Ricominciare

5 Maggio 2020.

Rientro nel mio ufficio, il profumo dei libri vi avvolge.

Il divano rosa pastello mi attende, mi siedo, abbraccio il cuscino: SI RICOMINCIA!

Si ricomincia a vestirsi bene la mattina, si ricomincia a pensare, si ricomincia ad elaborare, si ricomincia a vivere.

Il covid-19 ha voluto metterci alla prova ma noi umani siamo più forti: mente e cuore ci aiuteranno.

Così ricomincio a far consulenze agli autori, agli editori, ai privati.

Ricomincio ad elaborare strategie per il lancio di alcuni libri, perché la cultura non può fermarsi.

E così programmo le novità:

16 Maggio corso per “Imparare a promuovere il proprio libro tramite 30 metodi”.

Si ricomincia a registrare le video-recensioni per Youtube.

Si ricomincia ad intervistare gli autori a distanza.

Si ricomincia con le dirette live di Facebook.

Si ricomincia a parlare di libri anche se io, in fondo, non ho mai smesso.

Ho comprato questo cuscino durante la quarantena così da casa l’ho portato in ufficio perché INSIEME ricomincereremo.

Ah il cuscino? Eccolo qua dove comprarlo!

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La paura del buio

Sono nata nel 1992, mio padre è venuto a mancare nel 1997.

Non so se fosse per questo o per altro ma da piccola ho avuto problemi a cominciare a dormir da sola.

Devo dire che oggi, a 27 anni, son migliorata molto ma nonostante adoro la solitudine quando la notte mi avvolge, provo sempre dei sentimenti contrastanti.

Ricordo che la mamma lasciava una lucina accesa, io mi giravo, mi coprivo fino ai capelli con la trapunta e speravo di addormentarmi subito.

Poi dopo pochi minuti, sembrati un’eternità, fuggivo nella stanza di mia Madre e dicevo:


“Quanto ho dormito?”

“Poco Ele, poco”- E ovviamente rimanevo con Lei.

Non so come, poi, ho cominciato a dormire da sola, sempre con una lucina.

A Roma non sentivo la necessità della luce, abitavo in un palazzo con 147 famiglie (i bei palazzi di Roma) e pensavo: “Ma chi viene a rompere al quinto piano della scala C?”

Oltretutto la mia coinquilina Francesca, la notte, era sempre a casa.

Poi cosa ve lo dico a fare? Avere un cane aiuta.

Africa sente i suoni meglio e prima di me, come dire? Lei è il mio allarme personale.

Ho sconfitto la paura leggendo prima di dormire, ovviamente adoro leggere, dopo un pò mi stanco e mi addormento col libro in mano senza accorgermene.

Ancora una volta: I LIBRI SONO MIEI AMICI.

Oltretutto ho una piccola, fantastica e adorabile lucina che mi fa compagnia.

Un libro che si illumina: cosa si può volere di più?

Anche tu hai paura del buio? Quali sono i tuoi metodi?

Ah amici lettori la luce la trovate qua: AMAZON

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Africa e Roma m’hanno cambiato la vita

Sì, un titolo forte ma è la verità della mia vita.

HAPPY B DAY ROMA!

Il Natale di Roma, anticamente detto Dies Romana è conosciuto anche con il nome di Romaia, è una festività laica legata alla fondazione della città di Roma, festeggiata il 21 aprile.

LA MIA STORIA

Non avevo compiuto 21 anni, appena laureata a Lecce, scappavo a Roma per respirare una nuova aria.

Così mi iscrissi alla specialistica, una casa condivisa con un’attrice che col tempo sarebbe diventata una sorella maggiore e Africa, sempre presente, sempre con me.

Non conoscevo nessuno, sì, NESSUNO.

Eppure uscivo ogni giorno, cominciavo a parlare coi vicini, con i proprietari di cani, andavo nei parchi, camminavo, poi correvo, poi uscivo, poi leggevo, studiavo, lavoravo, leggevo fino alle cinque del mattino, fumavo sul balcone, approfondivo la vita.

ROMA M’HA CAMBIATO LA VITA.

Senza Africa non avrei MAI fatto quel passo; dopo quattro anni però mi trasferisco a Modena, oggi vi scrivo da qua.

Dovrei essere a Cagliari per un lavoro ma il COVID-19 ha cambiato i nostri piani, così ci si adatta.

Africa ha cambiato i miei ritmi, m’ha responsabilizzato, m’ha fatto maturare, m’ha fatto (qualche volta) preoccupare.

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Mi fa sorridere quando mi guarda con quegli occhi color nocciola, la chiamo “DONNA BAFFUTA” perché è un tratto tipico del Jack Russel.

Quando presi la seconda laurea feci un viaggio di 11 giorni in giro per l’Italia con Africa, sì in treno con lei.

Quanto ci siamo divertite e quante persone abbiamo conosciuto.

Qualcuno lo ricorda ancora, il mio viaggio con Africa. Lo ricorda anche lei, a volte le dico “Africa hai viaggiato più te di altre persone”!.

Salento, Roma, Verona, Pisa, Bologna, Modena, Padova, Venezia, Slovenia, borghi medievali, San Marino, Pesaro e chissà quante altre città che al momento mi sfuggono; sì perché anche la mia memoria vacilla.

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Non ho mai paura di cambiare vita, non ho paura perché con me ho la mia compagna di vita: Africa, 7 anni e una personalità da vendere.

Me lo chiedono in tanti: sì lavoro in giro per l’Italia e Africa, quando si può, viene con me.

Trovate la nostra quotidianità qui: FACEBOOK

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Covid-19. Aggiornamenti

Questo virus ha trasformato le nostre vite: soluzione?

VALUTIAMO questo periodo come se fosse un’opportunità di cambiamento per le nostre vite.

Il Coronavirus ci sta mettendo a dura prova: non è vero?


Siamo in casa e vorremmo uscire.
Siamo in casa e tanti non possono lavorare.
Le persone, in diversi video, dichiarano che NON HANNO I SOLDI per far la spesa.
Io mi reputo fortunata perché cibo, libri e salute (al momento) non mi mancano.
Ecco perché QUANDO SIAMO IN SALUTE dovremmo farci caso: è il bene più prezioso. Quando però abbiamo un problema – di salute- ci lamentiamo ed è lì che affermiamo “Cazzo quanto stavo bene prima”.

Io, praticamente, esco solo per Africa e vicino casa. Per le spesa compilo una lunga lista, in questo modo la necessità del supermercato nasce una volta ogni 8-10 giorni.

Ricevo tantissime e-mail da lettori e scrittori: GRAZIE!

La vostra fiducia è il bene più prezioso.

Molti lettori mi dicono che non riescono a leggere, alcuni scrittori non riescono a creare mentre altri scrivono “GRAZIE” al coronavirus.

L’essere umano, per natura, ha un alto spirito di adattamento e ognuno di noi lo sta facendo a proprio modo.

Trascorro le mie giornate in casa a lavorare al MacBook, a parlare in radio, a promuovere i miei scrittori (Non perdere i consigli di lettura del mese) e ovviamente sto leggendo tanto, forse molto ma mai troppo.

(Ad oggi ho letto 8 libri in, praticamente, cinque settimane)

In verità mi son dedicata e mi sto dedicando a registrare dei video, interviste sia ai miei scrittori che a professionisti di svariati settori, trovate del materiale sul mio canale youtube

Come reagire al Covid-19?

  1. Leggere
  2. Scrivere
  3. Pensare
  4. Sfruttare il balcone (per i fortunati) o il giardino
  5. Praticare giardinaggio
  6. Praticare hobby
  7. Approfondire
  8. Studiare
  9. Seguire corsi online (gratuiti)
  10. Cucinare o dilettarsi

E tu come stai reagendo?

Non conosco cosa sia un jeans, vivo scalza e non ho più l’ansia di lavorare 15 ore al giorno.

Ecco una mia foto, priva di filtri.

L’unico filtro che vorrei è quello per difendersi dalla cattiveria altrui che sui social è sempre più praticata.

Ah! Se ti piace il cuscino (perché me lo avete già chiesto), eccolo!

PRENDILO CON UN CLICK

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La Morte

Quando abiti in un paesino, praticamente, conosci tutti.

Poi da quel paesino te ne vai e non dimentichi nessuno.

Così questa mattina mi sveglio, troppe notifiche, cosa succede?

.. Viene a mancare l’aria, vorresti fosse un sogno: è venuto a mancare un ragazzo di 30 anni.

La vita è incredibile: la morte non bussa alla tua porta e non chiede il permesso per entrare.
La morte PRETENDE di entrare e tu non puoi farci praticamente nulla.

Lui si impegnava così tanto, per la nostra cittadina che è incredibile. La Festa del Paese, negli ultimi anni, aveva ripreso ad essere bellissima proprio grazie a lui e ai suoi ragazzi.

Di lui, ho un bel ricordo.
Ho avuto un ex ragazzo che mi portava insieme a lui allo stadio per tifare la Toma Maglie. Erano amici, amici di tifo, amici e appassionati per gli stessi colori.
Così Marco lo conobbi meglio lì: guidava il gruppo, li incitava a cantare, rideva, scherzava, si arrabbiava, era vero, autentico, senza fronzoli.

Ricordo la sua autenticità.
Lo voglio ricordare così, a distanza i ricordi non sbiadiscono: a distanza i ricordi assumono una loro forma.

EM

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Il Festival dello Scrittore Emergente- Prima Edizione- Tiriamo le somme

Si è concluso il Festival dello Scrittore Emergente e così, dopo due giorni, ancora non riesco a metabolizzare emozioni, persone, cattiverie, abbracci, cene, tante ore di lavoro, la professionalità del mio Team, i problemi incontrati per cause non legate direttamente alla mia persona.
Ora ciò che mi rimane son tante cose.

Ho però il difetto di fossilizzarmi sulle critiche fatte, anche non troppo costruttive.


Su ogni tavolo autori e editori ricevevano un foglio da compilare con la lista dei pro e dei contro, tutto questo per dimostrare la mia trasparenza.

Tra le lamentele ho letto: troppo caldo, parcheggiatori maleducati, bar distante (al padiglione accanto), pareti (della fiera) grigie. C’è chi sosteneva che io, organizzatrice, avrei dovuto rinunciare al compenso, avrei dovuto regalare a tutti (80 autori) il mio libro, avrei dovuto fare presentazioni gratuite (le sale, con impianto audio e video hanno avuto un costo complessivo alto che io ho sostenuto).

Si è detto che io non avrei dovuto presentare il mio libro, che non avrei dovuto avere lo stand dei miei (nostri) libri, con antologie, raccolte, gadget.

Ora è chiaro che questa serie di pensieri m’hanno ferito ma non riesco a capire il motivo di così tanta cattiveria.

I problemi avuti sono stati diversi, non tanti in verità, ma legati all’organizzazione della stessa fiera e non alla mia persona.

Tuttavia ho avuto modo e ne avrò col tempo di confrontarmi e c’è collaborazione da ambo le parti.

Sono stati tantissimi i complimenti, gli abbracci, i baci, le occasioni di scambio, le occasioni d’affetto, di caffè, di cose bellissime e numerose.

Conto CINQUE PARERI NEGATIVI su OTTANTA PARTECIPANTI: direi che è stato un ottimo risultato.

Si è bravi a criticare l’operato altrui, peccato che CHI critica- spesso- non ha mai organizzato una manifestazione di tale portata e me ne rammarico perché son molto sensibile.

Cosa ho imparato? Non si può far felici tutti.

Lo rifarò? Probabilmente sì, probabilmente No.

In qualsiasi caso stacco e vado in vacanza tre giorni.

Abbiamo raccolto 55 euro da dare alla comunità di Lecce che io seguo.

Son felice, son pochi ma ne daremo altri, col tempo.

Son felice di dire: HO UN TEAM FORMIDABILE.

Un Team PRETTAMENTE femminile e i nostri maschietti non son da meno.

Grazie ai miei ragazzi, m’hanno sempre sostenuta.

Grazie ai miei Autori Emergenti, per la fiducia, l’affetto e la stima dimostrata durante il Festival e anche successivamente.

Grazie anche a coloro che si sono comportati male: ciò che ho imparato è che al prossimo evento non sarete invitati, gestire i problemi personali delle persone è un problema, il problema diventa doppio quando addossano tutto alla mia persona, o al mio team, per cause loro.

La Cultura è un aspetto meraviglioso a volte, però, le persone lo complicano.

Grazie a Modena Fiere per l’opportunità.

Grazie ai lettori che son venuti per conoscermi, acquistare il mio libro e chiedermi pareri.

Grazie a tutti: è stato bellissimo, stancante, stressante ma è il lavoro che ho scelto e lo porterò avanti con sorrisi, orgoglio e pazienza.

In foto col mio Team 🙂

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Salone del libro di Torino 2019

Caro Diario, oggi sarei dovuta partire per una settimana di lavoro, a Torino.Questo non è avvenuto: ho acquistato uno stand inesistente, dopo aver firmato un contratto e il truffatore non mi risponde da giorni.
Oltre ad aver perso i soldi ho distrutto un sogno: quello di portare con me alcuni miei autori a Torino e probabilmente c’è anche un danno di immagine da non sottovalutare.
Ed allora? Attenderò un miracolo del mio Avvocato insieme alla Polizia, non mi aspetto di ritrovare i miei soldi sul mio conto, mi aspetto che il mio truffatore patisca quello che io (ed i miei autori) stiamo patendo in questi giorni.
Sarei potuta andare a Torino allo stesso modo, come giornalista ma non l’ho fatto e non lo farò.Ho preferito comprare un biglietto aereo per il Salento, perché ho necessità in mezzo tutti questi volti, di vedere quelli familiari, quelli di sempre, quelli che mi riconoscono e che mi guardano con gli stessi occhi di sempre.
Continuo a pensare che il mio truffatore ne pagherà le conseguenze, se non avverrà, beh, vorrà dire che mi son presa una vacanza da cinque giorni perché me lo son meritato lo stesso.
Da domani sono in Salento, vediamoci, abbracciamoci, volemose bene alla luce del sole.
Ele

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Il cane e il tuo tempo

C’è stato un tempo in cui non avevo Africa. Un tempo che non ricordo, per l’esattezza, ma c’è stato.

Viviamo insieme da sei anni.
Inutile- adesso- immaginare la mia quotidianità senza di lei.

Quando dico che vivo con il mio cane, in molti mi dicono “Beata te, io non avrei mai tempo per un cane”.
In realtà è un’affermazione fuorviante, perché è vero che un cane porta via del tempo ma in realtà dipende anche come lo investi, il tuo, di tempo.

Un cane non ha grandi pretese, sei tu a decidere cosa fare con lei, quando farlo e con quale costanza.
Tieni presente però che il tempo di vita del cane non è pari all’eternità: farle vivere il suo tempo nel miglior modo possibile non è necessario e basta ma fondamentale per la qualità della sua vita.

Prendere un cane è una scelta importante, soppesare i pro e i contro è decisivo e va fatto con intelligenza.
Si avvicina Natale, cari genitori, se vostro figlio vi chiede ‘un cane sotto l’albero’, decidete bene cosa fare. Un cane non deve essere desiderato solo a Dicembre ma tutto l’anno. Questo, oltretutto, non basta. 
Il cane va amato sempre, perché lei lo farà con voi senza chiedere nulla, da gennaio alla fine dell’anno.

EM

*****
In foto io e Africa, il mio orologio è di  Capitola, se volete acquistarlo con uno sconto usate il codice #EleonoraM, risparmiando il 15%. Africa, invece, non è in vendita

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Cosa significa Amare una persona

Oggi vi racconto cosa significa, per me, amare una persona.

 
Qualche mese fa ricevo una telefonata da un notissimo programma televisivo in cui, la Signora, esordiva con “Ciao Eleonora, ho letto il tuo blog, ho notato gli articoli che parlano del rapporto che hai con tua madre e noi del programma vi vorremmo quì, nei nostri studi, per parlare di voi, del vostro rapporto dopo la morte di tuo padre e di come si supera qualcosa del genere. Vi vorremmo insieme per due puntate di seguito”.
 
La televisione è un mondo che non mi ha mai attratto, devo esser sincera, però esser ospite in una trasmissione televisiva poteva anche dire che avrei pubblicizzato il mio personal blog e questa pagina facebook in cui tutti noi ci incontriamo quasi ogni giorno per confrontarci sulle letture del mese, sugli argomenti quotidiani, sulle mie e le vostre riflessioni e così via.
 

In parole povere poteva esser un’occasione ghiotta alla quale IO RINUNCIAI.

 
Rinunciai perché amo troppo Mia Madre per chiederle di venire in alcuni studi televisivi con me e discutere insieme di quanto fu brutto perdere mio padre Romeo.
 
La verità, ma questo è un elemento aggiunto, è che il rapporto tra me e Mia Mamma è visto da tanti come un fattore straordinario, qualcosa che si vede poco in giro.
 
In verità, ancora una volta, è che AMARE MIA MADRE è qualcosa che esce fuori in maniera spontanea e non è un fatto così assurdo o surreale come qualcuno, a volte, vuole farmi credere.
 
Perché vi racconto questo a distanza di mesi?
Ci vuole tempo, a volte tanto, per metabolizzare qualcosa e questo è assolutamente un fatto personale. In più ve lo racconto per un altro motivo: avrei potuto cogliere l’occasione e sponsorizzare la mia vita, in buona parte social(e), ma ho preferito salvaguardare la mia affettività perché tutto va e viene ma c’è qualcosa che rimane sempre: Mia Madre.

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La paura della bicicletta

Modena. Vivo quì da tre mesi, poco.

Chiavi, apro il garage e trovo una bicicletta nuova, con il cestino, total black.
Scopro essere un regalo di mia Madre, la magnifica e non riproducibile Donatella che me l’ha spedita dal Salento.

Non vado in bici da anni, forse secoli. L’ultima volta che ho un ricordo a tal proposito, sono nella ‘casa fatata’ della Mia Migliore amica’ Cristiana, i cani sono intorno a noi e indosso una maglietta fuxia, come al solito.

Oggi salgo sulla bici, indosso le new balance bordeaux e ho la caviglia scoperta, penso che dovrei indossare nuovamente il tutore ma provo a farmi forza.

Vado in centro a Modena, certamente non distante da casa mia, pedalo piano, sto veramente attenta per strada, a volte sbando ma per poco.
Mi fermo, bevo un caffè, acquisto il quotidiano, torno a casa.

La paura della salita è stata fondamentale, dico ‘fondamentale’ perché dopo un incidente, un trauma, un dolore si fa sempre fatica a rimettersi in carreggiata.

Quando poi ricominci a pedalare e pedali, pedali e pedali ti rendi conto di essere in grado di ricominciare, ancora una volta, ancora..come sempre.
Grazie Mamma. 

EM

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Il cancro non è un dono

Mio nonno è morto per un cancro. Lui non lo sapeva, a qualcuno potrebbe sembrare ingiusto, ma noi- a quei tempi- decidemmo di non dirglielo, per un semplice fatto: se lo avesse saputo, sarebbe morto prima del tempo.

 

Una domenica di febbraio ci lasciò: ne soffrimmo tutti e di certo non si è mai pronti al dolore della morte, sopratutto non si è mai pronti a lasciar andare un pilastro della nostra vita.

Mia madre parla di lui spesso, anzi spessissimo. Ricorda qualche avvenimento, qualche sua frase, ricordiamo ridendo quando mangiava nello stesso piatto pietanze che non sarebbero mai andate d’accordo tra loro e lo faceva, perché a suo dire, “Nello stomaco si mischia tutto”.

E le persone di una volta erano così.

Qualche anno fa, poi,  è venuto a mancare il padre della Mia Migliore Amica. Erano mesi grigi, io e lei parlavamo di meno per qualche stupidaggine dovuta all’età e ricordo che al funerale andai tremando, ci abbracciamo così forte da non lasciarci più. A singhiozzi ci guardavamo, piangevamo, ci abbracciavamo e annuivamo, mentre la fila dietro di me si formava come un fiume. Facevamo un cenno della testa, lei avrebbe voluto descrivermi il suo dolore senza riuscirci a parole, mentre io annuivo come a dirle “Lo so, lo so, è terribile ma ci sarò sempre io con te”.

Suo padre non era un pilastro, ma molto di più. Adorato da tutti, salvava vite continuamente mentre per la sua, non c’è stato nulla da fare: era un cancro.

Sabato scorso ero a Roma per lavoro. Ricevo una chiamata dalla mia veterinaria, un mese fa ho fatto fare delle analisi ad Africa, la mia Amica Jack Russel.

Quando m’ha chiamato m’ha detto “Ele, è un cancro, alla mammella”.

Io avrei preferito un’altra rottura del mio malleolo, piuttosto che sentirmi dire, ciò che sospettavo da poche settimane.

Adesso farò altre analisi, probabilmente ci sarà un intervento, probabilmente ci sarà altro ma ci voglio provare perché è la cosa giusta da fare ed io lo so.

Nadia Toffa parla del cancro come un dono.

Un dono, cara Nadia, è la mia famiglia che mi vuole bene e mi supporta. Un dono, cara Nadia, è avere migliori amici con i quali confidarsi. Un dono, cara Nadia, è la gentilezza d’animo, la generosità degli esseri umani, l’amore che si riceve ogni giorno.

Un dono, cara Nadia, non è un cancro ma tanto altro.

EM

 

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Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e sono Blogger, sempre.

È utile spiegare in cosa consiste il mio lavoro.

Diviene utile per tanti versi schiarirsi le idee insieme e dare un nome, una collocazione, una definizione alle cose.

 

Sono Blogger per professione e mi occupo di promozione editoriale nel mondo degli autori emergenti da diversi anni.

 

Come in un insieme la promozione contiene la recensione del libro e tutto ciò che io scrivo di una suddetta opera letteraria è frutto del mio pensiero, della mia personale critica figlia dell’etica, della professionalità e della dedizione che nutro per questo lavoro.

 

Incontro autori esordienti quotidianamente da diversi anni e cullo le loro opere come se fossero anche figli miei e quando leggo un’opera letteraria di uno scrittore meno dotato, acerbo o non ancora pronto, non lo stronco, anzi, lo considero una risorsa perché ogni creativo come ogni persona è prezioso e può solo migliorare, insieme anche al mio Team. 

 

Stroncare un lavoro o una persona che può solo migliorare non è necessario e non deve accadere.

In questo caso critico il libro, stilo una lista di elementi da migliorare, ne discuto insieme l’autore e si ragiona insieme al fine unico di MIGLIORARSI.

Sembra strano ma do una critica oggettiva dell’opera stessa e tutto ciò che esce dalla mia mente e si trasforma in inchiostro, è assolutamente veritiero.

 

 

Si fa strada, nella vita, quando si è sinceri ed è una filosofia di pensiero e azione che applico da 25 anni (nella mia vita) e da 6 anni attraverso il mio personal blog ovvero la mia finestra sul mondo.

La professionalità va di pari passo con l’etica e divengono due elementi indivisibili e senza l’uno non può esistere l’altro.

 

Per essere buoni critici e buoni recensori è necessario, dunque, avere rispetto delle persone che sono, prima di tutto, vita. (E questa è anche la base della quotidianità umana)

 

La violazione della privacy di una comunicazione è certamente lontana dal concetto di rispetto ed è dunque anche lontana dal concetto di cultura.

 

È lontano dalla cultura e dal mondo delle lettere lo sfregio attribuito al lavoro altrui e la voluta confusione tra promozione e recensione, nonostante ci sia in commercio il vocabolario da diversi anni e in diversi formati.

 

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni  studio, leggo e scrivo da sempre.

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e rispetto le persone da sempre.

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e il lavoro altrui è sacro, per me, da sempre.

 

Mi chiamo Eleonora, ho 25 anni e sono Blogger, sempre.

 

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