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Scrittori brutta razza di Luigi Saccomanno

Negli ultimi anni Lupo Editore ha dato alla luce diversi libri degni di nota, delle volte insoliti, come quello che ho appena finito di leggere “Scrittori brutta razza” di Luigi Saccomanno.

Scrittori Brutta Razza - copertina avanti-dietro con scritte

Luigi, di origini Gallipoline è un po’ cittadino del mondo, assimila facilmente lingue straniere e tra la cucina e la danza ritmica ha trovato anche tempo per scrivere e pubblicare il suo secondo libro “Scrittori brutta razza”.

luigi saccomanno

Il filo conduttore del romanzo è una storia d’amore tra Zenit e Antonio Penna, personaggi solitari e unici. È posta molta attenzione alla scrittura e alla figura dello scrittore e all’interno del libro si possono incontrare diverse riflessioni sulla medesima figura.

Per l’occasione ho intervistato lo scrittore Luigi Saccomanno:

Come nasce questo secondo libro?

“Questo secondo libro- racconta Luigi- nasce in parte dall’esperienza del primo, direi. La mia prima pubblicazione, nel 2005, mi ha permesso di toccare con mano la realtà del mondo editoriale e di apprezzarne più da vicino pregi e difetti. Non si tratta, tuttavia, di un’opera saggistica, ma di narrativa, naturalmente, dove, come sfondo a una storia d’amore tra un ragazzo, Antonio Penna (nome volutamente scontato, tengo a sottolinearlo) e una ragazza, Zenit, si dirama una riflessione forte sulla scrittura e sugli scrittori”.

Si dice spesso che il secondo libro sia sempre più difficile del primo, quanto è vero?

“Non è stato il mio caso. Avevo finito di scrivere per la gran parte questo libro già nel 2010, ma una partenza più o meno improvvisa per la Francia, dove ho vissuto in tutto due anni, mi ha spinto ad abbandonare momentaneamente questo progetto. Successivamente sono tornato in Italia con lo scopo di ripartire, per la Spagna questa volta ma, per via di alcuni problemi, non è stato possibile trasferirmi. E’ per questo che ho rimesso mano al manoscritto, ho contattato nuovamente gli editori e ho scelto tra 3-4 diverse proposte di pubblicazione che mi sono giunte. Questo libro, nel periodo in cui l’ho scritto, è venuto quasi da sé, si è trattato piuttosto di “metterlo insieme” in un contesto cronologicamente ben definito”.

Esiste Zenit nella realtà?

“Zenit esiste e non esiste- dichiara Luigi-. Direi che, in parte, è una sorta di “concentrato” di alcune ragazze, ma l’ho scritto pensando soprattutto a una di loro (una volta ebbi anche modo di accennarle la cosa), perché ritengo sia una ragazza in gamba, che ha sempre stimolato e apprezzato la mia arte (come io, a mia volta, ho apprezzato e stimolato la sua, le poesie in particolare) e che ha tantissimo da dire e da dare agli altri. E poi è bellissima, come lo è Zenit nel romanzo, quindi mi sembrava adatta al personaggio che avevo in mente”.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

“L’editoria attuale è, mutuando una terminologia tipicamente marxista, in piena “crisi di sovrapproduzione”. Troppi romanzi: buone idee, ma anche molta aria fritta. Ma devo dire che ci sono persone brave a vendersi, a prescindere dalla qualità della scrittura. Non parliamo poi di alcuni best-seller in circolazione:

ormai non si vendono “libri”, si vende un’idea di libro, una copertina, un titolo ad effetto e un autore conosciuto alle platee e il gioco è fatto- conclude lo scrittore.

Ed infine, critiche belle e brutte che hai ricevuto?

“Critiche belle ne ho ricevute tante, e ne sono onorato. Non voglio citarne una in particolare, so solo che le opinioni dei lettori sono spesso sorprendenti, e poliedriche. Ad esempio, mi hanno paragonato a scrittori come Salinger oppure Ammaniti che, personalmente, eviterei di mettere sullo stesso piano. Più in generale avere la stima per ciò che scrivi da parte di persone che non ti hanno mai conosciuto credo che sia qualcosa di straordinario. La critica più “brutta” (in realtà per me non esistono critiche “brutte”, accetto tutte quelle che mi fanno, e le valuto con estrema attenzione) è che abuso nei giochi di parole, nelle assonanze, etc. Ma è il mio stile, mi piace, e comunque la gran parte delle persone tende ad apprezzare questo aspetto, anche perché fornisce una certa musicalità al testo”.

Fornisco diversi dati del libro SCRITTORI BRUTTA RAZZA per tutti voi:

la pagina Facebook del libro è la seguente: https://www.facebook.com/Scrittori.Brutta.Razza

L’account Twitter è invece @Scrittori_Razza all’indirizzo: https://twitter.com/Scrittori_Razza

Lupo Editore, prezzo di copertina 14 euro.

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La gabbia d’oro di Shirin Ebadi

La gabbia d’oro è un libro-racconto di un incubo vissuto da due famiglie, legate sin dalla nascita, nel periodo della rivoluzione Iraniana che,  nel  1979 trasformò la millenaria monarchia persiana in una Repubblica islamica la cui costituzione si ispirava alla legge coranica, la sharia.

I protagonisti sono tre fratelli, nati da una famiglia numerosa ma che, col passare del tempo e intraprese vie differenti, si formeranno politicamente in modo differente l’uno dall’altro, scontrandosi nella vita di tutti i giorni fino a non parlarsi e  disconoscersi.

Tutte le forze di opposizione al monarca – di ispirazione religiosa, nazional-liberale e marxista – si riunirono intorno alla figura carismatica dell’Ayatollah Khomeini, confinato in esilio, prima a Najaf in Iraq poi a Parigi, per aver apertamente criticato lo scià fin dal 1963. Le proteste di massa iniziarono nel 1978 proprio in reazione ad un articolo della stampa di regime che dileggiava l’Ayatollah Khomeini avviando una spirale di manifestazioni di protesta che portarono al blocco del Paese.

Immagine ( Dimostranti offrono un fiore all’esercito durante la Rivoluzione Iraniana)

Dapprima lo scontro si ebbe solo per differenti ideologie, nel focolare domestico, col tempo, però, uno dei fratelli diventerà una figura chiave nell’esercito per la lotta armata, il fratello minore, invece, abbraccerà l’opposizione e passerà diversi anni della sua vita anche in prigione, il fratello maggiore che, ha passato la vita a prendersi cura di tutta la famiglia dopo la morte del padre, si rifugerà in America dove lavorerà come fornaio e il terzo fratello, invece, scapperà in Francia dove, una spia del Regime Islamico lo piomberà in casa propria.

Il romanzo è raccontato da una protagonista della storia ma in modo oggettivo, lineare, con una delicata attenzione a tutti i particolari e ai sentimenti provati nel corso degli anni passati a rincorrere dapprima un fratello, poi a salvarne un altro in prigione fino a che, rimarrà sola, dopo la morte di tutti e si trasferirà in Inghilterra dove ritroverà finalmente se stessa.

Casa editrice Rizzoli, prezzo di copertina 8,90 euro, anno 2009.

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Se non potete eliminare l’ingiustizia, almeno raccontatela a tutti. Alì Shariati

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Recensione ‘1984’ di George Ornwell

Molti di noi pensano che il GRANDE FRATELLO sia un’invenzione caratteristica del nuovo secolo, nei libri di storia alla domanda “Che cosa ha portato con se il XX secolo” qualcuno potrebbe rispondere il GF ma la realtà è assai diversa, non è realmente così e George Ornwell, nel 1984 l’aveva già previsto che, nel futuro, saremmo stati perennemente sotto controllo da un occhio…un po troppo curioso!

Nato in India nel 1903, dopo essersi arruolato e dopo aver preso parte nella guerra civile, cominciò a scrivere una serie di romanzi, molto celebri e tra questi, spunta 1984.

La struttura è molto interessante: diviso in tre parti, raccontato da punti di vista diversi, la storia si intreccia fino alle ultime righe dove, in realtà, la conclusione si rivelerà l’esatto contrario rispetto l’incipit: Un libro da leggere tutto d’un fiato.

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Il protagonista si chiama Winston Smith, uomo dai tratti peculiari di quell’era, lavoratore presso uno studio di editoria, correggeva le bozze, modificava articoli vecchi, revisionava lettere e così via: una vita scandita da parole, inchiostro, una borsa consumata: fino a che, un giorno, una collega cadendo vicino alla sua scrivania, gli lascia un biglietto, che si rivelerà poi un invito….alla morte.

La storia si intreccia ad una situazione politica apparentemente stabile, il sesso è un tabù per il nuovo Partito e sopratutto ogni stanza, via, studio, negozio, finestra, campagna, qualsiasi posto è costantemente controllato dal Grande Fratello, un occhio vigile installato dovunque che, al primo passo falso, riprende, grida ed insulta le proprie vittime.

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Non sempre i Classici sono noiosi, lenti di comprendonio e pesanti; solo a pensare che, questo Scrittore, aveva già previsto tutto perde l’appellativo di CLASSICO e si affianca, a parer mio, all’ossimoro CLASSICO MODERNO, Acquistando un po di fascino retrò.

Prezzo di copertina: 9,50€

Editore: Oscar Mondadori

 

 

 

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Interview to Jean Kwok

Were you born a writer or did you become one? 

I think a little bit of both. I loved books from the moment I could read and I was always reading. However, since I grew up in so much poverty – I worked in a clothing factory when I was 5 years old – I never wanted to be a writer. I wanted to have a job that would be financially secure. It was only when I was studying at Harvard University that I decided to follow my deepest dream, which was to become a writer.

What was secret ingredient of your story?

I wanted to tell a story that would keep readers involved, so I was hoping to entertain them while maybe teaching them something at the same time. I wanted to introduce readers to a new world, one they might not have seen before, but I wanted them to enjoy reading the book too, to love my characters so they would keep reading to find out what had happened to them.

 Ah-Kim is strong, determined and lonely at the same time: How born this
character?

 Kimberly is a part fiction and a part of me as well. I think that many immigrant working class children grow up to be strong, determined and lonely at the same time. 

What is your opinion about publishing  today?

I think that publishing is made up of many people who love books, which is a wonderful thing. I’ve only had positive experiences in publishing. My publishing teams in America and other countries have really done their best for me and my book, and I’m very grateful. I think that people will always love to read, that they will need to read. The publishing world may change – paper books may be published less and digital ones more – but that basic need for good books remains.

What is your opinion of writing programs at universities?

I went to the Masters of Fine Arts program in Fiction at Columbia University. I think writing programs are wonderful things and can train people to write at a professional level. However, they are also very expensive, and that is a very difficult decision, if you want to invest so much money in a career like writing, which might earn you no money in the end. It’s also important to find the right program for you. I grew up in New York City, so I felt at home in the urban environment of Columbia, while someone else might want a smaller program. 

What is your message to all of the young people that want to become writers?

I think that writing is a very difficult profession. It is extremely competitive and subjective. Of all the things I’ve done in my life, becoming a published author has been the hardest. Writing is something that chooses you, you do not choose it. If you are wondering if you should become a lawyer or a writer, you should become the lawyer. Your life will be much easier and more financially secure. The only people who should choose to become writers are the ones who cannot escape it, no matter what they do, the people who worry and think about writing all of the time, even when they are doing other things. It is a beautiful thing to be a writer, but a very hard one. 
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Ringrazio La scrittrice per la disponibilità dell’intervista, nonostante i numerosi impegni.
 allego il link dove sarà possibile leggere la recensione del libro: http://scrittiriscritti.wordpress.com/2013/09/05/recensione-la-strada-dei-desideri-segreti-di-jean-kwok/

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Recensione L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn

Quando mi regalano un libro solitamente mi chiedo se sazierà le mie aspettative; dopo aver letto ‘L’ombra del vento’ di Carlos Ruiz Zafon,invece, mi chiedo: Potrò mai trovare un altro capolavoro della stessa altezza? Questo è un dilemma che tocca ogni lettore dopo che un romanzo,ha toccato noi,nel profondo.

Il romanzo spagnolo ha stregato i lettori di tutto il mondo, perchè? Beh, è una bella domanda, nessun aggettivo, per quanto positivo possa essere, può descrivere l’immensità dei sentimenti, i dettagli delle descrizioni di luoghi e personaggi e perfino la scrittura, meravigliosa e inimitabile di questa storia.

Il luogo nel quale nasce la storia è il Cimitero dei libri dimenticati: solo al pensiero che possa esistere un tale posto, un qualsiasi lettore, accanito e non,vorrebbe sapere se veramente tale posto esiste materialmente ma sopratutto,se possa essere visitato e chiaramente vissuto.

Una storia dentro una storia è sempre un intrigo: ma non amoroso o di passione, è una storia arricchita dei sentimenti più svariati: rancore,amore,passione per i libri,spirito investigativo,amicizia,ricerca,paternità, morte e chiaramente anche omicidi,sì, perchè quelli sono ovunque.

Il protagonista è Daniel, piccolo inizialmente, ma maturo e padre a fine storia: ricerca una verità, ricerca le vere identità dei tanti personaggi che incontrano il suo cammino e che,spesso, lo ostacolano.

Una figura oscura lo perseguita, lo spaventa e con i suoi atteggiamenti lo minaccia, ma Daniel, spinto dalla voglia di sapere, non demorde l’obiettivo,anzi,coinvolge Fermin,aiuto indispensabile nella sua libreria, ma sopratutto, divenuto suo amico e braccio destro nella vita, a districare un gomitolo sempre più complicato, ma maledettamente meraviglioso.

Non svelerò altri particolari, il romanzo parla da se,la storia rapisce e dopo aver chiuso il libro, ti abbandona ad un senso di solitudine e desiderio che solo un lettore può infuocare.

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Recensione Il rapitore di Anime di Rachel Zadok

Quando termino un libro,solitamente,ho una sensazione di vuoto,vorrei sapere come prosegue,spero sempre che ci sia un altro romanzo,ma solitamente non è mai cosi. Questo libro merita una categoria a parte.

Mi ha rapita,senza un particolare perchè ma, appena terminato, ho fissato per diversi minuti la copertina: mi aspettavo, forse,che uscisse fuori un protagonista, o meglio dire, La protagonista Faith? No,credo di no. Avrei voluto, però, che si materializzasse davanti i miei occhi, una nuova storia, non una qualsiasi, ma scritta da Rachel Zadok.

Il lessico è formidabile,nessun errore,neanche per sbaglio tocca questo libro: scrittori si nasce o si diventa? Beh, la scrittrice in questione lavorava, come cameriera, a Londra con il marito, poi è arrivato,come una Mano dal Cielo, il successo editoriale; questo cosa significa?

Non mollare mai l’obiettivo!

Non traccerò la trama del romanzo,quanto i sentimenti che lo caratterizzano: L’incubo di tutta l’infanzia è un richiamo che costringe a tornare. Non si sta parlando di scheletri nell’armadio,non almeno in quel senso.. mi riferisco ad un infanzia vissuta per metà, strappata dalla spensieratezza di una madre ritenuta folle: anche lei, era un artista, dipingeva e camminava,quasi sempre, nella sua fattoria.

Un elemento fondamentale di questa storia è la magia, no, non quella di Harry Potter ma, la magia che si nasconde dietro un quadro, un albero, una capra o dietro gli elettrodomestici. Quante volte vi è successo di guardare nel buio e immaginare degli elementi non viventi,viventi per metà o mostri? Il buio dà così tante risposte che a volte, se non nella maggior parte dei casi, spaventa.

L’editore di tale esordio è Salani, prezzo di copertina 15euro, finito di stampare nel Maggio 2008.

Tutti i libri meritano di essere letti, toccati, conosciuti ma, credetemi, questo romanzo, vi rapirà, vi porterà con se e alla fine della storia, penserete di aver vissuto,veramente.

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Il CavalierMercante di Luigi Di Seclì

Luigi di Seclì, nato a Taurisano, si laurea in materie Letterarie presso l’Università del Salento, pubblica diversi romanzi, racconti, poemi e tutto ciò che rientra nel panorama letterario, vincitore, tra l’altro, di due premi nazionali di poesia e narrativa.

Il’CAVALIERMERCANTE’ si presenta come un racconto nel racconto, interrotto dai richiami-pause caffè richiesti dalla moglie Marta poiché lo Scrittore viene assorbito in tutto e per tutto da Everaldo De Nardi, il Cavaliermercante che, con i suoi fedeli accompagnatori, il mulo e il cavallo, compie un lungo tragitto con sosta nella Fiera Settembrina di Taurisano, per vendere merletti, pizzo e quanto più c’è di prezioso.

Il percorso è lungo e ricco di eventi, dalle soste alle osterie, a terribili creature che avanzano lungo il cammino, volpi e serpi fastidiose, fa da cornice a un poema  (in deche) tutto da leggere ed interpretare.

Culto importante rimane quello della Madonna di Leuca, che grazierà, in un’occasione il Cavaliermercante e Arsenio, accompagnatore trovato lungo il tragitto.

Le particolarità non finiscono qui: nell’arco della lettura, simpatiche interruzioni sono rappresentate da disegni, frutto dello stesso Seclì, circa gli avvenimenti del protagonista, in bianco e nero, colorate e non, sono fantasticherie della sua stessa creatività, evidenziate, oltretutto, dallo stesso Scrittore.

Le varie pubblicazioni edite  dal 1978 ad oggi non si sono mai interrotte, frutto di una mentalità e creatività senza limiti, che lo stesso si auto riconosce.

E se per caso vi stesse chiedendo, cosa fare sotto l’ombrellone, leggere un bel poema è la risposta migliore!

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