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“Il tempo dentro di noi” di Stefano Galardini

Oggi vi pongo una domanda che tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo posti: esiste l’amicizia tra uomo e donna?

Personalmente risponderei di si, ma alcuni di voi saranno sicuramente scettici al riguardo, così vi propongo il libro d’esordio, Il tempo dentro di noi, di un giovane scrittore di 33 anni che vive a Monza, Stefano Galardini.

 

Il tema principale del romanzo è l’amicizia ma di quelle che, ahimè, è difficile riuscire a costruire e trovare al giorno d’oggi. Protagonisti della storia sono Luca e Lidia che si conoscono a scuola e diventano amici grazie ai Nirvana anche se sono due persone completamente diverse ma che – quindi – si equilibrano.

Nel romanzo vengono raccontate le varie fasi che la coppia di amici vivrà nell’arco della loro vita, l’evoluzione dei problemi da adolescenti, i cambiamenti delle esigenze che la vita adulta porta con sé e l’evoluzione delle abitudini che prima venivano considerate quotidiane e quasi date per scontate.

 

I protagonisti affrontano il passare del tempo mantenendo sempre intatta la loro amicizia che dura anche quando decidono percorsi di studi differenti, di sposarsi e anche quando devono fare fronte agli insuccessi e lutti che la vita gli pone davanti.

La scrittura dell’autore è molto scorrevole e la storia fa da cornice a quello che la vita è nella realtà dei fatti ma che con un buon amico al fianco può sembrare meno spigolosa e deludente.

Il libro infonde nel lettore un po’ di fiducia nei rapporti interpersonali che oggi sono sempre più falsati dalla rete e che non riescono a nascere e crescere nella vita reale.

 

 

 

 

Come nasce Il tempo dentro di noi?

Il romanzo è figlio di una serie di bellissime convinzioni, innanzitutto che l’amicizia tra un uomo e una donna sia possibile, e poi che raccontare la vita attraverso lo sguardo di un legame simile sia uno dei modi più affascinanti. La scintilla di tutto però è stata la sfida, la grande scommessa di riuscire a raccontare un rapporto così particolare nella quotidianità della vita di ogni giorno, in maniera non banale.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Si toccano tanti temi ne “Il tempo dentro di noi”, l’amicizia, il tempo che passa, i conti da fare con sé stessi e con quello che ci lasciamo alle spalle, i mille legami che si intrecciano nella vita di una persona. Ma quello che mi è più caro e che secondo me è quello più importante e urgente soprattutto di questi tempi è la riscoperta della meraviglia del quotidiano: che la bellezza si trova sotto le scarpe di ogni passo, le scarpe da tutti i giorni, quelle che non crediamo abbiano alcun valore e che invece sono quelle che ci portano più in giro, sempre, nella vita vera, quella del solito tran tran quotidiano.

 

Leggi il mio libro perché..

Perché parla di necessità tanto semplici quanto importanti. Perché parla di me e di te, di esperienze, domande e vissuto comune. Ti ricordi di quando ti sei sposato? E di quando a scuola ti sembrava di avere tutto il tempo del mondo per fare tutto? Ti ricordi quando hai pensato per la prima volta di aver sbagliato le tue scelte? O ti ricordi quanto eri felice quando hai fatto cinquant’anni e ti sei reso conto di non dover più dimostrare niente a nessuno?

 

Progetti futuri?

Tanti. Scrivere prima di tutto. Mettere in ordine quel mazzo di carte mescolate che è la mia vita ora, a causa di nuovi ritmi, nuova città, un sacco di roba nuova (e quindi, dal mio punto di vista, entusiasmante!). Con il prossimo romanzo vorrei alzare l’asticella della sfida e magari scrivere qualcosa a tante voci, un affresco movimentato.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini – Editore: Edizioni Convalle – 233 pagine – prezzo di copertina 13,50 euro.

 

 

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L’arcano degli angeli di Brunella Giovannini

“Si dice che ogni oggetto ha un’anima, che racconta una storia e dice qualcosa su chi l’ha creato e chi l’ha posseduto e una volta destinato in un luogo, se spostato, farà di tutto per ritornarci.”

Brunella Giovannini porta avanti questa credenza nel suo nuovo romanzo, L’arcano degli angeli, Leucotea Edizioni. Al centro della vicenda c’è appunto un oggetto, un antico candelabro del ‘700 ritrovato casualmente da Alberta Ferretti, a Reggio Emilia, ai giorni nostri all’inizio dell’estate.

Il ritrovamento del candelabro metterà in moto una serie d’eventi che, oltre a riportarlo al suo luogo d’origine, metterà in luce il drammatico passato che lega la figlia adottiva di Alberta, Gloria, a quello di Vania, sorella gemella da cui fu separata alla nascita con la morte della madre naturale.

L’autrice ci narra la vicenda intrecciando passato e presente, mostrandoci i tasselli un poco alla volta fino a ricostruire un quadro della situazione molto più ampio di quanto sembri. Non mancano temi attuali e drammatici che affliggono la nostra terra: violenza sulle donne, prostituzione minorile e corruzione. Ombre cupe e pesanti che avvolgono innumerevoli vite, ma da cui è possibile tirarsi fuori con coraggio e tornare alla luce. Così come in questa storia riemerge dall’ombra un passato che lega alcune straordinarie persone e riunisce due sorelle perdute, grazie anche a un pizzico di magia e di fede.

“Persone che senza saperlo, avevano molto in comune.”

L’arcano degli angeli ci insegna, come sostenuto dall’autrice alle battute finali, a camminare sulle orme di chi ci ha preceduto, percorrendo sentieri che conducono verso l’Infinito.

Come nasce quest’opera letteraria?

Chi ha letto i miei romanzi precedenti, sa che mi piace creare storie prendendo spunto da fatti realmente accaduti, così quando una mia amica mi ha raccontato la vicenda vissuta da una sua parente che abita in Francia e che svolgendo la sua attività di psicologa in collaborazione con il Tribunale dei Minori, un giorno si è trovata di fronte la sorella gemella della sua giovane figlia adottiva di cui ignorava l’esistenza, sul momento la cosa mi ha molto colpito. Con il trascorrere dei giorni ho iniziato a creare una storia attorno a quella vicenda, ovviamente l’ho ambientata in luoghi diversi e l’ho elaborata secondo quanto la fantasia mi dettava in quei momenti, così è nato L’arcano degli angeli.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

La vita ci mette spesso di fronte a grandi difficoltà ma a volte, quando tutto sembra perduto, si verificano le condizioni per arrivare alla soluzione dei problemi. Non bisogna mai perdere la speranza.

Leggi il mio libro perché…

Vorrei che il mio libro arrivasse nelle mani di tanti lettori perché credo sia una bella storia capace di coinvolgere ed emozionare, inoltre è avvolta da un alone di mistero che rende il tutto ancora più intrigante.

 

Progetti futuri?

Sto pensando a un nuovo romanzo…

 

L’arcano degli angeli di Brunella Giovannini merita 4 stelle su 5.

 

 

 

 

 

 

 

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La paura della bicicletta

Modena. Vivo quì da tre mesi, poco.

Chiavi, apro il garage e trovo una bicicletta nuova, con il cestino, total black.
Scopro essere un regalo di mia Madre, la magnifica e non riproducibile Donatella che me l’ha spedita dal Salento.

Non vado in bici da anni, forse secoli. L’ultima volta che ho un ricordo a tal proposito, sono nella ‘casa fatata’ della Mia Migliore amica’ Cristiana, i cani sono intorno a noi e indosso una maglietta fuxia, come al solito.

Oggi salgo sulla bici, indosso le new balance bordeaux e ho la caviglia scoperta, penso che dovrei indossare nuovamente il tutore ma provo a farmi forza.

Vado in centro a Modena, certamente non distante da casa mia, pedalo piano, sto veramente attenta per strada, a volte sbando ma per poco.
Mi fermo, bevo un caffè, acquisto il quotidiano, torno a casa.

La paura della salita è stata fondamentale, dico ‘fondamentale’ perché dopo un incidente, un trauma, un dolore si fa sempre fatica a rimettersi in carreggiata.

Quando poi ricominci a pedalare e pedali, pedali e pedali ti rendi conto di essere in grado di ricominciare, ancora una volta, ancora..come sempre.
Grazie Mamma. 

EM

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“Con i tuoi occhi mi vedo” di Manuela Seletti

Quante volte vi è capitato di ripensare ad una persona o ad un amore del passato?

Ogni tanto a me viene questa vena nostalgica, soprattutto, se non ho più notizie da tempo di quella persona o se magari facebook da dei suggerimenti a cui non avrei mai pensato.

 

L’autrice di oggi, Manuela Seletti nata nel 1973 a La Spezia, dove tuttora vive e lavora, ci racconta una storia che è disarmante nella sua semplicità ma è ben articolata per farci riflettere, con il romanzo Con i tuoi occhi mi vedo.

 

La protagonista è Margot una donna sposata con Gil con il quale dirige un’attività di wedding planner ben avviata e molto conosciuta. Vivono e lavorano a Marsiglia, città cosmopolita e ricca di attrazioni, dove la protagonista incontrerà, dopo ventisette anni, Alec il suo piccolo amore mai dimenticato e vissuto nel periodo adolescenziale a Cassis, una cittadina marittima e natia nel sud della Francia. Dopo tutti questi anni si incontrano e fanno esplodere quella passione a cui avevano posto un freno in età adolescenziale a causa delle motivazioni tipiche di quell’età.

Fino ad ora potreste pensare che è la classica storia di una donna che tradisce il proprio marito per un amore ritrovato ma in realtà la storia racconta molto di più perché l’autrice fa un’attenta analisi sui sentimenti sia dell’uno che dell’altra e dei contrasti che questi portano con sé; ci vengono regalati momenti di puro eros, di intenso trasporto fisico ed emotivo che rendono il libro molto fluido nella lettura con un ritmo che non stanca, anzi, diviene calamitante.

Sappiamo bene che non ci sarà il cosiddetto colpo di scena perché la storia si scrive da sola ma man a mano che andiamo avanti nella lettura siamo consapevoli di voler sapere i punti di vista dei due protagonisti e di come gestiscono la situazione anche dopo l’inevitabile rottura. Non aggiungo altro perché il libro va letto tutto d’un fiato e, magari, con qualche pausa che ci farà riflettere su situazioni che, forse, potremmo aver vissuto o potremmo vivere in futuro.

 

Come nasce quest’opera letteraria?

Questo romanzo nasce come una sfida. Io frequento la scrittura da sempre; adoro scrivere piccoli diari di viaggio e descrizioni paesaggistiche. Da molti anni collaboro con un quotidiano per il quale curo una rubrica di benessere e bellezza( il mio settore professionale ) sulla pagina locale con grande soddisfazione. La sfida è stata quella di sperimentare finalmente un genere narrativo per me nuovo, distaccarmi da quello stile giornalistico, un po’ asettico che mi contraddistingue. Avevo voglia di parlare di sentimenti, d’amore e di rapporti umani, così ho pensato che il genere romance potesse essere il più adatto per il mio “esperimento letterario”. La storia è completamente frutto della mia fantasia anche se lo spunto l’ho avuto da una testimonianza ascoltata per caso durante un programma radiofonico.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio che desidero trasmettere con questa storia è che il dono più grande che ci è stato fatto venendo al mondo è il libero arbitrio. Noi possiamo scegliere e le scelte spesso comportano dolore e sacrifici però la vita è fatta anche di destino, nel quale io credo. Prima o poi il “cerchio” si chiude e spesso il finale del nostro romanzo non esce dalla nostra penna, per quanto noi possiamo compiere le scelte più giuste e più sagge.

 

Cosa pensi dell’editoria oggi?

Sinceramente fino ad oggi l’editoria era un mondo che non conoscevo molto. Nonostante io ami leggere, spesso neppure guardavo il nome della casa editrice del libro che avevo tra le mani. Con questa mia prima esperienza letteraria ho capito però che gli editori si ritrovano sommersi ogni giorno da manoscritti da valutare, giovani aspiranti scrittori alla ricerca di un contratto e di un posto sugli scaffali delle librerie, anch’io sono tra questi anche se non sono più tanto giovane. La piccola e media editoria

 

Ci dà la possibilità di farci conoscere e tra le innumerevoli case editrici per esordienti ve ne sono di veramente serie e competenti.

 

Leggi il mio libro perché……

Leggi il mio libro perché se come me sei una nostalgica, amante del magico mondo dei ricordi, se come me sei una donna romantica e sognatrice ti lascerai travolgere da queste pagine piene di passione e di sentimento. Farai un viaggio nelle stagioni della vita e nelle stagioni del cuore.

 

Progetti futuri?

E’ quasi pronto il mio secondo romanzo. Una splendida avventura di una vera eroina dei nostri tempi, ambientato in luoghi esotici che ho avuto la fortuna di visitare e vivere . Il mio grande progetto però sarà un romanzo storico; una storia realmente accaduta in una cornice storico/geografica che darà lustro al mio territorio che è la Liguria. Per questo progetto ambizioso però avrò bisogno di tempo per poter condurre ricerche, trovare testimonianze di persone ancora in vita che potranno aiutarmi e avrò bisogno di visitare luoghi interdetti al pubblico. Sarà una storia meravigliosa e spero che verrà apprezzata anche da un pubblico giovane poiché parlerà di un’adolescenza “speciale”.

 

Numero di stelle 5 su 5 – Con i tuoi occhi mi vedo di Manuela Seletti – Editore: Scatole parlanti – 170 pagine – prezzo di copertina 13,00 euro.

 

 

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“La Rassegna degli Scrittori Emergenti” di Modena_ Seconda tappa

Quattro anni fa nasceva a Roma “La Rassegna degli Scrittori Emergenti” da un’idea della Blogger Eleonora Marsella.

 

Un appuntamento mensile dove i protagonisti sono gli #AutoriEmergenti: una moderatrice, un’attrice, un fotografo e un video-maker insieme agli Scrittori.

 

Dopo 165 presentazioni a Roma, da quest anno, “La Rassegna degli Scrittori Emergenti” si sposta nella bellissima Emilia Romagna, in particolar modo, una volta al mese a Modena ci si incontra per conoscere nuovi autori, nuove penne e le loro opere letterarie.

 

Il prossimo appuntamento sarà il 17 Novembre 2018 preso il Salotto Letterario Aggezzotti, presso Viale Martiri della Libertà, numero 38, a partire dalle 17.30.

 

 

Autori presentati da Eleonora Marsella in questa occasione:Roberta Caradonna, Marco Sutti, Vittorio Piccirillo e Jacqueline Magi, performance poetica di Marco Patuzzi, ingresso gratuito e buffet per tutti.

 

Serena Passiatore interpreterà i libri degli autori, Eleonora Marsella intervisterà gli Autori e ovviamente il pubblico.

 

Evento FB

Pagina FB di riferimento

 

 

 

 

 

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Il cancro non è un dono

Mio nonno è morto per un cancro. Lui non lo sapeva, a qualcuno potrebbe sembrare ingiusto, ma noi- a quei tempi- decidemmo di non dirglielo, per un semplice fatto: se lo avesse saputo, sarebbe morto prima del tempo.

 

Una domenica di febbraio ci lasciò: ne soffrimmo tutti e di certo non si è mai pronti al dolore della morte, sopratutto non si è mai pronti a lasciar andare un pilastro della nostra vita.

Mia madre parla di lui spesso, anzi spessissimo. Ricorda qualche avvenimento, qualche sua frase, ricordiamo ridendo quando mangiava nello stesso piatto pietanze che non sarebbero mai andate d’accordo tra loro e lo faceva, perché a suo dire, “Nello stomaco si mischia tutto”.

E le persone di una volta erano così.

Qualche anno fa, poi,  è venuto a mancare il padre della Mia Migliore Amica. Erano mesi grigi, io e lei parlavamo di meno per qualche stupidaggine dovuta all’età e ricordo che al funerale andai tremando, ci abbracciamo così forte da non lasciarci più. A singhiozzi ci guardavamo, piangevamo, ci abbracciavamo e annuivamo, mentre la fila dietro di me si formava come un fiume. Facevamo un cenno della testa, lei avrebbe voluto descrivermi il suo dolore senza riuscirci a parole, mentre io annuivo come a dirle “Lo so, lo so, è terribile ma ci sarò sempre io con te”.

Suo padre non era un pilastro, ma molto di più. Adorato da tutti, salvava vite continuamente mentre per la sua, non c’è stato nulla da fare: era un cancro.

Sabato scorso ero a Roma per lavoro. Ricevo una chiamata dalla mia veterinaria, un mese fa ho fatto fare delle analisi ad Africa, la mia Amica Jack Russel.

Quando m’ha chiamato m’ha detto “Ele, è un cancro, alla mammella”.

Io avrei preferito un’altra rottura del mio malleolo, piuttosto che sentirmi dire, ciò che sospettavo da poche settimane.

Adesso farò altre analisi, probabilmente ci sarà un intervento, probabilmente ci sarà altro ma ci voglio provare perché è la cosa giusta da fare ed io lo so.

Nadia Toffa parla del cancro come un dono.

Un dono, cara Nadia, è la mia famiglia che mi vuole bene e mi supporta. Un dono, cara Nadia, è avere migliori amici con i quali confidarsi. Un dono, cara Nadia, è la gentilezza d’animo, la generosità degli esseri umani, l’amore che si riceve ogni giorno.

Un dono, cara Nadia, non è un cancro ma tanto altro.

EM

 

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Assunta Marinelli in “Le stanze della memoria”

Oggi incontriamo una nuova autrice, Assunta Marinelli nata a Chieti dove attualmente vive e lavora.

La sua opera “Le stanze della memoria” ci porta a riflettere sui ricordi riguardanti la nostra vita, le scelte fatte e, forse, non adatte a noi. Le stanze della memoria indica il grande desiderio della scrittrice di raccontare la sua storia.

Il libro è veramente ben scritto ed ha un’ottima fluidità di lettura che permette al lettore di rimanere incollato- praticamente- al libro.

Nel romanzo, l’autrice racconta una storia, la sua, molto intensa e personale che narra di una donna che trova il coraggio di reinventare la sua vita trasferendosi in una città dove non ha affetti e amici ma dove può allontanare le esperienze dolorose che ha vissuto.

La donna, però, non considera il fatto che un semplice rientro al paese natio comporterà il riemergere del suo passato con tutto il suo peso. Da donna adulta capisce che il momento di affrontare i fantasmi del passato è arrivato e si lascia andare ai ricordi con descrizioni particolareggiate di luoghi e sensazioni che riempiono il cuore, gli occhi e la mente.

 

Le stanze della memoria è un romanzo che delinea bene le speranze che la donna aveva da ragazza, le delusioni dategli dalla vita, le attese e le paure di una ragazza che ormai si ritrova donna, madre e nonna. Il percorso che viene fatto non è semplice né, tantomeno, privo di sofferenza ma diviene necessario per poter arrivare a conquistare la serenità.

Ognuno di noi si ritroverà nelle parole e nelle storie raccontate dall’autrice e rifletterà intensamente sul proprio passato e sulle prossime scelte che cambieranno la propria vita.

 

Come nasce quest’ opera letteraria?

Ho sempre amato scrivere, studiare , aggiornarmi, approfondire.

Dopo più di quarant’anni di insegnamento, gli ultimi passati in un Istituto tecnico, ho rivoluzionato il mio metodo, piuttosto classico, ed ho iniziato a insegnare scrittura creativa.

Una volta in pensione, ho voluto mettere in atto i miei insegnamenti , confezionando un mio romanzo, anche perché avevo urgenza di scrivere: un sacro fuoco mi ardeva nelle viscere e non potevo più dominarlo. Così, ho raccolto i vari appunti , riflessioni, cronache giornaliere che mi appuntavo su un quaderno, ne ho fatto una cernita e ho confezionato un romanzo che poi ho mandato all’ Editore Solfanelli.

Così, quelle pagine che avevo scritto per dare forma a quel fuoco che urgeva in me è diventato un romanzo.

 

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si troveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio principale è che con la forza di volontà si può superare ogni difficoltà, perché ognuno di noi ha delle potenzialità nascoste che vengono fuori nei momenti di maggior bisogno. Ma per prenderne coscienza, ciascuno dovrebbe fare un’ anamnesi del proprio passato, in un certo senso rivivere le situazioni, belle o brutte, che hanno determinato il corso alla propria vita: si accorgerebbe così dei propri errori, ma anche del proprio valore, delle proprie capacità. riacquistando quell’autostima persa per fortuiti accadimenti negativi nella propria vita. In tal modo, da una situazione di dolore, può uscirne fortificata e vittoriosa.

 

Leggi il mio libro perché…

“Le stanze della memoria” è un romanzo che si avvale di un dettato scorrevole e di facile lettura dalla prima all’ ultima pagina, conservando sempre un ritmo di caldo e amichevole discorso, che a volte si fa ironico, fino a sdrammatizzare situazioni e creare atmosfere in cui aleggia un riso benevolo e liberatorio. E’ un romanzo che pur trattando temi a volte dolorosi, alla fine dà un messaggio positivo e ottimistico: nulla avviene per caso, ognuno di noi ha un percorso di vita diverso da quello degli altri. L’ importante è come lo si affronta, perché può essere un’ esperienza benefica, nonostante il dolore, un’ esperienza che ti fa capire che la vita va vissuta comunque e che bisogna trarre ciò che vi è di buono da ogni vicenda, anche la più dolorosa. E allora ti senti rinnovata, capace di resistere ai colpi avversi e in grado di affrontare qualsiasi ostacolo, con coraggio e serenità.

 

Progetti futuri?

Nell’immediato, per Pasqua, verrà pubblicato un mio nuovo romanzo, di genere diverso: sarà un giallo psicologico, in cui il tema della pazzia si intreccia con quello della nuova finanza senza cuore, del rating degli stati, degli insolventi di cui poi, uomini senza scrupoli, svuotano i forzieri.

E’ in progetto anche un volume di racconti: penso possa vedere la luce verso la fine di questo anno.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Le stanze della memoria di Assunta Marinelli – Editore: Tabula Fati– 121 pagine – prezzo di copertina 10,00 euro.

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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Concorso letterario “Il racconto nel cassetto”

Ti piacerebbe vincere un montepremi pari a dodicimila euro partecipando ad un concorso letterario?

Se la risposta è sì, bene, segnalerò attraverso poche righe una nuova opportunità per mettersi in gioco insieme alla propria opera letteraria.

“Il racconto nel cassetto” è un’ottima occasione per farsi conoscere attraverso una giuria, per partecipare c’è tempo fino al 31/1/2017.

Il Montepremi di € 12.000 (euro dodicimila) è così ripartito:

Per la sezione “Racconti”:
Al primo classificato € 3.000,00
al secondo classificato € 2.000,00
al terzo classificato € 1.000,00

Per la sezione “Fiabe e Storie per bambini“:
Al primo classificato € 2.000,00
al secondo classificato € 1.200,00
al terzo classificato € 800,00

Per la sezione “Corti di scena“:
Al primo classificato € 1.000,00
al secondo classificato € 500,00
al terzo classificato  € 500,00

racconto nel cassetto

 

Puoi visualizzare tutte le informazioni sul sito

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MoonHuntress- L’inesorabile fascino del destino di Connie Shipley

MoonHuntress: L’inesorabile fascino del destino è un romanzo straordinario nato dalla penna di Connie Shipley.

367 Pagine che si snodano tra Tel Aviv, l’Italia, in particolar modo la Sardegna, toccando le Filippine e altri paesi tutti coinvolti in un’unica storia che, in realtà, ne contiene tante altre… tutte meticolosamente intrecciate tra di loro.

connie-shipley-copertinaDelle missioni segrete, delle persone addestrate, delle regole precise, i cambi d’identità, i sentimenti, il pericolo da sconfiggere, tutto in un’unica vera protagonista: Bina Knopfler. Bella, determinata, forte, combattiva, misteriosa, intuitiva, insomma un personaggio determinante e ben costruito.

Certo, poi c’è l’organizzazione internazionale, le armi, le nuove scoperte, quelle formule chimiche, qualcuno che scompare e poi… e poi tanto altro nel meraviglioso romanzo di Connie Shipley.

Trama, personaggi, descrizioni meritano 5 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa racconta:

 

Come nasce MoonHuntress: L’inesorabile fascino del destino?

MOONHUNTRESS è stato scritto sulla base di informazioni raccolte e soprattutto fornite da militari graduati e facenti parte di corpi speciali italiani e esteri che molto cortesemente si sono prestati a incontrarmi più volte e a rispondere ai miei quesiti. Ho viaggiato nella maggior parte del paesi nominati nel libro, tra cui Arabia Saudita dove ho iniziato a conoscere la vita militare e in Medio Oriente. Durante il mio soggiorno in Riyadh, ho partecipato a diverse feste in ambasciate dove ho potuto ascoltare delle storie incredibili. Da qui è nato il desiderio di avventurarmi nella narrativa di certi argomenti e che è poi culminato nella pubblicazione di questo libro.

 

Il tuo libro in poche righe?

MoonHuntress è un avventura adrenalinica, veloce che porta la protagonista del libro(un agente segreto) e i suoi collaboratori dalle profondità dell’oceano verso la solitudine dello spazio con l’intento di chiarire alcuni misteri e risolvere questioni pericolose per il destino dell’umanità intera.

Unendo l’avventura militare con l’intrigo e un pizzico di fantascienza con romanticismo, ci immergiamo in un racconto coinvolgente, che ci accompagna sino all’ultima pagina.

 

Leggi il mio libro perché..

Perché è una storia che ti appassionerà già dalle prime pagine e che ti terrà incollato sulla poltrona dove sei comodamente seduto. La sua originalità con intrighi e uno sviluppo inaspettato creano un mix che difficilmente si trova in altri romanzi del genere .

 

Progetti futuri?

Il seguito di Moonhuntress è quasi pronto e un terzo libro è attualmente in fase di sviluppo. Il mio obiettivo di creare una serie di romanzi MOONHUNTRESS. La versione in lingua inglese ed italiano sono già disponibili su Amazon.com e Amazon.it.

 

Link per l’acquisto

 

 

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Felicemente ospite a Radio Godot – ROMA

Cari amici,

continua la promozione della Rassegna settembrina degli autori e artisti emergenti

e proprio ieri sono stata ospitata nella rubrica di Massimiliano Bianconcini a Roma, si è parlato della Rassegna, dell’editoria d’oggi, di cucina e di iniziative culturali  (basta cliccare per ascoltarla dal minuto 11) e la meravigliosa e bravissima Federica Girardi ci ha deliziato con i suoi scatti:

Grazie a Radio Godot, Massimiliano e Federica per la bella esperienza.

Pagina Fotografa: https://www.facebook.com/FedericaGirardiPhoto/?fref=ts

Pagina rubrica radiofonica di Massimiliano B. https://www.facebook.com/djmaxbianco/?fref=ts

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La Contessa Rossa- Un altro capolavoro di Niky Marcelli

 La contessa rossa, terzo libro del brillante Niky Marcelli, ci delizia con un’avventura, oserei dire, “alla Dan Brown”, ricca di mistero e segreti del passato riportati improvvisamente alla luce. Protagonista è la giovane contessa Sara Varzi di Casteldelbosco, nipote di un’omonima eroina di guerra i cui resti sono stati ritrovati solo di recente. La sua morte è legata alla Spada di Odino, una misteriosa arma messa a punto dai nazisti, rimasta niky-contessasepolta per decenni sotto il suolo italiano e che potrebbe costituire ancora un pericolo mortale. La Contessa Rossa, spinta dalla curiosità e dallo spirito di avventura ereditato dall’eroica nonna, si metterà in viaggio per svelare il mistero e, forse, allontanare un potenziale pericolo dalla sua amata patria.

L’autore ci guida attraverso fiumi di suspense e rivelazioni. Attraverseremo insieme ai protagonisti (e anche gli antagonisti) varie splendide località italiane, dalla solitaria San Candido a Firenze, fino a Cesenatico, tutte arricchite con minuziose descrizioni di luoghi e centri d’interesse. Descrizioni che non impediscono al lettore di restare incollato a queste pagine fino alla fine, per scoprire la degna conclusione di una storia avvincente.

Come nasce “La contessa rossa”?

Tutto nasce da un “chiodo”, che, in questo caso, non è l’oggetto metallico con cui si attaccano i quadri alla parete, bensì un giubbotto di pelle di colore rosso. L’ho visto in una vetrina e ho pensato quanto sarebbe stato bene addosso alla mia amica Sara, che è la persona che mi ha, appunto ispirato il personaggio. A quel punto è scattato un giochino intellettuale: oltre al chiodo cosa le metto addosso? Un po’ come le bamboline di carta di una volta (Sara mi perdoni!). Poi l’ho immaginata a bordo di una Morgan rossa, con il chiodo, i mezzi guanti e la cuffia di pelle, sempre rossi, come una lady driver d’antan. Era nata la Contessa Rossa. Il personaggio mi piaceva e ho provato costruirgli attorno un romanzo.

Cosa ti ha spinto a rievocare il periodo dell’occupazione nazista – periodo di cui l’Italia non può andarne affatto fiera – tra queste pagine?

Da qualche parte dovevo pur cominciare! A parte gli scherzi, l’avventura in cui vengono coinvolte le ragazze è una caccia al tesoro per scoprire cosa contiene una misteriosa borsa, trovata in montagna accanto alle ossa della Contessa Rossa, una comandante partigiana, nonna di Sara. Mi piaceva questa figura di ebrea, sposata con un nobile, che imbraccia il fucile e si dà alla lotta armata con due ottimi motivi: liberare l’Italia dal nazifascismo e combattere chi cerca di sterminare il suo popolo. Per lei mi sono ispirato in parte a mia nonna, che cover-contessaandava alla stazione a spiombare i carri merci dei nazisti per liberare i prigionieri, e in parte ad una cara amica di famiglia ora anche lei scomparsa: Lu Leone. Nelle foto che la storia ci ha tramandato, è quella ragazza alta e mora che il 25 aprile entra a Milano con il fucile spianato, insieme ad altre due partigiane. I giornali la ripubblicano spesso. Nella Contessa-nonna c’è molto di lei.

C’è un personaggio dell’opera a cui ti senti particolarmente legato?

Amo tutti i miei personaggi, sono tutti miei figli. Ma se dovessi scegliere, direi senz’altro Sara e Care, le due protagoniste. Ispirate (come anche Gianni il maitre) a due persone realmente esistenti e amiche carissime, alle quali sono legato da un affetto profondissimo anche nella realtà.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Sto cercando di scrivere la seconda avventura della Contessa Rossa e della sua amica Care, che spero sia avvincente come la precedente. A parte questo, sto continuando la promozione de “La Contessa Rossa”, di cui uscirà a breve la seconda ristampa, e del mio libro precedente: “L’Ultimo Swing”, arrivato alla quarta edizione.

 

La Contessa Rossa è, in conclusione, una storia appassionante capace di rispecchiare luoghi e valori della nostra terra. Ottima per gli appassionati del genere.

Niky Marcelli, in La contessa Rossa, 4 stelle su 5, al seguente link dell’autore: http://www.nikymarcelli.com/

 

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

 

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