Oggi apprendo dalle piante.. Domani anche.

Sono sempre stata un animo libero.

Qualche insegnante durante le scuole superiori mi ha anche chiamata ‘ribelle’, io ho sempre preferito però non usare questo termine, perché in fondo non mi si addiceva poi così tanto, o per lo meno, credo di esser stata un’adolescente entro le righe.

Ma il punto ora non è questo.

 

Non ho mai approvato la maggior parte delle regole. Non mi son mai piaciuti gli schemi, gli appuntamenti, i calcoli. Ho sempre preferito scegliere da me, così, in piena libertà di scelta. Eppure oggi ho avuto una nuova presa di coscienza: per quanto io possa odiare gli orari, i rituali, le cose quotidiane.. ci sono delle azioni alle quali non posso rinunciare, quindi sì, anch’io, una persona un po’ scapestrata mi ritrovo ad avere un rito che svolgo ogni giorno.

 

13178671_473264672867679_2480571417649193120_nIl rito delle piante, un momento di strana serenità che, con in bocca la mia fumosa, mi regala attimi di dialoghi surreali. Parlo con le piante, mi domando perché le foglie delle fragoline di bosco stiano cambiando colore e perché i ciclamini, dapprima così numerosi, si son persi così all’improvviso al mio ritorno da Perugia.

Sono pazza, a volte penso, poi mi chiedo: che cos’è la follia? Chi può definirla? Non svolgo forse un atto d’amore verso un qualcosa?

Ecco, penso che dovrei imparare dalle piante, dovrei imparare a prendermi cura di loro, dovrei imparare a capirle, interpretare i loro segnali e forse solo così potrò rompere un rituale quotidiano e andare oltre le righe della vita, finalmente.

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