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Maschera naturale per capelli fai da te

Ogni giorno utilizziamo per la cura del nostro corpo prodotti di bellezza che hanno come scopo nutrire capelli, dare lucentezza, idratare la pelle, però non siamo quasi mai al corrente degli elementi che fanno parte del prodotto utilizzato: in questo articolo indicherò come fare a casa propria una maschera per capelli naturale che, se ripetuta con una certa frequenza, idraterà i vostri capelli e potrete vedere coi vostri occhi e a prova di mano la differenza.

INGREDIENTI:

Un cucchiaio di miele

Un cucchiaio di spremuta di limone

Un cucchiaio di olio alle mandorle

Un cucchiaio di olio d’oliva

Un cucchiaio di balsamo per capelli SPLENDOR

 

Miscelate tutti questi ingredienti in un’unica coppetta, man mano prenderete dimestichezza con questi elementi e in base alla quantità dei vostri capelli, potrete capire qual’è la giusta misura che vi serve.

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Applicate la maschera sui capelli umidi, fermateli con una pinza e lasciate riposare a partire da un’ora, due ore o quante tempo avete libero, dopo di che  lavateli con uno shampoo naturale.

Ripetete l’operazione tutte le volte che potete e a distanza di qualche lavaggio, noterete la differenza!

PROVARE PER CREDERE 🙂

 

 

 

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19 Marzo: quella festa che…

 

Questa splendida giornata fa da cornice ad un giorno memorabile: 19 Marzo, festa del Papà. E’ festa per chiunque, per ogni genitore, per ogni figlio, per ogni nonno, per ogni zio, per chiunque si chiami Giuseppe, Pino, Giusy e via discorrendo, praticamente è la festività dell’intera società, per chi, ovviamente, avesse voglia di festeggiarlo.

Attraverso un blog è possibile fare tante cose e la prima azione è COMUNICARE, c’è chi comunica risultati sportivi, c’è chi parla di arte culinaria, chi di hobby, chi di scrittura e così via, io, oggi, voglio parlare di EMOZIONI.

Quando ero piccola, scuole materne ed elementari, mi recavo con mia madre da Eli World, una caramelleria della mia città, Maglie, per acquistare un palloncino da far volare in cielo con annesso un bigliettino scritto da me.

Col passare degli anni, ho alimentato una coscienza interiore del senso della festa, dell’importanza e del peso da dare che, mi ha portata a prendere una decisione: il palloncino non volerà più, il gesto simbolico ha perso valore perchè il mio cervello mi ha comunicato: “Eleonora, quella cosa tonda colorata imbottita d’aria non arriverà mai a tuo padre”– per ovvie ragioni, aggiungerei.

Abbandonata l’idea del palloncino e della sua destinazione, col tempo ho capito che non importa ciò che gli altri ci dicono di fare, la forza sta nel fare solo ed esclusivamente ciò che noi decidiamo di FARE e per raggiungere tale consapevolezza è necessario soffrire, sudare e conquistare la propria mente.

Il cimitero è un posto così triste, solitario, inquietante che, in vista delle emozioni che suscita in mente, non è un luogo che ritengo si debba frequentare nella vita, ma questa,chiaramente, è la mia decisione e rispetto con ammirazione coloro che si recano più volte in settimana a portare fiori, cambiare acqua o semplicemente per parlare con un proprio defunto. Ma questo non è per me.

Non importa chi tu chiami papà, ciò che ha realmente valore è ciò che provi intimamente tu verso questa persona.

Se noi mettessimo un seme in un vaso al buio e senza innaffiarlo mai, probabilmente non uscirebbe nulla di buono, perchè la terra è arida e l’assenza della luce non è di certo un aspetto positivo: senza l’amore di colui che voi chiamate papà, perciò, voi sareste cresciuti aridi, invece grazie a tutti gli elementi assorbiti, vi è stato concesso di crescere e sbocciare, proprio come un fiore.

Non importa chi tu chiami papà, ciò che ha realmente un valore è il posto che lui occupa nel tuo cuore.

Vorrei che questo post fosse rivolto a chiunque: a tutti coloro che hanno la fortuna di avere un padre, a chi invece, alza spesso gli occhi al cielo per cercare qualcuno che è già volato via, a coloro i quali hanno reso la vita migliore ad altre persone, proprio come mio Zio ha fatto con me, prendendosene cura giorno per giorno per 21 anni.

Però tutte le volte che alzo gli occhi su, mi chiedo: cosa c’è oltre quel blu?

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Colazione alle Franite

Fare attività fisica immersi nella natura è molto importante sia per il corpo che per la mente ma se quest’attività la si fa in compagnia e in allegria è ancora meglio, infatti la cittadina Magliese Domenica  30 Marzo 2014 sarà promotrice di un’importante iniziativa che vedrà come protagonisti i cittadini e le Franite, luogo in cui si svolgerà la camminata.

Il ritrovo è fissato per le ore 7.30 presso il Menhir “crocemuzza”, si partirà tutti insieme per un camminata o per i più allenati una corsetta di circa 5 km, al ritorno, sempre presso il Menhir, sarà possibile fare colazione con cornetto e caffè GRATUITAMENTE . Per colorare la giornata anche ai più piccoli, sarà possibile deliziarsi con dello zucchero a velo, ridere e divertirsi con l’animazione saranno la parola d’ordine e inoltre i giovanissimi atleti saranno premiati per il concorso “amici cucciolotti” bandito dalla fondazione Capace per i bambini delle scuole materne ed elementari.

Intervistato per l’occasione Stefano Rizzo ha spiegato, con estrema cordialità, com’è nata l’idea: “l’idea è nata dal nostro gruppo della A.s.d Podistica Magliese che ogni giorno ci alleniamo alle Franite per cercare di avvicinare tutti a questa che non è solo una disciplina sportiva, ma anche una sana e salutare abitudine che molti di noi hanno o dovrebbero avere . Poiché tante sono le persone che vanno a passeggiare o correre alle Franite ci sembrava simpatico ritrovarci almeno due volte l’anno in primavera e in autunno a fare colazione tutti insieme dopo aver passeggiato o corso tutti insieme. E così grazie alla collaborazione della Proloco Di Maglie nella persona della Presidente e nostra associata Annamaria Puzzovio abbiamo portato avanti questa idea che alla prima edizione , nonostante le polemiche della vigilia di chi ci voleva accomunare con strani movimenti pseudo politici , ha avuto un successone contando circa trecento partecipanti di ogni ordine di età , letteralmente entusiasti dell’iniziativa.”

Per questo evento, però, pare ci siano delle novità anche per i più giovani infatti il Signor Rizzo afferma che “questa volta abbiamo poi approfittato della giornata di festa per premiare anche i piccoli bambini che hanno a loro tempo partecipato ad un concorso bandito dalla Fondazione Capece presieduta dal Dott.  Dario Massimiliano Vincenti volta a sensibilizzare i bambini sulla cura e il rispetto degli animali in genere, i cucciolotti appunto. “

Per concludere Stefano Rizzo ringrazia Rocco Galati e i fratelli Pandinelli della BetItaly perché grazie a loro è stato possibile la realizzazione di tale evento.

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Le tavole di San Giuseppe a Otranto

Come ogni anno si celebra a Otranto le tavole di San Giuseppe, evento nato come mensa nei confronti dei poveri ma che con gli anni è andato via via sempre crescendo e quest’anno sarà possibile visitare diverse case in territorio Otrantino.

Ecco la lista:

TAVOLE
Misericordia: Via Mammacasella
Oratorio: Via Alimini
Rainò – Stefanelli: Via Nicola di Casole, 10
Istituto Alberghiero: Via Martire Schito (sede)
Istituto Maestre Pie Filippini: Via Cenobio Basiliano, 16
Rizzo: Via Pioppi, 44
Catalano: S.P. 341 podere Fontanelle
Modoni: Via dei Pini
Scuola dell’Infanzia Statale: Viale Rocamatura
Bitosa – Panarese: Via Paolo Borsellino
De Cicco: Via Ven. Vincenzo M. Morelli
De Vito: Via Minerva, 9

MASSA
Livia: Via S. Giovanni, 70 (17/03)
Galati: Via Alimini, 16 (18/03)

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Beautiful Icons

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caffè

Io ordino un caffè sospeso, e tu?

                Negli ultimi tempi in Belgio spopola una nuova moda, quella del “Caffè Sospeso”, vi starete chiedendo cos’è probabilmente visto che, da noi, è un’usanza sconosciuta.

Ecco in cosa consiste: entro nel bar con un’amica e  ordino due caffè normali più uno in sospeso, quindi pago tre caffè e vado via avendone consumato solo due, se successivamente dovessero entrare altre due persone e  se dovessero ordinare un caffè in sospeso vuol dire che ci saranno due caffè  totali NON CONSUMATI. Dopo un po nel locale entrano due barboni o senza tetto e chiedono: “C’è per caso due caffè sospesi”? La risposta sarà sì, quindi berranno una bevanda calda senza pagare, proprio perché non possono permetterseli.

Questa usanza, in realtà, non è un’invenzione degli ultimi tempi perché pare sia nata a Napoli, proprio in Italia da noi ma col tempo andò via via nel dimenticatoio e perciò nessuno seppe della sua origine.

Una bella iniziativa con il giusto spirito  verso il prossimo!

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Lo scambio culturale? FALLO!

Durante la vita di ognuno di noi si compiono scelte, si valutano conseguenze, si vive ogni istante e si esplorano nuovi mondi a noi così lontani ma che, come calamite, ci attirano a loro per le svariate sfaccettature che le caratterizzano.

Qualcuno dice che esiste una lista delle “dieci cose che devi assolutamente fare” nell’arco della tua esistenza, vorrei inserire nella top ten, come esperienza da fare assolutamente, lo SCAMBIO CULTURALE.

Lo scambio culturale è un tipo di esperienza che è possibile fare sia in Italia sia all’estero tramite delle associazioni che lavorano in questo campo, fortunatamente per noi, nel Salento esiste un’associazione con sede a Poggiardo “Jump In” che dà l’opportunità a tutti i giovani di andare fuori, esplorare, conoscere, migliorarsi e vedere quel fantastico mondo così svariato e differente.( a noi)

Io personalmente ho colto l’occasione al balzo e grazie all’opportunità da loro offerta, sono stata per una settimana ad Adana, a sud della Turchia, sul confine Siriano e, dopo pochi giorni che sono rincasata la mia mente vuole assolutamente rifare quest’esperienza che si è dimostrata valida ed utile anche all’anima.

Ogni scambio culturale ha un tema, il mio ad esempio si chiamava “Cultural puzzle” e oltre a cinque italiani, c’erano ragazzi provenienti dalla Georgia, Romania, Ucraina, Egitto e via discorrendo che tramite giochi, meeting, discussioni, visite guidate e attività di questo genere è stato possibile conoscere e ovviamente rimanere in contatto.

Delle volte ci capita di snobbare determinati posti, luoghi dell’Europa e non, che a  priori non ispirano in noi nulla, in realtà, ho imparato sulla mia pelle che questo atteggiamento rappresenta  l’errore più grande che si possa fare, qualsiasi parte del mondo ha il diritto di essere conosciuta, in tutti gli angoli della terra è possibile imparare qualcosa e fermare degli istanti nella nostra testa e di conseguenza farne tesoro.

Grazie all’associazione Jump In ho potuto conoscere un nuovo posto, tantissime persone, tradizioni, culture, colori, modi di vivere, di mangiare, di camminare…TANTISSIMI MODI D’ESSERE, per cui colgo l’occasione per ringraziare Jump In e tutto lo staff, chi ha vissuto con me questa bellissima avventura con la speranza di incontrarci dovunque, con chiunque ma senza cambiare il nostro spirito avventuriero!

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Warp Framework

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ZOO Extension

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