letteratura

“Il ballo” di Irène Némirovsky

Ci sono momenti in cui entri in libreria e per qualche oscura ragione ti innamori di qualche titolo. Poi lo leggi e scopri che l’innamoramento è stato giusto: il libro t’ha rapito.

Ecco cosa m’è successo nelle ultime ore con Il Ballo di Irène Némirovsky.

Edizione di Adephi, 84 pagine, copertina color corallo: ecco i primi dettagli che m’hanno fatto fermare a quel piccolo scaffale.

La protagonista ha quattordici anni, si chiama Antoinette e detesta la madre. Vivono a Parigi insieme al padre e la domestica; sono una famiglia ricca, ricca da poco per via delle manovre finanziere del padre della ragazza che, con un ruolo secondario, definisce in piccoli frammenti di dialoghi come vede la moglie e tutto il resto della gente.

Sono nuovi nella società francese e la Signora Kampf decide di dar un ballo: pensa a tutti i dettagli, dalle ostriche allo champagne, all’orchestra dal vivo ma fa un piccolo sbaglio. Lo sbaglio le costerà caro e il finale ha qualcosa di grottesco che m’ha fatto venir voglia di un nuovo libro di questa autrice che, confesso, ho scoperto solo ora.

Piccolo, ironico, vero: lo trovi qui

 

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“Fiabe per adulti consenzienti” di Guido Catalano

Guido Catalano, classe 1971, torna nel mondo editoriale con un nuovo testo pubblicato con Rizzoli dal titolo “Fiabe per adulti consenzienti” con illustrazioni di Marco Cazzato.

Fiabe d’amore, fiabe dell’orrore, fiabe di fantascienza, fiabe di guerra, fiabe di attualità, fiabe di costume e società: fiabe per tutti i gusti, fiabe per tutte l’età.

Le fiabe son scritte con ironia, personaggi simpatici e linguaggio fresco: adulti, bambini, neonati? Non importa. Basta leggerle.

I testi sono impreziositi dalle meravigliose illustrazioni di Marco Cazzato, illustratore per il Corriere, La Stampa, Neri Pozza e numerose altre collaborazioni.

Guido Catalano ha uno stile unico, conosciuto per le sue diverse pubblicazioni con questo progetto ha dato un valore aggiunto al mondo delle fiabe.

Delle illustrazioni ho apprezzato la spontaneità delle rappresentazioni secondo gli occhi di Marco Cazzato.

In cerca di un libro divertente?

Potrebbe esser questo!

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“Mantieni il bacio- Lezioni brevi sull’amore” di Massimo Recalcati

Quando sento parlare di Lacan mi emoziono sempre.

E devo dire grazie al mio Docente Mimmo Pesare: è suo il merito di questa mia passione nata durante gli anni in cui studiai presso l’Università del Salento.

Così di recente ho comprato il libro di Massimo Recalcati “Mantieni il bacio- Lezioni brevi sull’amore” dove, appunto, Lacan vien citato con frequenza.

Chi è Massimo Recalcati?

Di lui ho letto diversi libri poiché è uno psicanalista italiano attivo in diversi campi: dalla formazione alla stesura di saggi dove, di frequente, vengono analizzate le figure familiari.

Ho iniziato questo libro diversi giorni fa e ho centellinato le pagine: ho continuamente sottolineato numerose parti del testo e sento la necessità di divulgare questo scritto perché tutti noi abbiamo un approccio diverso all’amore ed è interessante come Massimo Recalcati li analizza, ne porta esempi, estratti di altri autori e citazioni di vario genere.

La promessa, Il desiderio, I figli, Tradimento e perdono, La violenza, Separazioni, L’amore che dura: questi i capitoli narrati dall’autore.

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Tra le frasi più interessanti:

“Un amore può sempre finire ; ma il tradimento non implica necessariamente la fine di un amore”.

Nel testo si parla della ferita che diventa poesia e viene raccontata l’arte del Kintsugi dove il vaso non è più lo stesso, non è più quello di prima.

Viene analizzata la figura dell’amante secondo una chiave di lettura che non avevo mai considerato dove libertà e proprietà si incontrano e danno vita all’ambizione, l’ambizione dell’amante stesso.

“L’amore, da balsamo, può diventare una tortura”.

Alla fine del libro una parte interessante è dedicata alla parola ANCORA che, per Lacan, è la parola fondamentale dell’Amore.

Di tanto in tanto carico alcune letture sul mio canale YOUTUBE

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“Stai zitta” di Michela Murgia

Michela Murgia, nota nel mondo editoriale, televisivo e attivista, pubblica un nuovo libro dove la donna n’è protagonista.

“Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più” pubblicato con Giulio Einaudi.

L’autrice effettua un’analisi dettagliata dell’uso di determinate parole all’interno della nostra società, analizzando con fatti e numeri come le donne vengono percepite ogni giorno all’interno di ceti sociali, lavorativi e quotidiani.

Ogni capitolo è arricchito dalle mitiche illustrazioni di Anarkikka che donano alle parole una capacità espressiva CHE ADORO.

Stai zitta, Ormai siete dappertutto, Come hai detto che ti chiami?, Brava e pure Mamma!, Spaventi gli uomini, Le donne sono le peggiori nemiche delle altre donne, Io non sono maschilista, Sei una donna con le palle, Adesso ti spiego, Era solo un complimento, Sono solo parole.

Ecco ciò che leggerai comprando questo libro.

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Sei pronto ad un’analisi sociale? Antropologica? Sentimentale?

Numerose sono state le parti del libro di Michela Murgia ad avermi colpito.

Matita e evidenziatore sono stati miei amici fedeli durante la lettura, in particolar modo un passaggio interessante è il seguente:
“Per le donne è praticamente impossibile riuscire a farsi chiamare col cognome o con il titolo professionale”.

M’ha fatto molto riflettere questo aspetto poiché son rare le chiamate di lavoro in cui qualcuno esordisce chiamandomi “Dottoressa Marsella”.

Hai ancora DUE MINUTI?

Ho registrato un video 🙂

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“Parma brucia” di Luca Ferrari

Pochi uomini al mondo meritano di essere assassinati, molti meritano di morire”.

Un inquietante messaggio che nella testa di Luca Ferrari diventa una dura verità e si consolida tra le pagine del suo Parma brucia, brillante noir/thriller edito da BookTribu.

Tra queste pagine il lettore seguirà la vicenda dell’umile giornalista Carlo Malvisi, improvvisamente incaricato di intervistare Ernesto Guerra, imprenditore parmigiano finito dietro le sbarre per tentato omicidio.

Secondo l’avvocato di Guerra, costui avrebbe nuove verità e segreti da confessare, e a Malvisi spetta il compito di portarli a galla ma alle condizioni dettate da questo diabolico individuo.

Si sussegue così un alternarsi di presente e flashback che rendono più chiara la vita e l’operato di Ernesto Guerra, dal suo percorso di studi a una fortunata vincita alla lotteria fino alla trasformazione in un criminale.

Scorrevole e coinvolgente, con ottimi richiami alla cultura degli anni passati, all’Italia che cambia, che cresce attraverso eventi e innovazioni storiche. L’autore ci regala inoltre un affascinante personaggio grazie ai suoi dialoghi profondi da cui si evince una linea di pensiero tutt’altro che folle.

Oggigiorno la realizzazione di un “cattivo” è sempre più difficile, ma per citare una famosa massima di Bud Spencer: “non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo”… e in questo senso l’autore è riuscito nell’intento. Per come la vedo, infatti, i cattivi migliori del panorama letterario sono personaggi “sbucati” dal nulla: uomini qualunque, oppressi dal sistema, a cui basta un’occasione o una spinta nella giusta direzione (o quella sbagliata) per fare di loro un autentico agente del caos. E il messaggio che mandano al sistema con le loro azioni fa indubbiamente riflettere noi spettatori.

Come nasce questo libro?

Questo libro nasce dall’idea che anche le azioni di un criminale possono avere una giustificazione, o quantomeno una spiegazione. Starà al lettore scegliere da che parte stare, e come giudicare ciò che avviene nel libro.

Inoltre, questa storia – direi come tutte le storie – nasce con l’intento di offrire una propria visione del mondo.

Tecnicamente, invece, la costruzione del romanzo nasce da un problema: come “far parlare” una persona che si trova in carcere? O scrivevo un romanzo epistolare, oppure cambiavo punto di vista. Da qui l’escamotage del secondo protagonista – il giornalista – e dell’intervista. Inoltre, non tutto doveva essere narrato all’interno dell’intervista. Perciò ho pensato di scrivere una parte del libro in terza persona (e al tempo presente, benché si narrino fatti risalenti nel tempo), e una parte del libro in prima persona (e al tempo passato, benché si parli di fatti recenti).

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Nessuno è totalmente buono, nessuno è totalmente cattivo.

Persino le nostre giornate più belle, non sono perfette, non sono totalmente belle. E in ognuno di noi ci sono tante sfumature, e forse le parti più interessanti di noi, e di una storia, sono quelle dove emergono i difetti, la parte grigia di una persona, o di una città.

Una miriade di circostanze influenzano la vita di una persona.

Soldi, fortuna, eventi particolari, azioni e pensieri… tutto può imprimere alla nostra vita dei cambiamenti non preventivabili, che poi noi cerchiamo di indirizzare secondo le nostre personali inclinazioni.

Eppure tutti noi sogniamo la stessa cosa: fare qualcosa per cui la gente si ricordi di noi, fare qualcosa per lasciare una traccia del nostro passaggio.

Credo che alcuni temi del libro siano la doppiezza e l’ambiguità delle persone, ma credo che nel romanzo emerga anche una certa idea di solitudine, che ci porta anche ad avere delle ambizioni distruttive, anti-sistema o anti-modernità.

Leggi il mio libro perché…

…offre una visione alternativa delle cose.

Questo libro è un noir in senso ampio.

Parla, attraverso le azioni di un idealista, diventato ricco e poi diventato criminale, della voglia di imporsi, di scardinare una certa idea della vita.

Parma è un simbolo, il contesto parla esso stesso. Eppure questo libro potrebbe essere ambientato in altre mille città. Perché l’Italia è tutta un po’ così, provinciale e masochista.

Leggi il mio libro se anche a te piace Fight Club, Il fu Mattia Pascal, oppure Orwell, Stevenson o Sergio Leone.

Progetti futuri?

Continuare a inventare storie.

E pubblicare.

Per me sarebbe un successo riuscire a pubblicare un romanzo ogni due/tre anni.

Il libro merita 5 stelle  su 5.

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Intervista a Andrea Dradi

Andrea Dradi torna sulla scena editoriale con “Ritornare a vivere” pubblicato con Mosaico Edizioni.

Max e Luca, amici inseparabili, decidono un giorno di mollare tutto e fare una vacanza in Thailandia. Per Luca sarà un’occasione per lasciarsi alle spalle il dramma della morte della sua fidanzata, avvenuto tre anni prima, che lo ha fatto cadere in depressione, dalla quale non si è mai ripreso del tutto. Nei primi giorni di vacanza, infatti, la depressione avrà ancora degli effetti sulla sua mente. Con il tempo, tuttavia, attraverso questa esperienza Luca avrà l’occasione di rimettersi in piedi definitivamente, godendosi i maestosi paesaggi, il tutto arricchito dall’incontro con tante nuove persone e lo sbocciare di un nuovo amore. Molto più che una vacanza, in definitiva, che gli consentirà di ritornare a vivere.

Come nasce questo libro?

Questo libro nasce da una forte ispirazione che mi ha suscitato il mio viaggio in Thailandia che ho fatto nel 2015.

Oltre a questo c’era dentro di me un forte desiderio di scrivere e pubblicare un libro.

 Quale messaggio vuoi trasmettere?

Nonostante le difficoltà e  l’avversità che la vita ci pone davanti c’è sempre un modo, un mezzo che ci permette di superarle, come ad esempio, il sostegno di un amico e il supporto del proprio partner.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché trasmette entusiasmo, gioia, coinvolgimento emotivo e poi perché i lettori vengono accompagnati durante la narrazione nelle vicende dei protagonisti creando una situazione     nella quale essi sembrano vivere le stesse situazioni o vedere le   medesime cose, gli ambienti, spiagge ,ecc.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

 Nel mio futuro c’è l’idea e un forte desiderio di scrivere altri libri.          

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“L’ombra del glicine” di Antonio Lidonnici

“Si è guardata da fuori e si è disprezzata, si è definita sadica, addirittura ingrata. Ora, davanti al fatto compiuto, non è più così. Lo stato di ebbrezza della preda che sa di averla scampata, l’istinto di sopravvivenza, la felicità per la vita ritrovata: questi stati d’animo primordiali prendono il sopravvento e si infrangono come uno tsunami sui suoi sensi di colpa.”

Antonio Lidonnici racconta una storia vera quanto terribile, rielaborata come solo un brillante autore del suo calibro sa fare, e pubblicata da Edizioni Effetto sotto il titolo L’ombra del Glicine.

Tutto inizia con il suicidio di Mauro, imprenditore genovese strozzato dai debiti, per sfuggire all’incubo in cui lo ha gettato un losco individuo che risponde al nome di Alfio. Il caso vuole (apparentemente) che costui intrecci mesi dopo una relazione con Claudia, la figlia di Mauro; insieme comprano un ristorante, “Il Glicine”, e iniziano quello che si prospetta un futuro felice. Claudia scoprirà con il tempo la verità su Alfio, che le nasconde una vita segreta dedita allo spaccio di droga e all’ambizione di prendere il controllo di Genova con il suo giro togliendo di mezzo il suo boss, il Duca. Quando la verità viene a galla sul suo compagno, tuttavia, sembra già troppo tardi: Alfio ha ormai preso il controllo della sua vita, allontanandola dalla famiglia e gli amici, clonando il suo cellulare e tenendola perennemente d’occhio. In bilico tra eccessi e la crescente paura di morire tra gli artigli del mostro che Alfio si è rivelato essere, Claudia dovrà fare appello a tutto il suo coraggio per fuggire via dall’incubo.

Violenza domestica, criminalità, ambizioni, la ricerca del potere a qualsiasi costo. Spicca questo e molto altro tra le pagine del libro, scritte in modo incisivo e nient’affatto pesante, con un ritmo incalzante grazie ai numerosi dialoghi che rendono l’opera di piacevole lettura. Tutto ciò non permetterà distrazioni al lettore perché lo prenderà sin nel profondo. L’autore ha saputo raccontare bene e mettere in scena una notevole varietà di personaggi e, nel caso di Alfio, a dar loro maschere che si lacerano poco a poco lasciandoci intravedere sempre più il vero volto che si cela al di là di esse.

Da non dimenticare, infine, che L’ombra del glicine si unisce al coro di voci sempre più forte che denuncia l’orrore quotidiano della violenza sulle donne.

Come nasce il tuo libro?

Ho sempre scritto e pubblicato racconti brevi (cd short stories) ma coltivavo nel cassetto il sogno di scrivere un romanzo. Nel 2015 ho conosciuto Sergio Badino, uno scrittore e sceneggiatore di fumetti, ed ho iniziato a frequentare uno dei suoi corsi intitolato “dall’idea alla sinossi”: in pratica mi veniva chiesto di mettere su carta la trama di un romanzo. In quel momento mi sono reso conto di non avere un’idea mia, e che più ci ragionavo più andavo a finire su cose che erano state già scritte o che non sentivo davvero penetranti, coinvolgenti.

In quello stesso periodo ho conosciuto una ragazza che stava attraversando un periodo molto buio della sua vita; quando mi ha raccontato la sua storia sono rimasto colpito da quanta verità ci fosse dentro, e ho iniziato a prendere appunti sugli aneddoti che venivano fuori.

Senza rendermene conto, mi sono accorto di avere per le mani la trama di un romanzo.

Dopo aver ricevuto la sua approvazione, ha iniziato a prendere corpo L’Ombra del Glicine.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I messaggi sono più di uno.

Il primo messaggio che vorrei trasmettere è che, purtroppo, siamo circondati da storie come quella descritta nel mio romanzo. Scrivere di questo cancro sociale non può fare che bene perché accende un faro su un’oscurità che diventa sempre più paurosamente accettata.

Il secondo messaggio è che, per fortuna, non tutti gli uomini sono come il protagonista maschile del romanzo: anche la generalizzazione uccide.

Il terzo, forse un po’ più leggero come messaggio, è rivolto a tutti gli aspiranti scrittori: le storie sono intorno a noi, basta aprire gli occhi.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché è una storia autentica in ogni sua pagina. Leggilo per aiutare a squarciare il velo di silenzio che troppe volte ricopre certe storie di violenza.

Se tutto questo non ti basta, leggi il mio libro per trovare nelle sue pagine delle montagne russe emozionali…proprio come è la vita vera.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“Il cervello è più grande del cielo” di Giulio Maira

“Il cervello è più grande del cielo” di Giulio Maira m’ha tenuto compagnia per diverse settimane.

Lui è uno dei più grandi chirurghi italiani, specializzato, nel cervello e attraverso questo testo, pubblicato con Solferino, spiega i meccanismi del cervello stesso anche, a volte, raccontando alcune operazioni importanti da lui eseguite.

I sogni, la creatività, la senilità, la felicità, il piacere, i ricordi, i movimenti, il libero arbitrio, la genialità: sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo libro che vi confesso dovreste avere in casa.

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Personalmente non riesco a staccarmene, mi piace così tanto che ho necessità di rileggerlo, di consultarlo, di continuare a sottolineare, lasciando post-it sparsi ovunque.

La quantità di cose che ho appreso è incredibile.

Per esempio adesso so che la DOPAMINA è un messaggero importantissimo nel gioco dei processi emozionali, viene definito MEDIATORE CHIMICO DEL PIACERE; si attiva quando facciamo qualcosa di bello, di interessante, che ci dà piacere così il nostro cervello elabora e ci consegna un messaggio: l’esperienza si può ripetere.

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Altro elemento degno di nota, per me, è l’amigdala. Da questa zona partono le sensazioni che proviamo quando ci alteriamo, quando diveniamo gelosi, quando abbiamo paura, ecce cc.

Tutti i grandi geni hanno cominciato a pensare in un momento di pausa. Lo sapevi?

L’intelligenza è la capacità di adattarsi all’ambiente e la creatività n’è strettamente collegata così come la curiosità, l’immaginazione, l’intuito.

Concludo con una delle frasi che più m’ha colpito:

“Nihil est sine ratione cur potius sit quam non sit « – Deve esistere una ragione per cui le cose stanno in un modo piuttosto che in un altro.

Una finezza, una carezza per l’anima: cosa devo aggiungere? LEGGETELO.

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“Melissa, una storia d’amore” di Renato Gadaleta

“Era quanto di più bello e perfetto si possa immaginare. Pur essendo irraggiata dall’argenteo chiarore della luna, sembrava risplendere di luce propria. Aveva dei profondi e magnetici occhi azzurri, limpidi come un’acquamarina e delle lunghe ciglia che li facevano risaltare ancor di più. Le sue curve erano mozzafiato, le gambe slanciate e forti, e la bocca stupenda e tentatrice, contornata da labbra carnose.”

Renato Gadaleta esordisce rendendoci partecipi di una dolce e romantica avventura giovanile della durata di un’estate nel suo Melissa, una storia d’amore“, NeP edizioni.

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Il protagonista Renato, diciassettenne orfano di entrambi i genitori, vive in un paese del profondo Sud dell’Italia, lontano dal caos e dallo smog delle grandi città, lavorando sodo durante l’estate per mantenere se stesso oltre che l’anziana nonna Angela. La sua precaria routine verrà bruscamente interrotta all’inizio dell’estate dall’arrivo, nei pressi di casa sua, di lei: Melissa, ragazza misteriosa e bellissima venuta letteralmente dal nulla. Anzi, dal mare, poiché Melissa è molto più di quello che sembra: una straordinaria e antica creatura marina che, con la sua curiosità per il mondo umano e le sorprendenti capacità di cui è dotata, conquisterà le attenzioni di tutto il paese rubando ben presto il cuore di Renato.

E lei sarà ben lieta di contraccambiare donandogli il suo.

Con il suo stile profondo e dettagliato, l’autore ci fa immergere in un autentico abisso ricolmo di emozioni, arricchito da un inconfondibile profumo di mare che queste pagine invogliano indubbiamente a visitare. Forte è infatti la bellezza con cui riesce a descrivere il paese marittimo che fa da sfondo alla vicenda, così lontano dai tipici contesti urbani a cui siamo abituati oggigiorno. Il tutto condito da un tocco di sovrannaturale che non guasta mai, aggiungendo qualcosa in più alla magia dell’amore adolescenziale. Cinquecento pagine che si leggono d’un fiato, formando un’opera sorprendente di cui non si dimenticherà facilmente la trama.

Come nasce questo libro?

Oltre a insegnare Scienze Motorie e Sportive a scuola sono anche un appassionato di subacquea e nelle mie immersioni diurne e notturne ho potuto osservare numerosi animali marini. Quelli che in assoluto mi hanno sempre stregato, sono state le meduse, silenziose, trasparenti e armate di numerosi tentacoli fluttuanti che incutono timore. A mio parere non esistono creature più affascinanti e misteriose come loro. Ed ecco l’idea. Una volta, seguendone un esemplare in notturna illuminandolo con la torcia subacquea, col mare calmo e la luna che rischiarava col suo nastro d’argento la superficie del mare, mi venne l’idea di scrivere una storia d’amore tra un umano e una medusa che, come per magia, si trasforma in una bellissima ragazza per poter respirare l’aria terrestre. Ci sono decine di romanzi che parlano di amori tra umani e sirene, vampiri, streghe, angeli caduti, quindi, perché non una medusa? Così è nato questo romanzo, una favola moderna e romantica tra Renato e Melissa, che in una notte di inizio estate, durante una eccezionale eclissi di luna, si conoscono sugli scogli bagnati dal bellissimo mare pugliese. Presto, tra i due adolescenti, nasce un forte sentimento che pian piano diventa amore per sempre e li porterà a perdersi nell’incanto delle notti d’estate, assieme ai loro sogni, alle loro speranze e al desiderio di vivere un grande amore che faccia esplodere di gioia il cuore in mille pezzi.

E come in tutte le favole, anche qui ci sono i cattivi, quelli che vogliono distruggere i nostri sogni. E sono quelli che sicuramente il lettore odierà per tifare per i due giovani protagonisti.

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Quale messaggio vuoi trasmettere?

In questo romanzo descrivo l’amore forte, puro, sincero, tipico di due adolescenti che si giurano amore eterno. È quell’amore adolescenziale che, anche se finisce, resta nel cuore e nei ricordi per sempre. Non morirà mai!

La storia romantica è ambientata in Puglia ed è scritta da un pugliese che ama profondamente la sua terra. Ho descritto il bellissimo borgo marinaro dove vive il protagonista, le “Case Bianche” dei pescatori che si trovano ad un passo dagli scogli bagnati da un mare cristallino, l’intenso odore di salsedine che apre il cuore, la magnifica costa rocciosa disseminata di grotte marine semisommerse e di stupende calette sabbiose, i profumi inebrianti e mangerecci provenienti dai ristorantini tipici che preparano bontà della cucina regionale con i prodotti della mia terra, e per finire, ho decantato i maestosi olivi secolari disseminati nelle campagne, orgoglio pugliese. Hanno il tronco nodoso e ricurvo quasi su se stessi e sono delle vere opere d’arte della Natura. Rappresentano l’emblema della mia Puglia.

Quale messaggio ho voluto trasmettere?

Il senso di appartenenza alla propria terra, con le sue bellezze, con il suo mare stupendo, il suo buon cibo e le sue tradizioni, e non per ultimo, per l’importanza che nella vita ogni esperienza, sia positiva che negativa, va vissuta per crescere e maturare.

Leggi il mio libro perché…  

è fresco, pulito, genuino, la lettura inchioda il lettore sulle vicende dei due giovani protagonisti e lo trasporta sugli scogli insieme a Renato e Melissa, per fargli assaporare ogni momento descritto di un’estate fantastica e indimenticabile. Cominciando a leggerlo inizia un viaggio con la mente attraverso gli angoli più segreti del cuore e dei sentimenti che solo il vero amore può dare.

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Conclusioni

Questo romanzo è dedicato ai romantici e ai sognatori, quelli a cui piace volare con la fantasia insieme a un pizzico di magia. Ne rimarrete incantati, stregati dall’atmosfera “magica” dei luoghi e dei personaggi. Vi farà sognare ed emozionare.

Io dico sempre: “I sogni non costano niente… ma che fatica realizzarli!”.

Sì, io sono contento, fiero e soddisfatto di averne realizzato uno, pubblicando il mio romanzo. Ora sta a voi cari lettori, leggerlo e apprezzarlo, magari in una serata tranquilla con la luna di plenilunio che vi illumina la stanza. Vi rimarrà nel cuore per sempre… e non vi deluderà.

Il libro merita 5 stelle su 5.

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“La notte” di Elie Wiesel

Comprai questo libro una domenica, fuori pioveva, avevo necessità di rifugiarmi tra i libri, nonostante a casa ne avessi già abbastanza.

“La notte” di Elie Wiesel è un libro che m’ha fatto piangere, venir la pelle d’oca nel cuore della notte e la voglia di urlare.

È un libro necessario. Necessario per la memoria, necessario per l’anima, necessario a tutti.

Wiesel Elie nasce in Transilvania nel 1928 e nel 1944 venne deportato a Auschwitz; dopo la guerra si occupò di giornalismo prima in Francia poi a New York.

 Nel 1986 vinse il premio Nobel per la pace, lavorò contrò la povertà per il resto della sua vita.

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La storia ci insegna che l’umanità, a volte, viene a mancare, quando penso alla Polonia e quegli anni terribili, penso a questo.

Commovente, intenso, tragico, agonizzante, terribile: LA NOTTE è tutto questo ma anche di più.

Mi vien difficile spiegare, ahimè, ciò che ho provato leggendo questo testo per cui vi invito semplicemente a comprarlo: dieci euro.

Leggevo, sottolineavo, pensavo.

Poi di nuovo leggevo, sottolineavo, pensavo.

“Se l’Eterno è Eterno, l’ultima parola per ciascuno di noi gli appartiene”.

Quant’è profondo un concetto così? Pura poesia, a mio dire.

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Il vuoto nel cuore del protagonista che abbandona casa, si separa dalla sua mamma e dalla piccola sorella e va a vivere lì, in quei posti dimenticati perfino da Dio.

La sua narrazione, la sua paura, la sua voglia di respirare… tutto questo fa di questo testo un libro ESSENZIALE.

“La notte” di Elie Wiesel: non ve ne pentirete.

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Video Marketing Strategico di Antonio Meraglia

Amo studiare e frequentare corsi di aggiornamento perché sono occasioni per conoscere persone interessanti.

Così lo scorso anno a Bologna conosco Antonio Meraglia, attivo nel mondo della produzione dei video dal 1982, io praticamente non ero nemmeno nata.

Informato, aggiornato e salentino: con Antonio è stato amore a prima vista.

Così oggi vi parlo del suo libro Video Marketing Strategico edito con Dario Flaccovio Editore, premessa di Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti.

Il libro si presenta come un manuale di esperienze, un bugiardino utile per tutti coloro che amano i video, vorrebbero implementare le loro conoscenze e migliorare costantemente.

Un minuto di video vale più di 19 milione di parole: questo è un dato che ho appreso studiando il libro di Meraglia ed è un dato che mi ha lasciato un segno.

I video sono a prova di bambino: facili da capire e da utilizzare per l’utente finale.

Come si può strutturare un video che funzioni?

Stabiliamo l’obiettivo, capiamo il pubblico perché i video non vanno bene per tutti e non son per tutti. Esistono, poi, sei tipi di video: personal branding, teaser, storytelling, dimostrativi, formativi e testimonianze.

Ricorda una cosa fondamentale: le persone si fidano di te, non del tuo lavoro. Per questo aspetto, probabilmente, dovrei insistere con il personal branding.

Dove andrà a finire il tuo video? Facebook? Youtube? Instagram?

Saranno diverse le dinamiche? Gli strumenti? Il tono? Il linguaggio?

CONSIGLI *

Youtube preferisce video da 15 minuti, Facebook invece solo due.

Bella differenza eh?

Ecco perché diviene fondamentale STUDIARE.

Antonio Meraglia in Video Marketing Strategico, 168 pagine.

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Di seguito alcuni strumenti che ti consiglio 🙂

Cavalletto per telefono per riprese: https://amzn.to/2UAxDLF

Cavalletto per macchina fotografia e/o riprese video: https://amzn.to/32Vvles

Supporto per foto o video portatile: https://amzn.to/3kPX1b3

Microfono: https://amzn.to/3fbwfbV

Luce portatile: https://amzn.to/3f7TrHY

Espositore per libri: https://amzn.to/2KnBGct

Mono piede per macchina fotografia (riprese da vicino): https://amzn.to/36OICXh

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“Il passo del tempo” di Lorena Maria Milano

“Le nostre radici sono determinate, oltre che dal corredo genetico, anche dal luogo e dal clima in cui siamo nati e cresciuti, dall’ambiente familiare, dai libri che abbiamo letto? Sicuramente il contesto storico, geografico, culturale e socio-economico incide molto sulla nostra formazione, così come sull’attitudine personale alla lettura.”

Lorena Maria Milano ci regala un pezzo di storia, quella di Emma e contemporaneamente quella del nostro Paese, attraverso questo libro: Il passo del tempo, edito da Il Seme Bianco. Tra queste pagine si narra l’intento della protagonista e dei suoi parenti di ricostruire la storia famigliare per svelare un mistero rimasto insoluto per anni: la morte della nonna paterna Cosima, di cui s’ignorano le cause, l’anno e l’ubicazione delle sue spoglie. Nel tentativo di rimettere insieme i tasselli del grande puzzle che compongono le radici della protagonista, l’autrice si troverà inevitabilmente a esaminare gli eventi storici che hanno caratterizzato l’Italia attraverso gli ultimi centocinquant’anni, in particolare il Meridione, in un susseguirsi di guerre, conflitti e trattati che hanno segnato il destino di innumerevoli uomini e donne dello Stivale. E le loro famiglie.  

Il modo di raccontare de Il passo del tempo porta i lettori ad apprezzare e riconoscere il valore storiografico del libro. I ricordi, la ricostruzione delle proprie origini e delle generazioni precedenti, alternandosi ai grandi eventi che hanno “fatto l’Italia”, evidenziano caratteristiche e abitudini di quei luoghi d’origine che hanno invece “fatto l’autrice” e le sue radici. Mentre Emma rivolge lo sguardo al suo passato alla ricerca di risposte e verità, contemporaneamente l’autrice valorizza il passato del nostro Paese – che il più delle volte abbiamo accantonato dopo aver lasciato i banchi di scuola – rendendoci quasi partecipi di avvenimenti lontani, ma non per questo da dimenticare.  

Grandi e dolorosi eventi impregnano le pagine del libro, infiniti ricordi che, nel bene e nel male, hanno posto l’autrice qui tra noi, in questo luogo, in questo tempo, regalandoci un’opera memorabile, dove traspare un affetto impareggiabile per la famiglia unito al desiderio d’inquadrarsi in un contesto. Quando ci sentiamo travolti dallo scorrere dei giorni, la soluzione sta nel riguardare i propri passi e la confusione svanirà. 

Come nasce il libro?

Il libro nasce sotto una forte spinta emotiva causata dalla morte di mia madre. Ho sentito l’esigenza di guardarmi dentro per riuscire ad affrontare il dolore, accettarlo ed elaborarlo. In realtà ho fatto un doppio viaggio, uno interiore, attraverso il quale ho trovato la forza di portare fuori, attraverso la scrittura, la sofferenza, ed un percorso esteriore teso alla ricerca delle mie radici familiari.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio che voglio trasmettere è che non bisogna chiudersi nel proprio dolore, perché non si deve avere vergogna né timore a mostrare la nostra sofferenza e le nostre fragilità. Voglio inoltre riaffermare l’importanza delle nostre radici, perché sapendo da dove proveniamo, possiamo comprendere alcune nostre scelte e trovare delle risposte.

Leggi il mio libro perché..

Leggete il mio libro se siete appassionati di saghe familiari, in questo caso di una famiglia del sud di inizio novecento, se vi intrigano i segreti di famiglia e i misteri, se vi emozionate davanti a ritratti umani estremamente intimi, se vi fa piacere fare un salto indietro nell’Italia del sud nel periodo post Unità.

Progetti futuri?

Un progetto immediato è la stesura di un libro che parla di un argomento sempre tristemente attuale: lo stalking.

Concludo affermando l’importanza della lettura, in quanto è come un setaccio che ti ripulisce da tutte le brutture e lo squallore della vita. Leggere ti fa viaggiare senza muoverti, ti fa spaziare in altri ambiti, ti offre una moltitudine di punti di vista e ti arricchisce emotivamente e culturalmente. Bisogna educare fin da piccoli alla lettura, inserirlo nell’elenco delle cose indispensabili per impartire una buona educazione!

Il libro merita 4 stelle su 5.

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