Imparare a (ri)nascere NON lamentandosi

Da circa due anni nella mia camera di Roma i muri sono diventati bacheche da riempire: articoli di giornali, poesie, cartine geografiche.. si può dire che ci siano diverse cose attaccate, appese, inserite nel mio spazio vitale. Tra queste c’è una poesia, una poesia che m’ha colpito da subito, una poesia stampata su foglio, sul cuore e nella mente, sempre.

 

 

NON LAMENTARTI- PABLO NERUDA

 

Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Apprendi dagli audaci,
dai forti
da chi non accetta compromessi,
da chi vivrà malgrado tutto
pensa meno ai tuoi problemi
e più al tuo lavoro.
I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli.
Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte
e finirai di essere una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.
Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati, combatti, cammina,
deciditi e trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino
è il pretesto dei falliti.

<< Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita>>.

 

La parte iniziale è fondamentale per la mia esistenza, perché io nella vita ho sempre fatto ciò che voluto, sono sempre partita, ho sempre scelto, ho sempre scisso, ho sempre cercato, ho sempre vissuto, HO SEMPRE. Quindi no, non mi lamento, sarei una matta se lo facessi.

 

<<Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore>>.

 

Questo passo non è per niente banale anzi dice il vero ‘Il trionfo del vero uomo proviene delle ceneri del suo errore’. Cosa c’è di meglio di un errore? Un errore può insegnare, un errore può variare, un errore può consumare, un errore può dare, un errore può togliere, un errore può aggiungere. Ecco l’errore ti dà un valore aggiunto che è quello dell’apprendimento: cosa c’è di meglio di aver appreso qualcosa di nuovo sulla propria pelle? E poi del resto dalle ceneri si può sempre rinascere, come la fenice, no?

 

<< Non dimenticare
che la causa del tuo presente è il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente>>.

Terzo passo degno di nota ‘La causa del tuo presente è il tuo passato, come la causa del tuo futuro sarà il presente’: quant’è vero? Il presente non è altro che il frutto del passato, delle azioni, di decisioni, di posizioni, di preferenze che OGGI CI PORTANO ad essere ciò che siamo. Poi, il futuro, cos’è il futuro se non quel tramonto lontano che un giorno, non così lontano, toccheremo, vivremo, fotograferemo?

 

<< Impara a nascere dal dolore
e ad essere più grande, che è
il più grande degli ostacoli>>.

Sono stata male, ho sofferto, ho pianto, ho avuto poca voglia di reagire (per pochi giorni), assenza d’appetito, vedevo solo ostacoli, mi chiedevo cosa avessi fatto fino quel momento, poi tra una lacrima, un fazzoletto, una fumosa rollata, nel mio cervello si è accesa una lampadina, la soluzione è arrivata senza aspettarmelo e ho ricominciato a vivere così senza nessuno sforzo perché la vita vera è questa: vivere senza rendersene conto perché è semplicemente lineare.

E ho imparato a nascere dal dolore e a essere più grande di esso.

 

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Pragmatismo come virtù personale

Della vita io amo tante cose, perché tante sono le cose belle. Le parole, però, le ho amate più o meno da subito, sono mie amiche, ci gioco, le inverto, le uso, le valorizzo.

Alle parole, però, ho sempre accompagnato i fatti, le azioni, le scelte, le prese di posizione.

 

Mi considero da sempre una persona pragmatica, ho sempre pensato che sì le parole colorano la mia quotidianità ma la realtà è costituita da fatti e concretezze.

Secondo Treccani il PRAGMATISMO è l’atteggiamento che tende a privilegiare i risultati concreti, le applicazioni pratiche, più che i principî o i valori ideali.

 

La vita è un’insieme di azioni che producono conseguenze che a loro volta portano a conclusioni che lasciano un segno nella vita. Quindi siamo fatti di azioni. 

E le azioni altro non sono che il frutto del pragmatismo, la scelta è personale: voglio esser fatto di azioni o voglio esser fatto di altro? .. Che poi ‘altro’, cosa? Forse esser astratti è più semplice, ovvio, ripetitivo.

A volte ho la sensazione che le persone intorno hanno perso il contatto con la realtà, noto un’assenza di sostanza in giro che mi lascia esterrefatta, no, non mi riferisco meramente agli smartphone ma in generale le persone non parlano più alle persone, con le persone.

Io, invece, le persone le amo e lo smartphone lo utilizzo per rimanerci in contatto: ma quant’è bello, però, andare a correre con Africa, pensare, riflettere per poi trasformare i miei pensieri/sogni in azioni reali?

Ecco, amici miei, ancora una volta il pragmatismo che c’è in me esce fuori, però, a questo punto penso che sia una virtù innata, sì, perché esser coraggiosi è una virtù mentre esser astratti è semplicemente immorale.

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Il Coraggio| Le Maschere| Fremdschämen

L’atto migliore che si possa fare nella prova vita è AVER CORAGGIO.

Il coraggio è e deve essere l’essenza della vita, l’elemento principale della quotidianità, l’ossigeno del vostro cuore.

Coraggio
co·ràg·gio/
sostantivo maschile
  1. Forza d’animo connaturata, o confortata dall’altrui esempio, che permette di affrontare, dominare, subire situazioni scabrose, difficili, avvilenti, e anche la morte, senza rinunciare alla dimostrazione dei più nobili attributi della natura umana: un c. da leone; dar prova di c. di fronte a una disgrazia; andare con c. incontro alla morte; avere il c. di dire la verità.

‘Forza d’animo connaturata, o confortata dell’altrui esempio’.

 

Il coraggio è un atteggiamento, frutto di un pensiero, che mi appartiene, che m’accompagna incessantemente nella quotidianità, non m’abbandona nemmeno la notte e questo vuol dire che non indosso una maschera. Se la indossassi, la toglierei in casa, o per lo meno a letto, ecco, a me non avviene neanche quello. Perché? Perché chi ha coraggio, n’è provvisto sempre e non necessita di una maschera.

Sono sempre stata coraggiosa? Boh. Sì. Anzi no, non sempre lo sono stata però ho avuto una valida aiutante, mia madre che m’ha insegnato ad aver coraggio da sempre, da subito, me l’ha trasmesso dal principio senza dubbio lei però probabilmente ho una buona propensione nell’andare, piuttosto che nel restare. 

..Chi m’ha insegnato a essere coraggiosa

Questo fa di me una persona coraggiosa. E io ne sono coscientemente consapevole.

Le persone sono fatte di storie. Le storie sono esperienze. Le esperienze sono azioni.

Per questo INCORAGGIO sempre il prossimo: lo incoraggio a fare, ad agire, a pensare, a creare, ad andare.. perché se non andrai, non saprai.

Le persone DEVONO spingersi oltre. Oltre, lì dove, la novità è di casa e la noia non esiste.

A volte, però, le persone vanno veramente oltre. Oltre lì dove non potrebbero, non dovrebbero, lì dove non necessitano. Quando questo accade IO provo, come dire, un senso di vergogna o imbarazzo per loro, vorrei prenderle per il braccio e dire loro “Ehi stai cadendo nel ridicolo, è imbarazzante questo atteggiamento, non provi vergogna?”.

A volte sono combattuta nel farlo, sono combattuta nel sottolineare l’atteggiamento del e al prossimo, del resto, se non te ne rendi conto TU chi dovrebbe farlo per TE?

Ecco perché il coraggio, le maschere e la vergogna possono essere strettamente collegate: perché se sei coraggiosa (DAVVERO) non indossi maschere e il senso di vergogna non ti apparterrà mai. Caso contrario: indossi una maschera continua, vuoi fare o essere ciò che non sei, DUNQUE non sei abbastanza coraggiosa per essere TE STESSA quindi assumi atteggiamenti che richiamano la vergogna (altrui).

 

Io preferisco essere coraggiosa ma non posso esserlo anche per gli altri.

 

Voi, invece, siete coraggiosi o indossate maschere per difesa personale?

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La Vita| Le Persone| Le camere| L’ascolto| I segreti| L’esistenza|

Non ho mai ben capito come facciano le persone a rimanere ferme.

Non viaggiare mai, non cambiare vai, non esplorare mai, non rischiare mai.

 

Non ho mai ben capito come facciano le persone a pensare sempre ‘a cosa fanno gli altri’.

Non concentrarsi mai su se stesse, non rivedere mai la propria persona facendo continuamente il confronto con altri soggetti, non l’ho mai ben compreso.

 

Non ho mai ben capito come facciano le persone a invidiare le altre persone.

Non mettersi mai in gioco, puntando continuamente a ciò che hanno gli altri soggetti, a ciò che sono gli altri soggetti.. agli altri soggetti. Punto.

 

Non ho mai ben capito come facciano le persone….

 

Avrete capito che amo riflettere, vero?

Riflettere è la parola d’ordine della domenica. 

Le persone, poi, sono la seconda parola d’ordine della mia esistenza.

 

Incontro quotidianamente dal lunedì alla domenica persone: soggetti, personaggi, timidi, controversi, curiosi, lettori accaniti o troppo saccenti. Mi metto continuamente alla prova tutte le volte che accetto un appuntamento di lavoro con persone che non ho mai incontrato prima, è SEMPRE una scoperta, una novità, un incontro.

 

Le persone colorano la mia vita, ne fanno parte, l’arricchiscono, m’assorbono, mi fanno arrabbiare e mi fanno sorridere.

Ecco il mio lavoro mi fa sorridere e ridere tanto, questa è la migliore azione della mia vita: alzare la bocca insieme ai miei occhi.

Lavorare a contatto con le persone è un elemento distintivo della mia realtà e a volte m’immagino essere come una spugna. Sì, tutte le volte che esco da casa vado in modalità SPUGNA IS ON. Incamero notizie, le archivio e le elaboro quando esco a correre insieme Africa, poi, nella mia mente avviene una ‘cernita’ di tutto ciò che è stato nell’arco della giornata e il mio cervello decide cosa tenere e cosa appoggiare altrove. No, non buttare, perché come direbbe qualcuno che stimo ‘Del maiale non si butta via niente’.

Permetto alle persone di entrare, apparentemente, nella mia vita. Come dire, le faccio entrare nell’ingresso, poi, dopo del tempo, variabile, decido inconsciamente o meno, se farle accomodare anche nel mio soggiorno oppure se farle rimanere lì dove sono.

La vita è un insieme di camere: tutte visibili ma non tutte esplorabili.

Ciò che amo delle persone e della mia vita è il feeling che si instaura con ognuno di loro.

Incredibilmente la gente ama dialogare con me, custodisco così tanti segreti che Dio solo sa tutto ciò che so e io le amo per questo, le amo perché trovano in me un porto sicuro, le amo perché trovano in me una spalla, un orecchio, una mano tesa. E io lo faccio, quasi, sempre con tutti: porgo loro la mano perché aiutarli a camminare e vederli proseguire, poi, è un atto meraviglioso, un atto dignitoso, un atto coraggioso.

E io amo le persone coraggiose, ho una profonda ammirazione verso di loro ecco perché le persone sono importanti per la nostra vita: aggiungono SEMPRE un nuovo tassello per la nostra nuova e continua esistenza.

Ed è un ciclo che si ripete, ogni giorno, se tu lo vorrai.

 

E voi amate le persone? Schivate gli appuntamenti? Siete sempre fuori casa? Raccontatemelo!

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Salento da amare| Salento da difendere

Negli ultimi giorni quando scrollo la home e incontro le notizie dal Salento di alcuni amici salentini mi si squarcia il cuore.

 

Strano- da parte mia- non trovare parole per comunicarvi il mio dolore nel vedere le vostre foto dove donne, uomini, bambini sono TUTTI UNITI per difendere i propri ulivi, la propria terra, la nostra natura.

 

Il Salento è una terra MERAVIGLIOSA.
Il Salento è una terra di STORIA.
Il Salento NON si deve toccare e io RINGRAZIO PUBBLICAMENTE chi FISICAMENTE è presente sul territorio per difendere gli ulivi, per difendere un NOSTRO DIRITTO, per difendere la democrazia della quotidianità.

Edmund Burke ha detto “Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l’abuso” e OGGI più che mai ne sono convinta.

#NOTAP

La foto è stata scattata da me in Salento questa estate. Quel blu, lo vedete quel blu?

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L’appuntamento più importante degli ultimi tempi| ME STESSA

Da piccola la fotografia m’ha sempre appassionata. 

Per qualche tempo ho anche scattato, in camera a Roma ho una Nikon che ti tanto in tanto rispolvero e uso quando vado nei parchi con Africa o durante i miei viaggi, poi, però, ritorna sulla libreria.

Questo accade perché alla fotografia ho preferito la penna. Anzi ho preferito varie cose ma la penna, sono certa, sia la mia risposta migliore per il mondo.

 

Ogni settimana sono in radio e ogni mese organizzo eventi letterari, come saprete nel mio Team da un anno e mezzo, ho una fotografa che segue tutti i miei movimenti quindi mi ritrovo spesso nella casella dell’e-mail cartelle di foto che mi riguardano in giro per Roma.

Inizialmente guardavo le foto e storcevo il naso. Perché? Non mi sono riconosciuta per diversi mesi, guardavo gli scatti e non capisco. Federica è bravissima, giovane come me, coraggiosa quanto basta e dinamica, sa che odio mettermi in posa, sa che odio stare ferma e immortalare alcuni miei attimi di quotidianità non credo sia così facile come posso pensare.

 

Oggi- la mia collaboratrice- m’ha spedito una nuova carrellata di fotografie della nuova puntata in radio, mi sono fermata ad osservare uno scatto, mi sono vista sorridente, serena e felice di ciò che faccio.

Sì lo so ve ne parlo spesso ma CREDETEMI è FONDAMENTALE esser felici, sereni, tranquilli.

 

Vi ritrovate sempre nelle foto? Vorreste essere diverse? Siete ciò che vorreste essere? Sarete ciò che vorreste diventare? Come vi vedete? Come vi vedono gli altri?

 

Mi ritrovo nelle fotografie di Federica. Mi ritrovo nelle parole che comunico alle persone. Mi ritrovo e… è l’appuntamento più bello dei miei ultimi 24 anni.

 

 

Pagina FACEBOOK IL BLOG DI ELEONORA MARSELLA

 

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Mia Madre è la Mia Migliore Amica |

 

Due anni e mezzo fa quando decisi di trasferirmi a Roma non credo mia madre fosse particolarmente felice ma m’ha lasciato decidere sola e oggi vi scrivo da Roma, la città più bella del mondo.

Mia madre è una grande donna, sì, penserete, ogni madre lo è… certo, ma mia madre in particolar modo senza esclusione per nessuna.

Quando le persone mi dicono ‘Eleonora sei in gamba’ io vorrei rispondere ‘Non potrebbe essere altrimenti, visto il calibro d’esempio che ho da 24 anni’.

Mia madre è la mia migliore amica, molti non sono d’accordo su questo fattore- in generale- in realtà credo sia esattamente il contrario: provateci e non ve ne pentirete.

Mia madre è la mia migliore amica perché mi conosce come le sue tasche.

Mia madre è la mia migliore amica perché è l’unica che con uno sguardo di un frammento di secondo sa già cosa sto pensando o cosa sto provando.

Mia madre è la mia migliore amica perché con lei ho condiviso 24 anni della mia esistenza: anni di sofferenza, anni di felicità, anni di sacrifici, anni di sorrisi.

Mia madre è la mia migliore amica perché comunicare con lei è il mio pane quotidiano.

Mia madre è la mia migliore amica perché conosce le cicatrici che ho il sul cuore e qualcuna è in comune con lei.

Mia madre è la mia migliore amica perché ha sempre creduto in me.

Mia madre è la mia migliore amica perché quando sono stata male, a 16 anni, m’ha fatto un biglietto per Londra e m’ha detto “Vai, conosci una parte di mondo e torna guarita”.

Mia madre è la mia migliore amica perché quando le ho detto “Voglio fare uno scambio culturale in Turchia” m’ha risposto “Vai, cosa aspetti?”.

Mia madre è la mia migliore amica perché quando le ho detto “Mamma subito dopo questa triennale a Lecce ho bisogno di andare altrove”, lei m’ha risposto “Ok, cerca una laurea per te che la mamma ti aiuterà con tutto il resto”!

Mia madre è la mia migliore amica perché ha assistito al mio primo evento culturale a Roma e poi, quest’anno, ha visto un ennesimo mio evento culturale nella capitale e mentre  presentavo il libro l’ho vista con l’occhio lucido, orgogliosa di ciò che sono diventata, contenta di ciò che ha creato.

Mia madre è la mia migliore amica perché senza di lei non sarei io.

Mia madre è la mia migliore amica perché è il mio faro.

Mia madre è la mia migliore amica perché tutte le volte che non saprò verso quale lato guardare, il suo sarà sempre quello giusto.

 

Tua madre è la tua migliore amica? Raccontami di lei!

 

Mia Madre, la Donatella,al mio ultimo evento culturale di Roma

 

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Cambiare vita| Tre miracoli per una quotidianità felice

 

Stai pensando di cambiare vita?

Stai pensando di partire?

Stai pensando di…?

Qualsiasi cosa tu stia pensando FALLA ORA. Falla perché se è nella mente vorrà dire qualcosa anzi vale molto di più di quanto tu possa credere inizialmente.

Anni fa pensai di lasciare la mia città natale per la città più bella del mondo. L’ho fatto.

 

E non me ne sono pentita e questa è la magia più forte del mondo: NON PENTIRSENE MAI anzi mi sarei pentita se non l’avessi fatto, posso aggiungere oggi.

E voi a cosa state pensando? Qualcosa vi sta stretta? Siete fidanzate con qualcuno che non vi stimola? Vivete una situazione lavorativa idrorepellente? Qualsiasi cosa non stia andando nel modo giusto POTETE CAMBIARLA. Eh sì, ve lo dico sottovoce ma non è un segreto, il vero cambiamento è dentro noi…. certo, anche l’esterno aiuta tanto, ma il primo passo è interno per poi andare all’esterno. Capito?

 

Sì lo so, siete spaventate dal cambiamento ma questo è il primo sbaglio che si compie: da un cambiamento possono nascere tante, nuove, belle cose, situazioni, persone, faccende, incontri e qualsiasi cosa vi venga in mente quindi perché non spingersi? Perché non andare? Perché non fare?

I primi giorni che mi trasferii a Roma avevo paura, era una paura che oggi non conosco più ma ricordo d’averla avuta qualche ora. Un senso di terrore, muovevo pochi passi persino nella mia nuova casa, figuriamoci l’esterno. Però poi ho cominciato ad uscire, per la spesa, per la frutta o per Africa dopo, però sono uscita e ho cominciato a parlare con le persone, a conoscerle, ad incontrarmi e questo è un primo miracolo della quotidianità: LE PERSONE. Le persone sono il tesoro della nostra vita, entrano nella nostra quotidianità se lo vogliamo, sostano nel nostro cuore se glielo concediamo e poi vanno via, per loro scelta o nostra ma comunque hanno provocato un movimento, hanno scosso, hanno variato e questo vale tanto, anzi tantissimo.

Perché ci arricchiscono, ci variano o ci sfumano. Ci toccano. E è bellissimo.

 

Variare qualcosa nella propria vita non è poi così difficile, basta variare l’ambiente, i soggetti e tutto prende una nuova forma, assume un nuovo sapore  e persino un nuovo odore.

 

Qualcuno, una volta durante una cena, mi disse: “Eleonora so perché sei così, perché non hai paura di nulla”. E come dargli torto amiche mie? La donna è un essere meraviglioso, coraggiosa per natura VE LO ASSICURO e è tutto vero: possiamo fare tutto, possiamo superare tutto, possiamo arrivare ovunque e questo è il secondo miracolo della quotidianità: IL CORAGGIO. Il coraggio amiche mie è il motore dell’esistenza umana: cosa saremmo senza coraggio? Nulla. Nulle. Sempre ferme. Vi piacerebbe essere sempre le stesse, fare sempre le stesse cose, pensare sempre allo stesso modo e passare del tempo con le stesse persone? A me no sinceramente. Non confondete eh! Io amo i miei migliori amici, il mio Team, ho persino qualche collega che tollero però l’incontro con NUOVE PERSONE mi stimola soprattutto quando si incontrano persone che possono dare e trasmettere tanto. Ecco io mi nutro di persone.

 

Se stai pensando di variare qualcosa all’interno della tua vita, le persone sono un ottimo modo per ‘aiutarsi’ e aiutare perché senza rapporti sociali non saremmo nulla.

 

C’è un terzo piccolo miracolo della quotidianità che vi servirà per CAMBIARE LA VOSTRA VITA ma questo varia da persona a persona e non esiste un manuale.

Amate fare qualcosa? Dipingere? Creare? Disegnare? Scolpire? Scrivere? Cucinare? Recitare? Fotografare? Comunicare? Servire? Volare? Cucire?

Chiudete gli occhi e pensate a qualche vostra passione, concentratevi e scegliete la migliore, quella che vi dà più felicità.

 

Fatto? WELL DONE!

 

Ok, qual è il terzo miracolo della quotidianità? LA PASSIONE.

La passione verso qualcosa alimenta l’essere umano ventiquattro ore al giorno per 365 giorni l’anno SEMPRE. Ecco perché dovete LAVORARE SULLA VOSTRA PASSIONE. Perché sarà quella che vi incoraggerà quando ne avrete bisogno. Perché sarà quella che vi spingerà a migliorarvi continuamente per essa. Perché sarà quella a diventare la vostra professione, se lo vorrete.

 

Il mio terzo miracolo della quotidianità è la comunicazione. Io amo parlare con le persone, amo comunicare nel web le mie perplessità e condividere le novità ma sopratutto amo la parola, l’amo nel senso più stretto, la cerco, la individuo, la riconosco e la uso. Non potrei farne al meno.

 

 

Qualsiasi cosa non stia andando nel verso giusto, amiche mie, pensate a questi tre miracoli della quotidianità: le persone, il coraggio e la passione.

(Pensate amiche mie o scrivetemi, mi troverete a ascoltare o leggere le vostre storie)

 

Ritratto di una quotidianità felice

 

 

 

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Sei tornata SINGLE? #1Consiglio: Diffida da chi ti chiede abbracci

Il sabato è arrivato e con esso aggiungerei un tocco di leggerezza quindi… sono quì a narrarvi un momento ludico della vita di Eleonora Marsella.

Considerato che pochissimi mesi fa ho compiuto 24 anni sono entrata a far parte del fantastico mondo degli adulti dunque posso sostenere di ‘esser stata fidanzata ‘na vita’, quasi sei anni, rapportati ai miei soli 24 anni…. cosa c’entra tutto questo con un post scritto in una mattina di un sabato primaverile? C’entra perché un giorno lui mi mollò, dall’oggi al domani, con mia grande sorpresa. Vabbè, potrei aggiungere altri dettagli di quel periodo e della sua decisione, come l’assenza di comunicazione, di delicatezza, di pensiero, assenteismo come parola d’ordine… ma non siamo quì a discutere della sua persona.

 

Dunque tutto questo pippone per dirvi che ELEONORA MARSELLA TORNA SINGLE, qualcuno viene a saperlo, qualcuno lo immagina, qualcuno non se n’è mai fregato un cazzo, della serie ‘Ci provo con te poi se va in porto, va in porto’, altrimenti te prendi ‘na pizza in faccia, aggiungerei io.

I maschietti che ci provano con Eleonora Marsella – secondo me- sono degni di nota, parliamoci chiaro, ci vuole coraggio amici miei eh? Testarda, indipendente, autonoma, 24 anni d’età ma di cervello siamo avanti già qualche annetto dunque…

Vabbè, al di là del loro coraggio nel provarci con me, il vero coraggio è uscire con loro.

Certo a proposito di CORAGGIO potrei dirvi che Amiche mie, ci vuole coraggio a riprendersi dopo 6 anni e passa di fidanzamento, sopratutto quando poi vieni mollata e non te lo aspetti. … ‘nsomma non è carino ma MAI DEPRIMERSI, anzi, il DOLORE puro, nel senso di ‘lutto’, deve, a mio dire, DURARE NON MOLTO. Ma se siete interessate, dedicheremo uno spazio anche alla ‘ripresa da post-fidanzamento’.

 

Ognuno ha una propria tempistica, certo, ma perché perder tempo per soffrire?

 

Un soggetto, nato negli anni ’80, lavora in una famosa società italiana ‘al servizio del pubblico’ mi scrive da un anno. UN ANNO AMICHE MIE. 12 mesi, 4 stagioni e lui continua a scrivermi nonostante ‘cagato da parte mia’ relativamente poco, direi quasi zero.

 

Vabbé dopo 12 mesi accetto un suo invito, mi ha scritto troppe volte, soffrire è inutile, quindi, penso: vuoi dargli un attimo delle attenzioni a questo povero cristo che dopo 12 mesi te sta ancora dietro e esci a prender aria?

 

PREMESSA

[ Quando Eleonora Marsella accetta un invito- da parte del sesso maschile, femminile, animale- lo fa quasi sempre per curiosità. Sono una persona fatta di 80% di curiosità, mi nutro delle storie della gente, delle loro vite e la cosa ancora più interessante è il fatto che TUTTI e dico TUTTI si confidano con me… e io sto ancora cercando di capire perchè].

Riprendiamo il discorso del tipo.

 

Ok, rispondo ad un messaggio, dopo svariati giorni di rincorse per ‘fissare’ un appuntamento con me (AMO IL MIO LAVORO!), passerà a prendermi per le 20.30.

Ok, non so cosa mettere, comunque non mi impegno troppo nel vestiario- del resto-  andrò bene a prescindere quindi scendo da casa alle 20.45:

RITARDO REGOLARE DEL GENTIL SESSO.

 

Lui ha prenotato ad un ristorante romano, al che, arriviamo, dobbiamo salire delle scale, lui mi invita a salire per prima, aggiungendo una battuta sui miei glutei. Deduco che mi guarderà il culo dunque..

Famo che sali prima te, ok bello de zia?

Ci sediamo, lui fa l’uomo decide i piatti, chiede il vino- che non sarà in grado di versarmi- parla di se, del suo lavoro, di tanto in tanto pongo quesiti- sono una persona curiosa- ogni tanto mi annoio, poi… ovviamente il tizio annovera una serie di complimenti su di me, complimenti che- sì mi arriveranno- ma con poca interazione da parte mia.

  1. Sei veramente bella- Sì ok già sentito.
  2. Sei veramente affascinante- Me lo dicono ma non ci credo mai.
  3. Sei veramente intelligente- Ecco, forse-forse, c’hai ragione.
  4. Sei veramente divertente- Ecco, questa è una mia caratteristica peculiare ma non è reciproca la faccenda.

 

Al che… rullo di tamburi, rullo di tamburi… e l’argomento scivola sulle pugnette, sì, avete letto bene, io faccio finta di non capire, lui rincara la dose:

“Certo le pugnette, perché tu non ti masturbi?”

 

Ehm no, m’hai vista? Ti sembro tipa che… vabbè, ma in generale, ti sembro tipa che apprezza questa tipologia di domande?

Io faccio l’amore con i libri, capra.

Ok Ragazze, diciamo che la serata sarebbe potuta termine in quel momento ma non finisce qua.

 

Avete presente quando l’uomo vi dice “Vado a cambiare l’acqua al pesce o vado a cambiare l’acqua alle olive?” Ok. DIMENTICATEVELO.

Il nuovo mood è VADO A PISCIARE.

E quando le mie orecchie han sentito questa frase, CRISTO, sul serio l’hai detto/fatto?

Ok, ragazze mie. Ok. 

Rimango tranquilla, decido di non prendere dalla mia borsa nessuno dei due i-phone, altrimenti il telefono m’avrebbe assorbita e non ne avevo voglia. Il caso ha voluto che io mantenessi il capo girato, dunque cosa accade che il tizio, rientra dal suo ‘cambio d’acqua’ e… prova a baciarmi.

Avete presente il film MATRIX? Ecco. Eleonora con NON POCA GRAZIA rifiuta il suo gesto e mi ritrovo seduta due tavoli più avanti con una coppia. Della serie ‘Nun me toccà’. Sono allergica, ciao.

 

 

Lui se ne rende conto, si sarà sentito ridicolo? Non lo so. Fatto sta che… Bah.

Scopro cose allucinanti, lui e i video- poco raccomandabili e morali- che ha girato per internet. Lui che mi parla del sesso come se io parlassi del mio cane Africa, masturbazione, piccoli favori lavorativi (che non chiedo mai!) e così via.

Direi che è l’ora di andar via …. eh?

Ok, paga lui con una battuta del tipo

“La prossima fai te eh?” Diciamo che la prossima non ci sarà eh?  

(Ah, ovviamente, io ho proposto di pagare ma… non ha voluto)

 

Andiamo avanti o meglio usciamo dal locale.

Mi chiede un abbraccio ma che problemi hai? Un abbraccio? Tu esci con la gente e chiedi abbracci in giro? Bah. Io diffiderei da questa gente. Ovviamente gli dò una pacca. AHAHHAHAHAH Sì, una pacca del tipo “Vai con Dio, amico mio che con me stasera non ci vai”. 

 

E niente, mi riporta a casa, con non poche battute, saluto graziosamente e..

Ci vediamo tra altri 12 mesi?

 

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Il burrone di azioni

Erano anni che percorrevo la stessa strada. Era un cammino che conoscevo mediamente bene e poche cose erano andate storte fino ad allora. Fino a quando in pochissimo tempo il vento ha cambiato il suo andamento, ha cominciato a soffiare sempre più forte da un momento all’altro e mi sono ritrovata con i capelli scompigliati, i pensieri in conflitto ed un cuore, beh, un cuore travagliato ma pur sempre mio.

Mi sono ritrovata in un burrone di azioni e pensieri che non conoscevo e che, nonostante un trambusto iniziale, hanno portato nuovi elementi sulla mia nuova strada ricordandomi ancora una volta che il vento è solo vento. E io sono molto di più.

Sogni d’oro amici

Con affetto,

Ele

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Noi| Donne

Domani è la festa della donna, lo so ma a me non interessa perché la donna, per me, è protagonista 365 giorni l’anno e chi mi segue, sa bene che parlo del gentil sesso spesso e volentieri.
 
 
Vi voglio parlare della donna e del suo coraggio che è determinante.
Perché il coraggio della donna è sublime, profondo, pensato e superiore, c’è poco da fare. Non me ne vogliano i maschietti che seguono il mio blog ma come posso non parlarvi degli attributi astratti che le donne dimostrano giorno per giorno nella quotidianità?
La donna è un esser meraviglioso che colora la vita delle persone che la circondano, attribuisce loro un valore e le rende uniche nella sua vitalità.
Quando poi una donna, però, realizza che la sua persona non è valorizzata come dovrebbe e come vorrebbe, ecco, il quel caso la donna con gli attributi astratti sfancula e lo fa nel miglior modo possibile: voltandosi dall’altra lato.
 
Ecco è di questo che voglio parlarvi: della tenacia delle donne. Del loro coraggio. Dei loro princìpi. Delle loro virtù rare, inimitabili, inestimabili.
 
Questo post è dedicato a tutte quelle donne che difendono la vita con i denti. A tutte quelle donne che sognano e poi realizzano nella quotidianità ciò che amano. A tutte quelle donne che rinunciano oggi per qualcosa di più importante domani.
A tutte quelle donne che sacrificano la loro essenza per una loro maggiore spiritualità futura.
 
Ecco, questo post è per tutte quelle donne che oggi, domani, dopodomani, sempre, difenderanno con i denti la vita.
 
Ecco perché le donne ruggiscono. Perché è necessario.
 
E.M.
 

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Roma <3

Tutti abbiamo un primo amore.
Per me è stata Roma.

Lo so che è assurdo leggerlo ma non lo è dal vero.

Roma, per me, è stata una rinascita. Roma, per me, è sempre stata e continua ad essere una prova. Roma, per me, sono i miei sogni che prendono sostanza e si realizzano.
Roma, per me, è tanto. Roma, per me, è una crescita personale, professionale e ambientale. Sì, perché se puoi vivere a Roma, potrai farlo ovunque.
Sì, perché, se ti adatti ad una città così grande, e tu credi di essere così piccola-piccola ma in realtà poi non è vero, scoprirai che la grandezza ti affascina e rapisce MA non ti spaventa più. Perché le paure, in fondo, sono solo limiti mentali che posson essere arginati e tu in confronto sei una roccia. Una roccia solida che incassa continuamente le onde del mare, viene levigata- in superficialità- ma mai rimossa. Ecco. Roma è la roccia. E io mi ci rivedo molto in lei, abbiamo in comune il continuo dondolio del mare ma mai e poi mai molleremmo la presa. Perché siamo fatte così e le onde e il loro tempo non basterebbero per buttarci giù.

Con affetto a tutti coloro che sentono di essere onde o rocce.

Ele

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