Le letture di Gennaio 2021

 


” Dopo una tragedia vi è sempre la voglia di ripartire e lasciarsi tutto alle spalle.” 

Marco Di Luca in SEIDEUS- LA GENESI >> AMAZON

 

“Meglio cercare di essere un buon cattolico che un cattivo prete”

Rocco Granese in I seminaristi- AMAZON

 

 

Marina Rossi in Il sorriso nascosto- Una storia di rinascita

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Una raccolta di racconti dove amore e tempo si rincorrono >> Lo vuoi? Manda un semplice sms al 3802646915

 

Un detective riportato in vita dopo anni di ibernazione si troverà a gestire un’indagine in un mondo futuro dove l’umanità è sopravvissuta a una guerra devastante, di cui paga ancora le conseguenze. Per Adam Lasttri, ricostruire i pezzi del passato di cui non ha ricordi vorrà dire immergersi sempre più in un’indagine su trafficanti di organi, omicidi e potenti corporazioni all’apparenza intoccabili. Ad aiutarlo i suoi nuovi colleghi della polizia di Cidice, quella che una volta era la grande New York, che sono diventati per lui come una famiglia. Ma più l’indagine procede, più si renderà conto che risolvere questo caso intricato potrebbe salvare il futuro della razza umana, e impedire un ulteriore tremendo crimine contro la vita stessa.

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Io ho sempre pensato che l’amore non abbia ne età ne sesso. E che non debba avere barriere.
 
Roberta Caradonna >> Amazon 
 

 

“Lasciami provare a fare la cosa giusta. Amore e felicità non sempre vanno insieme”

Sandra Moretti >> Amazon

 

Se una persona lo vuole davvero, può cambiare. E Meddy Closer ne è la prova, e grazie all’amore , la sua storia sarà riscritta, e non sarà mai più la stessa 

Roberta Caradonna >> AMAZON

 

“Se il tuo passato non fosse quello che credi? Se il tuo presente all’improvviso andasse in frantumi? Se il tuo futuro ti costringesse a una scelta che non vuoi compiere?”

 

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In un tranquillo sabato Melissa si trova catapultata in un altro mondo, inospitale e pericoloso, governato dallo Spirito delle Idee. Perché lo Spirito la teme così tanto? Perché pare che le sorti di questo mondo e del suo dipendano proprio da lei? Guidata dalla Gatta Beatrix e insieme a vecchi e nuovi amici conosciuti durante il corso dell’avventura, la bambina si scontrerà proprio con il padrone del Mondo Inverso. Riuscirà Melissa a districarsi fra mille rivelazioni sconcertanti e segreti pericolosi senza perdere se stessa e la propria anima?

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È per il tuo bene

“Sono ciò che sono, non ciò che ti aspetti”

Con questa frase vi presento il nuovo film “è per il tuo bene” dove Marco Giallini, mio attore preferito, ricopre, come spesso accade, un ruolo principale, in questo caso, nei panni di Arturo. Padre, marito, avvocato che insieme ai suoi due amici storici hanno un problema comune: i fidanzati delle loro figlie.

Così il ruolo delle genitorialità viene affrontato sotto diversi punti di vista: gelosia, possessione, controllo, affetto, amore, mogli al seguito che tra l’altro son migliori amiche.

Siamo a Roma, eh già, la mia città del cuore e le storie delle tre famiglie si intersecano con il filo comune: esser genitori in questa era.

La figlia di Arturo si sta per sposare con il suo socio ma prima di entrare in chiesa scappa con Alexia, una ragazza di colore che farà scalpore nella vita di Arturo e – meno-  in quella della moglie. Poi c’è Sergio, padre di Sara che si è fidanzata con un donnaiolo molto più grande di lei (nonché suo ex compagno di scuola) e Antonio, padre di Marta che si è innamorata di Simone in arte “Biondo”, un rapper romano che fuma marijuana, grande problema per i genitori di Marta.

Amore, Roma, la musica rap, un argomento così attuale: non puoi non vederlo!

È per il tuo bene è un film italiano del 2020 diretto da Rolando Ravello.

Un film che consiglio a chi vuol riflettere, ridere e porsi qualche quesito.

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“Il passo del tempo” di Lorena Maria Milano

“Le nostre radici sono determinate, oltre che dal corredo genetico, anche dal luogo e dal clima in cui siamo nati e cresciuti, dall’ambiente familiare, dai libri che abbiamo letto? Sicuramente il contesto storico, geografico, culturale e socio-economico incide molto sulla nostra formazione, così come sull’attitudine personale alla lettura.”

Lorena Maria Milano ci regala un pezzo di storia, quella di Emma e contemporaneamente quella del nostro Paese, attraverso questo libro: Il passo del tempo, edito da Il Seme Bianco. Tra queste pagine si narra l’intento della protagonista e dei suoi parenti di ricostruire la storia famigliare per svelare un mistero rimasto insoluto per anni: la morte della nonna paterna Cosima, di cui s’ignorano le cause, l’anno e l’ubicazione delle sue spoglie. Nel tentativo di rimettere insieme i tasselli del grande puzzle che compongono le radici della protagonista, l’autrice si troverà inevitabilmente a esaminare gli eventi storici che hanno caratterizzato l’Italia attraverso gli ultimi centocinquant’anni, in particolare il Meridione, in un susseguirsi di guerre, conflitti e trattati che hanno segnato il destino di innumerevoli uomini e donne dello Stivale. E le loro famiglie.  

Il modo di raccontare de Il passo del tempo porta i lettori ad apprezzare e riconoscere il valore storiografico del libro. I ricordi, la ricostruzione delle proprie origini e delle generazioni precedenti, alternandosi ai grandi eventi che hanno “fatto l’Italia”, evidenziano caratteristiche e abitudini di quei luoghi d’origine che hanno invece “fatto l’autrice” e le sue radici. Mentre Emma rivolge lo sguardo al suo passato alla ricerca di risposte e verità, contemporaneamente l’autrice valorizza il passato del nostro Paese – che il più delle volte abbiamo accantonato dopo aver lasciato i banchi di scuola – rendendoci quasi partecipi di avvenimenti lontani, ma non per questo da dimenticare.  

Grandi e dolorosi eventi impregnano le pagine del libro, infiniti ricordi che, nel bene e nel male, hanno posto l’autrice qui tra noi, in questo luogo, in questo tempo, regalandoci un’opera memorabile, dove traspare un affetto impareggiabile per la famiglia unito al desiderio d’inquadrarsi in un contesto. Quando ci sentiamo travolti dallo scorrere dei giorni, la soluzione sta nel riguardare i propri passi e la confusione svanirà. 

Come nasce il libro?

Il libro nasce sotto una forte spinta emotiva causata dalla morte di mia madre. Ho sentito l’esigenza di guardarmi dentro per riuscire ad affrontare il dolore, accettarlo ed elaborarlo. In realtà ho fatto un doppio viaggio, uno interiore, attraverso il quale ho trovato la forza di portare fuori, attraverso la scrittura, la sofferenza, ed un percorso esteriore teso alla ricerca delle mie radici familiari.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che voglio trasmettere è che non bisogna chiudersi nel proprio dolore, perché non si deve avere vergogna né timore a mostrare la nostra sofferenza e le nostre fragilità. Voglio inoltre riaffermare l’importanza delle nostre radici, perché sapendo da dove proveniamo, possiamo comprendere alcune nostre scelte e trovare delle risposte.

Leggi il mio libro perché..

Leggete il mio libro se siete appassionati di saghe familiari, in questo caso di una famiglia del sud di inizio novecento, se vi intrigano i segreti di famiglia e i misteri, se vi emozionate davanti a ritratti umani estremamente intimi, se vi fa piacere fare un salto indietro nell’Italia del sud nel periodo post Unità.

Progetti futuri?

Un progetto immediato è la stesura di un libro che parla di un argomento sempre tristemente attuale: lo stalking.

Concludo affermando l’importanza della lettura, in quanto è come un setaccio che ti ripulisce da tutte le brutture e lo squallore della vita. Leggere ti fa viaggiare senza muoverti, ti fa spaziare in altri ambiti, ti offre una moltitudine di punti di vista e ti arricchisce emotivamente e culturalmente. Bisogna educare fin da piccoli alla lettura, inserirlo nell’elenco delle cose indispensabili per impartire una buona educazione!

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“Finché c’è prosecco, c’è speranza”

Dal libro al film,

dal film al libro: quante volte capita?

Ecco: vi parlo del film “Finché c’è prosecco c’è speranza”.

Il film è del 2017, tratto dall’omonimo romanzo di Fulvio Ervas, edito da Marcos y Marcos.

Il film ha una fotografia meravigliosa: il Veneto ne è protagonista.

Vigneti, colori, Venezia e una lotta morale per il biologico.

Il conte Desiderio Ancillotto è da poco morto e subito dopo ci saranno altre perdite; uno strano personaggio poi fa capolino nel cimitero dove c’è una strana sostanza, quasi ruggine…

 L’ispettore Stucky, da poco nominato, è chiamato a indagare sulla vicenda e si ritroverà a scoprire dei fatti noti ma mica tanto.

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“Vogliamo anche le rose”

“Vogliamo anche le rose” è un film-documentario che m’è stato caldamente consigliato da un collaboratore-amico: mai lo ringrazierò abbastanza.

Le scene sono provenienti soprattutto da scorci di interviste, spot o filmati amatoriali, raccolti da archivi cinematografici (Rai Teche, Aamod, Cineteca di Bologna, Cineteca Italiana, Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca del Friuli, Cinefiat) o nelle case di persone coinvolte negli eventi mostrati nel documentario.

La nascita del femminismo, a partire dagli anni ’70, la lotta per un dialogo tra donna-uomo, la lotta per la libertà individuale che è la libertà sessuale, la maternità come libera scelta.

Numerosi sono i dialoghi dove AMORE e LIBERTà provano ad incontrarsi; l’amore non è sacrifico, la parola AMORE è spesso ambigua.

Le date che ricordiamo, ancora oggi:

1970- Sì al divorzio

1971- Sì alla pillola

1978- Sì all’aborto.

Un film corto, nemmeno un’ora e mezza che consiglio a tutti di vedere. Magari insieme al proprio partner: il confronto è sempre utile, soprattutto nel 2020.

VOGLIAMO ANCHE LE ROSE.

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“La ragazza con l’orecchino di perla”

“La ragazza con l’orecchino di perla” è un film del 2003 che ho visto solo ora: CAVOLO!

Griet è una ragazza olandese che vive a Delft nel 1665. Suo padre è un pittore di ceramiche divenuto cieco per un incidente sul lavoro, così Griet viene mandata a servire a casa del pittore Jan Vermeer.

Lei dimostra da subito propensione al colore, bravura nel mescolare i colori e ben presto diventa il soggetto di un quadro così ricercato e discusso.

La fotografia del film è densa, intima, l’ho adorata. I dialoghi poi lascian sempre riflettere. Finale inaspettato, almeno per me e degna di nota la protagonista così esile, timida, inconsapevole del suo fascino.

La pellicola è ispirata al romanzo omonimo di Tracy Chevalier ed entrambi ruotano attorno alla vita del pittore Johannes Vermeer, meglio noto come Jan Vermeer, ed in particolare al suo quadro Ragazza col turbante, noto anche con il titolo di Ragazza con l’orecchino di perla.

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