“L’ombra del glicine” di Antonio Lidonnici

“Si è guardata da fuori e si è disprezzata, si è definita sadica, addirittura ingrata. Ora, davanti al fatto compiuto, non è più così. Lo stato di ebbrezza della preda che sa di averla scampata, l’istinto di sopravvivenza, la felicità per la vita ritrovata: questi stati d’animo primordiali prendono il sopravvento e si infrangono come uno tsunami sui suoi sensi di colpa.”

Antonio Lidonnici racconta una storia vera quanto terribile, rielaborata come solo un brillante autore del suo calibro sa fare, e pubblicata da Edizioni Effetto sotto il titolo L’ombra del Glicine.

Tutto inizia con il suicidio di Mauro, imprenditore genovese strozzato dai debiti, per sfuggire all’incubo in cui lo ha gettato un losco individuo che risponde al nome di Alfio. Il caso vuole (apparentemente) che costui intrecci mesi dopo una relazione con Claudia, la figlia di Mauro; insieme comprano un ristorante, “Il Glicine”, e iniziano quello che si prospetta un futuro felice. Claudia scoprirà con il tempo la verità su Alfio, che le nasconde una vita segreta dedita allo spaccio di droga e all’ambizione di prendere il controllo di Genova con il suo giro togliendo di mezzo il suo boss, il Duca. Quando la verità viene a galla sul suo compagno, tuttavia, sembra già troppo tardi: Alfio ha ormai preso il controllo della sua vita, allontanandola dalla famiglia e gli amici, clonando il suo cellulare e tenendola perennemente d’occhio. In bilico tra eccessi e la crescente paura di morire tra gli artigli del mostro che Alfio si è rivelato essere, Claudia dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per fuggire via dall’incubo.

Violenza domestica, criminalità, ambizioni, la ricerca del potere a qualsiasi costo. Spicca questo e molto altro tra le pagine del libro, scritte in modo incisivo e nient’affatto pesante, con un ritmo incalzante grazie ai numerosi dialoghi che rendono l’opera di piacevole lettura. Tutto ciò non permetterà distrazioni al lettore perché lo prenderà sin nel profondo. L’autore ha saputo raccontare bene e mettere in scena una notevole varietà di personaggi e, nel caso di Alfio, a dar loro maschere che si lacerano poco a poco lasciandoci intravedere sempre più il vero volto che si cela al di là di esse.

Da non dimenticare, infine, che L’ombra del glicine si unisce al coro di voci sempre più forte che denuncia l’orrore quotidiano della violenza sulle donne.

Come nasce il tuo libro?

Ho sempre scritto e pubblicato racconti brevi (cd short stories) ma coltivavo nel cassetto il sogno di scrivere un romanzo. Nel 2015 ho conosciuto Sergio Badino, uno scrittore e sceneggiatore di fumetti, ed ho iniziato a frequentare uno dei suoi corsi intitolato “dall’idea alla sinossi”: in pratica mi veniva chiesto di mettere su carta la trama di un romanzo. In quel momento mi sono reso conto di non avere un’idea mia, e che più ci ragionavo più andavo a finire su cose che erano state già scritte o che non sentivo davvero penetranti, coinvolgenti.

In quello stesso periodo ho conosciuto una ragazza che stava attraversando un periodo molto buio della sua vita; quando mi ha raccontato la sua storia sono rimasto colpito da quanta verità ci fosse dentro, e ho iniziato a prendere appunti sugli aneddoti che venivano fuori.

Senza rendermene conto, mi sono accorto di avere per le mani la trama di un romanzo.

Dopo aver ricevuto la sua approvazione, ha iniziato a prendere corpo L’Ombra del Glicine.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I messaggi sono più di uno.

Il primo messaggio che vorrei trasmettere è che, purtroppo, siamo circondati da storie come quella descritta nel mio romanzo. Scrivere di questo cancro sociale non può fare che bene perché accende un faro su un’oscurità che diventa sempre più paurosamente accettata.

Il secondo messaggio è che, per fortuna, non tutti gli uomini sono come il protagonista maschile del romanzo: anche la generalizzazione uccide.

Il terzo, forse un po’ più leggero come messaggio, è rivolto a tutti gli aspiranti scrittori: le storie sono intorno a noi, basta aprire gli occhi.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché è una storia autentica in ogni sua pagina. Leggilo per aiutare a squarciare il velo di silenzio che troppe volte ricopre certe storie di violenza.

Se tutto questo non ti basta, leggi il mio libro per trovare nelle sue pagine delle montagne russe emozionali…proprio come è la vita vera.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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