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Giorgio Borroni- Una nuova forma di ‘lettura’: L’AUDIO LIBRO

Stanco del solito libro cartaceo? Giorgio Borroni propone un nuovo tipo di ‘lettura’: l’audio libro. unnamed

Borrini, (1977), dopo la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto conseguito presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, ha curato e tradotto le edizioni di ‘Frankenstein’ di Mary Shelley per Feltrinelli e di ‘Dracula’ di Bram Stoker per Barbera. Ha tradotto ‘Io morirò domani’, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti ed è autore di un manuale di Letteratura Italiana per Liberamente e tantissime altre collaborazioni interessanti.

Ultimamente ha pubblicato diversi audio libri come MIDNIGHT CLUB: racconto cyberpunk horror della durata di 25 minuti, HELLO, DARKNESS: racconto lungo thriller horror della durata di 1h e 16′ e ORRORE D’AUTUNNO: racconto pulp horror della durata di 53′.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

Hello, Darkness

Hello, Darkness

Come nasce la passione per l’horror/thriller?

La mia passione per questi generi è nata molto presto. Uno dei primi fumetti che ho letto è stato Dylan Dog, ricordo ancora quando a 9 anni comprai il numero 1. Era il 1986. Un paio di anni dopo fui folgorato da una raccolta di racconti dell’orrore, Horror Story, che conservo ancora gelosamente. Era un gioiellino che conteneva brevi opere di Stephen King, Joe R. Lansdale, e molti mostri sacri del genere. Da lì a leggere King, Barker, Lansdale il passo è stato breve. Riguardo al cinema horror ho avuto la fortuna di vivere da adolescente l’epoca d’oro di Nightmare, La Casa, Poltergeist e di tutto quel filone di classici del terrore che oggi si affannano a replicare con remake insulsi e quasi demenziali.

Come mai la scelta di un audio libro, rispetto il libro tradizionale? midnight club cover il narratore

Ho conosciuto gli audio libri casualmente, circa 3 anni fa, preparando il concorso per diventare insegnante, dove si richiedeva la conoscenza della letteratura italiana… non avendo tempo di leggere interi tomi optai invece per ascoltarli. Poi la necessità si è trasformata in passione.

Ascolta i miei audio libri perché…. orrore d'autunno cover il narratore

Sono letti da Edoardo Camponeschi, attore che già ha lavorato su H.P. Lovecraft, quindi garanzia di qualità; Mi sono avvalso di amici musicisti (approfitto per ringraziarli per l’aiuto) che hanno scritto delle colonne sonore davvero notevoli… e poi, last but not least, io ce l’ho messa davvero tutta per produrre opere che facciano onore al genere horror. Quindi, se sono le sensazioni forti che cercate, potreste avere dei brividi lungo la schiena mentre guidate, fate jogging, o semplicemente mentre siete in completo relax sul divano di casa vostra.

Quale messaggio vuoi inviare al pubblico?

In realtà voglio far provare solamente delle sensazioni: con Hello, darkness ho voluto creare un’atmosfera oppressiva e deprimente con un colpo di scena finale. Midnight Club ha invece un tipo di narrazione veloce, tagliente, che offre un’atmosfera fatta di guerre tra bande e melanconia in un futuro non troppo lontano. A Orrore d’autunno ho cercato di imprimere le stesse atmosfere tese che si respirano in un film stile “Arancia Meccanica”, ma questa volta fuse con il fattore soprannaturale e i toni cupi di una ghost story.

Per acquistare una nuova forma di libro, interessante e atipica, ecco alcuni link:

http://www.ilnarratore.com/prodotti/idx/2445/Giorgio-Borroni—Midnight-Club-download

http://www.ilnarratore.com/prodotti/idx/2443/Giorgio-Borroni—Hello-Darkness-download

http://www.ilnarratore.com/prodotti/idx/2444/Giorgio-Borroni—Orrore-d-autunno-download

Link per l’ebook che comprende i tre racconti:

http://www.amazon.it/Hello-Darkness-storie-Giorgio-Borroni-ebook/dp/B00T3RYBAQ/ref=cm_cr_pr_product_top

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L’incontro che non ti cambia- Il nuovo successo in casa TIMECODE FILM

Un nuovo progetto è nato in casa TIMECODE FILM, uno spot ironico ma sensibile dal nome L’incontro che non ti cambia. La neo etichetta napoletana TIMECODE FILM si fa promotrice di uno nuovo spot che lascia tutti senza fiato, dalla durata di 30/60’’ è stato girato nella bellissima cittadina napoletana, il soggetto e la sceneggiatura sono di Francesca Aiello, la regia è stata affidata al bravissimo e già noto Pierpaolo Càfone mentre la musica creata ad hoc per lo spot è di Gaetano Fusco, operatori di camera i fratelli Càfone e con numerose altre collaborazioni.

Lo spot vede protagonista uno studente, (Salvatore Maria Marrone) occhiali grandi, libri in mano, pullover molto serio, camminata timida e impacciata …insomma il classico studente-modello che per l’appunto, data la troppa passione per i libri non viene accettato da nessun gruppo e nel momento in cui deciderà di buttare nel fiume i suoi occhiali e i suoi libri, si presenterà una ragazza che con una mano lo fermerà e indosserà lei stessa gli occhiali come simbolo e gesto di somiglianza al fine di non farlo sentire più così solo.

Durante lo spot hanno collaborato: Salvatore Maria Marrone, Yaneli Yasel Candanedo Guerra, Fabio Ferrara, Erik Bassi, Mario Guarnieri, Alessio d’Ambrosio, Rossella Vergara, Alessia Urzo e Roberto Laezza e Pierpaolo Cafòne coglie l’occasione per fare un ringraziamento speciale alla seconda Università di Napoli facoltà di Ingegneria.

Alcune foto dello backstage:

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Un nuovo successo in casa TIMECODE FILM che, come al solito, non delude mai.

Non l’hai ancora visto?

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a puntate,interview,recensione,romanzo,steve zanna

IL PATTO (a puntate) di STEVE ZANNA

Oggi vi parlerò di “scrittura a puntate”, un modo di lettura svelto e non impegnativo, il ‘rinnovatore’ di questa nuova modalità è Steve Zanna.

steve zanna

Steve nasce in Brasile a Manaus, classe 1982, trasferendosi presto a Torino, su e giù da Genova per lavoro, la scrittura è da sempre il suo modo per evadere e fantasticare.

Amante della montagna, fin da bambino ha trascorso le sue estati a Pragelato un paese della Val Chisone non lontano da Torino e proprio qui nell’estate del 2014 prende vita il progetto de “Il patto”.

Pragelato Nebbia

Come nasce la storia IL PATTO?

<<Il genere scelto è quello horror – racconta Steve- e dopo una settimana di soggiorno a cavallo tra novembre e dicembre di quest’anno inizio a scrivere. Il paesaggio, le atmosfere silenziose, le stradine vuote sono ben lontane dal clima agostano e turistico. Effettuo alcuni scatti fotografici ed uno in particolare rappresenta la chiave di volta: il paese è immerso nella nebbia mentre tutt’intorno i colori lividi dell’autunno rendono l’atmosfera maggiormente inquietante. Mi chiedo cosa potrebbe accadere sotto quella nebbia e immagino una serie di personaggi che si ritrovano per svariati motivi sulla Strada Statale che conduce a Pragelato. Scelgo un arco temporale breve: dal pomeriggio del 4 dicembre al mattino del 5. Un fotografo professionista, un rappresentante con il suo capo, due studentesse, un impiegato di banca neo trasferito nella piccola filiale si troveranno quella notte prigionieri di un incubo antico che lega alcuni abitanti del posto (la Guida, il Meccanico, ecc) ad un evento accaduto più di settant’anni prima. Dovranno affrontare non solo le paure dettate dai luoghi e dalle situazioni, ma anche i loro conflitti interiori mettendo a nudo le loro vere personalità>>.

Pensi che pubblicare a puntate sia vantaggioso o svantaggioso?

<<La pubblicazione a puntate, come noto, fu di notevole successo nel passato. Oggi, in un tempo caratterizzato dal “tutto e subito”, la mia scelta vuole essere una riproposta di quel clima dell’attesa verso un pubblico di lettori che non aprirà più un giornale domenicale, ma un sito web. Il sito certamente permette la gestione e l’aggiornamento continuo dei contenuti, ferma restando l’attesa del “cosa succederà dopo?”. La scelta della pubblicazione delle “puntate” in un giorno fisso (il mercoledì) vuole essere uno stimolo al lettore cui si offre la sicurezza che in quel dato giorno sul sito avrà una nuova parte del libro. Ovviamente anche la pagina Facebook offre un aiuto notevole nel diffondere le notizie e gli aggiornamenti del sito, grazie soprattutto all’immediatezza con cui è possibile coinvolgere i lettori facendo conoscere anche ai “nuovi” sia il sito che il progetto narrativo>>.

Pubblicherai il libro per intero a fine stagione?

<<Certamente la pubblicazione del libro completo sia online che cartaceo è uno degli obiettivi che mi sono prefissato. La pubblicazione delle puntate dovrebbe concludersi prima dell’estate, momento in cui io stesso tornerò a Pragelato per poter revisionare tutto il materiale e prepararlo per una versione definitiva in formato e-book ed eventualmente cartacea>>.

Una modalità di lettura abbandonata negli ultimi ma che, con Steve riprende a vivere, insieme al suo neo progetto IL PATTO che, riscuoterà, sicuramente grandi successi.

Il sito ufficiale è www.ilpatto.onweb.it la pagina FB invece https://www.facebook.com/ilpatto2015

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TIMECODE FILM: La passione come garanzia.

Oggi vi voglio parlare di un ragazzo napoletano, ha 26 anni e la macchina fotografica e da ripresa è tutta la sua vita, si chiama Pierpaolo Càfone ed è un vero talento in questo campo.

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La sua passione nasce sin da piccolo, quando la nonna gli regala una macchinetta da ripresa professionale, comincia a dilettarsi tra spot, piccole collaborazioni locali fino a quando capisce che, nonostante l’amore per la cucina e il suo diploma alberghiero, la vera ambizione è la cinepresa, come scelta di vita e difatti lui la seguirà per diversi anni.

Il 1 Gennaio 2014 nasce l’etichetta di produzione foto-video dal nome TIMECODE FILM, nata dall’incontro di altre tre persone che hanno voluto unire, assieme a Pierpaolo, i propri sogni in unico grande obiettivo.

Grazie alla neonata etichetta TIMECODE FILM è possibile realizzare svariati progetti: da book(s) fotografici a cortometraggi, spot commerciali e video clip musicali, lavori su commissione, eventi cerimoniali, video teatrali, pubblicitari e tantissimo altro ancora.

Hai un progetto? Hai un’idea? TIMECODE FILM avrà la soluzione adatta a te!

Per tutti i contatti ecco qui una serie di link dove sarà possibile visionare tutto il materiale messo a disposizione.

(Canale video) https://vimeo.com/user24354803

(Canale video 2) https://www.youtube.com/user/UpomatoneU

(Facebook) https://www.facebook.com/pages/Timecode-film/1576934125861755?fref=ts

Ecco a voi una serie di foto rappresentative del lavoro di TIMECODE FILM:

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INTERVISTA AL MAGICO TRIO DEI TREASSI

Ritorna il grande ed atteso appuntamento della rubrica artistica, so che molti di voi attendevano da diversi giorni una nuova intervista per cui, ecco placata la vostra sete di curiosità, l’ospite di questo “POST” saranno i TREASSI.

I Treassi nascono da un’idea di Andrea Desideri, insieme a Davide Garritano e Angelo Andrea Vegliante nel novembre 2012; i tre, già amici universitari, decidono di unirsi in un trio nella location della web Radio FinestrAperta, progetto della Uildm Lazio che vuole portare alla luce la voce del terzo settore con una redazione composta prevalentemente da persone con disabilità.

Sin da subito i ragazzi si mettono all’opera ed creano Il Riso Abbonda”, il programma d’intrattenimento che va in onda in diretta dalle 11.30 su e in replica venerdì alle 21 e sabato alle 16 sul sito www.finestraperta.it..

Il tema centrale delle dirette è parlare di sociale, di disabilità e di terzo settore in chiave melodrammatica simpatica e dando una lettura umoristica ai diversi temi di questo particolare mondo.

AVETE AVUTO OCCASIONE DI PARTECIPARE AD EVENTI?
“Abbiamo promoss la nostra attività di trio e il progetto Radio FinestrAperta attraverso vari festival. Due volte siamo statia Lignano Sabbiadoro (Udine), anno 2013 e 2014, in occasione delle Assemblee nazionali della Uildm e sul palco del “Music Festival Roma” nel 2014.”.

È DIVERSA LA VOSTRA RADIO DALLE ALTRE? perché LE PERSONE VI DOVREBBERO SEGUIRE?
“La nostra radio di diverso non ha proprio nulla rispetto alle altre, perché il fatto che sia gestita in buona parte da portatori di handicap non è quello che dovrebbe risultare. Noi tutti – nello specifico – puntiamo sul fatto che la radio non ha barriere e questa è una buona cosa perché evitiamo di incappare nel pregiudizio comune che definisce la disabilità come una condizione inferiore. Lo slogan della radio, “Una Corrente Diversa” porta alla luce tematiche appunto diverse, quelle del terzo settore e, in un piano di preferenza editoriale, quella della disabilità. Veicoliamo il sociale, quello sì, ma per evitare appunto che, chi non conosca il terzo settore, possa farsi trasportare dall’idea che la disabilità occupi le nostre vite in maniera totale e negativa, quando invece se se ne conoscono gli aspetti, può essere esclusivamente una prospettiva differente – non per forza negativa. Forse qualcosa di diverso lo ha anche il nostro programma del venerdì mattina. Noi siamo “Il Riso Abbonda”, e quello che vogliamo regalare agli ascoltatori è un’ora e mezza di risate e spensieratezza, scherzando anche sulle problematiche riguardanti questo mondo. Abbiamo coraggio ma anche la semplicità di trattare la disabilità con una sorta di ironia, ovviamente in modo prettamente positivo, niente di arrogante e facinoroso. Con questo programma si coltivano qualità e aspetti che dovrebbero avere tutti: coerenza di intenti e tanta autoironia. Noi vogliamo una radio senza barriere su qualunque campo, uno su tutti, il sociale. La radio è uno strumento antichissimo di comunicazione, quasi il più antico sotto una certa ottica, e deve rimanere il più, si il più su tutti. Quindi niente barriere, tanti sorrisi”.

COME VIENE RECEPITA LA DISABILITA’ NEL SOCIALE?

“La disabilità nel sociale non viene percepita, o meglio sono molti i pareri e le persone che si dibattono da tempo sul tema e qualche passo avanti è stato fatto. Le condizioni di vita sono migliorate rispetto a dieci anni fa, quello che manca è un cambiamento di mentalità in generale. E la stessa società si mostra lenta in questo processo di inclusione prima mentale che fisica. Non dovremmo combattere nel 2014 per avere delle cose che dovrebbero essere la conseguenza di un’ efficace integrazione: basti pensare al lavoro, alle barriere architettoniche, alla condizione di alcune architetture ritenute accessibili. Questi sono aspetti comuni in tutto ciò che è differente, si metabolizza più lentamente quello che non si conosce o che spaventa, perché ciò che prevale è un’ignoranza sul tema. Se contiamo ad esempio che ancora oggi in Italia si parla di mancanza di posti e di insegnanti di sostegno per alunni disabili, si capisce già che l’assenza di integrazione parte dalla base della nostra società. E il mondo della comunicazione non aiuta: molte volte, il disabile è associato a centri in cui vengono maltrattati o a recenti suicidi commessi. E così il “diverso” viene visto in termini negativi, a volte anche come un peso. Quindi, per cambiare una barriera architettonica, per dare opportunità e consolidare un posto di lavoro ad una persona con disabilità, per permettere ad un bambino disabile di esercitare il suo diritto allo studio, bisogna cambiare prima la mentalità della società e della sua collettività”.

 

LA STORIA CHE VI è RIMASTA Più IN TESTA?

“Nei nostri quasi due anni da Treassi, è difficile scegliere una storia in particolare, perché il nostro modo di fare radio non si basa solo su raccontare avvenimenti. Tra notizie e storie strane, divertenti e paradossali, abbiamo avuto modo anche di parlare con gente dello spettacolo, della musica e della società intervenuta ai nostri microfoni, portando in campo tutti le loro storie. Insomma, non è facile sceglierne una cosa tra tante. Andrea ha con sé, a livello di conduzione, dei momenti che porterà sempre nel cuore. Ha avuto la fortuna di viverli adesso che è agli inizi del suo percorso e valgono più di qualsiasi premio o riconoscimento. In particolare però, ricorda due momenti: la nostra prima diretta notturna a Lignano nel 2013 e poi, a livello personale, ricorderà sempre l’intervista che ha fatto il 18 luglio 2014 alle Mente Fertili Crew! Davide invece si basa sull’esperienza fatta insieme nei viaggi: siccome è la nostra storia, è la storia di Radio FinestrAperta, è la storia dei Treassi, sicuramente il viaggio fatto insieme a Lignano Sabbiadoro nel 2013 è stata l’esperienza più bella che si porta dietro da quando fa radio insieme agli altri due simpaticoni. Di notizie ne abbiamo commentate tante, se pur non di poco conto, ma il viaggio a Lignano rimane il top of the power! Se invece dovessimo guardare sul fronte delle notizie, Angelo ne ricorda un paio, oltre a tenere con sé con tutta la felicità del mondo l’avventura a Lignano: nella tecnologia infatti abbiamo avuto Editouch, un tablet per persone con disturbo dell’apprendimento che migliora il modo di studiare, oppure Tommy, un modo innovativo per difendere il diritto al parcheggio per i disabili (non accettato dalla Corte Costituzionale). Nei viaggi, storie di persone che facevano bunjee jumping con tutta la carrozzina a quelle che mostravano come lo sport può essere mezzo di inclusione importante. Ma una su cui abbiamo sottolineato molto il nostro accento è stato il progetto di Miguel Nicolesis, “Walk Again”: Juliano Pinto, un ragazzo paralizzato, ha calciato il primo pallone dei Mondiali di Brasile 2014 grazie alla tecnologia bionica progettata dall’ingegnere della Duke University. Non concepivamo però il fatto che la RAI non avesse dedicato neanche un secondo a questa importante iniziativa, la quale poteva smuovere la mentalità di tutti coloro stavano guardando l’apertura dei Mondiali. Così dedicammo una puntata intera a questa tematica, parlando di sport insieme ad un ospite importante”.

QUALE MESSAGGIO VOLETE MANDARE A CHIUNQUE LEGGERA’ LA VOSTRA INTERVISTA?

“Quale messaggio vi sentite di mandare a chiunque leggerà questa intervista?

E’ una risposta difficile da amalgamare in una sola, quindi preferiamo rispondere uno alla volta.

Andrea: “Vorrei che rimanesse impresso un solo messaggio: al di là del sociale o dei mille altri motivi per cui sono ciò che sono, io sogno di lavorare in radio da sempre perché non mi basta regalare un sorriso alle persone, ma voglio proprio che chi mi ascolta si sbellichi dalle risate, mi piace pensare che la gente si fermi, rimandi appuntamenti, per ridere in mia (e in nostra) compagnia. Diciamo che questo “lavoro” regala un sorriso agli ascoltatori e una speranza per me e per tutti gli appassionati: per qualche ora mi sento bene, convinto di poter arrivare ovunque. Quello che vorrei che rimanesse è ricordare a tutti la forza devastante delle parole!”

Davide: “I messaggi potrebbero essere molti: chi vuole fare una cosa nella vita può farla, magari non arrendendosi al primo ostacolo.
il messaggio che vorrei passasse è che anche io sono un ragazzo come molti di oggi in cerca di un proprio essere e futuro, però con il sorriso riesco ad andare sempre avanti e pensare che qualcuno può ascoltare la mia voce facendosi due risate mi fa sentire ancora meglio.
Come disse il caro e vecchio Benigni in un film da lui recitato: per soffiare in faccia la felicità alla gente, in questo caso per trasmetterla tramite un microfono…BISOGNA ESSERE FELICI, e per trasmettere il dolore…BISOGNA ESSERE FELICI!”

Angelo: “Alla fine conta sempre una cosa sola: La Passione. Lavorando insieme agli altri due zoticoni, ho imparato che se fai le cose spinto da una passione che ti brucia dentro, nulla ti sarà precluso. E spero lo sarà anche per il mio sogno di diventare un giorno uno speaker radiofonico professionista. Il mio messaggio è questo: rendete la vostra vita una passione, fate in modo che ogni cosa abbia un pò di voi! Lasciatevi anche scoraggiare, ma dallo stesso scoraggiamento rialzatevi più forti di prima e pronti a continuare sulla strada intrapresa. E poi ridete, ridete e ridete. La vita è stronza di suo, ci mette davanti a delle scelte e a delle situazioni che minano le nostre certezze e la nostra tranquillità. Ma da questo non bisogna farsi abbattere, ma bisogna combattere! Quello che porto, e che voglio portare anche nel futuro in Radio insieme ai miei colleghi, ma prima ancora amici fidati, è semplicemente l’esemplificazione di tre parole: Vivere al massimo!”.

Per tutti coloro che volessero seguire la pagina Facebook: https://www.facebook.com/itreassi

Oppure su twitter https://twitter.com/Treassi_3

Basterà un semplice click 😉

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arte,interview

GLORIA ZARA: LIBERA LA MENTE.

Nella categoria ARTISTS di oggi intervisterò una nuova aspirante artista salentina: GLORIA ZARA.

Gloria nasce a Poggiardo nel1992 e successivamente si diploma al liceo artistico Vincenzo Ciardo di Lecce, proseguendo i suoi studi all’accademia di belle arti indirizzo pittura nella stessa città.

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Intervistata per l’occasione dichiara che: “l’arte è sempre stata la mia prima passione, col tempo mi sono dedicata alla rappresentazione di nuvole, soffermandomi sulla loro capacità di cambiare forma; così nasce la serie di quadri con il tema, appunto, delle nuvole. “

HAI Già PARTECIPATO A DELLE MOSTRE?

“Ho realizzato due mostre: la prima ad Aradeo nel 2013 durante la notte bianca e l’ultima da 1 al 5 agosto durante il mercatino del gusto a Maglie dove ho esposto in un locale”.

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COME PENSI SIA INTERPRETATA L’ARTE NEL SUD?

“Io credo che nel sud, da noi, esistono iniziative interessanti per quanto riguarda il mondo dell’arte però tuttavia non è valutata come dovrebbe essere”.

COSA TI ATTRAE DELL’ARTE?

“Mi attrae la libertà di potersi esprime senza regole…perché con l’arte si può essere liberi da ogni convenzione, inoltre mi piace il fatto che un’opera d’arte susciti emozioni e significati diversi a seconda delle persone.”- conclude.

Una delle caratteristiche di Gloria è la capacità di creare su qualsiasi materiale, come potete vedere in foto.

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DAVIDE DONE: LA MUSICA COME ESPRESSIONE DI VITA

Oggi conosceremo un nuovo talento salentino, nel mondo della musica: DAVIDE LEUCCI. 

Classe 1995, nato a Maglie, il suo pseudonimo è D.one, ma anche Done, perché – come suggerisce lui- “taggavo” così da piccolo.

“Ho cominciato a seguire la cultura hip hop all’ età di 12/13 anni poiché sentivo il bisogno di legarmi ad un stile ben preciso, non come i soliti seguaci della moda (infatti quando cominciai non c’era nessuno a parte quei pochi che manco mi consideravano e inoltre mi prendevano per il culo).

Mi sono appassionato sin da subito ad una delle discipline dell’hip hop, al writing, infatti per un paio di anni con qualche mio amico abbiamo formato una piccola crew di writers ma poi, forse essendo un vero appassionato della musica, ho deciso di mettere da parte il writing per dedicarmi molto di più al rap. Da quando ho cominciato ho sempre avuto un mio grande amico (che per me è un fratello) al mio fianco, Neos, di Otranto. Con lui già all’età di 14 anni scrivevamo strofe e facevamo freestyle divertendoci e passando pomeriggi interi insieme. https://www.youtube.com/watch?v=65KaMjD8ALU&list=UU0fArOE0_Cx6jqxJZn6nTLA

(qui potete trovare uno dei pezzi)

“Abbiamo rappato insieme e lo facciamo tutt’ora con l aggiunta di un altro grande amico, Skyline, di Maglie, che da poco più di un anno ci segue anche attraverso le sue strofe. “https://www.youtube.com/watch?v=vDoDwEsQEng&list=UU0fArOE0_Cx6jqxJZn6nTLA&index=5

(come qui)

“Inoltre- prosegue Done- quest’ estate ho cantato un paio di volte (come So What fest e Are you experienced) grazie ad un gruppo funky emergente ma davvero sorprendente, i Samana Trip. “

Adesso conosciamolo meglio….

  1. C’è STATO UN PARTICOLARE EVENTO CHE TI HA FATTO DA CAMPANELLO D’ALLARME? QUANDO HAI CAPITO CHE LA MUSICA AVREBBE AVUTO UN RUOLO CENTRALE NELLA TUA VITA?

“Adoro tutte le discipline dell’ hip hop. Mi sono legato subito al writing perché penso che i graffiti siano vere opere d’arte ma dopo un paio d’anni ho capito che era la musica ad interessarmi davvero, quando ho cominciato a seguire molto di più il rap italiano e americano e ho deciso di mandare anch’ io i miei messaggi attraverso la musica, l’ hip hop, rappresentando le giornate che passo e i miei pensieri in rima.”

  1. QUANTO PENSI CHE SIA DIFFICILE FARE MUSICA NEL SUD?

“Non credo che fare musica sia difficile o facile perché prima di tutto dipende da quanto ti appassioni ad essa e quanto ti applichi per farla suonare nel modo giusto. Bisogna dimostrare chi sei e quanto vali per farsi sentire e soprattutto amare quello che fai, parlo da giovane rapper che ancora ha davvero tanto da imparare!”

  1. CHI è IL TUO RAPPER PREFERITO E A CHI TI ISPIRI?

“Non ho un rapper preferito, perché tutti hanno stili e modi diversi di fare rap. Ci sarà sempre qualcuno che si applicherà in modo diverso dagli altri, perché se non fosse così a mio parere sarebbe troppo monotono ed è anche per questo che non mi ispiro a nessuno di preciso. Ognuno ha il suo stile, il suo flow ed questo che mi piace ricercare e ascoltare. Amo l’old school, anche se provengo dalla nuova.”

  1. PENSI CHE IN QUESTO MONDO SIA IMPORTANTE STUDIARE PRIMA DI TUTTO, O LA MUSICA è UN ARGOMENTO A PARTE?

“E’ un argomento a parte secondo me, perché se ti piace la musica e vuoi esprimerti nel tuo modo (cantando, suonando, rappando) lo puoi fare anche quando studi, senza avere complicanze o problemi, basta essere sempre convinti di ciò che si fa.”

  1. COSA PENSI DELLE CASE DISCOGRAFICHE?

“Non mi sono mai interessato delle case discografiche perché io e i miei amici abbiamo sempre fatto tutto da soli. Credo comunque che se un prodotto musicale è fatto davvero bene, quindi suona, son contento che quel gruppo o quell’ artista venga spinto a livelli alti, anche se in Italia a quanto pare si pensa solo al business, infatti quello che non accetto sono le imposizioni da parte di esse (credo che si sia capito che seguo molto di più gli artisti indipendenti rispetto a quelli mainstream).”

Per chi volesse sentire l’ultimo pezzo https://www.youtube.com/watch?v=A5j9ynyuFGw&list=UU0fArOE0_Cx6jqxJZn6nTLA&index=1

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interview,Jean Kwok,la strada dei desideri segreti,recensione

Interview to Jean Kwok

Were you born a writer or did you become one? 

I think a little bit of both. I loved books from the moment I could read and I was always reading. However, since I grew up in so much poverty – I worked in a clothing factory when I was 5 years old – I never wanted to be a writer. I wanted to have a job that would be financially secure. It was only when I was studying at Harvard University that I decided to follow my deepest dream, which was to become a writer.

What was secret ingredient of your story?

I wanted to tell a story that would keep readers involved, so I was hoping to entertain them while maybe teaching them something at the same time. I wanted to introduce readers to a new world, one they might not have seen before, but I wanted them to enjoy reading the book too, to love my characters so they would keep reading to find out what had happened to them.

 Ah-Kim is strong, determined and lonely at the same time: How born this
character?

 Kimberly is a part fiction and a part of me as well. I think that many immigrant working class children grow up to be strong, determined and lonely at the same time. 

What is your opinion about publishing  today?

I think that publishing is made up of many people who love books, which is a wonderful thing. I’ve only had positive experiences in publishing. My publishing teams in America and other countries have really done their best for me and my book, and I’m very grateful. I think that people will always love to read, that they will need to read. The publishing world may change – paper books may be published less and digital ones more – but that basic need for good books remains.

What is your opinion of writing programs at universities?

I went to the Masters of Fine Arts program in Fiction at Columbia University. I think writing programs are wonderful things and can train people to write at a professional level. However, they are also very expensive, and that is a very difficult decision, if you want to invest so much money in a career like writing, which might earn you no money in the end. It’s also important to find the right program for you. I grew up in New York City, so I felt at home in the urban environment of Columbia, while someone else might want a smaller program. 

What is your message to all of the young people that want to become writers?

I think that writing is a very difficult profession. It is extremely competitive and subjective. Of all the things I’ve done in my life, becoming a published author has been the hardest. Writing is something that chooses you, you do not choose it. If you are wondering if you should become a lawyer or a writer, you should become the lawyer. Your life will be much easier and more financially secure. The only people who should choose to become writers are the ones who cannot escape it, no matter what they do, the people who worry and think about writing all of the time, even when they are doing other things. It is a beautiful thing to be a writer, but a very hard one. 
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Ringrazio La scrittrice per la disponibilità dell’intervista, nonostante i numerosi impegni.
 allego il link dove sarà possibile leggere la recensione del libro: http://scrittiriscritti.wordpress.com/2013/09/05/recensione-la-strada-dei-desideri-segreti-di-jean-kwok/

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Intervista a Stefano Piedimonte

Stefano Piedimonte nasce a Napoli negli anni ‘80 e si laurea nella sua città all’Università ‘ l’Orientale’, dal 2006 lavora per il corriere del Mezzogiorno, prima come cronista di nera e poi come redattore web della testata, scrive racconti sul Corriere della sera, Il fatto Quotidiano, Corriere del Ticino e tanto altro ancora.

Esordisce con il Romanzo ‘Nel nome dello Zio’, edito da Guanda meno di un anno fa: la storia ruota intorno a Napoli, esattamente nei quartieri Spagnoli dove, l’affarista e mafioso ‘Zio’ ha un solo debole: Il Grande Fratello.

Una storia Fresca, interessante e ricca di elementi ‘reali’ e tipici del nostro tempo, ha suscitato in me estrema curiosità nel conoscere la mente, che ha partorito una stravaganza simile, complice la pazienza e dedizione dello Scrittore, è stato possibile conoscere altri lati dello Stesso Piedimonte.

Alla domanda se scrittori si nasce o si diventa, Stefano risponde netto e deciso: “ indubbiamente bisogna avere delle doti, ma è chiaro che quest’ultime si possono affinare col tempo, non credo che una persona priva di senso del ritmo, possa diventare un bravo musicista: questo è un discorso che funziona sempre, con la musica come con la scrittura, certo, i casi eccezionali ci sono sempre.”

La mafia è virus che si è diffuso e continua a diffondersi in qualsiasi terra, anche se le radici si trovano al Meridione, Lo scrittore pensa che la gente non abbia bisogna della Mafia, anzi se ne deve liberare, fin quando questo non accadrà non potrà esserci una crescita reale e duratura: si insinua laddove lo Stato fallisce, ma lo fa stringendo intorno al collo della gente un cappio ben più stretto di quello che c’era prima.

Una buona soluzione potrebbe essere la politica di sostegno delle fasce più deboli che non sia, pero, mero scambio elettorale e assistenzialismo da quattro soldi; con l’aggiunta di certezza della pena e indagini patrimoniali.

Tema caldo e importante nell’XI Secolo è rappresentato dell’editoria tradizionale, in contrapposizioni a delle nuove soluzioni nascenti come il Self-Publishing difatti, Stefano confessa che è fondamentale avere un buon Agente letterario poiché gli Editori, oggi, ricevono migliaia  di manoscritti se, invece, ad invitarli è un agente serio e conosciuto nell’ambito editoriale, l’editore lo leggerà con molta più attenzione.

Ringrazio Stefano Piedimonte per la gentilezza dimostratami, ma soprattutto, i migliori auguri per un lavoro che,  sotto forma di passione, diventa indispensabile a tutti, nella conoscenza (anche in modo ironico) di un problema grave come la Mafia, che affligge persone e l’intera società.

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