Se è poesia lo sarà per sempre di Mauro Cesaretti

Che differenza c’è tra poesia e prosa? La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po’.

(Charles Bukowski)

 

 

Mauro Cesaretti, classe 1996 , pubblica una raccolta poetica dal titolo ‘Se è poesia lo sarà per sempre’.

Un libro composto da versi, momenti, riflessioni poetiche in più di cento pagine da leggere, assaporare, comprendere.

I pensieri della sera, Il mio vero sogno, Il richiamo della sconfitta, Il sole del mattino, In

Mauro Cesaretti

Mauro Cesaretti

un mondo cieco, La morte, Il genio, Lusso, L’unica certezza e La bolla sono solo alcune delle poesie che troverete nell’e-book di Mauro Cesaretti, colorato, unico, libero.

 

 

 

 

 

 

 

Intervistato per l’occasione, ecco cosa dichiara:

 

Come nasce Se è poesia lo sarà per sempre?

“Se è Poesia, lo sarà per sempre” è il secondo libro della trilogia “Infinito” ed inizialmente doveva essere una raccolta di poesie sul senso della natura e della bellezza. A seguito della morte di mio padre, avvenuta tra il primo e il secondo libro, tutte le liriche di sofferenza, che dovevano precedentemente confluire in “Se è Vita, lo sarà per sempre”, sono finite nel secondo.

 

Cos’ha la poesia di diverso rispetto gli altri generi?

Sa parlare di emozioni con uno stile a volte arcano, a volte chiaro e altre riesce a mettere in luce ciò che vuole e nascondere altri sentimenti. La poesia è da sempre lo specchio dell’anima e la trascrizione di ciò che il cuore riflette nell’animo.

 

Il tuo libro in poche righe..

copertinaIl mio libro inizia con una poesia intitolata “Accendere l’invisibile”, perché volevo mostrare ciò che spesso agli occhi di tutti non è visibile e poi si conclude con una poesia “The Song of Innocence” per mostrare come il mio giovane sguardo innocente talvolta possa vedere nella semplicità oltrepassando gli ostacoli e unendo ad essi la paura di non morire, ovviamente dopo aver ricercato la voglia di vivere ogni giorno della propria vita.

 

Leggi il mio libro perché..

Spero sempre che la gente voglia leggere i miei libri per poi parlarne insieme. Ognuno di noi si può rivedere in un emozione e in una sofferenza e quindi non c’è cura migliore, secondo me, di parlarne perché la condivisione emancipa dalla sensazione di solitudine.

 

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Il libro “Se è Amore, lo sarà per sempre”, terzo della trilogia “Infinito”. È già pronto ed uscirà verso settembre 2017. Questa volta si parlerà di amore e dei vari tipi d’amore.

 

Mauro Cesaretti, Se è poesia lo sarà per sempre 

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Immortal di Katiuscia Napolitano

 Katiuscia Napolitano, classe 1990, esordisce nel mondo editoriale con Immortal, edito da Giovane Holden Edizioni.

Protagonista è la vampira Sally, la cui storia si alterna tra presente e passato: oggi, un susseguirsi di innumerevoli notti di caccia e passione a fianco dell’amato William; ieri, l’origine della sua maledizione e dei poteri delle sue amiche del cuore. Sullo sfondo, un’antica faida tra il clan dei vampiri e una società di streghe rischia di riaccendersi attraverso un nuovo conflitto, minacciando l’eterna routine dei due immortali amanti.

book-1Lo stile è leggero, pulito e corretto. Per quanto oggigiorno il tema dei vampiri sia da definire, non a torto, piuttosto ripetitivo, l’autrice ne fa buon uso per offrirci una lettura piacevole, intensa e scorrevole.

Immortal è una storia che si legge tutta d’un fiato e che trascina il lettore nel vortice sensuale e oscuro di un amore intenso. Amore che per le creature occulte diventa molto più di un sentimento: è potere, un incantesimo in grado sia di conquistare che distruggere; la ragione assoluta per vivere in eterno, per restare ciò che sono dimenticando la maledizione che macchia le loro anime. Immortali.

Consigliato a tutti gli amanti del mondo occulto, che non finisce mai di regalarci storie affascinanti.

Come nasce “Immortal”?

Immortal nasce ben nove anni fa, quando ero solo diciassettenne. Tutto è partito dall’immaginarmi una scena (non svelerò quale!), poi il bello è stato ricongiungere tutti i pezzi per arrivare proprio a quella scena. Il mio amore per il mondo magico e la scrittura ha fatto il resto!

C’è un personaggio dell’opera a cui ti senti particolarmente legata?

È difficile dirlo, perché amo tutti i personaggi di questa storia. Quindi, per non far torto a nessuno, scelgo Sally, la protagonista, perché è quella che mi somiglia di più.

Negli ultimi anni è dilagata una vera e propria “vampiro-mania”, grazie ad opere come Twilight, Underworld e Vampire Diaries, che hanno rivisitato in varie chiavi la figura classica del vampiro. La tua visione del non-morto per eccellenza sembra porsi a metà strada tra quella classica e quella moderna, sei d’accordo?

katiuscia-napolitanojpgAssolutamente. Sono figlia dei miei tempi e della vampiro mania, ma il mio amore per questa figura nasce prima di tutto dalla serie TV Buffy l’Ammazzavampiri. I miei riferimenti letterari sul personaggio invece sono Stoker e Ann Rice.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Il nuovo romanzo che ho terminato, in fase di revisione, è del tutto diverso. Si tratta infatti di un romanzo di formazione al femminile. Ogni tanto, però, l’idea di un seguito di Immortal bussa alla porta!

Immortal di Katiuscia Napolitano, 4 stelle su 5.

 

Il libro è disponibile 

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

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La figlia della leggenda di Giulia Ottoni

Giulia Ottoni, classe 1995, esordisce con La figlia della leggenda, edito da Silele Edizioni.

Giulia OttoniIl suo primo romanzo, dal genere fantasy, si presenta denso e ricco di personaggi nati dalla penna e dalla fantasia della neo-scrittrice.

La protagonista della storia è Serena Nargi, studentessa che, si ritroverà a saper leggere un diario che agli occhi altrui non esiste ma che catapulterà la stessa Serena, in una realtà nuova, parallela, sua.

Il dorso del romanzo è costituito da una leggenda che narra le vicende della fata Titania, delle sue discenti e del suo mondo; Benux, un pianeta magico, sarà teatro di scontri tra diverse creature. Maghi, fate, centauri, sirene e via discorrendo colorano la righe di Giulia Ottoni. Troverete poi Lodovico, Claire, Jonathan e tanti altri ancora.

Fantasy consigliato agli amanti del genere, descrizioni e dialoghi giovanili, 4 stelle su 5.

 

Come nasce La figlia della leggenda?

La figlia della leggenda nasce da un sogno. Una notte di cinque anni fa (quindi avevo sedici anni) sognai l’ombra di quello che poi è diventato il mio libro.

A quel tempo l’idea era quasi del tutto diversa: c’erano quattro protagoniste e la img_6845storia era nettamente più infantile e meno ricca di dettagli. La scartai, conscia di poter far germogliare in maniera differente quel seme che avevo piantato inconsapevolmente nel mio immaginario, e ricominciai a scrivere: da qui iniziai a delineare le due figure protagoniste (quindi Serena e Jonathan) che si ritrovano anche nella storia pubblicata, ma ancora una volta la trama non mi soddisfaceva e soprattutto non ero ancora riuscita a trovare uno stile di scrittura appropriato per descrivere ciò che avevo in testa.

Accantonando ancora una volta ciò che avevo scritto, ripresi in mano la penna (e la tastiera del pc) e cominciai finalmente a scrivere ciò che tutti quanti possono leggere ora, ovvero La figlia della leggenda.

 

A quale pubblico è rivolto?

Avendolo scritto io stessa all’inizio in età adolescenziale e avendolo terminato quando ormai avevo vent’anni, definirei la mia storia più rivolta ad un pubblico appunto adolescente e giovane, dai 14/15 anni fino ai 25.

 

Ci sono elementi biografici?

Assolutamente sì, anche se mi piace specificare sempre che tra me e la protagonista esiste quel velo di distacco e di diversità che classifica la mia persona indipendente dalla figura trasposta nel libro. Detto ciò, Serena ha alcune mie caratteristiche, in particolar modo ha la mia maniera di riflettere sulle cose, di ragionare in modo ponderato e continuo su ogni aspetto della vita. Inoltre, la mia protagonista nel libro compie proprio un viaggio ascensionale che si può dividere in tre, proprio come è diviso il libro: all’inizio lei è una semplice ragazza con idee conformate alla realtà in cui vive, come se non avesse mai bisogno di cercare altro nella vita se non le cose già conosciute; una volta entrata in possesso del diario di Titania, tutta la sua vita entra in crisi ed è da questo punto – e dall’incontro anche con Jonathan – che Serena inizia a fare il primo salto di qualità, simboleggiato soprattutto dalla decisione di lasciare la Terra per raggiungere il pianeta Benux. Infine, dopo varie peripezie e dopo aver preso coscienza della sua persona e delle capacità che il suo essere fata le dispone di conseguenza, si ritroverà ad affrontare non più un mondo esterno contrastante e sconosciuto, bensì dovrà affrontare e mettersi a nudo di fronte le sue paure più profonde.

In questo viaggio di formazione fatto da Serena mi ci ritrovo molto anche io, caratterizza appieno (anche se narrato in maniera metaforica nel libro) ciò che io ho sviluppato e affrontato negli anni in cui ho scritto il mio libro.

 

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché in ogni parola che ho scritto, in ogni pensiero che ho elaborato ho cercato di inserire tutta la mia passione per la scrittura.

 

Progetti futuri?

Quando ho pubblicato questo libro avevo in mente di non riprendere più in img_6847mano la storia e di terminare così l’avventura con questi personaggi, ma, su consiglio di molti, ho iniziato a scrivere il prequel, ovvero la storia di Titania e di Lodovico: chi sono stati prima che nascesse la leggenda e da dove è nata veramente quest’ultima? Chi sono state le persone che hanno influenzato le loro decisioni e che li hanno condotti sulla strada che li ha portati ad incontrarsi? E soprattutto da dove nasce la magia di cui sono portatori?

Queste domande verranno ampiamente trattate nel nuovo romanzo che sto scrivendo, con l’augurio che possa colmare e arricchire le conoscenze sul mondo di Benux.

 

Giulia Ottoni, La figlia della leggenda, Silele Edizioni, 335 pagine, prezzo di copertina 18 euro. 

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Il Mio Canto Libero di Imma Venturi

Imma Venturi, già nota nell’ambito editoriale, pubblica Il Mio Canto Libero, una raccolta di poesie edita da Erreci Edizioni.

Il verso libero domina in tutte le poesie di Imma che, pubblicò la sua prima raccolta poetica nel 1991 e da allora- ha confessato non ha mai smesso di scrivere e creare.

La poetessa, classe 1968, di Potenza ha ricevuto nel corso degli anni tantissimi riconoscimenti e premi nell’ambito della letteratura e in diverse sezioni.

Amo, Felicità, 8 Marzo, Domani io e te, Popolo oppresso, Canto V,VI e via discorrendo; Ti ho abbandonato, Negli occhi turchini, L’Aurora, La Tua vita e tantissime altre poesie arricchiscono il volume poetico da 222 pagine circa.

Tante le date, i ricordi, le emozioni che Imma condivide con la poesia mirando al lettore e al suo cuore, intervistata per l’occasione ecco cosa racconta:

 

Come nasce Il mio canto libero?

Il mio canto libero nasce dall’idea di un progetto ben preciso: riunire il “vecchio con il nuovo”. Riunire, quindi, le poesie del mio passato con quelle del presente, ossia da quando ho iniziato a scrivere la mia prima pubblicazione, “Nell’arcobaleno del mio cuore”, dal ’93 fino al 2003. Un progetto, quindi, di vita, di scrittura, che affonda le radici nell’adolescenza.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Come recensito negli anni precedenti secondo il Prof. Martorano, <<è il canto libero del nostro animo per aprirsi in un’altra dimensione, noi, il cielo(Dio), e la realtà che ci circonda in nuove liriche che vanno dal passato al presente per fondersi in un “Canto libero>>. Il messaggio che voglio inviare è quindi immaginecanto-liberoracchiuso in vari concetti chiave come: “la libertà”, sia come valore che come libertà nell’esprimere i propri pensieri e sentimenti attraverso dei versi, “l’amore verso la mia terra e gli affetti familiari”, “la religione”, “la pace” che, in un certo senso, è sinonimo di libertà, perché è nella libertà che costruisco la mia esistenza come persona, con quei valori in cui si ha rispetto, amore reciproco e tutto ciò ci porta ad essere in pace con noi stessi. Questo ultimo tema, è ricorrente nel libro considerato come un documento storico della guerra tra Irak e Kuwait, così come definito dal sopra citato Professore, le poesie non sono distanti dalla realtà, ma alla luce della vita che ci circonda. Questo è il messaggio che cerco di mandare ai miei lettori, soprattutto in una visione di scrittura come dono e come auto-terapia che aiuti a superare gli ostacoli della vita ed a cercare ragioni per vivere dopo tante sofferenze, trovare nella fede in Dio l’amore per amare se stessa, gli altri e la vita. Un messaggio anche di speranza quindi, e di ottimismo.

A quale pubblico è rivolto?

È un libro di facile lettura, alla portata di tutti. E soprattutto, di coloro che hanno riscontrato nella vita difficoltà o ostacoli all’apparenza insormontabili che con l’aiuto della fede e della scrittura ritrovano la loro strada e vocazione.

 

Leggi il mio libro perché…

..Per trovare nei vari versi, emozioni, sensazioni, per provare a cercare ancora di sognare e sperare in un futuro migliore.

 

Progetti futuri?

Le idee sono tante, il tutto sta nel realizzarle. Sono racchiuse nella mia mente e nello scrigno del mio cuore,spero di pubblicare il libro in formato ebook. (chiunque desidera il cartaceo può chiedere a me le copie direttamente).

 

 

Il mio canto libero di Immacolata Venturi, Erreci Edizioni,222 pagine, 15 euro. Per acquistare il libro contattate direttamente l’autrice su Facebook.

 

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I promessi elfi di Daniele Bello

 

Daniele Bello torna, come promesso, in libreria con questo esperimento letterario: I Promessi Elfi, edito da Astro junior, un’interessante rivisitazione in chiave fantasy del celeberrimo romanzo storico di Alessandro Manzoni.

I grandi classici della letteratura, si sa, vengono oggigiorno ripresentati in varie rivisitazioni, e I Promessi Sposi non è stato immune a tale tendenza. Questa che leggerete è la storia d’amore tra Rethyus e Lusien, del chierico Avundius, di Sir Roderick, di padre Cristoff e dell’Innominabile. È la storia che tutti noi conosciamo, in un fiabesco regno incantato molto più vicino di quanto crediamo. Come nell’opera originale, i suoi cardini caratterizzanti sono l’amore, la fede, la perenne lotta tra bene e male e la giustizia, arricchiti con una saggia dose di avventura e magia tipiche di ogni fantasy moderno. Ed ecco che i due innamorati, pur di coronare il loro sogno d’amore, si dividono per partire alla ricerca dei quattro artefatti che porranno fine al regno di terrore del crudele imperatore Fernycus; una missione, una scelta che porterà beneficio al popolo intero. E il bene superiore, come sempre, trionferà.

Scritto con stile narrativo sobrio e semplice, l’autore ha saputo condensare in poche pagine tutto ciò che il Manzoni voleva tramandarci con la sua opera. Interessante, per non dire brillante, l’idea di stabilire un

Daniele Bello

Daniele Bello

immaginario legame con I Promessi Sposi, con il messaggio scritto nelle ultime pagine, come a voler dire che ora state sfogliando la storia autentica, e non una discutibile “trasposizione umana”… che tuttavia ha saputo appassionare intere generazioni.

I Promessi Elfi, in definitiva, non è soltanto l’ennesima rivisitazione di un grande classico. È un interessante e curioso punto di vista sulla celebre vicenda, che non mancherà di stupire tutti gli appassionati del genere.

Trama, descrizioni e idea meritano 5 stelle su 5.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

Come nasce “I promessi elfi”?

Un’idea semplice e geniale, partorita nelle stanze della mia Casa Editrice: quella di riscrivere i classici in chiave fantasy. Un modo divertente per rivivere gli antichi tesori del passato.

Qual è il tuo legame con il grande classico che ti ha ispirato per questa trasposizione?

In realtà durante gli anni del Liceo non ero un cultore di Manzoni. Anzi, ad essere sinceri ero un accanito detrattore dei Promessi Sposi. Poi, con il tempo, ho imparato ad apprezzarne meglio l’arte e la prosa: e prova ne è il fatto che mi è rimasto talmente impresso da vere voglia di riscriverlo.

A parte I promessi sposi, quale altro grande classico consiglieresti di leggere?

Senz’altro la Divina Commedia. Chissà che un domani non decida di scriverci una parodia…

Leggi il mio libro perché…

daniele-bello…perché è l’occasione per chi ha già letto I Promessi Sposi di riviverla in maniera gioiosa e fantasiosa. Per chi, invece, non ha avuto ancora l’occasione di avvicinarsi a Manzoni (mi rivolgo soprattutto ai giovanissimi) può essere il modo di avvicinarsi ai grandi classici con un approccio fiabesco e, per così dire, leggero; secondo la famosa logica dell’imparare divertendosi.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Sto per ultimare un grosso lavoro di traduzione di un classico eterno: l’Iliade. Per dopo? Chissà che non ci scappi un altro fantasy!

Cercalo qui: http://www.mondadoristore.it/I-promessi-elfi-na/eai978889976828/

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

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Il segnalibro .. magico

benedetta giovannettiLa lettura è un’azione meravigliosa, le lettere impresse nell’inchiostro sono magiche se poi ci aggiungiamo un bel segnalibro cosa ne esce fuori? Una lettura piacevole!

Vi parlo in questo post di un’artista, realizza segnalibri e tante piccole cose con le sue mani applicando le sue idee.

 

Chi sei?

Mi chiamo Benedetta, ho 37 anni e ho una laurea in giurisprudenza, fino a due anni fa pensavo di avere come lato creativo solo la scrittura ma poi dopo un corso di bigiotteria ho
capito che so fare anche altro.

 

benedetta giovannetti

Qual è la tua arte?

Creo bigiotteria e idee regalo con materiale che va dal semi-prezioso al prezioso alle resine più comuni.

 

 

Come pensi sia recepita l’arte in Italia?

Di sicuro sottovalutata e poco valorizzata, basti pensare anche benedetta giovannettial modo in cui alcuni musei gestiscono le visite.

 

Quale messaggio vuoi inviare a chi ti guarda, osserva, ascolta?

Mi piacerebbe che le persone guardando una mia creazione ci vedano il cuore che ci metto nel realizzarla e magari si fermino a pensare che quell’oggetto può essere perfetto per loro o per un regalo da fare alle persone amate.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Veder crescere il mio negozio e piano piano espandermi in locali più ampi segno che il mio lavoro viene apprezzato e capito.

 

Dove cercarla? Quì

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La terza galassia di Cassandra Green

La terza galassia di Cassandra Green è un romanzo d’avventura che gli addetti ai lavori dovrebbero leggere.

Trama fitta, descrizioni, idee, terza guerra mondiale, computer, codici, viaggi, spostamenti, macchine che controllano e tanto altro ancora, sono solo alcuni degli ingredienti che costituiscono il fantasy nato dalla penna di Cassandra Green.

Jess Jefferson, alto, importante, a volte arrogante, deciso e avventuriero: cassandra greenseguirà le orme lasciate da qualcuno che, non si rivelerà poi essere ciò che aveva sempre creduto.

Poi c’è Serena, David, la famiglia Perry, Bayper, Mary, Luke, Hayden, Junior e tanti altri ancora che faranno da cornice, e non solo, al romanzo fantasy, nato subito dopo la terza guerra mondiale in cui computer, codici e macchine meccaniche travolgono e controllano la vita della gente. Poi c’è il riformatorio, quei strani soggetti che cadono e non ci fanno caso…

 

Trama, descrizioni e dettagli meritano 4 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa dichiara:

L’autrice scrive dall’età di 13 anni, dopo diversi anni Maria Donata Tranquilli decide di pubblicare con lo pseudonimo Cassandra GREEN il suo secondo romanzo: I Figli Dell’Ombra. Un thriller/noir che riscuote subito un grande successo vendendo più di 2000 copie in poche settimane.

 

Come nasce LA TERZA GALASSIA?

Questa trilogia è stata scritta quando avevo appena venti anni. È stato il mio trampolino di lancio verso il mondo della letteratura. Mi era capitato di scrivere qualche breve racconto, ma nulla di impegnativo. Quindi mi sono messa alla prova e almeno con la pubblicazione che feci all’epoca ottenni un ottimo risultato, poi ovviamente negli anni tante cose le ho cambiate, complice anche la maturazione che mi ha spinto a rivedere il testo fino a questa ultima versione della quale sono più che soddisfatta.

 

Cosa l’ha spinta nella scelta di uno pseudonimo?

Non ho nessun aneddoto curioso in merito. Visto che nella vita di tutti i giorni ho il cognome di mio padre, ho pensato fosse carino prendere anche quello di mia madre da qui l’idea della pseudonimo.

 

Leggi il mio libro perché…

La scelta di un libro è qualcosa di mistico. C’è un magia particolare che spinge il lettore a comprare un romanzo piuttosto che un altro. Si guarda sui scaffali, si legge la sinossi e se sentiamo nella nostra testa la vocina che ci dice: comprami.

 

Progetti futuri?

Tanti. Ci sono ben otto romanzi già scritti che attendo la pubblicazione. A breve ci sarà l’uscita di un’antologia insieme ad un altro autore, Frank Magone che vedrà la luce a Febbraio 2017. E poi ci sarà anche l’uscita del secondo capitolo della trilogia di La Terza Galassia – Rotta verso casa e sarà disponibile da Ottobre 2017.

 

La terza galassia di Cassandra Green, al seguente link

 

 

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Le Cronache di Ansorac- Apocalisse/Olocausto di Marko D’Abbruzzi

 Marko D’Abbruzzi torna con Le Cronache di Ansorac – Apocalisse/Olocausto per il ciclo delle letture fantasy, secondo capitolo della sua saga edito da Immagina Di Essere Altro. La storia copertina-cda-ii-webriparte da dove l’avevamo lasciata nel magico mondo di Ansorac, attualmente dominato dal potere delle risorse energetiche e della religione. Potere e fede, entrambe facce di una stessa medaglia che stringe intere nazioni attorno al suo malcelato pugno di ferro. La nuova edizione del grande Torneo dei Continenti è ormai alle porte, mentre l’avida azienda MiddleCorp prosegue nella sua estensione del dominio su tutte le terre. Come parte del piano assisteremo al risveglio degli Spiriti Immortali, antiche forze che dominano sulla natura stessa. Nel frattempo, un numero sempre maggiore di eroi si muove contro l’oppressione della MiddleCorp, organizzando rivolte su vari fronti: Kronos, il giovane monaco silente; Kimari, il prode mezzoleone ribelle; il freddo ma generoso Barone Vega; Gost, il letale assassino dalla lingua tagliente. Attraverso le loro azioni sarà determinato il destino dell’intero pianeta, ormai prossimo alla guerra e alla rovina.

I temi trattati sono ancora i problemi attuali del nostro mondo, perfettamente integrati nel contesto di Ansorac: minacce reali che prendono egregiamente il posto del classico – quanto scontato – signore delle tenebre, che infatti non trova spazio su queste pagine. Lo stile dell’autore, come nel libro precedente, è ben curato, le descrizioni sono ottime e per i personaggi si scava ancora più a fondo, nel loro carattere e personalità che mutano o si adattano con il procedere degli eventi. L’autore rimarca la sua passione per i giochi di ruolo, in particolare Final Fantasy, al punto tale da spingere i lettori più appassionati a fantasticare su una possibile trasposizione dell’opera in formato videoludico.

Il romanzo continua nel suo insieme ad essere molto godibile ed avvincente. Le Cronache di Ansorac – Apocalisse/Olocausto è, in definitiva, un ottimo proseguimento della storia, che ci spingerà ad attendere con ansia l’uscita del capitolo successivo.

Intervistato per l’occasione ecco cosa dichiara:

Qual è la cosa più divertente da ideare quando ci si accinge a scrivere un fantasy?

La cosa più divertente è che non si hanno limiti. Non è narrativa storica né altro, è fantasia e la fantasia non può essere recintata. Certo è che negli ultimi anni si è fatto un uso improprio di elfi, nani, orchi, maghi e compagnia; cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia (l’unica regola che ricordo di matematica – o aritmetica, sono una zappa). Scrivere un romanzo fantasy non significa riprendere stereotipi del genere ma dare fondo alla propria immaginazione per creare qualcosa di nuovo. E in un momento storico come il nostro mi viene in mente una frase del filosofo e critico tedesco Ernst Fischer «In una società decadente, l’arte, se veritiera, deve anch’essa riflettere il declino. E, a meno che non voglia tradire la propria funzione sociale, deve mostrare un mondo in grado di cambiare. E aiutare a cambiarlo».

Alcuni sostengono che, escludendo Tolkien, J. K. Rowling e pochi altri autori, il fantasy sia un genere prettamente commerciale. Sei d’accordo?

Non ho dimestichezza con il termine “commerciale”. Cosa si intende? Tolkien e la Rowling sono commerciali, hanno venduto milioni di copie, ne sono stati tratti film, videogame, t-shirt e una vastità incredibile di oggettistica; non è commercio questo? Nel momento in cui qualcosa, qualunque cosa, viene venduta si entra nel mondo del commercio. Cambia poco se ne vengono vendute 1 o 100’000. E inoltre perché il fantasy viene considerato in tal modo? Federico Moccia e Fabio Volo non sono commerciali? Camilleri ed Eco? La Fallaci e la Randall? In un mondo che si muove a moneta ogni cosa è commerciale, persino le nostre vite.

Leggi il mio libro perché..

Marko D'AbbruzziLa saga di Ansorac offre spunti interessanti per capire quanto la volontà umana possa incidere su ogni aspetto della nostra vita. Sembra scontato ma viviamo in un periodo storico dove la volontà del singolo è messa in serio pericolo; ogni nostra scelta è condizionata da una miriade di fattori esterni e stiamo perdendo il significato della parola “vivere” e della parola “umanità”. Siamo divisi da molti fattori, uniti solo virtualmente, un processo che va avanti da molto tempo e che condurrà inevitabilmente a una tirannia subdola e fallace. Dietro la storia di Ansorac c’è la vita di un popolo ignaro che attende un Messia, un eroe, un cambiamento, senza capire che solo la volontà di ogni singola persona può produrre un cambio di direzione.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Oltre alla pubblicazione degli ultimi due volumi della saga, Giubileo – Esodo (prevista per aprile 2017 in concomitanza con il Romics) e di Amen (nell’ottobre 2017) è già pronto un racconto che svela i retroscena della vita di uno dei personaggi di Ansorac, il Re Ribelle; nato come regalo per la mia editor, il racconto verrà pubblicato per Natale. Inoltre proporremmo un romanzo che si discosta totalmente dalla scena fantasy, Cattivi Ragazzi, ambientato in una periferia romana alla fine degli anni ‘90.

 

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

Le cronache di Ansorac- Apocalissi/Olocausto di Marko D’Abbruzzi, 5 stelle su 5, al seguente link

 

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Memorie di sangue di Eva D’Amico

Eva D’Amico, classe 1991, esordisce nel mondo editoriale con un Fantasy Eva d'amicomozzafiato dal titolo Memorie di Sangue edito da Edizioni Immagina di Essere Altro.

343 pagine di narrativa, creatività, emozioni, forte personalità e descrizioni: uno di quei libri che, una volta finiti, lasciano quel sentimento di nostalgia, nostalgia perché saprai che la storia è finita e devi attendere il libro successivo.

Chi sono i protagonisti?

Adrian, Abraham, Daniel, Dyok, Eva, Ezequiel, Gabriel, Gabrida, Jeile, Jehan e Matarael, due famiglia distinte ma in sintonia per un unico obiettivo: vivere sereni tra loro lontani dalla società vera e propria. Due casate, i Von Bohme e i De Lefevbre, delle caratteristiche fisiche dettagliate, diverse, calamitanti.

Poi c’è Eva, lei, meravigliosa, sfortunata, intelligente, sorprendente: una nascita incerta, un destino scritto ma che lei riscriverà nel corso della storia; poi c’è Jeile, bello, determinato, ricco, innamorato poi..

Un libro da leggere, divorare, assaporare, conoscere e vivere.

Trama, penna, idea di Eva D’Amico meritano 5 stelle su 5.

 

Come nasce Memorie di sangue?

In verità nasce quasi per caso, è partito da uno spunto narrativo apparentemente banale: cosa accadrebbe se un’orfana che vive nella miseria venisse adottata da un ricco gentiluomo? Doveva essere un racconto breve, poi la storia ha preso strade inaspettate!

 

Ci sono elementi autobiografici?

memorie-di-sangue-copertina-di-suwan-canceddaSì, ci sono diversi elementi autobiografici, soprattutto per quanto riguarda l’educazione che ho ricevuto e i diversi condizionamenti cui, mio malgrado, sono stata sottoposta.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Il mio maggior invito è di sviluppare un proprio senso critico per non lasciarsi trasportare dagli eventi o ingannare: spesso purtroppo ciò che appare non corrisponde a ciò che è, riconoscere la realtà in cui si vive e interrogarsi su essa ci rende indipendenti, liberi dai condizionamenti e in grado di capire chi siamo e cosa vogliamo.

 

Progetti futuri?

Prima di tutto completare il secondo volume delle Memorie, poi iniziare un altro progetto che mescola al fantasy un po’ di horror, la mitologia nord europea e la magia.

 

 

Eva D’Amico, Memorie di sangue, 343 pagine, 12 euro.

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La famiglia Morrison di Luca Toni

Luca Toni fa il suo ritorno nel campo letterario con questo thriller molto particolare. Che cosa spinge una madre e un figlio a fuggire dalla loro casa e a rifugiarsi in uno squallido motel in un imprecisato territorio desertico

Luca Toni

Luca Toni

americano? Nulla, a parte una pila di cadaveri divenuta ormai fin troppo alta per riuscire a passarla liscia. Frank Morrison e sua madre cercano dunque di darsela a gambe, mentre la polizia rimette insieme i pezzi di questa macabra vicenda allo scopo di identificare gli assassini. Con il tempo, quello che apparentemente sembrerebbe un comune crimine, diventa qualcosa di ben più inquietante. Niente vendette, piani o intrighi si celano dietro tutto il sangue ormai versato: solo la follia, resa fredda e spietata ora che la vediamo ritratta sulle spalle di Frank.

La trama è interessante, e i personaggi sono caratterizzati al punto tale da riportare alla mente i grandi classici del cinema diretti da Quentin Tarantino. L’autore sembra prediligere l’uso della forma diretta – il dialogo – tra i vari personaggi, la parola domina quindi sull’opera in generale, facendo del suo meglio per suscitare la giusta tensione tra le pagine.

La famiglia Morrison è una storia interessante che appassionerà tutti gli amanti del genere meritando 3 stelle su 5.

Come nasce La famiglia Morrison?

Iniziai a scrivere il romanzo perché sentivo la necessità di narrare una storia ambientata nei territori sacri agli indiani d’America, una sorta di omaggio alla grande cultura dei nativi americani. I protagonisti, borghesi e politicamente scorretti, animano le pagine muovendosi tra la Monument Valley e la regione dei Grandi Laghi, in Canada. Ambientato ai giorni nostri, “La famiglia Morrison” è un giallo ironico dove i protagonisti creano un’alchimia dalla quale è difficile distogliersi.

Quali opere del passato (o anche attuali) ti hanno ispirato per la creazione del romanzo?

Ho sempre amato la cultura degli indiani d’America, un paio di anni fa ho riletto tutte le opere di uno dei miei scrittori preferiti, John Steinbeck e mi è venuta voglia di scrivere questo romanzo, in particolare “Furore”, “La valle dell’eden” e “Pian della Tortilla” hanno contribuito a cimentarmi in questa esperienza. La mia scrittura deriva anche dalla contaminazione di altri autori, per citarne alcuni: Manuel Vàzquez Montàlban, , Philip K. Dick, Francis Scott Fitzgerlad Charles Bukowski ed altri scrittori della beat generation come Jack Kerouac, William S. Burroughs, John Fante. La lista è ancora lunga.

Leggi il mio libro perché..

Questo romanzo pare lasci qualcosa a chi lo legge. Lo dicono i miei lettori. Ci sono omicidi cruenti e rivelazioni inaspettate, un ritmo incalzante e un’intima necessità di raccontarsi. Riesce ad incuriosire, questo per me è il traguardo più dolce. La morte ed il sangue camminano per mano ai sentimenti e agli affetti.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Al momento sto scrivendo un nuovo romanzo, un avvincente thriller e ne ho altri già pronti, tra cui un racconto di fantascienza. Tra qualche mese uscirà il seguito di “Matt e le donne”, il mio romanzo d’esordio, al quale sono molto affezionato. Tutte le novità a riguardo potrete conoscerle sulla mia pagina Facebook “Rosso nel profondo”.

Luca Toni, 3 stelle su 5, al seguente link

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Al di là del cielo di Paola Mattioli

Una poesia non deve significare, ma essere.

(Archibald Mc Leish)

 

Paola Mattioli, classe 1962, pubblica la raccolta poetica Al di là del cielo edito da Edizioni Pendragon.

Paola MattioliUna poesia bella, sentita, fresca con un arricchimento di immagini, attimi fermati in bianco e nero.

Dalla terra, all’amore, al mare, alla femminilità, al sole, alla luna all’acqua: la poetessa tocca tanti temi delicati e personali della sfera dell’essere umano.

Una penna leggera, sensibile, affascinante: una raccolta poetica da avere accanto al cuscino prima di lasciarsi tra le braccia di Morfeo.

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce la raccolta poetica?

Nasce dalla voglia di toccare punti diversi della realtà, è un titolo che mi rappresenta molto perchè mi proietta in situazioni diverse da quello che sto vivendo, racchiude tutto il mio mondo la realtà o la fantasia, ogni cosa si può realizzare, ogni cosa è magica, è nuova, è energia è colore.

 

Cos’ha la poesia in più rispetto gli altri generi?

La Poesia ti permette di esprimere i tuoi stati d’animo, le tue emozioni, è magica e ti lascia tanto calore e la voglia di tornare sempre a ricercarla, a scrivere di lei.

 

Leggi il mio libro perché…

20160116_230032Leggi il mio libro perchè ….è semplice, lo può fare chiunque non conosca la poesia, è emozione, ti puoi ritrovare e ricordare cose che non sai, è piacevole, è di compagnia, è rilassante, è pieno di sentimento, di una sensibilità fanciullesca.

 

Quale messaggio vuoi inviare al pubblico?

… Che la Poesia è emozione, voglio trasmettere emozioni, far si che le persone vivano le emozioni, è importante lasciarsi andare, scoprire delle cose di te stessa uniche, speciali che niente e nessuno ti potrà mai dare.

 

Progetti futuri?

Progetti futuri: un altro libro di poesia quest’anno, in più sto lavorando ad un Romanzo e anche ad alcune partecipazioni radiofoniche e televisive.

Al di là del cielo di Paola Mattioli al seguente link

 

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Il drago, il custode, lo straniero di ENRICO POMPEO

“Qui vince chi si azzanna per primo, chi non indugia. Predatori si nasce, ma soprattutto lo si diventa.”

Con questa riflessione introduco il nuovo libro di Enrico Pompeo, che ci fa entrare in una triplice vicenda. Protagonisti di questa storia a tre episodi sono, per l’appunto: il Drago, che sfrutta la sua ricchezza e il suo potere per passare sopra gli altri con prepotenza; il Custode, freddo spacciatore che vive rintanato al riparo da tutto e tutti; e lo Straniero, che vaga tra le zone del Brasile affrontando enormi pene e difficoltà per sopravvivere. Tre storie diverse, legate da un unico destino che diverrà chiaro con il procedere della lettura. Tre avventure del corpo e dello spirito, perché le introspezioni sono molte, arricchite da un costante giudizio negativo sullo stato attuale delle cose.

Il tema principale, infatti, è “la legge della giungla”: anche nella società moderna, umana, lontana dalla vita selvaggia, è il più forte a prevalere. Il Drago, il Custode e lo Straniero ci dimostrano – sia nei panni di prede che facebook_1473925833833di predatori – questa cruda realtà, dove ciascun individuo, mosso dal suo più intimo istinto, cerca di danneggiare gli altri e di eliminare chiunque sia di ostacolo al soddisfacimento dei suoi desideri. Ognuno vede nel prossimo un nemico o una vittima da sfruttare il più possibile.

Non adatto a una lettura veloce, ma utile per conoscere temi così cruciali del mondo moderno. Consigliato agli amanti delle riflessioni sociali e reali. Trama, penna e descrizioni meritano le 4 stelle su 5.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

Come nasce “Il drago, il custode, lo straniero”?

Nasce dalla volontà di raccontare una storia che descrivesse alcune ‘belve contemporanee’ e, attraverso le loro avventure, anche un possibile percorso di espiazione.

Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

Molti. Ultimamente ho letto molto David Foster Wallace, le cui atmosfere hanno un’eco nel romanzo. Mentori: Fabrizio de André, Calvino, Dostoevskij, ma solo come punti di riferimento lontanissimi.

La legge della giungla è un tema delicato, a cui purtroppo sono in molti a farci i conti con rassegnazione. Qual è il tuo punto di vista a riguardo?

Viviamo in un mondo che propone un modello di esistenza che si basa sulla violenza, sulla sopraffazione del potente sul proprio simile. È un dato di fatto. La scrittura può aiutare ad immaginare realtà diverse e a stimolare un cambiamento.

Leggi il mio libro perché..

Perché ha ritmo, è fluido, sembra una sceneggiatura di un film. Per conoscere persone e situazioni che spesso sono lontane dai riflettori.

Progetti futuri?

Una raccolta di scritti brevi: fotografie di parti di realtà che non trovano facilmente il sentiero per uscire dal grigio in cui sono rinchiuse. Poi un altro romanzo, ma è solo, per ora, immagini e idee non strutturate.

 

Enrico Pompeo, 4 stelle su 5, al seguente link

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

 

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