“L’ombra del glicine” di Antonio Lidonnici

“Si è guardata da fuori e si è disprezzata, si è definita sadica, addirittura ingrata. Ora, davanti al fatto compiuto, non è più così. Lo stato di ebbrezza della preda che sa di averla scampata, l’istinto di sopravvivenza, la felicità per la vita ritrovata: questi stati d’animo primordiali prendono il sopravvento e si infrangono come uno tsunami sui suoi sensi di colpa.”

Antonio Lidonnici racconta una storia vera quanto terribile, rielaborata come solo un brillante autore del suo calibro sa fare, e pubblicata da Edizioni Effetto sotto il titolo L’ombra del Glicine.

Tutto inizia con il suicidio di Mauro, imprenditore genovese strozzato dai debiti, per sfuggire all’incubo in cui lo ha gettato un losco individuo che risponde al nome di Alfio. Il caso vuole (apparentemente) che costui intrecci mesi dopo una relazione con Claudia, la figlia di Mauro; insieme comprano un ristorante, “Il Glicine”, e iniziano quello che si prospetta un futuro felice. Claudia scoprirà con il tempo la verità su Alfio, che le nasconde una vita segreta dedita allo spaccio di droga e all’ambizione di prendere il controllo di Genova con il suo giro togliendo di mezzo il suo boss, il Duca. Quando la verità viene a galla sul suo compagno, tuttavia, sembra già troppo tardi: Alfio ha ormai preso il controllo della sua vita, allontanandola dalla famiglia e gli amici, clonando il suo cellulare e tenendola perennemente d’occhio. In bilico tra eccessi e la crescente paura di morire tra gli artigli del mostro che Alfio si è rivelato essere, Claudia dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per fuggire via dall’incubo.

Violenza domestica, criminalità, ambizioni, la ricerca del potere a qualsiasi costo. Spicca questo e molto altro tra le pagine del libro, scritte in modo incisivo e nient’affatto pesante, con un ritmo incalzante grazie ai numerosi dialoghi che rendono l’opera di piacevole lettura. Tutto ciò non permetterà distrazioni al lettore perché lo prenderà sin nel profondo. L’autore ha saputo raccontare bene e mettere in scena una notevole varietà di personaggi e, nel caso di Alfio, a dar loro maschere che si lacerano poco a poco lasciandoci intravedere sempre più il vero volto che si cela al di là di esse.

Da non dimenticare, infine, che L’ombra del glicine si unisce al coro di voci sempre più forte che denuncia l’orrore quotidiano della violenza sulle donne.

Come nasce il tuo libro?

Ho sempre scritto e pubblicato racconti brevi (cd short stories) ma coltivavo nel cassetto il sogno di scrivere un romanzo. Nel 2015 ho conosciuto Sergio Badino, uno scrittore e sceneggiatore di fumetti, ed ho iniziato a frequentare uno dei suoi corsi intitolato “dall’idea alla sinossi”: in pratica mi veniva chiesto di mettere su carta la trama di un romanzo. In quel momento mi sono reso conto di non avere un’idea mia, e che più ci ragionavo più andavo a finire su cose che erano state già scritte o che non sentivo davvero penetranti, coinvolgenti.

In quello stesso periodo ho conosciuto una ragazza che stava attraversando un periodo molto buio della sua vita; quando mi ha raccontato la sua storia sono rimasto colpito da quanta verità ci fosse dentro, e ho iniziato a prendere appunti sugli aneddoti che venivano fuori.

Senza rendermene conto, mi sono accorto di avere per le mani la trama di un romanzo.

Dopo aver ricevuto la sua approvazione, ha iniziato a prendere corpo L’Ombra del Glicine.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I messaggi sono più di uno.

Il primo messaggio che vorrei trasmettere è che, purtroppo, siamo circondati da storie come quella descritta nel mio romanzo. Scrivere di questo cancro sociale non può fare che bene perché accende un faro su un’oscurità che diventa sempre più paurosamente accettata.

Il secondo messaggio è che, per fortuna, non tutti gli uomini sono come il protagonista maschile del romanzo: anche la generalizzazione uccide.

Il terzo, forse un po’ più leggero come messaggio, è rivolto a tutti gli aspiranti scrittori: le storie sono intorno a noi, basta aprire gli occhi.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché è una storia autentica in ogni sua pagina. Leggilo per aiutare a squarciare il velo di silenzio che troppe volte ricopre certe storie di violenza.

Se tutto questo non ti basta, leggi il mio libro per trovare nelle sue pagine delle montagne russe emozionali…proprio come è la vita vera.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“Il cervello è più grande del cielo” di Giulio Maira

“Il cervello è più grande del cielo” di Giulio Maira m’ha tenuto compagnia per diverse settimane.

Lui è uno dei più grandi chirurghi italiani, specializzato, nel cervello e attraverso questo testo, pubblicato con Solferino, spiega i meccanismi del cervello stesso anche, a volte, raccontando alcune operazioni importanti da lui eseguite.

I sogni, la creatività, la senilità, la felicità, il piacere, i ricordi, i movimenti, il libero arbitrio, la genialità: sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo libro che vi confesso dovreste avere in casa.

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Personalmente non riesco a staccarmene, mi piace così tanto che ho necessità di rileggerlo, di consultarlo, di continuare a sottolineare, lasciando post-it sparsi ovunque.

La quantità di cose che ho appreso è incredibile.

Per esempio adesso so che la DOPAMINA è un messaggero importantissimo nel gioco dei processi emozionali, viene definito MEDIATORE CHIMICO DEL PIACERE; si attiva quando facciamo qualcosa di bello, di interessante, che ci dà piacere così il nostro cervello elabora e ci consegna un messaggio: l’esperienza si può ripetere.

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Altro elemento degno di nota, per me, è l’amigdala. Da questa zona partono le sensazioni che proviamo quando ci alteriamo, quando diveniamo gelosi, quando abbiamo paura, ecce cc.

Tutti i grandi geni hanno cominciato a pensare in un momento di pausa. Lo sapevi?

L’intelligenza è la capacità di adattarsi all’ambiente e la creatività n’è strettamente collegata così come la curiosità, l’immaginazione, l’intuito.

Concludo con una delle frasi che più m’ha colpito:

“Nihil est sine ratione cur potius sit quam non sit « – Deve esistere una ragione per cui le cose stanno in un modo piuttosto che in un altro.

Una finezza, una carezza per l’anima: cosa devo aggiungere? LEGGETELO.

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“Melissa, una storia d’amore” di Renato Gadaleta

“Era quanto di più bello e perfetto si possa immaginare. Pur essendo irraggiata dall’argenteo chiarore della luna, sembrava risplendere di luce propria. Aveva dei profondi e magnetici occhi azzurri, limpidi come un’acquamarina e delle lunghe ciglia che li facevano risaltare ancor di più. Le sue curve erano mozzafiato, le gambe slanciate e forti, e la bocca stupenda e tentatrice, contornata da labbra carnose.”

Renato Gadaleta esordisce rendendoci partecipi di una dolce e romantica avventura giovanile della durata di un’estate nel suo Melissa, una storia d’amore“, NeP edizioni.

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Il protagonista Renato, diciassettenne orfano di entrambi i genitori, vive in un paese del profondo Sud dell’Italia, lontano dal caos e dallo smog delle grandi città, lavorando sodo durante l’estate per mantenere se stesso oltre che l’anziana nonna Angela. La sua precaria routine verrà bruscamente interrotta all’inizio dell’estate dall’arrivo, nei pressi di casa sua, di lei: Melissa, ragazza misteriosa e bellissima venuta letteralmente dal nulla. Anzi, dal mare, poiché Melissa è molto più di quello che sembra: una straordinaria e antica creatura marina che, con la sua curiosità per il mondo umano e le sorprendenti capacità di cui è dotata, conquisterà le attenzioni di tutto il paese rubando ben presto il cuore di Renato.

E lei sarà ben lieta di contraccambiare donandogli il suo.

Con il suo stile profondo e dettagliato, l’autore ci fa immergere in un autentico abisso ricolmo di emozioni, arricchito da un inconfondibile profumo di mare che queste pagine invogliano indubbiamente a visitare. Forte è infatti la bellezza con cui riesce a descrivere il paese marittimo che fa da sfondo alla vicenda, così lontano dai tipici contesti urbani a cui siamo abituati oggigiorno. Il tutto condito da un tocco di sovrannaturale che non guasta mai, aggiungendo qualcosa in più alla magia dell’amore adolescenziale. Cinquecento pagine che si leggono d’un fiato, formando un’opera sorprendente di cui non si dimenticherà facilmente la trama.

Come nasce questo libro?

Oltre a insegnare Scienze Motorie e Sportive a scuola sono anche un appassionato di subacquea e nelle mie immersioni diurne e notturne ho potuto osservare numerosi animali marini. Quelli che in assoluto mi hanno sempre stregato, sono state le meduse, silenziose, trasparenti e armate di numerosi tentacoli fluttuanti che incutono timore. A mio parere non esistono creature più affascinanti e misteriose come loro. Ed ecco l’idea. Una volta, seguendone un esemplare in notturna illuminandolo con la torcia subacquea, col mare calmo e la luna che rischiarava col suo nastro d’argento la superficie del mare, mi venne l’idea di scrivere una storia d’amore tra un umano e una medusa che, come per magia, si trasforma in una bellissima ragazza per poter respirare l’aria terrestre. Ci sono decine di romanzi che parlano di amori tra umani e sirene, vampiri, streghe, angeli caduti, quindi, perché non una medusa? Così è nato questo romanzo, una favola moderna e romantica tra Renato e Melissa, che in una notte di inizio estate, durante una eccezionale eclissi di luna, si conoscono sugli scogli bagnati dal bellissimo mare pugliese. Presto, tra i due adolescenti, nasce un forte sentimento che pian piano diventa amore per sempre e li porterà a perdersi nell’incanto delle notti d’estate, assieme ai loro sogni, alle loro speranze e al desiderio di vivere un grande amore che faccia esplodere di gioia il cuore in mille pezzi.

E come in tutte le favole, anche qui ci sono i cattivi, quelli che vogliono distruggere i nostri sogni. E sono quelli che sicuramente il lettore odierà per tifare per i due giovani protagonisti.

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Quale messaggio vuoi trasmettere?

In questo romanzo descrivo l’amore forte, puro, sincero, tipico di due adolescenti che si giurano amore eterno. È quell’amore adolescenziale che, anche se finisce, resta nel cuore e nei ricordi per sempre. Non morirà mai!

La storia romantica è ambientata in Puglia ed è scritta da un pugliese che ama profondamente la sua terra. Ho descritto il bellissimo borgo marinaro dove vive il protagonista, le “Case Bianche” dei pescatori che si trovano ad un passo dagli scogli bagnati da un mare cristallino, l’intenso odore di salsedine che apre il cuore, la magnifica costa rocciosa disseminata di grotte marine semisommerse e di stupende calette sabbiose, i profumi inebrianti e mangerecci provenienti dai ristorantini tipici che preparano bontà della cucina regionale con i prodotti della mia terra, e per finire, ho decantato i maestosi olivi secolari disseminati nelle campagne, orgoglio pugliese. Hanno il tronco nodoso e ricurvo quasi su se stessi e sono delle vere opere d’arte della Natura. Rappresentano l’emblema della mia Puglia.

Quale messaggio ho voluto trasmettere?

Il senso di appartenenza alla propria terra, con le sue bellezze, con il suo mare stupendo, il suo buon cibo e le sue tradizioni, e non per ultimo, per l’importanza che nella vita ogni esperienza, sia positiva che negativa, va vissuta per crescere e maturare.

Leggi il mio libro perché…  

è fresco, pulito, genuino, la lettura inchioda il lettore sulle vicende dei due giovani protagonisti e lo trasporta sugli scogli insieme a Renato e Melissa, per fargli assaporare ogni momento descritto di un’estate fantastica e indimenticabile. Cominciando a leggerlo inizia un viaggio con la mente attraverso gli angoli più segreti del cuore e dei sentimenti che solo il vero amore può dare.

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Conclusioni

Questo romanzo è dedicato ai romantici e ai sognatori, quelli a cui piace volare con la fantasia insieme a un pizzico di magia. Ne rimarrete incantati, stregati dall’atmosfera “magica” dei luoghi e dei personaggi. Vi farà sognare ed emozionare.

Io dico sempre: “I sogni non costano niente… ma che fatica realizzarli!”.

Sì, io sono contento, fiero e soddisfatto di averne realizzato uno, pubblicando il mio romanzo. Ora sta a voi cari lettori, leggerlo e apprezzarlo, magari in una serata tranquilla con la luna di plenilunio che vi illumina la stanza. Vi rimarrà nel cuore per sempre… e non vi deluderà.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“La notte” di Elie Wiesel

Comprai questo libro una domenica, fuori pioveva, avevo necessità di rifugiarmi tra i libri, nonostante a casa ne avessi già abbastanza.

“La notte” di Elie Wiesel è un libro che m’ha fatto piangere, venir la pelle d’oca nel cuore della notte e la voglia di urlare.

È un libro necessario. Necessario per la memoria, necessario per l’anima, necessario a tutti.

Wiesel Elie nasce in Transilvania nel 1928 e nel 1944 venne deportato a Auschwitz; dopo la guerra si occupò di giornalismo prima in Francia poi a New York.

 Nel 1986 vinse il premio Nobel per la pace, lavorò contrò la povertà per il resto della sua vita.

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La storia ci insegna che l’umanità, a volte, viene a mancare, quando penso alla Polonia e quegli anni terribili, penso a questo.

Commovente, intenso, tragico, agonizzante, terribile: LA NOTTE è tutto questo ma anche di più.

Mi vien difficile spiegare, ahimè, ciò che ho provato leggendo questo testo per cui vi invito semplicemente a comprarlo: dieci euro.

Leggevo, sottolineavo, pensavo.

Poi di nuovo leggevo, sottolineavo, pensavo.

“Se l’Eterno è Eterno, l’ultima parola per ciascuno di noi gli appartiene”.

Quant’è profondo un concetto così? Pura poesia, a mio dire.

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Il vuoto nel cuore del protagonista che abbandona casa, si separa dalla sua mamma e dalla piccola sorella e va a vivere lì, in quei posti dimenticati perfino da Dio.

La sua narrazione, la sua paura, la sua voglia di respirare… tutto questo fa di questo testo un libro ESSENZIALE.

“La notte” di Elie Wiesel: non ve ne pentirete.

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Video Marketing Strategico di Antonio Meraglia

Amo studiare e frequentare corsi di aggiornamento perché sono occasioni per conoscere persone interessanti.

Così lo scorso anno a Bologna conosco Antonio Meraglia, attivo nel mondo della produzione dei video dal 1982, io praticamente non ero nemmeno nata.

Informato, aggiornato e salentino: con Antonio è stato amore a prima vista.

Così oggi vi parlo del suo libro Video Marketing Strategico edito con Dario Flaccovio Editore, premessa di Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti.

Il libro si presenta come un manuale di esperienze, un bugiardino utile per tutti coloro che amano i video, vorrebbero implementare le loro conoscenze e migliorare costantemente.

Un minuto di video vale più di 19 milione di parole: questo è un dato che ho appreso studiando il libro di Meraglia ed è un dato che mi ha lasciato un segno.

I video sono a prova di bambino: facili da capire e da utilizzare per l’utente finale.

Come si può strutturare un video che funzioni?

Stabiliamo l’obiettivo, capiamo il pubblico perché i video non vanno bene per tutti e non son per tutti. Esistono, poi, sei tipi di video: personal branding, teaser, storytelling, dimostrativi, formativi e testimonianze.

Ricorda una cosa fondamentale: le persone si fidano di te, non del tuo lavoro. Per questo aspetto, probabilmente, dovrei insistere con il personal branding.

Dove andrà a finire il tuo video? Facebook? Youtube? Instagram?

Saranno diverse le dinamiche? Gli strumenti? Il tono? Il linguaggio?

CONSIGLI *

Youtube preferisce video da 15 minuti, Facebook invece solo due.

Bella differenza eh?

Ecco perché diviene fondamentale STUDIARE.

Antonio Meraglia in Video Marketing Strategico, 168 pagine.

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Di seguito alcuni strumenti che ti consiglio 🙂

Cavalletto per telefono per riprese: https://amzn.to/2UAxDLF

Cavalletto per macchina fotografia e/o riprese video: https://amzn.to/32Vvles

Supporto per foto o video portatile: https://amzn.to/3kPX1b3

Microfono: https://amzn.to/3fbwfbV

Luce portatile: https://amzn.to/3f7TrHY

Espositore per libri: https://amzn.to/2KnBGct

Mono piede per macchina fotografia (riprese da vicino): https://amzn.to/36OICXh

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“Il passo del tempo” di Lorena Maria Milano

“Le nostre radici sono determinate, oltre che dal corredo genetico, anche dal luogo e dal clima in cui siamo nati e cresciuti, dall’ambiente familiare, dai libri che abbiamo letto? Sicuramente il contesto storico, geografico, culturale e socio-economico incide molto sulla nostra formazione, così come sull’attitudine personale alla lettura.”

Lorena Maria Milano ci regala un pezzo di storia, quella di Emma e contemporaneamente quella del nostro Paese, attraverso questo libro: Il passo del tempo, edito da Il Seme Bianco. Tra queste pagine si narra l’intento della protagonista e dei suoi parenti di ricostruire la storia famigliare per svelare un mistero rimasto insoluto per anni: la morte della nonna paterna Cosima, di cui s’ignorano le cause, l’anno e l’ubicazione delle sue spoglie. Nel tentativo di rimettere insieme i tasselli del grande puzzle che compongono le radici della protagonista, l’autrice si troverà inevitabilmente a esaminare gli eventi storici che hanno caratterizzato l’Italia attraverso gli ultimi centocinquant’anni, in particolare il Meridione, in un susseguirsi di guerre, conflitti e trattati che hanno segnato il destino di innumerevoli uomini e donne dello Stivale. E le loro famiglie.  

Il modo di raccontare de Il passo del tempo porta i lettori ad apprezzare e riconoscere il valore storiografico del libro. I ricordi, la ricostruzione delle proprie origini e delle generazioni precedenti, alternandosi ai grandi eventi che hanno “fatto l’Italia”, evidenziano caratteristiche e abitudini di quei luoghi d’origine che hanno invece “fatto l’autrice” e le sue radici. Mentre Emma rivolge lo sguardo al suo passato alla ricerca di risposte e verità, contemporaneamente l’autrice valorizza il passato del nostro Paese – che il più delle volte abbiamo accantonato dopo aver lasciato i banchi di scuola – rendendoci quasi partecipi di avvenimenti lontani, ma non per questo da dimenticare.  

Grandi e dolorosi eventi impregnano le pagine del libro, infiniti ricordi che, nel bene e nel male, hanno posto l’autrice qui tra noi, in questo luogo, in questo tempo, regalandoci un’opera memorabile, dove traspare un affetto impareggiabile per la famiglia unito al desiderio d’inquadrarsi in un contesto. Quando ci sentiamo travolti dallo scorrere dei giorni, la soluzione sta nel riguardare i propri passi e la confusione svanirà. 

Come nasce il libro?

Il libro nasce sotto una forte spinta emotiva causata dalla morte di mia madre. Ho sentito l’esigenza di guardarmi dentro per riuscire ad affrontare il dolore, accettarlo ed elaborarlo. In realtà ho fatto un doppio viaggio, uno interiore, attraverso il quale ho trovato la forza di portare fuori, attraverso la scrittura, la sofferenza, ed un percorso esteriore teso alla ricerca delle mie radici familiari.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che voglio trasmettere è che non bisogna chiudersi nel proprio dolore, perché non si deve avere vergogna né timore a mostrare la nostra sofferenza e le nostre fragilità. Voglio inoltre riaffermare l’importanza delle nostre radici, perché sapendo da dove proveniamo, possiamo comprendere alcune nostre scelte e trovare delle risposte.

Leggi il mio libro perché..

Leggete il mio libro se siete appassionati di saghe familiari, in questo caso di una famiglia del sud di inizio novecento, se vi intrigano i segreti di famiglia e i misteri, se vi emozionate davanti a ritratti umani estremamente intimi, se vi fa piacere fare un salto indietro nell’Italia del sud nel periodo post Unità.

Progetti futuri?

Un progetto immediato è la stesura di un libro che parla di un argomento sempre tristemente attuale: lo stalking.

Concludo affermando l’importanza della lettura, in quanto è come un setaccio che ti ripulisce da tutte le brutture e lo squallore della vita. Leggere ti fa viaggiare senza muoverti, ti fa spaziare in altri ambiti, ti offre una moltitudine di punti di vista e ti arricchisce emotivamente e culturalmente. Bisogna educare fin da piccoli alla lettura, inserirlo nell’elenco delle cose indispensabili per impartire una buona educazione!

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“Mi ascolti, o Dio?” di Maria Conciauro

“La certezza dell’efficacia della preghiera è nata quando ho visto che Dio era realmente presente nella mia vita.”

Maria Conciauro ci offre il suo desiderio di trasmettere la potenza della preghiera attraverso questo e altri messaggi, raccolti nel suo libro autopubblicato Mi ascolti, o Dio? A prima vista si presenta come una raccolta di preghiere ed estratti della Bibbia – con un capitolo dedicato anche quelli di altre religioni – in realtà si rivela ben di più. Pagina dopo pagina comprenderete l’intensità dell’abbraccio alla fede da parte dell’autrice, avuto inizio da un grave problema di salute – come racconta lei stessa nella prefazione – che per tre giorni l’ha vista in pericolo di vita. La fede, che oggigiorno molti potrebbero dare per scontata, si rivela sempre qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti più bui della nostra vita. Maria Conciauro lo sa bene, avendolo vissuto sulla propria pelle, e oggi ci regala il suo profondo omaggio a ciò che le ha concesso una nuova opportunità… con l’intento, inoltre, di fornire spunti di riflessione a tutti i suoi lettori.

Consigliato a chi è in cerca di fede, o a chi desidera riabbracciarla a fondo per camminare con più sicurezza attraverso questi giorni tanto difficili.

Come nasce questo libro?

Dopo essere uscita dall’ospedale sono stata costretta a rimanere in casa per molto tempo, potevo solo stare a letto e mangiare seduta sulla sedia a rotelle. Quando, dopo qualche mese, ho cominciato a potermi muovere ho cercato un passatempo, non ero abituata a stare con le mani in mano, una delle poche cose che sono riuscita a fare è stata quella di sedermi al computer. Avevo tante preghiere memorizzate e ho cominciato a sistemarle.

Ad una mia amica che mi era venuta a trovare avevo  raccontato che in ospedale pregavo senza sapere da dove venissero le parole. Dopo qualche tempo mi caddero gli occhi sulla pericope di san Paolo  “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché Egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio“ (Rm 8,26-27).

Era la stessa cosa successa a me.

Poi il libro via via si è andato arricchendo sempre di nuovi contenuti con gli stimoli che mi arrivavano da più parti,  ecco perché ho deciso di pubblicarlo. Per di più, come ho scritto nella mia pagina facebook “Mi ascolti, o Dio?”,  ho realizzato un desiderio che avevo da qualche tempo e non ero mai riuscita a mettere in pratica poiché non sapevo da che parte iniziare.

Le notizie mi sono arrivate da vie diverse, a cominciare da WhatsApp fino ad arrivare al Papa, quando alla Messa delle ore 7.00 ha detto: “che ancora oggi milioni di persone sulla Terra muoiono di fame”.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Che Dio esiste davvero e che per questo la preghiera è importante per tutti noi.

Leggi il mio libro perché…

Se sei cattolico, troverai di certo preghiere che non conosci e qualche riflessione potrebbe arricchire ancora di più il tuo spirito.

Se non lo sei, troverai anche preghiere di tradizioni non cattoliche.

Se sei ateo, anche tu ti stai facendo di sicuro delle domande: in questo libro potrai trovare anche le risposte.

Se sei una delle tante persone che vivono il dramma di non sentirsi amate da Dio, potresti scoprire che non è così, perché Dio ama tutti gli uomini!

Qualunque sia la categoria in cui ti trovi, scoprirai certamente qualcosa che ti può fare soltanto bene e ti potrà essere utile.

Progetti futuri?

Il primo prossimo libro che scriverò, appena le forze me lo consentiranno, sarà certamente il libro sul santo Rosario.

E’ un proposito che ho preso scrivendo “Mi ascolti, o Dio?”.

Conclusioni …

E’ un libro che andrebbe letto anche nelle carceri, dove ci sono tante persone che non si sentono amate da Dio, forse capirebbero che non è così!

Credo, comunque, che a tutti farà bene leggere questo libro.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“La modella di Klimt- La vera storia del capolavoro ritrovato” di Gabriele Dadati

Viene definita la Gioconda di Piacenza, in molti ne hanno sentito parlare, in pochi conoscono la sua vera storia: Gabriele Dadati con La modella di Klimt- La vera storia del capolavoro ritrovato lascia tutti senza fiato.

Andiamo in ordine perché a volte le date son importanti.

Sono trascorsi dieci anni da quando si è spento Stefano Fugazza, ex direttore della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi e Gabriele Dadati viene chiamato per organizzare questa fantastica occasione dove l’arte incontra la gente.

Nel 1996 avviene un fatto singolare, una scoperta allucinante, si scopre che il Ritratto di signora di Gustav Klimt è stato dipinto due volte, due tele differenti e verrà poi “rubato” senza ricevere notizie per un po’ di tempo.

Qualcuno dice di averlo visto, qualcuno dice che forse si trova in Spagna ma nessuno sa la verità.

Poi un giorno la verità va a cercare Gabriele Dadati e con la meravigliosa tecnica del flashback il romanzo scorre tra le mani di noi lettori senza lasciar dubbi: Gabriele Dadati ha in mano una storia straordinaria e il suo stile descrittivo può solo conquistarti pagina dopo pagina.

Il primo elemento che m’ha colpito è l’amore che l’autore prova verso la moglie, ne parla con parole forti, emozioni che spesso non hanno bisogno di descrizioni, fortunata Laura, ho pensato durante la lettura delle prime pagine, come dice Dadati: “Io le ronzo attorno come un moscone”.

Gabriele Dadati con La modella di Klimt- La vera storia del capolavoro ritrovato è un libro che vi ruberà il sonno.

Libro pubblicato nel Novembre 2020 con Baldini+Castoldi, prezzo di copertina 17 euro, 222 pagine.

HO ANCHE AVUTO IL PIACERE DI INTERVISTARE L’AUTORE, DOPO LA MIA FOTO PUOI CONOSCERLO MEGLIO.

Come nasce questo libro?

Nasce da una forte emozione: quella del ritrovamento, avvenuto nel dicembre 2019, di Ritratto di signora di Gustav Klimt, un capolavoro rubato alla mia città, Piacenza, quasi ventitré anni prima. Ne siamo rimasti a lungo orfani e quando l’opera è tornata misteriosamente a casa si è mosso qualcosa dentro di me. Anche e soprattutto perché il ritorno sembrava medicare una ferita che si era portato nel cuore a lungo Stefano Fugazza, direttore del museo che la conservava e mio maestro, scomparso nel maggio 2009.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Più che di messaggio, parlerei di temi. Il più grande è quello della convivenza con la propria solitudine: si tratta di un romanzo lungo un secolo, che attraversa l’Europa del Novecento, e i suoi personaggi devono sempre lottare per trovare gli altri, per rendere solidi i propri affetti. Un altro grande tema è senz’altro quello del doppio: ogni personaggio crede di essere qualcosa e invece è qualcos’altro. Solo che neanche lui lo sa. E deve scoprirlo.

Leggi il mio libro perché…

E’ un libro di una dolcezza struggente, io credo. E spesso il lettore vorrebbe abbracciare alcuni dei personaggi, far loro forza, consolarli. Questo li rende molto vicini.

Progetti futuri?

Dopo tre romanzi, lavorerò a una biografia di un grande del secolo scorso troppo poco conosciuto. Sarà una biografia “per luoghi”, perché andrò sulle sue tracce. Una biografia-viaggio. Preferisco però non svelare il personaggio, per ora.

Volete un consiglio? COMPRATE IL LIBRO!

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Adriano Olivetti- Il dente del gigante

Adriano Olivetti è stato un uomo che in Italia, ma non solo, ha fatto la storia.

Morto nel 1960 siamo qui a parlarne: perché?

Imprenditore, studioso, ricercatore, politico, ingegnere, politico. Cos’altro dobbiamo dire?

La Olivetti ha una certa fama di dinamismo, capacità ed è considerata antiburocratica.

Adriano Olivetti ha lasciato un segno nell’organizzazione aziendale, andando a istruire i suoi collaboratori secondo i suoi princìpi.

Innovatore della macchina da scrivere, anche grazie al padre, l’imprenditore ha dimostrato l’importanza del lavoro di gruppo, dell’empatia nata dall’unione di idee e dalla bontà delle persone che lavorano con scopi comuni.

Editore per EDIZIONI di Comunità ha dichiarato durante un’intervista che le copertine erano tutte scelte da lui, no, i testi non li leggeva tutti e è sempre stato propenso nella richiesta di aiuto solo in casi specifici.

Muore nel 1960 su un treno diretto per la Svizzera improvvisamente.

Montale dichiarava che Olivetti fosse un grande esempio di UOMO NUOVO.

Per approfondire l’argomento consiglio: IL DENTE DEL GIGANTE.

LIBRO

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“Fatto a Post@” di Jacqueline Dupeyron

“L’era dei social, l’era delle immagini. Delle visualizzazioni, della condivisione, del regalare i nostri sguardi agli altri.”

L’era che ci sbatte in faccia con delicata e variopinta ironia la brillante Jacqueline Dupeyron, blogger e ora autrice di Fatto a Post@, pubblicato da PortoSeguroEditore. Tra queste pagine troverete una gran varietà di pensieri e riflessioni che spaziano tra poesia e prosa, nate da un profondo desiderio dell’autrice di raccontarsi.

Un desiderio che accomuna di certo ogni autore, ma che Jacqueline riesce ad adattare egregiamente al sistema attuale: un sistema “infettato” da social network, globalizzazione, likes, connessioni.

La rete, in una sola parola, nella quale devi essere incluso per poter andare avanti, per stare al passo. Un sistema la cui legge primaria sembra essere: “integrati o sparisci”.

Una rete che il più delle volte, come giustamente ricorda l’autrice, ci imprigiona in una quotidiana routine, a volte piatta, desolante: giornate che cerchiamo di rendere diverse – speciali – nei nostri gesti, nei nostri pensieri.

Jacqueline lo dimostra egregiamente, attraverso questa “visione personale e ottimistica della nostra società e del nostro vivere i tempi odierni tra ricordi, sogni e desideri”.

In definitiva, Fatto a Post@ si rivela una simpatica, e ora più che mai necessaria, lotta verbale contro l’era dei social per l’affermazione della propria identità. Consigliato a tutti coloro che cercano ispirazione per la definizione di se stessi in questa società opprimente.

Come nasce questo libro?

Il libro nasce dalla voglia di condividere delle emozioni, di raccolta la mia visione del mondo, la sua poesia, senza nascondere nulla e senza si spera omettere niente.

Inoltre dalla richiesta di chi mi legge dal primo giorno del blog…

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Ottimismo, un messaggio di buona volontà, che la vita prende certo ma dà anche, che non è nulla dovuto, che dipende anche da noi.

Leggi il mio libro perché…

È condividere il tempo di un caffè, un aneddoto, un racconto, una confessione, una battuta… insomma la vita in tazzine di caffè.

Progetti futuri?

Tanti, tantissimi, un romanzo già in viaggio, poi l’abecedario del caffè, tante parole e tantissimi pensieri che voglio raccontare e fare emozionare, in racconti onomatopeici.

Il libro merita 5 stelle su 5.

Vuoi leggerlo? Te lo consiglio!

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“Buio” di Dacia Maraini

La scorsa settimana ho comprato Buio di Dacia Maraini.

È il primo libro che leggo di questa autrice e son felice di averlo fatto.

Buio è una raccolta di racconti uniti da un filo conduttore, ahimè, la violenza, spesso, sui minori. C’è sempre un commissario, donna, Adele Sòfia che tiene le fila di queste vicende con destrezza e capacità d’animo.

Ho divorato questo libro in due giorni, la prima notte non riuscivo a dormire: le parole lette erano entrate dentro di me e non volevano più uscire.

Le raccolte di racconti sono spesso sottovalutate, niente di più sbagliato.

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Gli scritti di Dacia Mariani stanno dalla parte dei più deboli raccontando storie di bimbe, bimbi, genitori spaventati, genitori a volte disattenti e uomini cattivi.

Duecentoquindici pagine, ad un prezzo di copertina veramente basso.

Casa editrice: BUR.

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“La famiglia Karnowski” di I.J. Singer

La famiglia Karnowski è un testo che mi ha tenuto compagnia per un mese, generalmente un testo così lo avrai letto nella metà del tempo ma ho voluto centellinare le pagine, le emozioni.

È un testo che mi è stato regalato dal mio migliore amico Achille, lui sì che mi regala sempre testi validi per il mio cuore. Famiglie, storie, tre generazioni, mestieri, i viaggi, l’Europa, poi l’America, un finale che non mi sarei mai aspettata.

È un testo che ognuno di noi dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, un grande classico che vi accompagnerà secondo me durante le vostre giornate. Un testo coraggioso, intimo, denso. 

Il lettore potrà immergersi nell’affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski.

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Lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l’intera storia familiare.

Un libro che DOVETE LEGGERE!

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