Libri e Persone possono cambiare la vita

Domenica. Mi sveglio, Marconi è silenziosa oggi, ricordo il giorno della settimana e penso, certo è ovvio, i negozi son chiusi, non circola anima viva. Nel pomeriggio derby Roma-Lazio, chi esce? Persino i taxisti non si preoccupano di lavorare, figuriamoci gli altri.

La mia coinquilina va via, pranzerà fuori, odio pranzare sola, seppur ritengo la solitudine un elemento necessario per la vita di ognuno di noi e proprio per questo il mio compagno più fedele, spesso e volentieri, è il silenzio.

Esco con Africa con estrema calma, acquisto il quotidiano, come d’abitudine, compro il tabacco perché terminato nel cuore della notte e rientro in casa per cucinare il pranzo.

Tutto regolare, tutto come al solito, tutto come sempre: lineare.

Suonano al campanello di casa, Africa raggiunge la porta prima di me, annusa per terra, comincia a scodinzolare senza misura, capisco che è qualcuno di familiare, apro, è la Signora Paola, Avvocato, abita al piano di sopra con la sua splendida famiglia.

“Ti ho portato le fragole d’Alberto, il fruttivendolo migliore della zona, le amarene me le ha date un signore al paesello l’altro giorno!”- Entra, chiude la porta, con la sua coppa di porcellana si dirige in cucina e si siede, cominciando un monologo meraviglioso che finirà solo qualche minuto dopo.

“E tu, sei scesa al ‘paesello’ a Pasqua? Com’è andata? Raccontami un po’ della Polonia, come ti sei sentita? Ah a proposito, il pischello dell’altra scala è carino, l’hai visto? Facci un pensierino”!

La amo, cinquant’anni e non sentirli, attiva, intelligente, dinamica, colta, entra nella tua vita, come in casa e ti travolge, un vulcano che attende solo un pretesto per esplodere.

“Paola mia, la Polonia è meravigliosa, subito dopo aver visitato i campi di concentramento non riuscivo a proferir parola, ti mostrerò le foto appena avrai tempo. Eh no, non l’ho visto il pischello dell’altra scala, facci un pensierino te!”. – Le strizzo l’occhio, è sveglia la Signora Paola, è curiosa come la mia Africa quando andiamo a correre sul lungo Tevere: annusa tutto e se ritiene interessante si ferma. Con lei è stata così, m’ha osservata, m’ha capita e m’ha acchiappata.

 

Ho conosciuto la Signora Paola qualche mese fa, presentavo un libro in zona e lei era seduta nel pubblico, attenta, sveglia, interveniva frequentemente. A fine evento s’avvicina, sorseggia un bicchiere di vino e con fare amichevole, come se ci conoscessimo da una vita esordisce con complimenti raffinati e preziosi sulla mia funzione, sul mio ‘ruolo nella società’, come ha più volte sottolineato lei e sulla mia dialettica. 

Eleonora Marsella

Durante la presentazione di un libro

In quell’occasione vicino a me c’erano un paio di amici, Federico e Martina, inseparabili, la Signora Paola mi strizzò l’occhio e mi disse:

“E’ il tuo fidanzato?”.- Ridemmo come non mai noi tre, mai e poi mai mi sarei aspettata una domanda di quel genere, soprattutto perché io e Federico siamo grandi amici da quando vivo a Roma.

“No Signora Paola, Federico è un mio caro amico. Perché?”.

“Ah pensavo il contrario. In qualsiasi caso- ci guardò a tutti negli occhi- fate l’amore ragazzi, che è la cosa più bella del mondo!”.- Posò il bicchiere e se n’è andò.

Ci guardammo tutti noi, sorpresi, allegri, non credevamo alla scena.

 

Incontrai la Signora Paola qualche giorno dopo nella mia stessa scala, capì così che abitavamo vicine, proprio nello stesso palazzo.

Da allora salgo a trovarla, viene da me, caffè, libri scambiati e lezioni di vita mi fanno sempre compagnia quando c’è lei, delle volte sprigiona riflessioni così profonde che quasi non ci credo ed allora corre in camera, in cucina o nel suo studio, prende un libro, me lo consegna e dice:

“Questo libro lo devi leggere, ti cambierà la vita”.

 

Hai ragione Signora Paola i libri cambiano la vita ma neanche le persone scherzano.

 

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