Fallisci Facile a Roma

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta lo Spettacolo Evento

FALLISCI FACILE

Scritto e diretto da Alessia Giovanna Matrisciano

Esclusivamente nei giorni

14/15/16 MARZO 2017

 

“Un uomo e una donna. E un’altra donna. Non si toccano, non si ascoltano, non si piacciono. C’è una ragazza nico-tinomane che vorrebbe trasformarsi in una dea del fitness; c’è un ragazzo cicciottello con una dipendenza dagli zuccheri trasformati e dal potere sulle donne; c’è una mina vagante che non sa se vuole più esser mamma o mandare a quel paese la propria, di mamma. Potete immaginare una forma d’amore tra questi soggetti? Sono perennemente estraniati, con il naso dentro le riviste, con le mani nel pacco dei biscotti, con l’immagine di loro stessi nello specchio”

 

Vi riconoscete? Non preoccupatevi. Per loro e per voi abbiamo creato Fallisci Facile. Fallisci Facile è il nostro programma, semplice, veloce, in un atto unico, dal risultato garantito, per imparare a liberarsi dalle proprie dipendenze e avere un’interessante vita relazionale. Il tabacco e il cibo spazzatura non sono solo abitudini, non sono solo droghe. Fanno parte dell’essere-nel-mondo di chi ne dipende. Cibo=vita, tabacco=vita, equazioni che resistono alle più martellanti campagne per la salute. Sappiamo che gesto malvagio è togliere le sigarette a un fumatore, il quale probabilmente piagnucolerà, protesterà, andrà in crisi di nervi. Sappiamo che trenta minuti dopo l’ultimo frollino alla panna lo stomaco del divoratore seriale inizia a languire, la lingua a salivare, e gli occhi e il naso a protestare contro l’apparizione indesiderata delle verdure crude. Pensiamo che essere-nel-mondo come si dovrebbe è un lavoraccio dall’esito fallimentare, una di quelle cose che non leggono sulle riviste, che non si imparano dalla mamma e di cui non ci si sbarazza facendo figli. La ragazza nicotinomane non riesce essere sana; il ragazzo cicciottello non riesce a essere virile; la donna con il pancione non riesce a essere mamma.

 

“Nei loro occhi non c’è lo spazio per incontrare quelli degli altri: ci sono solo oggetti inanimati, simboli in cui proiettarsi, sfogarsi, trincerarsi e con cui muovere guerra alle persone vive”

 

Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti: tel: 06.5814004

 

Con

Chiara de Concilio

Giacomo de Rose

Valentina Fornaro

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Voglio vedere una balena a Roma

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta

lo Spettacolo Evento

 

VOGLIO VEDERE UNA BALENA

liberamente ispirato a Moby Dick di H Melville e Se vuoi vedere una balena di Stead Fogliano

 

Dal 17 al 19 marzo al Teatro Trastevere

 

Pensato ed interpretato da Giovanni Avolio

Disegno luci e gestione audio: Mauro Buoninfante

 

con

Giovanni Avolio

 

A volte i desideri sono come balene bianche: sono nel profondo, gli altri non credono che esistano, spesso non li riesci a trovare…ma quando li raggiungi…

 

Uno spettacolo durante il quale puoi sorridere, commuoverti, crederci e sorprenderti. Insomma, uno spettacolo sulla vita

 

 

“Ismaele è un uomo comune che vive una vita comune semplice. Amante di scatole dentro cui raccoglie oggetti comuni e cianfrusaglie. Attraverso di questi ci racconterà una storia speciale. Costretto in un monotono lavoro di uomo delle pulizie l’unica cosa che lo tiene legato a questa vita è un amore e il suo fedele gatto Jimmy. Ma quando perde ogni cosa avviene una cosa straordinaria: Ismaele si trova in mano un biglietto per un viaggio. Un viaggio alla ricerca della sua balena bianca.

Lasciare ogni cosa, la propria spenta quotidianeità per compiere un viaggio verso l’ignoto? Ma se questo ignoto fosse il tuo desiderio profondo che non ha mai potuto ascoltare?

Ciascuno ha una propria balena bianca: una famiglia, il lavoro dei propri sogni, una casa dove essere a casa, la felicità. VOGLIO VEDERE UNA BALENA è la volontà di rimboccarsi le maniche e guardare in alto.”

Lo spettacolo è un esperimento performativo attoriale e sonoro.

E’ uno spettacolo privo di testo il cui registro potrebbe ricordare un poetico clown. Parole non ci sono ma suono sì! La sperimentazione nasce infatti dal desiderio di applicare la tecnologia del looper al teatro creando dal vivo tessuti sonori che accompagnino la scena attraverso voce e suoni di oggetti quotidiani.

 

“Il TEATRO PEREGRINO nasce da un’idea di Giovanni Avolio come progetto di teatro su misura umana.

TEATRO: quello che facciamo

PEREGRINO: la semplicità, il racconto, l’itinerante, lo scambio.

Gli spettacoli peregrini sono di contastorie, teatro di figura, narrazione, all’impronta…e da adesso pure senza parole!

Giovanni Avolio, regista, autore, attore e contastorie inizia con il teatro classico per fuggire presto nell’Improvvisazione. Senza sapere come si ritrova a fare teatro di ricerca e piacendogli molto ci sguazza dentro per diversi anni.

Dopo aver incontrato il teatro di strada la sua vita professionale cambia, grazie all’incontro con l’ironia. Grazie a questa grande maestra incontra la narrazione che diventa il suo proprio campo di ricerca. Nel frattempo continua la formazione in maniera perenne e testarda. Questo nuovo lavoro inaugura una nuova strada con il fascino del mistero: chissà dove si andrà!”

 

Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti: tel: 06.5814004

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La fortuna teatrale di Ludovico Ariosto

“PALCHETTI LATERALI”: IL 10 MARZO NUOVO APPUNTAMENTO DEL CICLO “POP & FURIOUS. 500 ANNI DI ‘FURIOSO’”

INCONTRO CON VITTORIO CONTINELLI E LUANA GIACOVELLI

 

Nuovo appuntamento all’Università del Salento del ciclo  Pop & Furious. 500 anni di Furioso, dedicato alla fortuna teatrale del capolavoro di Ludovico Ariosto a cinquecento anni dalla prima pubblicazione: venerdì 10 marzo 2017, alle ore 10 nell’aula “Ferrari” di Palazzo Codacci-Pisanelli (piazza Angelo Rizzo, Lecce), in programma un incontro con l’attore, autore e regista Vittorio Continellie con l’autrice Luana Giacovelli.

L’appuntamento rientra in “Palchetti Laterali”, progetto di ricerca per la diffusione della cultura teatrale promosso dal corso di laurea in Lettere dell’Ateneo e ideato da  Maria Chiara Provenzano con la supervisione scientifica dei professori Beatrice Stasi e Valter Leonardo Puccetti.

«Con i due artisti dialogheremo a proposito del lavoro drammaturgico e registico portato avanti per l’allestimento di “Dirò d’Orlando”», spiega Provenzano, «spettacolo fondato sul tentativo di restituire l’opera di Ariosto – che nel corso degli ultimi quarant’anni ha cambiato forma nell’immaginario popolare, staccandosi dalla tradizione orale e continuando a sopravvivere quasi esclusivamente attraverso letture didattiche e accademiche – a una fruizione popolare che per secoli i cantastorie hanno alimentato, raccontando le gesta di re Carlo e dei suoi paladini attraverso il nostro Paese».

 

L’appuntamento è programmato in collaborazione con la residenza artistica Ammirato Culture House (via di Pettorano 2, Lecce), dove lo stesso 10 marzo alle ore 21 si terrà una replica dello spettacolo “Dirò d’Orlando”, di Continelli/Giacovelli, con Vittorio Continelli e Loris Leoci, Produzione Sidera.

Vittorio Continelli è autore, attore e regista teatrale. Si forma presso il Centro Teatro Ateneo dell’Università “La Sapienza” di Roma con Cathy Marchand Franca Angelini. Collabora negli anni con le compagnie Teatro Minimo, Teatro dei Venti, Skintrade, Microscopia Teatro, La Luna nel Letto. Vincitore nel 2007 del Premio Operum Harmonia per il teatro, del Premio

Ribalta d’autori per la letteratura nel 2004, finalista di numerosi concorsi teatrali e letterari. È attualmente impegnato in Discorso sul Mito, progetto di racconto e di incontro con il pubblico al di fuori degli spazi teatrali convenzionali, e in dirò d’Orlando – l’Orlando furioso a puntate, prima produzione teatrale di Sidera.

Luana Giacovelli, autrice, muove i primi passi nel campo del giornalismo (LaStampa). L’amore per il racconto e il Cinema la porta ad avvicinarsi al mondo del documentario  collaborando per numerosi progetti con i canali SkyArte e RAI Cinema. E’ autrice, per il canale TV SkyArte, della seconda stagione di On The Road (format con Joe Bastianich) e di diversi ritratti/documentari sul teatro. Ha collaborato con i canali TV SkyUno, Fox, MTV. È co-autrice dello spettacolo teatrale dirò d’Orlando – l’Orlando furioso a puntate, prima produzione teatrale di Sidera, ed è attualmente impegnata nella produzione del film-documentario VersoTerra – A chi viene dal mare con l’attore e regista Mario Perrotta.

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“Per sei dollari l’ora” di Alessandro Di Murro

“Per sei dollari l’ora” di Alessandro Di Murro, in scena al Teatro Trastevere dal 7 al  12 marzo 2017.

 

Per la serata dell’8 marzo le donne avranno diritto al biglietto ridotto a 7 euro!

 

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta “Per sei dollari l’ora”

Liberamente ispirato a “Pulp” di Charles Bukowski

Dal 7 al 12 marzo 2017

regia di Alessandro Di Murro

CON

Laura Pannia

Alessio Esposito

Lorenzo Garufo

Bruna Sdao

Amedeo Monda

Jacopo Cinque.

 

SCENOGRAFIA Benedetta Petrilli COSTUMI Ginevra Angiuli

AIUTO REGIA Cristiano Demurtas PRODOTTO DA Gruppo della Creta


“Costa così poco morire? Cosa succede se si mettono insieme su di un palcoscenico: sigarette, cosce, piume rosse, Bukowsky, Mia Wallace,Guy Ritchie, l’ispettore Hartigan, M.I.B., Humphrey Bogart, The Snatch, Louis Ferdinand Auguste Destouches , Space Invaders, Tarantino, Verdi e Nick Belane? Bé semplice! Avrete un’epopea di un Ulisse in canottiera e birra in lattina che cerca di orientarsi nel mare di una moderna e squallida Hollywood che altro non è che il mondo intero. Cioè…Per sei dollari l’ora”

Ebbene si, ci troviamo a Hollywood. Inizio anni ’90. Nick Belane è un detective privato a corto di clienti che vive e lavora a Los Angeles sommerso dai debiti accumulati con le scommesse sui cavalli. Le cose cambiano il giorno in cui la Signora Morte si presenta da lui per chiedergli di trovarle Celine, lo scrittore francese autore di Viaggio al termine della notte. Belane accetta il caso e comincia a indagare. Da qui in poi le cose inizieranno a prendere una brutta piega per il protagonista che tra donne che si trasformano in alieni e strozzini che lo minacciano di morte, sarà sul punto di perdere di vista la cornice in cui è rinchiuso il fumetto dalla sua vita. Un grande, piccolo pastiche di musiche e parole, un cocktail dalle tinte brillanti dove, come in un film di Jean-Pierre Melville o in un più recente Tarantino, i personaggi non entrano in scena ma si manifestano; dove il grottesco va di pari passo con il realismo; e dove il gioco sui “generi” diventa un modo per analizzare l’uomo contemporaneo, uno strumento per poterlo scomporre e mostrarlo nei suoi minimi termini.


Bukowski scrive Pulp a pochi mesi dalla sua morte, utilizzandolo come escamotage per affrontarla e per ridere di lei. Come ha fatto per tutta la sua vita, sublima le paure e le sozzure del mondo che lo circonda con la sua penna, con le sue storie ma soprattutto con i suoi personaggi. È Nick Belane il protagonista di Per sei dollari l’ora, l’investigatore privato più dritto di LA. Belane è ciò che è rimasto dell’eroe americano, dopo essere stato masticato e rigurgitato dal cinema, dal fumetto e dalla tv spazzatura. All’ombra livida e smunta di una Hollywood polverosa come un motel d’autostrada, gli altri personaggi appaiono sulla scena per entrare in contatto con Belane, centro gravitazionale di un mondo dai confini labili, destinato a dissolversi. Da Celine a Burton, da Hal Grovers a Jennie Nitro, passando per il Passero Rosso, i personaggi sono tutte proiezioni del protagonista e sfilano davanti al pubblico come in un carrozzone imbastardito di maschere dai calzini spaiati. Come l’amore, che è un alieno che viene dallo spazio, incomprensibile, inafferrabile e multiforme creatura che non può fare altro che lasciare questo pianeta. E su tutti svetta, sui suoi vorticosi tacchi a spillo, Lei, la “Signora Morte” che controlla sempre le azioni funamboliche dei suoi burattini. Infine la letteratura stessa che si cela dietro ogni personaggio, ogni citazione, vena pulsante del testo.

“Quando si deve adattare in forma teatrale un romanzo è fondamentale il senso dell’equilibrio. Credo che ci si approcci, nei confronti di una storia, come un funambolo si approccia a un filo, bisogna saper disporre pazientemente pesi e contrappesi che rendano gradevole la narrazione senza dover snaturare l’impostazione iniziale dell’autore.”

Cit. del drammaturgo Silvio Bambagiotti

Così come Pulp, testo dal quale è stato tratto il presente adattamento, si presenta come un insieme di stilemi diversi, allo stesso modo i brani che vanno a costituire il commento musicale di Per sei dollari l’ora spaziano attraverso le numerose possibilità espressive del chitarrista/barista, impegnato a descrivere mediante il suo strumento d’elezione i personaggi che gli passano davanti agli occhi; a fare da contrappeso al suo punto di vista si trova la radio, unica finestra sull’indifferente mondo esterno, interlocutore non richiesto, inascoltata coscienza della storia della musica del secolo passato messa a disposizione di ascoltatori ai quali, con le parole di Bukowski, suoni la grande musica dei secoli, ma loro non ascoltano.

Cit. del compositore Enea Chisci

“Per sei dollari l’ora”

Dal 7 al 12 marzo 2017

Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti: tel: 06.5814004

Ufficio Stampa TEATRO TRASTEVERE:

Vania Lai prom.trastevere@gmail.com 3388940447

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cani,cercano casa,pelosi

Riempiti la vita..

Il solo posto al mondo in cui si può incontrare un uomo degno di questo nome è lo sguardo di un cane.
(Romain Gary)

 

Di cosa vi parlo oggi?

Vi narro di uno dei miei argomenti preferiti: i cani. E perché lo faccio? Perché ho conosciuto un meraviglioso centro addestramento per i pelosi, poco fuori Roma, gestito da Flora, una Signora alta, possente ma dal cuore dolcissimo.

I cani, che lei ha salvato, sono tanti e cercano una famiglia che possa finalmente accoglierli.

 

Grace è una splendida creatura di 1 anno, 25 kg, femminuccia che va d’accordo con maschi. Nel suo passato… viveva in una piazzola con le lucciole che di notte le facevano compagnia.

Non ama i bambini, è esuberante e gode di ottima salute. 

 

Il secondo amico a quattro zampe, di cui vi parlo oggi è Oliver : una meravigliosa creatura di 10 anni, 25 kg d’amore che cerca una famiglia

STORIA: Fino a due anni ha subìto maltrattamenti in un centro d’addestramento a causa di una perizia sbagliata. Odia il veterinario, non è un cane morsicatore e la situazione ideale è in un appartamento senza animali o bambini.

Non ha uno sguardo speciale?

 

Adesso è il turno di BRUNO ! Bruno, ha 12 anni, pesa 25 kg e è stato prima in mano ad alcune persone Rom, in seguito LEGATO per 4 anni al termosifone di una signora di Roma. Da 6 anni, ormai, vive con Flora… Adesso cerca una famiglia, che lo accolga in un appartamento, prova diffidenza verso gli umani e può vivere con femminucce di piccola e media taglia.

 

….. E non sono finiti qua i pelosi che cercano una nuova famiglia che li accolga!

Nino, 18 mesi, ritrovato in una piazzola sulla Salaria. Simil cocker pesa 12 kg e cerca una famiglia che possa amarlo. Dolcissimo, pulito e ordinato non distrugge nulla, docilissimo con le femmine, diffidenza nei bambini.

 

Lui è Fango, un cucciolone che cerca casa, pensate che è sopravvissuto alla alluvione di Saponara. Preferenza in appartamento, va d’accordo con cagnoline, non con i maschi e non  con i bambini.

 

E infine vi parlo di Orso, 50 kg d’amore, tre anni e mezzo simil maremmano.

Abbandonato nei pressi della Salaria, ha vissuto diverso tempo in una benzina della zona, abbandonato, quasi sicuramente, da un pastore perché Flora, che l’ha salvato, ha notato che Orso spesso e volentieri si dirigeva sempre verso gli stessi terreni, terreni di pascolo.

Può vivere con altre femminucce, preferibilmente in appartamento, è un cane coccolone e tranquillissimo. Parola di Eleonora 😉

 

 

La meravigliosa anima umana che accoglie queste creature si chiama Flora, ha il Centro Cinofilo L’anello di Re Salomone, in via Salaria km 20.

Cerca una famiglia per questi pelosi, non vuole far trascorrere la loro vita in questo centro addestramento e cerca persone disposte a firmare un contratto d’affidamento. Nessuna spesa richiesta per le nuove famiglie.

Pagina FACEBOOK ADOZIONI

 

P.S.

Flora cerca anche un’aiutante per la sua struttura.

  1. Donna.
  2. Massimo 55 anni
  3. Disponibilità a lavorare nel weekend
  4. Orario lavorativo spezzato

 

CENTRO CINOFILO L’ANELLO DI RE SALOMONE.

Pensione cani, gatti, recupero comportamentale.

Via Salaria Km 20, ROMA. Tel. 0688588012

 

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casta morta,roma,spettacoli,teatro trastevere

La Casta Morta

LA CASTA MORTA

dal 28 febbraio al 5 marzo 2017

Soggetto di Luigi Marinelli e Michele Sganga
Testo di Adriano Marenco

Regia di Simone Fraschetti

con Raffaele Balzano, Marco Bilanzone, Valentina Conti, Francesca Romana Nascè, Mersia Valente, Marco Zordan

Installazioni a cura di Pamela Adinolfi, Alessandra Caputo, Daniele Casolino, Lisa Rosamilia, Antonio Sinisi

Musiche di Michele Sganga
Soprano: Nora Capozio
Violino: Lia Tiso
Pianoforte: Michele Sganga
Chitarra, riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione: Studio Sonicview – Roma

Scenografie di Domenico Latronico

Foto di scena Ikonica Foto

Produzione Patas Arriba Teatro

La casta morta nasce come omaggio all’autore de La classe morta, Tadeusz Kantor, del quale nel 2015 ricorre il centenario della nascita.

Uno spettacolo nuovo, un’opera originale ispirata alla sua concezione dell’arte come libertà, continuo dissenso e “salvezza”. Quelli che erano i vecchi-bambini de La classe morta sono ora ministri e deputati, l’aula scolastica diviene aula parlamentare. Il potere da una parte, l’arte come “realtà del rango più basso” dall’altra.

Cinque parlamentari e un commesso eleggono il presidente fantoccio Neoplasio. A turno lo animano, gli danno voce ma, in Neoplasio, burattino e burattinaio coincidono. Nell’ombra della sua autorità faranno tutto il possibile per mantenere il potere fino alla fine dei giorni.

In scena il potere economico, rappresentato da una lavagna-monolite, e quello politico, rappresentato dalla casta, vivono la massima intimità nel momento del bisogno fisiologico.

La casta sa di essere morente. Ora dovrà trovare il modo di rigenerarsi. I deputati ricercano solo un nuovo tipo di potere, per continuare ad esistere, un potere dal volto umano, che si avvicini alla gente creando nuovi consensi.

Mentre la pars destruens dello spettacolo è giocata dai politici, la pars costruens è rappresentata dal mito omerico: in tempo di guerra Kantor aspettava il ritorno di Odisseo alla stazione di Cracovia, l’eroe doveva tornare a casa, sconfiggere i Proci usurpatori e ristabilire il buon governo. Ne La casta morta cinque happening evocheranno il tempo del mito in luoghi scenici adattati. Cassandra, Circe, Penelope e Athena aiuteranno Odisseo a ritornare a casa.

La casta è un branco.

Il branco difende il proprio territorio, la zona di caccia, il bacino di voti. Ogni esemplare monta la guardia, difende, aggredisce e sbrana. Ognuno di loro è simile agli altri, stessa pelliccia, medesimo appetito. Avanzano a quattro zampe nella storia, troveranno la postura eretta ed il potere.

La casta è un sistema di stratificazione gerarchica della società.

Al vertice un Presidente, dietro di lui ministri e parlamentari.

Nel fondo i cittadini.La casta parla di sé, non si censura, non si pente di nulla. A volte il Mito torna nella storia in forma di sogno, di reminiscenza disturbante. I vecchi insegnanti-personaggi mitologici appaiono ai cattivi scolari, li terrorizzano, li puniscono. Ma il Mito è un racconto e non può cambiare la realtà. La casta continuerà a graffiare la storia, a salvaguardarsi, a rigenerarsi.

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Concorso letterario ‘Puglia quante storie!’

Edizioni Città Futura ha il piacere di informarvi che il concorso letterario ‘Salento Quante Storie’ diventerà ‘PUGLIA QUANTE STORIE’ ! Con il sostegno importante della REGIONE PUGLIA, una delle iniziative più di successo della nostra casa editrice oltrepasserà i confini del Salento per coinvolgere tutti gli scrittori e aspiranti tali pugliesi in una competizione sempre più in crescita e che anche quest’anno presenterà delle novità importanti!

 

REGOLAMENTO

 Art.1 – È indetto un concorso pubblico per la selezione di n°10 scrittori/scrittrici che abbiano compiuto la maggiore età entro il 28 aprile 2017, per la produzione del libro di narrativa : Puglia, Quante Storie…

Art.2 – Per partecipare al concorso occorrerà produrre e far pervenire alla segreteria della casa editrice, un racconto breve a tema libero, ambientato in Puglia, il cui testo, in formato word, allineamento giustificato, carattere Times New Roman, dimensione 12, interlinea 1,15, margine su ogni lato di pagina pari a 1,5cm, dovrà essere contenuto in un minimo di 10 e massimo 20 cartelle A4. La Casa Editrice, sentita la giuria tecnica, ha facoltà di accettare in concorso elaborati non propriamente conformi a questo ultimo parametro. Ogni partecipante potrà concorrere con un solo elaborato. Il medesimo racconto dovrà essere prodotto sia in formato cartaceo che elettronico su apposito C.D. Per essere aggiornati ed informati di ogni possibile cambiamento, tutti i partecipanti dovranno accreditarsi sul Gruppo Facebook della casa editrice “Edizioni Città Futura Lecce” al seguente link: https://www.facebook.com/groups/edizionicittafutura/?ref=bookmarks I vincitori assoluti di precedenti edizioni non possono più concorrervi. Art.3 – Unitamente al racconto occorrerà far pervenire l’apposita scheda-dichiarazione opportunamente compilata, accompagnata da una copia del documento d’identità. I dattiloscritti, come pure i C.D., non saranno restituiti e rimarranno proprietà della casa editrice e potranno dalla stessa essere pubblicati nei tempi, nei luoghi e nei modi ritenuti idonei. I partecipanti accettano il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs 196/2003.

Art.4 – Un’apposita commissione giudicatrice valuterà tutti i racconti pervenuti e, a suo insindacabile e inappellabile parere, selezionerà i 10 migliori racconti da inserire nel libro.

Art.5 – Al fine di garantire l’imparzialità della commissione e la par-condicio tra i concorrenti, il giudizio sugli elaborati prodotti sarà effettuato senza che la giuria conosca il nome/cognome dell’autore/trice. Art.6 – Per quanto sopra sarà scrupolosamente seguita la seguente procedura : a. Sia l’elaborato (in formato cartaceo ed in formato elettronico) che la scheda di partecipazione dovranno essere consegnati alla segreteria della casa editrice, a mano o a mezzo del servizio postale, entro e non oltre le ore 12,00 del 28 aprile 2017, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 14:00. La scheda di partecipazione e tutto il materiale informativo può essere richiesto direttamente alla casa editrice: cittafuturalecce@gmail.com – tel. 0832.300979. La casa editrice, a proprio insindacabile parere, si riserva la facoltà di modificare il termine ultimo di partecipazione al concorso dandone comunque comunicazione pubblica. b. La segreteria organizzativa, all’atto della ricezione degli elaborati e della scheda di partecipazione, assegna a questi un numero identificativo. L’elaborato, nel formato elettronico, dovrà essere trasferito alla commissione giudicatrice e pertanto dovrà risultare assolutamente anonimo e non riportare alcun titolo; l’elaborato, nel formato cartaceo, rimanendo agli atti della segreteria organizzativa, dovrà invece contenere tutti i dati dell’autore, nonché il titolo del racconto. c. La commissione giudicatrice formulerà la graduatoria finale sulla base del numero identificativo assegnato al racconto dalla segreteria organizzativa. I primi dieci racconti comporranno il libro. d. Solo alla fine della valutazione di tutti gli elaborati, una volta che sia stata stesa la graduatoria numerica e la scelta dei primi dieci elaborati, la segreteria organizzativa, congiuntamente alla giuria tecnica, provvederà all’apertura dei corrispondenti plichi “scheda di partecipazione” e a formulare la graduatoria nominativa ed a pubblicarla nei modi e nei tempi giusti in relazione agli eventi pubblici delle singole presentazioni/premiazioni. e. poiché le buste per i plichi, di formato o colore diversi, potrebbero costituire segni di riconoscimento, i partecipanti dovranno utilizzare, esclusivamente, le buste predisposte da ritirare presso la segreteria del concorso; per i residenti fuori sede, tutto il materiale occorrente potrà essere richiesto e spedito al proprio indirizzo.

Art.7 – I 10 autori/autrici vincitori saranno opportunamente informati ed invitati alla cerimonia pubblica di premiazione e di presentazione del libro.

Art.8 – Tutti coloro che acquisteranno il libro riceveranno un coupon da restituire alla Casa Editrice entro e non oltre le ore 12,00 del 22 dicembre 2017 con l’indicazione del proprio racconto preferito. La segreteria organizzativa, sulla base del voto popolare, decreterà il vincitore assoluto del 1° Concorso letterario Puglia, quante storie… 2017 che sarà premiato durante una cerimonia pubblica.

 Art.9 – I primi tre classificati, scelti dalla giuria popolare dopo la pubblicazione del libro, riceveranno una targa-ricordo e un premio in denaro: – il primo classificato/a si aggiudicherà € 500,00 – il secondo classificato/a si aggiudicherà € 200,00 – il terzo classificato/a si aggiudicherà € 100,00 Art.10 – Gli autori, nell’autorizzare la pubblicazione dello scritto in questione, assumono formale e totale responsabilità, sia civile che penale, in ordine alle eventuali conseguenze giuridicamente rilevanti relative alla pubblicazione del testo. Nel contempo liberano l’Editore da ogni e qualsiasi responsabilità. La casa editrice, per motivi di carattere organizzativo e gestionali, si riserva la facoltà di modificare, in qualsiasi momento, le varie scadenze previste nel presente regolamento dandone pubblica comunicazione. La partecipazione al concorso implica la conoscenza e l’incondizionata accettazione delle norme contenute nel presente regolamento.

 

PER PARTECIPARE

 

 

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autori emergenti,concorsi letterari,Italia,roma

XI Concorso letterario Città di Castello

Nuova opportunità per tutti gli amanti della scrittura

Vi segnalo un nuovo appuntamento letterario dove penna, talento e fantasia si incontrano per dar vita  a qualcosa di magico.

LXI edizione  del Premio Letterario «Città di Castello», concorso letterario a tema libero, è suddivisa in tre sezioni riservate a opere inedite di narrativa, poesia e saggistica (bando scaricabile su www.premioletterariocdc.it). I vincitori vedranno la propria opera pubblicata su cartaceo con la casa editrice LuoghInteriori. Tracciati virtuali ha confermato anche due sezioni speciali: «Mondi e Culture sulle sponde del Mediterraneo», per promuovere la conoscenza e l’interazione tra la cultura italiana e la cultura araba; 1970-2020: Verso il 50° anniversario della Regione Umbria, con l’obiettivo di favorire studi e ricerche riferiti alla storia e all’economia della Regione.

“Il premio letterario Città di Castello è tra le manifestazioni di spicco del panorama locale, un evento che varca i confini cittadini e parla ad una platea eterogenea e qualificata, che in questi anni ha scoperto il nostro territorio, attratta dall’amore per la scrittura” ha commentato Michele Bettarelli al ritorno dalla trasferta.

In una città di stampatori e editori, Tracciati Virtuali ha creato il segmento mancante  alla filiera culturale, che rappresentiamo in varie discipline artistiche, grazie all’eredita di Burri e a quella che ci viene dal passato Rinascimentale.

Condividiamo la scelta di sviluppare il premio lungo dodici mesi e di orientare questa articolazione verso le scuole, investendo su giovani, che le cronache descrivono come sempre meno avvezzi alla loro lingua madre. Infine la scelta della carta, non scontata e non esclusiva, che rende il premio un’eccezione nel mondo dei concorsi con pubblicazioni virtuali”.

 

 

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Presentazione del libro ‘Diario di una Giudice’

Donne e cultura al centro dell’appuntamento romano giovedì 23 Febbraio 2017 a partire dalle ore 15 nell’Aula Europa della Corte di Appello di Roma in  via Romeo Romei n. 2.

Chi presenta cosa?

Dall’Associazione Donne Magistrato Italiane e dall’Associazione Nazionale Magistrati viene presentato il volume DIARIO DI UNA GIUDICE di Gabriella Luccioli.

La presentazione del libro di Gabriella Luccioli è affidata a Donatella Stasio, giornalista del Sole24 ore. Interverranno poi Ernesto Lupo, Primo Presidente emerito della Corte di Cassazione – Renato Rordorf, Primo Presidente Aggiunto della Corte di Cassazione – Giuseppe Salmè, già Presidente di sezione della Corte di Cassazione – Marina Brollo, Direttrice del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Udine.

 

IL LIBRO

Dall’ingresso in magistratura nel 1965 sino alla direzione della prima sezione civile della Corte di Cassazione, il diario di Gabriella Luccioli ripercorre le tappe professionali di una fra le prime donne in Italia ad avere avuto accesso all’attività giurisdizionale. Attraverso un percorso caratterizzato da forte senso di responsabilità e impegno – e dalla declinazione costante di un nuovo modello di giudice capace di rispecchiare, e non di negare, lo stile, i valori e la sensibilità delle donne – si evocano le trasformazioni che hanno mutato la nostra società e la giurisprudenza su questioni eticamente sensibili, soprattutto in materia di diritto di famiglia e biodiritto.

 

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Civico 15

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

“CIVICO 15”

di

Olimpio Pingitore

Dal 21 al 26 febbraio 2017

Con:

Silvia Cox, Albamarina Dei, Fabrizio Nicoletti, Olimpio Pingitore, Francesca Targa, Gianlorenzo Tennenini.

Regia: Olimpio Pingitore

Una palestra anonima in una anonima città. Una riunione di condominio. Un ascensore da approvare. Sei personaggi insoliti amanti dell’umanità ma intolleranti verso il vicino della porta accanto. Questo lo scenario con cui si apre la divertente commedia “Civico 15” che la Compagnia TramAttori porta in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 26 febbraio con la regia di Olimpio Pingitore:

Un’occasione per rivivere, divertendosi, le dinamiche che tutti noi affrontiamo nelle tanto odiate riunioni condominiali; microcosmi di intrighi, conflitti e pettegolezzi che fotografano vizi e virtù di una piccola comunità. La vita condominiale, si sa, è tutt’altro che semplice, una vera e propria selva intricata di problemi e piccole angherie in cui i condomini litigano, straparlano e quasi mai si ascoltano”

Fin dagli inizi è importante quindi decidere che tipo di relazione volete mantenere con i vostri vicini, se di amicizia o di distaccata cortesia. In ogni caso cercate di applicare il principio di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. A chi non è capitato di “affrontare”, armandosi di santa pazienza e di una buona dose di coraggio, un’assemblea condominiale?

Chi, non si è trovato faccia a faccia con il proprio vicino/nemico o con la vicina/amica e, durante la seduta, riderci, litigarci, soffrirci per poi alla fine sparlare degli assenti? Ebbene, a chiunque non abbia mai avuto la fortuna/sfortuna di parteciparvi, con questa pièce gli verrà restituito uno spaccato di vita reale, per chi invece, ha ripetutamente partecipato a delle assemblee si interrogherà: ma io sono così?

Evitate di avere dei vicini se volete vivere in pace con loro!

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DON VITO LECCI. LA SCUOLA DEL FARE

A quindici anni dalla sua morte il Comitato Festa di San Rocco e il Santuario di Torrepaduli ricordano Don Vito Lecci, il sacerdote che ha cambiato il volto di Torrepaduli e della sua comunità.

 Nel 1945 Don Vito  impedì l’inchino della statua di San Rocco davanti al palazzo della donna più ricca del paese. Iniziò così  il suo sacerdozio nella piccola frazione di Ruffano. Contrastato dalla Curia, più volte minacciato di morte, in 50 anni di missione religiosa Don Vito cambiò il destino della piccola frazione partendo dalla scuola.

 

Domenica 19 febbraio, alle ore 18.30, nella scuola elementare di Torrepaduli, il Comitato festa San Rocco ricorda l’opera e la missione religiosa del Rettore del Santuario con la presentazione del DOCUVIDEO “Don Vito Lecci. La scuola del fare”, scritto e diretto da Gabriella Della Monaca e Simone Rosato e prodotto da Wemake studio. Una raccolta di testimonianze, interviste e documenti inediti che narrano la storia del parroco.

 

 

Grazie alla sua lungimiranza, Don Vito,  ha fornito alla popolazione numerosi mezzi di riscatto tra i quali una scuola elementare, un cinema gratuito per tutti, l’abbonamento gratuito, la diffusione nel mondo del  bollettino di informazione “La Voce di San Rocco”. La sua forte personalità entrava facilmente in contrasto  con quanti non avevano la sua stessa visione, ma la sua infaticabile tenacia superava anche i dissidi più profondi.

Il Docuvideo ripercorrerà le tappe salienti della vita sacerdotale di Don Vito che si legano indissolubilmente alla storia dell’intera comunità. Nel corso della serata, previsti anche gli interventi del Sindaco di Ruffano Carlo Russo, del Vicario Episcopale per la cultura e Direttore dell’archivio storico della Curia di Ugento Monsignor Salvatore Palese, del Rettore del Santuario di San Rocco Don Gino Morciano, oltre alle testimonianze di Don Giuseppe Indino, Graziella Giovannico, Rocco Frisullo, Antonio Paiano e Lucio Casi.

Durante la serata sarà  consegnata al sindaco di Ruffano Carlo Russo la richiesta per intitolare la scuola elementare di Torrepaduli a don Vito Lecci a seguito di una petizione popolare.

 

 

 

DOCUVIDEO

DON VITO LECCI. LA SCUOLA DEL FARE

Soggetto  Gabriella Della Monaca

Regia:  Simone Rosato

Immagini:  Francesco Moscagiuli

Assistente di produzione: Thomas Urso

Ottimizzazione:  Daniele Fusco

Ricerche e redazione: Carla Falcone

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“LA PROFEZIA -ovvero: l’inconveniente di non essere sé”

Il meraviglioso Teatro Trastevere ospiterà nei prossimi giorni un nuovo spettacolo teatrale a partire dal 16 Febbraio 2017, per soli quattro giorni.

“LA PROFEZIA – ovvero: l’inconveniente di non essere sé”

Regia: Riccardo Maggi

dal 16 al 19 febbraio

Teatro Trastevere, via Jacopa de Settesoli 3, 00153 Roma

martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30 contatti: tel: 06.5814004

Assistenti alla regia: Viola Zanotti e Michela Tebi

Costumi: Viola Zanotti

CAST

  • DOMENICO BISAZZA – il protagonista Sebastien Zeline
  • MICHELA TEBI – la serva Griffart, nonché il diavolo mascherato
  • AGNESE LORENZINI –Cecile, fidanzata di Sebastien
  • ANDREA GUERINI – medico Fassbender, nonché potenza sovrumana in lotta con il diavolo
  • LORENZO CONTRONI – l’alchimista, servitore del diavolo
  • TONY SCARFI’ – il profanatore di tombe, muto, sempre in coppia con l’alchimista, servitore del diavolo
  • MAURO DE MAIO – l’imitatore, servitore del diavolo
  • STEFANO DE SANTIS – il gendarme, vittima sacrificale innocente
  • VIOLA ZANOTTI – cover ruolo Cecile

 

“LA PROFEZIA – ovvero: l’inconveniente di non essere sé” è stato lo spettacolo di chiusura della stagione 2015/2016. Molto apprezzato dal pubblico, rappresenta a pieno le caratteristiche della regia di Riccardo Maggi: ritmo, controscena, personaggi stravaganti, protagonista “sballottato” da una situazione all’altra, senza che possa rendersene conto. Va dato merito anche all’autore del testo, che ha scritto questo spettacolo, si può dire, “su misura” per Riccardo. Il giovanissimo autore, Gianluca Giaquinto, vide il primo spettacolo della compagnia “Welcome to Wonderland” e si mise subito all’opera per scriverne uno totalmente inedito, in linea con le caratteristiche registiche dello stesso. A testo ultimato, lo spettacolo è stato prontamente analizzato da Riccardo Maggi e Viola Zanotti, che se ne sono occupati con grande cura e l’hanno portato in scena dopo pochi mesi:

“Parigi, un imprecisato 1800. Sebastien Zeline, figlio di Mikael Zeline, notaio presso il prestigioso studio Zeline di Montmartre, è un uomo che ha tutto dalla vita: una fidanzata che lo ama, Cécile; un servo fedele, Griffart: e un medico, Fassbender, che in fondo gli vuole bene. Eppure, Sebastien non è felice: sente delle voci, voci che gli dicono di andare al cimitero, le voci della “Grande Profezia”. Tra alchimisti, profanatori di tombe e imitatori, Sebastien si troverà coinvolto suo malgrado in una guerra secolare, una partita tra potenze sovrumane, e vivrà l’inconveniente di non essere sé…”

Opera originale e inedita, “La Profezia” è una tragicommedia brillante in un mondo apparentemente reale, ma sospeso a metà tra verità e finzione, un delirante ma razionale sogno ad occhi aperti del malcapitato Sebastien Zeline.

La regia è curata da Riccardo Maggi, giovane ed intraprendente regista, che dà ai suoi spettacoli un tocco speciale, ricco di ritmo e controscena attoriale. Per Riccardo le battute sono “musica” e questo spettacolo ne è la prova. Riccardo, 23 anni, si è diplomato nel 2015 presso l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma ed ha iniziato a lavorare come regista pochi mesi dopo il diploma.

Riccardo è aiutato nel lavoro da Viola Zanotti, che si occupa, oltre che dell’assistenza alla regia, del trucco e dei costumi, alcuni dei quali realizzati interamente a mano.Pochi mesi fa anche Michela Tebi è entrata a far parte del cast creativo, in qualità anch’essa di assistente alla regia. Michela, come Viola, fa spesso parte anche del cast attoriale degli spettacoli di Riccardo Maggi. Michela si è diplomata nel 2015, insieme a Riccardo, presso l’Accademia Internazionale di Teatro di Roma. Riccardo, Viola e Michela hanno fondato, nel gennaio 2017, l’Associazione Culturale Oneiron.

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