Mummy| Da figura materna

MUMMY
 
Teatro Agorà 80

Dal 28 al 30 Aprile 2017  

tratto da “Figura materna” di Alan Ayckbourn

con Maria Alberta Bajma Riva, Caterina Bonanni , Renato Civello, Massimo Leone 

 regia Renato Civello

drammaturgia Renato Civello

  

Dal 28 al 30 Aprile 2017 andrà in scena, al Teatro Agorà, “Mummy”, spettacolo che ha debuttato in occasione del Festival ContaminAzioni 2016 organizzato dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” presso il Teatro dell’Orologio. 

La commedia è ispirata a “Figura materna”, atto unico tratto da “Confusioni” del drammaturgo contemporaneoAlan Ayckbourn, il cui testo è stato riadattato da Renato Civello, regista e attore della compagnia.

“L’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia è molto più interessante”

Lucy è una casalinga imprigionata nella sua borghesia ed è schiava delle sue stesse abitudini e cliché. Non vede altro che bambini e considera tali anche gli adulti, ignorando il mondo che la circonda. Terry e Rosemary intervengono chiamati in causa da Harry, ignari di che stanno per affrontare.  

Ed è l’ignoranza stessa il dramma che accompagna i personaggi: sono ignari del ridicolo che li delinea e delle loro stesse caratteristiche; sono incapaci di comunicare e spaesati, persi nel vuoto della banalità quotidiana perdendo di vista gli obiettivi e i piani prefissati. Il non-tempo e il non-luogo che circondano i personaggi creano un mondo cupo e senza speranza, un mondo comico che blocca il naturale scorrimento dell’esistenza. Nulla si evolve, il tempo non scorre: veniamo immersi in un’atmosfera fittizia che ci porta ad indagare sull’essenza umana, sulla società, a mettere in discussione perfino noi stessi.  

Note di regia

Lo spettacolo ha lo scopo di essere una grande metafora sociale della nostra quotidianità, Lucy è inglobata nei suoi pregiudizi e utilizza i bambini come alibi per non affrontare la dura realtà che la circonda. 

La scena ha luogo in un non tempo in un non luogo e il pubblico si ritrova immerso in un’atmosfera comica e assurda totalmente distante dalla vita comune, finisce col mettere in discussione se stesso e si trova “bloccato” nel momento in cui scopre essere tutto fittizio. I personaggi, molto caratterizzati in principio, rappresentano ognuno una categoria sociale ben definita e strutturata come lo sono la regia e lo spettacolo stesso.

Lucy è la tipica donna borghese e altezzosa che ritiene di sapere tutto sulla vita e sugli uomini ed è allo stesso tempo frustrata e angosciata dalla prigione in cui è costretta a vivere; nel frattempo Terry e Rosemary rappresentano la vita comune, la coppia libera e moderna che è tuttavia più passiva e vuota. 

Uno degli elementi cardine del progetto è la condizione della donna attuale e del passato: se Lucy viene rappresentata come una vittima del sistema maschile, lo diventa invece Rosemary nonostante faccia parte di una femminilità emancipata. L’uomo si è evoluto nel corso dei secoli, la psicologia e la sociologia hanno cambiato la condizione delle donne e degli uomini ma in fin dei conti nulla è cambiato, tutto è restato uguale e nulla si è evoluto.
È proprio questo l’obiettivo finale delle ultime scene in cui lo studio “psichiatrico” che viene rappresentato sottolinea la passività della condizione umana.

Biografia Compagnia:

La compagnia nasce su un’idea di Renato Civello che propone lo spettacolo “Mummy” al gruppo in occasione del Festival ContaminAzioni 2016, organizzato dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ‘Silvio d’Amico’ e autogestito all’interno del Teatro dell’Orologio di Roma. 

Lo scopo è quello di creare uno spettacolo divertente in una società in cui è sempre più difficile ridere e distrarsi e allo stesso tempo metaforizzare la passività dei giorni nostri. 

La volontà di distrarsi e divertirsi accompagnata dall’ispirazione di commedie contemporanee, del teatro dell’assurdo, ha portato alla creazione di uno spettacolo fuori dalle righe, ricco di colpi di scena. 

“Mummy” rappresenta il punto di partenza di progetti che vogliono rappresentare un teatro originale e riportare sul palcoscenico storie che non si ha più il coraggio di raccontare o vivere. 

Con una forte azione ben strutturata il pubblico viene immerso in un mondo dal registro chiaro e dal linguaggio definito, per ridere e allo stesso tempo condividere la melanconia che ci accompagna. 

Con lo spettacolo “Mummy” si ride, si piange, si viaggia.

 -Avviso ai Soci-


Teatro Agorà 80

Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)

Sala B

Orari spettacoli: Venerdì e Sabato ore 21.00-Domenica ore 18.00

  Tessera associativa: 2 euro

Biglietti: Intero 10 euro | Ridotto 8 euro 

Per info e prenotazioni biglietti: Tel: 06 6874167- Email: info@teatroagora80.com 

Sito: www.teatroagora80.org 

Pagina facebook: https://www.facebook.com/TeatroAgora80/

                                                                                                                                                 

 AGEVOLAZIONI ECONOMICHE

                                                                                                                                                 

 BIGLIETTO da INTERO a RIDOTTO per

 -Over 60

 – Enti convenzionati (http://teatroagora80.org/convenzioni/)

 – Invalidi e aderenti al Comitato Paraolimpico

 – Non vedenti

                                                                                                                                                 

 AGEVOLAZIONE FAMIGLIA

La seguente offerta è rivolta ad un nucleo familiare composta da un numero minimo di tre persone, con a carico almeno un figlio/a, di età compresa sino ai 14 anni.

Prevede

– la riduzione del prezzo da INTERO a RIDOTTO per gli adulti

– Un prezzo di 5 EURO per ogni minore di età compresa sino ai 14 anni

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Tàlia si è addormentata| A Roma

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

TÀLIA SI È ADDORMENTATA

dal 6 al 9 Aprile 2017

tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile

 

scritto e diretto da

Francesco Petti

 

con Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica

musiche Francesco Petti e Carlo Roselli

Ninna nanna testo di Antonio Petti musicata da Melisma

 

Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere.

Friedrich Nietzsche    

 

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere ha il piacere di ospitare lo spettacolo TÀLIA SI È ADDORMENTATA da un’idea della Compagnia PolisPapin, tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile e scritto da Francesco Petti.

“Un meccanismo si mette in moto. E non si ferma finché tutto non è compiuto. Finché il Destino non ha fatto il suo corso. Allora il congegno si può arrestare. Ma solo per riprodursi altrove con qualche variante”

Il racconto di tradizione orale dice questo: rivolgersi alla fiaba, rivelarne il possibile significato poetico, entrare nel solco di questa tradizione, provare a umanizzare e a rendere tridimensionali i suoi personaggi-funzione, per ri-raccontare nuovamente, con un altro linguaggio, una delle tante storie possibili (ma anche l’unica che da sempre ci raccontiamo).

Come previsto da due improbabili indovini, la giovane Tàlia si punge un dito con una lisca di lino e cade addormentata.Il padre, credendola morta, per la disperazione l’abbandona in tale stato e in totale solitudine resta nel suo palazzo per un certo tempo. Un giorno un Re, passando di lì, trova la giovane dormiente, giace con essa e poi va via. Dopo nove mesi Tàlia, con l’aiuto di due mostruose ma dolci fate, dà alla luce un figlio ed una figlia, chiamati Sole e Luna, che succhiando il suo dito invece che il capezzolo ne estraggono la lisca e rompono l’incantesimo che la costringe a dormire. Il Re si ricorda della bella giovane e ritorna al palazzo, trovandola viva e con il frutto del loro rapporto. I due sono ormai innamorati l’uno dell’altra, ma la moglie del Re, venuta a conoscenza di questi fatti, ordina che i bimbi vengano cucinati e dati in pasto al marito, e poi che la stessa Tàlia venga uccisa. Ma il Re scopre l’infimo piano della Regina e riesce a salvare Tàlia. Si scopre poi che i figli non sono stati uccisi, ma sono stati salvati dal buon cuore dei due strani cuochi di palazzo. Allora la Regina verrà condannata a morte e il Re, Tàlia, Sole e Luna vivranno per sempre felici e contenti. Tutta la vicenda è incorniciata dalla presenza di tre Sorelle, le Figlie del Tempo, che manovrano i meccanismi dei destini umani.

La Bella Addormentata non si è mai svegliata con un semplice bacio. Al fondo oscuro della sua favola c’è una bambina che diventa donna, preda di un uomo cacciatore catturato, e la vecchia generazione che lotta per non scomparire, Eros e Thanatos, l’ineluttabilità spietata del Fato e il Tempo inarrestabile. E tutto questo non è che teatro.

Sulla scena tre attrici, ma molti personaggi si susseguono dando vita ad un gioco di scambio continuo di ruoli. Un meccanismo da giostra, un espediente teatrale che cela però il compito più profondo della fiaba e del teatro: essere uno specchio per chi legge, ascolta, guarda. Lo spettacolo prende lo spunto da una delle versioni più antiche della fiaba a tutti nota come La Bella Addormentata: quella inclusa, con il titolo Sole, Luna e Tàlia, ne Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille di Giambattista Basile, da cui riprende il clima barocco con sfumature da gothic novel. Una fiaba quindi per adulti, ma che non dimentica mai di essere nata per i peccerille, di essere cioè anche un gioco. Al suo interno, in una atmosfera onirica, sospesa tra lo steampunk e Miyazaki, tra l’introspezione e la commedia surreale, si avvicendano figure misteriose, vicende fosche, storie d’amore; un susseguirsi di eventi in cui ciò che appare in superficie è solo favola, ma ciò che vi si nasconde è inesorabilmente vita.

 

 

Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti:

tel: 06.5814004

Ufficio Stampa TEATRO TRASTEVERE:

Vania Lai prom.trastevere@gmail.com 3388940447

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Tre civette sul comò | A Roma

Il teatro: inventare l’uomo e metterlo su un palcoscenico.
(Roberto Vecchioni)

In scena dal 7 al 9 Aprile al Teatro Agorà 80, “Tre civette sul comò” di e con Chiara Casarico, Antonella Civale e Tiziana Scrocca, con la regia di Emilia Martinelli, è uno spettacolo comico, a volte surreale, a volte parossistico, che lascia ampio spazio alla riflessione, dopo una sana risata.

L’idea di questo spettacolo è nata durante un viaggio in autobus, ascoltando (involontariamente!) due vecchiette che conversavano. Era difficile definire quello scambio verbale una “conversazione”, perché la verità era che le due donne non si ascoltavano affatto, andavano avanti su strade distinte, senza incontrarsi mai.

Quante volte, ogni giorno, crediamo di ascoltare e di venire ascoltati, pensiamo di aver dialogato con qualcuno e poi ci rendiamo conto di non aver portato via nulla da quello scambio? Quanto ci infastidisce la chiusura dell’altro alle nostre parole? E a noi capita di fingere un ascolto empatico?

La vita quotidiana ci ha, ovviamente, offerto molti suggerimenti irrinunciabili, ma abbiamo anche giocato con la fantasia, col non-sense, con i suoni e a volte anche con i rumori. 

E inoltre, non ci siamo limitate a sillabare, gorgogliare, cantare, dire parole con e senza senso, ma abbiamo anche indagato (sempre ridendo!) il linguaggio non verbale, cioè tutta quella fetta di comunicazione che avviene con il corpo.

Non possiamo dire di aver esaurito gli argomenti, ma siamo sicure che nello spettacolo che proporremo ci sarà la possibilità di riconoscersi in qualcuno dei personaggi che lo popolano e, visto che siamo esseri sociali, di ricevere qualche spunto di riflessione su come migliorare le nostre capacità comunicative.

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Teatro Agorà 80

Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)

Orari spettacoli: Venerdì e Sabato ore 21.00- Domenica ore 18.30

Sala B

  Tessera associativa: 2 euro

Biglietti:

Intero 13 euro | Ridotto 10 euro  

Per info e prenotazioni:

Tel: 06 68 74 167 –  Fax: 06 68 80 30 68

www.teatroagora80.org – info@teatroagora80.com

                                                                                                                                                   

 AGEVOLAZIONI ECONOMICHE

                                                                                                                                                   

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La seguente offerta è rivolta ad un nucleo familiare composta da un numero minimo di tre persone, con a carico almeno un figlio/a, di età compresa sino ai 14 anni.

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La mostra sui crimini contro il patrimonio culturale

“Non solo l’Oriente. Art Crimes in the 21st Century” è la mostra che è stata inaugurata martedì 28 marzo 2017, alle ore 17.30, presso il MUSA – Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento (via di Valesio angolo viale San Nicola, Lecce).

Curata da Luigi La Rocca e Grazia Maria Signore, l’iniziativa è frutto del lavoro condiviso degli allievi della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Ateneo “Dinu Adamesteanu”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari e il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Dedicata alla memoria del Direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Al Asaad, la mostra approfondisce appunto i “crimini contro il patrimonio culturale”, tema peraltro caro alla Scuola di Specializzazione che all’argomento ha dedicato nel 2016 l’incontro di studio inaugurale del trentasettesimo anno accademico.

«Sebbene gli eventi degli ultimi tempi ci inducano a pensare che il problema sia legato esclusivamente all’Oriente», sottolineano i curatori, «il patrimonio culturale è oggetto di devastazioni, saccheggi e furti in tutto il mondo. L’Italia, dal canto suo, è interessata dal fenomeno della dispersione del patrimonio causata dagli scavi clandestini e dal traffico illegale di beni culturali: un problema che investe in modo particolare il territorio pugliese e che probabilmente ha meno visibilità, ma che ogni anno sottrae a tutti noi non soltanto opere d’arte e beni archeologici ma soprattutto informazioni fondamentali alla conoscenza della storia e dell’identità delle comunità».

Assieme alla presentazione di pannelli didattici, video e contenuti digitali, nella mostra si restituiscono temporaneamente alla fruizione pubblica alcuni reperti archeologici recuperati in Puglia dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari.

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno 2017 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30 e il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.30.

Per informazioni sulle visite guidate è possibile contattare il numero (call center) 199 151 123 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, sabato dalle 9 alle 13, festivi esclusi). Il catalogo è pubblicato da ESE Salento University Publishing; main sponsor della mostra è la ditta De Marco srl di Bari.

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Otto DONNE e un MISTERO

8 DONNE E UN MISTERO

 Teatro Agorà 80

Dal 31 Marzo al 2 Aprile 2017 

​di Robert Thomas

adattamento Alessio De Caprio

con  Silvia Bastianelli, Antonella Desiante, Annamaria Marletta, Nicoletta Meci, Patrizia Morelli, Agnese Nassi, Giulia Ricci, Patrizia Tomassini

regia di Alessio De Caprio

luci Nicola De Santis

grafica Federico Leone

  

Dal 31 marzo al 2 aprile 2017 andrà in scena al Teatro Agorà “8 donne e un mistero” di Robert Thomas, con l’adattamento e la regia di Alessio De Caprio.

Anni Cinquanta. Una famiglia alto borghese si prepara a festeggiare il Natale. 

Otto sono le donne: l’elegante e bella padrona di casa, le sue due sorelle (opposte nel carattere e in perenne conflitto tra di loro), l’anziana mamma, la giovane figlia e le due domestiche. L’uomo di casa non si vede e non si sente. Infatti, viene ritrovato morto accoltellato nel suo letto. Iniziano le indagini all’interno della casa, per risolvere il mistero del delitto. Nessuna può uscire, tutte sono probabili assassine. Un’ottava donna si aggiungerà al gruppo, la sorella della vittima, per entrare a far parte delle sospettate. 

Così comincia la divertente saga noir, tutta al femminile, tratta dalla famosa sceneggiatura francese di Robert Thomas. 

Un testo che diverte e commuove, intriga e seduce, svelando passo dopo passo un segreto che come nei migliori romanzi polizieschi si manifesterà solo alla fine. 

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Teatro Agorà 80

Teatro Agorà 80

Via della Penitenza 33, Roma (Trastevere)

Orari spettacoli: 

Venerdì e Sabato ore 21.00

Domenica ore 18.00

Sala B

  Tessera associativa: 2 euro

Biglietti:

Intero 10 euro | Ridotto 8 euro

Per info e prenotazioni:

Tel: 06 68 74 167 –  Fax: 06 68 80 30 68

www.teatroagora80.org – info@teatroagora80.com

                                                                                                                                                   

 AGEVOLAZIONI ECONOMICHE

                                                                                                                                                   

 BIGLIETTO da INTERO a RIDOTTO per

– Under 26

 -Over 60

 – Enti convenzionati (http://teatroagora80.org/convenzioni/)

 – Invalidi e aderenti al Comitato Paraolimpico

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 AGEVOLAZIONE FAMIGLIA

La seguente offerta è rivolta ad un nucleo familiare composta da un numero minimo di tre persone, con a carico almeno un figlio/a, di età compresa sino ai 14 anni.

Prevede

– la riduzione del prezzo da INTERO a RIDOTTO per gli adulti

– Un prezzo di 5 EURO per ogni minore di età compresa sino ai 14 anni

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ABBATTITABÙ. SESSO, AMORE E DISABILITÀ? SUPERA IL TABÙ E ACCENDI LA TUA CURIOSITÀ

“ABBATTITABÙ. SESSO, AMORE E DISABILITÀ? SUPERA IL TABÙ E ACCENDI LA TUA CURIOSITÀ”

RASSEGNA DI FILM DAL 29 MARZO AL 24 MAGGIO 

QUATTRO APPUNTAMENTI PER CONFRONTARSI LIBERAMENTE SU AFFETTIVITÀ E DISABILITÀ

Una rassegna di film su affettività e disabilità con la possibilità di confrontarsi liberamente sui temi trattati. La propone il progetto “Abbattitabù. Sesso, amore e disabilità? Supera il tabù e accendi la tua curiosità”, nato dalla collaborazione dei gruppi di lavoro dell’Ufficio Integrazione Disabili dell’Università del Salento e della Struttura Sovradistrettuale di Riabilitazione della ASL Lecce, nell’ambito di uno specifico protocollo d’intesa tra i due Enti. Dal 29 marzo al 24 maggio 2017, presso le Officine Cantelmo a Lecce, in programma quattro appuntamenti con pellicole più o meno note che saranno occasione per ragionare di argomenti spesso oggetto di tabù e stereotipi. 

“Abbattitabù” è infatti una sperimentazione, inserita in un percorso avviato da tempo dai due Enti, che vuole mettere al centro dell’attenzione la persona con disabilità in tutte le sue dimensioni: studio, lavoro, tempo libero e affettività. Sul tema dell’affettività delle persone con disabilità, in particolare, tabù e stereotipi sono diffusi sia tra le persone con disabilità che tra le persone normodotate. Da questa considerazione, grazie anche alla collaborazione con alcuni studenti universitari disabili che stanno seguendo un percorso di peer educator – Maria Stella Falco, Serena Grasso, Giacomo Linciano, Danilo Mi – è nata l’idea del progetto.

«L’Università del Salento crede molto in questo progetto», sottolinea la professoressa Eliana Francot, Delegata del Rettore alla Disabilità, «perché è riuscito a coniugare più aspetti per noi molto importanti. Grazie al lavoro dell’Ufficio Integrazione Disabili, si è lavorato in rete con il territorio attraverso la collaborazione con la ASL di Lecce, vi è stato un coinvolgimento attivo degli studenti disabili universitari, sono state promosse iniziative innovative affrontando tematiche spesso dimenticate con mezzi diversi – cassette postali, programmi alla radio, questa rassegna e molto altro. Siamo certi di contribuire così a un innalzamento delle conoscenze in materia e, in qualche misura, al miglioramento della qualità della vita dei nostri studenti non solo disabili».

«Si parla sempre più di affettività e sessualità nella disabilità», commenta la dottoressa Silvana Melli, Direttrice Generale della ASL Lecce, «con sempre maggiore consapevolezza da parte delle famiglie, dei servizi e le stesse persone con disabilità. Sul piano della vita quotidiana e del sostegno alla effettiva realizzazione di una propria vita affettiva e sessuale, però, in generale le persone con disabilità soffrono una condizione esistenziale di limitazione e restrizione. Occorre abbattere la credenza diffusa secondo la quale la dimensione sessuale e affettiva nei disabili è secondaria rispetto agli altri bisogni della vita: errore che fanno spesso familiari e amici, ma talvolta anche gli operatori del settore e non ultime le stesse persone con disabilità. La ASL Lecce, seconda in Italia, ha fatto proprie queste riflessioni istituendo il Servizio di Consulenza Sessuologica alle Persone Disabili all’interno del Dipartimento di Medicina Fisica e Riabilitazione. L’equipe multidisciplinare che cura questo Servizio ha sviluppato tra l’altro varie collaborazioni con gli Ambiti territoriali, i Centri socio educativi e riabilitativi e, appunto, l’Università del Salento. Anche con questa rassegna vogliamo offrire un arricchimento culturale alla cittadinanza e agli operatori coinvolti, e in questo senso ci fa particolarmente piacere la disponibilità degli esperti che presenteranno i film e che condurranno i dibattiti, perché espressione concreta del mondo della disabilità. L’obiettivo è contribuire a far guadagnare salute, benessere ed equilibrio alle persone con disagi fisici, psichici o sensoriali».

Una prima fase del progetto “Abbattitabù” ha visto l’istallazione di quattro cassette postali presso punti nevralgici delle sedi universitarie (l’Ufficio Integrazione, la Biblioteca interfacoltà di Studium2000, le segreterie studenti di Palazzo Codacci-Pisanelli e del complesso Ecotekne) per raccogliere domande, curiosità e osservazioni sui temi della sessualità, affettività e disabilità. Le risposte, a cura dei peer educator dell’Ufficio Integrazione Disabili e degli esperti del Servizio di Consulenza Sessuologica alle persone disabili della ASL Lecce, vengono pubblicate la prima settimana di ogni mese sulla pagina Facebook 

 

Il programma della rassegna

 

Mercoledì 29 marzo, ore 18.30

“La sfida di Jace” (2004) di Stuart Gilard (commento al film di Marco Raho)

Jace Newfield è un ragazzino che sta gradualmente perdendo la vista. Non solo: è l’ultimo arrivato nella sua nuova scuola ed è già detestato da tutti i compagni di classe. Jace deve perciò escogitare un modo per farsi accettare, e per raggiungere il suo scopo decide di iscriversi alla squadra di wrestling dell’istituto…

 

Mercoledì 19 aprile, ore 18.30

“The sessions – Gli incontri” (2013) di Ben Lewin (commento al film di Serena Grasso)

Berkeley – California, anni ‘80. Il giornalista Mark O’Brien è costretto a vivere in un polmone d’acciaio, paralizzato dalla poliomielite. Quando il suo corpo inizia a trasmettergli desideri sessuali sempre più espliciti, l’uomo decide di ricorrere a una terapista specializzata, Cheryl Cohen Greene. Nelle sei sessioni con la donna Mark scoprirà la gioia del sesso e la scoperta del proprio corpo. Ma quando anche i sentimenti entrano in gioco, oltre alla mera questione fisica, la faccenda si complica per tutti. Ad ascoltare la confessione del protagonista c’è poi padre Brendan, prete diviso tra la propria religione e la comprensione delle effettive necessità del suo parrocchiano. Alla base di tutto c’è il documentario Breathing Lessons: The Life and Work of Mark O’Brien di Jessica Yu, che nel 1996 si aggiudicò addirittura l’Oscar. Ben Lewin, regista anch’egli affetto da poliomielite, dopo aver scoperto la storia del giornalista poi deceduto a 49 anni, ha deciso di realizzarne un film.

 

Mercoledì 10 maggio, ore 18.30

“Perdiamoci di vista” (1994) di Carlo Verdone (commento al film di Francesco Canale)

Gepy, conduttore televisivo, dopo un intervento polemico della giovane Arianna perde il posto. Arianna vive su una sedia a rotelle. Gepy la frequenta ed è coinvolto. L’uomo prova a tornare a fare televisione spazzatura, ma ormai profondamente cambiato rinuncia subito. Poi, ingenuamente, tenta di far guarire Arianna portandola a Praga, ma tutto è inutile. Deve, per desiderio della ragazza, abituarsi all’idea che la sedia a rotelle è parte di lei. Vengono evitati i cliché e descritti i problemi quotidiani dei portatori di handicap. Il film, oltre a denunciare la disorganizzazione del nostro Paese in fatto di strutture, mette l’indice sulle trasmissioni televisive che si servono delle disgrazie per fare ascolto.

 

Mercoledì 24 maggio, ore 18.30

“Un sapore di ruggine e ossa” (2012) di Jacques Audiard (commento al film di Salvatore Sgura)

Ali ha 25 anni, è grande e grosso, non ha un soldo e con il figlio di 5 anni, che era sinora vissuto con la madre, attraversa la Francia per arrivare in Costa Azzurra, dove vive la sorella, Anna, cassiera in un supermercato. Per guadagnare qualche soldo, comincia a lavorare come buttafuori in una discoteca dove una sera conosce Stephanie, la bella e piuttosto sprezzante addestratrice di orche del parco acquatico di Antibes. Poco dopo una tragedia sconvolge la vita di Stephanie, facendole perdere l’uso delle gambe. Ma Ali non se ne cura e per Stephanie il rapporto con quel gigante allo stesso tempo servizievole e anaffettivo diventa inaspettatamente il gancio che le serve per restare attaccata alla vita, che dopo il trauma le sembra invivibile.

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