CHIARA BUONANOVA: LA MODA COME SCELTA DI VITA

La moda da sempre si contraddistingue per la velocità nel cambiare tendenze e nell’accogliere nuovi artisti da tutto il mondo, con trend estroversi e collezioni alquanto bizzarre; il Salento da sempre terra di talenti, nel settore della moda ha una nuova star: CHIARA BUONANOVA.

 

CHI è?

 

Chiara Buonanova nasce a Maglie il 17 febbraio 1993, sin da giovanissima dimostra una particolare passione per l’arte e una spiccata creatività che la spingono a seguire un percorso di studi artistici presso il Liceo Artistico Ciardo Pellegrino di Lecce e nell’agosto 2012 prende parte ad uno stage presso il Museo Pino Pascali a Polignano a Mare.

Dopo una breve parentesi pittorica inizia a interessarsi di arte contemporanea e nel 2013 viene selezionata dal concorso indetto da Creart Network Cities of Artistic Creation con delle opere di natura concettuale, realizzate da bambini di scuole dell’infanzia della provincia leccese.

Conseguito il diploma in pittura presso il Liceo Artistico Ciardo-Pellegrino lascia il paese natale, Bagnolo del Salento, e prosegue gli studi a Milano presso l’Istituto di Moda Burgo frequentando il corso di Stilista di Moda. Qui, dal febbraio 2014, collabora con l’ufficio vetrine di Moschino.

Successivamente ad una breve esperienza presso lo stilista Francesco Ballestrazzi inizia a sperimentare il lavoro di creazione di accessori in pelle per poi arrivare a realizzare una propria piccola collezione di pochette in pvc e pelle.

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(Chiara Buonanova in uno scatto di Elena Datrino) 

In quale momento della tua vita hai capito che l’arte avrebbe avuto un ruolo centrale nella tua quotidianità? c’è stato un avvenimento preciso?

“Che io ricordi l’arte ha sempre avuto un ruolo importante per me. Sin da piccola sfogliavo i libri d’arte che avevo in casa e poi pian piano ho iniziato a leggerli e ad entrare in maniera sempre più approfondita in questo mondo che è per me vitale. Ho sempre sentito la necessità di informarmi, sono sempre stata una persona molto curiosa. Ricordo che il primo libro d’arte che mi appassionò tantissimo fu una biografia di Lorenzo Lotto, ma il primo pittore che mi incuriosì tantissimo fu Van Gogh. Successivamente, anzi direi tardi iniziò ad incuriosirmi l’arte contemporanea. Qui ricordo un avvenimento preciso. Ero nella Galleria d’arte moderna a Roma e, trovandomi di fronte una tela di Lucio Fontana, ho avvertito un senso di incapacità nel non riuscire a comprendere ciò che avevo davanti… Da quel momento ho iniziato ad informarmi, a studiare e di conseguenza a capire e ad amare l’arte contemporanea in maniera quasi ossessiva.”

 

La prima parte dei tuoi studi artistici è stata al Liceo Artistico Ciardo Pellegrino di Lecce, pensi che ci sia una differente visione artistica tra nord e sud? Ritieni di esser soddisfatta dello studio nelle scuole superiori?

“Per me il Liceo Artistico Ciardo Pellegrino di Lecce è stata una svolta. Mi sono ritrovata in un mondo fantastico, nel paese dei balocchi. Quando c’erano le vacanze estive avevo nostalgia della mia scuola. Ho avuto dei docenti eccellenti sia nei laboratori che nelle aule. Ho cercato di “rubare” il più possibile da loro. la mia scuola prendeva parte e avviava numerose iniziative, ad esempio come ad esempio la bellissima esperienza che ho avuto la fortuna di vivere presso il Museo Pino Pascali di Polignano a Mare oppure l’impeccabile organizzazione delle gite scolastiche grazie alle quali ho potuto vedere ad esempio Chagall all’Arapacis, Modigliani, Picasso, Dalì, il Maxxi di Roma e la Biennale del 2011 che ora continuo ad andare a vedere per conto mio.

Per quanto riguarda la differente visione artistica tra nord e sud l’unico modo in cui riesco a percepirla è che a Lecce ci sono pochissime Gallerie e Musei,anche se comunque per quel che si puo’ si riesce sempre ad organizzare qualcosa. Per chi vive in città è molto più semplice trovare eventi e mostre.”

 

Cosa ti entusiasma del settore della moda e quanto ti senti appagata nel ruolo che ricopri in Moschino?

“Sapevo che avrei voluto fare la stilista sin da quando avevo 6 anni e cucivo a modo mio i vestiti per le bambole.

Ho sempre avuto le idee chiare sulle mie aspirazioni e sto cercando di realizzare il mio sogno nella speranza che la mia ambizione e determinazione mi facciano arrivare dove voglio io.

L’opportunità che ho avuto di collaborare saltuariamente con l’ufficio vetrine di Moschino è unica, sono di quelle cose che non ri-capitano nella vita, mi sento molto fortunata. Qui sto avendo modo di imparare e mettere in pratica tantissime cose.”

 

Ballestrazzi è un personaggio molto stravagante e conosciuto per i suoi cappelli artistici, cosa hai imparato attraverso questa esperienza?

 

“Ho avuto modo di lavorare con Francesco Ballestrazzi per un periodo brevissimo, ma comunque  utilissimo e sufficiente per assistere alle fasi di realizzazione di una collezione e per avere un primo approccio con i materiali e a capire l’importanza della cura di ogni singolo dettaglio.”

 

Realizzata la tua prima collezione, a chi ti ispiri? Perchè?

“La mia collezione è nata un po’ per caso, ritrovandomi tra le mani delle pelli e del pvc, poi le idee si sono formate con i primi tentativi di realizzare una busta, cercando di avvicinarmi alla perfezione tanto nei disegni quanto nel creare la busta vera e propria. Per realizzare queste borse ho immaginato che ad indossarle fosse una ragazza rock, decisa e i materiali utilizzati si adattavano perfettamente a questa mia idea. In generale mi sento vicina allo stile di Riccardo Tisci, direttore creativo di Givenchy”.

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(Modella Giada Musio)

 

 

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(Modella Larissa Bizio)

 

Per info: https://www.facebook.com/chiarabuonanovabags?focus_composer=true&ref=hl

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