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La Blogger Eleonora Marsella al Festival Del Giornalismo ’15

Il festival del giornalismo di Perugia è quel posto in cui i migliori del campo giornalistico si incontrano per discutere, insegnare e imparare a loro volta; il giornalismo italiano è in continuo mutamento e per rimanere al passo coi tempi BISOGNA necessariamente differenziarsi.

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Cinque giorni di continui incontri, panel discussion, workshop, spettacoli e manifestazioni dove i protagonisti sono direttori, redattori, editori, imprenditori, blogger, freelance e chiunque abbia avuto un’idea geniale e convincente nel mondo sociale.

 

 

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L’organizzazione non ha pecche, volontari, speaker, stampa e staff prendono parte in questa ‘giostra di informazioni’ che è in continua rotazione. Un fantastico mega evento in cui si può informarsi, ci si può incontrare e soprattutto dove si può fare realmente comunità con ospiti internazionali, italiani ed esteri.

Io ho indossato i miei panni da giornalista freelance DSCN7214

e mi sono catapultata nel ‘gioco dei grandi’ e devo affermare che ho vissuto con molta euforia, gioia e curiosità per tutti i giorni trascorsi a Perugia.

La città è chiaramente straordinaria, la scena è denominata dalla storicità delle cattedrali, delle gallerie e dei palazzi;

 

 

la gente è gioviale, serena e disponibile allo scherzo ed il clima che si respira è quello del BENESSERE.

 

Un applauso al Festival Del Giornalismo: DSCN7171

5 STELLE per l’evento, 5 STELLE agli ospiti, 5 STELLE alla città che ospita uno dei migliori Festival culturali in circolazione.

 

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Vuoi fare il giornalista? NON FARLO

Vuoi fare il giornalista? Non farlo’– è questo il nuovo Panel Discussion preseduto da: Giovanna Zucconi- imprenditrice e giornalista, Chiara Baldi- giornalista, Max Brod- videomaker, Giuseppe Smorto- condirettore Repubblica.it e Caterina Soffici- giornalista e scrittrice.

Perché è bello fare questo mestiere?

Secondo Giuseppe Smorto:

Fino a quando ci saranno giornalisti minacciati o uccisi, allora vorrà dire che c’è bisogno di GIORNALISMO. Oggi è in discussione il modo di fare giornalismo considerata la crisi strutturale (per tutti); la crisi è maggiore per i giornali perché abbiamo fatto un errore storico quindici anni fa: abbiamo abituato la gente ad avere info gratis, questo ha determinato un’abitudine e minore entrate per le aziende editoriali.

Ed a proposito della figura del giornalista dichiara: DSCN7197

Ci sono qualità che non si acquisiscono nelle scuole di giornalismo, una qualità-forza del giornalismo è la MOTIVAZIONE, senza non si arriva da nessuna parte. Tuttavia ritengo che questo mestiere sia ancora democratico, è un posto dove i bravi con il tempo vengono premiati e alla fine se sei bravo ti noteranno.

Caterina Soffici- giornalista si rivolge al pubblico con queste parole: DSCN7203

 

Io mi sento di dire una cosa: NON LAVORATE GRATIS PER NESSUNO, l’informazione va pagata, dovete farvi pagare, nessuno vi noterà se continuerete a scrivere per un piccolo giornale di provincia.

 

 

 

A tal proposito Max Brod- videomaker

prontamente risponde: DSCN7207

Ci sono raccomandati ed è anche vero che oggi pagano 5 euro al pezzo però questo rende la sfida più difficile, rende l’arrivarci anche più soddisfacente, io credo ancora nel giornalismo perché può arrivarci chiunque, basta avere lo STIMOLO’.

 

DSCN7209Chiara Baldi, 28 anni- giornalista dopo un attimo di commozione, racconta della sua passione per il giornalismo, ci tiene a sottolineare la forza di volontà e l’entusiasmo al primo posto.

 

 

 

 

 

 

A concludere il meeting è Giuseppe Smorto- co- direttore di Repubblica.it andando a sottolineare ancora una volta l’importanza del ruolo del giornalista, l’importanza di un cambiamento di mentalità considerato anche il cambiamento del bacino dei lettori.

 

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Perchè la carta stampata non è morta, al Festival Del Giornalismo 2015

In questo quarta tappa della mia rubrica #ijf15 dedicata al Festival del giornalismo 2015 tenutosi a Perugia, vi introdurrò cosa si è detto durante il Panel Discussion – ‘Come e perché la carta stampata non è morta’.

Secondo Alberto Mucci- The OutpostDSCN7175

‘la crisi è soprattutto in ambito editoriale, si parla  anche di una crisi di valori che è andata smarrendosi con i cattivi articoli che leggiamo ogni giorno; tuttavia la rivista presso la quale scrivo, trimestrale di cultura e politica, ha voluto andare controtendenza, puntando ad articoli di qualità!’.

 

 

Ricarda Messner, fondatrice di Flaneur Magazine, invitata per l’occasione, ha

DSCN7173raccontato che, una volta finiti i suoi studi, si è interrogata sul proprio futuro ed ha deciso di fondare Flaneur Magazine: un progetto di giovani berlinesi che, volta per volta si trasferiscono diverse settimane in un quartiere, vivono a contatti con gli artisti, vivono l’atmosfera della zona e dopo di che, dedicano un intero numero a questa esperienza, con foto di alta qualità e testimonianze.

A proposito di Berlino, Cesare Alemanni- co fondatore e direttore di Berlin Quarterly,

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conferma il clima artistico che si può vivere nella città e lui da italiano afferma di sentirsi quasi a casa, apprezzandone molto gli ambienti lavorativi.

 

 

 

Ibrahim Nehme- fondatore e direttore The Outpost, si dichiara molto soddisfatto dell’andamento del proprio progetto editoriale, ammettendo di aver attuato un sistema economico al quanto strano: si è chiesto semplicemente ai lettori di versare una piccola somma per sostenere lo stesso giornale, così facendo tutti nel proprio piccolo fanno parte di The Oupost.

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Quale consiglio dareste a tutti coloro che vorrebbero fondare una propria rivista?

IBRAHIM NEHME: Negli ultimi anni sono state create tantissime riviste proprio per dimostrare che la carta non è morta ma abbiamo perso l’idea della sostenibilità economica, perché possiamo avere tante idee utili ma i fondi sono necessari per andare avanti, quindi va creato un sistema economico alternativo. Abbiamo trascorso gli ultimi tre anni ad investire risorse, adesso è giunto il momento di passare ad altri mezzi.

 

RICARDA MESSNER: Credo che sia bellissimo che ci siano tante idee, DSCN7178

tanti titoli in giro e forse è il caso di smettere di rallentare, credo che dovremmo unire le forza, piuttosto che lamentarci del settore, soprattutto per quanto riguarda la stampa.

 

 

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Come difendersi dalla diffamazione nel web

Come difendersi dalla diffamazione nel web?

È questo il punto centrale dell’incontro con Bruno Saetta e Fulvio Sarzana, entrambi avvocati per professione.

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Come ci dobbiamo comportare con i lettori? Con i commenti? Cosa devo fare se mi diffamano? Cerchiamo di capire come rispondere, come comportarci e in caso di diritto all’oblio.

Secondo l’Avv. Saetta, la rete internet permette molto, i media invece consentono di

 

DSCN7156meno infatti si è capito che il problema è la regolamentazione di internet, come tutti i mezzi di informazione, ognuno ha le sue peculiarità e a tal proposito sono state presentate nuove leggi per andare a colmare il problema dell’informazione e la libertà stessa.

 

 

L’Avvocato Fulvio Sarzana, si interroga su un quesito: siamo dei blogger, ci arriva una richiesta di rettifica, dobbiamo o meno dare attenzione? DSCN7166

La RETTIFICA NEL WEB NON SI APPLICA, per una serie di motivi; la stampa tradizionale è l’unica coperta dall’articolo 21 difatti può sequestrare un sito web ma non una pagina di una testata (registrata).

Pensiamo un attimo ai COMMENTI dei lettori: nella stampa tradizionale se la vede il Direttore e nel web, accade esattamente la stessa cosa.

Vi lascio con un semplice messaggio: Scrivere nel web è facile, diffamare lo è ancor di più quindi ponderare SEMPRE le parole e soprattutto utilizzare le informazioni nella maniera più cauta possibile.

 

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Otto cose da sapere prima di comunicare un evento secondo Ludovico Fontana

Vuoi comunicare un evento ad un giornale? Ecco gli otto punti da rispettare secondo Ludovico Fontana- Corriere del Mezzogiorno.

 PREMESSA #1

Lettura giornali, mail, social network.

Controllo del calendario

Si fa il punto per decidere quale spazio dare ai vari eventi:  dall’apertura al boxino fino alla segnalazione nel carnet.

Il collaboratore scrive, il deskista riceve il pezzo, lo passa, scrive titoli e didascalie, mette le fotografie.

PREMESSA #2

Da dove prendo le informazioni?

Comunicati inviati in redazione, via mail, fax o altro.

Eventi su facebook.

Appuntamenti pubblicati su siti di eventi.

Altri giornali e media

Segnalazioni dirette.

  • Il CONTENUTO:

Titolo, data/ora, luogo e indirizzo, costo del biglietto, infoline, descrizione.

NESSUNA INFORMAZIONE è SCONTATA

(su facebook si trova tutto)

LUNGHEZZA COMUNICATO: Esempio 2000 battute, per poi arrivare ad avere un articolo di 5000 battute. Nella maggior parte dei casi il comunicato sarà pubblicato per intero.

Le foto devono avere sempre le licenze necessarie, bisogna sempre citare il proprietario della foto; certo, può capitare di dimenticarlo ma è meglio evitare.

TEMPISTICA: Il comunicato va sempre inviato qualche giorno prima, un paio di giorni prima e bisogna inviarlo nuovamente il giorno prima, come RICHIAMO.

CONSIGLI UTILI: Dare il comunicato preciso, ricco di informazioni, insistere telefonicamente con un calibro giusto, la mail può essere non letta, finita nello spam, il contatto umano è sempre NECESSARIO; evitare di sbagliare nomi, chiedere di essere avvisati qualora venga pubblicato la segnalazione.

 

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L’AFRICA SUI MEDIA OCCIDENTALI:LUOGHI COMUNI, APPROSSIMAZIONI E DIMENTICANZE.

Nel Panel Discussion su ‘l’Africa sui media occidentali: luoghi comuni, approssimazioni, dimenticanze’ si è parlato molto di come noi occidentali percepiamo l’Africa, le notizie che arrivano da questo magnifico continente e soprattutto dell’interpretazione che diamo alle informazioni ricevute.

Antonella Sinopolico fondatore Voci GlobaliDSCN7139

ha introdotto il suo pensiero mostrando al pubblico una diapositiva dove vediamo ritratte delle donne africane durante una gara ciclistica, ha chiesto alla platea quanti di noi avessero visto questa foto e, nessuno ha alzato la mano; mentre in una seconda diapositiva ha mostrato un bambino con un mitra, quanti di voi hanno visto questa foto? Tutto il pubblico aveva già visto questa foto; tutto ciò per dimostrare che, le informazioni che noi occidentali vediamo dell’africa sono totalmente sbagliate e offuscate dai media stessi.

Tolu Ogunlesi- The African Report, DSCN7143 ha espresso il suo parere in merito il ruolo del giornalista che deve essere esempio di cambiamento, un cambiamento soprattutto sociale e ha inoltre ammesso la difficoltà di far giornalismo nel continente africano.

‘Come mai noi giornalisti italiani vediamo il bicchiere mezzo vuoto sull’africa?’

A questo quesito risponde Antella Palmieri, giornalista freelance dal Kenya DSCN7144

“Io credo che l’africa negli ultimi dieci-quindici anni abbia subito dei cambiamenti radicali pazzeschi, il continente ha cambiato volto; chi va oggi in Africa ed è andato dieci anni fa, non riconoscerebbe il continente; questo deriva dalla difficoltà da parte dei media nel parlare dell’africa, non si parla dei cambiamenti, all’interno della società africana e questo non avviene perché il pubblico occidentale è abituato ad uno stereotipo. È un’informazione a senso unico, non si spiegano gli aspetti positivi che gli stessi abitanti dell’africa sono riusciti a costruire in questi anni, c’è una sorta di comportamento neocolonialista.

Tuttavia non se ne parla quasi mai ma in Africa i mezzi come facebook o twitter sono molto utilizzati e questo è un chiaro esempio di come la situazione si stia evolvendo sotto molti punti di vista.

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Scrivere dell’Africa e dall’Africa è molto importante, per noi occidentali e per chiunque in qualsiasi parte del mondo, bisogna avere coraggio, questo è vero ma non bisogna mai dimenticare e generalizzare troppo la situazione dato che il continente africano è costituito da 54 regioni, fare di tutta l’erba un fascio, non è mai così producente.

 

 

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