Emiliana Erriquez in “Il peso delle stelle”

“Le stelle erano tutti i sogni che io e mia moglie avevamo fatto, le speranze che avevo coltivato di poter dare a mia figlia un futuro migliore, i ricordi di loro due, i pensieri e le ansie che mi stringevano lo stomaco quando credevo che non ce l’avrei fatta”.

Emiliana Erriquez ritorna in scena con Il peso delle stelle, sua ultima brillante fatica edita da Les Flaneurs.

Protagonista è Marina, donna divorziata rifugiatasi in Salento dopo essere sfuggita al marito violento che aveva reso la sua vita un incubo. I suoi giorni in questo nuovo scenario trascorrono tra le campagne in una relativa calma apparente, finché un giorno non incontra Robel, immigrato eritreo separatosi dalla sua famiglia durante il difficile viaggio verso l’Italia.

Al di là dei pregiudizi e dell’odio razziale che ancora brucia forte nei cuori di certi individui, Marina saprà riconoscere nell’uomo un disperato bisogno d’aiuto, accogliendolo dapprima nel suo piccolo mondo e poi aiutandolo a ritrovare la moglie e la figlia. Entrambi portano sulle spalle due dei più terribili flagelli del nostro tempo: il razzismo e la violenza sulle donne.

Tanto se ne parla eppure sembra non si faccia mai abbastanza, visti i terribili fatti di cronaca che sentiamo ogni giorno, eppure ogni parola detta o scritta con coraggio – come nel caso di quest’ottima storia – è un passo in avanti verso un domani migliore. Con il suo stile sobrio e scorrevole Il peso delle stelle fa la sua parte nella lunga battaglia contro i veri mostri della società, unendosi alle tante voci che non cessano di gridare contro l’ingiustizia.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce nell’estate di due anni fa, quando nel nostro paese a un certo punto è cambiato tutto e si sono sdoganati comportamenti pieni di odio e razzismo.  Sentivo come un fuoco bruciare dentro, avevo bisogno di raccontare la solidarietà e l’accoglienza dal punto di vista di chi è in grado di donarsi agli altri senza se e senza ma avendo sperimentato tutto questo in prima persona. Marina, la protagonista, ha una vita segnata dalla violenza e dalla sofferenza ma questo non le impedirà di aiutare Robel che nemmeno conosce. E Robel, dal canto suo, avrà un ruolo chiave nella vita di Marina.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Mi piacerebbe che il libro fosse in grado di suscitare degli interrogativi, che portasse le persone a riflettere e a capire che chi si spende per il prossimo lo fa perché non riesce a comportarsi diversamente, è qualcosa che avviene in maniera spontanea. E che, farlo, spesso ripaga.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

In questo particolare momento storico che stiamo attraversando credo che bisognerebbe reinventarsi, trovare nuovi modi per raggiungere il lettore, stimolarlo, incuriosirlo, renderlo partecipe ovunque sia grazie alla tecnologia che ce lo permette. Tutto il sistema editoria, così come era pensato fino a ieri, dovrà necessariamente subire uno stravolgimento e probabilmente questo sta già avvenendo.   

Leggi il mio libro perché…

Per provare a mettersi nei panni dell’altro e cercare di capire che chi abbiamo di fronte a volte ha storie difficili alle spalle che meriterebbero il nostro rispetto e la nostra attenzione al di là di qualsiasi pregiudizio o preconcetto.

Progetti futuri?

Sto scrivendo un libro sulle possibilità che il destino ci offre e qualche volta ci nega. Sono all’inizio, per ora è davvero poco più di un’idea.

Il libro merita 5 stelle  su 5

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“Pizzica amara” di Gabriella Genisi

Estate, Otranto. Sono in Salento, a casa.

Sto passeggiando nel centro storico, intravedo un piccolo tavolo con dei libri in vendita: cosa faccio? Mi avvicino.

Son libri nuovi, scontati del 15%, niente male.

Ne prendo uno, la grammatura mi piace, la copertina è scura ma degna di nota: “Pizzica amara” di Gabriella Genisi.

Dopo qualche settimana rientro a Modena, ho i libri dei miei autori emergenti che mi attendono più altri manuali del mestiere.

Quarantena: avrò dei libri da leggere? Ne ho circa 8, il settimo letto è Pizzica Amara di Gabriella Genisi, autrice pugliese.

Un giallo: non li amo ma questo l’ho divorato.

Protagonisti: forze dell’ordine a Lecce.

Misteri, omicidi, sparizioni, traffici, la xylella, la tradizione, la taranta e una scoperta: esiste un fiume sotterraneo a Lecce.

Sgrano gli occhi: Cazzo! Ho studiato per due anni e mezzo a Lecce e non sapevo che ci fosse un fiume, il fiume Idume.

Divoro in libro in tre giorni, Nero Rizzoli, 355 pagine, prezzo di copertina 18 euro MA…. SE LO VUOI, eccolo con lo sconto personalizzato!

VOTO: 5 STELLE.

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“La stanza” di Michela Goretti

“Penso che in fondo un acquazzone ci insegni molte cose. Come la pioggia ci sorprende a metà strada, ugualmente fanno le vicissitudini della vita, ma se accettiamo fin dall’inizio la possibilità di bagnarci, accetteremo anche il fatto che i problemi esistono e possiamo affrontarli senza averne paura.”

Michela Goretti, classe 1975, condivide demoni del passato tra le pagine di La Stanza, edito da Abra Books.

Basato su fatti reali, la vicenda ruota attorno a una donna che tutt’a un tratto vede apparire una bambina nella sua vita.

La bambina, che con il tempo comprende essere se stessa da giovane, l’infanzia perduta, la spinge ad aprire gli occhi e a fare i conti con il passato, costellato da un susseguirsi di abusi fisici e psicologici che hanno segnato per sempre la sua vita.

Pur trattandosi di un’allucinazione, la protagonista imparerà grazie ad essa ad accogliere le ferite del passato, a ricordarle, a non negarle. Perché “la consapevolezza delle proprie ferite è un primo passo verso la guarigione”, come sostenuto dall’autrice tra queste pagine.

Sono tematiche forti, nient’affatto facili da mettere per iscritto, ma l’autrice si dimostra all’altezza del compito con il suo stile profondamente introspettivo, in grado di rendere giustizia al tragico passato su cui si basa la vicenda. L’orrore di una violenza che nessuna bambina dovrebbe mai vivere sulla sua pelle. La Stanza si rivela, in definitiva, l’ennesima prova di coraggio personale, sia interiore che esteriore, nell’eterna lotta contro la malvagità degli uomini. Un grido di speranza che dimostra come possiamo sempre rimetterci in piedi dopo ogni caduta, non importa quanto sia profondo il baratro. Basta volerlo. Basta accettarlo.

Come nasce questo libro?

L’opera letteraria nasce dal desiderio di aiutare a comprendere i bisogni delle persone che subiscono abusi psicologici e fisici. Troppo spesso certi temi vengono esauriti nell’individuare il colpevole e nel raccontare i fatti accaduti, dopo di che la vittima viene lasciata da sola con i suoi traumi che con il tempo si fortificano rendendo la sua vita impossibile da vivere.

Il libro si focalizza su questi traumi e su come la protagonista è riuscita a prenderne coscienza e di conseguenza a superarli.

E’ un libro che si rivolge a tutti: sia a chi è vittima o lo è stata in passato, a chi vive a contatto con una persona che ha subito abusi, e a chi invece non è mai stato a contatto con questo tema ma è ugualmente importante che sappia cosa comporta, perché la società non è fatta di singoli individui ma di un’unica grande compagine dove ciascuno ha bisogno del sostegno dell’altro.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio è sicuramente quello di trovare il coraggio di guardare in faccia i nostri traumi e di affrontarli, di chiedere aiuto, di accettare un iniziale dolore per poi guarire con il tempo.

I traumi psicologici hanno sicuramente un percorso di guarigione più lento e più tortuoso, molto spesso rimangono inespressi, ma possiamo superarli e questo libro ne è la prova.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il mercato dell’editoria sta subendo una grande metamorfosi forse dovuta all’avvento dei social dove scrivere è diventato quasi un impulso senza rifletterci troppo su. Proprio per questo motivo  la lettura nelle fasce più giovane si sta facendo sempre più frammentaria, preferendo storie brevi con ritmi di narrativa veloci e sicuramente l’immagine rispetto alla parola scritta. Nonostante questo l’approccio verso il libro cartaceo ha mantenuto inalterato il suo fascino che anzi negli ultimi tempi è stato oggetto di una profonda riscoperta.

VIDEO INTERVISTA

Leggi il mio libro perché…  attraverso una storia vera, fornisce gli strumenti per affrontare traumi che possono farci sentire persone “irrisolte”.

Capitolo per capitolo le due protagoniste tra realtà e fantasia, tra tragicità e ritrovata serenità vi condurranno verso una nuova  consapevolezza, più profonda e perfettamente armonizzata con la vostra vita rendendola sicuramente più autentica.

 Progetti futuri?

Sto scrivendo un nuovo libro in cui la protagonista subisce una perdita di memoria, che paradossalmente lei interpreta come un dono per poter ricostruire la sua vita con nuove basi e capire quanto importante sia vivere il tempo presente come unico vero tempo che le e ci appartiene, senza rimanere prigionieri di un passato che spesso ci impedisce di vivere serenamente.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“La verità dei topi” di Massimiliano Nuzzolo

“Scommetto che ‘sta storia, se solo ce ne fosse stata occasione, l’avrebbe raccontata in loop chissà quante volte per noi bambini, con mio padre ben calcato nella sua poltrona Frau, un brandy riserva tra le mani, lì a parlare per ore e ore davanti al camino addobbato per Natale (ma i fatti, ahimè, non sarebbero andati così).

Massimiliano Nuzzolo ritorna con una vicenda tutta nuova, dai toni drammatici, fiabeschi, surreali e a tratti grotteschi… ed è solo l’inizio. Questo e molto altro si cela tra le pagine di La Verità dei Topi, edito da Les Flaneurs: è la lunga e tormentata storia di Edgar Kospic, orfano di strada del Venezuela, strappato un giorno dalla sua quotidiana lotta per la sopravvivenza e accolto in casa di una donna facoltosa. Sarà l’inizio di una lunga serie di eventi, raccontati anni dopo dal figlio fatto prigioniero da misteriosi individui, che lo porteranno in giro per il mondo, vivendo diverse avventure a volte fuori dalla realtà. Una grande varietà di luoghi, vicende e ambientazioni rese scorrevoli ai nostri occhi grazie al fluido stile narrativo dell’autore, che non si spreca tra queste pagine a citare diverse opere letterarie e cinematografiche – che molti troveranno di certo familiari – tutto allo scopo di intrattenere frotte di lettori per qualche ora, in un crescendo di eventi sempre più incredibili che segnano il futuro del protagonista. La Verità dei Topi è senza dubbio un’opera promettente che vi conquisterà dalla prima all’ultima pagina.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce da uno studio appassionato e meticoloso durato anni su testi antichi, moderni e contemporanei, da ascolti, visioni. Dal desiderio di togliersi di dosso il peso che la letteratura italiana porta con sé, un peso che gli hanno calcato a forza addosso e che è del tutto inutile dal momento che allontana i lettori. Potremmo definirlo esercizio (alla maniera dei monaci), o esorcismo laico, in alternativa divertissement, e, da non dimenticare, omaggio a grandi opere e grandi maestri, in primis Boris Vian.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Cerca il topo, lui ti darà la risposta.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Ho paura si corra il rischio di dire sempre le stesse cose. L’editoria mi pare un po’ confusa ed è evidente che stiamo vivendo tempi difficili. In un oceano vastissimo di libri ci sono cose interessanti spesso pubblicate da piccoli editori; i grandi editori rischiano poco o pochissimo e sembrano limitarsi allo stagno o alla piscina di casa. Il numero dei lettori abbastanza esiguo non giova. Aggiungici quelli che chiamo scherzosamente “amici degli amici” sempre più numerosi che fanno male alla letteratura, al libro e al mercato del libro.  Certo è un mondo meraviglioso e complesso che può e deve trovare nuove risorse e nuove soluzioni altrimenti si sgonfierà come un palloncino.

Leggi il mio libro perché…

Leggi “La verità dei topi” perché troverai qualcosa che non hai mai incontrato prima e la cosa sorprendente è che l’hai sempre avuta dentro di te senza averne la minima idea. Fa troppo Confucio?

Allora leggilo semplicemente perché ti divertirai e correrai il rischio che ti piaccia.

Progetti futuri?

Molti progetti, come al solito. Tempo, epidemie in corso e costole permettendo (mi sono rotto due costole qualche giorno fa) in questi giorni funesti mi sta venendo la bizzarra idea di riprendere con le produzioni musicali. In Jost abbiamo due lavori dei Soluzione da pubblicare, incrocio le dita, uno dei quali con il fu filosofo Manlio Sgalambro. Mi piacerebbe poi scovare qualche artista italiano che suoni come i Cure e gli Smiths… Lo so, è difficile, ma se capitasse ne sarei entusiasta. Poi una messinscena teatrale tratta dalla “Verità dei topi” che si è bloccata causa emergenza coronavirus e che forse riusciremo a trasportare in rete in modo diverso.

Sul fronte letterario, su cui opero quotidianamente, sto lavorando a varie cose tra le quali un romanzo molto interessante. E sto poi scrivendo il sequel della Verità dei topi: posso solo anticipare che sarà la fine del mondo…     

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“L’altra metà di me” di Annamaria Bovio

“Non sempre chi combatte risulta essere vincitore: lo è colui che, con pazienza, riesce ad aspettare. non mi resta che lottare… per questo amore, per l’unica cosa che mi fa sentire davvero viva.”

L’opera d’esordio di Annamaria Bovio, L’altra metà di me, edito da Apollo, è un susseguirsi di toccanti pensieri che penetrano nel profondo di ogni cuore che lo leggerà.

In Germania esiste una credenza secondo la quale, quando si va ad abitare in un appartamento nuovo, ciò che si sogna durante la prima notte si avvera.

È quanto accade ad Aurora quando prende casa insieme alla moglie Giulia: sogna una splendida donna che cattura istantaneamente il suo cuore. Cinque anni dopo quella donna entrerà nella sua vita nelle sembianze di Emma, direttrice della sua nuova sede di lavoro. Aurora, che per tutto questo tempo non ha mai smesso di pensare alla donna dei suoi sogni, metterà a rischio tutte le solide basi della sua vita pur di donare il suo cuore ad Emma. Pur di ottenere “l’altra metà della mela” che la renderebbe completa.

L’autrice dimostra grande abilità nel mettere su carta il suo stile introspettivo, arricchendo in modo notevole – tra citazioni e vere parole dettate dal cuore – quella che solo in apparenza si mostra come una tipica storia d’amore proibito.

Oggigiorno è facile, per non dire scontato, realizzare come non finisca mai bene una storia del genere – il desiderio travolgente che fa perdere la testa per un’altra persona, la tempesta che infuria ogni giorno nel cuore di chi è colpevole – ma non possiamo capirlo a fondo finché siamo spettatori esterni alla vicenda. Bisogna entrare nella testa e nel cuore di chi affronta simili situazioni, e questo libro riesce nell’impresa grazie alla sua protagonista ben caratterizzata.

Come nasce questo libro?

La mia opera letteraria nasce da un sogno. O meglio dai sogni che ogni persona in questo mondo può fare. Non so se vi è capitato mai di sognare un posto, una persona, un’azione, e poi dopo molto tempo, all’improvviso ti trovi a camminare nel posto sognato, oppure incontri quella persona che tempo prima hai sognato. Io credo che tutti gli avvenimenti o le persone che sogniamo, non sono o non vengono li per caso, c’è ed esiste sempre un motivo preciso perché a un tratto entrano a far parte della nostra vita.

Questo libro nasce proprio così dai sogni che spesso possono diventare realtà, come la storia di Aurora, che tramite un sogno ha conosciuto la donna che gli ha rubato il cuore. La donna che tramite questo sogno gli ha lasciato nel cuore quell’amore tanto desiderato e atteso.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Desidero che ogni persona si innamori delle mie parole e di questa storia. Desidero che ogni persona credi fermamente nei sogni, che ci credi sempre.. perché ogni sogno può diventare realtà. Desidero con questo libro anche dare un’altra versione dell’amore. Far comprendere a tutti che anche due persone dello stesso sesso possono amare con la stessa intensità di tutti. Che nell’amore e quando si ama non ci sia distinzione né del colore della pelle, né della religione, e né tanto meno di chi desideriamo avere accanto. Perché l’amore è la forza di tutto. È quella potenza che parte dal cuore di tutti noi, l’unica che ci permette di superare qualsiasi ostacolo. L’unico sentimento che se dato con tutta l’anima, ti fa toccare il paradiso con un solo dito.

Leggi il mio libro perché…

Io consiglio il mio libro a tutte le persone che come me hanno vissuto l’esperienza di sentirsi etichettati, che hanno nascosto il loro vero io per paura. Lo consiglio anche a tutte quelle persone che credono nei sogni, a tutte quelle persone che hanno smesso di credere in se stessi e nei sogni… forse questo libro può dare un aiuto una forza in più per far si che la forza che hanno bloccato si sblocchi e finalmente riescano a reagire… Lo consiglio a chi crede nell’amore con la A maiuscola… Lo consiglio a chi ha la speranza a chi vive giorno dopo giorno nell’attesa che finalmente arrivi la persona che gli farà battere il cuore anche solo con uno sguardo. Lo consiglio a tutti quelli che credono in qualcosa, e che anche quando tutto può sembrare difficile, esiste sempre un raggio di sole, esiste sempre quella speranza che tutto vada per il meglio…

Progetti futuri?

 In questo momento sto già scrivendo il secondo libro, la continua di l’altra metà di me. Sono già a buon punto con la stesura… per il resto desidero continuare a scrivere. Desidero mettere nero su bianco tutte le mie sensazioni e le mie esperienze di vita. Voglio che le mie parole non volino via con il vento, ma che entrino nei cuori di ogni persona che avrà modo di leggerle.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“La città azzurra” di Renato Lopresto

“Partirono un attimo prima che cominciasse il massacro: spettacolo crudele d’una civiltà ripiegatasi sotto il proprio peso. Daemon avrebbe voluto porre fine a quel gioco che escludeva l’intelligenza e che, sbilanciato com’era, non poteva consentire appagamenti. Nient’altro che un volgare mezzo per allettare i mediocri.”

Un originale tuffo nel futuro, questo immaginato da Renato Lopresto tra le pagine di La Città Azzurra, Europa Edizioni, che va ad aggiungersi oggi all’infinità di mondi possibili nel nostro avvenire.

In una Roma distopica, che fatica a riconoscersi in questa nuova società immersa tra tecnologia e sfrenato edonismo, si muove l’enigmatico Daemon, killer professionista dal cuore gelido. Un cuore che viene improvvisamente riscaldato alla vigilia del suo ultimo incarico – uccidere uno scienziato di scomode vedute agli occhi dei potenti – dalle attenzioni di Amina, donna misteriosa e ambigua. Per amor suo, Daemon sarà convinto a cambiare bandiera e a risparmiare la vita del dottor Art, risvegliando in se stesso un’umanità che credeva perduta. Ma un killer, si sa, non può lavarsene le mani e basta quando rinuncia a un incarico, e ben presto il bersaglio sarà puntato anche su di lui.

L’autore dimostra grande abilità nell’immaginare una realtà non poi così distante, dove l’individualismo e l’umanità stessa vengono messe sempre più a rischio, quasi al bando, con il dilagare della tecnologia e del progresso, che senza sosta procedono nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Androidi che rivendicano umanità, umani che la dimenticano in un vortice incontrollabile di oblio e passioni sfrenate; tutto questo e molto altro viene narrato tra questi capitoli, brevi seppur privi di una certa fluidità. Ciò non toglie brillantezza a un’opera che non mancherà di appassionare tutti gli amanti del settore, mai sazi di immaginare insieme agli autori nuovi e possibili futuri per questa umanità in crisi.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’ idea mi venne una notte inoltrata, dopo aver lasciato gli amici, camminando per il Centro di Roma: poco prima dell’alba, guardai in alto e vidi il cielo colorarsi d’un azzurro tenue che avvolse le case, i palazzi e le vie. Su queste immagini ho poi fatto alcune considerazioni.


Quale messaggio vuoi trasmettere?

E’ un “invito” a riflettere sui cambiamenti in atto, di cui si vedono già chiari i segni: cambiamenti politici, economici, sociali, climatici, ambientali, del rapporto uomo-donna. Credo che sia il frutto d’una globalizzazione a binario unico.


Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Oggi l’editoria è un’impresa commerciale, che bada soprattutto al profitto che si realizza con le vendite. Il valore letterario diventa secondario.


Leggi il mio libro perché…

 Se il mio romanzo ha un valore non è didascalico ma letterario, anzi poetico, che tu puoi cogliere.


Progetti futuri?

Ho più di un progetto in testa, che spero di portare a termine: il mio romanzo ha un finale aperto… Penso anche a un romanzo ispirato a un periodo storico del nostro Paese. C’è inoltre un’età della vita che mi ha sempre affascinato…

Il libro merita  4  stelle su 5.

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