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18 RASSEGNA EDITORIA ABRUZZESE

Si terrà dall’uno al cinque dicembre la 18 Rassegna Editoria Abruzzese al Circolo Aternino di Pescara, organizzata dall’Associazione Editori Abruzzesi e patrocinato dalla Fondazione Pescarabruzzo e dall’assessorato alla cultura di Pescara.

#StazioneLetteraria, la rubrica radiofonica nata con gli #autoriemergenti per Radio Godot sarà presente domenica 3 Dicembre per parlarvi IN DIRETTA RADIO di libri, autori e scrittori EMERGENTI.

L’evento oltre la pregevole rassegna editoriale e le quotidiane presentazioni letterarie degli associati, sarà un contenitore di manifestazioni con un programma intenso che partirà la mattina, intorno alle 09:00 e terminerà alle 21:00.

Saranno numerosi e di pregio gli interventi che si terranno nel corso dei cinque giorni, a partire dal convegno Editoria 2.0 ‘sviluppo, sostegno, futuro’, organizzato per venerdì 1 dicembre alle ore 17:30.

Tra i relatori Natale Antonio Rossi, presidente della Fuis che parlerà della proprietà intellettuale in Italia ed Europa, Luigi Di Fonzo responsabile web del quotidiano Il Centro, che interverrà con Informare Correttamente ‘le trappole della rete’, e poi ancora Stefano Pallotta Presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo, Filippo Lucci presidente di Corecom Italia, Nicoletta Di Gregorio V. Presidente della fondazione Pescarabruzzo che parlerà della ‘storia dell’editoria in Abruzzo’.

Domenica 3 dicembre la giornata sarà dedicata alla V Edizione del Premio dell’Editoria Abruzzese.

La mattina l’incontro tra la commissione interna ed i finalisti ed il pomeriggio, alle ore 16, la cerimonia conclusiva con il conferimento dei premi delle due sezioni e del premio per la promozione e diffusione della cultura e della editoria abruzzese. Appuntamento per Martedì alle ore 9:30 per il I Premio di Poesia AEA, istituito per poeti, anche emergenti, ed alunni. “Per la diciottesima edizione della Rassegna”, afferma il presidente Elena Costa, “ho voluto puntare anche sui giovani che saranno gli adulti del domani, per avvicinarli alla poesia, alla lettura e all’arte. La mattina di sabato e il lunedì gli studenti incontreranno gli autori per un momento di lettura e confronto. Interverranno anche due giovanissimi autori di libri fantasy, ancora minorenni, sono sicura che sarà un momento degno di nota.

Nelle stesse mattinate incontreranno il critico d’arte Leo Strozzieri e l’artista Gabriella Capodiferro, per parlare di arte contemporanea ed alcuni studenti potranno partecipare al laboratorio di scrittura creativa (gratuito ed aperto a tutti con prenotazione on line su www.editoriabruzzesi.it) che si terrà il sabato (mattina e pomeriggio) ed adatto a tutte le fasce d’età, anche per adulti, ma è importante sottolineare che il sabato il lunedì ed il martedì pomeriggio si terranno oltre sette presentazioni letterarie”. Cinema e Arte, saranno tre appuntamenti dedicati a Flaiano ed Antonioni, il venerdì la domenica e il martedì alle ore 19:30. Sabato alle ore 19, sarà un altro momento di alto valore culturale con il reading poetico ‘La Poesia e lo Stupore’ per festeggiare i 30 anni dell’Associazione Editori. Interverranno poeti tra i più importanti della nostra regione, tra cui Alexian Santino Spinelli, Nicoletta Di Gregorio, Vito Moretti, Daniela Quieti, Gabriele Di Camillo Ferri, Flora Amelia Suarez, Vittorina Castellano e tanti altri. Ad arricchire i cinque giorni, oltre alle numerose presentazioni letterarie, sarà la mostra collettiva dei sei artisti abruzzesi, Gabriella Capodiferro, Arcangelo Carbone, Ergilia Di Teodoro, Ettore Le Donne, Leo Strozzieri ed Eraldo Zecchini. Inoltre una postazione fissa della web tv con A tu per tu e la diretta radiofonica, domenica 3 dicembre con ‘Stazione Letteraria’. Nel corso dei cinque giorni non mancheranno ospiti illustri del panorama culturale, televisivo e di intrattenimento.

La 18 Rassegna inaugurerà venerdì alle 16:00 con la presenza autorevole di rappresentanti istituzionali.

 

Vuoi segnalare la tua opera letteraria durante la diretta radiofonica di #STAZIONELETTERIA? Scrivimi

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“Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone

Oggi incontriamo una nuova autrice con un romanzo che ci porterà a riflettere sui nostri momenti di amarezza e profonde crisi personali.

Si chiama Silvia Trevisone con Un momento di chiarezza.

Nata a Milano nel 1982, laurea in sociologia presso l’Università di Milano Bicocca, vive nella provincia milanese.

 

Il libro racconta una storia che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha vissuto sia nella veste di vittima che in quella di carnefice con una moltitudine di certezze che crollano nel momento in cui gli eventi ci travolgono.

La protagonista è Daisy che non ha ben chiaro il suo posto nel mondo nonostante i suoi 33 anni e dalla quale ci si aspetterebbe una certa maturità o, per lo meno, la società prevede questo iter. Decide di gettare al vento la sua promettente carriera da chimico e di vivere con lavori saltuari rintanandosi nel suo monolocale che la separa dal resto del mondo che lei ha deciso di estromettere completamente dalla sua vita. Un incontro casuale con un ragazzo presso una caffetteria le farà crollare il castello di solitudine che si è costruita nel tempo e la riporterà alla vita come la maggior parte delle persone la etichettano.

Non mancheranno altri personaggi che, nel loro piccolo, aiuteranno la giovane ragazza durante questo percorso di rinascita verso la vita. Uno di questi è un prete che con la sua comprensione verso chi è diverso, aiuterà Daisy ad andare oltre lo spettro dell’isolamento.

Viene toccato un tema importante come quello della violenza sulle donne ma anche le parole che alcune volte non riusciamo a dire ai nostri genitori e che ci portano ad allontanarci da loro, a volte, in modo irreversibile.

Ogni nostra scelta porta con sé delle conseguenze che non sono sempre bene accettate da chi ci ama ma che ci portano a vivere la nostra vita con coraggio e affrontando le difficoltà.

 

Come nasce la tua opera letteraria?

Il mio libro nasce da un personaggio, la protagonista, Daisy.

E’ arrivata lei per prima, con il suo bagaglio emotivo, la sua storia, i suoi punti deboli.

Volevo raccontare di qualcosa di vero, che potesse essere parte della vita di chiunque e in cui le persone potessero riconoscersi.

Per questo ho scritto una storia che parla di alienazione sociale, di problemi sentimentali, relazionali e sessuali, di dinamiche lavorative incerte e di rapporti familiari complicati.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

In realtà sono più curiosa di sapere cosa vedranno loro in questo libro.

Sono affascinata dall’idea che il lettore faccia sue le mie parole e i miei personaggi, per restituirmeli con la sua chiave di lettura.

 

Leggi il mio libro perché…

Questo libro parla a tutti e di tutti ed è simile alla vita: drammatico ed ironico.

Cerco di raccontare una storia senza giudicarla e senza finto buonismo. Da lettrice prima che scrittrice, apprezzo i libri fuori dal nomale che parlano di cose normali. “Un momento di chiarezza” è così.

 

 

Progetti futuri?

Nell’immediato futuro, la promozione di questo libro, che spero possa raggiungere quante più persone possibili.

E poi, il secondo romanzo, che ho già cominciato a scrivere e che spero possa vedere la luce molto presto.

In realtà, ho cominciato a scriverne due e sto aspettando di capire quale portare alla fine per primo.

Dipende molto dall’istinto; a volte hai bisogno di scrivere una storia, altre volte un’altra.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Un momento di chiarezza di Silvia Trevisone – Editore: ha usato il sistema di Crowfunding– 129 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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Chi è l’uomo?

Il punto è che un “uomo” che ti mette davanti ad una scelta, non è un uomo. – E questa è una cosa certa-

Come quando devi decidere se far carriera o far famiglia: che cavolo significa? Che scelta è? Ma la vera scelta dove risiede?

Sono sempre più convinta che- questa- sia l’era delle DONNE.
Il momento storico giusto dove una donna può dire “Ao, io una famiglia non la voglio, non è nella mia natura perché preferisco esplorare il mondo, lavorare, incontrare, non eclissarmi, come vorresti tu o come sei stato abituato TU”.

Il punto è che si può star bene in due, se si sta bene da soli, la vera sfumatura da cogliere è proprio questa, risiede nella completezza personale non in quella di coppia. Che poi, tutte ‘ste coppie che vedo in giro infelici, arrabbiate: che ci fate? Il passato di verdure?
Ed ancora, una leggenda GIAPPONESE narra che quando il vaso si rompe, i cocci si mettono insieme, un filo color d’oro poi esalterà le crepe in futuro.
Se le crepe esistono è perché qualcosa si è sfaldato e questo non è certo UN VALORE AGGIUNTO ma QUALCOSA IN MENO che è venuto a mancare.

Star con una persona vuol dire TROVARE nel soggetto un valore aggiunto, per la nostra vita, quando questo non accade è perché il determinato soggetto non aggiunge MA TOGLIE.

Ecco perché io ammiro chi sa dire di no. Chi RIMANE da solo oggi perché non ha paura di un futuro diverso da come lo aveva immaginato.
Perché quando DICI DI NO ad un’esistenza opaca, triste, confusa di oggi STAI SOLO rispettando la TUA PERSONA DI DOMANI.

La foto è rappresentativa della mia esistenza: io che guardo davanti e non ho paura di nulla.

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Lo scatto è di Federica Feddie Girardi, i meravigliosi capi sono di OUTFITFABIANA che m’ha reso donna, coi mesi a venire, e i capelli sono stati ordinati da Francesco la Vigna

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Adamantino di Marco Felici

Vi piacerebbe fare un viaggio verso mondi sconosciuti e che ci facesse riflettere sul mondo nel quale viviamo? Se la risposta al quesito è si, l’opera di oggi potrebbe aiutarvi nell’intento. Un giovanissimo autore, classe 1993, nato a Orvieto ma vissuto a Viterbo, con una parentesi di studio in Norvegia, ci porta a fare un percorso di riflessione: lui è Marco Felici e il libro è Adamantino.

 

Il viaggio in questione viene compiuto da un uomo che si ritrova in sei diversi mondi, realtà parallele molto distanti tra di loro e dal suo mondo di appartenenza. A fare da cornice vi sono degli ambienti fantastici, dei personaggi bizzarri e le nostre riflessioni, da lettori, sui temi trattati nei vari percorsi.

Infatti, l’opera tratta argomenti come il tempo, inteso come la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi; l’autorità vs democrazia; la felicità e la consapevolezza non solo di noi stessi ma anche del nostro universo nel quale viviamo.

Il racconto sembra quasi descrivere una sorta di pellegrinaggio del protagonista, ma in parte anche il nostro, all’interno di un’esistenza che vive e viviamo giornalmente ma che non ci permette di fermarci per poter pensare e riflettere a causa della frenesia dataci dalla quotidianità; l’impossibilità di apprezzare i momenti di felicità o tristezza assaporandone le varie emozioni e sensazioni.

Un’opera che fornisce un percorso d’introspezione tramite le sue metafore, che lo stesso autore ci fornisce, al fine di metterci nella posizione di essere in grado di riflettere su noi stessi e su ciò che ci circonda.

Come nasce la tua opera letteraria?

Ho pensato a lungo che scrivere fosse essenzialmente cristallizzare, o almeno provare a cristallizzare, quegli sprazzi di pura bellezza che le emozioni ci suggeriscono e che lasciano questo desiderio infinito di comunicare, di rendere partecipe il mondo intero delle nostre scoperte interiori.

Adamantino è questo. Un romanzo piuttosto indefinibile in termini di genere, con una storia il cui scheletro è disegnato da intuizioni ed emozioni. È libro di metafore, è la realtà tradotta in simboli, luoghi e personaggi; sintetizzata da idee caposaldo ma mai banali come la verità, il male, il tempo, l’autorità, la felicità, la consapevolezza e l’indipendenza intellettuale.

Adamantino è, ancora, uno sfizio personale, ed anche una sfida. Produrre qualcosa che possa essere definito libro ed ancora racchiudere parte di me.

 

Quale messaggio vuoi lanciare a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

Sebbene esplori temi precisi, Adamantino non cerca di condurre il lettore a conclusioni precise ma piuttosto vuole essere un pezzo di strada fatta insieme, una discussione itinerante senza l’ambizione di ottenere delle risposte ed in ogni caso non definitive. Ci sono delle conclusioni, in ogni capitolo, ma sono parziali, interpretabili e senza presunzioni.

A questo proposito ripropongo una frase di Philipp Pulmann, autore della trilogia “Queste oscure materie”, che trovo calzante:

“Come appassionato credente della democrazia del leggere, non credo sia compito dell’autore di un libro dire al lettore cosa vuol dire.

Il significato di una storia emerge dall’incontro fra le parole sulla pagina e i pensieri nella mente del lettore. Quindi quando mi chiedono cosa intendessi con quella storia, o quale fosse il messaggio che stavo cercando di trasmettere in quest’altra, devo spiegare che non spiegherò”.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è un romanzo di piacevoli personaggi e di simboli squillanti, condito con la freschezza di un’inesperta originalità. E perché è utile, o utile perlomeno nell’accezione de Il Piccolo Principe, quando riflette a proposito del lavoro di un uomo che

“[…] è veramente utile, perché è bello”

Quindi se qualcosa trasmette bellezza, altezza, arte, allora acquisisce valore e diviene utile. E credo che Adamantino faccia proprio questo.

 

Quali sono i progetti futuri?

Con il prossimo romanzo vorrei esplorare più in dettaglio uno dei temi che vengono toccati in Adamantino: il governo, il concetto di democrazia e come questo interagisca con la libertà individuale e quella collettiva. Non sarà altrettanto allegorico ma comunque fantastico.

Sarà ambientato inizialmente in una società utopica, o apparentemente tale. Posso già anticipare che l’utopia non durerà troppo a lungo!

 

Numero di stelle 4 su 5 – Adamantino di Marco Felici – Editore: Edizioni Senso Inverso – 104 pagine – prezzo di copertina 10,20 euro.

 

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Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti,autori,autori emergenti,il blog di eleonora marsella,recensioni,roma,scrittori

“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti

Ambretta Centofanti, classe 1949, di Formello, ritorna nel mondo editoriale con una nuova raccolta “I meravigliosi viaggi della fantasia”.

 

Deliziosi racconti dove la natura è la protagonista, alberi, fate, fiori, insetti, la luna, animali, il sistema solare e tantissimi altri elementi ne caratterizzano le storie fino a farle vivere al lettore.

 

“Pino un giudizioso pinguino”, “Marilù la principessa del vento”, “Cip il passerotto sbronzo”, “La meravigliosa Giostra dell’universo” e tantissime altre storielle all’interno del libro di Ambretta Centofanti.

Storie da leggere insieme ai propri figli, nipoti, fratelli e sorelle. Storie diverse ma con un denominatore in comune: la natura e l’approccio umano.

 

Scrittura scorrevole, trame divertenti e letture per grandi e piccini: libro consigliato!

 

Trama, descrizioni e personaggi meritano 5 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa racconta l’autrice:

 

Come nasce il tuo libro?

Abito a Formello, pittoresco paese della campagna romana, all’interno del Parco di Vejo. La suggestiva ambientazione dei luoghi e gli animali che vi dimorano hanno ispirato le magiche atmosfere e i personaggi dei miei racconti. La passione per la scrittura, che da pensionata posso ora coltivare pienamente, mi ha permesso di immortalare quel mondo fiabesco che fin da bambina popola le miei fantasie.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno la tua opera tra le mani?

A chi avrà il mio libro tra le mani consiglio di indossare le ali della fantasia per   ricominciare a sognare. I personaggi dei miei racconti sono stati “umanizzati” dando vita a deliziose fiabe.

 

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perchè farai la conoscenza di Cinciuè, una dolcissima bambina dagli occhi a mandorla che, accompagnata dalla Fata Flora esplorerà i Tre Regni della Natura e i suoi meravigliosi abitanti. Regina Blù e i suoi amici magici che vivono nel “bosco incantato” ti faranno vivere forti emozioni…Tanti altri personaggi ti aspettano desiderosi di farsi conoscere.

 

Progetti futuri?

Spero di conservare la mia “sfrenata fantasia” per scrivere altre fiabe e farle conoscere ai bambini e a tutti gli animi sensibili e amanti della Natura.

 

“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti, Armando Editore, numero di pagine 64, prezzo di copertina 7 euro.

 

 

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Caro Direttore, le guance son finite..

Quando frequentavo il terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori, avevo un rituale che si svolgeva ogni mattino: mettevo fuori il mio mitico kymko dal garage, andavo in edicola a comprare un qualsiasi quotidiano e mi dirigevo, poi, a scuola.
L’ho fatto per tre anni e l’ho fatto anche per gli altri due anni a venire, quando andavo a Lecce con il treno, per studiare all’università: motorino, quotidiano, stazione, università e ritorno. Poi son venuta a Roma e l’edicola è proprio sotto il mio portone di casa.
 
Ho sempre amato leggere, la carta, cambiare quotidiani giorno per giorno e assorbire vari tipi di scrittura e sopratutto sono avida nell’apprendere le varie tipologie interpretative degli articoli di cronaca.
 
Durante le scuole superiori e durante l’università mi capitava di comperare, anche, Il Giornale o Libero, al di là dell’idea politica. Non mi vergognavo di leggere quel giornale, quei giornali, a tempi. Adesso sì. Non lo acquisto più, Libero, per eccellenza penso abbia raggiunto confini mai visti prima.
Mi dispiace provare il sentimento di ‘ribrezzo’ verso un Direttore come Vittorio Feltri che, classe 1943, ne ha fatto di strada e di certo ha inciso nel mondo editoriale. Oggi, però, s’è raggiunto un confine esagerato, per l’ennesima volta negli ultimi tempi ho letto un titolo ignobile, non degno della figura professionale di noi giornalisti, ma sopratutto un titolo che incide, peggiora l’umanità, ricalcando ancora una volta una dicotomia sociale, professionale, mediatica dei nostri tempi.
Una dicotomia creata ad hoc.
 
Certo, bisogna portar pazienza, bisogna porgere l’altra guancia, cercare di giustificarlo, comprenderlo…. è pur vero che possediamo solo due guance molto intelligentemente, e mi verrebbe quasi da dire:
“Direttò, le guance son finite”!.

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L’oro di San Marco di Piero Favero

Piero Favero, già noto nel mondo editoriale, torna con un nuovo romanzo storico dal titolo “L’oro di San Marco”.

Di cosa si tratta?

Un romanzo-saggio che, con le ricerche intense dell’autore Piero Favero, riporta in vita una parte di storia dimenticata dove, mistero, amore e avventure si intrecciano.

Il libro si snoda intorno alla Venezianità, argomento principe che, in maniera romanzata ci accompagna in un percorso storico.

I Pozzi, Il fuggitivo, L’isola sommersa, Il Cavaliere Rosso, Il leone alato, La cupola dei mosaici sono i capitoli del nuovo romanzo nato dalla penna e della spirito di scoperta di Piero Favero che, ha già pubblicato, con Cierre Grafica altri romanzi-saggi dello stesso calibro.

Una penna inarrestabile, una ricerca infinita, ricca di dettagli, novità, segreti e misteri che solo Piero Favero può raccontarci con tale entusiasmo.

Non è solo un saggio storico ma è soprattutto un romanzo in cui i dialoghi, la descrizione dei personaggi ci fanno quasi vivere quei tempi, così lontani da noi, come il 1250. Venezia, la sua storia, i suoi protagonisti, la Piazza di San Marco, Zagreo, il discepolo di Pitagora, Numi, Federico II e tantissimi altri elementi fanno di questo romanzo, un libro originale, autentico e da leggere assolutamente.

Trama, personaggi e ricerche meritano 5 stelle su 5; intervistato per l’occasione, ecco cosa dichiara Piero Favero:

 

Come nasce il tuo libro?

Gli ingredienti dei miei romanzi sono sempre gli stessi: il medioevo, il giallo, il mistero e l’erotismo. L’ambientazione storica de’ L’oro di san Marco è confinata nell’area di influenza veneziana che spazia dalla città lagunare alle isole greche di Cipro, Creta e Naxos. C’è un omicidio del quale il giovane protagonista cerca di scoprire il colpevole tra spie, intrighi politici e le carceri dei Pozzi, dove con l’acqua alta la cella viene sommersa fino alle ginocchia. L’Alchimia, intesa come eredità medievale dell’antico mondo pagano, permea ogni pagina con il suo immaginario simbolico e gli incomprensibili arabeschi. Il mistero possiede infine un confine evanescente ove si fonde con un raffinato erotismo di cornice veneziana. Per capire come si possano coniugare in modo armonioso argomenti così distanti ed eterogenei non resta che leggere il libro.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

   Un messaggio criptico, scritto fra le righe e non facile da decifrare. Non è così importante coglierlo con il ragionamento, perché certamente resterà impresso in una parte della nostra mente che nemmeno noi conosciamo del tutto.

 

A quale pubblico è rivolto?

E’ rivolto ovviamente a chi ama la storia e il mistero, ma soprattutto ai giovani che desiderano conoscere l’affascinante storia di Venezia e nello stesso tempo provare il piacere di una lettura facile e divertente. Considero questo libro “un prodotto di esportazione della cultura veneta”, pertanto rivolto agli abitanti di tutte le regioni italiane dal Piemonte alla Sicilia (reperibile anche nella vendita online).

 

Leggi il mio libro perché…

Le vicende della Venezia medievale sono splendide e vastissime, e tuttavia pochissimi sono i romanzi che le trattano.

 

Progetti futuri?

Ballare Salsa e Bachata, scrivere libri è troppo impegnativo :-).

 

 

Piero Favero in L’oro di San Marco, Cierre Grafica, prezzo di copertina 12 euro, 360 pagine.

 

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 “Déjà vù – a volte ritorno” a Teatro Trastevere

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

10-15 Ottobre 2017

 “Déjà vù – a volte ritorno”

 

Regia

Leonardo Buttaroni

Soggetto di: Leonardo Buttaroni

Scritto da: Lorenzo Misuraca

Con

Ermenegildo Marciante, Daniela Ioia, Leonardo Buttaroni

Scene di Roberto Pavoni

A volte ritorno…il tempo è una grottesca illusione

cit.

Cosa succederebbe se rimanessi incastrato in un loop temporale costretto a rivivere sempre la manciata di minuti che ti separa dal tuo omicidio? E se in questo breve tempo dovessi non solo salvarti la vita ma anche capire chi e perché vuole farti fuori?”

“Déjà vù – a volte ritorno” è un thriller comico che parte proprio da questa premessa e procede in una sequenza di colpi di scena che si abbatteranno come un destino ciclico su i due protagonisti della storia. Tutto calato in un’atmosfera surreale e straniante, solo accettando il corto-circuito del tempo e guardando in faccia la verità, i protagonisti riusciranno ad uscirne vivi. Forse.

 

L’autore dice:

“Questa idea parte da lontano: c’è tanta difficoltà a mettere in scena questa commedia nera, prima di tutto per il fatto che rappresentare un salto temporale a teatro non è mai cosa semplice, secondo poi strutturalmente è una commedia ostica per gli attori: soprattutto per la complessità dei movimenti scenici.”

Tutta l’atmosfera è densa di mistero: la scelta di tagli di luci che scavino il viso per dare la giusta atmosfera e la recitazione originale, puntano alla credibilità dei personaggi stessi, suscitando il riso e creando la giusta dinamicità, per un risultato pieno di azione.

L’intenzione infatti è quella di regalare al pubblico uno spettacolo ricco ed esplosivo, un mix tra giallo, thriller e commedia noir in cui ad ogni quadro possa succedere qualcosa di imprevedibile e sorprendente per lo spettatore, dove:

“…il buono diventa cattivo e viceversa, dove ad ogni angolo c’è un imprevisto: immaginate tre personaggi in una roulette russa,dove uno di loro può provare ancora e ancora e ancora…”

 

 

10-15 Ottobre 2017

Déjà Vù – a volte ritorno

Teatro Trastevere, via Jacopa de’Settesoli 3, 00153 Roma

orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

contatti:

06.5814004

info@teatrotrastevere.it

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Come sopravvivere a un supereroe di Valeria Magini

Valeria Magini esordisce nel mondo editoriale con un piccolo libro ironico dal titolo Come sopravvivere a un supereroe edito da Alter Ego.

La giovanissima autrice racconta la storia di Elena, una giovane ragazza che incontrerà Filippo, il suo supereroe e amante di notte… Perché dico di notte? Perché l’oscurità del buio affiancherà i loro appuntamenti che…. Si riveleranno essere, poi, ricchi di eventi, inconvenienti, incomprensioni, parole non dette e cose fatte..

Ironico, simpatico, divertente: è così che si presenta il racconto scritto da Valeria Magini. Novanta pagine che vi accompagneranno in metro, ad un appuntamento di lavoro o durante il ritorno a casa, strappandovi un sorriso.

Idea, trama e descrizioni meritano 4 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce il tuo libro?

Ho iniziato a scrivere, perché è sempre stato parte di me. Sono cresciuta leggendo molti libri e disegnando con tante matite e pennarelli colorati. Il mio libro nasce dal bisogno di sperimentare con la scrittura. La lingua è la materia con cui negli ultimi anni ho iniziato a relazionarmi maggiormente; questo tipo di rapporto mi ha fatta porre l’attenzione sull’importanza delle parole, che a mio avviso devono essere “sincere”, ossia devono avere la forza di raccontare la realtà contemporanea per come è percepita nel presente, solo così voglio arrivare al lettore. Quindi ho sentito il bisogno di scrivere un mio racconto usando la “verità” delle parole, selezionandole dal mio vocabolario di lingua parlata, scegliendo quindi di non scrivere con un registro linguistico appartenente a un’epoca ormai superata e lontana (cioè come sto facendo adesso rispondendo!).

 

Il tuo libro in poche righe..

“Come sopravvivere a un supereroe” è un racconto che si fa scherno dei grandi romanzi classici –o almeno mi piace pensarlo- tramite l’atteggiamento parodico con cui tratta la struttura formale dei romanzi. È un testo che inoltre ironizza sulle relazioni uomo-donna, scegliendo il punto di vista femminile della protagonista, per narrare la vicende e fare sarcasmo.

 

A quale pubblico è rivolto?

A tutti coloro che hanno voglia di leggerlo! Rispondere in altro modo a questa domanda è come pensare di costruire un museo in cui poi solo un determinato tipo di persone hanno diritto ad accedervi.

Quale messaggio vuoi inviare?

“Come sopravvivere a un supereroe” vuole lasciare due messaggi che viaggiano in parallelo. Il primo riguarda la storia narrata: mai interpretare gli atteggiamenti di un uomo che preferisce lasciare intendere quello che pensa, perché è lì che si finisce di sbagliare iniziando a credere possibile anche l’esistenza degli asini che volano.

Il secondo riguarda invece il testo nella sua complessità: mai credere che l’introduzione, la prefazione, la critica eccetera possano essere elementi che danno maggiore valore al testo, perché un racconto deve reggersi in piedi grazie la forza di ciò che narra (per questo infatti, nel mio libro ognuna di quelle parti è usate per raccontare intreccio e personaggi).

 

Leggi il mio libro perché…

Perché potresti ritrovare parti di te o stralci di vita a te affini e questo potrebbe essere un modo per rivivere il passato, riflettere sul presente e decidere cosa volere e cosa invece no nel futuro.

 

Progetti futuri?

Diventare la prossima J. K. Rowling o crederci e provarci fino alla fine!

 

 

 

Come sopravvivere a un supereroe di Valeria Magini, 92 pagine, Alter Ego, prezzo di copertina 4,90 euro.

 

 

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Lo zaino è pronto, io no di Marco Lovisolo

Marco Lovisolo esordisce nel mondo editoriale con un libro autentico dal titolo ‘Lo zaino è pronto, io no’ edito da Youcanprint.

L’autore narra una serie di viaggi da lui compiuti con lo zaino in spalla e la penna sempre pronta, in giro per il mondo, esplorando paesi colorati e ricchi di tradizioni.

Kenya, Messico e Guatemala, India del nord, Perù e Bolivia, Cambogia, Vietnam, Laos, Patagonia (Argentina e Cile) sono le terre esplorate da Marco che, con autentica tenacia, descrive i suoi percorsi con un filo conduttore centrale: l’ironia.

I volti incontrati, le storie incrociate, pro e contro, le dieci cose da fare, quelle da non fare, la frutta meravigliosamente delicata di terre incontaminate, gli animali dell’Africa, l’autonomia del viaggio in Perù, la storicità di ogni posto toccato con la narrazione arco-temporale sociale, le paure superate, l’armonia delle forme architettoniche e tantissimo altro ancora. Elementi narrati con un’ironia non da tutti, caratteristica che contraddistingue la penna di Marco Lovisolo.

Lettura consigliata a tutti coloro che vorrebbero partire ma non lo fanno, a tutti coloro che viaggiano spesso e a tutti coloro che sono curiosi di esplorare nuove terre attraverso l’inchiostro dell’autore.

 

Trama, descrizioni e stile meritano 5 stelle su 5.

Intervistato per l’occasione ecco cosa racconta:

 

Come nasce ‘Lo zaino è pronto, io no’?

In maniera un po’ strana, per la verità. Mentre ero in viaggio, tenevo i contatti con gli amici via e-mail. In poco tempo mi resi conto erano più interessati ai dettagli quotidiani che non alle grandi attrazioni. Cominciai così a raccontare in maniera ironica i piccoli disastri che combinavo e nel giro di breve tempo si venne a creare un piccolo gruppo di fan. A questo gruppo si è aggiunta un ragazza che in seguito è diventata la mia compagna di viaggio e di vita, la quale si è fatta carico di un’istanza che sentiva spesso ripetere dai miei amici: “Perché non scrivi un libro sui tuoi viaggi?”. Sembrava facile, ma non lo era affatto: le mail costituivano uno spaccato di quello che mi accadeva, ma non erano legate, non avevano consequenzialità. Ho dovuto recuperare tutto quel materiale, plasmarlo, aggiungere notizie dei posti visitati e considerazioni personali. Un lavoro lungo, ma alla fine eccolo qua.

Una serie di lunghi viaggi per il mondo sono raccontati nel tuo libro. Quando qualcuno afferma che ‘odia viaggiare’, cosa rispondi?

Che in parte lo posso capire. Viaggiare in questa maniera non è agevole né dal punto di vista fisico né da quello mentale. Mette in discussione le tue certezze, le convinzioni su cui hai basato la tua vita. Il tutto viene amplificato dalla dimensione del viaggio in solitaria perché sei obbligato a metterti a nudo. In parte questo è il motivo per cui ritengo sia necessario viaggiare: mettere al vaglio quello che tu pensi di sapere del mondo e di te stesso.

Inoltre sono fermamente convinto di una cosa. Oggi abbiamo milioni di mezzi che ci parlano del mondo: tv, radio, internet. Tuttavia sono tutti strumenti “filtrati” dalla lente altrui. L’unico modo per comprendere pienamente il mondo che ci circonda è vedere con i propri occhi, provare direttamente sulla propria pelle. Solo in quel caso possiamo farci un’opinione veramente nostra. E sai cosa? Spesso alla fine è diversa da quella che avevamo in origine.

 

Hai pubblicato la tua opera con Youcanprint. Perché questa scelta?

Ho valutato con molta attenzione la piattaforma di selfpublishing alla quale appoggiarmi per pubblicare il libro. A mio modesto avviso Youcanprint è la migliore in assoluto: servizio di customer care eccellente, diffusione capillare delle tue opere su tutti gli store on line, possibilità di usufruire di servizi editoriali a costi contenuti. Inoltre esiste una community di autori estremamente dinamica e attiva. Pensa che, pur senza il patrocinio diretto di Youcanprint, parteciperemo alla Fiera dell’Editoria Tempo di Libri a Milano, dal 19 al 23 aprile, in totale autogestione. Il selfpublishing che diventa selfmarketing.

 

Progetti futuri?

In questo libro ho raccolto solo una parte dei miei viaggi, non tutti. Molti altri ne sono seguiti e molti altri ne seguiranno. In modo particolare, vorrei trasmettere a mia figlia, che oggi ha solo un anno, l’amore per il viaggio, per cui, prima che cominci ad andare a scuola mi piacerebbe prendere un lungo periodo di pausa per imbarcarmi con lei e mia moglie in un lungo vagabondaggio. Vuoi che non raccolga quelle impressioni in un libro?

 

 

 

Marco Lovisolo in ‘Lo zaino è pronto, io no’ edito da Youcanprint, prezzo di copertina 17 euro, 222 pagine

 

 

 

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Concorso letterario nazionale di narrativa e poesia “Argentario” 2017 – II Edizione

Scrivere, condividere e partecipare sono le parole chiave del 2017. Numerose le occasioni letterarie per emergere nel mondo dell’editoria d’oggi.

 

L’Associazione Culturale “METAMORPHOSIS”, con il Patrocinio del Comune di Monte Argentario (Gr), indice la Seconda Edizione del Concorso Letterario Nazionale di Narrativa e Poesia “Argentario” 2017 per opere edite e inedite a tema libero in lingua italiana. – Scadenza per l’invio delle opere e dell’iscrizione: 28 febbraio 2017. Il Concorso assegna riconoscimenti alle opere di narrativa e di poesia che si distinguano per qualità letteraria e si articola in: • Sezione A – NARRATIVA EDITA a tema libero (romanzo, racconto edito -o raccolte di racconti- in lingua italiana, pubblicato o autopubblicato in Italia in qualsiasi anno, anche premiato in altri concorsi) 1° classificato – Trofeo di Merito, pergamena e premio. 2° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. 3° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. • Sezione B – NARRATIVA INEDITA a tema libero (romanzo, racconto inedito -o raccolte di racconti- in lingua italiana mai pubblicato, premiato o segnalato) 1° classificato – Trofeo di Merito, pergamena e premio 2° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. 3° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. • Sezione C – POESIA EDITA a tema libero (fino a un massimo di due poesie edite in lingua italiana senza limite di versi, pubblicate o autopubblicate in Italia in qualsiasi anno, anche premiate in altri concorsi) 1° classificato – Trofeo di Merito, pergamena e premio 2° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. 3° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. • Sezione D – POESIA INEDITA a tema libero (fino a un massimo di due poesie inedite in lingua italiana senza limite di versi, mai pubblicate, premiate o segnalate.) 1° classificato – Trofeo di Merito, pergamena e premio 2° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. 3° classificato – Trofeo di Merito e pergamena. • Premio Speciale della Giuria Il Premio Speciale è un riconoscimento che la Giuria si riserva di attribuire a un autore oppure a un’opera per una sola delle quattro sezioni ammesse al Concorso. • Attestati di merito fino al 7° classificato in ogni sezione.

NORME GENERALI

1. La partecipazione al Concorso è aperta agli scrittori e ai poeti in lingua italiana purchè maggiorenni.

2. Tutte le opere di narrativa e di poesia (edite e inedite) dovranno essere spedite unicamente a mezzo e-mail in formato PDF al seguente indirizzo di posta elettronica: ac.metamorphosis@libero.it entro e non oltre il 28 febbraio 2017. I partecipanti dovranno inviare inoltre, in files separati: -scheda di partecipazione debitamente compilata con le proprie generalità (nome, cognome, data di nascita, indirizzo email, contatto telefonico, la sezione in cui si partecipa e la sinossi dell’opera); -copia della ricevuta del versamento,

3. Le opere inviate oltre la data sopraindicata non saranno tenute in considerazione.

4. È consentito a ogni partecipante l’invio di una sola opera per le sezioni A o B (romanzo, racconto o raccolta di racconti); di massimo due poesie per le sezioni C o D.

5. Le opere saranno valutate da una Giuria qualificata. Il giudizio della Giuria è inappellabile. 6.La partecipazione al Concorso implica di fatto l’accettazione di tutte le norme indicate nel presente bando oltre al versamento della quota di lettura, organizzazione e spese di segreteria di € 10,00 (dieci/00) per singola sezione (non rimborsabili), sul conto: Poste Pay Evolution n. 5333 1710 2646 0374 intestato al Dott. Susanna Alberto (VicePresidente) – CF.SSNLRT54T10C677G. E’ possibile effettuare bonifico su detta Poste Pay con IBAN: IT83U076010513825 0121550123. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme costituisce motivo di esclusione.

7. Non è ammessa l’assegnazione ex-aequo dei premi.

8. La proprietà letteraria dell’opera rimane dell’autore.

9. Data e sede della Cerimonia di Premiazione (prevista nel periodo di maggio/ giugno 2017 nel territorio del Comune di Monte Argentario – Gr-), verranno comunicati a tutti gli autori iscritti all’indirizzo email o contatto telefonico forniti in sede di iscrizione e sul sito dell’Associazione “METAMORPHOSIS” a questo link 

10. La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale, cioè oltre il 7° posto in classifica per ogni sezione.

11. I vincitori del Concorso saranno avvisati via email o contatto telefonico in tempo utile. Per l’assegnazione delle targhe di merito, attestati e premi è doverosamente necessario che gli autori finalisti siano presenti alla Cerimonia di Premiazione. Ove impossibilitati a presenziare personalmente, i finalisti potranno delegare una persona di loro fiducia previo avviso entro una settimana dalla mail dell’Associazione. In caso contrario saranno inviati i soli attestati di merito in formato pdf all’indirizzo dei vincitori.

12. Per quanto non previsto dal presente bando valgono le deliberazioni della Giuria.

13. Il trattamento dei dati personali dei partecipanti è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. (D.L.30 giugno 2003 n.196).

 

Pronti?? VIAAA!

 

Sito di riferimento

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“IMPARARE PER FARE E PER INNOVARE I SERVIZI DI TUTELA MINORI NELL’AREA MEDITERRANEA”

Sul tema “La tutela dell’infanzia nel futuro del Welfare Mediterraneo”, mercoledì 8 febbraio 2017 dalle ore 9.45, nella Sala della Grottesca del Rettorato dell’Università del Salento, si terrà un incontro con una delegazione israeliana di studiosi e professionisti in visita in Puglia in questi giorni nell’ambito del progetto di scambio “Imparare per fare e per innovare i servizi di tutela minori nell’Area Mediterranea”.

Il progetto, promosso da Haruv Institute – Gerusalemme, Fondazione Emanuela Zancan onlus – Padova e Associazione di promozione sociale “Carmela Giordano” – Bari, prevede infatti, tra l’altro, l’organizzazione di visite di studio tra i Paesi del bacino del Mediterraneo con lo scopo di incrementare la collaborazione tra centri di studio, università, enti pubblici e organizzazioni non governative per condividere conoscenze e competenze in materia di sviluppo di servizi e politiche per i bambini maltrattati e vittime di abuso. La delegazione israeliana sarà in Puglia fino al 10 febbraio per cercare di creare una piattaforma per future attività comuni nei servizi, nella formazione e nella ricerca.

L’incontro dell’8 febbraio, promosso nell’ambito delle attività del Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo e della Facoltà di Scienze della Formazione Politiche Sociali, vedrà gli interventi di:

 

  • Fabio Pollice, Direttore del Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo UniSalento;
  • Giulia Cucumazzo, Presidente Associazione di Promozione Sociale “Carmela Giordano” – Bari;
  • Cinzia Canali, Ricercatrice Fondazione “Zancan” – Padova;
  • Anat Zeira, Director of Research and International Activities Division – Haruv Institute, faculty member at Paul Baerwald School of Social Work and Social Welfare at the Hebrew University in Jerusalem;
  • Francesca Cisternino, Dottore di Ricerca in Teoria e Ricerca Sociale – A.P.S. “Carmela Giordano”;
  • Demetrio Ria, ricercatore in Pedagogia Sperimentale – UniSalento;
  • Anna Maria Rizzo, ricercatrice in Sociologia Generale – UniSalento.

Le conclusioni saranno affidate al professor Mariano Longo, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione Politiche e Sociali dell’Università del Salento.

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