Recensione di Andrea Speziale

A Tor Bella Monaca non piove mai

Marco Bocci, BOOKME, gennaio 2016
Cattivi si nasce o si diventa?
Mauro Borri sta per scoprirlo presto.
Mauro è un buono. Ma quando sei un buono e cresci a Tor Bella Monaca è facile passare dal lato dei cattivi. Così, tra un lavoretto saltuario e penoso, l’inquilino moroso che non paga l’affitto, il fratello ex galeotto e una ragazza che l’ha piantato per un medico ricco, per Mauro è facile pensare di essere altro, pensare di essere cattivo. Ed è facile anche pensare di rapinare la mafia cinese coi suoi due amici di sempre, pensare di meritarsi un’occasione per cambiare finalmente vita.
Marco Bocci (già noto come attore: è stato Domenico Calcaterra in Squadra Antimafia e il commissario Scialoja in Romanzo Criminale) con il suo romanzo d’esordio ci porta nella periferia romana più disagiata. Ci fa fare un giro per le strade dissestate di Tor Bella Monaca, tra i sottopassi infestati da tossicodipendenti e siringhe, le case popolari e i grandi capannoni industriali. Ci fa conoscere un universo di personaggi che si sfiorano senza mai entrare in contatto tra loro: c’è l’ex poliziotto ormai diventato spacciatore, il truffatore che campa di espedienti, il capo della fabbrica fascista fino all’osso, il barista che quando arriva la polizia avvisa i clienti dicendo che piove.
E c’è anche il grande assente: lo Stato italiano. Uno Stato che arriva solo per riscuotere, che si fa sentire solo per la sua ingombrante macchina burocratica, per i concorsi truccati, per le affissioni irregolari in campagna elettorale e che mai si mostra al servizio dei cittadini, che offre a piccoli e grandi criminali un terreno fertile e che mai si fa vedere con le forze dell’ordine e la polizia (la pioggia nel gergo dei criminali vecchio stampo). Perché a Tor Bella Monaca non piove mai.

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