“Il treno dei bambini” di Viola Ardone

Viola Ardone m’ha fatto piangere, ridere, sorridere, soffrire come nessuno mai durante questo mese.

Il treno dei bambini è un libro forte e non c’è spazio per i ripensamenti. Compralo, leggilo, amalo.

La narrazione direttamente dal protagonista caratterizza molto questo romanzo dove le scarpe hanno un ruolo principale; mezzo punto, punto o due punti: quanto valgono?

Il protagonista è Amerigo, in una Napoli di una volta. Il padre non c’è, anzi, non c’è mai stato, chissà dove, chiede a volte il giovane protagonista al lettore.

Poi c’è un treno dal sud al nord e le famiglie che ospitano i più sfortunati, sfortunati come Amerigo; ma lui torna al sud e quando torna non è più come prima, insieme a lui ha il suo violino che un giorno, però, scomparirà.

Il treno dei bambini di Viola Ardone si legge in due giorni, all’ultima pagina piangerete (forse, come me) e vi sentirete soli, quasi abbandonati dalla scrittrice.

237 pagine, prezzo di copertina 17,50 euro ma… a questo link potrete usufruire dello sconto 😉

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“Il futuro del lavoro è femmina” di Silvia Zanella

Ho conosciuto Silvia Zanella tramite Cristiano Carriero e i meravigliosi corsi che organizza.

Silvia Zanella si occupa di lavoro in Italia, specializzata in questo ambito, si occupa di consulenze e aiuta aziende italiane coniugando professionalità, umanità e empatia.

L’esperienza del Covid-19 ha modificato le modalità di lavoro, abitudini, orari, modi di lavorare e non solo; così il libro di Silvia Zanella diviene un bugiardino del lavoratore d’oggi.

Come dice Silvia Zanella “le competenze che serviranno per affrontare il futuro del lavoro sono le soft skills, altrimenti note come human skills. Saranno importanti le capacità di risolvere problemi, saper lavorare in gruppo e così via”.

Sperimentazione e Cambiamento sono le parole del presente che saranno la base per il futuro; un futuro in continuo cambiamento e così come insegna Silvia, dovremo esser pronti per affrontare ciò che verrà.

Quando sono al mare, in montagna o in vacanza tendo a collegarmi poco in internet, i social sono il mio pane quotidiano ma spesso è necessario distaccarsi. A volte si ha il timore di non riuscire a rimanere aggiornati così tramite il libro di Silvia Zanella scopro che questo timore ha un nome: fear of missing out.

Lo spazio, il tempo, l’identità, le relazioni: sono solo alcuni degli elementi che Silvia Zanella approfondisce con le sue parole e la sua esperienza.

“Il futuro del lavoro è femmina”- Come lavoreremo domani di Silvia Zanella, Bompiani, 220 pagine, prezzo di copertina 14 euro.

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“La regina degli scacchi” di Walter Tevis

Ho comprato “La regina degli scacchi” di Walter Tevis per puro caso ed è stata l’acquisto migliore della settimana.

Potrei dirvi che è un libro straordinario ma sarebbe riduttivo, è molto di più.

Un romanzo perfetto dove DAVVERO non riuscirete a chiuder il libro.

Beth Harmon vive in un orfanotrofio, pensa di esser bruttina e di non aver speranze; viene spedita nel sotterraneo del collegio e lì conosce il Signor Shaibel che dinnanzi ad una scacchiere le spiega – a gesti- il suo mondo.

Così Beth si appassiona al bianco, nero. Comprende le regole, ripete le partite già giocate mentalmente e spera un giorno di diventar brava; così avviene, una famiglia l’adotta, il quadro è chiaro da subito: il padre è quasi assente mentre la madre sempre presente in casa, si presenta da subito come una donna un pò strana.

Beth legge le riviste del settore, si fa conoscere nell’ambito degli scacchi e ambisce a diventar UN MAESTRO. Vince il primo torneo, torna a casa con qualche dollaro e da lì scopre un appassionante mondo fatto di scacchi, speranze, giochi, viaggi e -a volte- la morte.

La difesa siciliana, Gambetto di Donna sono solo alcune sue armi che utilizzerà una volta seduta ad un qualsiasi tavolo da gioco.

Beth è forte, nasce sfortunata ma costruisce la sua vita passo dopo passo.

“La Regina degli Scacchi” di Walter Tevis, 320 pagine, prezzo di copertina 9 euro.

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“Il colibrì” di Sandro Veronesi

Son passata da una libreria, in vetrina c’erano diversi libri e poi gli occhi si son fermati su di lui, “Il colibrì” di Sandro Veronesi- Premio Strega di quest’anno.

Ho sentito pareri di vario genere quindi ecco il mio.

È un libro che, secondo me, ha meritato il premio.

È un libro dove il protagonista, Marco Carrera, subisce perdite, dolori, amori che duran da una vita e poi si avvia, lentamente, come la sua vita, verso la rinascita e poi nuovamente la morte, questa volta, lucida, esatta, assistita, ricercata.

Irene, Adele, Duccio, Giacomo, i loro genitori,  sono tutti protagonisti che non fanno solo da cornice alla storia ma assumono ruoli centrali.

La bravura di Sandro Veronesi risiede in questo: ti cattura dal primo istante e ti fa affezionare a chiunque, perfino a chi, dicono, debba portar sfiga.

L’amore epistolare con Luisa, poi c’è Firenze, Siena, Parigi, la casa al mare, il poker, il gioco d’azzardo, il Dottor Carradori, Lampedusa, le disgrazie della vita: in questo romanzo c’è tutto, non manca nulla della vita reale anzi la bravura di Veronesi è così profonda che ho voglia di acquistare un’amaca. (Chi l’ha letto, sa a cosa mi riferisco).

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Tra le frasi che m’hanno colpito….

Il tempo libero è una brutta bestia per le persone instabili.

Dove nulla vali, nulla puoi volere.

Il colibrì, 367 pagine, 20 euro, La nave di Teseo.

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“Vento e Flipper” di Murakami Haruki

Diciamo la verità: MURAKAMI non è per tutti.

Ha uno stile unico, una fantasia senza freni. Costruisce i personaggi come se fosse un chirurgo della parola, ragion per cui, la lettura è impegnativa.

Detto questo oggi vi parlo di Vento e Flipper, dopo avervi parlato di Kafka sulla spiaggia (LEGGI) e Norwegian Wood (leggi).

Murakami Haruki era allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un’illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore.

Entrambi i testi si svolgono nel 1972 e 1973 i personaggi sono analoghi: il sorcio, ricco dalla nascita ma privo di obiettivi, passa le ore ad un bar gestito da un signore cinese, più grande di lui.

Il personaggio fuma e beve assai, gira per strada senza meta.

“Flipper” il mio preferito tra i due invece è narrato sempre dal protagonista precedente ma svolge, in questo caso, delle traduzioni, si ritrova a vivere con delle gemelle che arrivano da lui senza preavviso e scompaiono nello stesso modo.

Il protagonista è un flipper che entra nella vita del protagonista e lo saluta in un posto abbandonato laddove una volte i polli erano i protagonisti di quell’enorme stabile.

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“La strada di casa” di Kent Haruf

Quella sera ero a Lecce per una semplice passeggiata.

Il barocco, i colori del tramonto, i suoi, i canti: il Salento è un posto fantastico.

Ad un certo punto mi ritrovo a comprar libri: quale novità?

Acquisto “La strada di casa” di Kent Haruf pubblicato con NN Editore.

Ho iniziato a leggere questo libro ieri, al mare. Ancor prima di tornare a casa lo avevo già terminato: questo dovrebbe bastare per ben intendere l’intensità di questo testo.

Si svolge tutto a Holt. Jack Burdette è fuggito dalla città lasciando una ferita difficile da rimarginare, lui è sempre stato così grande, peloso, esagerato per tutti.

Eppure fugge per otto anni lasciando dietro di se PROBLEMI non da poco.

Riappare, poi, scompare di nuovo come aveva già fatto.

Stile unico, trama intensa, personaggi ben costruiti.

È Pat Arbuckle, direttore dell’Holt Mercury e suo vecchio amico, a raccontare la storia di Jack, anche questo tratto è molto interessante.

Lo consiglio agli amanti dei libri FORTI.

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