Quel treno sbagliato

Tutto ciò che rimane è solo del freddo marmo, dei fiori curati, la fioca luce ed un tappeto all’ingresso.

Ti svegli e vivi come in un incubo, con le catene ai piedi e le palpebre pesanti, non sei in grado di assorbire la realtà, perchè la realtà spaventa, non va assolutamente bene ed è come un abito che non calza e nemmeno piace, non lo indosseremmo mai nella vita reale anche se adesso siamo costretti a portarlo.

Le catene si aggrappano alle caviglie come parassiti, si nutrono e si rafforzano col nostro dolore, quanto più noi soffriamo, tanto più loro diventano insopportabili e mai cedevoli.

Ciò che viviamo oggi, fa parte di un insieme di pezzi che compongono il nostro percorso terrestre, Tu fai parte di questo puzzle maledetto, amaro, contorto.

Salendo su un treno difficilmente si può conoscere quella che sarà la prossima tappa e tu, proprio come tutti noi, non potevi sapere nulla, ma sei salito lo stesso, solo, coraggioso e forse confuso. Ed è la stessa confusione che si annebbia nella mente di tutti coloro che sono rimasti quì, proprio come me, tristi, malinconici e afflitti ad aspettare un tuo ritorno.

Quell’incubo che facciamo da quasi quattro anni, purtroppo è la nostra realtà nuda e cruda, nella quale siamo costretti a vivere indossando una maschera sociale, cercando di vivere una vita normale..quella stessa vita che senza preavvisi e sconti ci ha portato via te.

Che tu possa vivere per sempre

Che tu possa vivere perpetuo.

 

 

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