del panorama locale, un evento che varca i confini cittadini e parla ad una platea eterogenea e qualificata, che in questi anni ha scoperto il nostro territorio, attratta dall’amore per la scrittura” ha commentato Michele Bettarelli al ritorno dalla trasferta.

In una città di stampatori e editori, Tracciati Virtuali ha creato il segmento mancante  alla filiera culturale, che rappresentiamo in varie discipline artistiche, grazie all’eredita di Burri e a quella che ci viene dal passato Rinascimentale.

Condividiamo la scelta di sviluppare il premio lungo dodici mesi e di orientare questa articolazione verso le scuole, investendo su giovani, che le cronache descrivono come sempre meno avvezzi alla loro lingua madre. Infine la scelta della carta, non scontata e non esclusiva, che rende il premio un’eccezione nel mondo dei concorsi con pubblicazioni virtuali”.

 

 

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Presentazione del libro ‘Diario di una Giudice’

Donne e cultura al centro dell’appuntamento romano giovedì 23 Febbraio 2017 a partire dalle ore 15 nell’Aula Europa della Corte di Appello di Roma in  via Romeo Romei n. 2.

Chi presenta cosa?

Dall’Associazione Donne Magistrato Italiane e dall’Associazione Nazionale Magistrati viene presentato il volume DIARIO DI UNA GIUDICE di Gabriella Luccioli.

La presentazione del libro di Gabriella Luccioli è affidata a Donatella Stasio, giornalista del Sole24 ore. Interverranno poi Ernesto Lupo, Primo Presidente emerito della Corte di Cassazione – Renato Rordorf, Primo Presidente Aggiunto della Corte di Cassazione – Giuseppe Salmè, già Presidente di sezione della Corte di Cassazione – Marina Brollo, Direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Udine.

 

IL LIBRO

Dall’ingresso in magistratura nel 1965 sino alla direzione della prima sezione civile della Corte di Cassazione, il diario di Gabriella Luccioli ripercorre le tappe professionali di una fra le prime donne in Italia ad avere avuto accesso all’attività giurisdizionale. Attraverso un percorso caratterizzato da forte senso di responsabilità e impegno – e dalla declinazione costante di un nuovo modello di giudice capace di rispecchiare, e non di negare, lo stile, i valori e la sensibilità delle donne – si evocano le trasformazioni che hanno mutato la nostra società e la giurisprudenza su questioni eticamente sensibili, soprattutto in materia di diritto di famiglia e biodiritto.

 

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cultura,febbraio 2017,roma,teatro trastevere

Civico 15

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

“CIVICO 15”

di

Olimpio Pingitore

Dal 21 al 26 febbraio 2017

Con:

Silvia Cox, Albamarina Dei, Fabrizio Nicoletti, Olimpio Pingitore, Francesca Targa, Gianlorenzo Tennenini.

Regia: Olimpio Pingitore

Una palestra anonima in una anonima città. Una riunione di condominio. Un ascensore da approvare. Sei personaggi insoliti amanti dell’umanità ma intolleranti verso il vicino della porta accanto. Questo lo scenario con cui si apre la divertente commedia “Civico 15” che la Compagnia TramAttori porta in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 26 febbraio con la regia di Olimpio Pingitore:

Un’occasione per rivivere, divertendosi, le dinamiche che tutti noi affrontiamo nelle tanto odiate riunioni condominiali; microcosmi di intrighi, conflitti e pettegolezzi che fotografano vizi e virtù di una piccola comunità. La vita condominiale, si sa, è tutt’altro che semplice, una vera e propria selva intricata di problemi e piccole angherie in cui i condomini litigano, straparlano e quasi mai si ascoltano”

Fin dagli inizi è importante quindi decidere che tipo di relazione volete mantenere con i vostri vicini, se di amicizia o di distaccata cortesia. In ogni caso cercate di applicare il principio di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. A chi non è capitato di “affrontare”, armandosi di santa pazienza e di una buona dose di coraggio, un’assemblea condominiale?

Chi, non si è trovato faccia a faccia con il proprio vicino/nemico o con la vicina/amica e, durante la seduta, riderci, litigarci, soffrirci per poi alla fine sparlare degli assenti? Ebbene, a chiunque non abbia mai avuto la fortuna/sfortuna di parteciparvi, con questa pièce gli verrà restituito uno spaccato di vita reale, per chi invece, ha ripetutamente partecipato a delle assemblee si interrogherà: ma io sono così?

Evitate di avere dei vicini se volete vivere in pace con loro!

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lecce,linguistica italiana,NUOVI ORIZZONTI PER LA LINGUISTICA ITALIANA,puglia,roma,salento,studi,Università del Salento,università romatre

NUOVI ORIZZONTI PER LA LINGUISTICA ITALIANA

Il professor Francesco Sabatini, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca e professore emerito dell’Università degli Studi Roma Tre, parteciperà all’incontro-dibattito sul tema “Nuovi orizzonti per la Linguistica italiana”, organizzato per giovedì 2 febbraio 2017 all’Università del Salento dai professori Immacolata Tempesta e Salvatore De Masi del Dipartimento di Studi Umanistici. Appuntamento alle ore 9 nell’aula “Ferrari” di Palazzo Codacci-Pisanelli. Dopo i saluti istituzionali, introdurrà i lavori il professor Rosario Coluccia.universita-del-salento-300x212

 

 

 

 

 

Nato a Pescocostanzo (AQ) il 19 dicembre 1931, Francesco Sabatini si è laureato in Lettere all’Università di Roma nel 1954 con Alfredo Schiaffini e Natalino Sapegno. Assistente ordinario dal 1957, Libero docente nel 1965, nello stesso anno docente incaricato nell’Università degli studi di Lecce, ha insegnato in questa sede Storia della lingua italiana come professore straordinario dal 1968 al 1971; come ordinario dal 1972 al 2007 nelle Università di Lecce, Genova, Napoli, Roma “La Sapienza” e Roma Tre. Professore Emerito di questa Università dal gennaio 2010. Ha tenuto seminari in molte Università italiane, d’Europa, delle Americhe e del Giappone.

Francesco Sabatini

Ha ricevuto le lauree honoris causa in Lingue e Letterature Straniere Moderne dall’Università di Bari (2004) e in Scienze Sociali dall’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara (2007). Deputato della Deputazione abruzzese di storia patria dal 1965 e Presidente della stessa dal 1991 al 1994. Accademico dell’Arcadia e Socio Nazionale dell’Accademia delle Scienze di Torino. Presidente della Società di Linguistica Italiana dal 1977 al 1981 e dell’Associazione per la Storia della lingua italiana dal 1999 al 2002. Ha ricevuto la medaglia d’oro per la Cultura, l’Arte e la Scuola nel 1988 dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

È stato nominato Accademico corrispondente dell’Accademia della Crusca il 27 febbraio 1976 e Accademico ordinario dal 23 maggio 1988. È stato nominato Presidente dell’Accademia nel marzo 2000 ed è stato rinnovato per altri due mandati; è presidente onorario dal maggio 2008. Ha ideato e diretto il Programma della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, che dal 2001 si svolge annualmente in tutti gli Istituti di Cultura dei cinque continenti, d’intesa con il Ministero per gli Affari Esteri, ha curato personalmente il programma televisivo “Le voci dell’italiano” per RAI International e, con un gruppo di collaboratori, la riedizione anastatica e informatica del primo Vocabolario della Crusca del 1612 (aprile 2008).

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‘Lascia che dimentichi l’oggi fino a domani’ di Roberta Patellaro

Roberta Patellaro è nata a Roma nel 1993 e esordisce nel mondo editoriale con il romanzo ‘Lascia che dimentichi l’oggi fino a domani’.

La storia narrata ti riporta indietro nel tempo a quell’America, in particolare la California, San Francisco, degli anni ‘60, dove tutti sono in cerca di pace, amore Roberta Patellaroe libertà da ogni tipo di costrizione. La descrizione molto accurata, degli ambienti e dei personaggi ti catapulta in un luogo che, agli occhi del lettore, pare quasi irreale, se non hai vissuto da giovane in quegli anni.

Il personaggio principale è Owen D. Fonda un giovane appena laureato in lettere che è stato mandato a lavorare per una casa editrice indipendente a San Francisco nel 1966. Si ritroverà scaraventato in un mondo totalmente nuovo e in una città che si prepara per il “Summer of Love”. Inconsapevolmente, farà da collante all’interno di un gruppo d’individui, considerati all’inizio completamente lontani dal suo modo di vivere, che gli faranno vedere la cosiddetta altra faccia della medaglia della vita che a lui era totalmente sconosciuta. Sembrerà di essere nel film/musical Hair, dove un gruppo politicamente attivo di “capelloni” “hippies” combatte contro la guerra del Vietnam e conducono insieme una vie de bohème a New York e mostrano al protagonista Claude Hooper Bukowski la vera realtà americana dell’epoca.

Inizia, così, il viaggio d’introspezione del protagonista, su ciò che vorrebbe o che desidererebbe dalla vita, che sente stretta addosso a sé e che lo porterà a cambiare, inizialmente modo di vestire, in seguito, le modalità di valutare le vicissitudini della vita.

Un po’ come Alice nel paese delle meraviglie, Owen si ritrova ad aprire delle porte nella totale incertezza di ciò che potrebbe trovare dietro di esse, condividendo con un gruppo di persone, ora sue amiche, i cambiamenti e i progetti di vita.

Come nei grandi film americani uno dei migliori amici del protagonista, perderà completamente il contatto con la realtà e sarà trascinato nel limbo delle associazioni pacifiste dell’epoca e che porterà Owen a dover riflettere con maggiore attenzione sulla sua esistenza ed esperienze fatte fino a quel momento.

Il tutto è contornato da una colonna sonora, frasi di grandi cantautori come: Bob Dylan, Chris Andrews, The Doors e The Rolling Stones, che disegnano meglio il romanzo, facendo fare al lettore un viaggio riflessivo su se stesso.

Trama, descrizioni e stile meritano 4 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce il tuo libro?

Questo libro è stato scritto per la maggior parte in una fattoria di un piccolo paesino del Canada, in una valle immersa nel verde, in cui ho passato un anno della mia vita. Il fatto di essere immersa nella cultura anglosassone mi ha fatto sentire più vicina all’ambientazione della storia, tanto più che vivevo in un paesino della British Columbia che ancora oggi risente di una corrente che si potrebbe definire ‘hippie’ o ‘new age’, dove la vita si svolgeva all’aria aperta a contatto con la natura. L’atmosfera carica di arte, musica, poesia e spiritualità, intesa come ricerca di armonia con la natura, è stata molto stimolante per scrivere un romanzo ambientato negli anni ‘60.

 

A quale pubblico è rivolto?

Essendo un romanzo di formazione, è rivolto a tutti, sia ai giovani che stanno possono immedesimarsi direttamente nello smarrimento Patellaro_Lascia-che-dimentichi-l-oggi-fino-a-domanidel protagonista e nei rapporti interpersonali con gli altri personaggi, sia agli adulti che possono ritrovare in queste pagine una parte del loro vissuto. In questo senso, il romanzo tratta di valori indipendenti dal periodo storico in cui è ambientato, ma sono valori universali che ancora oggi governano i rapporti tra i giovani nella fase d’ingresso nel mondo adulto.

 

Leggi il mio libro perché…

Penso che quasi tutti possano ritrovarsi in questo libro per il ruolo centrale che hanno i 3 personaggi principali, le loro interazioni e i loro scambi. Quindi, il romanzo si rivolge sia a chi ha interesse per le storie sentimentali con una persona complicata, e sia a chi invece è più attirato dalla parte politica, dal rapporto con una persona che vedi come mentore ed idealizzi. Infine, questo libro si rivolge anche agli appassionati degli anni ‘60, che tanto hanno influenzato il mondo in cui ancora oggi viviamo, e a chiunque voglia approfondire questo periodo tanto affascinante e la sua musica.

 Progetti futuri?

Continuerò a scrivere, perché per me è un’attività che va di pari passo con la mia crescita personale. Per gli studi che ho fatto, sono molto interessata a quello che è successo e che succede nelle società passate e presenti e da queste dinamiche traggo ispirazione e la materia per i miei scritti.

 

L’autrice presenterà la sua opera Sabato 11 Febbraio 2017 ore 18 presso Spazio 5.

 

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