“Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”.

Durante il weekend ho visto “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”.

Nel giorno del suo compleanno il centenario Allan Karlsson scappa dalla casa di riposo in cui soggiorna verso una meta ignota, nel farlo prende la valigia piena di soldi ad un corriere della malavita senza conoscerne il contenuto.

Il protagonista ha uno straordinario senso dell’ironia, uso dell’umorismo e dialoghi ben strutturati.

Uno dei messaggi forti che manda dall’inizio alla fine è: “Sono Inutili i rimpianti, non puoi tornare indietro”.

Da quando scappa dalla casa di riposo la vita assume un sapore diverso: non sa mai cosa succederà il secondo dopo e questo è il filo di tutta la sua vita, raccontata con la tecnica del flashback.

Alla fine del film m’ha colpito un dialogo:

“Non tutti lo trovano”

“Che cosa?”

“Il sentimento”.

Sipario. Applausi.

Film amato, avete letto il libro o visto il film?

Libro: https://amzn.to/36Fj7rx

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“Unposted” di Chiara Ferragni

“Unposted” di Chiara Ferragni è il suo diario di bordo.

Dai primi passi, alle prime fotografie, all’apertura del suo blog, gli studi, la rottura col precedente ragazzo e il successo.

Chiara Ferragni è un esempio di imprenditoria d’oggi.

Chi continua a sostenere che Chiara Ferragni sia stupida è chiaro che non ha capito nulla.

M’ha colpito, durante il film, una bella frase che racchiude in se la mia opinione sulla mia, di professione: “I blogger sono pubblicità vivente”. Un peccato però che ancora qualcuno non lo comprenda.

Chiara Ferragni, in questo film, insegna una cosa fondamentale: SE VUOI, PUOI FARLO ANCHE TU.

E non c’è niente da aggiungere.

L’hai visto?

Il film in Italia è stato il documentario uscita-evento più visto della storia del cinema italiano, incassando un totale di 1 601 499 euro in tre giorni di programmazione

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Jexi

Vedo persone in giro camminare con lo sguardo fisso sul telefono.

Leggo appunti o riflessioni da parte di psicologi veramente preoccupati per questa nuova generazione.

Così di recente ho visto il film Jexi che devo dire l’ho trovato molto attuale.

Il protagonista cresce col telefono in mano, sin dall’infanzia.

Vorrebbe far il giornalista ma si ritrova a lavorare per una redazione che gli commissiona mansioni minori rispetto le sue aspettative.

Compra un nuovo telefono, hai presente Siri?

Beh, molto troppo evoluta.

Parla, giudica, si esprime, prende iniziative.

Così chiama Cate, la ragazza che ha conosciuto il nostro protagonista Phil, quella stessa mattina; lui è colto alla sprovvista, ahimè incappa in una brutta figura al telefono.

Poi, dopo un paio di uscite, si sblocca, lascia il telefono a casa perché Jexi (il telefono) gli stava proprio rovinando la vita e capisce la direzione da prendere.

Il film fa riflettere, ridere, piangere? No, piangere no ma c’è una scena in cui ho veramente versato lacrime per le risate.

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