Perché si sbadiglia?

Lo sbadiglio spontaneo è un comportamento molto antico, ampiamente presente nei vertebrati, dai pesci all’uomo. A seconda del gruppo animale nel quale lo si ritrova, incluso l’uomo, lo sbadiglio può essere associato a stanchezza, stress, noia, fame.
Le esatte cause che provocano uno sbadiglio non sono state completamente chiarite.Alcuni studiosi sostengono che sbadigliare non può essere causato da una mancanza di ossigeno, come ipotizzato da altri, semplicemente perché l’atto dello sbadiglio in sé riduce sensibilmente la quantità di ossigeno immessa nei polmoni tramite il normale processo respiratorio.
Lo sbadiglio negli umani è contagioso,questo significa che, in generale, è più probabile che una persona sbadigli dopo aver percepito (con la vista, l’udito, o entrambi i sensi) lo sbadiglio emesso da un’altra persona. La frequenza di contagio varia durante il giorno, con un picco a mattina presto e in tarda serata. Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone.(L’empatia è la capacità di comprendere appieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa sentire dentro ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana. Si tratta di un forte legame interpersonale e di un potente mezzo di cambiamento),Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’empatia: è massimo nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti (persone legate solo da un terzo elemento esterno, cioè il lavoro o un amico in comune) e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Lo studio rivela che anche la risposta allo sbadiglio (misurata in termini di tempo di latenza) è più rapida tra parenti stretti, amanti e amici.Vari studi di tipo clinico, psicologico e neurobiologico suggeriscono e supportano il legame tra contagio dello sbadiglio e empatia. Ad esempio, il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età, quando i bambini sviluppano la capacità di identificare, in modo corretto, le emozioni altrui.Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici ed è positivamente legato ai punteggi soggettivi di empatia basati su test di tipo psicologico. Infine, le aree del cervello legate alla sfera emotiva si sovrappongono, in parte, con quelle coinvolte nella risposta allo sbadiglio, con un possibile coinvolgimento dei neuroni specchio.
Al di là dell’uomo, il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli scimpanzé e nei babbuini gelada.La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono controversi.
…..spero di non aver causato,ulteriori sbadigli ai lettori!;-)

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Le origini della Birra

La birra non è nata da un esperimento fatto di proposito, ma da una pura casualità,questo e’ certo però,in giro,ci sono varie ipotesi circa la sua origine: c’è chi sostiene che la birra sia stata scoperta casualmente quando alcune donne, avendo lasciato per qualche tempo dell’orzo ancora umido in un contenitore, avevano trovato al suo posto una bevanda che si mostrava non tossica e apprezzabile al palato.
Così com’è quasi sconosciuta la modalità con cui è stata scoperta, non si conosce precisamente il luogo dove inizialmente la birra si è diffusa e la sua produzione “casalinga”.
Possiamo però fare delle supposizioni basandoci sul suo ingrediente principale: orzo.
L’Orzo, infatti, secondo la tradizione, fu il primo cereale coltivato dall’uomo, e sapendo che la coltivazione fu l’evento che segnò il passaggio dall’uomo nomade alla civiltà antica, le prime civiltà che produssero la birra furono quelle sorte sulla “mezzaluna fertile”, ossia i popoli come Sumeri,egiziani e Babilonesi.
Nella cultura Egizia la birra veniva usata insieme a miele e farina d’orzo, come cibo per lo svezzamento, quando la madre non aveva abbastanza latte per sfamare i propri bambini.
La birra ebbe grande importanza anche dal punto di vista religioso, entrando a far parte delle cerimonie propiziatorie e di culto degli dei e nei rispettivi sacrifici.
Già nelle prime fasi la birra si distinse in più tipologie, secondo il cereale utilizzato nella produzione (orzo, spelta, ecc..), ma anche secondo la qualità e del colore, e gli Egizi furono i primi a far della produzione della birra un’arte, una vera e propria “produzione industriale a livello statale dell’antichità”.
Anche nella cultura ebraica la birra ebbe grande importanza come bevanda, e successivamente nella cultura ellenica.
In quest’ultimo caso la birra non era prodotta nel paese, essendo i greci estimatori del vino, ma importata dai paesi limitrofi quando per varie ragioni il consumo del vino non era permesso.
Per quanto riguarda l’Italia, il paese del vino per eccellenza, la birra ebbe grande successo tra la popolazione, anche se ebbe sostenitori anche tra i capi militari e politici romani che avevano potuto apprezzare la birra durante le loro campagne militari in Egitto e negli altri paesi dove invece la birra era amata.
Se il Medioevo è stato per la storia un periodo buio, non si può dire altrettanto per la birra. In questo periodo la qualità della birra prodotta migliorò notevolmente grazie anche a particolari accorgimenti utilizzati, come per esempio l’uso del paiolo in rame e l’utilizzo del luppolo come aromatizzante e conservante.
La produzione della birra medioevale è gelosamente custodita all’interno dei monasteri, dove i monaci riuscirono a perfezionarne le tecniche e a migliorare la qualità della birra prodotta.
Ogni monastero aveva una propria regola per ciò che riguardava il consumo personale di birra, di cui era permesso berne giornalmente quantità enormi, a patto che si trattasse della birra meno pregiata, quella ottenuta dalle trebbie, la “seconda”.
Durante questo periodo la birra conobbe vari prodotti utilizzati come aromatizzanti: erbe, resine, ecc.., fin quando l’utilizzo degli aromi non fu disciplinato da Guglielmo IV di Baviera, il quale, con il famoso “Editto della Purezza”, il “Reinhetsgebot”, stabilì che i quattro elementi fondamentali per la produzione della birra dovevano essere esclusivamente malto d’orzo, acqua e luppolo.
Tutto ciò per mantenere la genuinità della birra ed evitare le frodi dei produttori, riservando pesanti sanzioni a chi non rispettasse tale norma.
Anche voi siete dei buongustai di birra?

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La figura dell’ultras

Oggi riflettevo sui sentimenti che caratterizzano la figura dell’ultras e ho voluto cercare qualche informazione sul web.
Con il termine ultras, dal francese ultra, si definisce un tifoso organizzato di una determinata società sportiva, più frequentemente di tipo calcistico, ma spesso anche di pallacanestro, hockey, pallanuoto ed altri sport.
L’ultras è caratterizzato da un forte senso di appartenenza al proprio gruppo e dall’impegno quotidiano nel sostenere la propria squadra, che trova il suo culmine durante le competizioni sportive.
Cori,fumogeni,bandiere e imprecazioni sono gli ingredienti speciali per una domenica calcistica perfetta! Nella mente c’è un solo scopo:il potere deve essere Magliese! (Nel caso della mia città)
Gli ultras nutrono speranza nel cuore,nei 90 minuti tengono il fiato sospeso,consumano un pacchetto di sigarette e stringono i denti per il freddo che li circonda,ma il desiderio di seguire la propria squadra e’ più forte del gelo stesso!
E quando un poliziotto,addita un ultras,la tifoseria si trasforma in una giungla senza precedenti,la violenza incombe e i cori s’innalzano.
“Se prendete lui,portate via anche me”! Classica frase che può rimbombare nel campo.
L’unione e’ importante,sempre insieme,uniti in un solo obiettivo:la vittoria.
Ogni attimo,nel calcio,e’ fondamentale,indispensabile quasi fuggente.

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I sotterranei Parigini

Non molti in Italia sanno che il sottosuolo di Parigi è intersecato da una fitta rete di gallerie, che i francesi chiamano da sempre CATACOMBE. Non si tratta di gallerie fognarie, nè di scantinati, ma del risultato degli scavi nel tufo (materiale di cui è ricco il territorio sul quale si sviluppa Parigi) iniziati già in epoca romana allo scopo di portare alla luce materiale per la costruzione della città. Queste gallerie sono mediamente a circa 30 metri di profondità e alcuni metri al di sotto della rete fognaria e della Metropolitana.
Le catacombe sono un labirinto terroso di 320 chilometri di gallerie lungo la riva sinistra del Senna. Alcune sono allagate,piene di buchi, altre sono più rifinite, con mattoni a Malta,scale a chiocciola ed eleganti arcate.
Alcune pareti sono ricoperte da graffiti, incisioni e murali. Son opera dei cataphiles,un gruppo di ragazzi bohemien parigini che passano giorno e notte nelle catacombe organizzando feste, cene e concerti.scendere nelle catacombe e’ vietato e la polizia ha formato un gruppo speciale, i catacops, per pattugliare i sotterranei,ma i poliziotti non sembrano essere un deterrente.
Le gallerie sono contrassegnate dalle tipiche targhe di ceramica blu, con i nomi che corrispondono alle strade in superficie.
Sul terreno si trovano oggetti asciutti e ramati: ossa umane! Verso la fine Del settecento,quando i cimiteri cominciarono ad affollarsi,molti corpi furono riesumati e portati a sud di Parigi. Carovane di carri con i teli neri passavano per le strade scaricando ossa su ossa nelle fosse, le catacombe contengono i resti di circa sei milioni di persone. Dai pozzetti filtrano i rumori della strada:le persone che chiacchierano,gridano,il passeggiare e l’ abbaiare dei cani.
Anche a voi e’ venuta voglia di visitarle? Ecco un po’ di informazioni utili!
Con le compagnie lowcost si può andare in Francia con 60€ a/r, l’ingresso nelle catacombe costa 8€ a persona,per le visite guidate bisogna pagare,oltre al biglietto, 4,50€.
Parte delle informazioni sono state prese dal settimanale Internazionale e Google.

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La grande vita di Rita Levi-Montalcini

Rita Levi-Montalcini ha visto trattare con sufficienza le sue scoperte scientifiche per tutti gli anni cinquanta e sessanta,e solo nel 1986 ha ricevuto il premio nobel per la Medicina.
Si iscrisse alla facoltà di medicina,andando contro i desideri del padre. Si laureo’ nel 1936 e divenne l’assistente dell’istologo Giuseppe Levi,che le insegnò a rendere le cellule nervose più visibili al microscopio colorandole con sali d’argento.
Con le leggi razziali del 1938 dovette interrompere il suo lavoro e riprenderlo in un laboratorio,come si suol dire “fatto a casa”, proprio perché in camera sua.
La Signora Delle cellule e Giuseppe Levi intrapresero insieme un lavoro assai difficoltoso ma che, anche se tardi, portò i propri frutti: come fanno i nervi che si diramano dal midollo spinale embrionale a trovare l’ arto che interverranno?
Sostenitrice appassionata della formazione scientifica anche per le donne, Rita Levi-Montalcini non si sposò e non ebbe figli, nel 2001 fu nominata senatrice a vita e da allora diede il suo sostegno ai governi di centro sinistra guidati da Romano Prodi e si oppose a quelli di Sivlio Berlusconi, sopratutto quando adottavano misure restrittive nei confronti della ricerca scientifica.
La Signora delle cellule ha dichiarato che il suo cervello funzionava meglio che a vent’anni.
Una grande donna.
Informazioni riprese dal settimanale Internazionale.

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Chi sono i Gitani?

Le parole gitano e zigano derivano da una presunta ragione che gli zingari provenissero dall’Egitto.
Circa le origini, appare oggi indubbio, contro le molte ipotesi avanzate in passato, che, quanto alla lingua, esso sia di provenienza indiana. Del resto anche il tipo fisico più comune presso gli Zingari contribuisce a dimostrare la loro origine indiana. Oggi gli Zingari si trovano in Asia Minore, in Africa Settentrionale, nel Sudan, in Etiopia, nelle due Americhe, in Australia.
Nel secolo scorso, ci sono stati episodi che hanno fatto riflettere l’uomo. L’uomo purtroppo è capace di sterminare un popolo.
I gitani, durante il nazismo vennero messi al pari degli ebrei. Per i nazisti il popolo gitano non presentava una minaccia, ma era una piaga per l’intera società perché gli zingari si erano mescolati con altre razze stravolgendo discendenze di sangue, quindi doveva essere eliminato al pari degli ebrei che vennero rinchiusi nei lager nazisti. Il lager tristemente famoso per il maggior numero di zingari sterminati è Dachau, situato in Baviera nei pressi di Monaco. I gitani furono rinchiusi in baracche sterili e mandati direttamente nelle Gas-Zimmer.
I gitani rientrando nel gruppo dei rom svolgono una vita da nomadismo.
È impreciso dire dove vivono i gitani o i sinti, che sono tutti gruppi zingari, poiché loro non hanno una dimora fissa e la loro casa è il mondo. Chi sono i gagè? I gagè sono i non-zingari, cioè noi. I rom chiamano il popolo non-zingaro con l’appellativo gagè. Come il gagè ha paura dello zingaro, anche lo zingaro ha paura del gagè. La questione è reciproca e I rapporti fra zingari e gagè sono veramente rari: gli zingari si rivolgono ai gagè se hanno domande e bisogni precisi ma senza avere mai una completa fiducia del non- zingaro.
La zambra è una festa gitana , dove non mancano balli, canti e anche il flamenco. Come tutte le feste gitane ha una caratteristica: è bellissima.
I gitani organizzano feste in caso di matrimoni o anche per perdonare un affronto dato che sono molto suscettibili.
La Zambra è diffusissima specialmente tra l’ambiente gitano andaluso. Sono feste indimenticabili, forse perché così diverse dagli altri popoli. Le donne indossano abiti sgargianti, oro e gioielli a profusione. In ogni matrimonio che si rispetti,tra gitani si intende, nella maggior parte dei casi succedono discussioni e spesso si arriva anche a causare risse,in quanto,in questa tipologia di manifestazioni,si incontrano varie tipologie di famiglie;durante il ricevimento, si prende una grande forma di pane,viene svuotata della mollica e fatta girare tra i tavoli per essere riempita di danaro che sarà donato alla coppia di novelli sposi,viene chiamata la dote.

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Una vita da Scout

Ti piace esplorare?Fare escursioni?ti consideri un amante della natura e di ciò che ne determina? lo SCOUTISMO,allora, e’ perfetto!
Ma chi e’ stato l ideatore e da dove e’ uscita questa fantastica idea a stampo Naturalistico-ambientale?
Robert Baden-Powell ( Londra 22 febbraio 1857 – Nyeri, 8 gennaio 1941), è stato un militare, educatore e scrittore inglese, noto soprattutto per essere stato il fondatore, nel 1907, dei movimenti mondiali dello scoutismo.
Lo scautismo (o scoutismo) è un movimento a carattere non politico, aperto a tutti senza distinzione di origine, etnia e fede religiosa,Il movimento scout è diffuso a livello mondiale e, contando più di quaranta milioni di iscritti, è una delle più grandi organizzazioni di educazione non formale. Scopo dello scoutismo, fondato sul volontariato, è l’educazione dei giovani a un civismo responsabile mediante lo sviluppo delle proprie attitudini fisiche, morali, sociali e spirituali. Il metodo educativo si basa sull’imparare facendo attraverso attività all’aria aperta e in piccoli gruppi.
Il movimento scout nacque nel 1907 in Inghilterra dove Baden-Powell organizzò, con un gruppo di venti ragazzi inglesi, il primo campo scout del mondo nell’isola di Brownsea, nella baia di Poole, sulla Manica. Inizialmente lo scoutismo fu rivolto solo ai ragazzi maschi. Nel 1910 Baden-Powell fondò ufficialmente l’Associazione delle Girl Guides e il movimento parallelo del Guidismo. L’idea gli venne suggerita a un raduno scout nel 1909, dove sette ragazze sfilarono inaspettatamente sotto gli occhi di Baden-Powell autodefinendosi Girl Scouts. L’organizzazione di questo movimento venne in un primo tempo affidata alla sorella Agnes, ma in seguito passò a sua moglie Olave.
Se fossi Genitore,iscriverei mia figlia o mio figlio nell associazione degli Scout,io sono stata nel Reparto,gruppo di scout dai 12 ai 16 anni,ho imparato a rispettare la natura,l’ambiente nel quale vivo e le persone che mi circondano. Si hanno le giuste regole e si impara a rispettarle!
Insomma,il giusto modo per viverre BENE la vita!

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La nascita del Circo

A tutti gli esseri umani,almeno una volta nella vita, e’ successo di andare al cinema per accompagnare,figli,nipoti o per passare semplicemente il tempo con i propri amici; se qualcuno di voi,si e’ chiesto,come e quando e’ il nato il Circo,ecco a voi, la risposta,spero completa e piacevole che narra la vera storia Circense.
La parola Circo deriva dal latino CIRCUS che, in relazione alla forma dei circhi antichi, vuol significare “Cerchio”.
Tra i maggiori storici del Circo vanno citati almeno il bolognese Alessandro Cervellati e il friulano di adozione Giancarlo Pretini. Il circo come lo conosciamo adesso è nato circa 150 anni fa, ma le discipline circensi esistono da quando è nato l’uomo.Le prime prove circensi sono state trovate nei geroglifici egizi. Il circo di adesso è nato in Inghilterra,I circhi moderni, con tendone e spazio circolare, sono nati perché le prime acrobazie erano eseguite sui cavalli che avevano bisogno di uno spazio appunto circolare. Già al tempo dei romani c’erano spettacoli circensi: perché l’imperatore doveva tenere buono il popolo.
Nel corso degli anni il mondo del circo s’è modificato, giungendo alla dicotomia attuale che è composta da due modi di fare circo: quello tradizionale, in cui i numeri degli artisti vengono presentati insieme a quelli degli animali e dei loro addestratori, e il circo contemporaneo o nouveau cirque che invece presenta unicamente un programma di numeri di giocoleria, contorsioni, acrobazie e divertimento, unendo spesso la musica e i brani cantati dal vivo alle rappresentazioni in pista. Quest’ultima via è stata aperta dal Cirque du Soleil, che presenta un programma dove non esistono numeri di animali e dove lo spettatore assiste a uno spettacolo che si fonda su una filosofia molto contaminata dalla rappresentazione teatrale, pur mantenendo la sua natura circense.
Il “grande vecchio” del circo italiano è il commendator Egidio Palmiri, anche lui artista da giovane e proveniente da una famosa famiglia circense; Palmiri è stato Presidente dell’Ente Nazionale Circhi per ben 53 anni, finché, il 24 febbraio 2011 ha ceduto la carica operativa ad Antonio Buccioni (suo braccio destro per i precedenti 19 anni) per assumere il titolo di Presidente Onorario: si tratta della figura di riferimento per tutte le famiglie d’Italia e per tutti gli artisti. In quanto presidente dell’Enc è stato presidente onorario della giuria del Festival internazionale del circo città di Latina e membro stabile della giuria di molte altre rassegne sul territorio nazionale ed europeo. Un’icona del circo italiano è Flavio Togni, vincitore di un clown d’oro a Montecarlo, momentaneamente (febbraio 2012) lavora nell’American Circus della famiglia Togni con il suo numero di elefanti, felini e cavalli. Altra icona del grande circo italiano è Moira Orfei che nel 1960 aprì l’ononimo circo. Moira Orfei appartiene a una delle più grandi dinastie circensi italiane, ed iniziò proprio nel 1960 la sua attività come cavalerizza, ed in seguito come trapezista, acrobata, addestratrice di elefanti e di colombe. Nel 1966 le nasce uno dei figli, di nome Stefano Nones Orfei, figlio anche di uno dei più grandi domatori in Italia: Walter Nones.
I mestieri del circo sono molteplici e di difficile elencazione. Sommariamente, potremmo indicarne i principali o i più famosi, senza dimenticare che ogni tradizione porta nel suo bagaglio una o una serie di discipline differenti, che nel tempo hanno subito modifiche e declinazioni in ambito interdisciplinare e metodico.
Clow,simpatici animali,giocolieri,artisti di tutto il mondo e acrobatici colorano il Circo e tutto quel mondo fatto di Atmosfere allegre,maschere e tanta “felicità”…..
Non so a voi,però,io nel circo,provo una sensazione di perenne tristezza…

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La Canapa e la giusta informazione

Giudicata,commentata,adorata o odiata, e’ lei,la Regina delle maggiori discussioni odierne: La CANAPA.
La canapa è originaria dell’Asia centrale, e’ considerata una Pianta sacra per la gente hindu,e’ generalmente accettata l’ipotesi secondo cui la canapa sia giunta nelle Americhe dopo Colombo;inoltre, hanno anche trovato residui di cannabis, nicotina e cocaina in numerose mummie (115-1500 d.C.) scoperte in Perù.
Prima dell’avvento del proibizionismo della cannabis le diverse varietà della canapa erano coltivate in tutto il mondo fin dall’antichità, e utilizzate in vari e numerosissimi campi: la sua corteccia costituiva la materia prima per la produzione di carta, fibre tessili in genere (corde, abbigliamento, ecc.), fibre plastiche, e concimi naturali; nella medicina umana e veterinaria erano molto utilizzate le foglie ma soprattutto i fiori, sostituendo alcuni dei medicinali industriali presenti oggi in commercio, inoltre parti di pianta servivano per fabbricare cosmetici come creme, shampoo e saponi. Ulteriori utilizzi prima della proibizione sono stati fatti nella creazione, ad esempio, di una delle prime automobili ad essere prodotte in serie (la Ford T del 1923), un prototipo della quale era composto per più del 60% da materiali derivati dalla cannabis sativa; persino le case erano costruite in buona parte con prodotti derivati dalla Cannabis (vernici, colle, mattoni, rivestimenti). I semi (molto ricchi di acidi linoleici, vitamine e amminoacidi essenziali) sono ancora oggi usati nell’alimentazione tramite la spremitura in un olio valido anche come combustibile per candele. Con la sua proibizione si è diffuso un utilizzo essenzialmente a scopo ricreativo, in quanto in alcune varietà della pianta è presente una più elevata percentuale di THCA (non psicoattivo), un cannabinoide che sottoposto ad elevate temperature degrada per decarbossilazione nel THC (psicoattivo). I cannabinoidi sono sostanze chimiche di origine naturale e biochimicamente classificati come terpenofenoli. Sono composti accomunati dalla capacità di interagire con i recettori cannabinoidi.
La canapa è una pianta erbacea a ciclo annuale la cui altezza varia tra 1,5 e 2 metri, e in alcune sottospecie può arrivare fino a 5 m. Presenta una lunga radice a fittone e un fusto, eretto o ramificato, con escrescenze resinose, angolate, a volte cave, specialmente al di sopra del primo paio di foglie.
I preparati psicoattivi come l’hashish e la marijuana sono costituiti dalla resina e dalle infiorescenze femminili ottenuti appunto dal genotipo THCA-sintetasi. Tale sottogruppo fu coltivato fino alla seconda metà del secolo scorso, nonostante fosse stato proibito nella decade ’20-’30 l’uso come medicina ad alto potenziale di abuso (ma affrontando la questione terapeutica nei casi previsti impiegando tinture o estratti fitogalenici).
Esiste una controversia filogenetica concernente il considerare tre specie distinte di cannabis (Cannabis sativa, Cannabis indica e Cannabis ruderalis) o una singola specie con più varietà. Molti studiosi oggi ritengono che si tratti di un’unica specie che varia il proprio fenotipo a seconda delle aree in cui cresce, dell’altitudine, delle caratteristiche del suolo eccetera.
Gli effetti dei derivati di Cannabis sativa e Cannabis indica sono lievemente differenti fra loro, sia a causa della percentuale di THC, tetraidrocannabinoli, contenuta che delle diverse concentrazioni, a seconda della specie, di altri cannabinoidi come il CBD, Cannabidiolo, che modificano il tipo di effetto percepito.
Per fare un semplice parallelismo, la Cannabis sativa potrebbe essere paragonabile in questo senso ad un vino bianco, è più “leggera” e dà una sensazione soprattutto “mentale” e “cerebrale”, in grado generalmente di stimolare la creatività e l’attività; la Cannabis indica è paragonabile invece ad un vino rosso, con il suo effetto più corposo, “ottundente” e “fisico”, che stimola in genere la meditazione e il rilassamento.
Al di là delle controversie sull’uso della canapa come stupefacente, va considerato che essa è stata per migliaia di anni un’importante pianta medicinale, fino all’avvento del proibizionismo della cannabis. Ad ogni modo negli ultimi decenni si è accumulato un certo volume di ricerche sulle attività farmacologiche della cannabis e sulle sue possibili applicazioni.
Il più noto promotore, nonché studioso, degli usi terapeutici della pianta di cannabis e della sua decriminalizzazione è il prof. Lester Grinspoon, psichiatra e professore emerito dell’Università di Harvard. Il più famoso attivista antiproibizionista è stato forse l’americano Jack Herer, autore del best-seller del 1985 The Emperor Wears No Clothes.
In Italia studi approfonditi sui suoi effetti sono stati effettuati dal Professor Gian Luigi Gessa docente di Neuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze all’Università di Cagliari.

Gerarchia delle possibili indicazioni terapeutiche
Effetti stabiliti da studi clinici contro: nausea e vomito, anoressia e cachessia, spasticità, condizioni dolorose (in particolare dolore neurogeno)
Effetti relativamente ben confermati contro: disordini del movimento, asma e glaucoma
Effetti meno confermati contro: allergie, infiammazioni, infezioni, epilessia, depressione, disordini bipolari, ansia, dipendenza, sindrome d’astinenza
Effetti allo stadio di ricerca contro: malattie autoimmuni, cancro, neuroprotezione, febbre, disordini della pressione arteriosa.
Sono anche numerose le testimonianze di coloro che sono riusciti a superare la dipendenza dall’alcol o dalla cocaina grazie all’utilizzo della cannabis], che a differenza delle precedenti sostanze, non porta ad una dipendenza fisica confrontabile, ad esempio, con quella generata dalla nicotina.
Un articolo, apparso nell’edizione del 3 aprile del 2009, del Corriere della Sera, riportava i risultati di uno studio condotto all’Università Complutense di Madrid dove l’equipe ha dimostrato che il principio attivo contenuto nella marijuana, il cosiddetto THC, potrebbe avere effetti antitumorali. I ricercatori hanno iniettato una dose quotidiana di THC in topi di laboratorio nei quali erano stati sviluppati tumori ed hanno constatato un processo di autodistruzione per autofagia delle cellule cancerogene. La somministrazione di THC, secondo l’equipe responsabile dello studio, guidata dal professor Guillermo Velasco, ha ridotto di oltre l’80% la crescita dei tumori derivati da vari tipi di cellula.
Avvertenze
Abuso: il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è il composto psicoattivo più importante contenuto nella Cannabis sativa. Può indurre dipendenza psicologica e pertanto rientra fra le sostanze a rischio di abuso. L’analisi di 11 studi clinici, per un totale di 266 pazienti di cui 78 fruitori abituali di Cannabis, ha evidenziato come il 94% dei pazienti con un follow up prolungato (194 pazienti totali) abbia mantenuto un desiderio costante o ridotto verso la Cannabis, mentre un 3% abbia manifestato un aumento del desiderio nei confronti della droga. Valutare con attenzione l’opportunità di utilizzare a scopo terapeutico la Cannabis sativa in pazienti con anamnesi positiva per abuso di sostanze, incluso l’alcool.

che dire? A voi la scelta!

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L’Aulin uccide!

L’Aulin,farmaco in commercio sopratutto in Italia, e’ tossico!
molti paesi come Spagna,Finlandia,Irlanda l’hanno ritirato dal commercio,in Irlanda, sei pazienti sono stati costretti al trapianto di fegato per grave insufficienza epatica,a causa dell’utilizzo, per tempi prolungati, di questo farmaco.
L acquisto in Farmacia,può avvenire solo tramite la ricetta che dev’essere rinnovata ogni qualvolta si voglia eseguire l acquisto;una volta ingerito,il suo effetto avviene dopo tre ore ma le controindicazioni sono numerose e non indifferenti dal punto d vista salutare,l’Aulin viene utilizzato per il trattamento del dolore acuto in ambito otorinolaringoiatrico, odontoiatrico ed odontostomatologico, ginecologico,reumatologico, e per la dismenorrea primaria.
L’uso di nimesulide in Italia è estremamente diffuso. La popolazione italiana consumerebbe infatti circa il 60% della produzione mondiale di nimesulide. L’uso è talmente ampio che nel 2011 apparve uno studio scientifico che dimostrava come lungo il fiume Po, dalla sorgente al delta e nei suoi principali affluenti fosse possibile riscontrare la presenza di alcuni prodotti farmaceutici, tra i quali appunto nimesulide. Il farmaco non è mai stato commercializzato in vari Paesi: Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Germania. In altri paesi, Belgio, Finlandia, Irlanda e Spagna, la commercializzazione è stata autorizzata e in seguito le autorità di vigilanza ne hanno disposto il ritiro dal commercio,poiché coscienti del danno che arreca.
L’Italia quando si renderà conto che l’utilizzo di questo farmaco e’ sbagliato,se non dannoso?
Sembra che nel maggio 2008,inoltre, un’inchiesta guidata dal magistrato torinese Raffaele Guariniello abbia portato allo scoperto un sistema illecito che potrebbe avere arrecato danni alla salute dei cittadini. Un alto funzionario dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) avrebbe intascato mazzette per evitare i controlli sul farmaco.
E se l’Italia non ha intenzione di togliere l’Aulin dagli scaffali farmaceutici,almeno,nel nostro piccolo, togliamolo noi dalle nostre credenze!

 

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Il mistero del Triangolo delle Bermude

Ogni tanto salta fuori qualche strana sparizione nel Triangolo delle Bermude,denominato anche triangolo maledetto o triangolo del diavolo,sono state avanzate diverse ipotesi legate a strati di metallo che attirano navi e aerei oppure la seconda teoria si ricollega alla presenza di Alieni che,non volendo ospiti in quella zona ,li fanno sparire.
Ho effettuato delle ricerche e incrociandole tra di loro sono uscite fuori notizie interessanti.
Le prime notizie di sparizioni inusuali nel triangolo delle Bermuda risalgono al 1950 ad opera di Edward Van Winkle Jones in un articolo del 16 settembre per Associated Press.Due anni dopo il magazine Fate pubblicò “Sea Mystery At Our Back Door”, breve articolo di George X. Sand che riportava la presunta sparizione di molti aerei e navi inclusa la sparizione del Volo 19 e di un gruppo di cinque navi della U.S. Navy. Questo articolo segna l’inizio del mito del triangolo delle Bermuda per come è conosciuto oggi.Tale articolo inoltre fu il primo a formulare una ipotesi soprannaturale per le presunte sparizioni. Un ulteriore articolo fu pubblicato nel 1964 da Vincent Gaddis che l’anno seguente pubblicò anche un libro intitolato Invisible Horizons dove approfondiva i temi trattati nell’articolo.
Negli anni seguenti furono pubblicate altre opere sul presunto mistero: John Wallace Spencer (Limbo of the Lost, 1969, rist. 1973);Charles Berlitz (Bermuda, il Triangolo maledetto, 1974);Richard Winer (The Devil’s Triangle, 1974),e molte altre, tutte per lo più facenti leva su presunti fenomeni soprannaturali. Il libro rimasto più famoso è quello di Berlitz. Dando per certe le sparizioni narrate nei libri e nei giornali, vari autori legati all’ufologia hanno avanzato l’ipotesi che le sparizioni misteriose di aerei e navi nel Triangolo delle Bermude siano da imputare agli extraterrestri.

Questa lista individua le principali presunte scomparse di aerei e navi avvenute nell’area del triangolo delle Bermude o nelle sue vicinanze, secondo Charles Berlitz e altri autori.
Aerei
5 Grumman TBM Avenger della Marina degli Stati Uniti, squadriglia di bombardieri in volo di addestramento (conosciuta come Squadriglia 19), partiti da Fort Lauderdale (Florida), complessivamente 14 persone di equipaggio. Scomparsi dopo due ore di volo, a circa 363 chilometri a Nord-Est della base, il 5 dicembre 1945 (vedere Volo 19).
Avro Tudor Star Tiger, 31 persone fra equipaggio e passeggeri; scomparso a 611 a Nord-Est di Bermuda, il 29 gennaio 1948.
Douglas DC-3, partito da San Juan (Portorico) e diretto a Miami, 32 persone fra equipaggio e passeggeri; scomparso il 28 dicembre 1948.
Avro Tudor Star Ariel (aereo gemello dello Star Tiger), partito da Londra e diretto a Santiago del Cile; scomparso a 611 chilometri a Sud-Ovest di Bermuda, in direzione di Kingston (Giamaica), il 17 gennaio 1949.
Navi
USS Grampus affondata nel 1843
Mary Celeste: descritta come nave “abbandonata” nell’area delle Bermuda nel 1872, in realtà l’evento si verificò davanti alle coste del Portogallo, nel triangolo invece affondò un’omonima nave nel 1864
Ellen Austin: sorta di relitto dato per scomparso nel 1881 con la ciurma, in realtà, come si evince dai registri dei Lloyd’s di Londra, esisteva una nave chiamata Meta, costruita nel 1854 e poi ribattezzata, nel 1880, Ellen Austin. In relazione a questa nave non sono registrati incidenti di sorta con vittime
USS Cyclops, nave da rifornimento della Marina degli Stati Uniti, in rotta dalle Barbados a Norfolk (Virginia), equipaggio di 309 persone; scomparsa dopo la partenza il 4 marzo 1918
Carroll A. Deering, 1921
SS Cotopaxi, scomparsa sulla rotta fra Charleston (South Carolina) e L’Avana, nel 1925.

Alcuni ricercatori indipendenti, sono convinti che i misteriosi fenomeni del Triangolo delle Bermuda siano causati da una qualche tecnologia antica – o aliena – sommersa nelle profondità dell’Oceano Atlantico, un dispositivo ad altissima energia in grado di creare dei veri e propri portali spazio-temporali capaci di trasportare uomini e cose verso altri mondi e altre dimensioni.

Ora un team composto da esploratori americani e francesi ha confermato, in maniera indipendente, una scoperta incredibile che ai ricercatori è già nota dal 1968: una strutture gigantesca, una piramide di cristallo, forse più grande della Piramide di Cheope in Egitto, parzialmente trasparente, sembra poggiare sul fondo del Mar dei Caraibi e la sua origine, età e scopo sono del tutto sconosciute.

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L’origine della Befana: e tu lo sapevi che..?

Secondo il racconto popolare, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinchè li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
La Befana, tradizione tipicamente italiana, non ancora soppiantata dalla figura “straniera” di Babbo Natale, rappresentava anche l’occasione per integrare il magro bilancio familiare di molti che, indossati i panni della Vecchia, quella notte tra il 5 il 6 gennaio, passavano di casa in casa ricevendo doni, perlopiù in natura, in cambio di un augurio e di un sorriso.
Oggi, se si indossano gli abiti della Befana, lo si fa per rimpossessarsi del suo ruolo; dispensatrice di regali e di piccole ramanzine per gli inevitabili capricci di tutti. Dopo un periodo in cui era stata relegata nel dimenticatoio, ora la Befana sta vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici, tradizioni e dell’autentica identità culturale.
Un’altra “tipologia di Befana e’ quella ideata da Benito Mussolini.
La Befana fascista, poi divenuta Befana del Duce o Natale del Duce, è stata una celebrazione benefica in favore dell’infanzia delle classi meno abbienti, istituita dal Fascismo per il giorno dell’Epifania.119.000 bambini della provincia di Roma ricevettero dal “Benefattore” un pacco contenente lana morbida,un giocattolo artigianale e una scatola di bonbons,più,una foto del Duce.

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