Ai miei cento giorni agli esami….

Ai miei cento giorni agli esami non avevamo un navigatore in macchina o al cellulare e perdersi, ancor prima di arrivare a destinazione, era molto molto facile.

Ai miei cento giorni agli esami non avevamo un gruppo whats up in cui mettersi d’accordo: uno di noi faceva una chiamata a tutti e risolvevamo così facendo.

Ai miei cento giorni agli esami non si aveva tempo per scattare foto, perché bisognava far alcolizzare l’amico di turno, bisognava crearsi il proprio spazio su una spiaggia oppure preparare il barbecue in campagna di qualche amico che chissà come aveva convinto i propri genitori a lasciarcela, anche se pioveva o faceva troppo freddo. Perché in fondo con tutta la foga per quel giorno tanto atteso chi mai lo sentiva il freddo o il vento?

Le generazioni qualche anno dopo il mio, invece, scattano selfie come se non ci fosse un domani, non attendendo neanche un minuto di più per pubblicare e per di più, è vero, è la giornata dedicata ai cento giorno agli esami però in fondo è una giornata come qualsiasi altra, perché sono occasioni già vissute.

Quando cammino per strada noto tantissime persone costantemente al telefono, piegate, inghiottite, come se avessero in mano una calamita, i social hanno cambiato notevolmente la nostra vita e questo non è un bene anzi con oggi e dopo tutto ciò che balzava nella mia home di facebook sono arrivata alla ferma conclusione che STIAMO PERDENDO IL CONTROLLO DELLA NOSTRA VITA.

Le nuove generazioni sono colpite da questo fenomeno in una maniera morbosa, amici miei, godeteveli gli anni dell’adolescenza, del liceo e dei dubbi, non torneranno mai indietro e seppure facebook tra qualche anno vi sputerà fuori i ricordi di qualche anno fa, non credetegli: i migliori ricordi sono l’emozioni che avete vissuto.

Durante ‘i miei cento giorni agli esami’ ricordo che eravamo tutti a mare, la spiaggia era bianchissima e BOAnotai una grande boa arancione, andai a recuperarla con i miei amici, la caricammo in macchina e con lo stesso veicolo aperto percorremmo i 20 km che distavano dal tornare a casa. Risate rumorose, numerose e colorate risuonavano in quella macchina e le ricordo ancora, però, vi devo confessare, non ho selfie di quel giorno ma che importa SE IN FONDO LE EMOZIONI VERE RIVIVRANNO NEI NOSTRI RICORDI?

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