“Il tempo. Una goccia di presente immersa nel passato” di Massimo Zurlo

La vita, nella sua complessità, può essere semplificata nella rappresentazione astratta di una serie finita ma a noi ignota di attimi da custodire, intervallati da periodi variabili in cui, nel ricordo del precedente, attendiamo il successivo… nella speranza che arrivi!”

Questo e molto altro prova a insegnarci Massimo Zurlo tra le pagine di Il Tempo: una goccia di presente immersa nel passato. Opera auto-pubblicata che segue il cammino di Gianni, uomo di mezz’età che un giorno d’estate molla tutto e lascia la capitale per recarsi al nord, apparentemente in cerca di un’occasione per voltare pagina e ricominciare daccapo in un luogo diverso. Le ragioni del suo gesto, in realtà, sono ben diverse. Quante volte abbiamo sentito dire che il passato torna sempre a bussare alla nostra porta? Gianni ricopre in effetti questo ruolo: sarà il passato che andrà a bussare a una porta, quella di qualcun altro, qualcuno che anni prima aveva fatto breccia nel suo cuore. Una breccia mai riparata, che dopo tanti anni lo ha spinto a questo lungo viaggio. Un’intensa storia di amore, di scelte e riflessioni condita da un linguaggio semplice e dal panorama mozzafiato delle Dolomiti. Finale imprevedibile, di quelli che lasciano il segno.

Consigliato a chi ricerca sempre un nuovo punto di vista sull’idea del tempo che passa e le conseguenze che determinano le nostre viste.

Il libro merita  4  stelle su 5.

AMAZON

Leggi Tutto Nessun Commento

“Amori elusivi” di Fabio Zuffanti

“Sono una persona come tante. Conduco una vita normale, lavoro, ho molti amici e coltivo una vera e propria ossessione per i capelli. Tutte le volte che mi capita di parlare con qualcuno, invece di guardarlo negli occhi, osservo la sua chioma. Mi capita con uomini e donne, indistintamente. Questo a volte provoca degli spiacevoli fraintendimenti.”

Uno dei tanti piccoli episodi che troverete tra le pagine di Amori elusivi, di Fabio Zuffanti, edito da Les Flaneurs.

Un susseguirsi di racconti brevi autoconclusivi con protagonisti uomini e donne di diversa identità; personaggi a volte con un nome, un volto e un background ben definiti, a volte assolutamente anonimi, ma tutti protagonisti di vicende quotidiane o leggermente surreali.

Il tema di fondo è l’amore, questo sentimento divenuto tanto fragile nella nostra epoca tormentata: qualcosa di estremamente delicato, poiché oggigiorno sembra bastare davvero poco per mandarlo in pezzi, perfino una parola detta di troppo… o per contro, un silenzio troppo lungo.

Ogni è episodio è ben strutturato, scritto con uno stile scorrevole e leggero che ne consente ugualmente un’immersione profonda; interessante inoltre l’idea di omettere spesso l’identità dei protagonisti, lasciarli nell’anonimato per dare un’idea di maggiore coinvolgimento nell’episodio, tanto può essere riconducibile a qualcosa che può accadere ad ognuno di noi. E ci ritroviamo, inevitabilmente, a trovare somiglianze tra le nostre vite e le loro, perché qualcosa di simile lo abbiamo certamente vissuto.

Come nasce quest’opera letteraria?

Ho osservato me stesso e una serie di amici e conoscenti, le nostre vite amorose con tutte le loro positività ma anche i paradossi, le scontentezze e le incomprensioni. Uno dopo l’altro mi sono venuti in mente questi racconti nei quali, per un motivo o l’altro, il sentimento amoroso non ha mai modo di sbocciare, qualcosa si frappone e ne impedisce la realizzazione. Sono storie surreali e grottesche dove però l’aggancio alla realtà è sempre vivo, sta a chi legge trovarlo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Una parte di questi racconti ha come protagonisti uomini, l’altra donne. Alla fine credo di avere messo in luce tutta la forte crisi che l’uomo moderno sta vivendo nei confronti della donna, tutto il suo non capire spesso il linguaggio dell’altro sesso. Dalla parte femminile credo invece di avere evidenziato una certa forza a volere superare le situazioni difficili, una volontà ferrea di farcela. 

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

La grossa editoria la trovo troppo imperniata nella ricerca del  realismo a tutti i costi; storie vere, disgrazie, violenze, fatti storici, amicizie… tutte cose che a me annoiano se narrate col linguaggio del realismo, quasi da reportage giornalistico. Preferisco il sogno, la trasfigurazione e la surreltà. Amo Haruki Murakami che è un maestro in questo ambito. Per fortuna la piccola editoria è ancora coraggiosa, un coraggio che contribuisce a mandare avanti al meglio questo sogno chiamato letteratura.

Leggi il mio libro perché…

Vuoi cercare di capire meglio il reale tramite il surreale.

Progetti futuri?

Il mio primo romanzo, spero presto!

Il libro merita 5 stelle su 5.

Leggilo con un click

Leggi Tutto Nessun Commento

“Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi” di Alessandro Genovese

“Per quanto ricordasse, in vita sua non c’era stata salita più dolce di quella che avrebbe affrontato per giungere davanti alla porta di casa. Sarebbe stata una solenne ascesa da trionfatore. Di chi ce l’ha fatta, di chi si è riscattato dalla mediocrità, di chi ha superato il limite.”

Barcellona. Palmiro si sveglia all’improvviso durante la notte, affetto da un male inspiegabile che con il passare dei giorni peggiora fino a far sparire praticamente il suo stomaco, lasciandogli un buco sulla pancia. Palmiro non sa cosa fare, quando all’improvviso la soluzione si presenta casualmente davanti a lui: un certo Tebaldo, che gli spiega che la causa del suo male è data dalla scomparsa di un particolare elemento chimico dalla sua vita – in tal caso l’antimonio – e perciò deve recuperarlo. Palmiro, credendo nonostante tutto a questa surreale versione dei fatti, acquista dunque una sfera di antimonio dall’eccentrico mercante Maxìm e torna a casa con la speranza di guarire… ma dopo un apparente miglioramento, scoprirà che non è ancora finita. È solo l’inizio di una catastrofe che sconvolgerà la sua vita.

Una catastrofe descritta per intero, minuziosamente e con un linguaggio raffinato, tra le pagine di Proprietà degenerative della materia e altre catastrofi, di Alessandro Genovese, pubblicato con Effetto Edizioni. Una storia surreale narrata attraverso gli occhi di tale Palmiro, che ci appare come un uomo mite, pragmatico e calcolatore, che sopporta con dignità la sua mediocre esistenza priva di amici e parenti, fatta di giorni tutti uguali tra casa e lavoro. La sua vicenda, per quanto surreale porta a galla in grandi quantità il senso di alienazione ed emarginazione che dilaga nella nostra società, tra la massa di persone, di ombre che camminano al nostro fianco lungo le strade senza degnarci di uno sguardo. Non siamo che spettri agli occhi del popolo con cui camminiamo, ma è solo una sensazione: siamo fatti di materia. È bene ricordarlo, per dare maggior senso alla nostra esistenza.

Come nasce quest’opera?

Il mio romanzo nasce da una riflessione suscitata dalla lettura di saggi e romanzi come “Essere e avere” di Eric Fromm, “Utopia” di Tommaso Moro, “Cecità” di Josè Saramago”, nei quali ho potuto ammirare la capacità di indagare e condannare l’avidità umana e apprezzare la maestria con cui più o meno velatamente hanno mostrato quanto questo mostro millenario riesca a deteriorare i rapporti interpersonali. Dal momento che ho sempre creduto nell’assioma che chi scrive debba offrire al lettore uno spunto per un dialogo a distanza e per indurre alla riflessione, ho affrontato il tema “avidità” concependo il protagonista della storia come un uomo qualsiasi caratterizzandolo con problemi, fobie e timori riscontrabili in persone che conosciamo o di cui soffriamo addirittura noi stessi, quindi un personaggio in cui ci si potesse riconoscere facilmente. Per questo l’ho presentato subito a livello psicologico piuttosto che fisico, proprio per farlo entrare nella testa del lettore. Volevo creare questa empatia anche perché ciò che capiterà a Palmiro, il protagonista appunto, in apparenza va al di là della logica di tutti i giorni e dunque per il lettore sarà più facile se non giustificare, almeno comprendere le sue scelte. Tentando un’azzardata similitudine dirò che Palmiro è una figura di mezzo tra Marcovaldo e Pinocchio. In effetti ho scritto una storia surreale e grottesca in cui non manca la vena ironica, secondo me elemento imprescindibile per l’autocritica e per una lettura più piacevole, come non mancano i colpi di scena e le situazioni tragicomiche ma sempre funzionali al messaggio e alla trama. Insomma il lettore non troverà ricami narrativi inutili e noiosi, non troverà acrobazie stilistiche, non troverà frasi tanto eleganti da poter essere annoverate tra gli aforismi più famosi e non troverà descrizioni così dettagliate da rasentare un’opera pittorica manierista. Qualcuno più autorevole di me in ambito letterario ha definito il mio romanzo “sui generis” perché è così originale nella trama e nello stile che non può trovare un’esatta collocazione. Comunque sotto certi aspetti e in funzione di alcuni elementi narrativi strizza l’occhio al “realismo magico”, per intenderci, lo stesso di Garcia Marquez, Calvino, Allende, Bulgakov e tanti altri.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Come già accennato, nel mio romanzo tratto l’avidità umana ma con una connotazione fortemente negativa e, in qualche modo, assurda. Negativa e assurda perché è sotto gli occhi di tutti quanto spesso anche le anime più corazzate si lascino corrompere da una ricchezza effimera e vuota, e giacché nessuno può scagliare la prima pietra, più o meno tutti noi, anche se fatichiamo ad ammetterlo, in un dato momento della vita abbiamo abdigato in favore del tornaconto personale, chi non ha taciuto per timore di ritorsioni o di critiche o si è voltato dall’altra parte per non essere coinvolto, ha tradito un amico o ha trascurato un sentimento o ha fatto valere la regola del “morte tua vita mea”. Ma non voglio dare l’idea di voler moralizzare l’umanità poichè non posseggo né la statura morale, né l’autorità e né le virtù intrinseche di questa qualità per farlo. La mia intenzione è molto più banale, attraverso la storia che ho scritto vorrei rivolgere alcune domande ai lettori che si troveranno a sfogliare le pagine del mio romanzo. Seppur tra le righe, sono domande semplici ma forse altrettanto non lo saranno le risposte che ognuno tenterà di darsi. Ho concepito quest’opera in modo che il messaggio fosse intuito già dalle prime pagine, ma d’altra parte volevo che rimesse latente per concede al lettore il tempo per arrivarci gradualmente da solo e metabolizzarlo.

Leggi il mio libro perché…

Se cerchi un libro per lo svago, per trascorrere qualche ora sotto l’ombrellone, per ammazzare la noia di un viaggio in treno o in metro, per conciliare il sonno o per fare un dispetto a un amico, non lo comprare! Te lo sconsiglio assolutamente! Perché Il mio libro è cattivo, addirittura spietato, è insolente, sarcastico, per niente romantico, assurdo e nello stesso tempo logico, surreale ma incredibilmente vicino ai fatti di tutti i giorni. Ti assicuro che sarà divertente leggerlo e sono pronto alla critica se così non fosse, ma dubito perché i miei guru sono Erasmo, Parini e Saramago, quindi riderai di gusto per le situazioni paradossali e di amarezza perché ti ci riconoscerai ogni volta.

Progetti futuri?

Tantissimi… sono un piccolo vulcano in continua eruzione. Quando arriva l’ispirazione scrivo poesie, ultimamente ho vinto anche un concorso nazionale e ancora non ho capito come, ma non disdegno filastrocche per bambini e brevi racconti. In cantiere ho due storie che vorrei si trasformassero in romanzi. Una sul tema della guerra e l’altra sul razzismo. Ma il mio sogno è veder rappresentata una mia opera a teatro. Che debba cimentarmi anche nella sceneggiatura?

Il libro merita 5 stelle su 5

Leggilo

Leggi Tutto Nessun Commento

“Giro di vita” di Alessio Rega

“Volevo ripristinare i legami interrotti, rimetterli sui binari giusti dopo i deragliamenti che avevano subìto. Ero tornato per chiudere tutti quei cerchi che erano rimasti aperti e che nel frattempo si erano sovrapposti o concatenati, creando un groviglio difficile da sciogliere.”

Alessio Rega ci presenta un pezzo di vita, fittizia ma intensa, del giovane Gabriele – per gli amici Gabri – partendo dal suo ultimo anno di liceo. In questo Giro di Vita, edito da Les Flaneurs, osserviamo Gabri alle prese con le odierne sfide del nostro paese, comuni a ogni ragazzo, sospeso tra maturità, studio, primi amori, amicizia, lavoro. Una ricetta il cui sapore è reso amaro dalla separazione dei suoi genitori avvenuta nel frattempo, evento che determinerà non poco il suo sviluppo caratteriale. Attraverso i capitoli osserveremo la varietà di scelte che Gabri si troverà a compiere: decisioni che spesso lo condurranno su una strada da percorrere tutto da solo, mentre una dura realtà, quella del “mondo adulto” si dipana davanti ai suoi occhi offuscando sogni e speranze da adolescente.

L’autore dimostra una notevole capacità espressiva in queste pagine, cimentandosi nella costruzione di un realistico frammento di vita comune ma niente affatto banale.

Questo grazie al suo talento nel descrivere situazioni e stati d’animo espressi dal protagonista, tanto che a volte sembra possibile viverli in prima persona. Siamo stati tutti adolescenti, in fondo, messi alla prova su quel confine tra giovinezza e maturità che oggigiorno si rivela sempre più fragile a causa delle avversità. Molti lettori troveranno se stessi nelle scelte di Gabri, senza alcun dubbio. Giro di Vita si rivela in definitiva una piacevole e inedita sorpresa che merita di essere letta.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce da lontano, sui banchi del liceo, quando ho scoperto la lettura e tutti quei libri che mi porto dietro da sempre come Due di due di Andrea De Carlo o Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Di non lasciare mai niente in sospeso, di chiudere sempre tutte quelle situazioni che ci fanno soffrire e di guardare avanti sempre perché tanto il passato non si può cambiare.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

È una giungla e, nella mia doppia veste di editore e autore, ho ormai ben compreso molti dei sui meccanismi. Purtroppo, fatta eccezione per quel nucleo di lettori forti, si legge ancora poco e male. Tuttavia ci sono anche libri che, per la forza del loro messaggio, riescono comunque a farsi strada.

Leggi il mio libro perché…

Se hai l’età dei protagonisti ti sembra di essere dentro la storia, di farne parte anche tu. Se sei più grande, è un modo per fare un tuffo nei ricordi, tornare indietro a un periodo della vita bello ma al tempo stesso anche doloroso e riguardare con tenerezza al tuo io ragazzo.

Progetti futuri?

Ho terminato da un po’ il mio secondo romanzo dal titolo “Anna e Svevo”. È una storia d’amore sui generis tra un pittore di 70 anni e un’arpista di 20. È un inno all’amore in tutte le sue sfaccettature. Al momento è in mano a un importante agente letterario.

Il libro merita 5 stelle su 5.

ALESSIO REGA

Leggi Tutto Nessun Commento

eventi

Corso di Scrittura- Dialoghi e Personaggi

Si terrà a Modena il nuovo corso di #scrittura e non solo.

21 Marzo dalle 10 alle 17,30 in via Pietro Siligardi 44 a Modena, zona centro.

Il corso sarà tenuto da Natascia Cortesi, Editor freelance.

Scopriamo insieme il programma 🙂

CARATTERIZZAZIONE DEL PERSONAGGIO

  • CARATTERIZZAZIONE DEL PERSONAGGIO IN UN ROMANZO O RACCONTO
  • CLASSIFICAZIONE DEI PERSONAGGI
  • COME CREARE UN PERSONAGGIO EFFICACE, INTERESSANTE E CREDIBILE
  • SCHEDA DEL PERSONAGGIO LETTERARIO
  • ESEMPI PRATICI

SPAZIO DOMANDE

ESERCITAZIONE 1: CREAZIONE INDIVIDUALE DI N. 2 PERSONAGGI COLLEGATI TRA LORO, CONDIVISIONE E ANALISI DI GRUPPO.

2° PARTE

DIALOGHI

  • COME SCRIVERE DIALOGHI EFFICACI EVITANDO GLI ERRORI PIÙ COMUNI
  • FUNZIONI DEL DIALOGO
  • DIFFERENZA TRA DIALOGO DIRETTO E INDIRETTO
  • COME CARATTERIZZARE UN PERSONAGGIO ATTRAVERSO IL DIALOGO
  • STRUTTURA E CONTESTUALIZZAZIONE DEL DIALOGO DIRETTO (Caratteristiche, Contenuto, Forma e Punteggiatura)
  • ESEMPI PRATICI

SPAZIO DOMANDE

ESERCITAZIONE FINALE: CREAZIONE INDIVIDUALE DI UN DIALOGO DIRETTO TRA I DUE PERSONAGGI CARATTERIZZATI NELLA 1° PARTE DEL WORKSHOP, CONDIVISIONE E ANALISI DI GRUPPO.

Quota di iscrizione, incluso di kit: 130 euro

Se vieni con un amico avrete lo sconto del 5%.

Per iscriversi: Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com o 3802646915.

Leggi Tutto Nessun Commento

“Oltre il margine” di Alice Stocco Donadello

“Molte cose si comprendono solo quando si capisce che non c’è nulla di permanente. La sfortuna è che lo si capisce solo quando il tempo che rimane è troppo poco.”

Alice Stocco Donadello torna sulle scene con Oltre il Margine, sua opera più recente edita da Les Flàneurs. Un susseguirsi di vicende, di vite, attraverso gli occhi di ogni personaggio protagonista dei capitoli che si muovono in un contesto drammatico: l’Istria dagli anni del secondo Dopoguerra fino ai giorni nostri. Due mondi a contatto, quello italiano e quello slavo, uniti insieme da due famiglie per amore, con la figura prominente dell’esule Janua, affrontando le difficili conseguenze.

Oltre il Margine parla di valori tra famiglia, duro lavoro e il vivere di una volta; parla di amore ma anche di odio, un “razzismo al contrario” oserei dire, per il modo in cui gli italiani furono additati in Istria in quell’epoca. Intere famiglie italiane senza colpa ma che pagavano per i peccati di un Paese; agli occhi dei Paesi esteri, essere italiano significava essere fascista… come dimostrato duramente dai protagonisti italiani di queste pagine.

Un’opera che dimostra, attraverso lo svolgersi degli eventi, il difficile rapporto tra due popoli vicini in un’epoca non poi così lontana. Le differenze, la cultura, la forza di ogni decisione; la speranza di un futuro in pace, superando quel margine tra due popoli fatto di differenze grandi e piccole, che talvolta non dovrebbe nemmeno esistere.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’idea è sorta dai racconti che hanno popolato la mia prima infanzia, in quei pomeriggi in cui la nonna invitava le sue amiche, tra le quali c’era un’esule istriana, a bere il caffè e a chiacchierare: io ascoltavo a bocca aperta i loro racconti e buona parte delle loro descrizioni mi hanno concesso di conoscere un aspetto del passato che non avrei mai potuto vedere coi miei occhi. Prosegue con le esperienze che io stessa ho vissuto finora, come figlia, donna e infine come madre. Finisce con i desideri di quella nonna, con quelli della mia mamma, con quelli che le mie amiche mi hanno confidato e con una parte dei miei stessi desideri.

Ho iniziato a scrivere Oltre il margine per dare un senso ad alcune esperienze, per capire alcuni sentimenti. Quando sono giunta alla frase finale, ho compreso che non avevo ancora capito nulla, e che la vita ci fa cambiare forma e margine continuamente.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Spero che questo libro possa ricordarvi di dire tutto e di parlare chiaro, con chiunque, sempre, anche se al principio dovesse far male. Il dolore è funzionale ad un nuovo punto di vista, che la maggior parte delle volte è più chiaro, amorevole e limpido di quello da cui si partiva.

E se qualcuno vi dice che siete troppo schietti, giustificatevi spiegando che ve l’ha insegnato Janua!

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Credo che la situazione dell’editoria nel nostro Paese dipenda dagli scrittori italiani, e viceversa. Come esistono scrittori con un vero potenziale, allo stesso modo ci sono molti esempi virtuosi di case editrici non a pagamento che curano selezione, impaginazione, grafica e distribuzione – la piccola grande Les Flaneurs ne è un esempio. Tuttavia, purtroppo ci sono anche molti pessimi imprenditori, e non si può negare che questi siano alimentati dai risparmi di scrittori che non sempre sono meritevoli di una pubblicazione, i quali ritengono il pagamento per la pubblicazione una scorciatoia per non impegnarsi a guardare con occhio critico il proprio prodotto letterario e a lavorare per migliorarsi.

Sulla situazione estera non mi posso esprimere: non la conosco, se non attraverso letture in lingua originale.

Leggi il mio libro perché…

Perché racconta tante storie intrecciate in una Storia sola, ricordando che siamo tutti esseri umani oltre ogni schieramento o credenza.

Progetti futuri?

Imparare a tenere in equilibrio le cose senza ansia!

A parte gli scherzi, dal punto di vista professionale la priorità è la ricerca in Ecologia che sto svolgendo mettendoci l’amore e l’impegno di cui mi sento capace. Nel frattempo, ci sono altri due manoscritti pronti su cui lavorare per portarli ufficialmente alla luce: si tratta di un thriller scientifico ambientato tra le Dolomiti e di un altro romanzo che si confronta coi temi del “non-detto”.

Se penso al futuro, approfitto della domanda per chiedervi un favore: mandatemi pensieri positivi, ché la strada è impegnativa 😉

Oltre il margine merita 5 stelle su 5.

Compralo con un CLICK

Leggi Tutto Nessun Commento

Il Blog di Eleonora Marsella – © 2020 – P.I. 04939570752