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XI Concorso letterario Città di Castello

Nuova opportunità per tutti gli amanti della scrittura

Vi segnalo un nuovo appuntamento letterario dove penna, talento e fantasia si incontrano per dar vita  a qualcosa di magico.

LXI edizione  del Premio Letterario «Città di Castello», concorso letterario a tema libero, è suddivisa in tre sezioni riservate a opere inedite di narrativa, poesia e saggistica (bando scaricabile su www.premioletterariocdc.it). I vincitori vedranno la propria opera pubblicata su cartaceo con la casa editrice LuoghInteriori. Tracciati virtuali ha confermato anche due sezioni speciali: «Mondi e Culture sulle sponde del Mediterraneo», per promuovere la conoscenza e l’interazione tra la cultura italiana e la cultura araba; 1970-2020: Verso il 50° anniversario della Regione Umbria, con l’obiettivo di favorire studi e ricerche riferiti alla storia e all’economia della Regione.

“Il premio letterario Città di Castello è tra le manifestazioni di spicco del panorama locale, un evento che varca i confini cittadini e parla ad una platea eterogenea e qualificata, che in questi anni ha scoperto il nostro territorio, attratta dall’amore per la scrittura” ha commentato Michele Bettarelli al ritorno dalla trasferta.

In una città di stampatori e editori, Tracciati Virtuali ha creato il segmento mancante  alla filiera culturale, che rappresentiamo in varie discipline artistiche, grazie all’eredita di Burri e a quella che ci viene dal passato Rinascimentale.

Condividiamo la scelta di sviluppare il premio lungo dodici mesi e di orientare questa articolazione verso le scuole, investendo su giovani, che le cronache descrivono come sempre meno avvezzi alla loro lingua madre. Infine la scelta della carta, non scontata e non esclusiva, che rende il premio un’eccezione nel mondo dei concorsi con pubblicazioni virtuali”.

 

 

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II Edizione della Rassegna artistico-culturale “Muri di Versi”

Una nuova opportunità per scrivere e emergere per tutti gli autori d’oggi, nell’ambito della II Edizione della Rassegna artistico-culturale “Muri di Versi” l’Associazione Pinetum Cultura, con il patrocinio del Comune di Pino d’Asti e
 dell’Unione dei Comuni – Comunità Collinare “Alto Astigiano”, organizza la seconda edizione del concorso letterario “Pinetum poesia”.

Di cosa si tratta? SEMPLICE!

Un appuntamento dove sentimenti e parole si incontrano per dar vita a…..

La scadenza, per la consegna delle poesie in concorso, sarà il 10 marzo 2017, mentre la premiazione avverrà il 27 marzo 2017  a Pino d’Asti.

 

REGOLAMENTO

ARTICOLO 1 – FINALITA’ E TEMA
Il tema è libero, secondo la sensibilità di ogni partecipante.

La manifestazione si pone essenzialmente gli obiettivi di:
-sensibilizzare, soprattutto le giovani generazioni, all’uso e all’ascolto della parola in una dimensione di autenticità e profondità, tanto più oggi che il linguaggio è così abusato,banalizzato e deprivato.
-far conoscere le nostre colline e i paesaggi che ci offrono, nella loro bellezza e integrità.

ARTICOLO 2 – SEZIONI DEL PREMIO
Il Concorso si articola in 5 sezioni:

A) Poesia in lingua italiana, sezione ADULTI;
B) Scuola Media;
C) Scuola Superiore, BIENNIO;
D) Scuola Superiore, TRIENNIO;
E) Poesia in lingua piemontese, sezione ADULTI.

Ogni sezione prevede tre vincitori (I, II, III classificato) e 4 menzioni. Fa eccezione la sezione in Lingua Piemontese, con un solo vincitore e due menzioni.
Ogni partecipante potrà inviare una sola poesia, in 6 copie cartacee, di cui solo una corredata di nome e cognome, indirizzo, recapito telefonico, eventuale indirizzo e-mail, e firma dell’autore del testo inviato.
Occorre inoltre indicare la sezione (vedi sopra) a cui si partecipa.

Esclusivamente chi aderisce alle sezioni “A” ed “E” può, se vuole, partecipare a entrambe queste sezioni.
La partecipazione è gratuita.
Con l’invio, ogni partecipante si assume la propria responsabilità che la poesia sia frutto della personale creatività, che non sia stata pubblicata in alcun libro e non sia stata presentata alla scorsa edizione del concorso.
La poesia inviata non dovrà superare i 25 versi, e dovrà essere contraddistinta da un titolo.

ARTICOLO 3 – TERMINE DI SCADENZA E MODALITA’ DI SPEDIZIONE
Le opere devono pervenire entro il 10 marzo 2017.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento ed implicitamente autorizza il trattamento dei dati personali e la cessione al diritto di stampa e/o riproduzione del testo inviato.
Autorizzazioni riguardanti ovviamente le modalità del concorso e della cerimonia di premiazione.
Per quanto non previsto nel presente regolamento, le decisioni spettano autonomamente all’ente promotore.
Il plico, contenente i sei fogli (testo della poesia in 6 copie) di cui uno corredato dei dati sopra richiesti, dovrà essere spedito al seguente indirizzo:

Associazione Pinetum Cultura
Concorso Letterario PINETUM POESIA
c/o COMUNE di Pino d’Asti
Vicolo Mondo 1 – 14020 Pino d’Asti (AT).

Le SCUOLE possono effettuare spedizioni ‘collettive’.
Si rende noto che in caso di assenza dei dati richiesti dall’ART 2 le poesie ricevute saranno scartate.

ARTICOLO 4 – VALUTAZIONE
Apposite GIURIE saranno nominate per valutare le poesie pervenute. Le votazioni espresse dalle giurie sono insindacabili.

ARTICOLO 5 – RISULTATI E PREMIAZIONE
Agli autori delle poesie premiate o menzionate sarà data comunicazione personale.

Tutti i partecipanti sono invitati alla cerimonia di premiazione che si terrà a Pino d’Asti sabato 27 maggio 2017 alle ore 15,30.
Verranno lette le poesie vincitrici.
Anche gli autori menzionati saranno chiamati sul palco a ritirare la menzione a loro riconosciuta.
I testi premiati e menzionati saranno esposti in lettura.

Non è prevista la spedizione di premi, che dovranno essere ritirati nel corso della premiazione (In caso di impossibilità a presenziare, l’autore può delegare altra persona a ritirare premio o menzione).

La cerimonia di premiazione si svolgerà nell’ambito degli eventi previsti dalla II Edizione della Rassegna artistico-culturale “Muri di Versi” promossa dal Comune di Pino d’Asti.

 

Per informazioni: Pinetum Cultura: pinetum.culturae@libero.it oppure telefonare al numero 3471452082

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Premio internazionale di letteratura

I concorsi letterari sono splendide occasioni in cui il talento incontra la fortuna, sono occasioni importanti da sfruttare quando si può e quando… si ha qualcosa nel cassetto.

premio internazionale di como

Arriva un nuovo importante concorso con scadenza 15 Giugno 2017 quindi c’è ancora tempo!

La partecipazione al Premio è aperta a tutti gli autori ed editori in lingua italiana. Si può partecipare con poesie, saggi, romanzi, materiali multimediali quindi perché non provarci?

Ho cercato il regolamento e lo trovate qui

Per rimanere aggiornati, invece, cliccate qui

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disabilità,germano turin,Italia,recensione,sottosopra edizioni

Mario disabile superabile di GERMANO TURIN

La disabilità è quasi sempre percepita come un qualcosa in meno, oggi ve ne parlerò come ‘un qualcosa in più’.

Germano Turin, classe 1942, nasce in un paese della bassa Pianura Padana in provincia di Padova. Sin dai primi anni di vita s’accorgono che nel bambino qualcosa non va, zoppica, vede poco e con gli anni gli acciacchi peggioreranno senza però modificare MAI l’entusiasmo di Germano.

Germano Turin

Germano Turin

Il suo primo libro è Mario disabile superabile, 200 pagine di verità, ricordi, squarci di vita vissuti a metà. Si parla di disabilità, di gioventù, del dopoguerra, della pianura padana e di tantissimi altri elementi che insieme alla scrittura scorrevole di Germano, fanno di questo libro un vero capolavoro della letteratura contemporanea.

La storia va dai primi anni di vita fino all’età della gioventù, Germano ci racconta episodi quotidiani che caratterizzavano la sua adolescenza, gli insulti, l’indifferenza da parte di molte persone nei riguardi della sua, appunto, ‘mancanza’.

“Mario disabile superabile” è un libro autobiografico, lo si capisce da subito. Perché ha deciso di raccontare la sua via attraverso un libro?

<<Ho cominciato- racconta Germano- a raccogliere alcuni pezzi della mia vita, a metterli per iscritto e a farli leggere a qualcuno. La prima domanda è stata:

“Ma hai vissuto davvero quello che descrivi?”

Alla mia risposta affermativa la seconda domanda è stata:

“Allora perché non scrivi un libro? Può essere di aiuto ad altri che devono affrontare situazioni analoghe”. Scritto, piaciuto all’Editore e pubblicato.>>

Come pensa sia percepita la disabilità nella nostra epoca?

<<Stiamo faticosamente passando dal termine “disabile” (bruttissimo) alla definizione “persona portatrice di disabilità”: come dire che prima noi, portatori di disabilità, eravamo poco più che “cose” ed ora cominciamo ad essere considerate “persone” (anche se portatrici di disabilità).>>

Quanto ha imparato dal mondo contadino della Pianura Padana?

<<Ho imparato fin da piccolo quello che ha poi scritto Quasimodo, cioè che “ognuno sta solo sul cuor della terra”: la differenza sta nel fatto che, “prima che venga sera”, mi sono ripromesso di vivere a mia volta un po’ di vita.>>

Ha in mente qualche altro lavoro che vorrebbe pubblicare?

<<Sto finendo di scrivere la seconda parte della mia vita, dopo di che mi attiverò alla ricerca di un Editore che abbia voglia di leggerla e, soprattutto, di pubblicarla: il titolo (provvisorio) è “Quell’autunno caldo dell’ottanta”: il 14 ottobre dell’80, in quanto dipendente Fiat e uno fra gli organizzatori della “Marcia del quarantamila”, sono stato quello che, sul palco del Teatro Nuovo di Torino, ha aperto la manifestazione dando la parola a Luigi Arisio (che fu poi eletto Deputato al Parlamento nelle fila del Partito Repubblicano.>>

Chiunque fosse interessato a leggere questo capolavoro veritiero di Germano Turin può contattare direttamente lo scrittore che provvederà ad inviarvi la copia cartacea, all’indirizzo germanoturin@tin.it.

Germano Turin in Mario disabile superabile, SOTTOSOPRA edizioni, prezzo di copertina 15 euro.

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ALESSIA CUCè,ESORDIENTI,FANTASY,Italia,libri,recensione,scrittori,TRA LE BRACCIA DI UN SOGNO

ALESSIA CUCè: TRA LE BRACCIA DI UN SOGNO..

Leggere è la passione più bella che si possa avere: comodamente seduto, davanti ad un caminetto, hai la possibilità di esplorare nuove realtà semplicemente leggendo ed immaginando: non è fantastico?

La sensazione di esplorare realtà a me sconosciute mi ha trascinata durante questo weekend come un uragano, tutto questo è stato possibile leggendo il romanzo di Alessia Cucè- Tra le braccia di un sogno. Il ritorno del sigillo bianco.

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Alessia, classe 1980, è al suo secondo capitolo, il primo (della stessa saga- Tra le braccia di un sogno) risale praticamente a meno di un anno fa.

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Io ho avuto il piacere di recensire il suo secondo romanzo, uscito nel novembre 2014 e quando ho chiesto ad Alessia di riassumere quello precedente, ecco come m’ha risposto:

<< Alyssa, docente universitaria e donna affermata, sente che la sua vita terrena le sta stretta, forse per la sua grande paura della morte o forse per il suo sogno sempre uguale da quando aveva 5 anni: quell’uomo poggiato a quell’albero, in quel mondo idilliaco, che non riesce mai a raggiungere. Nel giorno del suo trentesimo compleanno però, il fato vuole farle un meraviglioso regalo e vuole condurla finalmente a scoprire il mondo dei suoi sogni, DreamWorld, un mondo nel quale le anime degli esseri umani, unite da Dio, possono ritrovarsi e godere dell’eternità. Ma il regalo più bello è incontrare Nächt, quell’uomo che lei ha sempre sognato. Quell’uomo che scoprirà essere la sua anima gemella. Ma l’eternità non è facile da ottenere, a causa della guerra tra i Globi Alati: Samanael, protettore di DreamWorld e i suoi fratelli, esseri immortali di una bellezza disarmante, gelosi degli esseri umani. Alyssa diventerà l’unica possibilità per riuscire a stipulare un contratto, dato che a lei è stata affidata la chiave del Sigillo Bianco, unica esistente in tutto l’universo, da Margherita, la porta che permette l’accesso tra i due mondi, e vivere l’eternità con il suo amore, che invece, quando scopre che lei è il Sigillo, alza una barriera per evitare ogni contatto se non quello dell’addestramento. Alyssa scoprirà i suoi poteri, grazie alle sue precedenti vite e grazie soprattutto alla daga forgiata con l’aiuto di Dio, da Samanael. Conoscerà il meraviglioso puma bianco protettore del Globo e visiterà le terre di quel meraviglioso sogno, ma si dispererà di non poter godere della sua anima gemella. Quando sarà giunta l’ora di incontrare i Globi Alati capeggiati da Nataniel, Alyssa riuscirà a stipulare di nuovo l’accordo, salvando le terre si Samanael e tutte le anime che lo popolano, ma pagando a caro prezzo la dimostrazione dell’amore incondizionato che può dare un uomo. È così costretta a ritornare per sempre nella sua prigione, la terra.>>

Leggendo il secondo capitolo della saga di Tra le braccia di un sogno, me ne sono praticamente innamorata anzi sono in attesa della sua terza uscita che, come m’ha confessato Alessia, bolle in pentola da un po’ di tempo.

La storia è avvincente, ruota intorno questo mondo fantastico (in parallelo con la vita terrena) che fa da sfondo ad una guerra che, purtroppo, si scatenerà ai piani alti, lasciando anche qualche morto. In realtà ciò che più colpisce di questa scrittrice esordiente è l’attenzione per i particolari, il mondo non-reale è descritto in modo così realistico che pare di viverlo.

Come nasce TRA LE BRACCIA DI UN SOGNO?

<<Dai miei sogni. Ho sognato Nächt poggiato a quella sequoia per diversi mesi. Ho deciso così di cominciare a scrivere dei miei sogni e poco alla volta la mia avventura ha preso vita.>>

Nella storia parli di una dimensione parallela: ci credi davvero all’idea che dopo la morte ci sarà un’altra vita? 

<<Io temo la morte,- confessa Alessia- credo che ci possa essere qualcosa dopo, ma la cosa comunque mi spaventa a tal punto da creare il sentiero delle anime. Diciamo che è auto-persuasione!>>

Il secondo romanzo è ricco di avventure di Ali e il suo uomo, ritrovato dopo tempo, prevedi già una terza uscita?

<<Sì, sto già lavorando sul terzo capitolo di Tra le braccia di un Sogno “L’esercito dei Dannati”. Diciamo che in questo capitolo l’eternità dei miei personaggi sarà messa a rischio ancora una volta.>>

Sono presenti tratti autobiografici nei romanzi?

<<Moltissimi. Sogni che non sono riuscita a realizzare, come l’università. Il desiderio di riunire la mia anima a quella a me segnata rispecchia la lontananza forzata con mio marito, sergente dell’esercito, per tanti anni. Lulù…nella vita reale è mia cugina, ma per me è una sorella. Il desiderio di rivedere mio padre, morto nel 2012….e tantissimi altri.>>

SIETE CURIOSIIIII?

Fate bene ad esserlo, questo romanzo di Alessia Cucè non vi deluderà!

Ecco tutti i contatti utili:

PAGINA FACEBOOK

https://www.facebook.com/tralebracciadiunsognoalessiacuce?ref=aymt_homepage_panel

Link per l’acquisto

Tra le braccia di un Sogno (Volume 1)
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Cartaceo Lulu.com
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Ebook Itunes https://itunes.apple.com/it/book/tra-le-braccia-di-un-sogno/id961279254?mt=11&ign-mpt=uo%3D4
Ebook Googleplay https://play.google.com/store/books/details?id=jzViBgAAQBAJ

Tra le braccia di un Sogno “Il ritorno del Sigillo Bianco” ( volume 2)

Ebook Amazon
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Cartaceo Lulu.com
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Il caso Nardini- Una storia Italiana che tutti dovrebbero conoscere

Gli elementi di un libro che mi colpiscono durante la lettura sono sempre differenti: il ritmo, gli aggettivi, i dialoghi, le descrizioni, i particolari e così via.

L’ultimo libro che ho avuto il piacere di leggere, mi ha colpito per la sua spontaneità, è scritto da Giuseppe Nardini e il titolo è “Il caso Nardini”. È una storia autobiografica? Sì. È una storia vera? Sì, è tutto documentato. Ne vale la pena leggerlo? Sì, tra l’altro non ha un prezzo di copertina perché è ad offerta libera quindi è un libro da avere assolutamente all’interno della propria libreria.

Giuseppe Nardini è nato nel 1953 a Terni, di famiglia operaia, s’è trasferito in Abruzzo negli anni ’60 e attualmente vive a Scafa, in provincia di Pescara.

Perché vi parlo del suo libro? Perché parla di un’Italia che molti conoscono ma che pochi hanno il coraggio di raccontare.

Non voglio riassumere il romanzo di Nardini, ma sia chiaro che la sua lotta personale e sociale è veramente da esempio per tutti noi.

Giuseppe lavorava assiduamente in un’industria per diversi anni, un giorno scopre che dei liquidi, altamente inquinanti, provenienti dall’impianto presso cui prestava servizio, venivano espulsi all’interno dei condotti nelle campagne limitrofe e chiaramente nel mare quindi si rifiuta di far avvenire quest’azione sotto i suoi occhi e da quel momento si aprirà una lotta intestina con il “Professore” della suddetta azienda.

Attraverso il libro è possibile conoscere la sua storia, raccontata attraverso le sue parole e vissuta dai suoi occhi, una storia che tutti dovrebbero conoscere, un coraggio che tutti dovremmo avere; il libro è ricco di nomi di politici che l’hanno aiutato, quanti hanno girato le spalle e quanti hanno fatto di peggio.

Il capolavoro in questione non è più in circolazione ma se qualche lettore avesse voglia di addentrarsi in questa fantastica vicenda mi contatti, troveremo il modo di farvi avere questo meraviglioso e ingarbugliato libro di Giuseppe Nardini.

La copertina del libro di Giuseppe Nardini

La copertina del libro di Giuseppe Nardini

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La costola di Adamo di Antonio Manzini

Sabato. Weekend. Piove.

Cammino con Africa, il mio jack russel, su Viale Marconi, piove da diverse ore ormai ma la mia amica a quattro zampe mi chiamava ormai da un pezzo e quindi, costretta dai suoi occhi dolci, decido di scendere per strada.

Una tizia mi ferma, solito block notes in mano, subito penso al volontariato, offerte, donazioni ed invece….voleva propormi una card fedeltà che ti permette di avere dal 30% al 50% di sconto presso la nuova Mondadori, esattamente vicino casa mia, proprio dove, inizialmente, non mi andava di scendere!

Entro il libreria, il primo libro lo compro col 40% ed il secondo me lo regalano loro, scelgo i libri in fretta sia perchè Africa cominciava ad impazzire in negozio, sia perché la promoter mi mette decisamente fretta. Addito il primo libro che ho scelto dal loro catalogo e che visivamente mi colpisce: La costola di Abramo di Antonio Manzini.

Inizialmente mi ha attratto il nome…ADAMO..ho pensato: chissà che cazzo farà questo Adamo? Eppure il libro, divorato in pochissime ore, si è rivelato un capolavoro!

La storia inizia un giovedì, l’arco temporale è perfettamente scandito dai capitoli, i personaggi sono originali, diversi e inaspettati, la lettura ha un’andatura lenta nel primo momento ma man-mano che leggete..vi posso assicurare che lo divorerete, una volta arrivati all’ultima pagina, verrete abbracciati da un senso di nostalgia verso il libro appena terminato…esattamente come è successo a me!

Il protagonista è Rosso Schiavone, dalla personalità cupa ma ironica, un elemento di fondamentale importanza in tutto il racconto.

Il romanzo di Manzini ha un bellissimo ventaglio di particolari, momenti, luoghi sono descritti minuziosamente e questo mix di ingredienti fa diventare il giallo un GIALLO MAGNIFICO.

Non voglio svelarmi altro, correte a comprarlo se ho suscitato la vostra curiosità, non rimarrete deluse…anzi vi verrà voglia del sequel J

Editore Sellerio, prezzo di copertina 13 euro.

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Italia,MERCATO,roma

CERCASI APPRENDISTA COMMESSA PRATICA

Una sera passeggiavo su viale Marconi, osservavo le vetrine, ad un certo punto arrivo ad un negozio e leggo questo annuncio:

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Ovviamente mi scuso per la bassa risoluzione ma il messaggio mi pare chiaro: CERCASI APPRENDISTA COMMESSA PRATICA.

Bene, analizziamo insieme questo cartello: mi pare chiaro che in questo negozio cercano una nuova APPRENDISTA , che nell’italiano corretto vuol dire “Chi impara un mestiere e riceve una qualifica lavorando”, quindi mi pare chiaro che per poter essere considerato APPRENDISTA bisogna recarsi in questo negozio e dimostrare di voler apprendere questo lavoro visto che, per esempio, siamo alle prime armi; nell’annuncio però c’è anche scritto PRATICA,subito dopo COMMESSA, al che io mi son chiesta: “Ma se sono APPRENDISTA (perchè non ho mai fatto questo lavoro, per esempio) come posso considerarmi PRATICA?

Ma il problema è mio, del singolo soggetto che purtroppo non ha mai fatto questo mestiere, oppure di questi “imprenditori” che cercano una tipologia di commesso che non esiste?Una tipologia di commesso già nato pronto per questo lavoro?

Quindi…. effettivamente o sei APPRENDISTA o sei COMMESSO, il secondo è una conseguenza del primo, mi chiedo: siamo noi giovani a non essere pronti per il mondo del lavoro o è il mondo del lavoro che ostacola il NOSTRO BALZO?

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donna,Italia,tacchi

Due paia di tacchi e la cassetta dell’Enel

Non so cosa esattamente ci si aspetta di trovare, una volta cambiata città, di certo non m’aspettavo di trovare dei tacchi di 10-15cm nella cassetta dell’enel.

Ebbene sì, tornavo dall’università, viale frequentatissimo ed centrale, zona Marconi, ad un certo punto del tragitto noto a terra, vicino una cabina telefonica ed vicino la cassetta dell’enel, due paia di tacchi, con brillantini, alti, chiaramente appariscenti; vi chiederete qual’è il nesso tra tacchi e cassetta dell’enel..certo, vi svelo io l’arcano mistero del loro legame: la notte su questa via, purtroppo, ci sono tantissime lucciole, di qualsiasi età, ed io le ho viste un paio di volte, dai 15 anni in su, vengono con ballerine ai piedi, aprono la cassetta dell’enel e si infilano i tacchi che tengono nascosti nell’apposito “contenitore”. Oggi però un tranquillo operaio stava iniziando a fare il suo solito lavoro, controlli, riparazioni e s’è ritrovato dinanzi una bella sorpresa, IO passando, ho riconosciuto in questo scenario una certa stranezza ed ho ritenuto opportuno inserire questa breve avventura nella rubrica “La salentina nella capitale Romana”, cosa ne pensate?

P.s. Sì, lo so, avrei potuto fare e scrivere una riflessione sulla prostituzione, però sarei stata troppo riduttiva e per quel discorso lì…così caldo e delicato….userò un altro post.

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Neet Generation

Negli ultimi anni abbiamo assistito a notevoli cambiamenti nella nostra società, mutazioni da un punto di vista economico, politico ma soprattutto sociale ed è possibile osservare tali variazioni semplicemente scrutando bene i membri della comunità nella quale viviamo. Di cosa sto parlando? NEET GENERATION!

NEET è l’acronimo inglese di “Not (engaged) in Education, Employment or Training”, in italiano anche né-né ed è utilizzato, in economia e in sociologia del lavoro, per indicare individui che non sono impegnati nel ricevere un’istruzione o una formazione, non hanno un impiego, né sono impegnati in altre attività assimilabili, quali, ad esempio, tirocini o lavori domestici.. sono impegnati nel nulla,praticamente.

Generalmente, il fenomeno sociale interessa la fascia di età compresa fra i 16 (anche se in alcuni paesi la scuola dell’obbligo non termina necessariamente a 16 anni) e i 35 anni, potendosi addirittura estendere fino ai 65 anni, secondo l’Istat, in Italia, nel 2009, i Neet nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni erano circa 2 milioni (il 21,2 per cento): NUMERI CHE PARLANO.

Diversi sociologi stanno osservando questa nuova generazione di giovani e non che, abbattuti dalla crisi fuori di casa, rimangono all’interno del proprio focolare, senza cercare lavoro, senza interessarsi al mondo esterno e chiaramente senza nemmeno creare un CV e girare, girare per ore prima di essere assunti..sono praticamente senza niente. Una domanda sorge spontanea, però, da parte di tutti quei ragazzi che, invece, accettano di lavorare anche per dieci euro al giorno (e ce ne sono) oppure lavorano saltuariamente, pur di lavorare, si fanno sfruttare o semplicemente passano giornate intere attaccati al proprio PC in cerca di siti di lavoro: siamo sicuri che TUTTI ma proprio TUTTI i giovani fanno parte delle NEET GENERATION? O si sta parlando di una cerchia, anche se non ristretta? E un ultimo quesito: i genitori hanno il “dovere” di accudire i figli, ma una volta superata l’età dei pannolini e successivamente quella della pubertà, perché non prendono loro l’iniziativa di tagliare il cordone ombelicale coi propri figlioli?

In quest’epoca sento spesso dire “è colpa dei figli” ma ne siamo poi così sicuri? E se i nostri genitori avessero perso quella fermezza necessaria che caratterizzava i nostri nonni? In questo caso: di chi sarebbe la colpa?

Ai posteri ardua sentenza.

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‘Avevano spento anche la luna’ di Ruta Sepetys

L’olocausto è una parte importa della storia dell’umanità, viene studiato nei libri, approfondito da molti professori, migliaia di scrittori hanno narrato storie a stampo ebraico, tedesco, con paesaggi della Polonia, Dell’Unione Sovietica o di qualsiasi altra parte del mondo coinvolta in questo tragico conflitto; da un po di tempo ormai, ci sono ‘correnti’ che sostengono che, in realtà, l’olocausto non è mai esistito, frutto di pura invenzione da parte dei sconfitti.. ovviamente, le persone fornite di un certo intelletto, sanno benissimo che è accaduto tutto ciò che viene trattato nei libri di storia, attraverso internet è possibile risalire, non ad un numero preciso ma orientativo delle vittime deportate dall’Italia, dalla Francia o da altri paesi. I NUMERI PARLANO E L’OLOCAUSTO FA PARTE DI TUTTI NOI.

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Ruta Sepetys,nata da una famiglia di rifugiati LITUANI, è voluta tornare nella sua terra natia, ha approfondito le vicende che hanno legato la LITUANIA all’olocausto, venuta a contatto con molti storici di quest’epoca, non ha potuto sopprimere il desiderio di scrivere un libro perchè tutti devono sapere, conoscere, le atrocità di un tempo, non tanto passato.

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La protagonista è Lina, il padre era un impiegato in Università, la Madre una bella donna dell’epoca, intelligente, scaltra e acculturata, il fratello Jonas, piccolo all’inizio, ma maturo a fine libro, dimostrerà una crescita fisica, morale e di coraggio, degna di nota.

Deportati nel cuore della notte, Lina, la madre e il fratello saranno separati dal padre che, scopriranno dopo che si abbandonerà nelle braccia dell’angelo della morte, non resistendo alla cruda realtà dei fatti e alla separazione con i propri cari.

Le descrizioni sono trattate nei minimi dettagli, i paesaggi descritti sono carichi di aridità e scarsità di materiali, per fino per accendere un tiepido fuoco; il tragitto nei vagoni di animali,come porci o vacche, sono così precisamente narrate che, pare quasi, sentire l’odore stagnante del carro merci o sembra quasi di vedere Ona, incontrata nel tragitto della morte che, però, sarà fucilata sotto gli occhi interdetti dei piccoli sin dall’inizio.

Una storia toccante, da leggere tutta d’un fiato, storia da conoscere e rendere propria, e vi renderete conto che, una volta chiuso il libro, vi sentirete mancare, si, mancare qualcosa, non si sa bene cosa, ma qualcosa vi mancherà.

Editore Garzanti Libri 

Prezzo di copertina 9,90 euro.

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Anna Masera,caporedattore,giornalismo,Italia,la stampa

Intervista a Anna Masera

Chi è Anna Masera? Donna con raffinato talento e con spiccata intelligenza, laureata in Storia alla Yale University nell’83, un Master in giornalismo alla Columbia University nell’84, giornalista professionista dal 1986, prima al quotidiano Italia Oggi, passata all’agenzia Reuters e poi in Mondadori: dal mensile Fortune Italia al mensile Espansione con una collaborazione per una rubrica di economia a Donna Moderna e come corrispondente dall’Italia per Advertising Age.

Dopo sei mesi come consulente Rai per il talk-show “Milano, Italia”, approdata al settimanale Panorama nella sezione costume e società, nel 1994, all’alba di Internet e tanto, tanto ma veramente tanto altro ancora: un curriculum rispettabile e da prendere  come esempio.

 

Lei pensa che giornalisti si nasca o si diventa?

Penso che giornalisti si nasca, ma in qualsiasi modo, una passione iniziale non guasta mai.

La possibile perdita del cartaceo, segnerà la fine del giornalismo o creerà una nuova visione della lettura con la possibile nascita di figure di competenza?

Credo in una nuova visione della lettura, il giornalismo d’oggi non è mai stato così florido c’è, però, la possibilità della perdita dei vecchi giornali.

Secondo Lei i social media sono divenuti veramente così indispensabili o abbiamo perso il contatto con la realtà?

Secondo me sono uno dei tanti mezzi per restare in contatto con la realtà!

Secondo lei quali sono i passi fondamentali per i giovani che ambiscono alla carriera giornalistica? Ed esistono degli ingredienti di base?

Bisogna avere etica, passione, voglia di imparare, e poi mettersi a studiare e fare pratica, soprattutto individuare le necessità dei nuovi giornali.

Le scuole di giornalismo Italiane sono ben radicate e organizzate al fine di formare una figura giornalistica oppure ci si forma solo ed esclusivamente sul campo?

Io preferisco le scuole di giornalismo anglosassoni… E poi è indispensabile padroneggiare l’inglese, quindi servono anche per la lingua.

Con l’avvento del Web 2.0 si sono sviluppati i blog, pensa che possa essere un ottimo trampolino di lancio o spesso sono visti come valvole di sfogo personali?

I blog possono essere una palestra, ma dipende da come si usano e cosa ci si mette dentro, come qualsiasi altra cosa, del resto.

E infine, consiglia la lettura di particolari libri al fine di crearsi un’identità personale-giornalistica?

L’identità è appunto personale, quindi ognuno se la crea con il proprio percorso…

Per me nel giornalismo è stato fondamentale Kapushinski, ma è stata fondamentale anche la Fallaci, quando ero piccola era il mio mito…

Adesso io sono molto attenta al giornalismo digitale e ai teorici della cultura digitale, aperta e condivisa, come Lawrence Lessig e Yochai Benkler e anche certi “guru” come Richard Stallman

Ringrazio personalmente Anna Masera per la gentilezza e la rapidità delle risposte dimostrate, caratteristica tipica di un Vero Giornalista Professionista al passo con i tempi.

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