“Il mio girotondo di emozioni” di Elenia Stefani

“Chissà se in queste pagine troverai la Ele che già conosci o se scoprirai un pezzetto di me che ancora ti è sconosciuto.”

È quel che si augura Elenia Stefani nella prefazione de Il mio girotondo di emozioni, brillante raccolta di poesie, immagini e pensieri edita da Tarantola. L’opera ci si presenta sostanzialmente divisa in tre parti: nella prima, l’autrice parla di sua figlia – amata musa ispiratrice di quest’opera – e di ciò che è per lei fin dai giorni della gravidanza. La seconda racchiude buona parte del suo bagaglio di vita, tra gioie e dolori, vittorie e sconfitte: in essa sono racchiuse parole di ciò che le dona il sorriso o le paure. L’ultima parte contiene infine emozioni altrui – “Pensieri dal mondo” – vibrazioni in cui l’autrice si è immedesimata basandosi su quello che altre persone hanno vissuto e le hanno raccontato.

Si tratta senza dubbio di una lettura delicata ed emotivamente coinvolgente, che conquista ad ogni pagina grazie anche alla purezza delle immagini che le arricchiscono una per una. L’autrice si rivela capace di trasmettere con immediatezza le proprie emozioni, frutto di fasi naturali della crescita o di scelte compiute, in maniera molto semplice e vera.

È uno di quei libri da avere e da rileggere ogni tanto. Consigliato agli amanti della poesia e non.

Come nasce quest’opera letteraria?

“Il mio girotondo di emozioni” nasce improvvisamente in seguito a un incidente d’auto.

Michele, mio marito, era l’unica persona che sapeva della mia passione per la poesia e da tempo cercava di convincermi a pubblicare i miei scritti ma io ero sempre stata restia; non volevo che il mondo venisse a scoprire le mie emozioni e poi avevo paura che non potessero piacere, che non fossero degne di un libro.

Poi, un giorno, lui fece un incidente mentre io ero presente -fortunatamente senza conseguenze-; quest’evento mi fece capire quanto tutto potesse finire in un secondo e fu anche la spinta per rischiare e creare qualcosa che un domani potesse rimanere a mia figlia Carlotta, così contattai un editore locale e gli sottoposi i miei scritti.

Beh, com’è andata a finire credo si possa dedurre dato che ora tengo tra le mani questa piccola ma intensa raccolta di poesie!

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Credo che il messaggio principale sia quello dell’essere se stessi, di non nascondere quello che si prova per paura di giudizi o di etichette. Le emozioni sono fondamentali e sono ciò che colora la vita, belle o brutte che siano, perché da tutto e da tutti si possono carpire sensazioni che spesso ci caratterizzeranno sempre, quindi perché nasconderle? Perché rinchiuderle fingendo di essere chi non si è? Se una persona ci vuole bene davvero, ci starà vicino anche se piangiamo davanti a una fotografia o se ci commuoviamo per il sorriso di un bambino.

Inoltre, uomo o donna, adulto o bambino, genitore o meno…tutti dovremmo riscoprire un po’ di più la bellezza delle piccole cose e il valore delle emozioni e io spero che questo mio libro riesca -anche solo un pochino- a far rivivere nella mente e nei cuori qualche ricordo dimenticato o che diventi il trampolino per provare a tuffarsi nell’oceano di sentimenti che è la vita.

Leggi il mio libro perché…

Perché leggere il mio libro? Spero per emozionarsi, magari per rivivere qualche ricordo, per sognare o semplicemente per respirare un “vento” differente.

Da mamma, credo che questo libro, possa esser una raccolta d’emozioni che ogni genitrice prova e magari possa esser un bellissimo dono per amiche e madri anche perché ogni poesia è accompagnata da una foto che permette di inglobarsi ancor di più tra le mie parole.

Progetti futuri?

Beh, adesso e per tutto il resto dell’anno sto monitorando il mio progetto “Le emozioni in viaggio”, ovvero ho fatto partire una copia di “Il mio girotondo di emozioni” insieme a un diario e questi stanno facendo il giro dell’Italia. I partecipanti possono tenerli per due settimane e utilizzare il diario per scriverci qualsiasi cosa vogliano, attaccarci foto, disegni, ecc. prendendo spunto dal mio libro e poi devono passarlo alla persona successiva.

Nel mentre, poco tempo fa, grazie alla poesia “Fotografia”, ho vinto anche un premio nazionale che mi permetterà di pubblicare un secondo libro che spero andrà in stampa a breve.

Inoltre sarò uno dei giudici della prima edizione del <<Concorso per racconti Pierpaolo Fadda-“Figli degli anni ’80- il decennio che ha generato il Millennio” >>, opportunità che mi emoziona molto e mi lusinga.

Infine sono stata invitata a Garda a presentare il mio libro, il 23 ottobre 2019, all’interno di una serie d’incontri in ambito letterario.

Però non mi fermo qui, ho in mente tante altre cose che spero di riuscire a concretizzare dopo l’estate.

Il mio girotondo di emozioni  merita 5 stelle su 5.

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Diandra Elettra Moscogiuri in Artemis’ Cabaret

“Ognuno di noi porta dentro di sé il fardello degli altri. La storia del mondo è anche la nostra, quando osserviamo qualcosa ne diventiamo parte integrante.”

Una delle più profonde lezioni che possiamo apprendere tra le pagine di Artemis’ Cabaret, brillante opera di Diandra Elettra Moscogiuri edita da Sensoinverso. Essa narra un breve periodo della vita di Marco, solitario ragazzo milanese con la passione per la scrittura che, in un tentativo di scacciare il vuoto che lo opprime, s’iscrive al forum letterario “Artemis’ Cabaret”, dove stringe amicizia con gli altri suoi membri. Nel forum i ragazzi condividono sogni, angosce e paure attraverso i loro racconti brevi, consolidando un legame reciproco. Con il tempo, tuttavia, Marco noterà qualcosa d’insolito e di tremendamente familiare nelle vicende raccontate dagli amici, tracce di una verità che rimuoveranno il velo su un passato che credeva sepolto.

Un romanzo breve ma profondo, che ci mostra ancora una volta un mondo ricolmo di “cose troppo brutte: odio, malattie, violenza e morte”, secondo le parole dell’autrice, il mondo in cui vive buona parte dell’umanità oggigiorno.

Un mondo dominato dalla paura, figlia della routine quotidiana, dove la comunicazione interpersonale è sempre più difficile. La parola scritta si rivela quindi l’arma più efficace di un autore per affrontare la paura: il modo per esorcizzarla, “buttarla fuori fino a schiacciarla”.

Artemis’ Cabaret ci ricorda in poche pagine che non siamo mai impotenti di fronte ai mali che ci affliggono, e con la giusta forza li possiamo affrontare e sconfiggere.

Artemis’ Cabaret  merita 5 stelle su 5.  

Com’è nata questa opera letteraria?

Pur essendo la mia seconda pubblicazione, in Artemis’ Cabaret ci sono i segni dei miei primi esercizi di scrittura. Quando avevo diciassette anni ho passato un periodo un po’ buio, ho smesso di uscire con i ragazzi del quartiere perché mi sentivo esclusa, così passavo molto tempo con me stessa e avevo iniziato a fare dei sogni molto intesi. Col tempo, ho pensato di tradurre quelle immagini in parole e così sono nati i racconti che fanno parte di Artemis’ Cabaret. Poi è arrivata l’idea di Tequila Suicide e ho deciso di pubblicare quello per primo, che avevo ideato tutto d’un fiato. Artemis’Cabaret è rimasto in una forma non completa per tantissimo tempo, finché quest’anno mi sono detta che avrei portato a termine tutto ciò che avevo lasciato ancora incompiuto nella mia vita, e in cima alla lista c’era proprio questo libro. 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Questo libro racconta di come le paure personali intorpidiscono l’essere umano e gli impediscono di vivere a pieno le gioie della vita. Marco, il protagonista, se ne rende conto solo alla fine, e comprende quanto sia importante aprirsi, consumare i propri timori attraverso uno sfogo personale, unico modo per andare avanti e impedire alla negatività di impossessarsi di te. Ma non è mai troppo tardi per reagire, ed è per questo che, memore del destino che è toccato a sua madre, trova conforto attraverso la scrittura.

Cosa pensi dell’editoria di oggi?

Ho avuto fortuna in questo senso. I miei editori sono persone mosse dalla passione per i libri, in loro riconosco il genuino interesse verso la creazione di un prodotto di qualità. Penso che sia molto importante oggi che sia dia la possibilità di esprimersi a chiunque ne possieda la capacità, guidandolo verso l’ideazione di qualcosa di bello da lasciare agli altri. Di recente mi sono interessata alla vicenda della pubblicazione di Frankenstein di Mary Shelley e sono rimasta sconvolta da quanto fosse difficile prima far valere la libertà di espressione.

Leggi il mio libro perché…

Perché nulla mi rende più felice dell’idea di aver raggiunto il cuore di un lettore con le mie parole. Mi piace l’idea di donare ore di piacevole lettura a chi decide di dare fiducia a una mia opera, e quando mi trovo in una fiera del libro non rinuncio mai a scrivere queste parole sotto forma di dedica.

Progetti futuri?

Quest’anno mi dedicherò alla post-produzione del film Dead Star, che ho scritto e prodotto insieme al regista David Milesi, di cui sono anche protagonista femminile. Devo dire che è stato davvero interessante per me cimentarmi nella scrittura per il cinema, è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto e scoprire varie sfaccettature di questa professione. La nostra produzione cinematografica, la Damodami Factory, occuperà la maggior parte del mio tempo, ma non escludo di continuare a pubblicare anche romanzi.

 

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Barbara Poltronieri in “Quando la paura bussa alla tua porta”

“Quando devo prendere una decisione importante non c’è miglior cosa da fare se non quella di recitare cercando di liberare la mente e sicuramente la decisione giusta e saggia arriva.”

Barbara Poltronieri ci racconta la sua vita tra le pagine di Quando la paura bussa alla tua porta, edito da Booksprint.

Una vita messa alla prova quando scopre di essere affetta da endometriosi, una malattia complessa alla quale non c’è cura definitiva.

Inizia così un lungo percorso per combattere la malattia, tra diagnosi errate, terapie e rimedi vari, e tenere unita nel frattempo la famiglia che inevitabilmente finisce per condividere il suo dolore.

Dopo una lunga serie di alti e bassi, l’autrice troverà numerosi appigli – tra cui l’avvicinarsi alla fede buddista – che le daranno la spinta per risollevarsi e andare avanti con spirito sereno.

Attraverso le fasi affrontate fin dalla scoperta del suo male, l’autrice mette a nudo se stessa in questo libro, con le sue fragilità e le sue paure, allo scopo di mostrarcele per insegnarci a non mollare mai.

Nessun dolore, nessun dramma, nessuna malattia dovrebbe annullare la voglia di vivere di una persona finché ha fiato per respirare. Barbara lo ha imparato e desidera pertanto condividere la sua esperienza con chi potrebbe viverne una simile, suggerendo un percorso utile per ritrovare il sorriso. In un centinaio di pagine dal tratto pulito e scorrevole, troverete tutta la forza di una donna che ha visto calare il buio improvvisamente sulla sua vita… ma da cui è riemersa per ritrovare la luce.

Consigliato a tutti coloro che ricercano una possibilità per essere felici quando tutto sembra perduto.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce perché da molto tempo covava in me la voglia di spiegare a tutti chi è Barbara, per molti anni mi sono nascosta e ho detto a pochi della mia malattia, tanto che in questo periodo molte persone che hanno letto il libro e che mi conoscono mi hanno avvicinata dicendomi: “Ma io non ne sapevo nulla!”.

Avevo paura dei giudizi e soprattutto dei pregiudizi altrui, di essere guardata con occhi compassionevoli e di non essere apprezzata per quello che sono.

Poi grazie alla mia pratica Buddista ho imparato a non vergognarmi più di nulla a volermi bene così come sono con tutti i miei limiti.

La cosa che però mi ha fatto decidere di mettermi così a nudo è stato tutto l’appoggio che i miei familiari mi hanno dato in tutti questi anni, volevo dire loro che ho capito il loro calvario, io, che per molti, troppi anni,ho creduto di essere stata l’unica a soffrire per questa malattia che mi ha colpita, sono riuscita ad aprire gli occhi e a vedere tutto il dolore che hanno vissuto loro.

Ho iniziato a scrivere per gioco, per fare contenta una mia cara amica che mi ha spronata molto a prendere in mano carta e penna, poi quando i miei familiari hanno iniziato a leggere il mio libro e a essere orgogliosi di quello che stavo facendo ho deciso di andare fino in fondo…questo glielo volevo concedere, volevo dare valore anche alla loro sofferenza e fargli capire quanto sono stati fondamentali nel mio percorso.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il messaggio che con questo mio libro voglio trasmettere è sicuramente quello di non mollare mai.

Di non nascondersi perché ci si sente diversi dagli altri, voglio dire ad ognuno di loro che ogni vita è degna di essere vissuta e che ha sempre tanto da regalare, basta solo saperla accogliere e non opporsi agli ostacoli con rabbia.

La malattia fa già tanto male da sola perché aggiungere rabbia e astio?

Io sono sempre io con la mia malattia che mi accompagna ogni giorno della mia vita, ma oggi posso dire che sono felice nonostante tutto.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché io sono la vicina della porta accanto, una persona comune che ha vissuto e ha voluto raccontare un’esperienza che può essere comune a molte persone.

Perché a tutti può capitare una situazione come la mia, ed è molto facile farsi prendere dallo sconforto e dall’autocommiserazione.

I problemi ci sono sempre, tutti i giorni, e non parlo solo di quelli legati alla salute, anche nelle relazioni, nel lavoro e in molti altri ambiti si possono vivere situazioni spiacevoli, l’importante è guardare tutto dalla giusta prospettiva e saper dare valore alla propria vita nonostante tutto.

Progetti futuri?

Progetti futuri? Diciamo che mi voglio godere appieno questo momento per me così inaspettato.

Le interviste ai giornali e la presentazione che ho fatto a Ferrara lo scorso 9 Maggio con una sala gremita di gente mi stanno dando molta soddisfazione.

Sto ricevendo tanti risconti positivi e non nego che ho già in cantiere un altro libro, un testo che parla nuovamente di me, dove racconto tanti episodi della mia vita partendo dalla mia infanzia passando dall’adolescenza per arrivare all’età matura, e in questo testo tutto viene intervallato dalla presenza di una persona della quale solo alla fine verrà svelata l’identità.

Il libro merita 4 stelle su 5: leggetelo e ditemi cosa ne pensate.

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“L’ombra dei ricordi” di Gabriele Viada

“Non hai idea di quanto sia appagante. Osservare gli occhi di qualcuno appassire, perdere la luce fino a diventare una patina opaca grigia e inanimata. Ha un non so ché di gratificante, di onnipotente. Vedi la vita stessa scivolare via dal corpo, andarsene per sempre. In quel momento ti senti il padrone assoluto.”

È quanto rivela, nella sua folle lucidità, l’omicida che ha rivoltato da cima a fondo la vita di Filippo, protagonista di questo brillante thriller di Gabriele Viada. L’ombra dei ricordi, edito da Albatros, ci trasporta a Cuneo attraverso gli occhi di Filippo, giovane star emergente del piccolo schermo, la cui ascesa subisce una brusca frenata quando viene a sapere della scomparsa di Sofia, sua fidanzata ai tempi del liceo e mai dimenticata.

Il giovane non penserà due volte a mollare tutto e a tornare a casa, collaborando con le forze dell’ordine per scoprire la verità sull’accaduto. In una sapiente alternanza tra presente e flashback – in cui apprendiamo sempre più dettagli sul passato di Filippo – ci avvicineremo pian piano al mistero intorno alla scomparsa di Sofia, durante il quale troveranno la morte altre persone care al protagonista. Una concatenazione di eventi sempre più drammatica e allucinante che porteranno Filippo a dubitare persino di se stesso, mentre la sua memoria a volte lo tradisce e a volte sembra aiutarlo…

Gabriele Viada

Scritto con grande cura e dovizia di particolari, l’autore ci trasporta letteralmente con l’uragano di emozioni e ricordi che affollano la mente di Filippo, grazie anche all’uso di un sistema narrativo al presente che rende vano immaginare la sua sorte fin dall’inizio. Una trama che, seppur appesantita talvolta dall’eccesso di dettagli, ci conduce inesorabilmente alla fine del labirintico percorso, ovvero la soluzione del caso. Un piccolo dramma agli occhi della collettività, ma che per un solo uomo si trasforma in un mosaico di incubi da cui può solo pregare di svegliarsi. L’ombra dei ricordi si rivela, in definitiva, un thriller complesso e intrigante al punto giusto che non può mancare nella collezione di ogni appassionato del genere.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’idea di scrivere una storia tutta mia l’ho sempre avuta un po’ in mente; il pensiero di interagire con i personaggi, conoscerli, entrarci in sintonia fino a capire cosa gli passa per la testa… è semplicemente indescrivibile. Si provano sensazioni nuove, si vivono emozioni prima d’ora sconosciute.

Per quanto riguarda l’opera in sé, a dire il vero è nata abbastanza all’improvviso. Un giorno sono andato al cinema con degli amici a vedere un film che avevo già visto. Quindi durante la proiezione ho iniziato a pensare, a vagare… e all’improvviso ho avuto un’illuminazione. La trama del mio libro era lì, materializzatasi improvvisamente nella mia testa. Quando sono tornato a casa ho buttato giù una mappa mentale, la prima ossatura di quella che sarebbe poi diventata la mia storia. E da quel giorno, non ho più smesso di scrivere.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Questa domanda non è affatto banale, d’altronde la morale di un’opera è uno dei concetti fondamentali su cui si fonda il libro stesso. Personalmente io sono il primo ad aver imparato dalla mia opera, o meglio… dai miei personaggi. Perché, alla fine, sono loro che fanno la storia. Io sono solo il tramite, gli occhi che raccontano un qualcosa che soltanto io riesco a vedere. Perciò, se proprio dovessi identificare un messaggio che contiene quest’opera, è il potere delle scelte, unito al dolore del rimpianto. Ognuno di noi fa delle scelte, tutti i giorni. Alcune banali, altre meno; altre, dalle quali non si può tornare indietro. E sono proprio quest’ultime a determinare la persona che diventeremo, lo specchio nel quale saremo obbligati a rifletterci per il resto dei nostri giorni. Vivendo questa storia, ho imparato quanto possa essere amaro accorgersi di aver sbagliato, e quanto possa essere distruttiva la strada intrapresa per cambiare un’unica scelta.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché è una storia che sa stupire, emozionare. Un’opera dove sono i personaggi a fare la storia, e non viceversa. Un’opera che vive, respira, è che ha tanto da insegnare.

Progetti futuri?

Possiamo dire che buone idee ci sono sempre, e credo di aver finalmente raggiunto la maturità per scrivere l’opera che da anni mi ronza in testa.

L’ombra dei ricordi merita 5 stelle su 5. 

COMPRALO 🙂

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“Perché piangi?” di Tani Capa

“Ricordati di non arrenderti mai se sei nel giusto e affronta gli imbecilli facendogli capire che lo sono”.

Una dura lezione appresa da Tani Capa in età avanzata, che insegnerà a sua volta ad ogni lettore della sua biografia auto-pubblicata. Perché piangi? racconta la sua intera vita, che ci appare dura e complicata fin dall’infanzia a causa di problemi permanenti alla spina dorsale e dagli abusi fisici e verbali subìti dal padre. Difficoltà che non lo hanno mai spezzato mentre cerca di affermarsi, nel corso degli anni, come fotografo per varie aziende e figure di spicco nel mondo della moda e dello spettacolo. Mentre il Paese cerca di assestarsi secondo i nuovi scenari politici, attraverso i più noti eventi storici del Novecento, Tani prosegue lungo il suo percorso nel tentativo di trovarsi un posto comodo nel mondo. Il passato drammatico e le difficoltà fisiche non gli hanno mai impedito di lottare per gli obiettivi tipici dell’uomo comune: crearsi una famiglia, ottenere una stabilità… vivere felice.

Scorrevole, profondo e toccante. Tra le pagine di Perché piangi? Tani ci mostra oggi i frutti e la testimonianza della sua lunga ricerca di stabilità: ha scritto il suo percorso non privo di ostacoli e scontri dimostrando a noi – e sicuramente a se stesso – di non aver mai mollato, anche quando tutto intorno a lui sembrava perduto nei momenti di maggiore difficoltà. Dimostra che tutti noi abbiamo la forza per rimetterci sempre in piedi e di affrontare ogni ostacolo che la vita ci scaglia addosso.

Come nasce questo libro?

Più volte negli anni passati amici artisti e letterati frequentatori del Ristorante Bagutta” sede dell’omonimo Premio Letterario, a cui avevo confidato alcuni episodi della mia vita, mi invitarono a raccoglierli in un libro.

Richieste inascoltate non ritenendomi capace di farlo. Iniziai a rendermi conto nel 2008 dopo aver superato il trauma subito per un intervento coronarico, che forse rivisitare la mia vita scrivendola con sincera autocritica e senza immaginare di pubblicarla, ne avrei ricevuto beneficio psicologico ed esistenziale.  Iniziai così a prendere appunti di episodi lontani e via via sempre più vicini al presente per poi convincermi che forse avrei fatto una cosa meritevole nel portarli a conoscenza di coloro che nella loro vita potevano riconoscersi in alcuni episodi e trarne riflessione e chissà forse anche aiuto.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Com’è stato scritto nella copertina, vorrei trasmettere la metafora della resilienza umana nel superare combattendo con coraggio le avversità senza mai arrendersi nonostante tutto, nonostante tutti.

Leggi il mio libro perché…

Sarai spettatore coinvolto nell’avventura della mia vita che provocherà in te ricordi storici, proverai emozioni forti, sentimenti di pietà e di ribellione. Immaginerai luoghi e personaggi di cui hai sentito parlare, forse ti scapperà qualche lacrima, una maledizione e forse vorresti che i fatti descritti non fossero veri, risentirai frasi d’amore che ti hanno regalato, momenti felici simili vissuti con chi amavi e forse le sofferenze subite ingiustamente, ma alla fine capirai che in ognuno di noi la speranza è l’unica cosa che ci porta a vivere nonostante tutto e nonostante tutti

Il libro merita 4 stelle su 5: lo volete? Lo trovate su facebook.

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“Il risveglio di Bruno” di Gabriele di Camillo

“Un interscambio di cortesie, suggerite dal reciproco bisogno di sopravvivenza. Ogni elemento -atomo-, a seconda della necessità, ha preso o donato il proprio elettrone al coinquilino bruco, lombrico, formica o altro, affinché come in una fiaba tutti potessero vivere felici e contenti”.

E la fiaba che oggi introduco s’intitola Il risveglio di Bruno, edizione Tabula Fati, di Gabriele Di Camillo. L’autore ci trasporta tra la natura selvaggia del Parco Nazionale d’Abruzzo in compagnia di Bruno, innocente – e ignorante – cucciolo d’orso del peso di centocinquanta chili! Una serie di sfortunate circostanze spingeranno Bruno a ritrovarsi tutto solo nel parco, completamente ignaro di tutto ciò che lo circonda. Nella sua innocenza e ignoranza proverà curiosità per ogni elemento, senza temere nulla, accompagnato da un sempre più esasperato camoscio.

L’autore ci propone una divertente storia ricca di temi quali la natura e l’innocenza: un tipo di innocenza assoluta che spinge il protagonista a non temere nulla, né il lupo né tantomeno l’uomo, il predatore-invasore che sottrae sempre più terra a tutte le creature.

“Chi non sa nulla non teme nulla” si potrebbe pensare, a causa del fatto che conoscenza e paura sono frutti dell’insegnamento che riceviamo ogni giorno da qualcun altro. Attraverso gli occhi di Bruno, pertanto, impariamo l’importanza della conoscenza nelle piccole cose, tra i meravigliosi boschi abruzzesi.

Come nasce quest’opera letteraria?

Nasce quasi per caso, mi sono sempre interessato di teatro, all’inizio come attore poi, come accade nelle piccole compagnie amatoriali, ci si improvvisa a realizzare tutto ciò che necessita per andare avanti.

Così mi sono occupato di scenografia, studiare e realizzare costumi, scegliere musiche; infine ho provato a scrivere e portare sul palco idee  e pensieri.

Perché la natura…

Dal 2007 al 2013 ho frequentato la Scuola Nazionale di Drammaturgia diretta da Dacia Maraini. Le lezioni si svolgevano tra Pescasseroli Gioia dei Marsi ed altri paesi di montagna.

Perché l’orso?

Nel mondo occidentale, probabilmente non c’è mai stato un bambino che non abbia avuto o desiderato un orsacchiotto di peluche… noi lo abbiamo per davvero!

Nel 2011 con un altro testo partecipai ad un premio nazionale di letteratura naturalistica… vinsi ed oltre alla pergamena, ricevetti in premio un tholos dei pastori in miniatura e alcuni volumi sulla flora e fauna dei parchi abruzzesi…

Un giorno mentre ero sul treno direzione Torino, mi sono trovato dentro una grotta, ho iniziato a descriverla e così dopo quattro pagine in word e 600 chilometri è arrivato Bruno con il suo racconto.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Innanzitutto direi di leggere “attentamente” il prologo per capire la composizione della grotta. Il cucciolo Bruno in questa storia ha dormito uno strano insolito letargo; il segreto/mistero è proprio nella grotta. Essendo un testo dialogico parlato, suggerirei inoltre di leggere tutto d’un fiato.

Io non sono nessuno e non ho alcuna intenzione di insegnare la verità ad alcuno. Però ho messo in bocca agli animali quello di cui sono fermamente convinto: Gli animali del libro, per convivere insieme instaurano una breve tregua tra predatori e prede. Qualcosa di strano e forse pericoloso sta accadendo nel bosco. Allora il lupo, saggio, decide di stringere un breve patto di non belligeranza per il bene comune. Organizzano un incontro con lo scopo di individuare i reali problemi che affliggono il bosco e studiare un piano per risolverli. Vorrei trasmettere che prima di passare all’azione in caso di attrito o conflitto, di dialogare, usare la ragione dettata dal reciproco desiderio di sopravvivenza.

Leggi il mio libro perché…

Perché è un libro semplice. E’ un libro che non doveva essere stampato. L’ho scritto per me. L’ho scritto durante quel viaggio a Torino per capire se, oltre ai dialoghi sapevo scrivere dettagli e particolari di un racconto. L’ho scritto pensando che nessuno lo avrebbe giudicato. Mi sono divertito. Da questa sperimentazione itinerante sono nati i dettagli della grotta.

Perché il mio libro? Perché parla dei tanti perché… perché è un libro positivo, allegro. Un libro che può essere interpretato e letto a tre e più persone. E’ un viaggio alla scoperta dell’Abruzzo, della natura. E’ un libro che fa amare la natura gli animali e la vita.

Progetti futuri?

Sì, una settimana fa è stata pubblicata un’altra raccolta di testi dove ho scritto una storia sulle streghe d’Abruzzo.

Il mio racconto è tratto da una vera tradizione che da secoli si ripete dalle nostre parti. Si chiama La notte di San Giovanni  nel testo L’Ammidia edito da Tabula Fati.

E’ pronto per la stampa un altro testo teatrale che ho scritto prima del Risveglio di Bruno… è in lingua italiana e inglese. Nel 2011 ha vinto un premio nazionale e nello stesso anno un altro internazionale.

Poi avrei un sogno…

Mi piacerebbe che “il risveglio di Bruno” diventasse un film animato.

Siccome sognare non costa, posso e voglio sognare cose in grande…

Immaginate se una Pixar o Disney decidesse di realizzare il risveglio di Bruno…

Non mi svegliate vi prego!

Il libro di Gabriele di Camillo merita 5 stelle su 5.

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“L’ampolla del diavolo” di Marco Sutti

“Il mio Dio mi ha assegnato un’importante missione che devo assolutamente portare a termine. Sono il suo braccio: ho bisogno di quella spada per sconfiggere il Male definitivamente da questa isola e dal mondo intero”.

Una nuova lotta contro il male attende di essere esplorata tra le pagine de L’ampolla del diavolo di Marco Sutti, sequel del brillante L’amuleto e il druido. Ambientato nell’Irlanda del Nord in epoca presente, narra le gesta del giovane Alexander, che vede la sua vita intera sgretolarsi durante una tranquilla gita per i boschi con i suoi amici. Il ragazzo assisterà impotente al sacrificio dei suoi amici per mano di spietati demoni, accoliti del gran demone Dion, oltre che alla scoperta di una terribile verità. Lo stesso Alex, infatti, è figlio di un demone, dotato di poteri inimmaginabili che fanno gola a questa crudele razza nella guerra contro il genere umano. Alex non cederà neanche per un istante alla seduzione delle tenebre, e userà la sua stessa natura diabolica per sconfiggere il nemico e salvare gli amici che gli restano. Al suo fianco, lo scettico detective Canningher e il vecchio Dixon si uniranno in questa disperata crociata per la difesa del mondo.

Un episodio dai toni decisamente più cupi rispetto al suo prequel, L’ampolla del diavolo ci catapulta in una terra lontana e ricca di storia e magia. Tra i suoi capitoli, minuziosamente descritti con dovizia di particolari, insegna ai lettori una lezione ben nota nel fantasy moderno, che tuttavia non mi stanco mai di ripassare in quanto la mia preferita: il nemico più terribile è l’oscurità che si annida dentro di te, il potere che ti spaventa ma di cui non puoi liberarti. Attraverso gli occhi di Alex ricorderete che non sono le origini a renderci ciò che siamo, bensì le nostre scelte.

Sarà quindi il figlio delle tenebre a salvare questo mondo? Leggete e lo scoprirete.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’Ampolla del Diavolo è nato in alcune notti di un freddo gennaio nel lontano 2009. Sogni e incubi, rimasero impressi nella mia mente e alla mattina seguente, scrissi quei momenti: subito, mi sembrarono straordinari per realizzare un racconto. Ammetto che, non avrei mai pensato di creare un’opera, un romanzo di questo genere. Ammetto anche, che non è stato semplice, legare, fondere le mie esperienze, le mie sensazioni e le mie idee, con ciò che avevo visto e vissuto durante il sonno. Nonostante le difficoltà iniziali, è stato tutto straordinario e emozionante.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Il male non deve e non può vincere! Bisogna avere fede, speranza, coraggio e giustizia, ma al giorno d’oggi queste virtù, sono sempre meno presenti. È una cosa incomprensibile. Perché ci stiamo riducendo così? Poco male, che almeno leggendo i libri e le belle novelle, possiamo ancora pensare, sognare o immaginare un mondo più umano e rispettoso. Perché non prenderli come nostri esempi? In questo romanzo, troverete tutto ciò che ci manca o che ci è stato strappato dai demoni e dai cattivi del nostro tempo e del nostro mondo. 

Leggi il mio libro perché…

Ho confezionato una ricca storia fantasy, piena di azione e colpi di scena. Come per “L’Amuleto e il Druido” il primo romanzo della saga, anche in questa occasione, vi porto a scoprire le bellezze naturali e artistiche di un’isola fantastica: l’Irlanda. La storia si sviluppa ai giorni nostri, ciò nonostante, vi sembrerà di essere catapultati in un mondo diverso. Le descrizioni dei paesaggi, della natura, delle chiese diroccate e delle biblioteche, dei paradisi e delle creature fantastiche, vi porteranno a immaginare e a sognare ciò che ho visto e sognato in quelle notti d’inverno. Che altro c’è da dire?

Il confronto tra il bene e il male, è una continua e estenuante lotta che vi porterà più volte sul filo del rasoio. 

E allora, siete pronti a vestire i panni del protagonista Alex, il principe dei demoni che cercherà di sconfiggere suo padre Satana, grazie all’amore per la sua Marian?

Libro di Marco Sutti

Progetti futuri?

Ci sono alcuni progetti in cantiere, ma non vedo al momento la fine. Il tempo e il lavoro sono tiranni. Quando provo a scrivere qualcosa, mi blocco quasi immediatamente per ritornare alla mia abituale mansione. Detto ciò, continuerò con il genere dark-fantasy, che è il mio preferito e spero sia pure il vostro!

L’ampolla del diavolo di Marco Sutti  merita 5 stelle su 5.

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“L’eremo nel deserto” di Francesco Grimandi

“Benché siano lupi rapaci, si fanno chiamare pastori e nessuno si oppone a tanta perversità. Come potrà la Chiesa portare a compimento la sua missione, senza riformare dal profondo la sua anima? Quali grandi responsabilità pesano su di noi e quale arduo compito ci attende.”

Francesco Grimandi, classe 1970, ritorna sulle scene editoriali con L’eremo nel deserto, brillante thriller storico auto-pubblicato, ambientato nell’epoca delle crociate.

1196 A.D. In un eremo sperduto nel deserto della Palestina, giungono un giorno due stremati viandanti. Dopo le opportune cure ricevute dai monaci, si scopre che i due sono emissari dell’imperatore Enrico VI di Svevia, con un’importante missione legata al ritrovamento di antichi e misteriosi manoscritti nei pressi dell’eremo.

Durante la decodificazione delle carte si susseguiranno morti e sparizioni tra le mura dell’eremo, mettendo sempre più in allarme l’abate e l’intera confraternita.

Un profondo mistero si cela senza dubbio tra i manoscritti, tale da far gola a un imperatore e causare la morte di chi ha visto o sentito troppo. L’umile e onesto monaco Guigo indagherà nell’ombra che scoprire chi sta minacciando la vita di tutti i suoi confratelli.

Si tratta senza dubbio di un’interessante vicenda che si affaccia su un’epoca lontana, ai più nota per il susseguirsi di guerre e conflitti per il dominio sulla Terra Santa.

L’autore ci allontana piuttosto dai campi di battaglia per osservare la vita umile e ritirata degli uomini tra le mura dell’eremo, soffermandosi sulle loro usanze e doveri quotidiani.

Una serie di dettagli che, pur rallentando più volte la narrazione, dimostrano l’elevata cura e lo studio di questo ambiente. Più interessante è certamente il mistero che si cela nella vicenda: la disperata ricerca della verità venuta a galla tra le pergamene che danno nuova luce alle origini del cristianesimo… una verità che diverrebbe un’arma pericolosa nelle mani sbagliate.

L’eremo nel deserto si dimostra in definitiva un capitolo da non perdere per tutti gli appassionati della storia, della religione e del mistero, ben mescolati come sono tra le sue coinvolgenti pagine.

Come nasce quest’opera letteraria?

Da tempo mi vorticava in mente un bel progetto. Ero in cerca di un’ambientazione per una storia che fosse escatologica, arcana e medievale. E non vi è luogo sul pianeta, incontro delle tre fedi del Libro, che abbia una rilevanza tale come la Palestina, culla e crocevia di parecchi dei più importanti accadimenti degli ultimi due-tre millenni. Soddisfatto il primo requisito, sono passato a predisporre il disegno della vicenda che sulle ali di una ricerca, sfruttando l’escamotage offerto dalle indagini di Guigo, uno dei monaci novizi, condurrà il lettore a importanti consapevolezze. Il meccanismo della scoperta di antichi scritti, della contesa per controllarli, delle morti e delle sparizioni collegate è un rodato ingranaggio che conosciamo fin dai precursori di questo genere letterario. Ma qui vi è una differenza, che ci tengo a evidenziare, tra il mio libro e altre opere, ovvero lo squarcio prodotto dalle rivelazioni contenute nelle misteriose pergamene, che daranno materia su cui riflettere anche al più disincantato dei lettori.

Che altro aggiungere? Posso soltanto dire che i fatti si svolgono nell’anno 1196, nove anni dopo che Gerusalemme è caduta per mano delle truppe del Saladino. L’Eremo è stato lambito e poi dimenticato dai fatali eventi legati al crollo dei regni cristiani in Terrasanta, mantenendo una sua autonomia che tuttavia verrà violata con il ritrovamento dei rotoli delle grotte, innesco della vicenda. E qui mi fermo, per non rovinare il piacere a chi vorrà cimentarsi, anche solo per curiosità, nella lettura del romanzo.

Quale messaggio vuoi trasmettere a coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Prima di concepire questo libro mi sono interrogato a lungo su certi miei dubbi religiosi, più volte mi sono chiesto se gli eventi narrati così come ci sono giunti dai Vangeli fossero veri. Ciò mi ha portato ad approfondire, a scavare, a tentare di capire. Ed è questa inchiesta in veste romanzata, parliamo di fiction, che ho inserito nel libro in maniera da renderlo vivo perché, giunti alla fine della trama, continuasse a muovere la curiosità del lettore. Quello che ho sottolineato però è che la conquista della verità a tutti i costi, il desiderio di abbattere un nemico, spesso si rivela un atto contro gli altri e contro il bene supremo della vita.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché è ricco di notizie storiche. L’amore per la Storia è evidente a ogni pagina, senza appesantire la lettura e la trama ha tutte le caratteristiche per affascinare e incuriosire. I protagonisti sono caratterizzati da passioni e personalità così precisi che sembra di averli davanti, di sentirli e di vederli. Così come sono realistiche le descrizioni degli ambienti: ci si trova a gironzolare nello Scriptorium alla fioca e tremolante luce delle candele, tra antichi volumi, ad accarezzarne le coste in cuoio, a respirarne l’odore dimenticato, il profumo del passato.

Scrivendo questi romanzi l’elemento inspiegabile, indecifrabile, risulta come rafforzato dalla venatura di antico che è alla base, soprattutto quando andiamo a riscoprire temi o periodi sepolti da secoli. La soluzione di adeguarmi alle notizie che ho raccolto dalle fonti storiche completandole dove il vuoto è più evidente, senza tuttavia esagerare ma rimanendo convincente, è secondo me la soluzione più idonea. Ho sempre avvertito il fascino delle cose enigmatiche e nascoste, le cui radici affondano nella notte dei tempi. Viviamo in società dove tutto sembra già conosciuto, facciamo tutti le stesse cose, visitiamo gli stessi posti e la nostra vita è stata progettata da altri. Per questo motivo non possiamo lasciare assopire il nostro spirito, anzi dobbiamo tenerlo vigile e curioso, fornendogli spunti d’interesse. L’uomo ha bisogno di sognare, di sola quotidianità muore.

Progetti futuri?

Al momento sto curando la promozione di questo libro al quale tengo moltissimo. Progetti in cantiere ce ne sono sempre, poi si vedrà.

L’eremo nel deserto merita di Francesco Grimandi 5 stelle su 5.

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“Il medico degli Angeli” di Cesare Paoletti

“La gioia è un lampo, la tristezza è un cielo grigio gonfio di pioggia che indugia e non se ne vuole andar via per lasciar posto all’azzurro.”

Cesare Paoletti ritorna ad incantarci con Il medico degli angeli, edito da Pluriversum.

L’autore ci narra di Andrea, medico di mezz’età dalla vita piatta e solitaria, e di Angelica, giovane rumena giunta in Italia con la speranza di una vita migliore.

Il colpo di fulmine scatta tra i due durante una visita medica di Angelica, e da lì avrà inizio una grande e intensa storia d’amore. Per Andrea è la salvezza dal suo piccolo inferno, grazie a un angelo splendente che riesce a sottrarlo dal buio della sua solitudine; per Angelica, che da anni affronta pregiudizi e difficoltà derivati dalla sua condizione di straniera, è l’occasione per riscattarsi ed essere davvero felice.

Una storia semplice e dal tratto rapido ma ricca di emozioni, tra la gioia assoluta e la passione sfrenata che coinvolge i due protagonisti.

Non mancheranno gli episodi tristi che mettono a dura prova l’equilibrio di ogni relazione. Il tutto è condito con un po’ di fede e spiritualità, come si evince nei capitoli finali, che rende più unica che rara quella che inizialmente ci appare come una love story come tante.

Se credete nel colpo di fulmine e nella Divina Provvidenza, Il medico degli angeli è un libro che fa per voi.

Come nasce quest’opera letteraria?

L’dea del libro è nata dal desiderio o dal bisogno di raccontare pezzi della vita di persone che ho conosciuto nella mia vita professionale, nel corso del mio lavoro di medico. Ho raccolto questi pezzi e li ho arricchiti e trasfigurati con la fantasia e con la percezione che ciò che noi siamo e viviamo in questo mondo è solo una piccola parte di una realtà più vera e più grande, una realtà verso la quale tutti noi siamo inevitabilmente proiettati e che tutti conosceremo dopo aver lasciato il corpo fisico.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Con il mio romanzo voglio comunicare l’idea che la vita e l’amore non rimangono confinati nel perimetro della materialità e della fisicità, ma vivono in una dimensione di eternità e d’immortalità perché hanno origine nell’assoluto della Divinità che va al di là del relativo della carnalità. C’è comunque un percorso, un cammino, un’evoluzione che rendono necessario e indispensabile iniziare questo processo dal corpo, dalla carne, dai sentimenti propri dell’uomo, dalla passione che nel romanzo è descritta in maniera cruda, anche con momenti di intenso erotismo, per arrivare alla sublimazione dell’amore che attraverso la morte del corpo fisico può finalmente trasformarsi in puro riflesso del divino, dove l’io e il tu e il noi e l’appartenersi si perdono e si confondono nell’universale appartenere al tutto. È il passaggio dall’amore che ha bisogno dell’oggetto da amare, la cui perdita causa sofferenza, all’amore senza oggetto che si realizza solo nell’amare e che conosce solo la gioia infinita e divina dell’amare.

Leggi il mio libro perché..

Leggete questo libro perché vi aprirà orizzonti nuovi e vi porterà nella dimensione del divino dove le gioie e le sofferenze del relativo e del mortale troveranno senso e compimento nella conoscenza del trascendente dove l’amore può finalmente uscire dai limiti dello spazio e del tempo per divenire immortale ed eterno, puro e finalmente libero dalla necessità del possesso. Scoprirete che non siamo fatti per amare, ma per essere l’amore, un amore vissuto nel cuore di Dio.

Progetti futuri?

Sto completando una nuova silloge poetica, che spero di pubblicare con Pluriversum dopo l’estate. Ma il progetto più ambizioso è quello di scrivere un saggio filosofico nel quale raccontare la mia visione della realtà spirituale, concepita come un immane processo evolutivo attraverso il quale la nostra anima di luce, pura coscienza-intelligenza-amore, sbocciata come un fiore nel seno della Divinità, è destinata a crescere nella conoscenza senza fine del creato e del Creatore.

Il medico degli angeli  merita 4 stelle su 5.

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“Attori e no” e “La pioggia nel pineto” di Guido Parisi

“Per quel che riguarda me, professore-regista, oltre che essere testimone della vicenda, divento il confidente degli amanti e, dunque, personaggio della loro scena.”

Guido Parisi ci fa dono della sua lunga esperienza con Attori e no e La pioggia nel pineto, raccolte teatrali edite da Il Rio. Si tratta di due raccolte di rappresentazioni teatrali realizzate per fini didattici, originariamente destinate a un pubblico non italiano poiché volte all’apprendimento della nostra lingua in istituzioni accademiche straniere. Tra queste pagine troverete opere liberamente tratte da grandi classici della letteratura e della musica italiana: Chichibio e la Gru, La Canzone di Marinella, Paolo e Francesca da Rimini, Le Ultime lettere di Jacopo Ortis, e naturalmente La pioggia nel pineto solo per citarne alcune. Opere immortali e uniche della nostra storia, patrimonio della cultura italiana che ogni tanto ritornano alla ribalta grazie a raffinati adattamenti come questi.

L’autore riesce senza dubbio nell’intento di riportarci indietro nella storia – da Dante Alighieri a Boccaccio, da Gabriele D’Annunzio a Fabrizio De André – a trasportarci con infinita passione e riassaporare, in pochi versi, tutto il gusto dell’arte di un tempo ormai lontano.

Come nasce quest’opera letteraria?

Quest’opera nasce dall’idea di raccogliere le rappresentazioni più significative realizzate in diverse università del mondo per l’insegnamento/apprendimento della lingua italiana a studenti stranieri. Tutte le opere sono state progettate presso dipartimenti di linguistica applicata in modo da renderle strumenti efficaci per i fini didattici anzidetti.

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno tra le mani questo libro?

Credo che il messaggio che mi propongo di far recepire sia la necessita di rendere il teatro non soltanto fonte di cultura e intrattenimento, ma mezzo straordinariamente efficace per rompere le barriere di comunicazione tra la gente di ogni età.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

Il settore dell’editoria è molto variegato. Il fatto che tutti scrivono e pochi leggono penso che potrebbe essere anche vista come colpa di editori poco attenti.

Leggi il mio libro perché…

Ti invito a leggere il mio libro non perché io sia un esperto di teatro o di altro, ma perché tu ti renda conto dell’importanza della lingua e della cultura italiane nel mondo, un patrimonio inestimabile che possediamo e che gli altri ci invidiano, ma che noi spesso trascuriamo.

Progetti futuri?

Continuare a lavorare in questo campo con la consapevolezza che lo straniero è ormai a casa nostra e quindi trasferire la mia esperienza di divulgatore di cultura italiana all’estero, in casa propria.

Attori e no e La pioggia nel pineto, raccolte teatrali edite da Il Rio  merita 5stelle su 5.

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“Ti seguirò fino all’inferno” di M. Valentino

“Il mondo è pieno di mostri come me che aspettano solo di nascere: dal ragazzino a scuola umiliato dai compagni di classe a quello maltrattato in famiglia: c’è un intero esercito di anime inascoltate che grida solo vendetta!”

Un messaggio crudele e folle, soprattutto se messo in bocca a un maniaco omicida, eppure colmo di una durissima verità. Verità che ci viene sbattuta in faccia dalla prima all’ultima pagina di Ti seguirò fino all’inferno, visionaria opera autopubblicata di M. Valentino.

Una ricetta potente ma non adatta a tutti, poiché i suoi ingredienti principali sono miseria, dolore e morte: elementi che colmano la vita del protagonista, il giovane Zeph, modesto lavoratore nella solitaria cittadina di Cornerstown.

Questi è un giovane depresso e sfiduciato nei confronti del futuro a causa dello squallore in cui vive da anni; privo di sogni e speranze, con un passato turbolento alle spalle, non fa che tirare avanti giorno dopo giorno, tra turni di lavoro e serate con amici.

Le cose cambiano all’improvviso quando fa la conoscenza del suo nuovo collega Troy, così simile a lui nell’animo che finirà con il tempo per innamorarsi di lui, iniziando una relazione turbolenta tra eccessi e depravazioni.

Nel frattempo una serie di orrendi delitti spezza la tranquillità di Cornerstown, fatti che coinvolgeranno Zeph quando scoprirà un’inquietante verità su Troy.

È una storia tragica, cruenta e ricca di dettagli macabri, elementi che ne fanno un horror degno di questo nome. L’autore porta in scena molti temi, tra cui spiccano l’omosessualità e la “vita crudele” con cui fanno i conti innumerevoli persone oggigiorno: quella routine quotidiana che spegne con il tempo sogni, speranze e persino il cuore, trasformando un uomo comune in un’ombra senza identità. Basta poco, a quel punto, per trasformare l’ombra in un mostro assetato di sangue, pronto a esplodere riversando la sua furia omicida su qualsiasi malcapitato. Ti seguirò fino all’inferno dimostra, in definitiva, come non servano demoni, streghe o non-morti per spaventarci con l’orrore quando dentro di noi possono nascondersi mostri ben peggiori. Mostri nati dalla sofferenza inflitta per anni dalla propria vita, pronti a emergere quando la sopportazione giunge al limite.

Per gli appassionati dell’horror è senza dubbio un titolo da non perdere.

Come nasce il tuo libro?
“Ti seguirò fino all’Inferno”, nasce nell’estate del 2014. Volevo riprendere una storia che avevo iniziato a scrivere nel 2008-2009 che poi, per diversi motivi, non ho proseguito. Scriverlo è stato liberatorio, mi è servito a buttare fuori tutti quei demoni che avevo dentro da tempo; una sorta di “catarsi”, nel senso più “psicoanalitico” del termine. Ho iniziato così, per gioco e sinceramente non avrei mai pensato di finirlo, né tanto meno di pubblicarlo poi, piano piano, la storia, i personaggi hanno iniziato a prendere forma e alla fine, eccolo qua.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

I protagonisti del mio romanzo sono due emarginati, due esclusi. Entrambi hanno vissuto esperienze traumatiche che non hanno saputo elaborare, superare; non hanno conosciuto i valori positivi della vita quali l’affetto di una famiglia, l’amicizia e questo li ha portati a intraprendere strade sbagliate. L’incipit credo che sia abbastanza chiaro: “Trovandosi, due anime perse, possono solo bruciare all’inferno insieme” e significa proprio questo: due entità simili, con un passato in comune fatto di traumi e violenze di ogni tipo, difficilmente potranno salvarsi e vivere una vita “normale”; al contrario, confrontando le proprie esperienze negative, condividendo l’odio che hanno verso tutto quello che li circonda; potranno solo sprofondare sempre di più verso l’abisso, trovando una sorta di conforto in tutto quello che di più sbagliato e aberrante c’è: che sia droga, autolesionismo, violenza gratuita. Alla fine credo che la morale sia molto semplice: circondatevi sempre di persone positive, stimolanti, che vogliono tirarvi fuori da quel tunnel buio in cui vi siete nascosti. A volte chi soffre, chi ha subito traumi, è attratto e tende a cercare persone che soffrono o hanno sofferto a loro volta: credo che questo sia puro masochismo. Va bene condividere esperienze, storie di vita, anche brutte, a patto che queste siano state debitamente archiviate, elaborate; magari grazie anche all’aiuto di uno specialista.

A quale pubblico è rivolto?

Spero che il mio romanzo sia notato dalla comunità LGBTQ+. Alla fine si tratta di una storia d’amore omosex, diversa dai soliti stereotipi cui siamo abituati quando si parla di “tematica gay”. I protagonisti sono due “brutti sporchi e cattivi”, solitari, sociopatici se vogliamo; ascoltano Metal, non seguono la moda, passano le loro notti a girovagare tra boschi e costruzioni abbandonate… insomma sono tutto il contrario di quello cui ormai i media e la cultura di massa ci ha abituato quando si parla di “cultura LGBTQ+” e spero che questo incuriosisca. Ovviamente, essendo un thriller psicologico/horror è rivolto anche agli amanti del genere che noto essere sempre più numerosi.

Leggi il mio libro perché…

Credo di aver scritto qualcosa di nuovo, che ancora non si è visto nel panorama narrativo italiano. E’ un romanzo crudo, viscerale, brutale, che come detto prima, ha una sua morale. Spero che lasci un segno in chi lo leggerà. Lo consiglio e lo dedico a tutti quelli che a volte si son sentiti soli, emarginati, esclusi: è un “grido di battaglia” per tutti voi. Sappiate che non siete soli.

 Progetti futuri?

A giugno presenterò “Ti seguirò fino all’Inferno” presso la libreria Globo di Pistoia. Ho intenzione di farlo tradurre in inglese e proporlo al mercato statunitense e ho già in mente qualcosa per il prossimo romanzo. Sono indeciso tra uno “Spin-Off” di “Ti seguirò fino all’Inferno”, oppure scrivere un romanzo che tratterà di oppressione e persecuzione degli omosessuali sotto una dittatura di stampo religioso, sarà una storia più drammatica e meno thriller.

Ti seguirò fino all’inferno, visionaria opera autopubblicata di M. Valentino  merita 5 stelle su 5.

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“Rosso come la neve” di Grazia Buscaglia Bonesso

“La vita è bella anche quando sembra brutta.”

La lezione più importante che troverete tra le pagine di Rosso come la neve, romanzo d’esordio di Grazia Buscaglia Bonesso edito da L’Infernale.

In esso l’autrice veste i panni di Giulia, donna matura che dopo essersi affermata come scrittrice ci narra i passi fondamentali della sua vita, fin dall’infanzia, segnata dalla morte prematura della madre; al suo fianco ci saranno sempre il padre, la zia Rosy e l’amico del cuore Enrico, con cui condividerà molti eventi e passioni.

Giulia trasferisce in lui ogni attenzione con il passare degli anni, tutto il suo mondo – chiudendo il suo cuore a qualsiasi altro uomo tranne che a lui – in un rapporto morboso che riuscirà ad ammettere solo quando sarà troppo tardi. Solo allora, dopo l’ultimo tragico evento che lascia il segno nella sua vita, Giulia sarà in grado di riprendersi e fare qualcosa di buono per se stessa.



Scorrevole e piacevole nella lettura, coinvolgente grazie ai vari colpi di scena, Rosso come la neve è un libro che vi terrà agganciati fino all’ultima pagina. L’autrice insegna senza dubbio lezioni importanti in questa vicenda, vissuta attraverso gli occhi di Giulia: una donna come tante, segnata nel profondo da numerose difficoltà della vita che possono capitare a tutti noi. Dietro ogni evento, ogni tragedia, si cela una lezione e di conseguenza una storia da raccontare… per un lettore, una dimostrazione che si può andare avanti, sempre e comunque.

Come nasce questo libro?

Con questo libro ho voluto chiudere un cerchio della mia vita, l’esortazione di mio padre, dei miei amici più cari, di mio fratello, della mia famiglia: ‘Scrivi un libro’. Io però già scrivevo per 10 ore al giorno, sono una giornalista professionista con 40 anni di carriera alle spalle. Poi la vita mi ha travolto, si sono susseguiti tanti lutti. Ho perso mio padre, mia madre, il mio miglior amico e mio fratello. Questo libro nasce da quel dolore, l’essenza del dolore, ma è solo quello il tratto autobiografico, il dolore e la forza dell’amicizia. Così è arrivato questo libro, durante un corso di scrittura creativa con un giovanissimo editore, Ferdinando de Martino de L’infernale edizioni. È stato lui a darmi il via.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Questo romanzo  non è più il mio libro, ma è di chi lo legge. Ognuno può trovare qualcosa della propria esistenza. In questo romanzo ci sono due messaggi: la forza delle donne e quello principale, una frase che ripetono, a turno, alcuni personaggi: ‘La vita è bella anche quando sembra brutta’.  C’è una speranza continua anche quando la vita ti distrugge.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché è…magico. Regala emozioni e vita. Provare per credere.

Progetti futuri?

Al  momento mi godo l’affetto e il calore che questo romanzo mi sta donando. Grazie a ‘Rosso come la neve’ ho allacciato nuove e vecchie amicizie in giro per l’Italia e persino in Cile. È un vero miracolo. Stiamo lavorando a un’edizione in spagnolo, ma ancora è presto per parlarne. Continuo a fare la giornalista, la mamma, la moglie e la nonna. E poi leggo e studio e faccio Pilates. In più ho le presentazioni da fare e con la mia attività di cronista risulta difficile da conciliare. Mi godo l’attimo, ma la mia mente lavora.

Rosso come la neve  merita 5 stelle su 5.

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