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La sfida del Long Form nell’era della brevità

Simone Spetia– Giornalista radiofonico e Alessio Santarelli- EU AMAZON, responsabile kindle Store hanno tenuto oggi 6 Aprile presso il Festival del Giornalismo di Perugia un panel sulla ‘Sfida del long form nell’era della brevità’.

 

Per Santarelli lo spirito della presentazione d’oggi è quello di fare riflessioni e racconti nel business dei contenuti sia generali che targetizzati.

Partiamo dal consumatore, ovvero il lettore, come vengono consumati i contenuti è molto cambiato soprattutto nell’arco temporale degli ultimi cinque anni.

La vita di tutti noi è cambiata, oggi si compete per l’attenzione, dato che fruiamo di molteplici contenuti attraverso i dispositivi mobile, tutti questi dispositivi e i social network assorbono il nostro tempo, spotify, informazione gratuite, pagamento ….quindi il panorama in cui il produttore di contenuti si muove è diventato molto complicato proprio perché sono cambiate le esigenze del consumatore o lettore.

 

>> Come faccio a dare valore al mio lavoro? In un calderone di tantissime cose che ci sono nel web?

 

Alessio Santarelli

Alessio Santarelli

Il LONG FORM è caratterizzato da una lunghezza che va dall’articolo tradizionale a quello della novella, quindi un incrocio. Come faccio quindi a capire quanto deve essere lungo il mio articolo?

Secondo il Direttore di QUARTZ, famosa rivista nel campo, il pezzo più letto è quello da 500 parole ed è questo ciò che è emerso da ricerche condotte nel campo delle lettura.

Secondo, invece, Medium il lettore spende fino a 7 minuti per leggere un articolo di più parole ed è poi su questo dato che bisogna andare a lavorare.

 

Il LONG FORM con il tempo è divenuto più importante per tre fattori: social media, smartphone, time shifting apps, negli ultimi10 anni questi elementi hanno modificato i contenuti giornalistici e ovviamente anche la modalità di letture e apprendimento delle notizie. DSCN8077

 

Oggi i social network sono indispensabili, soprattutto dal punto di vista giornalistico, oltre la metà delle fonti delle notizie viene appresa dai social media, esser social media poi è fondamentale per condividere la notizia ed è poi importante avere buona dimestichezza perché altrimenti si rischia di perder lettori.

 

BuzzFeed, ha condotto una ricerca, per vedere quanto le persone condividono in base la lunghezza degli articoli. È uscito fuori che….. Più lungo è il contenuto e più viene condiviso.

Più le persone sono ingaggiate, più condividono le stesse cose con comunità che hanno lo stesso interesse più la notizia girerà, proprio perché gli utenti oggi vogliono l’approfondimento.

 

Il secondo punto fondamentale è il mondo del mobile: i cambiamenti avvengono rapidamente, fino a 7 anni fa si usava un computer a casa, magari bisognava pure accaparrarselo tra gli stessi familiari, ecco con il mobile questo è venuto meno e le notizie son diventate alla portata di tutti.

 

Un esempio di Kindle Singles

Un esempio di Kindle Singles

Il Time shifting, invece, permette di salvare articoli in poket o tramite altre app che permettono, a loro volta, di leggere gli articoli anche in modalità off-line.

 

Una novità inserita nel mondo AMAZON è il Kindle Singles: un long form dedicato ai giornalisti, storie da ventimila parole, che mai avrebbero trovato un posto in un magazine e per questo posson essere pubblicate attraverso tale mezzo, uno strumento che ha permesso di far emergere contenuti di valore.

 

Simone Spetia, invece, come prima riflessione, tende a distinguere tra long form journalism e long form reading.

 

Portiamo degli esempi pratici: la BBC ha creato una chat su viber, hanno preso la storia di un rapimento in Messico per mano dei narcos e lo hanno raccontato come se accadesse in tempo reale, un racconto con foto, disegni, interviste.

Una modalità nuova, per catturare un nuovo pubblico, è il LONG FORM JOURNALISM, un fatto lungo, che apre uno spaccato su un fatto di cronaca.

Simone Spetia

Simone Spetia

Un altro esempio è quello del Washington Post: è stato scritto un racconto online sulla situazione dei rifugiati, partendo da Lesbo ed è un tipo di lavoro che unisce testi, audio, immagini. È un prodotto giornalistico che assorbe venti minuti, non è un long form reading ed è a metà tra un progetto video-giornalistico e foto-giornalistico.

 

Il long form reading non deve diventare un elemento di nicchia, certo è possibile, può darsi che si vada verso una nuova configurazione, nuovi tipi di prodotti e, a mio dire, può essere considerato una “fotografia del presente”.

 

Sono più propenso nell’affermare che i dispositivi che abbiamo tra le mani, si apprestano meglio per un Long Reading e sono ancor più convinto che abbiamo ottimi strumenti che attendono solo d’essere utilizzati.

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