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Quando la musica non è solo passione

Il potere della musica è nell’unione che riesce a creare tra una diversità enorme di persone, oggi vi parlerò di un gruppo musicale salentino, loro creano musica RAGGAE e sono  THE DREAM FIRE PROJECT.

Il gruppo è costituito da quattro ragazzi, Alessandro de donno, Matteo Maggio, Andrea Sciuscio e Andrea Urso nati tutti nel 1989; la passione per la musica, la voglia di fare, porta il gruppo e soprattutto Alessandro De Donno a realizzare un home studio dove ha dato vita a nuovi progetti musicali. L’ultimo progetto targato Dream Fire risale al 2013 con un EP “REVOLUTION” costituita da 6 tracce inedite e in attesa di nuove proposte da parte del gruppo, lo studio 4live records ha continuato a produrre musica per altri artisti, quali Brisco e Spagnola con nuovi progetti per il 2015.

A metà 2014, Andrea Sciuscio intraprende invece, un progetto da solista, autore del suo primo album, “TIEMPU DE MUSICA” uscito a gennaio 2015, con l’unione di diversi cantanti che hanno reso il disco originale.

COSA VI PIACE DELLA MUSICA RAGGAE?

“Ci piace il reggae- racconta Alessandro- perchè è molto vicino al popolo, affronta temi molto reali dal sociale alla politica dall’amore alla dance hall.. è il canto della terra”.

COME è PERCEPITO QUESTO GENERE MUSICALE NEL SUD?

“Il reggae nel sud ha impiantato le sue radici, DIFATTI viene denominato la Jamaica italiana, molti artisti internazionali dicono che se sai fare reggae e non passi dal sud vuol dire che un grande artista in fondo non lo sei- dichiara Alessandro-. Il sud ha molte voci nel mondo del reggae, è come il pane per noi, possiamo dire che si produce raggae quasi come in Jamaica..molti giovani seguono questa musica soprattutto chi in essa trova una speranza per sorridere.”

Potete seguire il gruppo attraverso la pagina facebook dove sarà possibile ascoltare le magnifiche tracce targate Andrea Sciuscio.

https://www.facebook.com/pages/The-Dream-Fire-Project/100489470011242?fref=ts

Mentre per chi avesse progetti musicali può parlarne con Alessandro De Donno:

https://www.facebook.com/Alessandro.dedonno?fref=ts

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Utopie mutanti a Muro Leccese il 16 E 17 Maggio 2014

Appuntamento da non perdere il 16 e 17 maggio a partire dalle ore 19.00 presso l’ex Convento dei Domenicani di Muro Leccese con la prima edizione di MISC • Raduno delle arti, una piattaforma artistica multidisciplinare di sensi ed espressioni, incontri, esperienze ed evocazioni.

MISC(dal latino miscellus, “mischiare”) è una produzione Nodoquattro Spazio creativo con il Patrocinio della Città di Muro Leccese, dell’Assessorato regionale alla Cultura e al Mediterraneo e di LECCE2019 – Città Candidata a Capitale Europea della Cultura, in collaborazione con Apulia Film Commission, Associazione Cinema del Reale, Accademia di Belle Arti di Lecce, Scuola di pianoforte SILENCE, Premio di Poesia Pina Martinucci, Ass. Il Cavallo di Carta, Ass. Liberi Cantieri.

Il programma:

VENERDÌ 16 MAGGIO

Il MISC 2014 accoglie l’anteprima della nuova versione dell’opera teatrale, rivista e ampliata, VIA di e con Fabrizio Saccomanno e Sara Bevilacqua. Un esile ponte con un passato vicino e sconosciuto, la narrazione di una migrazione epica: l’Italia del dopoguerra, gli accordi tra la nascente Repubblica Italiana e il Belgio, le miniere di carbone e soprattutto Marcinelle. Storie di vagoni di un treno che portano uomini lontano dalla propria terra.

Lo spettacolo è nel suggestivo cortile dell’Ex Convento dei Domenicani. L’ingresso al Convento e alle mostre è gratuito mentre il biglietto d’ingresso per lo spettacolo è di 7 €. Infoline e prenotazioni al numero 327 7063282. Inizio alle ore 20.30.

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Dopo lo spettacolo, nel Chiostro del Convento l’attore Fabrizio Saccomanno incontra gli spettatori per raccontare il suo viaggio nel teatro di narrazione e il rapporto tra la storia da narrare, l’attore che la interpreta e lo spettatore che la ascolta.

SABATO 17 MAGGIO

Si parte alle 20.15 con la sezione cinema e la proiezione del film documentario La nave dolce, diretto da Daniele Vicari. L’opera racconta l’approdo della nave Vlora (che porta il nome albanese della città di Valona) nel porto di Bari, avvenuto il mattino del giorno 8 agosto 1991, con a bordo 20mila albanesi, saliti con la forza a bordo, nel porto di Durazzo.

A seguire, alle 21.45, Francesco Negro, talentuoso pianista ormai affermato a livello nazionale, il contrabbassista Matteo Maglio e gli attori Donato Chiarello e Patrizia Miggiano (della compagnia teatrale “La Calandra”) saranno i protagonisti di un’affascinante performance sulle parole di John Steinbeck nel suo Furore, Una performance completamente inedita, pensata per il MISC 2014 in omaggio al romanzo ispiratore del raduno delle arti. Un modo per restituire tutta la durezza, il dolore, l’utopia della famiglia Joad, protagonista del viaggio, che diventa l’utopia di tutti i migranti, in cerca di una migliore condizione di vita.

 

Alle 22.30 è la volta delle arti digitali con la sonorizzazione dal vivo da parte del duo di musica elettronica .CorridoioKraut. di un video amatoriale girato in Super8 da un emigrante salentino, in particolare magliese, in Germania negli anni ’70. Una perla d’archivio diventa un’esperienza originale di voci eteree, fields recordings, loops costruiti dal vivo.

 

In una piattaforma artistica come il MISC non può mancare la musica, che per l’edizione 2014 accoglie l’ensemble tutto salentino Boundless Ska Project, un progetto che si fonda su radici ska-jazz, specchio naturale del senso del migrare che ha segnato storicamente tutta la cultura afroamericana. Il Boundless Ska Project approda al MISC per la presentazione del suo lavoro discografico Quattroquarti d’aria. Inizio ore 22.45

 

Il Chiostro dell’Ex Convento dei Domenicani è l’approdo finale del MISC 2014, dove in un’atmosfera mistica e suggestiva il duo .CorridoioKraut. in versione DJset saranno protagonisti, insieme alla videoarte del VJ Marco Cataldo (da InsynchLab), della festa finale che è l’inizio di un viaggio appena intrapreso.

MOSTRE E INSTALLAZIONI

Quattro le sale del Convento dedicate alle arti visive, aperte Venerdì 16 e Sabato 17 maggio dalle 19.00 alle 23.00 . La prima sala sarà allestita con La scatola nascosta. Immagini, lettere, cartoline, oggetti, video amatoriali e documenti audio che testimoniano la nostra migrazione, quella che ha portato gli uomini e le donne di Muro Leccese, Maglie, Poggiardo e altri centri limitrofi ad emigrare verso altre mete, Svizzera, Germania, Belgio, Francia. La durezza, l’angoscia e la speranza del migrare, inscritta nella quotidiana esperienza di coloro che hanno vissuto in prima persona l’abbandono della propria terra con un biglietto di sola andata.

 

Nella seconda sala prende corpo la collaborazione tra il MISC e l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Una installazione dal titolo Terra di permanenza temporanea, dedicata a una reinterpretazione da parte degli allievi del Corso di decorazione, di fotografie di vecchi e nuovi migranti.

 

In programma anche il reportage fotografico L’attesa di Alessandro “Saco” Colazzo sulla raccolta delle angurie a Nardò da parte di migranti sfruttati e maltrattati dal caporalato. Un racconto per immagini di una pagina terribile della storia del Salento. Infine la serie di illustrazioni Senza Radici dell’artista Mauro Amato, illustratore molto apprezzato a livello nazionale e internazionale, autore anche dell’illustrazione ufficiale del MISC 2014.

Per info e contatti:

Francesco Baccaro – Nodoquattro Spazio creativo

Via Roma n. 89 – Muro Leccese (LE)

Tel. 329.8654604

Mail: francesco@nodoquattro.it

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bob brotchie,emergenza,ice,in case of emergency,progetti

ICE- IN CASE OF EMERGENCY

Da un po di tempo, circola in Internet un acronimo che ha catturato sin da subito la mia attenzione: ICE  ovvero ‘In case of Emergency’(in caso di emergenza).

L’ideatore del programma Bob Brotchie è un paramedico Britannico e il suo obiettivo è quello di permettere ai primi soccorsi come soccorritori, vigili del fuoco o polizia di identificare sin da subito la vittima e di contattare i loro parenti per ottenere informazioni mediche o per avvisarli della situazione  imminente. Bisognerebbe registrare nella propria rubrica sotto il nome ICE, la persona che noi vorremmo, si contattasse, nel momento del reale bisogno; chiaramente, si possono mettere più nomi come ad esempio: ICE1-mamma ,  ICE2-papà e cosi via.

Un gesto cosi semplice in realtà comporta tante conseguenze: innanzitutto è necessario che il soccorritore sappia usare il telefono del mal capitato, il secondo luogo qualcun altro potrebbe pensare al fattore privacy, che non è da trascurare e infine è necessario che il soccorritore dia tutte le sue attenzioni alla vittima e non al telefono della stessa che, trall’altro, in un ipotetico scontro o incidente grave, potrebbe essere finito in mille pezzi.

Nel blog di Paolo Attivissimo la discussione, affrontata il 20 Marzo 2007, ha portato diversi commenti ma soprattutto molte perplessità e dubbi circa il funzionamento di questo metodo; il Responsabile del 118 di Milano ha espresso parere favorevole, mentre la Svizzera si è dichiarata dubbiosa sull’efficacia di codesto metodo.

I pro e i contro, come in ogni faccenda, pare vadano di pari passo, ma qui, si ha la sensazione che la tecnologia si trovi sempre 3passi dinanzi le nostre vere esigenze.

A questo punto mi chiedo:  FORSE si stava meglio, quando si stava peggio?

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