“Illmitz” di Susanna Tamaro

“Illmitz” di Susanna Tamaro m’ha cullato nel cuore della notte e durante la tintarella di giorno. 

Il protagonista è un giovane di 25 anni che, attualmente, vive a Roma ma parte per questa cittadina ai confini tra Austria e Ungheria per cercare le sue radici. 

In verità poi saranno i fantasmi del passato a cercarlo: il ricordo di Agnese, la sua sorellina morta a causa di un incidente, l’amico Andrea rimasto altrove, Cecilia, la sua amata, tormento e passione insieme. 

Parte e decide di fermarsi a Illmitz per un po’ di tempo: nessuno lo sa, non vuol dare notizie, non saprebbe nemmeno cosa dire. 

Una palude poi non troppo distante dall’hotel farà da cornica ad un incontro inaspettato e interessante: ancora una volta ritorna il ricordo della sorella, della sua passione per la natura (pesci in particolare modo) e del modo superficiale con cui lui la trattava, un modo tipicamente bambinesco (?). 

Un libro profondo, delicato, breve a tratti. 

“Scrivere mi pare un utile modo di mettersi in mostra, tutto deve restare racchiuso all’interno di me. “ 

Bompiani, 121 pagine, 14€. 

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“Senza consolazione” di David Rieff

David Rieff, scrittore e giornalista americano, ha scritto “Senza consolazione”. Un testo dedicato a sua madre, Susan Sontag, scrittrice, filosofa, attivista americana. 

Susan nasce in America nel 1933, suo padre morirà dopo poco a causa della tubercolosi. La madre poi si sposerà nuovamente e il compagno darà il cognome sia a lei che a sua sorella. 

Lei si diplomò a 15 anni: un caso sorprendente! 

A diciassette anni sposò Philip Rieff; dalla coppia nacque un figlio, David Rieff, che divenne in seguito editore della madre e poi anch’egli scrittore. Sontag e Rieff restarono sposati per 8 anni, fino al divorzio avvenuto nel 1958. 

Del divorzio se ne parla di tanto in tanto all’interno del libro, viene citato il padre di David con pochissima attenzione. 

All’interno di questo romanzo troviamo il coraggio di Susan, l’attenzione da parte degli amici, il ruolo di medici nell’affrontare la sua nuova malattia: la leucemia. 

Nuova? Perché lei aveva già affrontato un rumore al seno. 

Scrive dei lunghissimi diari durante le cure, appunta qualsiasi cosa, progetta nuovi viaggi, nuovi spettacoli teatrali, nuovi libri da scrivere: arrendersi alla morte era assolutamente fuori discussione. 

La sua tecnica era sicuramente la sua forza.

Così il figlio David si ritrova ad affrontare un problema enorme: dire la verità a sua madre, incoraggiarla verso la guarigione oppure dirle la verità? 

Susan da brava studiosa approfondisce tutto ciò che c’è da capire, compra

Libri, legge ricerche circa il lato medico, cerca di capirne sempre di più per trovare una soluzione: lei non voleva arrendersi. 

Così dopo diverso tempo, muore silenziosamente. Tra amici, parenti e il figlio David rimasto lì al suo capezzale. 

Tra le frasi più significative: 

“Se non credo io nel mio lavoro chi può farlo al mio posto?” 

121 pagine, prezzo di copertina 16€ circa 

Mondadori 

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“D’ombre e speranza” di Chiara Francia

“D’ombre e speranza” di Chiara Francia è una raccolta illustrata di 36 componimenti poetici a metrica libera.

Nella serenità ubriaca

una voce nella testa:

la tua,

profonda, estranea.

Una guida,

con la sua lanterna

illumina il buio.

Il verseggiare moderno e coraggioso permette di dare maggior risalto ai significati. Tematiche sinceramente sentite, proprie della gioventù di oggi e dei nostri tempi: sofferenza, amore, speranza, trasformazione, ribellione, fede, staticità. Scritti per sanare ferite, che inducono a riflessione, a riscoprire il proprio sentire, come solo la parola criptica della poesia sa fare.

Come nasce questo libro?

D’ombre e speranza è il frutto di un momento esistenziale difficile, dominato dal dubbio, dall’incertezza e dall’insoddisfazione. Ha iniziato a prendere forma dall’esigenza, sempre più intensa, di esprimere me stessa, la mia interiorità, i miei bisogni e desideri. Il processo di scrittura, grazie alla forma poetica, mi ha aiutata a comprendere me stessa e a trovare una direzione di vita. In questo libro, oltre ai testi pregni di emozioni e sensazioni, le illustrazioni hanno contribuito ad amplificare il processo introspettivo. D’ombre e speranza racchiude una parte di me importante e si configura come un momento di passaggio, un ponte nel mio percorso di vita.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

La pubblicazione di D’ombre e speranza vuole incoraggiare l’espressione di sé e del proprio sentire autentico attraverso medium di varia natura, che risuonano in ognuno di noi in modo diverso. Incoraggia ad osare, a permettersi di sbagliare per imparare , ad avere coraggio e credere in se stessi, ad imporsi di trovare momenti speciali per sé e a non rinunciarvi.

Leggi il mio libro perché…

Le poesie e le illustrazioni di D’ombre e speranza sono ricche di autenticità, emozioni difficili e sensazioni piacevoli, dipinti di vita in un percorso di rinascita e redenzione. Il lettore può ritrovare parti di sé e lasciarle fluire nel proprio cuore e nella propria anima, stimolando una riflessione profonda sui propri vissuti e sentimenti.

Nel mio futuro mi vedo vivere di storie. I progetti in corso riguardano la stesura di un romanzo epistolare ambientato in un futuro non troppo lontano e sta prendendo forma una storia d’amore. Con le mie competenze da psicologa sto scrivendo un libro di auto aiuto incentrato sulla creatività e sulla capacità di agire attivamente sulla propria storia. Come emerge anche da D’ombre e speranza, l’entusiasmo è tanto e la motivazione non manca.

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“La mia fuga da Kabul” di Asma

Vorrei dire che è un bel libro ma la verità è che si piange dalla prima all’ultima pagina.

Una fuga da Kabul dettagliata con fotografie, sms originali e orari ben precisi: la sera del 15 Agosto 2021 i talebani occupano Kabul, Asma ha 23 anni ed è nata in Pakistan.

Studia sempre, studia online, vorrebbe farlo anche in Italia con il suo fidanzato.

Un angelo l’aiuterà: il suo professore italiano che – passo dopo passo- la guiderà verso la salvezza.

Un diario che dura cinque giorni: dal 15 Agosto (A Kabul) fino l’arrivo in Italia qualche giorno dopo.

L’ospitalità italiana le farà dimenticare, per qualche istante, il dolore provato insieme suo marito (sì, nel frattempo si son sposati) dalla sua terra. L’angoscia, la disperazione e la rinascita: in questo libro è possibile trovare perfino la morte che Asma vede coi suoi occhi.

Consiglio questo libro a tutti coloro che son appassionati di storia non così lontana rispetto i nostri giorni.

La mia fuga da Kabul di Asma: diario dei cinque giorni che mi hanno ridato la libertà.

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“Quell’autunno a Budapest” di Liliana Martissa Mengoli

È il 1956 e la vita serena e privilegiata di Cecilia, studentessa italiana della buona borghesia, muta inesorabilmente in terra d’Ungheria, nell’impatto con la realtà dell’oppressivo regime comunista. A farla maturare contribuisce pure il difficile amore per il tormentato, ombroso Mátyás, che mal sopporta la sua condizione di prigioniero in patria e appare ferito nell’anima anche per le esperienze dolorose vissute. Le vicende di diversi altri personaggi, fra i quali János, fervente comunista, la giovane aristocratica Margit, il brillante diplomatico Marcello Pallavicini o l’illustre chirurgo Ferenczi, concorrono a delineare l’inquietante, affascinante mosaico della vita di oltre cortina negli anni Cinquanta. Quando la rivolta, improvvisa e inarrestabile scoppia a Budapest, ognuno deve fare le proprie scelte ed anche Cecilia, nonostante sia una straniera, rimarrà coinvolta in quella sublime pazzia che è la lotta disperata di un popolo contro i carri armati sovietici.

 

 

Quell’autunno a Budapest: NON vi deluderà!

 

Come nasce questo libro?

Questo romanzo nasce da una esperienza di vita che mi ha portato, negli anni antecedenti la caduta del Muro di Berlino, a conoscere l’Ungheria, una nazione in bilico fra oriente e occidente che mi ha affascinato per la decadente bellezza della sua capitale, la travolgente musica zigana e il suo emozionante passato.

Ho potuto anche toccare con mano come si vivesse in un paese dell’Europa dell’est dove l’oppressione del regime comunista era ancora palpabile e ho potuto percepire frequentando i giovani di Budapest il loro desiderio di libertà, l’attrazione per il mondo libero da cui erano tagliati fuori e l’amarezza per il fatto di sentirsi in gabbia senza prospettive e speranze per il futuro. Alla fine, anche se l’argomento era ancora tabù, ho appreso dalle loro esperienze familiari di come sia nata e si sia sviluppata quella disperata Rivolta di Budapest che nell’autunno del 1956 aveva emozionato il mondo intero.

Da questo coacervo di esperienze personali, di testimonianze e di forte empatia per la popolazione magiara è maturata in me l’esigenza di ambientare proprio nell’Ungheria del 1956 la storia d’amore fra l’italiana Cecilia e Mátyás, un giovane di Pest la cui figura è ispirata a una persona realmente esistita

 

Quale messaggio vuoi trasmettere?

     In un momento in cui i vecchi ideali sembrano ormai tramontati, vorrei ricordare che valori come il sacrificio per la libertà e l’amore per la patria, che hanno visto uniti gli studenti e gli operai ungheresi nella loro impari e romantica lotta contro l’oppressore, sono tuttora validi, perché la libertà e la pace non sono, come forse ci illudiamo, acquisiti per sempre nella stessa nostra Europa. Ce lo dimostrano i carri armati che circolano per le strade dell’Ucraina, non tanto lontana da noi.

Leggi il mio libro perché….

       Perché ti emozionerai seguendo le tumultuose vicende dei protagonisti che si muovono in un altro luogo e in un altro tempo e, se rimarrai coinvolto come Cecilia nella eroica rivolta ungherese contro l’Armata Rossa sovietica, potrai dire alla fine: “Quell’autunno a Budapest c’ero anch’io.”

Progetti futuri?

Innanzitutto la promozione di questo libro sui social, che finora ho completamente trascurato, limitandomi alle presentazioni che mi sono più congeniali, ma che l’epidemia ha drasticamente interrotto.

C’è inoltre qualche personaggio che preme per prendere forma in un nuovo romanzo, ma lo sviluppo della trama è ancora caotico.

 

Per approfondire: AMAZON

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“Le sorelle Lacroix” di Georges Simenon

Come può deludere Georges Simenon? Impossibile.

Così LE SORELLE LACROIX m’hanno tenuto compagnia durante il weekend al mare nella splendida cittadina di Viareggio.

Un libro scritto nel 1937 ha sicuramente numerosi aspetti affascinanti.

Un’epoca lontana, così diversa, così drammatica, così cruda.

“…Piena di grazia, il Signore è teco…piena di grazia, il Signore è teco…” è la litania di Genoveffa, figlia di Matilde e Emanuele Vernes, restauratore e pittore che, all’interno del suo atelier, al piano superiore crea, disfa e si isola dal mondo anche attraverso una profonda scrittura che sarà poi ritrovata dopo il suo suicidio.

Protagoniste sono le due sorelle Lacroix, Matilde e Leopoldina chiamata Poldina, vivono tutti insieme in questa grande casa e l’odio, il disprezzo e la mancanza di fiducia sono gli ingredienti delle loro giornate.

Genoveffa ha un fratello, si chiama Giacomo e vuole scappare via con la sua fidanzata (figlia del notaio) perché non sopporta più il clima ostile che si respira sopratutto tra le due sorelle.

Genoveffa però vive di presentimenti, dice che si sta ammalando, un fatto poi (all’inizio del libro) farà da apripista ad una serie di angherie.

Il libro si divide in tre parti e Genoveffa, dopo una serie di incontri con diversi dottori, morirà.

Così facendo le due sorelle vivranno insieme, certo, secondo la loro modalità dove ODIO e RANCORE son sempre a portata di mano.

L’arsenico sarà tra i protagonisti del romanzo, 171 pagine di tensione e sentimenti vari.

Matilde ed Emanuele pur dormendo nella stessa camera non si parlano dalla nascita di Genoveffa, cioè da quando Matilde ha scoperto che lui e la sorella erano amanti e che Sofia era sua figlia. Il matrimonio e l’immediato esilio in Svizzera del marito casuale era stato l’espediente per dare una decente copertura.

“Esse erano due, due Lacroix che potevano vivere perché potevano odiarsi a vicenda, sospettarsi, sorridersi con falsità, osservarsi di sottecchi, camminare sulla punta dei piedi… e l’odio diventava più spesso, più denso più pesante, poiché lo spazio era più ristretto”

CONSIGLIATO!

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“Scritto sulla sabbia” di Fausto Vitaliano

Perché ho comprato questo libro?

Perché prima mi son innamorata del libro, nella sua estetica e poi… LA STORIA M’HA RAPITO!

Fausto Vitaliano ha una grande capacità: il suo stile è calamitante e la voglia di mangiar letteralmente la storia è dietro l’angolo.

“Stai imparando a nuotare dove non si tocca!”

Con questa frase vi introduco SCRITTO SULLA SABBIA, un’indagine di Gori Misticò, protagonista indiscusso della narrazione di Fausto Vitaliano.

Siamo in Calabria e i tempi delle streghe non son così lontani, anzi.. Esterina Castellano lo sa bene, la sua memoria durerà per decenni scoprendo poi che la verità è assolutamente un’altra. (E lo scopriremo attraverso 328 pagine)

Federico Costantino sale di livello dopo che Gori va via ufficiosamente. L’indagine però sarà condotta da entrambi i carabinieri tra i dolori di Gori e la stima che Costantino nutre nei riguardi del Maresciallo.

La storia si apre con un calabrese, pescatore, che ha un compagno di viaggio: un serpente. (Che particolarità!); lo stesso in un bosco “maledetto” incontrerà un corpo non ben identificato.

In piazza, poi, c’è una corsa politica, sociale e imprenditoriale tra vari soggetti che faranno parte del romanzo.

Nicola, il dottore, chiude l’amicizia con Gori dopo alcuni pugni in faccia, Julia e il cambio di vita, l’agente Maioni, Michele (un amico scomparso giovane che tiene compagnia nei monologhi interni di Gori), la vedova Mastranzo, Catone Ruggiero, Catena Ciullo, Guido Salmastro (il barbiere e il suo taglio), il proprietario del bar del centro Saverio Cozzetta, Don Vito.

“Tutti tengono una seconda possibilità e questa possibilità si chiama domani”

Gori possiede IL GENIO, pensa che sia la soluzione, chissà se alla fine lo sarà davvero?

SCHEDA

Nelle storie di Topolino nessuno invecchia, a ogni nuova puntata si ricomincia da zero: ma la vita vera non è così e Gori Misticò lo sa bene. Ex infiltrato in operazioni di antiterrorismo al Nord, poi ritiratosi in Calabria vicino alla mezzaluna di sabbia della sua giovinezza, Gori si trova a fronteggiare il nemico più crudele: le cure non hanno funzionato, la malattia avanza e lui non intende concederle l’ultima parola. Ma come al solito qualcuno ha bisogno di lui. Il brigadiere Costantino, per esempio, è alle prese con il caso di una donna trovata morta… per la seconda volta, visto che all’anagrafe risulta deceduta da anni. Due bambini sono stati rapiti, forse dalla strega con gli occhi verdi che si dice abiti nel bosco della Papalùta. Una ragazza misteriosa lo invita a provare la linea di volo tesa tra le montagne e il mare. E, infine, da un cassetto spunta la foto del latitante che ha inseguito per tutta la vita: suo padre. Trent’anni prima, lui e il suo più grande amico erano dove la cassetta postale arrugginita è l’ultimo segnale di presenza umana, al limitare del bosco, senza trovare il coraggio di entrarci. Ora non ci sono più scuse per tornare indietro.

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“La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier

Son felice di aver comprato questo testo durante una domenica di Maggio.

I mercatini dell’usato sono il mio posto preferito sopratutto per i libri.

“La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier è un TESTO STRAORDINARIO, UNICO, PAZZESCO.

La descrizione è la seguente: Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell’artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso… Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni.

Uno stile piacevole, un libro che si divora con facilità, 250 pagine circa di pura poesia dove uno spaccato di vita del 1665 si apre dinnanzi a noi.

Mi innamoro raramente dei libri: questo m’ha conquistato con la sua innocenza e purezza.

Un libro non nuovo ma con una storia così forte che vive nei secoli.

Per completezza (personale) ho noleggiato il film e ho trovato delle piccole incongruenze, scelta sicuramente del regista ai fini cinematografici.

Il libro pubblicato con Neri Pozza è un libro che regalerei ai più sensibili d’animo.

Compralo con un click

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“La fortuna” di Valeria Parrella

“Siamo strani: crediamo più a quello che abbiamo sempre veduto che a quello che stiamo vedendo, ci fidiamo più del passato che del presente”

“La fortuna” di Valeria Parrella è entrato nella mia libreria di recente, una nuova penna che arricchisce il mio cuore, la mia mente, i miei spazi.

Nel giorno dell’eruzione del Vesuvio Lucio segue l’ammiraglia di Plinio Il Vecchio scoprendo così che no, non è un monte ma un vulcano.

L’autrice ha un lessico ricercato, si comprende da subito il suo impegno per la stesura di un romanzo non facile: il mondo classico ha una nuova veste, quella di Valeria Parrella.

La notte prima di partire si fa l’amore tra urla, feste, vino, morte e saluti.

La partenza, le lotte, i mercanti, le danzatrici: Orazio, Alessandro, Cassio, Lavinia, Secondo, Quintilliano sono sono alcuni dei protagonisti del romanzo “La fortuna” edito da Feltrinelli.

“Credo che l’amore sia questo: un inizio”

139 pagine, 16 euro.

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L’intervista a Silvia Nitrato Izzo

“Il giorno in cui invitai l’ansia a prendere un tè” è libro che racconta una storia nella quale è difficile discernere la realtà dall’immaginazione, il sogno dal vero.

L’opera tratta del rapporto della protagonista con due personaggi “scomodi” della sua vita ed il percorso per superarne la difficile presenza.

Ansia e Disturbo Ossessivo Compulsivo diventano esseri antropomorfi assumendo le sembianze di due persone. Il confronto tête à tête avviene davanti ad una tazza di thè in quella che sembra essere una seduta psicoterapica con le proprie insicurezze e difficoltà.

L’incontro avviene in particolare grazie alla dottoressa S. la psicoterapeuta della protagonista.

Per liberarsi dai suoi due “amici d’infanzia”, ospitati a casa per l’occasione, la protagonista intavolerà una lunga riflessione ritornando con la mente all’infanzia e alle sue fragilità.

Silvia Nitrato Izzo non vi deluderà

Come nasce questo libro?

Questo libro nasce dall’idea di condivisione. Mentre mi trovavo nel mezzo di un percorso di psicoterapia pensai di mettere nero su bianco i miei pensieri per aiutarmi nel districarli, visualizzare e semplificare. Già da qualche tempo questo stesso percorso mi aveva sbloccata riguardo il desiderio di scrivere: finalmente riuscii a buttarmi, senza paura del giudizio e così iniziò la stesura del libro. Al ritorno da ogni seduta scrivevo un capitolo. E il tono era più ironico o serio a seconda di come era andata la seduta. Ha preso vita un po’ alla volta, contemporaneamente alla nuova me che “prendeva vita” più consapevole e matura. Pensai che se stesse facendo bene a me magari avrebbe potuto aiutare qualcun altro.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Di non aver paura di mostrare le proprie fragilità che al loro interno nascondono anche i loro punti di forza. Di non vergognarsi nell’esprimere ciò che si sente: paure, stranezze, ansie… di chiedere aiuto. E soprattutto di lavorare per abbattere i taboo che spesso sono legati ai disagi psichici. Normalizzare, far sì che più persone possibili possano sentirsi comprese e capite nelle loro difficoltà o stramberie. Ciò che mi premeva era far si che chiunque, leggendo il mio libro, potesse pensare “non sono solo”.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché… di preciso non saprei. Però potrei azzardare: per approfondire argomenti affascinanti, per curiosità per riconoscerti nelle parole di qualcuno che magari è simile a te sotto alcuni aspetti. Non sostituisce assolutamente un vero percorso di psicoterapia ma può essere un ottimo compagno di viaggio nel momento in cui si dovesse decidere di iniziare a scendere dentro di sé. Magari leggere il mio libro può rappresentare una spinta motivante a intraprendere questo viaggio.

Progetti futuri?

Progetti futuri? Il secondo capitolo del mio primo piccolo libro: “Maldestra e Spettinato – racconti di una Principessa e un Cavaliere”, anche questo un testo introspettivo dedicato alla riflessione interiore, in chiave più metaforica e “di coppia”. Un libro per bambini: “La bambina che rigirava i racabozzi”, un testo dedicato ai cani e alla psicologia canina e il secondo capitolo di questo libro che magari sarà intitolato: “Il giorno in cui invitai l’ansia a bere uno Spritz”.

…Mi piace scrivere testi in forma breve, lo trovo motivante, un buon esercizio e mi permette di cambiare spesso argomento o scrivere anche due testi contemporaneamente. Non escludo però che prima o poi mi possa cimentare nell’epica impresa di scrivere un “mattone”. Spero, però che sia almeno di lettura leggera.

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“L’esordiente” di Raul Montanari

Spoiler: Raul Montanari entra nella mia libreria per la prima volta. 

Sono letteralmente innamorata del suo romanzo “L’esordiente” pubblicato con Dalai editore. 

L’innamoramento avviene da subito considerato lo stile unico dello stesso scrittore. 

Il protagonista si chiama Livio, da subito fa sorridere il rapporto che ha con la madre, conversazioni di pochi minuti dove lei, dall’altro capo del telefono, comprende subito il suo umore. Lei una donna bellissima, rimasta nel paese natale, apre le conversazioni parlando sempre della sua lavatrice. 

Livio invece vive a Milano, è uno scrittore affermato, lo chiamano il giallista, definizione che lui odia. 

Si presta all’interno dei programmi televisivi che detesta, frequenta di malumore salotti letterari, è ossessionato dalla vincita del premio dell’anno. 

Durante i suoi corsi di scrittura incontra tantissime donne, Veronica lo farà innamorare, Veronica gli ruberà il cuore, Veronica sarà una stella danzante della sua vita. 

Poi c’è Silvia, l’ex moglie rimasta sempre lì, ad attenderlo con occhi languidi, anche lei stella danzante offuscata però da emiliano, il suo nuovo compagno, amico-nemico stesso di Livio. 

Un rapporto strano, morboso, dove i nemici di Livio sono i protagonisti della cattiveria dello stesso Emiliano. 

A fine romanzo i conti torneranno ad essere dalla parte di Livio, forse qualche dente in meno.. ma quante soddisfazioni in più.

Consiglio questo testo sia per il suo stile unico, per le storie, per il suo mestiere: il protagonista è uno scrittore, si parla di un famoso premio in Italia e le dinamiche editoriali molto interessanti ne fanno da protagoniste. 

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“La cura di velluto” di Mara Piva

“Ci siamo fusi nell’estasi di un amore ultraterreno per un tempo infinito. Ho avvertito qualcosa di più profondo della felicità: la completezza totale di ciò che sono. Ho sentito una sensazione magica e celestiale, una pace sconfinata e un’energia vorticosa insieme. La totalità, come il loro cielo, come la luce e l’ombra, come il bene e il male. Noi siamo diventati uno. Ci siamo ritrovati su quel letto di fiori soffici. Loro, senzienti e felici di accoglierci, hanno contribuito a creare la quiete rasserenante che stavamo respirando dopo l’atto d’amore che ci ha illuminato l’anima. Abbiamo letto i nostri pensieri”.

Fantasia e realtà si mescolano insieme in modo magistrale tra le pagine de La cura di velluto, opera d’esordio della brillante Mara Piva.

Protagonista è Sara, che nei giorni della pandemia da Covid-19 ci narra l’inizio della sua fantastica vicenda, avvenuta a Milano nel 1999, quando studiava all’università con l’amica taiwanese Lin. Una serie di circostanze fa entrare nella vita di Sara il misterioso ma affascinante medico Daniel, il quale decide di affittarle una camera nella sua dimora. Il legame tra i due si fa sempre più stretto col passare del tempo fino a sfociare in vero amore, ma nel frattempo Daniel dimostra capacità fuori dal comune: sente i pensieri di Sara e compare vicino a lei a velocità impossibili per un essere umano. Mentre la realtà che circonda Daniel e la sua famiglia viene pian piano alla luce, la coppia deve anche gestire la difficile situazione sentimentale di Lin con Riccardo, erede di un’azienda al centro di una spiacevole bufera mediatica.

La realtà che si dipanerà infine davanti agli occhi di Sara supererà ogni limite consentito dalla sua immaginazione, conducendola ben al di fuori del mondo a cui è abituata… e da quel giorno, inevitabilmente, il suo modo di vedere le cose – piccole o grandi che siano – non sarà più lo stesso.

Sentimenti puri s’intrecciano tra queste pagine, con una dolcezza e una sensibilità che appartengono all’autrice e che sa trasmettere in modo profondo, accompagnate da una dovizia di particolari che fanno de La cura di velluto una lettura piuttosto impegnativa… ma per quello che ci offre, ne vale senza dubbio la pena. Un’opera che tra le altre cose ci fa fare un bel balzo nel passato, non così lungo ma pur sempre notevole, se comparato al nostro presente: quando gli smartphone non erano ancora incollati alle nostre mani, quando non eravamo ancora avviluppati a multimedialità, streaming e social network, né costretti da mascherine e certificazioni per affrontare la quotidianità. Questo libro sarà senza dubbio in grado di farvi riprovare il buon sapore di un recente passato.

Come nasce questo libro?

Questo romanzo iniziò a manifestare la propria esistenza, dentro me, molti anni fa. Mi trovavo di fronte al mare della mia amata Sardegna, mentre stavo leggendo la biografia di Steve Jobs, scritta da Walter Isaacson. Ero in vacanza, in completo stato di rilassamento e immaginai una storia che avrebbe avuto il compito di trasmettere un messaggio ben preciso. Fu lei a svelarsi a me ed io l’accolsi per lasciarla sedimentare al mio interno. Tale passaggio è obbligatorio nel mio processo creativo e lo seguo diligentemente ogni volta in cui mi pongo al servizio di un’opera che deve trovare forma nella materia. Sono anche pittrice e designer, il percorso di creazione è il medesimo per ciascuna di queste attitudini. Al ritorno dalle vacanze fui travolta dai miei numerosi impegni e lasciai che la storia prendesse forma, in completa autonomia, nel mio cuore. Molti anni dopo, nel marzo del 2020, ringraziai il lockdown che mi obbligò a fermarmi. Solo in quel momento le vicende di Sara e Daniel urlarono a gran voce che era giunto il momento di uscire da me. Così fu: iniziai a scrivere ogni giorno e non smisi finché il romanzo terminò di suggerirmi concetti e parole.

Quale messaggio vuoi trasmettere?

Il messaggio, da trasmettere al prossimo, è nato prima della storia. Tutta la narrazione ruota intorno al concetto che è contenuto anche nel titolo. Esiste una cura, morbida e soave come petali di velluto, che può essere messa in pratica da ciascuno di noi, al fine di contribuire alla nostra evoluzione. Abbiamo molte cose da imparare affinché tale emancipazione avvenga, ma la prima, forse la più importante, è divenire consapevoli del nostro immenso valore per farne buon uso.

Leggi il mio libro perché..

Leggi il mio libro perché contiene un dono del quale solo il lettore potrà appropriarsene.

Progetti futuri?

Durante il periodo in cui scrivevo questa storia, il seguito prendeva forma. Ho intenzione di sedermi e immergermi nel secondo libro il più presto possibile.

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