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Il buio aveva i miei occhi di Eleonora Deliperi

Eleonora Deliperi esordisce nel mondo editoriale con il romanzo Il buio aveva i miei occhi edito da Youcanprint.

Il romanzo è una storia vera, forte dove la protagonista è la stessa Eleonora, vittima di stalking, violenza e tutto ciò che di brutto può fare un uomo geloso.

Lui è Franco, innamorato (ma anche no) di Eleonora che, le renderà la vita impossibile, anche dinnanzi i minimi gesti quotidiani.

La storia è drastica, violenta e veritiera, tantissime persone- purtroppo- si ritroveranno catapultate della vita di Eleonora che, in fondo, è la vita di qualcun altro e non solo.

L’autrice, d’origine sarde, vive e lavora a Roma dove presenterà il suo romanzo d’esordio nei primi mesi del 2017.

Trama, storia, descrizioni, emozioni meritano 5 stelle su 5.

 

Come nasce il tuo libro?

Nasce per un desiderio di riscatto, tacere è un modo elegante per nascondersi ma spesso paga e costa una fatica immane. Voglia di vivere anche se brucia. Questa necessità di raccontarmi giunge dal bisogno di chiudere un capitolo della mia vita, far rimarginare le ferite sino a farle diventare solide cicatrici.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Mi piacerebbe dare motivazione e forza a tante altre donne che si trovano intrappolate in relazioni sbagliate e dar loro la possibilità di non sentirsi sole.

 

La tua opera in poche parole..

E’ un libro denso incandescente, è il racconto della forza nuda della vita, la raffigurazione estrema e personale dei sentimenti.

 

Leggi il mio libro perché…

Credo che possa essere un esempio di forza e che possa aiutare ogni singola persona a trovare un modo per accrescere la propria forza e autenticità.

 

Progetti futuri?

Si ho in mente un nuovo progetto, ma ancora è presto per parlarne.

 

Vuoi leggere il libro? Contatta l’autrice Eleonora Deliperi che presenterà il suo romanzo nei primi mesi del 2017 a Roma.

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Un paesino tranquillo di Letizia Tomasino

Letizia Tomasino pubblica Un paesino tranquillo pubblicato con Youcanprint, il suo primo libro nato a gennaio 2016.

Il romanzo da 161 pagine è un autentico capolavoro che m’ha cullato nel cuore di due notti. La protagonista è Rosetta, una ragazza di un paesino tranquillo siciliano che, verrà ammazzata e ritrovata all’interno di una chiesa dal prete e dalla pettegola dello stesso paese che non perderà un secondo di tempo per divulgare l’accaduto.

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Roberta Gelsomino in Diamanti

Inarrestabile la penna di Roberta Gelsomino che torna nel mondo editoriale con la sua nuova raccolta poetica Diamanti edita da Edizioni Eventualmente.

Sentimenti, pensieri, azioni, persone, ricordi, colori, confusione: questo e tanto altro ancora nei versi di Roberta che, attraverso i suoi disegni, attira a se il lettore tra le pagine della sua vita.

Poesie degne di nota, La vita, Acciaio, Essere, Tra le mani, Ad un amico.. e tante, tantissime altre ancora: 72 pagine da leggere, conoscere, condividere.

 

Come nasce il tuo libro Diamanti?

Diamanti nasce per caso, come idea lo scorso fine agosto, constatando di aver scritto dopo il libro illustrato Primavera ancora numerose e più ispirate poesie, alcune delle quali donate attraverso un noto social network ed ho notato che con diverse poesie scritte nell’arco di questo 2016, essi coglievano meglio qualcosa nel mio grido di amore e di aiuto ed io più di loro, un raccontare altrimenti dispersivo e agitato.

 

La tua opera in poche parole..

Un libro su come permettere l’esistenza, le sue lecite emozioni, su come davvero sia importante permettere di essa anche fasi cupe e “piogge eterne” a prescindere da quanto possano durare. Tuttavia parlo dei miei dolori, e forse molti possono riconoscere in essi alcune loro vicende.

Mi ritengo comunque la persona più fortunata e privilegiata che esista, perché ho ottima salute, ho tutto, ho me e la poesia. Ho la vita ed i suoi momenti che molto giovane non avevo apprezzato, anzi avevo gettato via in uno scontento perfezionistico e deluso.

 

Leggi il mio libro perché…

Perché è speciale! Una silloge è trendy non è male! Non essere materiale dona l’essenza e dei caldini* per natale!

 

Progetti futuri?

Il romanzo fantasy “Bu”. E tanti tanti altri. Nel frattempo a farmi felice: Poesie, poesie, scrivere ancora poesie!

 

* = “Caldini”: Definizione personalizzata di conforti, piccole felicità, piacevoli momenti e similari.

 

Dove trovare il libro Diamanti 

 

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Serena Bilanceri in Introspettiva

Per me la poesia è un tentativo malizioso di dipingere il colore del vento.

(Maxwell Bodenheim)

 

Un aforisma di Maxwell Bodenheim per parlarvi della poetessa e artista Serena Bilanceri che esordisce nel mondo editoriale con Introspettiva, edito da Streetlib.

Serena pubblica una raccolta poetica toccando i temi della vita: la zucca, piedi scalzi, la finestra, apnea, il labirinto, sogno, puzzle, l’attesa, ieri e tante altre poesie in 60 pagine d’emozioni, arricchite da schizzi creati dalle stessa Serena.

L’autrice realizza quadri con diversi materiali, si destreggia nel mondo del teatro e ama le parole; la sua raccolta poetica merita 5 stelle su 5 per i temi toccati.

 

Ho potuto conoscerla a Pisa, durante #InviaggioconAfrica e….. guardate che bel dono! 

 

 

 

Intervistata per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

 

 

Come nasce il tuo libro Introspettiva?

Il mio libro nasce dalla personale necessità di mettere nero su bianco le mie emozioni. Il risultato è stato per me una grande sorpresa, da lì la decisione di pubblicare i miei versi, come invito a fermarsi e riflettere su noi stessi.

 

La tua opera in poche parole…

La mia opera è il risultato di un viaggio personale. Un animo messo a nudo attraverso versi scritti con un linguaggio semplice e fruibile da tutti.

 

A quale pubblico è rivolto?

A chiunque abbia il desiderio di scandagliare il proprio mondo interiore, leggendo parte del mio.

 

Progetti futuri?

Continuare a esprimermi attraverso la mia arte. Cogliere ogni momento per dare vita alle mie emozioni con l’intento di emozionare, oltre che con la scrittura, anche attraverso la pittura e la recitazione.

Le emozioni sono inaspettate e scatenano altre emozioni… per esempio da Introspettiva ho preso ispirazione per la creazione della mia ultima serie di quadri dal nome Cuoreinverso.

Introspettiva, 60 pagine, 6,99 euro. 

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Esistenze di vetro di Massimo Mauro

Massimo Mauro, classe 1958, fa il suo esordio nel mondo editoriale con questo romanzo, pubblicato da Edizioni Ester, dal titolo Esistenza di vetro.

L’autore veste i panni del solitario Ivan, un idealista, narrandoci attraverso i suoi occhi una vita vissuta tra avventure, fughe, amori e rivoluzione in giro per il mondo. Un’avventura che attraversa trent’anni di storia, dagli ’70 fino all’alba del nuovo millennio: anni di profondi mutamenti sociali, politici e tecnologici che coinvolgono il nostro paese e il mondo intero. Mutamenti che Ivan, in fuga dalla patria, osserva da lontano e con occhi colmi di amarezza. Tanti gli incontri, le esperienze, gli amori, ma soprattutto le perdite.

La trama è complessa, articolata attraverso un gran numero di flashback evocati dal protagonista in modo improvviso, che a volte possono confondere sulla precisa collocazione cronologica. Ciononostante è in grado di suscitare emozioni profonde grazie ai temi trattati: amore, solitudine, lealtà verso la causa e senso di giustizia. Esistenze di vetro è ben più di una storia, è una vita vissuta; un vento che, per quanto fittizio, sa trasportare il lettore in molte direzioni.

Il libro merita 4 stelle su 5; intervistato per l’occasione ecco cosa racconta l’autore:

Come nasce Esistenze di vetro?

Nasce alla fine degli anni ‘80 quando scrissi un racconto dal titolo “Il gatto nelle nevi”. Presi spunto da un vero gatto che c’era in un albergo in cui lavoravo sperduto nelle dolomiti. Ho sempre adorato le metafore filosofiche, insieme alla storia la mia materia preferita; poiché vengo da una città dove il terrorismo ha fatto parecchi danni, in più io l’ho vissuto sulla pelle, per i tanti ragazzi che conoscevo che erano finiti nel calderone, mi sono immaginato uno di questi che fosse tornato dopo decenni all’alba del 2000. Quando, nel 2011 l’ho ripreso avevo già la storia in testa, tanto che la scrissi d’impeto senza fermarmi. Il titolo originale voleva essere Pezzi di vetro, proprio tratto dalla canzone di De Gregori citata all’inizio del romanzo, ma poi con la mia editing abbiamo pensato a esistenze che sembrava molto più appropriato alla vicenda.

Quanto c’è di biografico nel romanzo?

Premetto sempre nelle mie interviste che Ivan non sono io!? Pur avendo una visione rivoluzionaria della vita, mai avrei potuto essere un terrorista. Questo per chiarire subito le cose. In seconda istanza diciamo che di autobiografico non c’è niente, se non il luogo in cui vive in Italia, dove ho abitato per parecchi anni. Il resto è tutto frutto della mia ,spero, fervida fantasia. Semplicemente mi sono messo nei panni dei personaggi, come dice la mia editing, che io scrivo con la telecamera come se qualcuno mi guidasse… Certo è che i personaggi sono sempre frutto anche di persone che hai conosciuto o letto, la vera Alessandra esiste veramente come fisionomia fisica, è una bravissima professoressa di italiano al liceo, cara amica a cui ho detto che il personaggio era disegnato su di lei. Difatti è rimasta molto contenta con tutte le differenze di ceto sociale e altro cui io avevo affibbiato all’ Alessandra del romanzo. Il lavoro che ho svolto per decenni mi ha portato in giro e ho conosciuto migliaia e migliaia di persone, alcune anche molto famose, per cui nell’ affinarli nei miei libri mi affido, esattamente come facevo da ragazzino prima di addormentarmi con i libri di avventura (London, Salgari, Verne e Conrad su tutti), alla mia visione mnemonica degli stessi, magari cercando un particolare che mi lega a loro o altro.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Tantissimo! In questo momento sto finendo l’editing di Sidecar il mio secondo romanzo, che si svolge nella Genova del 1953 durante le elezioni della Legge Truffa, in cui un Commissario liberale dovrà confrontarsi con una piccola guerra sotterranea tra fascisti e comunisti, ma conoscerà l’amore anche nella tragicità degli eventi che si susseguono. Spero di presentarlo per l’inizio del nuovo anno.

Sto già scrivendo il terzo romanzo che s’intitola Progressivamente, abitando io di fronte all’isola di Ibiza ho scoperto articoli, foto e altro che parlano della comunità hippy degli anni 60 nell’isola e qualcuno ci vive ancora. Dato che sono patito di musica rock progressivo di quegli anni sono partito da lì per raccontare una storia che sarà scritta stile Antologia di Spoon River: nel senso che i personaggi non sono tutti morti, forse!, ma parlano in prima persona del personaggio centrale che è il collante di tutto. Una storia tra Spagna, Italia, Stati Uniti e Vietnam. Per ora mi sono preso un piccolo allontanamento per altri progetti che ho in testa. Il primo che sto scrivendo direttamente in castellano è la volontà di creare una serie di racconti polizieschi anzi proprio giallo classico, ma con due personaggi di base un pochino squinternati. Il tutto si svolge a Valencia città che adoro e dove abito a cento chilometri. Per finire mi sto cimentando in romanzi che pubblicherò con pseudonimo solo in self per vedere, come diceva Jannacci, l’effetto che fa! Non dico di più. L’ultima cosa sul work in progress come si dice adesso, fa figo e non impegna, ho messo giù dei file interessanti su storie che mi sono capitate e di cui vorrei parlare e scrivere ovviamente: una saga familiare su una famiglia che, durante il tempo di Mussolini, venne mandata in medio oriente, colonie dell’Impero di allora insomma. Mi sono imbattuto in una storia, tutta spagnola, dei bambini che venivano rubati dalla chiesa agli oppositori di Franco durante la dittatura, si parla di 30 mila e forse più e che sono stati mandati nel mondo latino americano delle dittature per far si che non si aggiungessero ai socialisti rivoluzionari spagnoli. Su questo ho già delle idee di come si potrebbe sviluppare. Concludendo veramente, l’ultima storia che di cui ho preso appunti è sul MALE. Inteso nel senso laico della cosa, non religioso, solo in Italia l’anno scorso sono spariti 5000 bambini, in Europa e nel mondo è indescrivibile vedere le cifre: la maggioranza vengono venduti per trapianto d’organi e sesso. Molti come schiavi a tuti gli effetti, la maggioranza però muore anche in riti di varie sette in cui compaiono i ricchi potentati del mondo. ecco vorrei avventurarmi li.

 

 

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

 

Link per l’acquisto: http://www.edizioniester.com/esistenze-di-vetro.php

 

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“Pensieri e Poesie di uno Scugnizzo senza tempo” di Mario De Tata

Mario De Tata, classe 1954, di Napoli pubblica una raccolta di ricordi e poesie dal titolo “Pensieri e Poesie di uno Scugnizzo senza tempo” edito da Youcanprint.

mario_fieraSfogliando le pagine si incontrano le poesie e i fermo-immagine presenti su carta e questi elementi fanno subito pensare, quasi, ad un album di famiglia…. Mi verrebbe quasi da dire un album di racconti, sì perché Mario De Tata attraverso parole e fotografie ci porta con lui tra i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue conoscenze e i suoi sogni.

L’autore, sempre pronto a dare un contributo in diversi campi, si dimostra essere un autore che vuol coinvolgere tutti nel suo turbinio di emozioni e ci riesce bene attraverso lettere e versi presente nel suo libro “Pensieri e Poesie di uno Scugnizzo senza tempo” edito da Youcanprint..

Intervistato per l’occasione ecco cosa racconta:

 

Come nasce Pensieri e Poesie di uno Scugnizzo senza tempo?

Questo mio libro, nasce dopo diverse notti tormentate, da sogni magici e ricordi tristi capitati nel giro di due anni. La perdita di mia madre, che viveva a Napoli, mentre io vivevo a Padova, ricoverato due giorni prima della sua scomparsa a causa di una grossa trombosi alla gamba e questo mi ha spezzato letteralmente il mio cuore, per non poterla abbracciare e poterle dare un ultimo saluto. Dopo circa tre anni, ho perso il mio fedele compagno della mia vita, un peloso, che mi ha donato 19 anni della sua vita. Molto di più, un figlio era per noi. Tantissimi ricordi suoi, diverse gare amatoriali vinte e senza nessun tipo di addestramento!!! Era unico il mio Bethowen. Anche lui, mi ha tolto anni della mia vita. Ancora oggi, sento il suo spirito volteggiare in casa. Questo libro nasce, anche un doveroso grazie a una mia collega Marina Collini, che aveva scritto un libro, la quale aveva letto alcune mie bozze e mi ha spronato a fare questo libro! Il titolo è anche opera sua, perché sapendo le mie origini e il mio spirito allegro e testardo, ha pensato allo Scugnizzo. Ecco il titolo, perfetto tutto mio.

Quale messaggio vuoi inviare?

Vorrei far capire alle persone che desiderano leggerlo, usate il cuore, perché così potete pensare con tanta onestà e amore, cosa si prova a essere uno Scugnizzo! Una persona umile e piena di amore.

 

Leggi il mio libro perché…

Dire alle persone di leggere il mio libro, senza conoscermi è 14906999_1023298684459645_4187649396323080249_ndifficile, scrivere anche le mie sensazioni di cuore, può sembrare facile, ma la realtà è un’altra.

Bisogna sentirlo parlare dal vivo e ascoltarlo con il cuore.

 

Progetti futuri?

Ho messo in cantiere qualche poesia, per un prossimo mio libro, ma non essendo vanitoso e ambizioso come molti, dovrò pazientare con calma e continuare a usare il mio cuore sino all’ultimo.

 

 

“Pensieri e Poesie di uno Scugnizzo senza tempo” edito da Youcanprint di Mario De Tata, 70 pagine, prezzo di copertina 8 euro.

 

 

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I racconti di Nonno Alfonso di Diego Licata

Diego Licata ritorna sulla scena editoriale con il suo secondo libro, I racconti di Nonno Alfonso, un’interessante antologia di racconti autopubblicata. Narrati per bocca dell’immaginario Nonno Alfonso, l’autore racchiude in quest’opera una serie di racconti – divisa in tre parti – che trascinano il lettore avanti e indietro nel tempo, in varie località del mondo. Le storie della prima parte prendono spunto dalla mitologia greca ruotando intorno a Erbesso (il paese dell’autore oggi noto come Grotte), con vari richiami alle più note figure eroiche dell’epoca. Interessante ad esempio la lunga persecuzione della stirpe di Petra, sposa di Giove, ad opera della vendicativa Giunone, che coinvolge in tal modo la stessa Erbesso. E si prosegue, avanti nel tempo, tra un breve episodio con protagonista San Pietro, fino ai giorni nostri, con una vicenda a tinte poliziesche tra le strade di Roma.

Tanti sono i racconti, insomma, molte le vicende e altrettanti personaggi, accomunati da una narrazione avvincente e da uno stile semplice e leggero. Anche se la lingua appare instabile con qualche difetto, I racconti di Nonno Alfonso si dimostra in grado di suscitare interesse dalla prima all’ultima pagina, e con la sua miscela di trame e viaggi – tra miti e realtà – saprà affascinare un gran numero di appassionati.

Un libro che può essere migliorato, dallo stile interessante e dai personaggi avvincenti, merita nel complesso 4 stelle su 5.

Intervistato per l’occasione ecco cosa racconta:

Come nasce il libro?

Il libro nasce da un problema che mi si è presentato nel diego-licatamomento che ho deciso di pubblicare il romanzo “Storie Di Altri Tempi”. Il libro risultava troppo lungo e mi fu suggerito di dividerlo in due. Allora dopo un certo numero di tocca qua, ritocca là, cambia questo; taglia e metti quello, finalmente completato, l’originale rimase dimenticato in un angolo perché mi dedicai a completare il secondo ossia: “I Racconti Di Nonno Alfonso”.

Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

Tra i tanti autori che ho avuto il piacere e la fortuna di leggere, certamente un tedesco Hadolf Holm è il mio preferito. Con tre poderosi volumi mi ha fatto conoscere la storia della mia terra, la Sicilia. Questo scrittore fu insegnante all’università di Palermo prima e poi a quella di Napoli. Scrisse tantissimo ma per me fu la sua “Storia della Sicilia antica” che intrecciata a quella Greca prima, e poi ai tanti invasori, dai Cartaginesi ai Romani, Bizzantini, Francesi, Spagnoli, a tanti altri ancora.

Leggi il mio libro perché…

…Il mio libro vuol dare al lettore alcune ore di piacevole lettura senza pretese letterarie ricordare e rivivere alcune fasi della storia antica.

I racconti di Nonno Alfonso di Diego Licata 

 

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

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The Necklace L’esorcismo di Rose Hoden di Mariano Ciarletta

Mariano Ciarletta, laureato in Storia Medievale, già noto nel campo delle raccolte letterarie, pubblica un libro insolito e accattivante, The Necklace L’esorcismo di Rose Hoden edito da Paguro Edizioni.

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Mariano Ciarletta

Un racconto horror che vede protagonista un’intera famiglia: Jennifer è la madre di Kate, Elizabeth e Rose, Mark- il padre, invece, lavora nella fattoria della famiglia costantemente combattuto tra l’acquisto di un nuovo trattore e l’ esigenze delle figlie. Le figlie studiano, amano l’arte, la famiglia, sono devote ai valori e all’educazione ma qualcosa accadrà a Rose, la più piccola che…. Attratta da una collana, scombussolerà l’equilibrio familiare e della sua persona portando i genitori e l’intera famiglia quasi all’esasperazione dell’ipotetica malattia che….. non sarà tale.

Penna, trama e ambientazione meritano 5 stelle su 5.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

 

Come nasce The Necklace?

Quando ho scelto di scrivere The Necklace, desideravo creare un ultimo lavoro sul genere paranormal – Noir che andasse a chiudere il ciclo iniziato con le prime due opere: Rami nel Buio e Ai bordi dell’abisso. Lo definisco un po’ una sorta di lavoro conclusivo, sicuramente caratterizzato da una maturità maggiore e da una certa perizia nelle descrizioni e nella strutturazione della narrazione.

 

Quale messaggio vuoi inviare?

Il messaggio che vorrei inviare, attraverso questo racconto è come effettivamente il male possa esistere davvero. Da qui, la frase iniziale che fa da dedica al mio racconto: se crediamo nella luce, perché dovremmo dubitare delle tenebre?

 

Leggi il mio libro perché…

the-necklaceSicuramente il racconto The Necklace per la semplicità con cui è scritto e anche per la fruibilità dei termini è adatto ad una fascia prettamente giovanile. Ciò non toglie che possa essere adatto anche a persona di un’ età maggiore, ma credo che i giovani potranno trovarlo interessante e anche abbastanza diretto a livello comunicativo. Poi, si sa, i ragazzi impazziscono per l’ horror! Quindi invito a leggere il mio libro sia per lo stile ma anche per i contenuti che credo tocchino dei tasselli molto delicati della vita di ognuno di noi.

 

Progetti futuri?

Credo che dopo aver chiuso questa trilogia horror mi dedicherò interamente alla poesia, arte meravigliosa e che mi ha regalato tante gioie.

 

 

 

Mariano Ciarletta in The Necklace- L’esorcismo di Rose Hoden 141 pagine, prezzo di copertina 10 euro.

 

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Glitter- Avventure di una fatina di Stefano Carloni

Stefano Carloni, classe 1970, fa il suo ritorno nel campo letterario con questo racconto molto particolare autopubblicato dal titolo Glitter, Avventure di una fatina- Protagonista è la fatina Glitter, nata in una foresta inglese che decide di lasciare per conoscere il mondo e, in particolar modo, la razza umana. In stefano-carloniun lungo viaggio che attraversa più di un secolo di storia, dal Regno Unito alla Germania, e poi da Auschwitz fino in Valtellina, questa piccola ma straordinaria creatura conoscerà svariati aspetti della natura umana: i loro pregi e i loro difetti, la loro capacità di amare e odiare, di creare e distruggere.

Numerosi i temi trattati in questo brillante racconto, tutti analizzati attraverso gli occhi di una creatura immaginaria. Religione, guerra, patriottismo, ideali, divisioni etniche: sono frammenti che compongono un tema più grande, l’unico che Glitter cerca di capire fino alla fine: l’umanità. E dopo aver capito, scegliere da che parte stare diventa inevitabile.

Scritto con buona cura, la lettura è leggera e scorrevole fino alla fine. Interessante l’uso di figure ed eventi storici, come Charles Dickens e il Giorno della Liberazione. L’autore ci fa dono di un’affascinante sintesi di ciò che l’uomo è diventato negli ultimi due secoli. Per quanto triste e dolorosa sia diventata l’epoca in cui viviamo, a volte sembra impossibile rendersene conto, finché la realtà non si manifesta di colpo davanti ai nostri occhi grazie all’intervento di una fatina curiosa.

Glitter saprà senza dubbio appassionare tutti gli amanti del genere merita 4 stelle su 5.

Come nasce Glitter?

“Glitter” nasce dalla combinazione di due eventi e di due amori. Da un lato l’amore per la cultura giapponese, e in particolare per manga e anime, e quello per i “Peanuts”; dall’altro il fatto che nell’arco di pochi giorni, durante le mie vacanze natalizie del 2015, mi è accaduto prima di leggere su Internet una recensione ad un anime (“Magic Knight Rayearth”) in cui compariva l’immagine di una piccola fata che vi svolge un ruolo minore, poi di accompagnare i miei tre nipotini in un cinema parrocchiale a vedere il film “Snoopy glitter-copertinaand Friends”, nel quale il famoso bracchetto immagina di essere un pilota francese sempre in lotta con il temibile Barone Rosso… La figura simpatica di una fatina innamorata non corrisposta di un essere umano, e la rievocazione della prima guerra mondiale, si sono combinate misteriosamente nel mio intelletto ispirandomi il primo nucleo di quella sorta di “romanzo di formazione” che è divenuto «Glitter, avventure di una fatina».

Tra le tante creature immaginarie che popolano la fantasia, perché proprio una fata?

In primo luogo, come ho già risposto sopra alla domanda n. 1, la mia ispirazione è nata dal personaggio di Primera, una piccola fata che ha un ruolo minore ma significativo nell’anime “Magic Knight Rayearth”. Come Glitter, Primera è alta solo pochi centimetri e ha due grandi e belle ali da farfalla; inoltre possiede il potere di guarire le ferite, elemento che ho trasposto in “Glitter” dando alla protagonista la capacità di lenire i dolori e di narcotizzare le persone. Naturalmente Glitter prende qualcosa anche dalle Winx, le celeberrime fate uscite dalla fantasia di Iginio Sraffi, ad esempio i poteri di manipolazione degli elementi. Comunque, dopo aver avuto l’idea iniziale, ho cercato su Internet, in particolare su Wikipedia, materiale informativo sulle fate e sui miti ad esse collegati, e da questa ricerca ho ricevuto non solo conferma alla mia prima ispirazione, ma anche stimoli per delineare meglio il profilo della protagonista: ad esempio il fatto che nella cultura popolare dell’Italia centro-settentrionale le fate sono immaginate come esseri amanti della musica, che amano mescolarsi agli uomini e danzare con loro. Infine, ho voluto narrare le vicende di un personaggio che apparisse piccolo e debole sul piano fisico, ma possedesse un animo grande e sentimenti forti, intensi, sia in positivo che in negativo.

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perché Glitter è una piccola fata dal grande cuore, che attraversa il mondo e la storia con una sola preoccupazione: lenire, per quanto è nelle sue possibilità, il dolore provato dagli umani nel corpo e nell’anima.

Progetti futuri?

Boh! Forse un nuovo romanzo con una nuova fatina. Nel finale di “Glitter” una di esse emerge con particolare vivacità; potrebbe essere la protagonista di un sequel in stile “Casinò Royale”…

 

Glitter di Stefano Carloni- Youcanprint

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Gast-Arbeiter di Angelo Pettofrezza

Angelo Pettofrezza, classe 1947 di Copertino, già noto nell’ambito editoriale pubblica con Lupo Editore il libro Gast-Arbeiter Intervista a un emigrante.

Protagonista è un emigrante salentino in Germania che, attraverso la storia romanzata, risponderà a tutte le domande della penna e della mente curiosa di Angelo Pettofrezza.

Ricordi legati all’istruzione tedesca, l’educazione italiana in un altro paese, gli sguardi o i pensieri della gente verso lo straniero e poi tutti quegli elementi in comune come sogni, desideri, famiglia…

Uno spaccato di vita reale, raccontato all’interno di un portico con il mare salentino da sfondo che, porteranno con se il lettore lontano nel tempo.

Trama, idea e scrittura meritano 5 stelle su 5.

 

Come nasce Gast-arbeiter?

Durante una conferenza tenuta presso l’Ambasciata d’Italia in Berlino nel 2005, l’ascolto dei vari interventi aveva risvegliato in me sopiti ricordi della vita vissuta da emigrante. La mia amica Ada Aimonetto mi pose delle domande su aspetti particolari di cui aveva sentito parlare i relatori. Risposi dettagliatamente e, per me, in modo molto naturale e osservò che sarebbe stato bello scrivere quelle esperienze.

 

Il tuo libro in poche righe…

Raccontando la mia vita da emigrante mi sono riproposto di far conoscere il mondo tedesco sotto un’altra angolatura, cercando di eliminare certi preconcetti nei confronti dello “straniero” (obiettivo, direi, peraltro impossibile), ma al tempo stesso mettendo il dito su alcuni punti dolenti della nostra realtà italiana. In quegli anni gli italiani non erano ben visti e i rapporti con i tedeschi non erano sempre idilliaci, anche a causa della guerra e della costruzione del muro tra le due Germanie.

 

Cosa significa il titolo?

Questo titolo “Gast-Arbeiter” è stato dato proprio prima di andare in stampa, suggerito da una cara ragazza che lavorava presso la casa editrice. All’inizio non volevo, perché Gastarbeiter (lavoratore ospite)era copertina-librodispregiativo. Venivano così chiamati gli operai stranieri, proprio perché il loro soggiorno in Germania doveva essere limitato e perché non venivano visti come persone, ma come braccia di lavoro, come scrisse Thomas Mann in una sua opera. Alla fine ho diviso i due vocaboli che la compongono e lasciato il titolo originario come sottotitolo.

Leggi il mio libro perché..

Invito a leggere il mio libro, perché racconta la storia di un ragazzo sradicato dal luogo familiare e trapiantato in una terra sconosciuta e che grazie ai suoi genitori e al suo amico fraterno e alla sua famiglia, riesce a superare le difficoltà che gli si pongono davanti riuscendo a integrarsi, pur mantenendo separate le due identità.

Invito a leggerlo, però, soprattutto perché tratta un tema molto attuale. Ogni giorno veniamo confrontati con notizie di sbarchi e naufragi di immigrati e ho notato che stiamo passando dall’indifferenza all’ostilità nei confronti di questi poveretti. E questo mi fa male, perché l’Italia è stata da sempre terra di emigrazione e continua a esserlo, anche se oggi sono i giovani laureati che vanno all’estero.

 

Progetti futuri?

Ho diversi progetti, ma Il più imminente è un nuovo romanzo che uscirà il prossimo anno. Anche questo racconta tratterà una storia vera, attinta sempre dal mondo dell’emigrazione e dal mio vissuto e il cui titolo è: “Corte d’Assise” che mostra di come l’emigrazione abbia fatto la fortuna di tanti, ma rovinato anche moltissime famiglie.

 

 

Angelo Pettofrezza per Lupo Editore, 121 pagine, prezzo di copertina 13 euro.

 

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Sangue Pirata di Eugenio Pochini

Un nuovo brillante autore solca quest’anno le imprevedibili acque di un grande oceano di carta che è il mondo editoriale. Il suo nome è Eugenio Pochini, al suo esordio come autore con il romanzo Sangue Pirata, da lui stesso pubblicato. Romanzo d’avventura, esso sembra ispirarsi a L’isola del tesoro (il classico del genere per eccellenza), rispolverando i grandi e indimenticabili elementi che caratterizzano le avventure sul mare: pirateria, caccia al tesoro, duelli, arrembaggi, un’isola maledetta e mostri marini, il tutto arricchito da un pizzico di magia nera che non guasta mai. Protagonista di questa vicenda è il giovane Johnny, che, dopo aver scoperto l’esistenza di un favoloso tesoro (che in questo caso si rivela ben più di un classico forziere carico d’oro), si vedrà costretto ad arruolarsi nella ciurma del terribile pirata Barbanera… e sarà solo l’inizio di una lunga serie d’insidie e avventure che cambieranno per sempre la sua vita.

foto-mia-blogLo stile è preciso e scorrevole, con grande cura nelle descrizioni di ambienti e fatti, che suscita fascino soprattutto nell’evocazione di paesaggi esotici e della vita marinaresca. I personaggi sono ben caratterizzati e i dialoghi non sono mai pesanti. Brillante, inoltre, l’utilizzo da parte dell’autore di varie figure storiche, in primis il ben noto Barbanera (ritratto ancora una volta come pirata crudele e calcolatore, ma con una sfumatura più benevola), ma anche corsari come Woodes Rogers ed Henry Morgan, ognuno con il suo ruolo di rilievo in questa vicenda.

Gli appassionati del genere noteranno sicuramente i vari omaggi dell’autore alla celeberrima saga Pirati dei Caraibi, che negli ultimi anni ha riportato l’attenzione alle avventure sul mare e alla pirateria. Ma Sangue Pirata si dimostra ben più di una classica avventura. La storia è un viaggio, in sostanza, un cammino di formazione dell’onesto Johnny, attraverso una serie di prove e di vicissitudini da cui infine uscirà diverso, trasformato, maturo; una versione ben più oscura del più noto Jim Hawkins, al quale di certo il protagonista verrà inizialmente paragonato.

L’autore affronta senza paura questo oceano di carta con una storia di tutto rispetto, che non mancherà di apprezzamenti dalla folta ciurma di lettori del romanzo d’avventura.

Intervistato per l’occasione, ecco cosa racconta:

Come nasce “Sangue Pirata”?

Credo che la figura del “pirata” sia radicata in maniera profonda nella nostra fantasia; tutti noi da bambini (soprattutto i maschietti) abbiamo giocato almeno una volta ai pirati. In pratica ci siamo lasciati sedurre dalle leggende di questi “lupi di mare”, grazie anche ai romanzi di Salgari (Sandokan o Il Corsaro Nero), o Robert Louis Stevenson (L’isola del tesoro) e il più recente Michael Crichton (L’isola dei pirati). Per non parlare della se-rie cinematografica de I Pirati dei Caraibi: insomma, il loro mondo ci pia-ce, anche se restiamo legati all’immaginario piuttosto che alle vicende storiche. Sangue Pirata nasce proprio dal tentativo di combinare storia (per quanto romanzata) alla fantasia. Inoltre, da un punto di vista personale, cominciai a buttare giù le prime righe quasi per gioco, durante un periodo particolare della mia vita: avevo bisogno di una valvola di sfogo. Un po-meriggio, mentre passeggiavo in riva al mare, guardando l’orizzonte mi sono detto: “Sarebbe bello prendere il largo e andarmene da qui. Ricominciare da un’altra parte. Rifarmi una vita”. Dopotutto, i veri pirati, fuggiti dalla madrepatria per raggiungere le colonie dell’America Centrale, non avranno pensato la stessa cosa?

Interessante l’utilizzo di figure storiche nella tua opera. Ritieni di aver ri-prodotto in modo fedele una personalità che essi potrebbero aver dimostrato all’epoca?

cover-sangue-pirataOvviamente ho fatto delle ricerche sulle figure storiche presenti in Sangue Pirata, consultando libri e documenti reperiti durante la prima stesura. Così sono riuscito a ricostruire ciò che gli storici avevano raccolto su di loro. Però mi sono anche avvalso della famosa frase: Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. E mi sono permesso di cambiare, smussare o ricreare quei lati che più si addicevano alla narrazione.

Leggi il mio libro perché…

Sangue Pirata è un romanzo d’avventura, di crescita personale (come dicevo prima i personaggi, chi più, chi meno, compiono una serie di evoluzioni durante la storia). Si racconta di contrasti, considerazioni sulla vita e sulla morte, ma anche di voler adempiere al proprio destino. Ognuno a suo modo. È una vicenda corale, dove tutti sono protagonisti delle proprie vicende interiori.

Cosa bolle in pentola per il futuro?

Sto iniziando la stesura di un secondo romanzo d’ambientazione storica, ma stavolta si tratta di un thriller. E la trama riguarda una delle figure più inquietati e misteriose della Londra vittoriana: Jack lo Squartatore!

 

Eugenio Pochini, 4 stelle su 5

Si ringrazia per la collaborazione Matteo Pratticò.

 

 

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