Valentine Shanti in “Il colore delle foglie d’autunno”

“Le domande erano sempre le stesse, esattamente come un anno prima, come l’ultimo pomeriggio trascorso nel suo amato parco vicino a casa. Le stesse, identiche domande, dopo più di un anno ancora senza la benché minima risposta. E con ogni sforzo aveva provato a dimenticare, a non temerne il ritorno, o anche soltanto la paura ad esso legata, ma dannazione, tutto era tornato. Tutto quanto”.

Paure, tormenti, dubbi, sogni e speranze vorticano a lungo nella testa di Allison, protagonista di quest’opera autopubblicata di Valentine Shanti: Il colore delle foglie d’autunno. Sogni e speranze la spingono soprattutto a fuggire dalla casa del padre oppressore, ricco avvocato di successo che vorrebbe plasmare il suo futuro in ogni singolo aspetto. Così, armandosi di coraggio e qualche risorsa, spezza le catene di quella vita opprimente e intraprende un lungo viaggio che la conduce fino in Vermont. L’incontro con l’anziana ed eccentrica Emily le assicurerà un lavoro come erborista. Un nuovo inizio, dunque una nuova vita… ma le ombre del passato non si lasciano alle spalle così facilmente; e mentre l’odiato padre si ostina a darle la caccia per riportarla a casa, Allison dovrà fare i conti con una nuova minaccia, ben più oscura e inquietante, in agguato nel profondo dei suoi incubi e in attesa di colpire.

Ricordi, stati d’animo e introspezioni padroneggiano questo romanzo in modo brillante; nonostante il notevole numero di pagine si rivela scorrevole e lo leggiamo velocemente, trasportati da una curiosità crescente nei confronti di questa giovane, nella sua costante ricerca della libertà, senza mai arrendersi al vortice di oscurità che infuria nell’ambiente in cui è cresciuta. Libertà di vivere secondo i propri desideri: dovremmo averla tutti, in fondo, e l’autrice si rivela abile nel ricordarcelo attraverso queste pagine ricche di verità.

Come nasce questo libro?

Devo dire che sin da bambina le storie nei libri hanno rappresentato il mio passatempo preferito; insieme ai diversi personaggi vivevo avventure, emozioni, difficoltà. Mi tenevano compagnia, e grazie a penne autorevoli sono cresciuta imparando che la vita può essere vista e vissuta da punti di vista molto diversi tra loro ma ugualmente interessanti. E questo, perché forse dobbiamo sempre cercare la via di mezzo, l’equilibrio in ogni occasione che la vita ci pone dinnanzi. L’idea vera e propria di questo libro è nata quando ho deciso che dopo aver letto tante storie era venuto il momento di impegnarmi a scriverne una tutta mia. Ci ho messo tantissimo tempo perché era appena nato mio figlio e scrivevo praticamente solo di notte. Ma nonostante la stanchezza, che ricordo molto bene, rifarei ogni cosa.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Sicuramente che i figli non ci appartengono solo perché in quanto genitori abbiamo dato loro la vita. Per quanto difficile sia da ammettere, un figlio è una persona a sé, non un’estensione di chi l’ha messo al mondo. È questo il dolore più grande che la mia protagonista porta nel cuore, il fatto di non essersi mai sentita compresa nella sua natura così differente da quella del padre. Di essere cresciuta senza essersi mai sentita ascoltata.

E come secondo messaggio direi che per il tanto male fatto ad altri non c’è passato che tenga. Riuscirà sempre a tornare indietro e a riscuotere il prezzo dovuto.

Leggi il mio libro perché…

Perché l’ho scritto con il cuore, davvero. È una storia lunga perché ho desiderato intenderla come un viaggio in cui accompagnare il lettore alla conoscenza dei pensieri e delle emozioni che ogni personaggio vive. Se osservato con attenzione, anche chi appare estremamente negativo è, in fondo, semplicemente una persona che ha sofferto in passato. Non tutti però hanno la forza di trasformare la sofferenza in qualcosa di luminoso.

Progetti futuri?

Per il momento devo ammettere di non averne. Ma credo anche che l’ispirazione sia a noi più vicina di quanto pensiamo; è solo che a volte non si riesce a sentirla.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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Marco Ferreri con Franco Spirito

“Il decisivo assalto alla sconvenienza non può che passare attraverso la scrittura, con successiva distruzione satirica, ricostruzione buddhista e accettazione finale”.

Con questa riflessione introduco il nuovo romanzo di Marco Ferreri, Franco Spirito, edito da Aletti, che ci catapulta nel vortice caotico della personalità umana. Un viaggio introspettivo attraverso gli occhi di Franco Spirito, voce narrante e protagonista che ci narra parte della sua vita nel corso degli anni, in un susseguirsi di eventi trascorsi alla ricerca dell’identità. Assunta dapprima l’identità di King inseguendo il sogno di affermarsi come scrittore di successo, fallendo, diventa poi l’instabile Luca, coltivando una serie di relazioni che insieme alle sue riflessioni lo tengono “sballottato per mesi in un vortice di disordine mentale”. Alla fine tutto diventa chiaro, e in un dialogo interiore ecco che si manifesta la realtà… la trasfigurazione finale.

Molto particolare, con un linguaggio accessibile ma non adatto per una lettura leggera, per la sua ricchezza di metafore, introspezioni e analisi sulla vita e la natura umana. Ottima scelta per chi ricerca l’evoluzione interiore al fine di approcciarsi meglio con il mondo circostante.

Come nasce questo libro?

In un passo del romanzo, Luca definisce la realtà come una continua storia interiore che ci narriamo per cavarne un senso di coerenza. “Franco Spirito” è proprio questa storia, in tutte le versioni che hanno affollato la mia interiorità. Non ha una vera e propria genesi, è sempre stato nel mio inconscio vorticando e mutando forme, situazioni, intrecci e attori.

Sicuramente, nel generare la spinta che mi ha permesso di trasporlo su carta vi era un desiderio comunicativo, la volontà di mettere un punto a certe esperienze, vere o immaginarie che fossero, e di dire la mia su alcune tematiche fondamentali per non perdere se stessi, o per ritrovarsi. Nonché quella di mettermi alla prova e dimostrare di essere in grado di trasformare, modellare e rielaborare il mio universo interiore in una storia lunga e coerente. In breve, ho concepito “Franco Spirito” come una prova di maturità letteraria, psicologica e spirituale.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I messaggi sono molteplici e trasposti su tre piani: psicologico, filosofico e metafisico. Tuttavia, possono essere riuniti sotto un unico grande cappello: l′identità e la felicità dell′essere sono costituite dall′equilibrio tra le sue componenti, che per loro natura sono conflittuali e dicotomiche. Per raggiungere tale semplice verità il percorso di maturazione è tortuoso, costellato di sofferenze, pericoli e inganni, spesso autoprocurati. Tuttavia, non bisogna annegare dentro il mare della ricerca interiore, poiché fare ciò sarebbe un′estremizzazione: trovare il proprio senso delle cose è vitale, ma saperlo mettere da parte con una sana risata lo è ancor di più. E viceversa.

Riassumendo, il messaggio di fondo è: «Ogni cosa giusta rivela il suo contrario».

Leggi il mio libro perché…

Si tratta, almeno nelle intenzioni, di un tentativo di “fare letteratura”, una sfida concettuale al lettore come la intendeva Nietzsche e come non se ne vedono molte nell′editoria contemporanea. È un′occasione per conoscere tre punti di vista inconsueti sulla realtà, e, confrontandosi con essi, riesumare oppure lasciarsi definitivamente alle spalle alcune riflessioni esistenziali. Chi è alla ricerca di qualcosa dentro di sé lo troverà certamente utile. Chi non lo è o lo ha già trovato, beh, spero che possa apprezzare un′esposizione pulita e scorrevole della contorta complessità dei tre livelli dello spirito.

Progetti futuri?

Durante l′estate mi dedicherò alla promozione di questo romanzo, purtroppo a rilento perché sto operando molti cambiamenti nella mia vita privata, al fine di darle la direzione che ho sempre bramato. Inoltre, sto coltivando assiduamente il profilo Beneaththemask 00 sui social e su Wattpad, dove pubblico regolarmente racconti ed estratti dei prossimi lavori. Per l′autunno conto di raccogliere i migliori in un e-book, che spero sarà pronto per quando saremo al Salone del Libro. Inoltre, “Franco Spirito” avrà due sequel, dedicati alle due maschere King e Luca Giovine, ma ci vorrà un po′ perché ho intenzione di stravolgere la struttura della narrazione. Infine, ho in cantiere da quasi un decennio una serie fantasy/digital punk, “Elmur II”, il cui primo capitolo è piuttosto avanti nella stesura e con buona probabilità sarà completo entro l′anno.

Conclusioni?

“Franco Spirito” non è un libro per tutti, come molti mi hanno fatto notare. E non voleva esserlo. Le storie per intrattenere arriveranno, ma qui l′intento era più ampio: rappresentare una ricerca, manifestare una sensibilità e comunicare una visione. Sulla riuscita o meno di tale tentativo, mi rimetto al giudizio dei lettori.

Concludo dicendo che se il lettore si è sentito messo alla prova anche solo un quarto di quanto è successo a me durante la stesura, “Franco Spirito” ha centrato il suo obiettivo.

Il libro merita 4 stelle su 5

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“Il blog di Eleonora Marsella con Women Plot”

“Vieni per favore, ci son delle ragazze interessanti per te”.

Con questa frase Ilaria mi richiama all’ordine e io arrivo subito allo stand dopo la sua telefonate super fast.

Vedo loro così diverse, belle, colorate, allegre con gli occhi.

Son due ragazze, mi parlano di donne, di libri, di una piattaforma comune, dell’importanza dei dettagli nei libri: LE VOGLIO NELLA MIA VITA- penso.

Ed eccole qua sul mio blog con il loro progetto bomba: https://womenplot.com/it

Io parlo sempre con Erica ma non è mica sola eh?

Anzi anche per lei, come per me, come per Noi, la frase vincente è: TEAM AL FEMMINILE.

Così son felice di dirvelo: seleziono, in questi giorni, alcuni testi SCRITTI DA DONNE per questa nuova collaborazione che arriva direttamente in Francia perché Erica si trova lì.

Una piattaforma dove troverete testi per le donne scritti dalle donne.

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Una ghirlanda di libri 2021

Settembre? Si inizia col botto!

Si terrà a Settembre il Festival dell’editoria indipendente “Una ghirlanda di libri” a Cinisello Balsamo il 25-26 Settembre 2021.

Son felice di annunciare che parteciperò insieme ai miei autori: parleremo coi lettori allo stand, presenteremo i nostri libri e sarà bellissimo vedersi di nuovo!

La Fiera dell’Editoria Indipendente si inserisce nella già ampia offerta di eventi del territorio e vuole contribuire a caratterizzarla ancora di più come luogo di riferimento culturale e di richiamo del grande pubblico.

La Fiera fa entrare il Nord Milano in una grande esperienza collettiva in termini di capacità attrattiva, coinvolgimento delle realtà locali e di complessiva crescita culturale.

  • Brand dell’evento. La fiera dell’editoria indipendente ha nel suo DNA la capacità di coinvolgimento delle realtà locali e di crescita culturale e del territorio.
  • Target audience. La manifestazione si rivolge ad un target variegato ed eclettico: la linea che, infatti, si intende seguire è quella di coinvolgere varie fasce di età e di interesse con incontri, eventi e approfondimenti.
  • Background professionale. L’Associazione che la organizza può contare sulla collaborazione di preziosi professionisti.
  • Punti di forza. La manifestazione, in particolare, intende coinvolgere l’intero hinterland a nord di Milano (317mila abitanti circa, dato 2017), Milano stessa (vista la posizione geografica di Cinisello Balsamo) e la provincia di Monza e Brianza (850mila abitanti e 55 comuni).
  • Benefit. Gli sponsor dell’evento otterranno una visibilità unica e danno un contribuito enorme alla crescita culturale e sociale.

La manifestazione si propone come contenitore di iniziative collaterali, come dibattiti, presentazioni, collaborazioni con Associazioni Culturali e Sociali, eventi performativi e musicali.

Alcuni contenuti dell’edizione 2021

Premio Letterario Qulture ti pubblica@Una Ghirlanda di Libri

Quali “ambasciatori del leggere”, Una Ghirlanda di Libri ha accolto fin da subito l’invito di Associazione Qulture a diventare partner del Concorso Letterario Qulture Ti Pubblica@Una Ghirlanda di Libri e i lavori più meritevoli si aggiudicheranno un contratto editoriale con Felici Editore.

Forse complice il fatto che la pandemia ha “costretto” in casa molte persone che hanno potuto dare libero sfogo alla propria creatività, la prima edizione del Concorso ha visto l’entusiastica partecipazione di numerosi “nuovi autori” registrando ben 63 partecipanti provenienti da tutta Italia da ben 13 regioni diverse per un totale di 95 lavori suddivisi in 45 poesie, 30 romanzi e 20 racconti brevi.

Dedicato ad Alda

Per il 90° anniversario della nascita di Alda Merini (21 Marzo 1931) quest’anno la manifestazione ha pensato di dedicare un momento ad Alda Merini. Aldo Colonnello, presenterà il suo libro “Alda Merini. La poetessa dei Navigli”. Accanto alla presentazione del volume, si potrà visitare la mostra dedicato alla poetessa milanese curata di Giovanni Battista Mondini, artista e scultore amico di Alda Merini.

Giallo e Noir: lo stato dell’arte tra realtà e finzione

Giallo, noir e crimini. Questi gli ingredienti della tavola rotonda organizzata dalla giornalista esperta di crimini Laura Marinaro, per sabato 26 settembre nell’ambito di Una Ghirlanda di Libri. Un fil rouge che collega le grandi storie raccontate e i grandi personaggi dei gialli italiani più noti e rappresentati sul grande e piccolo schermo, alla realtà della cronaca che spesso supera la fantasia. Questo il tema dell’incontro al quale parteciperanno gli scrittori, incalzati dalle domande della giornalista e dei lettori.

La Città si Racconta: Il progetto sulla città che unisce immagine e parola

La “Città si Racconta”, il progetto di Una Ghirlanda di Libri che coinvolge diversi soggetti e diversi operatori del mondo dell’arte, del teatro e della scrittura professionale, è composto da due momenti distinti: un concorso fotografico e un concorso di scrittura creativa. Il progetto ha il fine ultimo di realizzare un volume che racconti attraverso il connubio tra immagini e testi – poesie, novelle, racconti brevissimi – la città e si suoi dintorni. Il volume, che sarà impreziosito da contributi importanti di scrittori, fotografi, artisti del nostro territorio, vedrà la luce nella seconda metà dell’anno ed ospiterà anche i lavori scaturiti dal bando riservato alle scuole. Il volume rappresenterà un vero e proprio viaggio creativo dedicato al nostro territorio.

SE VUOI APPROFONDIRE >> SITO

Se vuoi partecipare scrivimi a Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

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“Ufficio lettere perdute” di Stefano Mondini

“Perché vi racconto tutto questo? Perché un bel giorno, come un fulmine a ciel sereno, la combriccola della Stanza 7 avrebbe accolto un altro personaggio che diverrà centrale in tutta questa faccenda, e che avrebbe cambiato tutti gli equilibri, un personaggio che mi avrebbe spinto a raccontarvi questa storia”.

Stefano Mondini, celebre doppiatore dell’odierno panorama cinematografico, oggi fa sentire la sua voce tra le pagine di Ufficio Lettere Perdute, edito da Mosaico Edizioni.

La vicenda qui narrata riguarda un gruppo di impiegati presso un ufficio postale di Angers tra il 1967 e il 1968; fin qui nulla di particolare, penserete, ma a rendere il tutto più originale è il narratore, un “personaggio” molto particolare. Si tratta in effetti di una stanza! O meglio la stanza, l’Ufficio Lettere Perdute dove appunto lavorano questi impiegati allo scopo di consegnare lettere prive di mittente o destinatario. Come se avesse una coscienza propria, l’Ufficio ci racconta fin dall’arrivo di un nuovo dipendente, il giovane e attraente Febo, giunto dal lontano Canada. Questi, piuttosto misterioso e vago sul suo passato, ben presto conquisterà la fiducia dei suoi colleghi iscrivendoli come coro al prossimo concorso canoro di Parigi e aiutandoli a modo suo in varie questioni personali. Il tutto sotto l’occhio invisibile ma attento della Stanza.

Stefano Mondini dimostra grande capacità nel raccontare questa vicenda, combinando un’ambientazione tutta nuova – ben lontana dagli standard letterari – e un narratore originale e pittoresco, che ci scaglia lontano, in un’altra epoca, pregna del “fascino” che ancora possedevano le lettere scritte a mano. Questo è forse il maggior intento dell’autore: attraverso questa storia affascinante e descritta con uno stile limpido e incalzante, ci consente di ricordare un vecchio “potere” della parola scritta. Il gusto di una volta, fatto di carta e inchiostro, di tempo per decidere con una penna tra le mani cosa scrivere e inviare al destinatario. Ufficio Lettere Perdute è carico di questa e altre verità, frutto del lavoro di un uomo che ha fatto della voce la fonte del suo successo… e senza dubbio ne otterrà ancora con quel che ha scritto.

Come nasce questo libro?

Nasce dalla voglia di raccontare l’interazione delle persone. Poi mi piaceva molto raccontare la coesione tra le persone attraverso qualcosa che potesse unirle in modo da non snaturare ciò che sono. In questo caso la musica. E non ultimo il far raccontare tutta la storia da un punto di vista molto diverso dalla norma, ovvero da un ufficio e non da un narratore umano, mi ha appassionato.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Intanto vorrei far conoscere ai più giovani gli albori del ‘68, ma solo lo sfondo, far capire loro come era il mondo in quel momento di passaggio. E che insieme si può ottenere tanto, soprattutto in un momento molto individualista come è oggi.

Leggi il mio libro perché…

Perché voglio far divertire le persone, le voglio far sognare. Sarà che sono un sognatore da sempre e credo che sognare sia il sale della vita.

Progetti futuri?

Ho già un paio di idee per un nuovo romanzo, devo scegliere quale inseguire. E ho in mente anche un testo teatrale che andrebbe ad aggiungersi agli altri che ho già scritto. Nel frattempo continuerò il mio lavoro di doppiatore e di insegnante.

Conclusioni…

Far parlare i muri è stata un’esperienza che mi ha molto arricchito. Calarsi in cosa avrebbe pensato un ufficio mi ha stimolato molto e sfido il lettore a immaginare il finale di questo romanzo.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“Galassie Perdute 3 di Vittorio Piccirillo”

Vittorio Piccirillo torna nel mondo editoriale con un nuovo libro “Galassie Perdute 3”, dove la fantascienza gioca un ruolo principale.

Dopo le tragedie che hanno sconvolto la sua esistenza, Kendra si è prefissata un unico obiettivo: lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da capo. Cosa non facile, ma non è sola. I suoi compagni sono al suo fianco, la sostengono, la fanno sentire al sicuro. Insieme a loro sente di poter andare avanti, di essere in grado di costruire qualcosa di nuovo.

 Tuttavia il destino ha altri piani.

Sebbene le forze misteriose che hanno tramato nell’ombra siano state sconfitte, il cupo retaggio del suo passato, che ha rifiutato ma dal quale non riesce a liberarsi, continua a tormentarla. Nel frattempo, una nuova minaccia tesse la sua tela proprio attorno a Kendra e ai compagni, in paziente attesa del momento migliore per farli cadere in trappola. Quando i tre se ne rendono conto è ormai troppo tardi. Ancora una volta la giovane è costretta a confrontarsi con il dolore e con la paura, a lottare per la sua stessa vita, ad affacciarsi pericolosamente sul baratro dell’oscurità.

Come nasce questo libro?

Come indicato nel titolo, “Galassie Perdute – Libro terzo: Privazione” è il terzo romanzo di una serie che comprende “Galassie Perdute – Libro primo: Innocenza” e “Galassie Perdute – Libro secondo: Coscienza”. In questo volume ritroviamo la protagonista Kendra alle prese con le conseguenze delle scelte che ha fatto in precedenza, e assistiamo alla sua progressiva crescita interiore a mano a mano che si confronta con nuove esperienze. Intanto, da un lato appaiono nuovi antagonisti e dall’altro ne rientrano in scena alcuni che sono già stati respinti ma non sono disposti ad arrendersi così facilmente.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

All’interno della serie vi sono due grandi linee guida. La prima è la necessità di prendere coscienza che tutte le nostre scelte, anche quelle in apparenza più banali, hanno conseguenze che non immaginiamo: è un’esortazione a compiere ogni azione in modo responsabile, tenendo conto che esistono anche gli altri. La seconda è che dobbiamo conservare la nostra identità e la nostra integrità morale a qualsiasi costo, senza lasciarci condizionare dalle situazioni e senza permettere a nessuno di imporci ruoli nei quali non ci riconosciamo.

Leggi il mio libro perché…

Perché si tratta di un romanzo di fantascienza e in particolare di space-opera. Pagina dopo pagina, seguiamo Kendra in una serie di avventure ricche di azione, che ci conducono in luoghi suggestivi ed esotici negli angoli più remoti del cosmo. Nel mentre, insieme alla protagonista ci soffermiamo a riflettere sulle situazioni e non possiamo che provare le stesse, intense emozioni.

Progetti futuri?

Al momento è in fase di realizzazione il quarto volume di questa serie che mi sta regalando grandi soddisfazioni, grazie anche al tuo insuperabile contributo. Se le cose continueranno in questo modo resta un ampio margine di manovra, perché le vicissitudini di Kendra sono tutt’altro che concluse. Vi sono altri progetti in cantiere, ma come sai non amo parlare delle cose prima di farle, quindi mi limiterò a dire a chi legge di seguirmi e stare a vedere.

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“Eterno Autunno” di Luca Angelo Spallone

“Ecco allora che nell’oscurità del mondo, saturo di violenza, guerre, contagi e cronaca nera, i libri possono e devono essere i nostri piccoli barlumi di luce, le torce grazie alle quali si può entrare nelle caverne, le scintille che accendono il fuoco e ci guidano verso un’uscita di sicurezza personale”.

Una magistrale prefazione quella che ci introduce alla lettura di Eterno Autunno, opera d’esordio di Luca Angelo Spallone edita da i Robin&Sons.

L’autore ci regala in questo volume dodici storie brevi, dodici episodi da brivido che spaziano tra l’horror, il thriller e il fantastico. Incubi, per definirli tutti insieme sotto un’unica parola. Un susseguirsi di eventi soprannaturali e drammatici che, seppur slegati l’uno dall’altro nei contesti, sfociano tutti in un’esplosione di puro orrore. Leggendo queste storie si farà presto ad accostare il nome di Spallone a quello del grande Stephen King, data la “potenza” dell’incubo che l’autore riesce a esprimere tra le righe, storia dopo storia. Pagine scorrevoli ma cariche di dettagli cruenti, che coinvolgono il lettore in un viaggio inquietante dall’inizio alla fine insieme ai numerosi personaggi protagonisti di queste scene, a volte vittime, a volte autori, di fantasiosi orrori. In definitiva, Eterno Autunno si rivela un titolo promettente che rimarrà impresso nella mente dei suoi lettori come un film.

Il libro merita 5 stelle su 5.

Come nasce questo libro?

In realtà scrivere mi è sempre piaciuto. Avevo già pubblicato qualcosina in giro, ma non so perché, non avevo mai tanto preso in considerazione l’idea di creare un libro tutto mio. Poi i racconti che scrivevo per semplice diletto hanno cominciato ad accumularsi e così sono arrivato alla fine. Possiamo forse dire che è stata una naturale evoluzione del processo creativo in atto, anzi – meglio ancora – l’ovvia conclusione. Però, se vogliamo parlare in termini più pratici, un libro di dodici racconti ha ovviamente dodici inizi diversi e dodici conclusioni altrettanto diverse. Probabilmente ciascuno di questi racconti nasce da un momento della mia vita, da un ricordo o da un timore. Alcuni sono stati riscoperti dopo anni, e rinnovati. Altri sono stati scritti di getto. In ultima analisi penso che si raccontino dodici storie in Eterno Autunno, perché ne possa emergere solo una. La mia.

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Quale messaggio vuoi trasmettere?

La risposta a questa domanda potrebbe essere a sua volta un libro! Innanzitutto non sono uno che crede molto nei messaggi. Sono relativamente scettico rispetto alla possibilità di veicolare insegnamenti, valori, sentimenti o quello che sia attraverso un libro. D’altro canto mi rendo conto che ogni narrazione, per essere degna di nota, ha necessità di evidenziare il proprio punto di vista sulla realtà. Forse anche di trattare un tema che sia familiare o quantomeno comprensibile per il pubblico. Inoltre, a questo proposito, vorrei che il lettore riuscisse a ricavarne qualcosa in maniera autonoma, nell’ottica di un ipotetico dialogo con lo scrittore. Poi nel caso specifico di Eterno Autunno non dimentichiamoci che si tratta di dodici racconti, quindi potenzialmente dodici messaggi. A questo punto la cosa più semplice da dire è che attraverso le lenti dell’orrore e del fantastico mi sono divertito a stimolare il lettore su alcuni temi scabrosi come l’abbandono, la solitudine, la morte…

Leggi il mio libro perché…

Perché è un bel libro. È un libro pensato per intrattenere, turbare e spaventare. È un libro che mira a mettere in dubbio le certezze che ciascuno ha. Allo stesso tempo non è un horror canonico e per questa ragione ritengo che sia adatto a tutti, tanto ai cultori del genere, quanto ai neofiti o ai semplici curiosi.

Progetti futuri?

Ho da poco tempo completato la sceneggiatura di un fumetto. Un mio amico – disegnatore professionista – è già all’opera con gli studi dei personaggi e gli schizzi degli ambienti. A breve cominceremo la ricerca di un editore, e se tutto va bene anche il 2022 porterà qualche interessante novità.

Conclusioni …

Scrivere un libro è come partire per un viaggio senza conoscere la destinazione finale. I libri sono passaporti che ci permettono di viaggiare con la fantasia, oppure ponti che ci uniscono alle altre persone ma anche chiavi che aprono le porte della realtà. Sono contento di aver contribuito a tutto questo, seppur in maniera minima. Il mio più grande obiettivo è insinuare dubbi, evocare emozioni e suscitare riflessioni nel lettore.

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“La distruzione dei sogni” di Daniela Di Benedetto

“Infine, il desiderio fisico si fece insopportabile. Voleva vedere Fabiola, toccarla, sentire il profumo dei suoi capelli… ma sapeva che nella migliore delle ipotesi avrebbe potuto soltanto stringerle la mano in segno di saluto. Non ci sarebbe mai stato un vero contatto fisico, mai, perché lei non lo amava, e quella realtà era dura da digerire.”

Daniela Di Benedetto ritorna in scena con La distruzione dei sogni, edito da Il filo di Arianna. L’autrice ha raccolto in questo libro tre racconti ambientati in periodi diversi – il primo negli anni Ottanta, il secondo negli anni Novanta, il terzo in anni recenti – accomunati da un filo conduttore tutt’altro che positivo. Tre uomini, tre donne, tre incontri. Vite diverse, eppure procederanno tutte verso una sorte drammatica. La distruzione di un sogno, come appunto cita il titolo, a spese dell’uomo di turno che per amore di una donna ha messo in gioco le sue speranze.

“L’ineluttabilità del destino dell’uomo che in eterno cederà al fascino femminile” è ciò che tende a simboleggiare La distruzione dei sogni attraverso queste storie. L’autrice ci mette di fronte a scene chiare ben descritte, rendendoci partecipi di sensazioni e sentimenti, amori, dubbi, decisioni, paure, drammi. Sofferenze. Elementi ben mescolati che mantengono desto l’interesse per le sue storie fino all’ultima pagina. Di certo si rivela un brillante quanto duro monito, sia per gli uomini che per le donne che scoprono l’amore in situazioni turbolente.

Foto di Giorgia Gorner Enrile

  1. Come nasce questo libro?

E’  nato  nel  momento  in  cui  ho  scoperto  che  tre  dei  miei  racconti  lunghi  avevano  un  filo  conduttore:  l’amore  che  distrugge  una  persona,  anche  se  si  tratta  di  un amore  non  ricambiato  o  non  consumato.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Siamo  in  un  mondo  in  cui il  lieto  fine  non  esiste,  ogni  individuo  pensa  solo  al  proprio  benessere  personale  e  nel  perseguirlo  non  si  preoccupa  di  spingere  altre  persone  sull’orlo  di  un  abisso,  questo  è  il  messaggio  fondamentale.

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Leggi il mio libro perché…

Perché  sembra  di  vedere  dei  film,  in  particolar  modo  nel  primo  racconto,  L’Oasi. La  ricerca  dei  dettagli  è  stata  così  curata  che  la  prima  stesura  risale  addirittura  a  40  anni  fa,  anno  1981,  ma  solo  adesso  sono  soddisfatta  del  risultato.  Inoltre l’approfondimento  psicologico  è  intenso  e  assolutamente  insolito,  visto  che  io  sembro  stare  dalla  parte  dei  protagonisti  maschili.  Cerco  di  leggere  da  sempre  l’animo  maschile.

Progetti futuri?

Dedicarmi  alle  sceneggiature  cinematografiche,   già  ho  iniziato  a  farlo  e  ho  prodotto  un  film.  Purtroppo  mi  vengono  chieste  sceneggiature  comiche,  e  le  ho,  ma  prima  di  morire  vorrei  realizzare  qualche  film  serio!

Conclusioni..?

Non scrivo  come  gli  autori  moderni  che  si  dilungano  nel  descrivere  strade,  stanze  e  persino  monumenti.   Presto  attenzione  più  ai  personaggi  e  all’azione,  i  miei  modelli  sono  Steinbeck,  Irwin  Shaw, Cornell  Woolrich,  Mauriac,  Maupassant, Francoise  Sagan,    tanto  per citare  tre  americani  e  tre  francesi.  Io  descrivo  grandi  passioni  come  si  usava  una  volta,  del  resto   sono  nata  negli  anni  Cinquanta.

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“Una favola al giorno” di Ilaria Amadei e illustrato da Rossi Camilla

Le favole dove stanno?

Ce n’è una in ogni cosa:

nel legno del tavolino,

nel bicchiere e nella rosa.

(Gianni Rodari)

Si ha sempre l’illusione che “i libri per bambini” siano solo per loro.

Non è così.

E oggi l’ho imparato grazie ad un dono ricevuto, si tratta di “Una favola al giorno” scritto da Ilaria Amadei e illustrato da Rossi Camilla.

“Il sole, la luna e il girasole”, “Il cavallo e l’asino”, “La principessa che non voleva mangiare”, “La farfalla e il ragno”. “Il fornaio, la volpe e la cornacchia”, “Il gallo e l’usignolo”, “Il leone e la zanzara”.

Ecco i titoli delle favole arricchite da illustrazioni a tema tra una parola e un’altra.

Un messaggio alla fine di ogni storia: è questo il metodo giusto, a mio dire, per educar i bambini alla natura, alla vita, alla lettura.

I protagonisti son spesso gli animali come la farfalla che ama svolazzare, la volpe ingorda, il ragno che non sapeva nuotare, la gallina dal tono arrogante, la galline sorelle, la zanzara fastidiosa e il leone sofferente per via dell’ossicino….

[Comprarlo con un click ]

Non devo convincervi di questa lettura perché questo libro, al primo sguardo, vi conquisterà.

Rossi Camilla è poi riuscita a completare la narrazione di Ilaria Amadei con le sue illustrazioni che tra colori e espressioni donano a questo libro un valore aggiunto: i loro cuori.

Grazie a Ilaria per questo dono e grazie a voi che lo leggerete.

Eccolo qua 🙂

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letteratura

“Il ballo” di Irène Némirovsky

Ci sono momenti in cui entri in libreria e per qualche oscura ragione ti innamori di qualche titolo. Poi lo leggi e scopri che l’innamoramento è stato giusto: il libro t’ha rapito.

Ecco cosa m’è successo nelle ultime ore con Il Ballo di Irène Némirovsky.

Edizione di Adephi, 84 pagine, copertina color corallo: ecco i primi dettagli che m’hanno fatto fermare a quel piccolo scaffale.

La protagonista ha quattordici anni, si chiama Antoinette e detesta la madre. Vivono a Parigi insieme al padre e la domestica; sono una famiglia ricca, ricca da poco per via delle manovre finanziere del padre della ragazza che, con un ruolo secondario, definisce in piccoli frammenti di dialoghi come vede la moglie e tutto il resto della gente.

Sono nuovi nella società francese e la Signora Kampf decide di dar un ballo: pensa a tutti i dettagli, dalle ostriche allo champagne, all’orchestra dal vivo ma fa un piccolo sbaglio. Lo sbaglio le costerà caro e il finale ha qualcosa di grottesco che m’ha fatto venir voglia di un nuovo libro di questa autrice che, confesso, ho scoperto solo ora.

Piccolo, ironico, vero: lo trovi qui

 

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Intervista a Valentina Marchetti

Oggi con mia grande gioia vi presento l’artista Valentina Marchetti che m’ha omaggiato di alcuni segnalibri da lei realizzati.

Sognatrice insicura! Ho mille idee, tanti progetti che spesso rimangono sul fondo del cassetto perché penso che ci sia sempre qualcuno in grado di esprimersi meglio. 

  Qual è la tua unicità?

Domanda difficile! Come detto prima, da sognatrice insicura quale sono, non credo di avere un qualcosa di unico.

Quale messaggio vuoi trasmettere a chi si ritrova tra le mani le tue creazioni?

Più che un messaggio vorrei lasciare un sorriso.

   Cosa pensi del mondo dell’HANDMADE d’oggi?

Penso che esistano tanti grandi talenti che purtroppo fanno fatica ad emergere, causa la grande produzione. Penso però che i social siano uno mezzo incredibile, se usati correttamente, per permettere di farsi conoscere e far conoscere i propri prodotti. Vedo creatività, qualità nei prodotti e voglia di emergere e vedo tante persone che creano, progettano, investono: tutto questo mi rende felice perchè significa che la fantasia è presente non solo nei bambini.       

  Dove possono trovarti?

E-mail: valentinamarchettiart@gmail.com

Instagram: ValentinaMarchettiArt

Facebook: valentina.marchetti.3954

       

Nonostante le mie insicurezze ho deciso di buttarmi in questa avventura e provare. Se il progetto funzionerà sarò contentissima, se non dovesse funzionare rimarrà comunque una bella esperienza che mi ha permesso di lavorare di fantasia e che mi ha aiutato ad uscire, un pò, dal mio guscio.

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Frida Kahlo- Cosa leggere?

Dipingo autoritratti perché sono la persona che conosco meglio.

Questa è una delle frasi che ho sempre amato di Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón meglio conosciuta come FRIDA KAHLO.

Vi parlo di lei perché diversi lettori m’hanno chiesto consigli di lettura a tal proposito, così, eccomi qua con una selezione personale.

[CHIUNQUE può esser FRIDA KAHLO]

Frida nacque nel 1907 a Città del Messico, da sempre amante dei colori, dei fiori, dei paesaggi, della vita, si afferma come una delle più coraggiose artiste della sua epoca per via delle sue scelte e della sua vita.

Un evento terribile segnò per sempre la sua vita nel 1925, quando, all’età di 18 anni, all’uscita di scuola salì su un bus con Alejandro (suo fidanzato dell’epoca) per tornare a casa e pochi minuti dopo rimase vittima di un incidente causato dal veicolo su cui viaggiava e un altro mezzo.

L’autobus finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell’incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò così femore e costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture e il passamano dell’autobus le trafisse l’anca sinistra.

Subì 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall’ospedale fu costretta ad un riposo forzato nel letto di casa, col busto ingessato.

Per conoscere bene la vita di Frida, il rapporto con Diego, il suo impegno politico e la sua reazione nei confronti della vita vi consiglio alcuni testi:

La biografia più completa che conosco è questa che consiglio da qualsiasi punto di vista: BIOGRAFIA

Frida Kahlo è famosa per via delle sue lettere, questo è un piccolo libro molto molto molto carino: FROM FRIDA WITH LOVE; la storia di Frida con delle bellissime illustrazioni invece puoi trovarle in questo libro bellissimo.

Di recente è uscito un libro dalle CENTO DOMANDE, personalmente non l’ho ancora comprato ma lo farò presto.

[Guarda il video]

Con gli anni, ovviamente, ho collezionato tantissime cose di Frida, ecco una selezione 🙂

T-SHIRT

GONNA

VIVA LA VIDA- BRACCIALE

BORSA IN COTONE

BORSA IN COTONE

BICCHIERI

PLANNING

FODERA

TACCUINO EDIZIONE LIMITATA

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