“Mi ascolti, o Dio?” di Maria Conciauro

“La certezza dell’efficacia della preghiera è nata quando ho visto che Dio era realmente presente nella mia vita.”

Maria Conciauro ci offre il suo desiderio di trasmettere la potenza della preghiera attraverso questo e altri messaggi, raccolti nel suo libro autopubblicato Mi ascolti, o Dio? A prima vista si presenta come una raccolta di preghiere ed estratti della Bibbia – con un capitolo dedicato anche quelli di altre religioni – in realtà si rivela ben di più. Pagina dopo pagina comprenderete l’intensità dell’abbraccio alla fede da parte dell’autrice, avuto inizio da un grave problema di salute – come racconta lei stessa nella prefazione – che per tre giorni l’ha vista in pericolo di vita. La fede, che oggigiorno molti potrebbero dare per scontata, si rivela sempre qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti più bui della nostra vita. Maria Conciauro lo sa bene, avendolo vissuto sulla propria pelle, e oggi ci regala il suo profondo omaggio a ciò che le ha concesso una nuova opportunità… con l’intento, inoltre, di fornire spunti di riflessione a tutti i suoi lettori.

Consigliato a chi è in cerca di fede, o a chi desidera riabbracciarla a fondo per camminare con più sicurezza attraverso questi giorni tanto difficili.

Come nasce questo libro?

Dopo essere uscita dall’ospedale sono stata costretta a rimanere in casa per molto tempo, potevo solo stare a letto e mangiare seduta sulla sedia a rotelle. Quando, dopo qualche mese, ho cominciato a potermi muovere ho cercato un passatempo, non ero abituata a stare con le mani in mano, una delle poche cose che sono riuscita a fare è stata quella di sedermi al computer. Avevo tante preghiere memorizzate e ho cominciato a sistemarle.

Ad una mia amica che mi era venuta a trovare avevo  raccontato che in ospedale pregavo senza sapere da dove venissero le parole. Dopo qualche tempo mi caddero gli occhi sulla pericope di san Paolo  “Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché Egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio“ (Rm 8,26-27).

Era la stessa cosa successa a me.

Poi il libro via via si è andato arricchendo sempre di nuovi contenuti con gli stimoli che mi arrivavano da più parti,  ecco perché ho deciso di pubblicarlo. Per di più, come ho scritto nella mia pagina facebook “Mi ascolti, o Dio?”,  ho realizzato un desiderio che avevo da qualche tempo e non ero mai riuscita a mettere in pratica poiché non sapevo da che parte iniziare.

Le notizie mi sono arrivate da vie diverse, a cominciare da WhatsApp fino ad arrivare al Papa, quando alla Messa delle ore 7.00 ha detto: “che ancora oggi milioni di persone sulla Terra muoiono di fame”.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Che Dio esiste davvero e che per questo la preghiera è importante per tutti noi.

Leggi il mio libro perché…

Se sei cattolico, troverai di certo preghiere che non conosci e qualche riflessione potrebbe arricchire ancora di più il tuo spirito.

Se non lo sei, troverai anche preghiere di tradizioni non cattoliche.

Se sei ateo, anche tu ti stai facendo di sicuro delle domande: in questo libro potrai trovare anche le risposte.

Se sei una delle tante persone che vivono il dramma di non sentirsi amate da Dio, potresti scoprire che non è così, perché Dio ama tutti gli uomini!

Qualunque sia la categoria in cui ti trovi, scoprirai certamente qualcosa che ti può fare soltanto bene e ti potrà essere utile.

Progetti futuri?

Il primo prossimo libro che scriverò, appena le forze me lo consentiranno, sarà certamente il libro sul santo Rosario.

E’ un proposito che ho preso scrivendo “Mi ascolti, o Dio?”.

Conclusioni …

E’ un libro che andrebbe letto anche nelle carceri, dove ci sono tante persone che non si sentono amate da Dio, forse capirebbero che non è così!

Credo, comunque, che a tutti farà bene leggere questo libro.

Il libro merita 4 stelle su 5.

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“La modella di Klimt- La vera storia del capolavoro ritrovato” di Gabriele Dadati

Viene definita la Gioconda di Piacenza, in molti ne hanno sentito parlare, in pochi conoscono la sua vera storia: Gabriele Dadati con La modella di Klimt- La vera storia del capolavoro ritrovato lascia tutti senza fiato.

Andiamo in ordine perché a volte le date son importanti.

Sono trascorsi dieci anni da quando si è spento Stefano Fugazza, ex direttore della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi e Gabriele Dadati viene chiamato per organizzare questa fantastica occasione dove l’arte incontra la gente.

Nel 1996 avviene un fatto singolare, una scoperta allucinante, si scopre che il Ritratto di signora di Gustav Klimt è stato dipinto due volte, due tele differenti e verrà poi “rubato” senza ricevere notizie per un po’ di tempo.

Qualcuno dice di averlo visto, qualcuno dice che forse si trova in Spagna ma nessuno sa la verità.

Poi un giorno la verità va a cercare Gabriele Dadati e con la meravigliosa tecnica del flashback il romanzo scorre tra le mani di noi lettori senza lasciar dubbi: Gabriele Dadati ha in mano una storia straordinaria e il suo stile descrittivo può solo conquistarti pagina dopo pagina.

Il primo elemento che m’ha colpito è l’amore che l’autore prova verso la moglie, ne parla con parole forti, emozioni che spesso non hanno bisogno di descrizioni, fortunata Laura, ho pensato durante la lettura delle prime pagine, come dice Dadati: “Io le ronzo attorno come un moscone”.

Gabriele Dadati con La modella di Klimt- La vera storia del capolavoro ritrovato è un libro che vi ruberà il sonno.

Libro pubblicato nel Novembre 2020 con Baldini+Castoldi, prezzo di copertina 17 euro, 222 pagine.

HO ANCHE AVUTO IL PIACERE DI INTERVISTARE L’AUTORE, DOPO LA MIA FOTO PUOI CONOSCERLO MEGLIO.

Come nasce questo libro?

Nasce da una forte emozione: quella del ritrovamento, avvenuto nel dicembre 2019, di Ritratto di signora di Gustav Klimt, un capolavoro rubato alla mia città, Piacenza, quasi ventitré anni prima. Ne siamo rimasti a lungo orfani e quando l’opera è tornata misteriosamente a casa si è mosso qualcosa dentro di me. Anche e soprattutto perché il ritorno sembrava medicare una ferita che si era portato nel cuore a lungo Stefano Fugazza, direttore del museo che la conservava e mio maestro, scomparso nel maggio 2009.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Più che di messaggio, parlerei di temi. Il più grande è quello della convivenza con la propria solitudine: si tratta di un romanzo lungo un secolo, che attraversa l’Europa del Novecento, e i suoi personaggi devono sempre lottare per trovare gli altri, per rendere solidi i propri affetti. Un altro grande tema è senz’altro quello del doppio: ogni personaggio crede di essere qualcosa e invece è qualcos’altro. Solo che neanche lui lo sa. E deve scoprirlo.

Leggi il mio libro perché…

E’ un libro di una dolcezza struggente, io credo. E spesso il lettore vorrebbe abbracciare alcuni dei personaggi, far loro forza, consolarli. Questo li rende molto vicini.

Progetti futuri?

Dopo tre romanzi, lavorerò a una biografia di un grande del secolo scorso troppo poco conosciuto. Sarà una biografia “per luoghi”, perché andrò sulle sue tracce. Una biografia-viaggio. Preferisco però non svelare il personaggio, per ora.

Volete un consiglio? COMPRATE IL LIBRO!

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Adriano Olivetti- Il dente del gigante

Adriano Olivetti è stato un uomo che in Italia, ma non solo, ha fatto la storia.

Morto nel 1960 siamo qui a parlarne: perché?

Imprenditore, studioso, ricercatore, politico, ingegnere, politico. Cos’altro dobbiamo dire?

La Olivetti ha una certa fama di dinamismo, capacità ed è considerata antiburocratica.

Adriano Olivetti ha lasciato un segno nell’organizzazione aziendale, andando a istruire i suoi collaboratori secondo i suoi princìpi.

Innovatore della macchina da scrivere, anche grazie al padre, l’imprenditore ha dimostrato l’importanza del lavoro di gruppo, dell’empatia nata dall’unione di idee e dalla bontà delle persone che lavorano con scopi comuni.

Editore per EDIZIONI di Comunità ha dichiarato durante un’intervista che le copertine erano tutte scelte da lui, no, i testi non li leggeva tutti e è sempre stato propenso nella richiesta di aiuto solo in casi specifici.

Muore nel 1960 su un treno diretto per la Svizzera improvvisamente.

Montale dichiarava che Olivetti fosse un grande esempio di UOMO NUOVO.

Per approfondire l’argomento consiglio: IL DENTE DEL GIGANTE.

LIBRO

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“Fatto a Post@” di Jacqueline Dupeyron

“L’era dei social, l’era delle immagini. Delle visualizzazioni, della condivisione, del regalare i nostri sguardi agli altri.”

L’era che ci sbatte in faccia con delicata e variopinta ironia la brillante Jacqueline Dupeyron, blogger e ora autrice di Fatto a Post@, pubblicato da PortoSeguroEditore. Tra queste pagine troverete una gran varietà di pensieri e riflessioni che spaziano tra poesia e prosa, nate da un profondo desiderio dell’autrice di raccontarsi.

Un desiderio che accomuna di certo ogni autore, ma che Jacqueline riesce ad adattare egregiamente al sistema attuale: un sistema “infettato” da social network, globalizzazione, likes, connessioni.

La rete, in una sola parola, nella quale devi essere incluso per poter andare avanti, per stare al passo. Un sistema la cui legge primaria sembra essere: “integrati o sparisci”.

Una rete che il più delle volte, come giustamente ricorda l’autrice, ci imprigiona in una quotidiana routine, a volte piatta, desolante: giornate che cerchiamo di rendere diverse – speciali – nei nostri gesti, nei nostri pensieri.

Jacqueline lo dimostra egregiamente, attraverso questa “visione personale e ottimistica della nostra società e del nostro vivere i tempi odierni tra ricordi, sogni e desideri”.

In definitiva, Fatto a Post@ si rivela una simpatica, e ora più che mai necessaria, lotta verbale contro l’era dei social per l’affermazione della propria identità. Consigliato a tutti coloro che cercano ispirazione per la definizione di se stessi in questa società opprimente.

Come nasce questo libro?

Il libro nasce dalla voglia di condividere delle emozioni, di raccolta la mia visione del mondo, la sua poesia, senza nascondere nulla e senza si spera omettere niente.

Inoltre dalla richiesta di chi mi legge dal primo giorno del blog…

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Ottimismo, un messaggio di buona volontà, che la vita prende certo ma dà anche, che non è nulla dovuto, che dipende anche da noi.

Leggi il mio libro perché…

È condividere il tempo di un caffè, un aneddoto, un racconto, una confessione, una battuta… insomma la vita in tazzine di caffè.

Progetti futuri?

Tanti, tantissimi, un romanzo già in viaggio, poi l’abecedario del caffè, tante parole e tantissimi pensieri che voglio raccontare e fare emozionare, in racconti onomatopeici.

Il libro merita 5 stelle su 5.

Vuoi leggerlo? Te lo consiglio!

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“Buio” di Dacia Maraini

La scorsa settimana ho comprato Buio di Dacia Maraini.

È il primo libro che leggo di questa autrice e son felice di averlo fatto.

Buio è una raccolta di racconti uniti da un filo conduttore, ahimè, la violenza, spesso, sui minori. C’è sempre un commissario, donna, Adele Sòfia che tiene le fila di queste vicende con destrezza e capacità d’animo.

Ho divorato questo libro in due giorni, la prima notte non riuscivo a dormire: le parole lette erano entrate dentro di me e non volevano più uscire.

Le raccolte di racconti sono spesso sottovalutate, niente di più sbagliato.

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Gli scritti di Dacia Mariani stanno dalla parte dei più deboli raccontando storie di bimbe, bimbi, genitori spaventati, genitori a volte disattenti e uomini cattivi.

Duecentoquindici pagine, ad un prezzo di copertina veramente basso.

Casa editrice: BUR.

LEGGILO!

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“La famiglia Karnowski” di I.J. Singer

La famiglia Karnowski è un testo che mi ha tenuto compagnia per un mese, generalmente un testo così lo avrai letto nella metà del tempo ma ho voluto centellinare le pagine, le emozioni.

È un testo che mi è stato regalato dal mio migliore amico Achille, lui sì che mi regala sempre testi validi per il mio cuore. Famiglie, storie, tre generazioni, mestieri, i viaggi, l’Europa, poi l’America, un finale che non mi sarei mai aspettata.

È un testo che ognuno di noi dovrebbe leggere almeno una volta nella vita, un grande classico che vi accompagnerà secondo me durante le vostre giornate. Un testo coraggioso, intimo, denso. 

Il lettore potrà immergersi nell’affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi – Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski.

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Lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l’intera storia familiare.

Un libro che DOVETE LEGGERE!

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“Il diario del silenzio” di Martina Vaggi

“Il panico dell’infermiera era palpabile, così come la sua profonda ansia. Dentro di lei si muovevano varie cose: paura di non essere all’altezza della situazione, dolore per ciò che i suoi occhi vedevano tutti i giorni e non riuscivano ad accettare, un’ansia che aveva a che fare solo in parte con la situazione che stava vedendo. Era anche l’ansia di chi sta crescendo troppo in fretta e si sta perdendo.”

Martina Vaggi esordisce con una raccolta autopubblicata di tutto rispetto, in questo anno così drammatico: un 2020 che ci ha oppressi, fin dalla sua alba, con l’ansia e la paura generati dal dilagare della pandemia da COVID19, e le conseguenze a livello globale. Il diario del silenzio raccoglie cinquanta storie ambientate in questo clima, in particolare nei mesi del lockdown: cinquanta episodi, cinquanta vite, cinquanta punti di vista; cinquanta paia di occhi che hanno visto da vicino l’incrementarsi del numero di contagi, di vittime, di mutamenti della società su ogni livello. Tra ricoveri ed emergenze, chiusure di attività e smarworking, tra crisi e speranza per un domani migliore – tra rassegnazione e fede – l’autrice ci mostra tutto l’impatto avvertito dalla società in un evento mondiale senza precedenti, attraverso la cronaca dei singoli individui.

Uno stile pulito, scorrevole e profondo al punto giusto che ci narra storie reali, ci parla di vite comuni, vissute da qualcuno che potrebbe vivere accanto a noi senza nemmeno saperlo, o in cui possiamo rispecchiarci. Uomini, donne e bambini la cui storia, impressa su carta, permetterà a tutti quanti – a chi ancora ha la fortuna di essere rimasto lontano da questo male dilagante – di scoprire cosa significa trovarsi (ed essersi trovati) là fuori. Prima, durante e dopo il lockdown.

E ancora oggi.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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Come nasce questo libro?

Durante i mesi della quarantena, ogni giorno pubblicavo un post sul mio blog “Pensieri surreali di gente comune” dove contavo i giorni di reclusione e annotavo pensieri sull’evolversi della situazione. Era come un diario, dove segnavo la data e numeravo i giorni di reclusione. Un giorno, la mia migliore amica, infermiera in un reparto Covid, mi disse: “Dovresti scrivere un libro su tutto questo, lo sai?”.

Aveva ragione. Ma il libro non poteva essere improntato sui miei pensieri, doveva basarsi sulla testimonianza di chi aveva vissuto il Covid in prima linea (infermieri, medici, operatori sanitari), di chi ne aveva subito le conseguenze economiche (imprenditori, aziende, dipendenti), di chi aveva rivoluzionato il proprio modo di lavorare (gli insegnanti, lo smart working, gli psicologi, gli educatori, le persone comuni): il libro doveva parlare anche di chi aveva cercato di dare conforto, anche attraverso la fede, la terapia o il volontariato. Doveva parlare dei pazienti, dei parenti che non hanno potuto star loro vicino quando sono venuti a mancare. Doveva parlare di quel silenzio spettrale che ha circondato le città per mesi.

Il libro doveva riguardare varie regioni e città italiane, per dare un quadro generale di come il periodo del lockdown avesse influito sull’Italia intera. Per questo ho cercato persone che avessero vissuto esperienze, le ho ascoltate e ho creato dei racconti su di loro: ogni racconto inizia con una data, un nome di città /paese e della regione in cui si trova.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Per scrivere questo libro io ho ascoltato la testimonianza di quarantacinque persone. Poi mi sono messa nei loro panni per poter scrivere di loro.

Ascoltare, mettersi nei panni degli altri.

Sono due azioni che non abbiamo più l’abitudine di compiere.

Quello che cerco di dire è che ogni persona è un mondo da scoprire: ogni persona ha le proprie ragioni, conosce i motivi che la spingono a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro. E l’unico modo che abbiamo per capire veramente una persona è ascoltarla. Questo oggi non succede più: spesso e volentieri la comunicazione fallisce o è inesistente proprio perché la maggior parte delle persone non è intenzionata a comunicare con altri, quanto a parlare solo di se stessa, a voler avere ragione a tutti i costi. Questo è quello che è emerso in maniera evidente durante la quarantena, attraverso la comunicazione sui social.

La quarantena, poi, ha messo in evidenza un altro aspetto: non siamo più abituati a restare da soli con noi stessi, a fermarci, a guardare agli sbagli che commettiamo noi: siamo ormai abituati a puntare il dito sugli altri, a scaricare su di loro colpe nostre che non riusciamo ad affrontare.

Guardarsi dentro, affrontare i propri sbagli, crescere. Questo è un percorso che dovremmo tutti fare per poter essere persone migliori. Per questo la spiritualità è un tema che tocca le pagine di questo libro in vari punti.

Leggi il mio libro perché…

Perché parla di te, di me, di noi. Parla di un momento storico che ci ha coinvolti tutti, allo stesso tempo, nello stesso modo. Tutti abbiamo subìto il lockdown, in un modo o nell’altro e la crisi economica che ne è derivata: molti hanno vissuto la malattia o hanno perso qualcuno senza potergli tenere la mano.

Questo libro riguarda tutti noi e tocca ognuno di noi nel profondo, perché molte esperienze che vi sono racchiuse sono state vissute da altrettante persone.

Progetti futuri?

Una delle cose che ho imparato durante la quarantena è che l’unico momento che abbiamo a disposizione, l’unico momento che conta veramente vivere è il presente. Per il momento, quindi, mi vivo il presente, cercando di divulgare il libro il più possibile.

Conclusioni…

Ci sono segni più profondi rispetto a quelli lasciati dalle mascherine che, alcuni, hanno dovuto indossare per dodici ore di fila. Spero di essere riuscita a rendere al meglio le emozioni, i sentimenti, il dolore, quella profonda umanità che ci lega tutti e che è emersa da ogni persona che ho ascoltato.

E-BOOK

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Drabble con Mosaico Edizioni

UDITE! UDITE!
Arriva una nuova raccolta firmata MOSAICO EDIZIONI.
Di cosa si tratta? DRABBLE!

Il drabble è una piccola opera narrativa della lunghezza di cento parole, la cui peculiarità risiede proprio nella sua brevità, entro la quale l’autore deve riuscire a dimostrare la propria abilità di esprimere le proprie idee in uno spazio estremamente ristretto.

Come si partecipa?
Si scrive un racconto, poesia, filastrocca di 100, massimo 150 parole. (Siamo flessibili!)

Dunque?
Mandi il tuo file via e-mail.


Cosa ottiene l’autore?
1) Scheda di valutazione del suo scritto dove ci saranno consigli o suggerimenti per migliorarsi.
2) Editing del testo inviato
3) Pubblicazione all’interno del libro

Quanto si paga? 30 euro!

Qualora l’autore poi avesse voglia di prendere altre copie, sarà applicato il 25% di sconto.

Puoi partecipare e inviare la tua opera entro il 30 Novembre!
Qualora volessi partecipare con più scritti, saremmo felici di farti un preventivo personalizzato con un piccolo sconto. 🙂

Ti piace l’idea di una raccolta DRABBLE?
Noi non vediamo l’ora!

P.S.
Ci impegneremo anche per organizzare nei prossimi mesi una bella presentazione tutti insieme!!

Ah ricordiamo che l’obiettivo delle nostre raccolte è raccogliere fondi per l’Associazione che seguiamo ormai da anni “Dalla parte dei più deboli”.

Non ci credi?
Ecco la nostra donazione (sempre con Mosaico Edizioni)

ARTICOLO

 

INFO: Ilblogdieleonoramarsella@gmail.com

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Ti consiglio un libro…

ISOLATO DI MARCO ARCANGELI

“Mentre le lacrime gli rigavano le guance del viso, potei capire le sue sofferenze, così come lui capiva le mie, e anche se non avremmo mai potuto comunicare direttamente, in quegli istanti ci comprendemmo, i nostri pensieri, le nostre verità, i nostri dubbi, le nostre gioie, i nostri dolori, qualunque cosa noi stessimo esprimendo lo prendemmo per noi, come un oggetto prezioso, e lo facemmo nostro. Quella cosa che prima esisteva solo per me e per lui ora esisteva per entrambi. Parlammo lo stesso linguaggio, un impercettibile ma forte richiamo di aiuto in un mare di sofferenza e disperazione che la guerra portava con sé.”

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RITORNARE A VIVERE DI ANDREA DRADI

Luca e Max erano amici fin da bambini.
Un venerdì sera di dicembre, Max chiamò al cellulare l’amico Luca per proporgli un aperitivo insieme.
Luca contento rispose: “Va bene è una buona idea. Però a che ora ci troviamo e dove?”.
Fammi pensare rispose Max: “Beh, direi che se riesci ci vediamo fra mezz’ora al solito posto, al parcheggio di Cisalfa e andiamo a Cervia”.
“Si per me va benissimo! Bene bene, bene così. A tra poco” replicò l’amico.
Alle 17,00 Luca e Max arrivarono puntuali da Cisalfa e Max invitò Luca a salire sulla sua auto e partirono alla volta di Cervia.
Max guardando l’amico, gli domandò com’era andata la giornata al lavoro.
“Bene ho fatto due consulenze di security per due aziende e mi devono far sapere” E a te invece?
“Dai bene. Il solito tran tran”.
Il tempo non prometteva nulla di buono, cadeva una pioggerellina mescolata a fiocchi di neve che lambivano copiosi il parabrezza della vettura.
Arrivati a Cervia scesero dall’auto e raggiunsero il piccolo bar poco distante da loro.
La strada era già ricoperta di nevischio ed ogni passo dei due ragazzi rimaneva improntato al suolo.
Il bar sembrava veramente carino, l’ambiente era caldo, non c’erano molte persone all’interno e le poche si gustavano momenti di relax sorseggiando aperitivi.
Tante piante verdi e rigogliose scendevano sinuose accarezzando le pareti e quadri artistici appesi qua e là donavano una sensazione di rilassatezza e di pacatezza che facevano sentire a proprio agio i due ragazzi.
Uno in particolare aveva catturato l’interesse di Max.
Lo vide immediatamente appena entrò dentro, era lì solitario appeso alla colonna centrale.
Lo rimirò più volte mentre si toglieva il giubbotto.
Quel mare e quella spiaggia suscitavano in lui forti emozioni.
I colori erano così intensi da sentirsi completamente inghiottito da quella dimensione.

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La Memoria del fuoco di Laura Clerici

Barcellona per un anno non sarà più la stessa. 
Le piastrelle lucide dei vicoli del Quartiere Gotico si ghiacceranno in un inverno appena abbozzato, che sentirò interminabile e gelido. Le calpesterò cercandoti intorno, nelle piccole e pittoresche piazze battute dal vento, quando l’odore del mare arriverà dritto alle narici spandendo malinconia intorno, quando gli artisti di strada che mettono in scena i loro numeri strepitosi mi stupiranno togliendomi il fiato, perché lì, in ogni viso e in ogni gesto, cercherò solo te. Ma tu non ci sarai, non ancora. 
La Cattedrale di sabbia mi spierà dalle mie finestre, schernendomi. I bagliori delle sue vetrate nei giorni di sole mi ricorderanno noi, quando entravamo pieni di rispetto e di timore prendendoci per mano e ammirando le sue alte architetture strepitose.

Per richiedere il libro: SCRIVIMI

Luce del Firmamento di Lidia Gambuti e Ermes Gudi

Un Essere proveniente dall’ infinito Universo si affacciò sulla scena della vita umana. Dai confini del Non Tempo  Egli viaggiò verso la Terra.
 
Dal silenzio degli oceani cosmici il suo nome fu gridato ed echeggiò in una grotta terrestre. Oggi, con il nome di “ Luce del Firmamento”, Gesù racconta in prima persona la sua vita sulla Terra, rivelando aspetti e situazioni adombrate e confuse che hanno costellato la sua enigmatica esistenza, poiché misteriose e frammentarie sono le informazioni su di Lui.
 
Egli aprì le porte sul futuro dell’umanità partendo dai  Nove Giorni della Creazione che plasmarono il nostro pianeta, trasformandolo nel  Giardino in Eden in cui Esseri di grande saggezza come Titani, Dei, Semidei e non ultimi gli Esseni, testimoniarono le loro antichissime conoscenze energetiche attraverso processi medici e scientifici di elevata tecnologia.
 
Non di meno altre rivelazioni si snodano tra i racconti di Gesù che richiamano ad una  profonda riflessione e ad una più  ampia visione sull’inseminazione artificiale di Emiriem (Maria), l’esistenza del fratello gemello di Gesù e la presenza del Quarto Re Magio. Esiste un  Disegno Divino le cui trame toccano vari punti del mondo oggi conosciuto, ma solo leggendo tra le righe di quel passato possiamo scoprirne il senso.
 
 
“ Scesi lungo i pendii del tempo per sollevare i veli della vostra consapevolezza; verrò cercato e non trovato, perché celato dentro ognuno di voi”.
 
 
All’interno del libro troverete  illustrazioni disegnate a mano, opere ispirate al messaggio celestre, create con passione e dedizione. Ogni immagine ha un  significato profondo, per aiutare il lettore a comprendere l’immensità dei pensieri che ” Luce del Firmamento” vuole esprimere e condividere.
Vuoi rimanere aggiornato? LINK
 
SANGUE SULLA NEVE DI FRANCESCO BONVICINI
 

Nevicava.Nella cosa gli parve cogliere un fondo d’ironia.Scosse impercettibilmente la testa.Accennò uno dei suoi sorrisi tristi.Da una parte, Verena Siebach, dirigente superiore della Polizia Criminale di Colonia, nell’enfasi rumorosa dei suoi discorsi poteva pronunciarne uno per minuti e minuti, praticamente senza pause per riprendere fiato o bere un sorso d’acqua. Sikora pensava che i produttori sarebbero miseramente falliti, se fosse stato per lei.Dall’altra, appunto, scendeva la neve.Fortunatamente, a differenza di altre volte, non c’era vento e i fiocchi cadevano lentamente, dolcemente, come piume. Il tutto, nel più rigoroso silenzio.Ricordando i racconti di suor Margarethe, quand’era piccolo, la neve non aveva bisogno di farsi sentire, per manifestarsi.No, non ne aveva bisogno.Perché non voleva che gli uomini la sentissero.Era lei che, invece, sentiva e ascoltava gli uomini.Uomini buoni.Uomini cattivi.Non importa, sempre uomini.E anche i migliori la calpestavano, come per sottometterla al loro volere.

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Dreamworld di Carlo Zappulla

  “Aspettate, non è uno scherzo! Sto dicendo sul serio, dannazione!”. Lupo, il suo cane, si era girato alzando una zampa urinando sull’albero e strattonando il guinzaglio, quasi facendolo cadere dal marciapiede. Donovan imprecò osservandolo mentre completava la sua pisciatina.

    “Ragazzo, ci stai facendo perdere tempo!” disse l’uomo.

   “Se salite su quella macchina e partite, voi morirete! In che lingua devo dirvelo?”. Il petto di Donovan si gonfiava e sgonfiava a ritmo serrato, e si era accorto che gli mancava un po’ di diplomazia per quello che stava tentando di fare.

   La moglie del tizio uscì dall’auto, mentre la bambina si era ammutolita. “Mamma forse dovremmo dargli retta…” aveva balbettato affacciandosi dal finestrino, una lacrima le rigava una guancia, gli occhi che fissavano quelli della madre.

    “Io non ci penso proprio a rinunciare alla nostra vacanza, per cosa poi? Un moccioso che ci dice di non partire altrimenti…” e poi soffocò una risata.

 

 

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“Il creatore di sogni” di Luca Scopitteri

“L’unico limite è la nostra immaginazione, ma la nostra immaginazione è l’unica cosa che non ha limiti.”

La chiave del dono di Jay, protagonista della vicenda, è in questa frase. Apparentemente un giovane qualsiasi, tra le pagine di Il creatore di sogni – primo volume auto pubblicato della brillante trilogia di Luca Scopitteri – apprenderemo ben presto quanto siamo lontani dalla realtà: una realtà che Jay può manipolare intorno a sé grazie al suo potere segreto, che gli permette di materializzare tutto ciò che sogna. Un potere che ha reso molto dura la sua infanzia, funestata dal ricovero in una struttura psichiatrica per volere dei genitori. Quando un bambino manifesta uno strano potere, infatti, si fa presto a ritenerlo malato di mente piuttosto che credere all’incredibile… e per quanto prevedibile come conseguenza, tra queste pagine possiamo cogliere tutto il dolore e il tormento espressi dal protagonista per ciò che sa fare, anche se non l’ha mai chiesto. Noi che fantastichiamo chissà quante volte nel corso degli anni su quali superpoteri ci piacerebbe avere per rendere più comoda la nostra vita, faremmo meglio a ricrederci: quelli che poi raccontano il proprio dono ci trasmettono spesso il desiderio di essere come noi, perché il potere comporta sempre un prezzo enorme da pagare. E una vita semplice diventa il sogno più ambito, il più irraggiungibile.

Con il suo stile fluido e scorrevole, l’autore esprime molto bene questo e anche di più, in quasi centocinquanta pagine, attraverso viaggi interiori, incontri e scontri, amori e dolori… ma è solo l’inizio: il principio di una trilogia che promette una storia ancora più grandiosa da raccontare.

Come nasce questo libro?

Ho sempre fatto sogni molto vividi, carichi di dettagli e dalle ambientazioni più disparate. Partendo da questo presupposto mi sono rivolto due domande: cosa accadrebbe se i sogni si materializzassero? E se lo stesso avvenisse per gli incubi?

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Mi piacerebbe far riflettere sul ruolo che rivestono le nostre scelte, anche le più banali, perché spesso innescano una serie di eventi che ci portano in un determinato luogo e in un determinato tempo. Da chi dipendono queste scelte? Dal destino, dalla casualità o unicamente da noi?

Leggi il mio libro perché…

Per regalarti qualche ora di spensieratezza, e al tempo stesso fornire molti spunti di riflessione sull’importanza dei sogni e dei desideri, sul ruolo del destino e delle nostre scelte. E’ un romanzo che unisce il thriller alla storia d’amore, la fantasia alla realtà. Insomma, è adatto a tutti.

Progetti futuri?

“Il creatore di sogni” è il primo di una trilogia seppure studiato per essere autoconclusivo. Il secondo romanzo “Il creatore di ombre”, uscirà a metà settembre, mentre l’ultimo capitolo della serie è attualmente in lavorazione.

Conclusioni?

L’unico limite è la nostra immaginazione, ma la nostra immaginazione è l’unica cosa che non ha limiti.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“Un amore da codice rosso” di Sharon R.

“Perdo il senso del tempo, dello spazio e di me, perché il mio unico senso, il vero ‘senso unico’, adesso è solamente lui.”

Non tutte le relazioni, che siano d’amicizia o d’amore, nascono con il piede giusto. Ne sa qualcosa Amanda, protagonista dell’intricata vicenda stampata sulle pagine di Un amore da codice rosso di Sharon R.

Coordinatrice infermiera al pronto soccorso di un ospedale di Roma, la vita di Amanda è quasi interamente dedicata al lavoro, finendo con lo smorzare parte della sua femminilità; ciononostante si ritrova ad ammirare il bel dottore Gabriel, per il quale cova un’intensa e malcelata passione.

Questa routine verrà spezzata improvvisamente dall’incontro con Andrea, fratello di Gabriel, affascinante quanto scorbutico e arrogante; un genere di persona che Amanda non approva neanche un po’, e con il quale inizia appunto una conoscenza con il piede sbagliato.

Una serie di sfortunate circostanze metterà insieme Andrea e Amanda sulla stessa ambulanza, cosa che darà uno scossone all’equilibrio emotivo di entrambi… per poi procedere con qualcosa di molto più profondo, dai risvolti imprevedibili.

Non è facile mettere insieme personaggi tanto diversi, a tratti complessi, allo scopo di avviare un intreccio o una relazione, ma Sharon R. dimostra grande abilità e talento nel provarci, regalandoci una storia intensa, scorrevole e a tratti divertente. Un triangolo amoroso dove a fare la differenza sono le “imperfezioni” di un personaggio come Amanda, ossia la varietà di pregi e difetti che la caratterizzano: determinata, goffa, ironica e orgogliosa… non è perfetta come donna, come fondamentalmente non lo è nessuno di noi. Attraverso i suoi occhi, scopriremo che sono gli occhi di chi vuole amarci così come siamo, senza cambiare nulla, a renderci perfetti.

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Come nasce questo libro?

Il libro nasce dal mix del mio amore verso il Romance e la deformazione professionale. Ho unito le mie due passioni per creare una lettura leggera e dinamica, ma allo stesso tempo emozionante. La stesura è stata complessa, avendo scritto la narrazione in prima persona, come una sorta di diario, ma ciò ha permesso una maggiore impersonificazione nella protagonista.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il personaggio principale, Amanda, è stato studiato per trasmettere un messaggio preciso, in un periodo letterario dove le protagoniste femminili sono, quasi sempre, femme fatale. Amanda è lo specchio di ognuna di noi: una donna semplice, con tanti difetti, ma bellissima in questo suo modo di essere. Un altro messaggio che vorrei trasmettere (e che vale anche per me stessa) è che l’amore, sotto qualsiasi forma, e la realizzazione dei propri sogni, devono essere gli obiettivi principali della nostra vita.

Leggi il mio libro perché…

Leggere è evasione; leggere un Romance è sognare a occhi aperti, calarsi nei panni dei protagonisti e vivere la loro storia d’amore. Troverete in Amanda un’alleata, un’amica, una donna molto più simile a voi di quanto possiate immaginare. Rivivrete le situazioni imbarazzanti che, quasi tutti, abbiamo vissuto negli approcci con l’altro sesso, e i mille tormenti e le domande che ci siamo posti. Sorriderete alle gaffes di una donna che non crede alla propria femminilità, ma che farà perdere la testa agli uomini per la sua genuinità. Se volete trascorrere due ore di emozioni, allora è il libro giusto per voi.

Progetti futuri?

In arrivo un nuovo Romance, Innamorato del peccato, e un Medical Romance in collaborazione con il collega e autore Dominic Noir, Lockdown Love. Come tutti gli autori non vedo l’ora di sfogliare le pagine di questi due lavori. Rimarrete sorpresi da entrambi, soprattutto per la trama!

….Spero di riuscire a farvi sognare, a farvi immergere nella lettura e pensare: ho trascorso delle ore piacevoli in compagnia di Amanda, Andrea e Gabriel.

Grazie a tutti i lettori che, come me, sanno emozionarsi come i bambini, ogni volta che sfogliano le pagine di un libro.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“Il treno dei bambini” di Viola Ardone

Viola Ardone m’ha fatto piangere, ridere, sorridere, soffrire come nessuno mai durante questo mese.

Il treno dei bambini è un libro forte e non c’è spazio per i ripensamenti. Compralo, leggilo, amalo.

La narrazione direttamente dal protagonista caratterizza molto questo romanzo dove le scarpe hanno un ruolo principale; mezzo punto, punto o due punti: quanto valgono?

Il protagonista è Amerigo, in una Napoli di una volta. Il padre non c’è, anzi, non c’è mai stato, chissà dove, chiede a volte il giovane protagonista al lettore.

Poi c’è un treno dal sud al nord e le famiglie che ospitano i più sfortunati, sfortunati come Amerigo; ma lui torna al sud e quando torna non è più come prima, insieme a lui ha il suo violino che un giorno, però, scomparirà.

Il treno dei bambini di Viola Ardone si legge in due giorni, all’ultima pagina piangerete (forse, come me) e vi sentirete soli, quasi abbandonati dalla scrittrice.

237 pagine, prezzo di copertina 17,50 euro ma… a questo link potrete usufruire dello sconto 😉

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