Recensione ‘La casa dei bambini dimenticati’ di Owen Matthews

A molte persone la storia annoia,fa venir sonno o ancor peggio, c’è chi rifiuta di impararla: certo, molti sono anche appassionati, ma di gran lunga è di più la gente che schiva le date, i fatti e soprattutto la memoria storica.

Questo romanzo è una sorprendente storia, un sottile filo conduttore che narra le generazioni di più famiglie vissute nei 74anni di Comunismo nell‘Unione Sovietica. Mila è una timida bambina, diventata zoppa a causa della malattia che le ha divorato la gamba, infezione prima, malanno terminale poi, preso in una sorte di orfanotrofio, un posto dimenticato da Dio, dove rimase per i primi anni del Governo Sovietico.

Il padre fu considerato nemico del Popolo e per più di un decennio nessuna sua notizia arrivò alla sua famiglia, costretta a cambiare casa per le tensioni politiche createsi. Mila e la sorella Lenina cominceranno la loro avventura insieme, poco dopo verranno separate e ad ognuna toccherà un destino amaro.

La storia è raccontata da una voce esterna, il figlio di Mila e Melvyn,il quale farà di tutto per portarsi la propria amata dall’Unione Sovietica nel suo Paese Inglese e Matthews, anni dopo, ritroverà le lettere d’amore dei suoi genitori in un passato che ormai, ha tutto un colore diverso dal presente.

Una trama storica, un periodo importante della Storia dell’umanità, dove fa da cornice l’amore di due amanti, contro ogni regola,legge e istituzione politica e, una volta ritrovati sotto lo stesso tetto, dopo 6anni di lotte, devono imparare a costruire una famiglia e a amarsi quotidianamente.

Editore Piemme, prezzo di copertina 18,50€, Scrittore Owen Matthews

la casa dei bambini dimenticati

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