Praha, per me

…. Sono stata assente, lo so, ecco perché 🙂

 

 

Voglio parlarvi di Praga e di ciò che è stata per me.

Partiamo dalla base. 
Ho 24 anni e sono stata fidanzata, praticamente, una vita. (Sì, con la stessa persona). In quinto superiore, saremmo dovuti partire con tutta la classe a Praha, ma io e lui non partimmo e anche altri nostri amici stretti, della stessa classe, non partirono, per diverse ragioni. Ergo, Praha è sempre stata una di quelle città da visitare assolutamente, in futuro. (O almeno così dicevamo, a tempi, poi i tempi cambiano).

E io a Praha ci sono andata, da sola, però.
La vera svolta è questa.

Praha è stata per me una scoperta. Una scoperta pura. Una di quelle città che una volta che c’hai messo piede non vuoi più lasciarla. E non vuoi lasciarla per troppe ragioni: per l’architettura, per la bellezza, per le persone, per il cibo, la birra, il divertimento, i musei e sopratutto per ciò che rappresenta. O per ciò che rappresenta per me.

Praha per me è stata una rivincita personale. Non ci sono andata con lui e ci vado da sola, e sticazzi?
Ecco, questo è il post in cui incito tutte le donne, gli uomini, chiunque a partire, andare, viaggiare, scoprire, provare. Da soli. Sì, perché in realtà da soli non si è mai e comunque, anche se lo foste, sarebbe l’incontro più bello del mondo.

Durante i miei 9 giorni di permanenza, due ostelli, 50 persone conosciute (From Portogallo, Grecia, Bosnia, Russia e chi più ne ha più ne metta), ho scattato circa 500 foto. Eppure c’è una foto che è la più significativa di tutte: io e un simpatico trenino rosso.


Sì, perché i treni rappresentano le partenze, gli arrivi, le nuove destinazioni, il ritorno a casa, il ritorno alle origini o una semplice andata senza un ritorno. In questo caso il ritorno c’è stato, perché vi scrivo dal Salento ma è un ritornare a casa in maniera diversa. 

Tornare a casa con la consapevolezza di essere più forte, più forte di ieri, più forte rispetto 9 giorni fa, più forte rispetto quando lui ha deciso di interrompere la relazione senza comunicarmelo particolarmente. Più forte. A prescindere.

 

Ecco, la vera forza è questa, la mia forza è questa.
Salgo sul treno quando lo decido io, non quando lo fanno gli altri. E noi donne siamo così: la forza interna che ci caratterizza è rappresentativa per un’intera esistenza.

Perché a me, i treni altrui, non interessano. Posso farmela a piedi. O posso decidere io, quando, dove, perché salire e sopratutto con chi. E non scelgo a caso, come se mettessi la mano dentro un cilindro. Scelgo con giudizio. Scelgo con me. Scelgo per il meglio.

Ed ognuno di noi dovrebbe farlo: scegliere l’eccellenza per se stessi. E la mia eccellenza è la mia persona d’oggi. E la felicità che Praha m’ha regalato. La felicità che nessuno altro avrebbe potuto darmi. Perché la felicità è una condizione personale, vitale, non riconducibile a terzi.

EM

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