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La Cannabis come Soluzione (terapeutica)

La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che  ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità.  Prove dell’utilizzo della cannabis si hanno fin dai tempi del Neolitico, testimoniate dal ritrovamento di alcuni semi fossilizzati in una grotta in Romania. Il più antico manufatto umano ritrovato è un pezzo di stoffa di canapa risalente all’8000 a.C.

In Europa l’uso della Cannabis come sostanza psicoattiva è abbastanza recente, probabilmente dovuto al fatto che in Europa si diffuse maggiormente la specie Cannabis sativa mentre la Cannabis indica, più ricca di principi attivi stupefacenti, è entrato in Europa molto più tardi, nell’Ottocento, probabilmente grazie a Napoleone, interessato alla proprietà di questa pianta di alleviare il dolore e per i suoi effetti sedativi.

E poi, cosa è successo? in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell’agricoltura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno.

Nel 1937 fu approvata una legge che proibiva la coltivazione di qualsiasi tipo di canapa, incluso a scopo industriale o medicamentale.

Dal 1964 è noto che il principale composto psicoattivo dei cannabinoidi è il delta-9-tatraidrocannabinolo (THC), ma solo nell’ultimo decennio la ricerca ha svelato i meccanismi attraverso cui esso agisce sul cervello. Ora, le sperimentazioni si sono focalizzate in particolare su alcune indicazioni fornite dai consumatori di cannabis, che riguardano la facoltà di attenuare il dolore, la nausea e il vomito, e l’esistenza di effetti benefici sui sintomi della sclerosi multipla e di altre malattie neurodegenerative. L’abbassamento della pressione intraoculare, uno dei primi effetti terapeutici riconosciuti per la marijuana, è stato invece ridimensionato, poiché è limitato a un tempo di poche ore. Il consumo di cannabis è associato a disturbi della concentrazione e della memoria. Un nuovo studio ha misurato le prestazioni cognitive di un migliaio di persone dai tredici ai trentotto anni, valutando possibili correlazioni con l’abuso di sostanze: i dati dimostrano che i forti consumatori di cannabis fin dall’adolescenza hanno un calo del quoziente d’intelligenza di otto punti, e che l’interruzione dell’abuso non sembra determinare un pieno recupero delle funzioni neuropsicologiche.

Lucia Spiri, dell’associazione LaPiantiamo di Racale, spiega:” I benefici che si possono trarre sono numerosissimi e dipende tutto dalla patologia o dai problemi che vogliono risolvere con il suo utilizzo, Io personalmente se non la assumo ho un peggioramento a vista d’occhio, su di me agisce come nessun altro farmaco esistente. Dopo anni e anni di cure sperimentali finalmente posso dire di avere la vita, ma soprattutto la mia preziosa salute sotto controllo.”

Lucia come nasce il vostro progetto LaPiantiamo?

Il nostro progetto nasce dall’esigenza di migliaia di persone malate che attendono da anni di accedere alle cure con farmaci cannabinoidi. Io stessa ho lottato per cinque anni prima di avere il Bedrocan, contro medici e istituzioni. Ora che abbiamo creato LapianTiamo stiamo fissando degli obiettivi che ci permetteranno di avere un posto dove si produrrà un farmaco made in Italy, controllato e costantemente seguito dalla ricerca con i malati al primo posto, i medici al loro fianco per testimoniarne l’efficacia e le istituzioni che saranno parte integrante di tutto il sistema. Incontriamo quotidianamente problemi di ogni genere: medici che si rifiutano di prescrivere il farmaco, malati in finte liste d’attesa, falsi blocchi ministeriali, informatori farmaceutici che spingono affinché sia prescritto un altro farmaco spray anziché il Bedrocan che è in infiorescenze (quindi naturale e trattato solo ai raggi gamma per la sterilizzazione).

Esistono tipologie di razze di cannabis più adatte alla cura di malattie? << Esistono centinaia di varietà differenti e sono certa che non basterà una vita per trovare quella più adatta alla propria persona. E’ una pianta che cambia in conformità a numerosissimi fattori: clima, luce, se coltivata in serra o all’aperto. C’è varietà che sa di arancio, altre di caramelle, altre ancore d’incenso e altre di spezie…com si fa quindi a sapere qual è più terapeutica se non si attiva una ricerca? In Olanda ad esempio ho avuto modo di assumerne legalmente diverse varietà e ricordo ancora con piacere i chilometri percorsi a piedi senza mai quella sensazione d’irrigidimento, stanchezza e dolori. Sono certa che se avessi continuato ad assumerla costantemente oggi non sarei costretta a usare la sedia per gran parte dei miei spostamenti. Nel cuore porto sentimenti positivi. Mi sono vista cadere nell’oblio più di una volta in passato, quando con interferoni e miorilassanti trascorrevo le giornate tra divano e letto. Ora è vita. >>

È grazie al coraggio e la determinazione delle persone come Lucia Spiri che il nostro paese va o perlomeno dovrebbe andare avanti: essere gli ultimi della classe non è mai piaciuto a nessuno.

Ringrazio, inoltre, la Biologa Luciana De Carolis Toma per la sua preziosa consulenza.

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