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libri Archivi - Il Blog di Eleonora Marsella

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“Il tesoro di Ulisse” di Elisa Tosi

Il libro di oggi ha fatto viaggiare la mia memoria su una provincia italiana che non c’è più che solo Fellini con i suoi film e personaggi ci fa rivivere ogni volta.

Il romanzo si intitola Il tesoro di Ulisse, scritto dall’autrice Elisa Tosi, nata a Sassuolo ma che vive e lavora a Roteglia.

Tutto nasce dalla scoperta di una lettera da parte del protagonista, Ulisse appunto, un bambino che vive in provincia, per la precisione a Roteglia; e che insieme ai suoi amici cerca di spendere il proprio tempo libero fuori da casa perché troppi sono i problemi da affrontare e condividere il tempo con chi vive le stesse situazioni aiuta ad andare avanti. La lettera nasconde un segreto ma i ragazzi non riescono a decifrarne il suo contenuto, credono possa nascondere un tesoro e cercano di scoprirlo a tutti i costi. Solo un incontro tra Primo, amico di Ulisse, e Giona, allevatore, porterà a scoprire una verità tenuta nascosta a tutti per molto tempo.

La storia sembra in apparenza semplice ma si tinge di giallo fin da subito e l’autrice sa essere molto brava a non svelate tutto e immediatamente ma a centellinare, goccia dopo goccia, le vicende che avvolgono di mistero i personaggi.

Il finale porta con sé una riflessione: è meglio l’omertà o una verità che potrebbe cambiare la vita di tutto un intero paese. La risposta è soggettiva e questo l’autrice lo sa bene tanto da permetterci di fare una riflessione con un finale inaspettato ma molto piacevole.

Come nasce il tuo libro?

Il tesoro di Ulisse nasce dalla visione di una fotografia dei primi del Novecento, che ritrae due figure e un luogo geografico ben definito: Roteglia, il paese in cui vivo in provincia di Reggio Emilia. Ho voluto ambientare il racconto in un contesto identitario, una sorta di omaggio a questo paese, che come descrivo nel testo, guiderà il lettore attraverso il vagabondare di Ulisse, alla scoperta di un segreto, scomodo, celato nel tempo. Un messaggio delicato, una sorta di monito, perché non si ripetano più certe sofferenze, dettate dalla paura del diverso e dalla misoginia dell’epoca.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Chi si troverà tra le mani questo racconto, sarà costretto a scegliere tra il bene e il male, a guardare la vicenda da diverse prospettive e partecipare alla scoperta di una mappa, un gioco incatenato dal gusto nostalgico. Dovrà confrontarsi con valori importanti, che oggi sono abusati o semplicemente   strumentalizzati dal profitto. Sarà un viaggio nel sentimento, a volte ironico, divertente, ma non banale.

Leggi il mio libro perché..

Leggere Il tesoro di Ulisse è come sbobinare un nastro di immagini antiche, dove le vicende e i personaggi prendono forma e spessore, attraverso la vita di un ragazzino, Ulisse, che dice d’aver trovato una mappa del tesoro e coinvolge gli amici nella sua ricerca. Ciò che troverà davvero, sarà il consolidamento dell’amicizia che lo lega a Primo, passando attraverso una vicenda drammatica, che lui forse non capirà appieno, data la complessa omertà che gli è stata cucita addosso da tutto il paese, per proteggerlo. L’amicizia è la vera protagonista del racconto, così come i sentimenti universali che ci legano gli uni agli altri.

Progetti futuri?

Come progetti futuri ho intenzione di terminare entro fine anno, il terzo romanzo giallo-storico ambientato a Sassuolo negli anni ’50, con protagonista il maresciallo dei Carabinieri Sergio Burro, detto il Duca, che oltre l’ingombrante e asfissiante figura materna da gestire – Donna Carmen- dovrà investigare sulla morte del custode, avvenuta nello spogliatoio della squadra di calcio: Sassuolo Sportiva.

Numero di stelle 4 su 5 – Il tesoro di Ulisse di Elisa Tosi – Editore: Independently Published – 59 pagine – prezzo di copertina 10,40 euro.

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cultur,italy,letture,libri,poesie,Regalati un #AutorEmergente,scrittori

Regalati un #AutorEmergente

Nasce l’iniziativa REGALATI UN AUTORE EMERGENTE

 

Sei un lettore? Uno scrittore? Un curioso?

Eccoti alcune proposte di lettura per Natale e non solo….

 

“Stelle in silenzio” di Annapaola Prestia_ Una storia d’amore, l’amore materno e i misteri di una vita. 

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“Verso una nuova vita” di Roberta Caradonna_ Un amore trovato, desiderato e… 

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“Sangue sulla pista” di Francesco Bonvicini_ Un thriller che coinvolgerà gli appassionati del genere e i curiosi, per natura…

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“Un’altra vita” di Tiziana Russo_ Il libro che non puoi perderti!

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“Il segreto delle due pietre” di Emanuele Avanti_ 

La ricerca della tomba non è però semplice come sembra..

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“L’isola di Heta” di Sandra Moretti_ Un libro che piacerà agli amanti della fantascienza.

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“La Nebulosa Degli Spettri” di Vittorio Piccirillo

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“La Profezia Della Luna Nera” di Vittorio Piccirillo

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“L’amore non ha pregiudizio” di Roberta Caradonna

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“La voce della distruzione” di Vittorio Piccirillo

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“Galassie Perdute – Innocenza” di Vittorio Piccirillo

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“Questione di fato” di Martina Legittimo_ Giovanissima esordisce nel mondo editoriale con il libro di narrativa

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“Labirinti di cristallo” di Chiara Ortuso

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“Il tesoro di Ulisse” di Elisa Tosi

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“L’interprete” di Angelo Pettofrezza

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I libri di Stefano Carloni:

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Il nuovo libro di Paola Mattioli: VIERA

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“Il tempo dentro di noi” di Stefano Galardini

Oggi vi pongo una domanda che tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo posti: esiste l’amicizia tra uomo e donna?

Personalmente risponderei di si, ma alcuni di voi saranno sicuramente scettici al riguardo, così vi propongo il libro d’esordio, Il tempo dentro di noi, di un giovane scrittore di 33 anni che vive a Monza, Stefano Galardini.

 

Il tema principale del romanzo è l’amicizia ma di quelle che, ahimè, è difficile riuscire a costruire e trovare al giorno d’oggi. Protagonisti della storia sono Luca e Lidia che si conoscono a scuola e diventano amici grazie ai Nirvana anche se sono due persone completamente diverse ma che – quindi – si equilibrano.

Nel romanzo vengono raccontate le varie fasi che la coppia di amici vivrà nell’arco della loro vita, l’evoluzione dei problemi da adolescenti, i cambiamenti delle esigenze che la vita adulta porta con sé e l’evoluzione delle abitudini che prima venivano considerate quotidiane e quasi date per scontate.

 

I protagonisti affrontano il passare del tempo mantenendo sempre intatta la loro amicizia che dura anche quando decidono percorsi di studi differenti, di sposarsi e anche quando devono fare fronte agli insuccessi e lutti che la vita gli pone davanti.

La scrittura dell’autore è molto scorrevole e la storia fa da cornice a quello che la vita è nella realtà dei fatti ma che con un buon amico al fianco può sembrare meno spigolosa e deludente.

Il libro infonde nel lettore un po’ di fiducia nei rapporti interpersonali che oggi sono sempre più falsati dalla rete e che non riescono a nascere e crescere nella vita reale.

 

 

 

 

Come nasce Il tempo dentro di noi?

Il romanzo è figlio di una serie di bellissime convinzioni, innanzitutto che l’amicizia tra un uomo e una donna sia possibile, e poi che raccontare la vita attraverso lo sguardo di un legame simile sia uno dei modi più affascinanti. La scintilla di tutto però è stata la sfida, la grande scommessa di riuscire a raccontare un rapporto così particolare nella quotidianità della vita di ogni giorno, in maniera non banale.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Si toccano tanti temi ne “Il tempo dentro di noi”, l’amicizia, il tempo che passa, i conti da fare con sé stessi e con quello che ci lasciamo alle spalle, i mille legami che si intrecciano nella vita di una persona. Ma quello che mi è più caro e che secondo me è quello più importante e urgente soprattutto di questi tempi è la riscoperta della meraviglia del quotidiano: che la bellezza si trova sotto le scarpe di ogni passo, le scarpe da tutti i giorni, quelle che non crediamo abbiano alcun valore e che invece sono quelle che ci portano più in giro, sempre, nella vita vera, quella del solito tran tran quotidiano.

 

Leggi il mio libro perché..

Perché parla di necessità tanto semplici quanto importanti. Perché parla di me e di te, di esperienze, domande e vissuto comune. Ti ricordi di quando ti sei sposato? E di quando a scuola ti sembrava di avere tutto il tempo del mondo per fare tutto? Ti ricordi quando hai pensato per la prima volta di aver sbagliato le tue scelte? O ti ricordi quanto eri felice quando hai fatto cinquant’anni e ti sei reso conto di non dover più dimostrare niente a nessuno?

 

Progetti futuri?

Tanti. Scrivere prima di tutto. Mettere in ordine quel mazzo di carte mescolate che è la mia vita ora, a causa di nuovi ritmi, nuova città, un sacco di roba nuova (e quindi, dal mio punto di vista, entusiasmante!). Con il prossimo romanzo vorrei alzare l’asticella della sfida e magari scrivere qualcosa a tante voci, un affresco movimentato.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini – Editore: Edizioni Convalle – 233 pagine – prezzo di copertina 13,50 euro.

 

 

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“Con i tuoi occhi mi vedo” di Manuela Seletti

Quante volte vi è capitato di ripensare ad una persona o ad un amore del passato?

Ogni tanto a me viene questa vena nostalgica, soprattutto, se non ho più notizie da tempo di quella persona o se magari facebook da dei suggerimenti a cui non avrei mai pensato.

 

L’autrice di oggi, Manuela Seletti nata nel 1973 a La Spezia, dove tuttora vive e lavora, ci racconta una storia che è disarmante nella sua semplicità ma è ben articolata per farci riflettere, con il romanzo Con i tuoi occhi mi vedo.

 

La protagonista è Margot una donna sposata con Gil con il quale dirige un’attività di wedding planner ben avviata e molto conosciuta. Vivono e lavorano a Marsiglia, città cosmopolita e ricca di attrazioni, dove la protagonista incontrerà, dopo ventisette anni, Alec il suo piccolo amore mai dimenticato e vissuto nel periodo adolescenziale a Cassis, una cittadina marittima e natia nel sud della Francia. Dopo tutti questi anni si incontrano e fanno esplodere quella passione a cui avevano posto un freno in età adolescenziale a causa delle motivazioni tipiche di quell’età.

Fino ad ora potreste pensare che è la classica storia di una donna che tradisce il proprio marito per un amore ritrovato ma in realtà la storia racconta molto di più perché l’autrice fa un’attenta analisi sui sentimenti sia dell’uno che dell’altra e dei contrasti che questi portano con sé; ci vengono regalati momenti di puro eros, di intenso trasporto fisico ed emotivo che rendono il libro molto fluido nella lettura con un ritmo che non stanca, anzi, diviene calamitante.

Sappiamo bene che non ci sarà il cosiddetto colpo di scena perché la storia si scrive da sola ma man a mano che andiamo avanti nella lettura siamo consapevoli di voler sapere i punti di vista dei due protagonisti e di come gestiscono la situazione anche dopo l’inevitabile rottura. Non aggiungo altro perché il libro va letto tutto d’un fiato e, magari, con qualche pausa che ci farà riflettere su situazioni che, forse, potremmo aver vissuto o potremmo vivere in futuro.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Questo romanzo nasce come una sfida. Io frequento la scrittura da sempre; adoro scrivere piccoli diari di viaggio e descrizioni paesaggistiche. Da molti anni collaboro con un quotidiano per il quale curo una rubrica di benessere e bellezza( il mio settore professionale ) sulla pagina locale con grande soddisfazione. La sfida è stata quella di sperimentare finalmente un genere narrativo per me nuovo, distaccarmi da quello stile giornalistico, un po’ asettico che mi contraddistingue. Avevo voglia di parlare di sentimenti, d’amore e di rapporti umani, così ho pensato che il genere romance potesse essere il più adatto per il mio “esperimento letterario”. La storia è completamente frutto della mia fantasia anche se lo spunto l’ho avuto da una testimonianza ascoltata per caso durante un programma radiofonico.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio che desidero trasmettere con questa storia è che il dono più grande che ci è stato fatto venendo al mondo è il libero arbitrio. Noi possiamo scegliere e le scelte spesso comportano dolore e sacrifici però la vita è fatta anche di destino, nel quale io credo. Prima o poi il “cerchio” si chiude e spesso il finale del nostro romanzo non esce dalla nostra penna, per quanto noi possiamo compiere le scelte più giuste e più sagge.

 

Cosa pensi dell’editoria oggi?

Sinceramente fino ad oggi l’editoria era un mondo che non conoscevo molto. Nonostante io ami leggere, spesso neppure guardavo il nome della casa editrice del libro che avevo tra le mani. Con questa mia prima esperienza letteraria ho capito però che gli editori si ritrovano sommersi ogni giorno da manoscritti da valutare, giovani aspiranti scrittori alla ricerca di un contratto e di un posto sugli scaffali delle librerie, anch’io sono tra questi anche se non sono più tanto giovane. La piccola e media editoria

 

Ci dà la possibilità di farci conoscere e tra le innumerevoli case editrici per esordienti ve ne sono di veramente serie e competenti.

 

Leggi il mio libro perché……

Leggi il mio libro perché se come me sei una nostalgica, amante del magico mondo dei ricordi, se come me sei una donna romantica e sognatrice ti lascerai travolgere da queste pagine piene di passione e di sentimento. Farai un viaggio nelle stagioni della vita e nelle stagioni del cuore.

 

Progetti futuri?

E’ quasi pronto il mio secondo romanzo. Una splendida avventura di una vera eroina dei nostri tempi, ambientato in luoghi esotici che ho avuto la fortuna di visitare e vivere . Il mio grande progetto però sarà un romanzo storico; una storia realmente accaduta in una cornice storico/geografica che darà lustro al mio territorio che è la Liguria. Per questo progetto ambizioso però avrò bisogno di tempo per poter condurre ricerche, trovare testimonianze di persone ancora in vita che potranno aiutarmi e avrò bisogno di visitare luoghi interdetti al pubblico. Sarà una storia meravigliosa e spero che verrà apprezzata anche da un pubblico giovane poiché parlerà di un’adolescenza “speciale”.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Con i tuoi occhi mi vedo di Manuela Seletti – Editore: Scatole parlanti – 170 pagine – prezzo di copertina 13,00 euro.

 

 

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“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH

“Tempo al tempo” è una meravigliosa raccolta poetica scritta da Bruno MOHOROVICH, nato a Buenos Ayres il 3/3/1953, figlio di genitori istriani, riparati in Argentina a seguito dell’esodo, attualmente vive a Perugia.

Laureato in Sociologia e Lettere, si è sempre occupato di critica cinematografica e didattica del cinema nella scuola; ha collaborato come critico con il settimanale diocesano “La Voce” e con “Umbria Radio” (ex “Radio Augusta Perusia”).

 

“Tempo al tempo” è la sua raccolta poetica che, consiglio anche, ai non addetti ai lavori. Perché? Perché arriva dritta al cuore con semplicità ma con intensità.

Un libro che si snoda in sessanta pagine, numerose le poesie e i temi trattati, quella che m’ha colpito di più è stata la numero 25.

 

<<Mi lascio tenere per mano

uomo muto

nella corsa alla perdizione;

inerte corpo

avvolto nella nebbia

succube ubriaco

della fatalità dei tempi.>>

 

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce quest’opera letteraria?

E’ un lavoro che ho meditato a lungo e che non riuscivo mai a mettere nero su bianco. Sentivo che mi stava lavorando dentro cui, prima o poi, avrei dovuto dare voce decidendomi di confrontarmi con i fantasmi del mio passato, raccontandomi e svelandomi senza falsi pudori. Il momento di affrontare un passato scomodo è – poi- arrivato. La ritrovata serenità dell’animo e la certezza di una lotta – che mi ha visto spesso soccombere – che mi ha visto (ri)sorgere dall’amara terra, mi hanno consentito di guardare e guardarmi, affidando ai versi quello che sentivo. E così una sera, mi è apparso un primo rigo…da lì è partita poi, abbastanza velocemente, tutta la raccolta. L’unica cosa che avevo chiara fin dall’inizio era il titolo: infatti “tempo al tempo” è un’espressione che mi portavo dentro da anni e che ho mutuato dal film “Anonimo veneziano”, un film che appartiene al mio DNA.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Ad essere sincero, non è che ho iniziato a scriverlo per lanciare un messaggio a qualcuno; l’esigenza primaria era dare, come ho detto, una risposta a me stesso. Ma poi, ripensandoci, credo che dalle mie poesie contenute in questa raccolta, ci sia l’invito per tutte quelle persone che hanno sofferto o soffrono e che hanno comportato o comportano sofferenza a quanti stavano o stanno loro vicino – la famiglia in primis -, ad affrontare il loro male, a non nascondersi; perché celare un disagio non risolve il problema: lo rimanda e basta o, quantomeno, lo si camuffa fino a quando, alla prima difficoltà, non riemerge. Guardare con onestà verso se stessi, recuperare la propria autostima senza paure o falsi timori, è la via giusta per affrontare nuovamente la vita. Ecco, credo che il messaggio che vorrei fosse recepito è proprio questo: non mentire a se stessi, non serve.

 

Leggi il mio libro perché…

..difficile rispondere…perché è un pezzo di storia di vita raccontata in maniera sincera; sono poesie che rivelano un’onestà di sentimenti senza tanti orpelli e giri di parole. Perché sono versi che rassicurano sull’esistenza di donne e uomini ancora intrisi di paure, emozioni e qualche speranza, e dove ognuno può ritrovare la propria umanità.

 

Progetti futuri?

Intanto sarò presente al salone del libro di Torino, dove presenterò proprio “Tempo al tempo”. Di seguito sono in cantiere nuovi progetti editoriali, quali il desiderio di cimentarmi in un romanzo biografico dove racconto della mia giovinezza attraverso le memorie del cinema. In tempi più ravvicinati, la cura di un’antologia poetica che vuole essere un omaggio alla regione delle Marche, ricordata, evocata nei suoi luoghi e paesaggi attraverso i poeti che la vivono e la cura di una nuova collana di poesie dove darò voce ai poeti dialettali e non, della nostra Italia. ma è già pronta una terza raccolta di poesie. Il titolo? “Mare calmo”.

 

 

“Tempo al tempo” di Bruno MOHOROVICH, Bertoni Editore,  merita 5 stelle su 5.

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18 RASSEGNA EDITORIA ABRUZZESE

Si terrà dall’uno al cinque dicembre la 18 Rassegna Editoria Abruzzese al Circolo Aternino di Pescara, organizzata dall’Associazione Editori Abruzzesi e patrocinato dalla Fondazione Pescarabruzzo e dall’assessorato alla cultura di Pescara.

#StazioneLetteraria, la rubrica radiofonica nata con gli #autoriemergenti per Radio Godot sarà presente domenica 3 Dicembre per parlarvi IN DIRETTA RADIO di libri, autori e scrittori EMERGENTI.

L’evento oltre la pregevole rassegna editoriale e le quotidiane presentazioni letterarie degli associati, sarà un contenitore di manifestazioni con un programma intenso che partirà la mattina, intorno alle 09:00 e terminerà alle 21:00.

Saranno numerosi e di pregio gli interventi che si terranno nel corso dei cinque giorni, a partire dal convegno Editoria 2.0 ‘sviluppo, sostegno, futuro’, organizzato per venerdì 1 dicembre alle ore 17:30.

Tra i relatori Natale Antonio Rossi, presidente della Fuis che parlerà della proprietà intellettuale in Italia ed Europa, Luigi Di Fonzo responsabile web del quotidiano Il Centro, che interverrà con Informare Correttamente ‘le trappole della rete’, e poi ancora Stefano Pallotta Presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Filippo Lucci presidente di Corecom Italia, Nicoletta Di Gregorio V. Presidente della fondazione Pescarabruzzo che parlerà della ‘storia dell’editoria in Abruzzo’.

Domenica 3 dicembre la giornata sarà dedicata alla V Edizione del Premio dell’Editoria Abruzzese.

La mattina l’incontro tra la commissione interna ed i finalisti ed il pomeriggio, alle ore 16, la cerimonia conclusiva con il conferimento dei premi delle due sezioni e del premio per la promozione e diffusione della cultura e della editoria abruzzese. Appuntamento per Martedì alle ore 9:30 per il I Premio di Poesia AEA, istituito per poeti, anche emergenti, ed alunni. “Per la diciottesima edizione della Rassegna”, afferma il presidente Elena Costa, “ho voluto puntare anche sui giovani che saranno gli adulti del domani, per avvicinarli alla poesia, alla lettura e all’arte. La mattina di sabato e il lunedì gli studenti incontreranno gli autori per un momento di lettura e confronto. Interverranno anche due giovanissimi autori di libri fantasy, ancora minorenni, sono sicura che sarà un momento degno di nota.

Nelle stesse mattinate incontreranno il critico d’arte Leo Strozzieri e l’artista Gabriella Capodiferro, per parlare di arte contemporanea ed alcuni studenti potranno partecipare al laboratorio di scrittura creativa (gratuito ed aperto a tutti con prenotazione on line su www.editoriabruzzesi.it) che si terrà il sabato (mattina e pomeriggio) ed adatto a tutte le fasce d’età, anche per adulti, ma è importante sottolineare che il sabato il lunedì ed il martedì pomeriggio si terranno oltre sette presentazioni letterarie”. Cinema e Arte, saranno tre appuntamenti dedicati a Flaiano ed Antonioni, il venerdì la domenica e il martedì alle ore 19:30. Sabato alle ore 19, sarà un altro momento di alto valore culturale con il reading poetico ‘La Poesia e lo Stupore’ per festeggiare i 30 anni dell’Associazione Editori. Interverranno poeti tra i più importanti della nostra regione, tra cui Alexian Santino Spinelli, Nicoletta Di Gregorio, Vito Moretti, Daniela Quieti, Gabriele Di Camillo Ferri, Flora Amelia Suarez, Vittorina Castellano e tanti altri. Ad arricchire i cinque giorni, oltre alle numerose presentazioni letterarie, sarà la mostra collettiva dei sei artisti abruzzesi, Gabriella Capodiferro, Arcangelo Carbone, Ergilia Di Teodoro, Ettore Le Donne, Leo Strozzieri ed Eraldo Zecchini. Inoltre una postazione fissa della web tv con A tu per tu e la diretta radiofonica, domenica 3 dicembre con ‘Stazione Letteraria’. Nel corso dei cinque giorni non mancheranno ospiti illustri del panorama culturale, televisivo e di intrattenimento.

La 18 Rassegna inaugurerà venerdì alle 16:00 con la presenza autorevole di rappresentanti istituzionali.

 

Vuoi segnalare la tua opera letteraria durante la diretta radiofonica di #STAZIONELETTERIA? Scrivimi

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Adamantino di Marco Felici

Vi piacerebbe fare un viaggio verso mondi sconosciuti e che ci facesse riflettere sul mondo nel quale viviamo? Se la risposta al quesito è si, l’opera di oggi potrebbe aiutarvi nell’intento. Un giovanissimo autore, classe 1993, nato a Orvieto ma vissuto a Viterbo, con una parentesi di studio in Norvegia, ci porta a fare un percorso di riflessione: lui è Marco Felici e il libro è Adamantino.

 

Il viaggio in questione viene compiuto da un uomo che si ritrova in sei diversi mondi, realtà parallele molto distanti tra di loro e dal suo mondo di appartenenza. A fare da cornice vi sono degli ambienti fantastici, dei personaggi bizzarri e le nostre riflessioni, da lettori, sui temi trattati nei vari percorsi.

Infatti, l’opera tratta argomenti come il tempo, inteso come la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi; l’autorità vs democrazia; la felicità e la consapevolezza non solo di noi stessi ma anche del nostro universo nel quale viviamo.

Il racconto sembra quasi descrivere una sorta di pellegrinaggio del protagonista, ma in parte anche il nostro, all’interno di un’esistenza che vive e viviamo giornalmente ma che non ci permette di fermarci per poter pensare e riflettere a causa della frenesia dataci dalla quotidianità; l’impossibilità di apprezzare i momenti di felicità o tristezza assaporandone le varie emozioni e sensazioni.

Un’opera che fornisce un percorso d’introspezione tramite le sue metafore, che lo stesso autore ci fornisce, al fine di metterci nella posizione di essere in grado di riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda.

Come nasce la tua opera letteraria?

Ho pensato a lungo che scrivere fosse essenzialmente cristallizzare, o almeno provare a cristallizzare, quegli sprazzi di pura bellezza che le emozioni ci suggeriscono e che lasciano questo desiderio infinito di comunicare, di rendere partecipe il mondo intero delle nostre scoperte interiori.

Adamantino è questo. Un romanzo piuttosto indefinibile in termini di genere, con una storia il cui scheletro è disegnato da intuizioni ed emozioni. È libro di metafore, è la realtà tradotta in simboli, luoghi e personaggi; sintetizzata da idee caposaldo ma mai banali come la verità, il male, il tempo, l’autorità, la felicità, la consapevolezza e l’indipendenza intellettuale.

Adamantino è, ancora, uno sfizio personale, ed anche una sfida. Produrre qualcosa che possa essere definito libro ed ancora racchiudere parte di me.

 

Quale messaggio vuoi lanciare a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

Sebbene esplori temi precisi, Adamantino non cerca di condurre il lettore a conclusioni precise ma piuttosto vuole essere un pezzo di strada fatta insieme, una discussione itinerante senza l’ambizione di ottenere delle risposte ed in ogni caso non definitive. Ci sono delle conclusioni, in ogni capitolo, ma sono parziali, interpretabili e senza presunzioni.

A questo proposito ripropongo una frase di Philipp Pulmann, autore della trilogia “Queste oscure materie”, che trovo calzante:

“Come appassionato credente della democrazia del leggere, non credo sia compito dell’autore di un libro dire al lettore cosa vuol dire.

Il significato di una storia emerge dall’incontro fra le parole sulla pagina e i pensieri nella mente del lettore. Quindi quando mi chiedono cosa intendessi con quella storia, o quale fosse il messaggio che stavo cercando di trasmettere in quest’altra, devo spiegare che non spiegherò”.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è un romanzo di piacevoli personaggi e di simboli squillanti, condito con la freschezza di un’inesperta originalità. E perché è utile, o utile perlomeno nell’accezione de Il Piccolo Principe, quando riflette a proposito del lavoro di un uomo che

“[…] è veramente utile, perché è bello”

Quindi se qualcosa trasmette bellezza, altezza, arte, allora acquisisce valore e diviene utile. E credo che Adamantino faccia proprio questo.

 

Quali sono i progetti futuri?

Con il prossimo romanzo vorrei esplorare più in dettaglio uno dei temi che vengono toccati in Adamantino: il governo, il concetto di democrazia e come questo interagisca con la libertà individuale e quella collettiva. Non sarà altrettanto allegorico ma comunque fantastico.

Sarà ambientato inizialmente in una società utopica, o apparentemente tale. Posso già anticipare che l’utopia non durerà troppo a lungo!

 

Numero di stelle 4 su 5 – Adamantino di Marco Felici – Editore: Edizioni Senso Inverso – 104 pagine – prezzo di copertina 10,20 euro.

 

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Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale di Walter Nanni e Serena Quarta

Presentazione del Volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale” di Walter Nanni e Serena Quarta. Giovedì 12 gennaio 2017 – ore 18 – Lecce, Antico Seminario – Piazza Duomo

 

Chi sono i “Giovani Neet? Sono giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano, non si formano. Il fenomeno in Italia assume contorni preoccupanti anche perché i soggetti coinvolti, di frequente, scivolano in una spirale di corrosione progressiva della propria condizione non solo economica, ma soprattutto emotiva e relazionale. Alcuni di essi si rivolgono ai Centri di ascolto Caritas e manifestano una condizione in cui si combinano passività, disorientamento, recriminazione.

 

Il volume “Nel Paese dei Neet – Rapporto di ricerca sui giovani Neet in condizione di esclusione sociale”, diWalter Nanni (Responsabile dell’Ufficio Studi Caritas Italiana) e Serena Quarta (assegnista di ricerca e docente a contratto presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento), Edizioni universita-del-salento-300x212Lavoro, riporta i risultati di un’indagine nazionale sui “Giovani Neet” (Not in Employment, Education and Training) che si rivolgono direttamente o tramite i loro familiari ai Centri di Ascolto Caritas.

 

Il volume verrà presentato a Lecce, giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18 nella sala conferenze dell’antico seminario di Piazza Duomo, nel corso di un incontro promosso dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento in collaborazione con Caritas Italiana e con l’Arcidiocesi di Lecce. Aprirà i lavori il professor Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento. Insieme con gli autori, interverranno il professorEmiliano Sironi dell’Istituto “G. Toniolo”, che ogni anno pubblica il Rapporto sulla condizione giovanile in Italia e il dottor Sebastiano Leo, Assessore alle Politiche per la Formazione e Lavoro della Regione Puglia. Concluderà i lavori l’arcivescovo di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio.

 

“Obiettivo della ricerca – sottolineano gli autori – è stato quello di approfondire la duplice condizione di svantaggio sociale che colpisce quei nelpaesedeineetgiovani che, oltre ad essere esclusi dallo studio, dalla formazione e dal lavoro, provengono anche da contesti familiari di disagio e povertà”.

 

L’indagine rappresenta una novità assoluta nel panorama scientifico poiché per la prima volta prova ad approfondire il tema dei “Neet” utilizzando più metodologie, in particolare viene adottato l’approccio qualitativo innovativo dello shadowing (tecnica qualitativa sperimentale di osservazione). È stata svolta un’analisi statistica nazionale su 1749 “Neet utenti” dei servizi Caritas; 51 interviste biografiche in profondità distribuite per macro aree territoriali; tre esperienze di shadowing.

 

La ricerca, infine, ha permesso di porre l’attenzione su manifestazioni del fenomeno “Neet” difficili da analizzare ma anche da intercettare perché mimetizzate in circuiti di disagio sociale cronico sommerso.

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In diretta nazionale a RadioRadio- VIDEO

Ospite a RadioRadio in diretta nazionale sabato 3 Settembre 2016, ho potuto parlare della prossima rassegna letteraria nella capitale romana; come sempre Federica Girardi in primi fila per gli scatti, ringraziamo per la gentilezza e l’ospitalità lo Speaker Emilio Giordani.

 

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“LETTERE IN DIALOGO. TRATTI DEL MAGISTERO DELL’ARCIVESCOVO D’AMBROSIO ALLA DIOCESI DI LECCE”

Verrà presentato nella sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento (piazza Tancredi 7, Lecce), venerdì 29 aprile 2016 alle ore 10.30, il volume “Lettere in dialogo. Tratti del Università del SalentoMagistero dell’Arcivescovo D’Ambrosio alla Diocesi di Lecce” (edizioni Milella, 2016) di Daniela De Leo, professoressa aggregata di Filosofia teoretica presso l’Ateneo salentino. Alla presenza dell’Arcivescovo metropolita di Lecce Domenico D’Ambrosio, e dopo i saluti del Rettore Vincenzo Zara, interverranno l’autrice Daniela De Leo e i professori Marco Piccinno, associato di Didattica e Pedagogia Speciale, e Carlo Alberto Augieri, Ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate.

 

 Il libro

img21Il volume “Lettere in dialogo” presenta un’analisi interpretativa delle lettere pastorali dell’Arcivescovo D’Ambrosio alla Diocesi di Lecce condotta con un approccio “mixed methods”, con l’implementazione di un’analisi lessicometrica arricchita dall’analisi ermeneutica. L’analisi delle corrispondenze lessicali ha permesso di evidenziare le dimensioni semantiche attraverso la prossimità delle parole presenti nei frammenti di testo analizzato, e ha guidato la successiva fase ermeneutica di codifica dei contenuti. Il risultato è un modello esplicativo attraverso cui leggere le Lettere.

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Fotografie di una vita tranquilla di Maurizio Gramolini

“Fotografie di un vita tranquilla” è il titolo del nuovo libro formato e-book nato dalla mente e dalla penna di Maurizio Gramolini.

L’autore, che nella vita si occupa di Information Technology, racconta con un piglio ironico e brillante la storia e la quotidianità della sua famiglia allargata, nei gesti e nelle abitudini che condivide con tante altre. maurizio gramolini

Nel libro infatti, Gramolini descrive le vicende e gli avvenimenti che caratterizzano la vita dei suoi familiari, in un’ottica tanto irriverente quanto nostalgica verso i tempi passati, di cui conserva i ricordi preziosi.

Tanti i personaggi che l’autore presenta e tanti gli aneddoti e le storie che racconta, dando vita ad un libro che coinvolge e affascina, perché riflette le vite e le storie di una generazione intera, offrendo uno spaccato reale delle famiglie di oggi.

Un racconto in cui rispecchiarsi con divertimento, ben scritto e ben congegnato da un autore che si rivela abile anche se non propriamente “addetto ai lavori”.

Come nasce l’idea di questo libro?

Mi sono divertito a scrivere un racconto, che è poi il Prologo di Fotografi di una vita tranquilla. Il prologo descrive in maniera neanche tanto caricaturale la giornata tipo di mia moglie, l’Olandese, in quel periodo. E proprio lei mi suggerì di provare a farlo pubblicare come racconto. Il racconto si piazzò bene in un concorso e fu pubblicato.

E sempre l’Olandese, sempre lei, mi suggerì di provare a scrivere un romanzo. Siccome da un po’ mi ronzava per la testa l’idea di scrivere della mia famiglia e dei suoi vari accadimenti, sono partito dal famigerato prologo e ho proseguito.

Tre aggettivi per descrivere il suo libro?

libro maurizio gramoliniDivertente (lo spero), ironico, sincero.

Come ha reagito la sua famiglia al libro?

Molto bene devo dire, si sono riconosciuti nei personaggi, qualche volta ob torto collo, ma riconoscendone la sincerità. Del resto non mi sono certo risparmiato neanche quando parlo di me stesso…

Progetti futuri?

Un romanzo a tema paranormale che mi sta impegnando molto. Sono a oltre 200 pagine, e mi sto arrampicando verso il finale. Narra di eventi paranormali calati in Toscana.

“Fotografie di una vita tranquilla”, Maurizio Gramolini, e-book, 110 pagine.

Link: http://www.amazon.it/Fotografie-vita-tranquilla-Maurizio-Gramolini-ebook/dp/B019L9F20S

 

Si ringrazia per la collaborazione Letizia Fulli.

 

 

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Nuovi appuntamenti per scrittori emergenti

Arrivano i nuovi appuntamenti firmati dalla Blogger Eleonora Marsella, eventi romani in cui i protagonisti sono gli scrittori emergenti e i loro libri.

Nuove location, date e presentazioni sparse in tutta Roma, ecco alcune date in cui è ancora possibile prenotarsi:

8 Marzo, 11 Marzo, 17 Marzo e 18 Marzo.

Dove si svolgeranno? Ecco alcune foto:

enoteca letteraria mangia parole 1013- vicinanze termini teatro antigone 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sei uno scrittore? Un poeta? Vuoi presentare il tuo libro nella capitale romana? Scopri tutti i dettagli inviando un’email a Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

 

 

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