Chi è Malala YOUSAFZAI?

Dio ha donato la vita a tutti gli esseri viventi, ha donato loro un cervello, due gambe, due braccia, una mente per pensare e un corpo per reagire, in sostanza..certo, ci sono molte persone, purtroppo che, sono nate sfortunate, con degli arti in meno, con qualcosa in più del dovuto o con una condanna a morte che grava sul loro capo.

L’istruzione, i diritti, una famiglia, degli amici sembrano delle cose scontate proprio perchè quando tutto funziona al meglio non si pensa mai al peggio però in Pakistan, per esempio, il diritto al’istruzione o tutti i diritti riguardanti le DONNE non sono poi così scontati anzi, il loro credo religioso impone privazioni che a noi occidentali sembrano obsoleti ma che in realtà per i musulmani rientra solo nella pratica quotidiana. DA SEMPRE.

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C’è una storia però che ha fatto il giorno del mondo in poche ore, si è ramificata con il trascorrere del tempo e a distanza di mesi è diventata un esempio da prendere in considerazione e una persona da ammirare: QUESTA è LA STORIA DI MALALA YOUSAFZAI.

Nata da una famiglia numerosa, madre analfabeta e da padre istruito, impegnato civilmente per la sua valle, LO SWAT, Malala è cresciuta secondo principi che per i TALEBANI sono fuori luogo quando poi, in realtà, il Corano non nega l’ istruzione alle donne, emancipazione o informazione.

Malala e la sua famiglia hanno affrontato gravi problemi economici che gravavano DURANTE loro vita ma le cose cambiano quando il padre, Baba jan, assume posizioni definite nei confronti dei talebani che ormai avevano preso la valle in mano e ne gestivano qualsiasi movimento: se le donne non indossavano il burka, per esempio, venivano mal menate per strada sotto gli occhi di tutti senza che nessuno  alzi un dito, beh, ROHUL, suo padre, ha avuto il coraggio di alzare tutte e due le mani e imporsi alle teorie di vita dei talebani.

Malala, che considerava suo padre un EROE, prende le sue redini, lo affianca durante i comizi dovuti all’istruzione, prende parte insieme a lui a numerosi discorsi tenuti all’interno della valle dai pochi commercianti esistenti e si afferma sempre di più diventando un “nemico pubblico” per i terroristi o kamikaze. Lei e il padre, dopo aver ricevuto minacce di ogni genere, non si sono mai fermati fino a quando un terrorista spara nel pulmino che conduceva Malala e le sue compagne a scuola: Malala rimane ferita all’occhio, alla gamba e in varie altre zone delicate, in un primo momento, mentre le sue compagne portano piccoli danni dovuti all’attentato.

Immagine(Malala viene trasportata subito dopo l’attentato, quella Signora che è presente nella foto è una sua insegnate, rimasta sempre accanto a lei per tutto il tempo..la madre, secondo quanto è stata istruita, non ha mai permesso di essere fotografata e ha sempre indossato il Burka)

Immagine (Il volto di Malala dopo l’attentato ha cambiato forma e questo è il risultato di numerose operazioni avute in Inghilterra)

Ed è qui che la situazione si ribalta: La storia di Malala fa il giro del mondo, tutti vengono a conoscenza della sua lotta, la lotta per l’istruzione delle donne, molti stati le mandano regali, peluche, libri, soldi, e alla fine verrà trasferita in Inghilterra per proseguire la sua convalescenza e sarà sottoposta a vari interventi di natura differenti.

La storia di Malala è un esempio di quanto valga la forza di una DONNA se la CAUSA è una GIUSTA CAUSA, non voglio svelare altri particolari o eventi, il suo libro, scritto per mano della giornalista CHRISTINA LAMB, è una storia da leggere tutta d’un fiato e se alla fine, proprio come me, vi chiederete: MA IO COSA POSSO FARE PER CAMBIARE LE COSE? Beh, vorrà dire, che la sua storia, la sua vita vi è entrata dentro il cuore e difficilmente se ne andrà via.

Garzanti Editore, prezzo di copertina 12,90 euro.

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