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SECONDO CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE – VocidiDONNE

SECONDO CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE promosso dall’Associazione Mafalda – VocidiDONNE

Il Concorso vuole essere uno spazio aperto alla creatività delle donne, che hanno PROVATO la violenza nelle sue innumerevoli forme, una opportunità di espressione e di condivisione di sensazioni, paure e angosce, una possibilità di abbattere i muri invisibili della solitudine.

 

OBIETTIVI

Dare voce alle donne attraverso la scrittura può essere un modo per ….. …superare una memoria dolorosa, …uscire dall’isolamento e dalla sofferenza, …guardare al futuro della propria vita.

CHI PUO’ PARTECIPARE

La partecipazione è gratuita ed è consentita a tutte le donne che vivono in Italia e che desiderano raccontare l’esperienza vissuta personalmente. È prevista la possibilità, per tutte le donne che lo desiderino, di partecipare al Concorso utilizzando uno pseudonimo o richiedendo l’anonimato.

LE OPERE

Le sezioni del concorso sono le seguenti: A. RACCONTI BREVI (fino ad un max di n. 10 fogli A4 carattere 12); B.POESIE (fino ad un massimo di tre con non più di 36 righe). · Ogni autore potrà inviare opere relative ad una sola delle due sezioni previste. Se le opere sono scritte in lingua diversa da quella italiana l’autore deve produrre anche copia tradotta in italiano. . Non sono ammesse opere che sono state già premiate o segnalate in altri ConcorsiI.

 

 

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Donne e carcere. Normativa, Criticità e Soluzioni

Si svolgerà sabato 1 ottobre 2016 alle ore 9 il Convegno Nazionale dell’Associazione Donne Magistrato Italiane, organizzato in collaborazione con l’Università del Salento e in programma nella sala conferenze del Rettorato (piazza Tancredi 7, Lecce).
Università del Salento
Il tema dell’incontro che si svolgerà a Lecce sarà “Donne e carcere. Normativa, Criticità e Soluzioni”; il convegno gode del patrocinio di Consigliera Regionale di Parità, Associazione Nazionale Magistrati, Consiglio Nazionale Forense, Ordine degli Avvocati di Lecce.
Diversi gli elementi che si prenderanno in esame, dal carcere, alla genitorialità, ai diversi ruoli, alla donna e sopratutto tanti gli spunti di riflessione, gli argomenti e le tavole rotonde.
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Scarpette rosse ad Otranto

Ogni giorno guardando i TG, leggendo i giornali e ascoltando la gente, siamo a conoscenza di fatti dove le donne sono maltrattate, picchiate, violentate, uccise e vengono fatte loro tantissime altre crudeltà che l’umanità non dovrebbe neanche conoscere: il FEMMINICIDIO, un’emergenza sociale che assume, giorno dopo giorno, dimensioni sempre più inaccettabili.

In occasione della Festa della Donna, in collaborazione con la ASL/LE, lo sportello SOS Sanità e la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lecce, L’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Otranto ha organizzato, domenica 9 marzo, una giornata dedicata alla prevenzione della salute delle donne e al grave tema della violenza di genere,presso i giardini pubblici, dal mattino, sarà allestito un gazebo con la partecipazione del Dott. Carriero, responsabile della senologia del Vito Fazzi di Lecce e della Dott.ssa Canitano, Dirigente medico Direzione sanitaria Asl/Le, dove sarà possibile avere informazioni, prenotare lo screening mammario e il Pap-Test.

Presso Largo Porta Alfonsina sarà realizzata un’installazione artistica per dire “Basta alla violenza di genere”. Ogni paio di scarpe rosse – reperito attraverso l’attivazione di una rete di solidarietà tra donne, sia con il passaparola sia attraverso i social network – rappresenta una donna, la traccia di una violenza subita e la volontà di continuare insieme, con sempre più donne, il cammino per combattere la violenza di genere. Le scarpe, sistemate ordinatamente lungo un percorso, visualizzano una marcia di donne assenti, una camminata che sottolinea il dolore che provoca tale mancanza tanto a livello sociale che familiare.

Zapatos Rojos è una chiamata rivolta a tutti i cittadini per manifestare la propria solidarietà verso quelle donne che, nel mondo, hanno subito violenza, per le donne che sono state uccise e per quelle rapite e di cui si sono perse le tracce. La mostra sarà incrementata durante il giorno dell’esposizione: si invitano tutti a portare un paio di scarpe da donna, rosse.

Nel tardo pomeriggio, sempre a Otranto, sarà presentato un video, realizzato dalla Commissione Pari Opportunità, che ripercorrerà le tappe dell’emancipazione femminile, e richiamerà anche ai casi di violenza e femminicidio.

E tu da che parti stai?

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Chi è Malala YOUSAFZAI?

Dio ha donato la vita a tutti gli esseri viventi, ha donato loro un cervello, due gambe, due braccia, una mente per pensare e un corpo per reagire, in sostanza..certo, ci sono molte persone, purtroppo che, sono nate sfortunate, con degli arti in meno, con qualcosa in più del dovuto o con una condanna a morte che grava sul loro capo.

L’istruzione, i diritti, una famiglia, degli amici sembrano delle cose scontate proprio perchè quando tutto funziona al meglio non si pensa mai al peggio però in Pakistan, per esempio, il diritto al’istruzione o tutti i diritti riguardanti le DONNE non sono poi così scontati anzi, il loro credo religioso impone privazioni che a noi occidentali sembrano obsoleti ma che in realtà per i musulmani rientra solo nella pratica quotidiana. DA SEMPRE.

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C’è una storia però che ha fatto il giorno del mondo in poche ore, si è ramificata con il trascorrere del tempo e a distanza di mesi è diventata un esempio da prendere in considerazione e una persona da ammirare: QUESTA è LA STORIA DI MALALA YOUSAFZAI.

Nata da una famiglia numerosa, madre analfabeta e da padre istruito, impegnato civilmente per la sua valle, LO SWAT, Malala è cresciuta secondo principi che per i TALEBANI sono fuori luogo quando poi, in realtà, il Corano non nega l’ istruzione alle donne, emancipazione o informazione.

Malala e la sua famiglia hanno affrontato gravi problemi economici che gravavano DURANTE loro vita ma le cose cambiano quando il padre, Baba jan, assume posizioni definite nei confronti dei talebani che ormai avevano preso la valle in mano e ne gestivano qualsiasi movimento: se le donne non indossavano il burka, per esempio, venivano mal menate per strada sotto gli occhi di tutti senza che nessuno  alzi un dito, beh, ROHUL, suo padre, ha avuto il coraggio di alzare tutte e due le mani e imporsi alle teorie di vita dei talebani.

Malala, che considerava suo padre un EROE, prende le sue redini, lo affianca durante i comizi dovuti all’istruzione, prende parte insieme a lui a numerosi discorsi tenuti all’interno della valle dai pochi commercianti esistenti e si afferma sempre di più diventando un “nemico pubblico” per i terroristi o kamikaze. Lei e il padre, dopo aver ricevuto minacce di ogni genere, non si sono mai fermati fino a quando un terrorista spara nel pulmino che conduceva Malala e le sue compagne a scuola: Malala rimane ferita all’occhio, alla gamba e in varie altre zone delicate, in un primo momento, mentre le sue compagne portano piccoli danni dovuti all’attentato.

Immagine(Malala viene trasportata subito dopo l’attentato, quella Signora che è presente nella foto è una sua insegnate, rimasta sempre accanto a lei per tutto il tempo..la madre, secondo quanto è stata istruita, non ha mai permesso di essere fotografata e ha sempre indossato il Burka)

Immagine (Il volto di Malala dopo l’attentato ha cambiato forma e questo è il risultato di numerose operazioni avute in Inghilterra)

Ed è qui che la situazione si ribalta: La storia di Malala fa il giro del mondo, tutti vengono a conoscenza della sua lotta, la lotta per l’istruzione delle donne, molti stati le mandano regali, peluche, libri, soldi, e alla fine verrà trasferita in Inghilterra per proseguire la sua convalescenza e sarà sottoposta a vari interventi di natura differenti.

La storia di Malala è un esempio di quanto valga la forza di una DONNA se la CAUSA è una GIUSTA CAUSA, non voglio svelare altri particolari o eventi, il suo libro, scritto per mano della giornalista CHRISTINA LAMB, è una storia da leggere tutta d’un fiato e se alla fine, proprio come me, vi chiederete: MA IO COSA POSSO FARE PER CAMBIARE LE COSE? Beh, vorrà dire, che la sua storia, la sua vita vi è entrata dentro il cuore e difficilmente se ne andrà via.

Garzanti Editore, prezzo di copertina 12,90 euro.

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Il Mercato del Baratto

Il baratto è uno dei mezzi e strumenti più antichi, in cui due persone si scambiano merce o servizi di pari valore senza un corrispettivo di soldi.

Domenica 17Novembre 2013 si svolgerà presso il Mercato Coperto di Maglie “Rosetta Palma” il primo ‘Mercatino del Baratto’ dalle ore 10 alle ore 13, organizzato dal C.I.F.  – Centro Italiano Femminile- della Sezione di Maglie con Responsabile Rosaria De Pascali.

Una particolare iniziativa che ha tutto il profumo di novità, soprattutto presso la cittadina Magliese: sarà possibile portare cinque oggetti, tra cui anche indumenti che, saranno ispezionati e quindi ritenuti idonei o meno per la vendita da una commissione esaminatrice che, deciderà poi, il prezzo dell’acquisto.

Intervistata per l’occasione, la Responsabile Rosaria De Pascali del C.I.F. di Maglie è molto entusiasta dell’iniziativa che, dichiara, sarà solo la prima di tante altre tappe a carattere territoriale che hanno come scopo, una risposta da parte della società e che, andranno a migliorare, la vita di tutti noi per un commercio sostenibile e utile.

Il C.I.F. si fa promotore di una delle tante iniziative che, a sfondo rosa, hanno l’obiettivo di coinvolgere tutti, donne e uomini che vogliono prendere parte ai diversi incontri, eventi o idee cha caratterizzano il centro femminile Nazionale.

Ciò che può essere inutile per noi, per qualcun altro potrebbe essere indispensabile, per un commercio (eco)sostenibile ricicla o ‘fai girare’ anche il tu il tuo oggetto, potrà avere una nuova funzione in qualsiasi altra parte del mondo.

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L’arte per i diritti umani

Diversi giorni fa Lecce ha ospitato una grande donna: Kerry Kennedy, figlia del Presidente, attivista sociale, impegnata nell’universo femminile per lottare nella difesa dei propri diritti.
Questo video unisce un grande messaggio, intrecciato ad arte, tessuti e affannose vite raccontate coraggiosamente.
Montaggio di Aron e Chiara, testo curato da me.

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Iniziativa per contrastare il Femminicidio

Uno dei fenomeni più diffusi nell’era del XX Secolo è il femminicidio dove, in Italia, ogni due giorni è assassinata una donna per mano di uomini spinti da gelosia o sentimenti di risentimento.

Il Salento, pero, risponde bene e domani in data 3 luglio 2013 alle ore 19 a Specchia (Le) sarà inaugurato il quinto Centro Antiviolenza previsto dal Piano Provinciale elaborato e attuato dall’Assessorato alle Politiche sociali della Provincia di Lecce. Il Centro Antiviolenza Punto Rosa sarà inaugurato dall’Assessore Provinciale Filomena D’Antini Solero, con il Presidente del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito territoriale di Gagliano Del Capo Antonio Buccarello e il Sindaco del Comune di Specchia Antonio Biasco.

L’Assessore Filomena D’Antini si dimostra soddisfatta circa l’iniziativa presa e soprattutto all’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento della Convenzione di  Istabul è soddisfatta della pronta risposta riscontrata nel Salento.

Il piano di Antiviolenza Provinciale, con una rete di sei centri Antiviolenza a una casa di Rifugio, vanta dieci equipe multidisciplinari d’ambito, servizio di pronto intervento sociale a disposizione delle vittime di violenza.

I migliori in bocca al lupo ad un bellissimo progetto nato per fronteggiare un grave fenomeno, mai visto prima in Italia e probabilmente altrove nel mondo.

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