Ogni cosa a suo tempo

Da un po’ di tempo, ormai, sono entrata a far parte del mondo degli adulti. No, non l’ho deciso io. L’hanno deciso gli altri per me. Lo sto realizzando perché qualche adulto, che stimo, me l’ha fatto notare amabilmente, davanti a un bicchiere di Chardonnay, o per telefono, sempre amabilmente.

Durante le diverse stagioni del 2016 sono accaduti vari fatti, qualcuno simpatico, qualcuno un po’ meno, tutti apparentemente privi di relazione, ma in realtà collegati.Questa primavera, un adulto di quarant’anni, con una professione importante, ci provò con me durante un mio evento letterario. Le sue avances – piuttosto convinte – all’inizio mi fecero ridere (“Maddai, davvero ti interesso?”); dopodiché immaginai fosse un pover uomo con dei problemi (e ne ebbi la conferma qualche tempo dopo); infine arrivai 

a pensare che la sola cosa da fare fosse SCAPPARE. E lo feci, a gambe levate, sotto la pioggia, in pieno centro a Roma.Ne parlai con pochissime persone. Provavo vergogna per lui e rabbia per me: perché proprio io?Ah, un fatto che prima mi è sfuggito di scrivere è che il tizio mi sfiorò. Troppo per la mia sensibilità: fu la molla che mi fece fuggire. Andiamo però oltre.In seguito, organizzai un altro evento letterario in un importante teatro di Roma. Alla fine della serata, un signore adulto sulla quarantina, distinto e curato, si avvicinò alle persone con le quali parlavo e cominciò a scambiare opinioni con loro in maniera educata. Poco dopo, rivolgendosi verso di me disse:

“Devo farle i complimenti per l’evento.”

“La ringrazio. Come ha saputo della presentazione?”

“Sono un lettore del suo blog, seguo molto i suoi articoli e i suoi fatti con la cagnolina Africa.”

“Oh, la ringrazio, perché non l’ha detto prima?”

SILENZIO.

La conversazione si spostò su altri argomenti. Del resto, ero in compagnia di amici e scrittori venuti all’evento. Un attimo prima di congedarsi, però, l’adulto signore disse:

“Devo fare i complimenti anche all’attrice, molto brava!”

“Sì, Francesca è bravissima. Viviamo insieme,” conclusi io.

“Ah, ma che fortuna!” rispose lui.

“Perché non me l’ha detto prima?” replicai. “Avrei potuto presentargliela, ha poco più di trent’anni!” Aggiunsi il dettaglio dell’età perché immaginai che entrambi sarebbero potuti andar bene per una frequentazione.

“Ah, ma non mi riferivo a lei!” puntualizzò lui.

 

Non feci in tempo a pensare o rispondere, perché venni tirata via da altri amici che poco dopo mi avrebbero invitata a un aperitivo, quindi il discorso si concluse così. Anzi non si concluse affatto.

 

Durante la serata, mentre sorseggiavamo il solito Aperol spritz degli aperitivi romani, un amico mi disse:
“Il tipo venuto all’evento di oggi si riferiva a te, quando parlava di fortuna, mica all’attrice!”

Io caddi dalle nuvole. Feci mente locale per capire di cosa parlasse e poi gli risposi a mio modo, a mio tempo:
“Ma com’è possibile? Era grande, con la barba bianca, perché avrebbe dovuto farmi un complimento?”

“Eleono’, che ti piaccia o no t’ha fatto un apprezzamento, e non l’hai neanche captato minimamente!”

Strano – pensai – vedo e sento sempre tutto a trecentosessanta gradi.

 

Cazzo. Un’altra volta. Un adulto, e io.

 

Questa mattina, poi, in chat, IL TOP DEL TOP.

Nuova richiesta di messaggi su Messenger. Ho cliccato, pensando fosse lavoro, e invece…

“Ciao, ho quarantun anni e sono un tuo lettore. Sei in Salento? Sei bella! Ma quanto sei brava! Ti va se ci vediamo? Magari ci piacciamo e facciamo…”

 

EHHHHHH?

Ma siete impazziti, o cosa?

Tu. Maschio. Adulto. Di anni quarantuno. Sconosciuto. Ma che dovremmo fare?

 

Quando racconto al mio amico Vittorio, cinquant’anni, i fatti che mi accadono, lo sento sorridere amabilmente all’altro capo del telefono, e quando lo apostrofo mi risponde:

“Cara Principessa del Salento, devi metterti in testa che sei entrata nel mondo degli adulti. Tu non badi mai al fascino che eserciti quando vesti i panni ufficiali durante i tuoi salotti letterari, quindi come potresti – ingenuamente – pensare, appunto, che qualche adulto ci provi con te? Facci l’abitudine, Turbo (così mi chiama), perché d’ora in avanti sarà sempre così, che ti piaccia o no!”

 

E io non so mai cosa dirgli. Eppure avrei tanto da urlare.

 

Ho ventiquattro anni, e gli adulti mi affascinano. Qualcuno può essere più o meno interessante, la maggior parte ha gli stessi problemi di noi giovani. Anzi, trovo più maturità – a volte – in qualche mio coetaneo che in qualche adulto vero.

 

Ho sempre sentito dire “Ogni cosa ha il suo tempo”. È davvero così?

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Commenti (2)

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    Eleonora Marsella

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    Il mio amico Vittorio ha sempre ragione ed in parte è dovuto alla sua età e alla sua esperienza.
    Riscontro poca professionalità in giro, confermo, la maturità? Ah quella virtù rara!

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    Sergio

    |

    Penso abbia ragione il tuo amico Vittorio…è una cosa che riscontro spesso pure io, che di anni ne ho ventitré, quando mi rapporto con l’altro sesso. Più si è intelligenti e si ostenta cultura e maturità, maggiore è l’età che viene lusingata da quest’ostentamento…poi chiaramente esistono le eccezioni, come tu stessa hai detto, anche se sono veramente poche al giorno d’oggi. Quotidianamente riscontro sempre meno maturità e/o dedizione al lavoro nei miei coetanei. Per concludere, penso che i complimenti e gli apprezzamenti non facciano mai male, e soprattutto non hanno età!

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