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Pappagalli verdi di Gino Strada

Non sono mai stata una grande seguace di Emergency, non ho mai donato viveri, danaro o quant’altro, ho sempre preferito l’adozione a distanza  per compiere le mie opere buone anche se, una volta mi sono imbattuta in un libro-documentario di Emergency che, però, non aveva suscitato in me nessuna curiosità.

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Nell’arco del tempo, però, è tutto concesso e la fatalità del caso vuole che,nel weekend  mi ritrovo in un grande centro commerciale, dinanzi a me  scaffali di libri e quale coglie la mia attenzione? PAPPAGALLI VERDI di Gino STRADA. In realtà non è una vera e propria casualità, da qualche giorno ormai mi tormentavo con l’idea di approfondire il discorso “GINO STRADA” e il fato ha voluto che quel libro, da 6,60 euro, finisse nelle mie mani.

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La prefazione è di Moni Ovadia, tutto il libro costituito da 160 pagine scarse ha la forma di un diario, ad ogni capitolo, di circa due o tre pagine al massimo, c’è una piccola cartina geografica che, indica, la storia dov’è avvenuta realmente e credo che questa sia una bell’idea perchè ogni lettore deve rendersi conto dov’è ambientata la storia in modo da apprendere ancor meglio le sfumature dei protagonisti. (Per me, in realtà. il discorso è ben diverso, ogni volta che sulla cartina geografica era indicata Sarajevo, Kabul o Ruanda una fitta al cuore mi stringeva e minuto per minuto mi incoraggio e mi auto-sussurravo “Questa sera lo dico a mamma, voglio partire, andare in quei posti, vedere, toccare, rischiare”, già.. rischiare).

Questo diario contiene tante storie, tante persone, molti morti, feriti, handicappati, decapitati e via discorrendo, hanno tutti il diritto di rivivere, anche per due minuti, nei pensieri altrui, perchè tutte le guerre sono un orrore, non ci si può voltare dall’altra parte.

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Gino Strada, come tanti altri chirurghi, fanno veramente tanto per salvare il salvabile, una vita vissuta h24, sempre presenti, sempre disponibili, mai apatici, pronti a passare anche il Natale e il Capodanno in qualsiasi parte del mondo che ne abbia bisogno. Però, su Gino Strada, aleggia un mistero, ed è quello legato al Giornalista Gabriele Torsello, un capitolo aperto che attende risposte e prese di posizione.  questa però,  è un’altra storia, degna di un capitolo a parte, forse, è  meglio lasciare dormire le coscienze, ancora un altro po…

 

 

 

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Recensione “La piccola sarta di Kabul” di Gayle Tzemach Lemmon

Inutile a dirsi: le bancarelle di libri sono piene zeppe di capolavori e storie di tutto il mondo, questo romanzo è uno di quelli.

Bestseller del New York Times, editore Sperling & Kupfer, prezzo di copertina 17Euro ma pagato solamente 5euro: è un grande tuffo nella storia di Kabul, il mondo dell’imprenditoria femminile e la forza di andare avanti, fa da cornice ad una storia VERA straordinariamente raccontata dalla Giornalista Gayle Tzemach Lemmon, produttrice per dieci anni presso la ABC News Political UNIT.

Le protagoniste sono le sorelle Sidiqi che, sotto il controllo dei talebani, si ingegnano per trovare una fonte di sussistenza per la loro numerosa famiglia: Kamila, fonte di idee, trascina le sorelle in un progetto sartoriale-familiare nonostante i rischi, ai quali, la donna è sottoposta.

Una storia avvincente, divorata in sole due ore che, trasmette profondi messaggi legati alle donne, alla forza e al coraggio che le caratterizza.

Consigliato a tutti coloro che vorrebbero realizzare un progetto circondato da mille dubbi e problemi: questo libro è la prova che, se crediamo nel profondo, si può realizzare tutto ciò che ci viene in mente.

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