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‘Qualcosa non torna’ di GIANLUCA GIUSTI

Questa settimana ho recensito un libro veramente interessante e insolito, lui non è uno scrittore per professione anzi fa ben altro nella vita ma la semplicità e l’ironia utilizzata attraverso la sua scrittura fa del suo libro un vero capolavoro da avere assolutamente nella propria libreria.

Gianluca Giusti autore del libro “Qualcosa non torna” classe ’64, per professione si destreggia all’interno degli ambienti farmaceutici e oggi vi presento il suo terzo e ultimo libro.

gianluca giusti foto

(qui ci sono le pagine dei suoi precedenti libri https://www.facebook.com/pages/OscuraMente/506891599429331
https://www.facebook.com/pages/Cuba-istruzioni-per-luso/205027556368020 ).

Il nuovo libro Qualcosa non torna è abbastanza corposo, con le sue 354 pagine scorrevolissime ci guida attraverso un percorso informativo-riflessivo sui “misteri” del mondo. Cosa tratta?

Si parla di religione, peccato, le ultime ore di Gesù, le tre religioni monoteistiche, paradiso o inferno, miracoli, stigmate, reincarnazione, ufo, astrologia e tantissimo altro ancora.

Il volume è costituito da tre capitoli, oltre alla prefazione e alle dovute conclusioni.

La lettura si presenta oggettiva e ricca di dati, sono presenti spiegazioni, teorie e aneddoti sui misteri del mondo ovviamente trattati con la massima semplicità e ironia.

Un particolare che m’ha colpito è che durante il libro si incontrano aforismi celebri attinenti ai paragrafi trattati.

Nel paragrafo che tratta Le contraddizioni di Dio Giusti scrive << La religione per spiegare l’ignoto propone decise ma semplici spiegazioni che riescono a convincere facilmente in modo immediato e rassicurante, senza bisogno di riflessioni o studio critico. Di contro la spiegazione scientifica è spesso difficile ma soprattutto non è alla portata di tutti. La risposta della scienza poi, è spesso molto meno romantica, rassicurante e piacevole della versione religiosa. >>

Un altro passaggio molto interessante dal punto di vista dei dati si trova nel paragrafo Religione e cita << L’Universo così grande ha leggi fisiche note che lo governano e ci riguardano direttamente, come la velocità della luce, la legge della gravità universale, l’elettromagnetismo, la forza nucleare debole e forte, le leggi della termodinamica ecc ma la cosa più affascinante è che l’Universo, in realtà, nasconde ancora un bel 96% di misteri. >>

Il libro di Gianluca Giusti è ricchissimo da qualsiasi punto di vista, le riflessioni logiche sui misteri del mondo sono affascinanti e intriganti al tempo stesso: un libro da avere!

Per l’occasione ho intervistato lo scrittore, approfondire nell’animo dell’autore mi affascina molto.

Come e quando nasce la passione per la scrittura?

<<Anzitutto grazie a te per questa opportunità e grazie ai lettori che stanno leggendo questa intervista. Quello di scrivere era un obiettivo che avevo fin da ragazzo. Mi mancava il cosa scrivere. Poi 2012 è arrivata l’idea e ho provato a farlo. Da lì è nato OscuraMente, il primo libro, che mi ha permesso di fare il mio esordio editoriale. >>

Perché hai deciso di incentrare il tuo terzo libro su svariati argomenti che, però, hanno tutti lo stesso filo conduttore (il mistero)? Solitamente su tali argomenti la gente guadagna miliardi sostenendo esattamente il contrario di ciò che hai scritto nel tuo libro. Cosa ti ha fatto pensare che, tali teorie, potrebbero essere utili al prossimo?

<<Perché sia che si tratti di Religione, paranormale religioso o di paranormale in generale si danno molte, troppo cose per scontato. Crediamo, in linea mediana, a una montagna di roba solo perché è così che ce le hanno sempre raccontate, magari grazie a una cultura religiosa che parte, guarda caso, dalla nascita con il battesimo. Diamo per scontato che Bibbia e Vangeli siano la verità assoluta senza magari averli mai letti, oppure perché abbiamo acchiappato qualche estrapolazione qua e là. Crediamo all’autenticità della Sindone o dei miracoli solo perché ne parlano, spesso senza contraddittorio, a Porta a Porta. Idem sul paranormale o gli Ufo. Se lo dice Voyager, sarà vero di sicuro. Ci piace credere nell’impossibile perché apparentemente sembra così, senza pensare o domandarsi mai se tali fenomeni sono riconosciuti o meno dalla comunità scientifica internazionale. È vero, quello che dici, certi autori fanno miliardi o milioni a cavallo di questi argomenti, ma qualcuno controcorrente doveva pur andarci. Eccomi qua! Vedi, nel mio ultimo libro Qualcosa non torna, non do esattamente delle risposte. In fondo in fine non sono nessuno per darle. Cerco un modo perché sia il lettore a trovare le risposte che cerca magari che rafforzino le sue credenze oppure le mettano in dubbio. Senza nascondere la mia parte scettico razionale, io propongo delle riflessioni, dei ragionamenti. Parlo direttamente con il lettore analizzando il tema in questione. Chiedo direttamente a lui se tutto quello che sta leggendo visto con un occhio critico e di analisi profonda dei fatti sia plausibile oppure è bene fermarsi un attimo e farci un pensierino sopra. Pensare e riflettere a fondo sulle cose non è mai negativo. È questo che rende il lettore il vero protagonista del libro. L’utilità soprattutto per il paranormale è enorme, visto il numero dei ciarlatani o persuasori occulti liberi di andare in giro a fare danni e quello delle vittime coinvolte. >>

Cosa bolle in pentola per il nuovo anno?

<<Ho terminato il mio quarto libro che parlerà e naturalmente sfaterà altri miti della mente. Non sembra ma ce ne sono diversi, alcuni davvero clamorosi. Sono alla revisione finale per cui nessun addio ma solo un momentaneo ciao>>.

Qui i riferimenti dello scrittore:

http://www.gianlucagiusti.com
https://www.facebook.com/pages/Qualcosa-NON-TORNA-di-Gianluca-Giusti/861820720512238?ref=hl
https://www.facebook.com/gianluca.giusti.64

Editore Edizioni c’era una volta, prezzo di copertina 13 euro.

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Intervista a Stefano Piedimonte

Stefano Piedimonte nasce a Napoli negli anni ‘80 e si laurea nella sua città all’Università ‘ l’Orientale’, dal 2006 lavora per il corriere del Mezzogiorno, prima come cronista di nera e poi come redattore web della testata, scrive racconti sul Corriere della sera, Il fatto Quotidiano, Corriere del Ticino e tanto altro ancora.

Esordisce con il Romanzo ‘Nel nome dello Zio’, edito da Guanda meno di un anno fa: la storia ruota intorno a Napoli, esattamente nei quartieri Spagnoli dove, l’affarista e mafioso ‘Zio’ ha un solo debole: Il Grande Fratello.

Una storia Fresca, interessante e ricca di elementi ‘reali’ e tipici del nostro tempo, ha suscitato in me estrema curiosità nel conoscere la mente, che ha partorito una stravaganza simile, complice la pazienza e dedizione dello Scrittore, è stato possibile conoscere altri lati dello Stesso Piedimonte.

Alla domanda se scrittori si nasce o si diventa, Stefano risponde netto e deciso: “ indubbiamente bisogna avere delle doti, ma è chiaro che quest’ultime si possono affinare col tempo, non credo che una persona priva di senso del ritmo, possa diventare un bravo musicista: questo è un discorso che funziona sempre, con la musica come con la scrittura, certo, i casi eccezionali ci sono sempre.”

La mafia è virus che si è diffuso e continua a diffondersi in qualsiasi terra, anche se le radici si trovano al Meridione, Lo scrittore pensa che la gente non abbia bisogna della Mafia, anzi se ne deve liberare, fin quando questo non accadrà non potrà esserci una crescita reale e duratura: si insinua laddove lo Stato fallisce, ma lo fa stringendo intorno al collo della gente un cappio ben più stretto di quello che c’era prima.

Una buona soluzione potrebbe essere la politica di sostegno delle fasce più deboli che non sia, pero, mero scambio elettorale e assistenzialismo da quattro soldi; con l’aggiunta di certezza della pena e indagini patrimoniali.

Tema caldo e importante nell’XI Secolo è rappresentato dell’editoria tradizionale, in contrapposizioni a delle nuove soluzioni nascenti come il Self-Publishing difatti, Stefano confessa che è fondamentale avere un buon Agente letterario poiché gli Editori, oggi, ricevono migliaia  di manoscritti se, invece, ad invitarli è un agente serio e conosciuto nell’ambito editoriale, l’editore lo leggerà con molta più attenzione.

Ringrazio Stefano Piedimonte per la gentilezza dimostratami, ma soprattutto, i migliori auguri per un lavoro che,  sotto forma di passione, diventa indispensabile a tutti, nella conoscenza (anche in modo ironico) di un problema grave come la Mafia, che affligge persone e l’intera società.

 Immaginelibri

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