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Ancora Shakespeare!

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta Ancora Shakespeare!

Dal 16 al 20 gennaio 2018 al Teatro Trastevere a Roma

Scritto e diretto da Vox Animi

Con

Stefano Bramini, Aurora Di Gioia, Valentina Guaetta, Paola Moscelli e Lodovico Zago.

Tutti odiano Shakespeare! E Shakespeare è dappertutto! Nei libri, negli spettacoli, nei film, nelle riscritture e nei “liberamente tratto da”. C’e chi non lo capisce e chi l’ha visto troppe volte. E chi tutte e due le cose insieme. Molti dicono di capirlo e di venerarlo, tanto da cercare di convincere il mondo che, in verità, quel trincatore di tè incallito doveva per forza essere italiano. Pochi, troppo pochi però si chiedono:
“Perché lui?”
E ogni volta che viene posta questa domanda, i Molti si scagliano sui Pochi, tacciandoli di ignoranza e rispondendo con protervia:
Perché Lui è Shakespeare!”
Ai Pochi non rimane che radunarsi in vicoli bui o fredde taverne per sfogare la loro frustrazione per questo hype letterario, mentre spacciatori e prostitute scuotono la testa con disprezzo. Ma da
qualche parte un uomo decide di non reprimere più la sua frustrazione e in un teatro, durante una rappresentazione dell’Amleto, farà capire a tutti la verità .
“Ancora Shakespeare!” è il nuovo progetto della Compagnia Vox Animi, una commedia che si occupa di esplorare e “ridimensionare” con leggerezza la figura di Shakespeare nel teatro moderno. Vengono raccontati, spiegati e dissacrati gli spettacoli più famosi dell’autore inglese: un piccolo e divertente percorso, da Amleto a Macbeth passando per le consulenze matrimoniali di Otello e Desdemona, per far scoprire Shakespeare a chi non lo conosce e per reinventarlo agli occhi di chi lo conosce troppo.
Dopo il format americano “30 Spettacoli in 60 Minuti”, la compagnia Vox Animi torna con il suo umorismo irriverente a dare vita a quasi quaranta personaggi che si destreggeranno tra situazioni
assurde e grandi monologhi classici, nella speranza di aiutare il pubblico a trovare una risposta alla domanda:
“ Perché Shakespeare?”

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«Ma che bar è questo?» «Un bar all’italiana!» «E cioè?» «Gestito male!»,cultura,eventi,gennaio 2018,roma,teatro,teatro trastevere,vania lai

Il Bar da Liborio (gestito male)

Il Bar da Liborio.

(gestito male)

dal 9 al 14 gennaio 2018

Regia

Lucrezia Scamarcio

scritto da Gianmarco Orlando

 

Con

Gabriele Crisafulli – Damiano Venuto – Giulio Ronzoni – Gianmarco Orlando.

Musiche

Giulio Ronzoni.

Scenografia

Andrea Faccini.

 

«Ma che bar è questo?»

«Un bar all’italiana!»

«E cioè?»

«Gestito male!»

 

Che cos’è il bar da Liborio. Un Luogo di schizofrenia delirante ed esilarante.

Un luogo dove ogni cosa perde di senso o ne acquista, dipende dagli occhi di chi lo guarda.

Una piccola magia, infondo siamo a teatro dove si esibivano anche i prestigiatori.

Cosa accade?

Liborio è in scena da solo con quello stupido ludopatico di Pierangelo, tutto sembra presagire una normale giornata al bar per i due quando ad un certo punto…

Aspettate un momento ma perchè ve lo sto raccontando?

Venite a guardare lo spettacolo e basta!

E se siete già a teatro seguite con attenzione, fidatevi se vi distraete è la fine.

E fate silenzio in sala. E mettete il silenzioso ai telefoni. Non li usate proprio. Buona visione.

Tenete a mente: questo non è uno spettacolo ma un’evento, una festa.

Siete parte anche voi del mondo della Compagnia del Caso, lasciatevi guidare dai nostri esperti membri in un mondo di pura immaginazione, o quasi.

Gli attori e autori a fine spettacolo resteranno a vostra disposizione per qualsiasi domanda.

 

Teatro Trastevere
via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma lun-sab: 21:00 / dom: 17:30

Ufficio Stampa Vania Lai

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L’ANGELO STERMINATORE di Luis Bunuel

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

L’ANGELO STERMINATORE

di Luis Bunuel

dal 5 al 10 dicembre ore 21

Cinismo e perversione. Il decoro del degrado. La facciata splendente dell’ipocrisia.
Volontà annichilite, l’odore ridondante delle proprie mura.
Esseri che non possono fare quello che vorrebbero: uscire da una stanza.
Schemi e convenzioni che “spolpano” l’essere del proprio nome smacherandone, in una lotta di
supremazia inconscia, la vera personalità.
Anime divorate, signorilità marcate, il blackout della percezione di se stessi.
Un impasto umano che diventa incubo visionario.
-“Lei puzza di iena”
-“ Che cosa?”
-“Dico che lei puzza di iena.”
Si vuole mettere in scena il paradossale immobilismo dell’uomo moderno che viene inglobato nella fragilità e nell’impasto dei suoi sordidi vizi, in quell’ipocrisia attraverso la quale si tenta di mistificare la paura della vita e degli altri. L’Essere umano svuotato del suo significato e valore più alto, degradato ad egoistica e inconsapevole cellula cancerogena di una società bestiale destinata
ad auto consumarsi pur difendendo incessantemente la sua sopravvivenza.
REGIA E ADATTAMENTO: Susanna Lauletta – Alessandra Silipo
CAST:Stefano Ferrara, Stefano Flamia, Valerio Giordano,
Emanuele Guzzardi, Susanna Lauletta, Fabrizia Scopinaro, Alessandra Silipo
FOTO: Emilia De Leonardis
GRAFICA LOCANDINA: Leonardo Buttaroni
COSTUMI: Alessandra Silipo
DISEGNO LUCI: Susanna Lauletta
“L’uomo reca in sé la propria condanna e la propria salvezza.
La sua stessa anima è la gabbia che lo terrà prigioniero…”
L’Angelo Sterminatore come dissacrazione di tutte le consapevolezze fittizie, una forza oscura che abbraccia tutti, nessuno escluso.
Teatro Trastevere
via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma
Ufficio Stampa
Vania Lai
vanialai1975@gmail.com
3388940447
contatti:
065814004
info@teatrotrastevere.it

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cultura,eventi,il blog di eleonora marsella,noir,roma,teatro,teatro trastevere,THRILLER

 “Déjà vù – a volte ritorno” a Teatro Trastevere

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

10-15 Ottobre 2017

 “Déjà vù – a volte ritorno”

 

Regia

Leonardo Buttaroni

Soggetto di: Leonardo Buttaroni

Scritto da: Lorenzo Misuraca

Con

Ermenegildo Marciante, Daniela Ioia, Leonardo Buttaroni

Scene di Roberto Pavoni

A volte ritorno…il tempo è una grottesca illusione

cit.

Cosa succederebbe se rimanessi incastrato in un loop temporale costretto a rivivere sempre la manciata di minuti che ti separa dal tuo omicidio? E se in questo breve tempo dovessi non solo salvarti la vita ma anche capire chi e perché vuole farti fuori?”

“Déjà vù – a volte ritorno” è un thriller comico che parte proprio da questa premessa e procede in una sequenza di colpi di scena che si abbatteranno come un destino ciclico su i due protagonisti della storia. Tutto calato in un’atmosfera surreale e straniante, solo accettando il corto-circuito del tempo e guardando in faccia la verità, i protagonisti riusciranno ad uscirne vivi. Forse.

 

L’autore dice:

“Questa idea parte da lontano: c’è tanta difficoltà a mettere in scena questa commedia nera, prima di tutto per il fatto che rappresentare un salto temporale a teatro non è mai cosa semplice, secondo poi strutturalmente è una commedia ostica per gli attori: soprattutto per la complessità dei movimenti scenici.”

Tutta l’atmosfera è densa di mistero: la scelta di tagli di luci che scavino il viso per dare la giusta atmosfera e la recitazione originale, puntano alla credibilità dei personaggi stessi, suscitando il riso e creando la giusta dinamicità, per un risultato pieno di azione.

L’intenzione infatti è quella di regalare al pubblico uno spettacolo ricco ed esplosivo, un mix tra giallo, thriller e commedia noir in cui ad ogni quadro possa succedere qualcosa di imprevedibile e sorprendente per lo spettatore, dove:

“…il buono diventa cattivo e viceversa, dove ad ogni angolo c’è un imprevisto: immaginate tre personaggi in una roulette russa,dove uno di loro può provare ancora e ancora e ancora…”

 

 

10-15 Ottobre 2017

Déjà Vù – a volte ritorno

Teatro Trastevere, via Jacopa de’Settesoli 3, 00153 Roma

orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

contatti:

06.5814004

info@teatrotrastevere.it

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casta morta,roma,spettacoli,teatro trastevere

La Casta Morta

LA CASTA MORTA

dal 28 febbraio al 5 marzo 2017

Soggetto di Luigi Marinelli e Michele Sganga
Testo di Adriano Marenco

Regia di Simone Fraschetti

con Raffaele Balzano, Marco Bilanzone, Valentina Conti, Francesca Romana Nascè, Mersia Valente, Marco Zordan

Installazioni a cura di Pamela Adinolfi, Alessandra Caputo, Daniele Casolino, Lisa Rosamilia, Antonio Sinisi

Musiche di Michele Sganga
Soprano: Nora Capozio
Violino: Lia Tiso
Pianoforte: Michele Sganga
Chitarra, riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione: Studio Sonicview – Roma

Scenografie di Domenico Latronico

Foto di scena Ikonica Foto

Produzione Patas Arriba Teatro

La casta morta nasce come omaggio all’autore de La classe morta, Tadeusz Kantor, del quale nel 2015 ricorre il centenario della nascita.

Uno spettacolo nuovo, un’opera originale ispirata alla sua concezione dell’arte come libertà, continuo dissenso e “salvezza”. Quelli che erano i vecchi-bambini de La classe morta sono ora ministri e deputati, l’aula scolastica diviene aula parlamentare. Il potere da una parte, l’arte come “realtà del rango più basso” dall’altra.

Cinque parlamentari e un commesso eleggono il presidente fantoccio Neoplasio. A turno lo animano, gli danno voce ma, in Neoplasio, burattino e burattinaio coincidono. Nell’ombra della sua autorità faranno tutto il possibile per mantenere il potere fino alla fine dei giorni.

In scena il potere economico, rappresentato da una lavagna-monolite, e quello politico, rappresentato dalla casta, vivono la massima intimità nel momento del bisogno fisiologico.

La casta sa di essere morente. Ora dovrà trovare il modo di rigenerarsi. I deputati ricercano solo un nuovo tipo di potere, per continuare ad esistere, un potere dal volto umano, che si avvicini alla gente creando nuovi consensi.

Mentre la pars destruens dello spettacolo è giocata dai politici, la pars costruens è rappresentata dal mito omerico: in tempo di guerra Kantor aspettava il ritorno di Odisseo alla stazione di Cracovia, l’eroe doveva tornare a casa, sconfiggere i Proci usurpatori e ristabilire il buon governo. Ne La casta morta cinque happening evocheranno il tempo del mito in luoghi scenici adattati. Cassandra, Circe, Penelope e Athena aiuteranno Odisseo a ritornare a casa.

La casta è un branco.

Il branco difende il proprio territorio, la zona di caccia, il bacino di voti. Ogni esemplare monta la guardia, difende, aggredisce e sbrana. Ognuno di loro è simile agli altri, stessa pelliccia, medesimo appetito. Avanzano a quattro zampe nella storia, troveranno la postura eretta ed il potere.

La casta è un sistema di stratificazione gerarchica della società.

Al vertice un Presidente, dietro di lui ministri e parlamentari.

Nel fondo i cittadini.La casta parla di sé, non si censura, non si pente di nulla. A volte il Mito torna nella storia in forma di sogno, di reminiscenza disturbante. I vecchi insegnanti-personaggi mitologici appaiono ai cattivi scolari, li terrorizzano, li puniscono. Ma il Mito è un racconto e non può cambiare la realtà. La casta continuerà a graffiare la storia, a salvaguardarsi, a rigenerarsi.

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Civico 15

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

“CIVICO 15”

di

Olimpio Pingitore

Dal 21 al 26 febbraio 2017

Con:

Silvia Cox, Albamarina Dei, Fabrizio Nicoletti, Olimpio Pingitore, Francesca Targa, Gianlorenzo Tennenini.

Regia: Olimpio Pingitore

Una palestra anonima in una anonima città. Una riunione di condominio. Un ascensore da approvare. Sei personaggi insoliti amanti dell’umanità ma intolleranti verso il vicino della porta accanto. Questo lo scenario con cui si apre la divertente commedia “Civico 15” che la Compagnia TramAttori porta in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 26 febbraio con la regia di Olimpio Pingitore:

Un’occasione per rivivere, divertendosi, le dinamiche che tutti noi affrontiamo nelle tanto odiate riunioni condominiali; microcosmi di intrighi, conflitti e pettegolezzi che fotografano vizi e virtù di una piccola comunità. La vita condominiale, si sa, è tutt’altro che semplice, una vera e propria selva intricata di problemi e piccole angherie in cui i condomini litigano, straparlano e quasi mai si ascoltano”

Fin dagli inizi è importante quindi decidere che tipo di relazione volete mantenere con i vostri vicini, se di amicizia o di distaccata cortesia. In ogni caso cercate di applicare il principio di non fare agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi. A chi non è capitato di “affrontare”, armandosi di santa pazienza e di una buona dose di coraggio, un’assemblea condominiale?

Chi, non si è trovato faccia a faccia con il proprio vicino/nemico o con la vicina/amica e, durante la seduta, riderci, litigarci, soffrirci per poi alla fine sparlare degli assenti? Ebbene, a chiunque non abbia mai avuto la fortuna/sfortuna di parteciparvi, con questa pièce gli verrà restituito uno spaccato di vita reale, per chi invece, ha ripetutamente partecipato a delle assemblee si interrogherà: ma io sono così?

Evitate di avere dei vicini se volete vivere in pace con loro!

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