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Il Tour degli Autori Emergenti 2017

Arriva il “Tour degli Autori Emergenti” a Roma, il 16 e 17 Dicembre 2017.

Un weekend letterario organizzato dalla Blogger Eleonora Marsella e il suo team: Maurizio Costa, Federica Girardi e Francesca del Vicario.

Un doppio appuntamento dove sarà possibile conoscere nuovi talenti nel mondo dell’editoria d’oggi.

Si terrà la presentazione del libro di Vittorio Piccirillo e Roberta Caradonna il 16 Dicembre alle ore 18 presso TOSCA ENOTECA BISTROT Via Pietro Giordani 21 (150 metri Metro B Basilica S. Paolo) Ristorante, enoteca, bistrot, pub.,  con performance poetica di Marco Patuzzi e letture di Francesca del Vicario, attrice di teatro.

Il 17 Dicembre dalle 12 alle 14 si terrà il brunch degli autori, presso Radio Kaos Italy, in via Eugenio Torelli Viollier 17: Francesca del Vicario interpreterà gli estratti dei libri di Roberta Caradonna e Vittorio Piccirillo, mentre Marco Patuzzi reciterà le sue poesie in diretta radio, video e facebook.

Ad entrambi gli eventi un piccolo buffet finale, ingresso gratuito per tutti.

 

 

16 Dicembre-TOSCA ENOTECA BISTROT Via Pietro Giordani 21 (150 metri Metro B Basilica S. Paolo) Ristorante, enoteca, bistrot, pub.

17 Dicembre- RADIO KAOS ITALY- via Eugenio Torelli Viollier 17- POSSIBILITà di vedere la diretta radio per tutti

 

EVENTO FACEBOOK

 

 

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“Un momento di chiarezza” di Silvia Trevisone

Oggi incontriamo una nuova autrice con un romanzo che ci porterà a riflettere sui nostri momenti di amarezza e profonde crisi personali.

Si chiama Silvia Trevisone con Un momento di chiarezza.

Nata a Milano nel 1982, laurea in sociologia presso l’Università di Milano Bicocca, vive nella provincia milanese.

 

Il libro racconta una storia che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha vissuto sia nella veste di vittima che in quella di carnefice con una moltitudine di certezze che crollano nel momento in cui gli eventi ci travolgono.

La protagonista è Daisy che non ha ben chiaro il suo posto nel mondo nonostante i suoi 33 anni e dalla quale ci si aspetterebbe una certa maturità o, per lo meno, la società prevede questo iter. Decide di gettare al vento la sua promettente carriera da chimico e di vivere con lavori saltuari rintanandosi nel suo monolocale che la separa dal resto del mondo che lei ha deciso di estromettere completamente dalla sua vita. Un incontro casuale con un ragazzo presso una caffetteria le farà crollare il castello di solitudine che si è costruita nel tempo e la riporterà alla vita come la maggior parte delle persone la etichettano.

Non mancheranno altri personaggi che, nel loro piccolo, aiuteranno la giovane ragazza durante questo percorso di rinascita verso la vita. Uno di questi è un prete che con la sua comprensione verso chi è diverso, aiuterà Daisy ad andare oltre lo spettro dell’isolamento.

Viene toccato un tema importante come quello della violenza sulle donne ma anche le parole che alcune volte non riusciamo a dire ai nostri genitori e che ci portano ad allontanarci da loro, a volte, in modo irreversibile.

Ogni nostra scelta porta con sé delle conseguenze che non sono sempre bene accettate da chi ci ama ma che ci portano a vivere la nostra vita con coraggio e affrontando le difficoltà.

 

Come nasce la tua opera letteraria?

Il mio libro nasce da un personaggio, la protagonista, Daisy.

E’ arrivata lei per prima, con il suo bagaglio emotivo, la sua storia, i suoi punti deboli.

Volevo raccontare di qualcosa di vero, che potesse essere parte della vita di chiunque e in cui le persone potessero riconoscersi.

Per questo ho scritto una storia che parla di alienazione sociale, di problemi sentimentali, relazionali e sessuali, di dinamiche lavorative incerte e di rapporti familiari complicati.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

In realtà sono più curiosa di sapere cosa vedranno loro in questo libro.

Sono affascinata dall’idea che il lettore faccia sue le mie parole e i miei personaggi, per restituirmeli con la sua chiave di lettura.

 

Leggi il mio libro perché…

Questo libro parla a tutti e di tutti ed è simile alla vita: drammatico ed ironico.

Cerco di raccontare una storia senza giudicarla e senza finto buonismo. Da lettrice prima che scrittrice, apprezzo i libri fuori dal nomale che parlano di cose normali. “Un momento di chiarezza” è così.

 

 

Progetti futuri?

Nell’immediato futuro, la promozione di questo libro, che spero possa raggiungere quante più persone possibili.

E poi, il secondo romanzo, che ho già cominciato a scrivere e che spero possa vedere la luce molto presto.

In realtà, ho cominciato a scriverne due e sto aspettando di capire quale portare alla fine per primo.

Dipende molto dall’istinto; a volte hai bisogno di scrivere una storia, altre volte un’altra.

 

 

Numero di stelle 5 su 5 – Un momento di chiarezza di Silvia Trevisone – Editore: ha usato il sistema di Crowfunding– 129 pagine – prezzo di copertina 14,00 euro.

 

Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti,autori,autori emergenti,il blog di eleonora marsella,recensioni,roma,scrittori

“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti

Ambretta Centofanti, classe 1949, di Formello, ritorna nel mondo editoriale con una nuova raccolta “I meravigliosi viaggi della fantasia”.

 

Deliziosi racconti dove la natura è la protagonista, alberi, fate, fiori, insetti, la luna, animali, il sistema solare e tantissimi altri elementi ne caratterizzano le storie fino a farle vivere al lettore.

 

“Pino un giudizioso pinguino”, “Marilù la principessa del vento”, “Cip il passerotto sbronzo”, “La meravigliosa Giostra dell’universo” e tantissime altre storielle all’interno del libro di Ambretta Centofanti.

Storie da leggere insieme ai propri figli, nipoti, fratelli e sorelle. Storie diverse ma con un denominatore in comune: la natura e l’approccio umano.

 

Scrittura scorrevole, trame divertenti e letture per grandi e piccini: libro consigliato!

 

Trama, descrizioni e personaggi meritano 5 stelle su 5.

Intervistata per l’occasione ecco cosa racconta l’autrice:

 

Come nasce il tuo libro?

Abito a Formello, pittoresco paese della campagna romana, all’interno del Parco di Vejo. La suggestiva ambientazione dei luoghi e gli animali che vi dimorano hanno ispirato le magiche atmosfere e i personaggi dei miei racconti. La passione per la scrittura, che da pensionata posso ora coltivare pienamente, mi ha permesso di immortalare quel mondo fiabesco che fin da bambina popola le miei fantasie.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno la tua opera tra le mani?

A chi avrà il mio libro tra le mani consiglio di indossare le ali della fantasia per   ricominciare a sognare. I personaggi dei miei racconti sono stati “umanizzati” dando vita a deliziose fiabe.

 

Leggi il mio libro perché…

Leggi il mio libro perchè farai la conoscenza di Cinciuè, una dolcissima bambina dagli occhi a mandorla che, accompagnata dalla Fata Flora esplorerà i Tre Regni della Natura e i suoi meravigliosi abitanti. Regina Blù e i suoi amici magici che vivono nel “bosco incantato” ti faranno vivere forti emozioni…Tanti altri personaggi ti aspettano desiderosi di farsi conoscere.

 

Progetti futuri?

Spero di conservare la mia “sfrenata fantasia” per scrivere altre fiabe e farle conoscere ai bambini e a tutti gli animi sensibili e amanti della Natura.

 

“I meravigliosi viaggi della fantasia” di Ambretta Centofanti, Armando Editore, numero di pagine 64, prezzo di copertina 7 euro.

 

 

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“Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore” di Silvia Brindisi

Con l’arrivo dei primi freddi sentiamo la necessità di una storia che ci scaldi il cuore e che ci faccia ritrovare la speranza verso il prossimo. Il libro di oggi ha questo potere.

L’autrice è Silvia Brindisi 37 anni, nata a Roma, dove lavora come educatrice professionale di comunità. Oltre al lavoro adora il mare, leggere, viaggiare, ascoltare musica e scrivere.

Già nota nel mondo editoriale pubblica il libro “Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore”.

Protagonista di questa storia è Mara una ragazza semplice come tante che, passeggiando per le vie di Roma incontra casualmente un senzatetto, Antonio. Decide di avvicinarlo e di parlargli. Dopo avergli offerto la colazione, tra i due nasce una bella amicizia.

Nei giorni seguenti Mara deciderà di aiutare Antonio a riprendere in mano la sua vita senza che entrambi abbiano la consapevolezza che il loro incontro cambierà in meglio le loro vite.

Potrebbe sembrare una delle tante storie che sentiamo giornalmente ma in realtà, l’autrice, racconta la realtà dei fatti in una città, Roma, dove puoi vivere mille vite e nessuna.

L’incontro fra i due protagonisti porterà a un intreccio di sentimenti, emozioni e rapporti tra i vari familiari che non ti aspetteresti in alcun modo. In questo modo la scrittrice tocca dei temi importanti come l’altruismo, l’indifferenza e i pregiudizi che le persone hanno su ciò che è diverso.

A fare da cornice a questa storia è la città eterna: Roma. È descritta nella sua totale bellezza che, la maggior parte di noi, ha dimenticato o non riesce a vedere a causa delle cronache recenti.

A volte, un semplice incontro può sconvolgerti, salvarti e cambiare la vita, tutto in maniera inaspettata.

 

Come nasce la tua storia?

La mia opera letteraria “ Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore ” nasce da una realtà sempre presente a Roma come in altre città ovvero quella dei senza fissa dimora.

 

Quale messaggio vuoi trasmettere a tutti coloro che si ritroveranno il tuo libro tra le mani?

Spesso girando per la mia città vedevo soprattutto d’inverno e non solo queste persone sole e mi sono posta diverse domande e da li ho deciso poi di scrivere una storia che potrebbe capitare a chiunque. Mi hanno influenzato molto il mio carattere, la mia empatia e sensibilità ma anche il mio lavoro perché sono educatrice professionale di comunità.

Alcuni dei messaggi che vorrei lanciare è che il mio libro parla di attualità , di realtà difficili ed emozioni ma soprattutto che non bisogna mai mollare anche nei momenti difficili .

 

Il tuo libro in poche parole?

Il mio libro è ambientato a Roma , racconta di quanto un incontro casuale possa cambiare la vita ad ognuno di noi anche solo con un piccolo gesto o una frase.

Nello specifico infatti racconto l’ incontro tra una ragazza e un senza fissa dimora e da quel momento le loro vite così apparentemente diverse si uniranno con molti risvolti anche positivi per entrambi.

Leggi il mio libro perché….

Perché è un libro intenso, vero , realistico , pieno di emozioni e si legge in modo scorrevole.

Progetti futuri?

Sicuramente continuerò a far conoscere il mio libro tramite eventi, interviste e radio, anche fuori Roma e in cantiere c’è un nuovo libro.

 

Numero di stelle 4 su 5 – Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore di Silvia Brindisi – Editore: LFA Publisher – 86 pagine – prezzo di copertina 10,20 euro.

 

L’autrice presenterà il suo libro Sabato 21 Ottobre a Roma, San Pietro, a partire dalle ore 18.

 

Il mio scritto si può trovare sia cartaceo che in ebook online.

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Si ringrazia per la collaborazione Maria Giovanna Fantasia.

 

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 “Déjà vù – a volte ritorno” a Teatro Trastevere

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta

10-15 Ottobre 2017

 “Déjà vù – a volte ritorno”

 

Regia

Leonardo Buttaroni

Soggetto di: Leonardo Buttaroni

Scritto da: Lorenzo Misuraca

Con

Ermenegildo Marciante, Daniela Ioia, Leonardo Buttaroni

Scene di Roberto Pavoni

A volte ritorno…il tempo è una grottesca illusione

cit.

Cosa succederebbe se rimanessi incastrato in un loop temporale costretto a rivivere sempre la manciata di minuti che ti separa dal tuo omicidio? E se in questo breve tempo dovessi non solo salvarti la vita ma anche capire chi e perché vuole farti fuori?”

“Déjà vù – a volte ritorno” è un thriller comico che parte proprio da questa premessa e procede in una sequenza di colpi di scena che si abbatteranno come un destino ciclico su i due protagonisti della storia. Tutto calato in un’atmosfera surreale e straniante, solo accettando il corto-circuito del tempo e guardando in faccia la verità, i protagonisti riusciranno ad uscirne vivi. Forse.

 

L’autore dice:

“Questa idea parte da lontano: c’è tanta difficoltà a mettere in scena questa commedia nera, prima di tutto per il fatto che rappresentare un salto temporale a teatro non è mai cosa semplice, secondo poi strutturalmente è una commedia ostica per gli attori: soprattutto per la complessità dei movimenti scenici.”

Tutta l’atmosfera è densa di mistero: la scelta di tagli di luci che scavino il viso per dare la giusta atmosfera e la recitazione originale, puntano alla credibilità dei personaggi stessi, suscitando il riso e creando la giusta dinamicità, per un risultato pieno di azione.

L’intenzione infatti è quella di regalare al pubblico uno spettacolo ricco ed esplosivo, un mix tra giallo, thriller e commedia noir in cui ad ogni quadro possa succedere qualcosa di imprevedibile e sorprendente per lo spettatore, dove:

“…il buono diventa cattivo e viceversa, dove ad ogni angolo c’è un imprevisto: immaginate tre personaggi in una roulette russa,dove uno di loro può provare ancora e ancora e ancora…”

 

 

10-15 Ottobre 2017

Déjà Vù – a volte ritorno

Teatro Trastevere, via Jacopa de’Settesoli 3, 00153 Roma

orari: martedì-sabato h 21.00, domenica h 17.30

contatti:

06.5814004

info@teatrotrastevere.it

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La Casta Morta

LA CASTA MORTA

dal 28 febbraio al 5 marzo 2017

Soggetto di Luigi Marinelli e Michele Sganga
Testo di Adriano Marenco

Regia di Simone Fraschetti

con Raffaele Balzano, Marco Bilanzone, Valentina Conti, Francesca Romana Nascè, Mersia Valente, Marco Zordan

Installazioni a cura di Pamela Adinolfi, Alessandra Caputo, Daniele Casolino, Lisa Rosamilia, Antonio Sinisi

Musiche di Michele Sganga
Soprano: Nora Capozio
Violino: Lia Tiso
Pianoforte: Michele Sganga
Chitarra, riprese audio e sonorizzazioni: Matteo de Rossi
Postproduzione: Studio Sonicview – Roma

Scenografie di Domenico Latronico

Foto di scena Ikonica Foto

Produzione Patas Arriba Teatro

La casta morta nasce come omaggio all’autore de La classe morta, Tadeusz Kantor, del quale nel 2015 ricorre il centenario della nascita.

Uno spettacolo nuovo, un’opera originale ispirata alla sua concezione dell’arte come libertà, continuo dissenso e “salvezza”. Quelli che erano i vecchi-bambini de La classe morta sono ora ministri e deputati, l’aula scolastica diviene aula parlamentare. Il potere da una parte, l’arte come “realtà del rango più basso” dall’altra.

Cinque parlamentari e un commesso eleggono il presidente fantoccio Neoplasio. A turno lo animano, gli danno voce ma, in Neoplasio, burattino e burattinaio coincidono. Nell’ombra della sua autorità faranno tutto il possibile per mantenere il potere fino alla fine dei giorni.

In scena il potere economico, rappresentato da una lavagna-monolite, e quello politico, rappresentato dalla casta, vivono la massima intimità nel momento del bisogno fisiologico.

La casta sa di essere morente. Ora dovrà trovare il modo di rigenerarsi. I deputati ricercano solo un nuovo tipo di potere, per continuare ad esistere, un potere dal volto umano, che si avvicini alla gente creando nuovi consensi.

Mentre la pars destruens dello spettacolo è giocata dai politici, la pars costruens è rappresentata dal mito omerico: in tempo di guerra Kantor aspettava il ritorno di Odisseo alla stazione di Cracovia, l’eroe doveva tornare a casa, sconfiggere i Proci usurpatori e ristabilire il buon governo. Ne La casta morta cinque happening evocheranno il tempo del mito in luoghi scenici adattati. Cassandra, Circe, Penelope e Athena aiuteranno Odisseo a ritornare a casa.

La casta è un branco.

Il branco difende il proprio territorio, la zona di caccia, il bacino di voti. Ogni esemplare monta la guardia, difende, aggredisce e sbrana. Ognuno di loro è simile agli altri, stessa pelliccia, medesimo appetito. Avanzano a quattro zampe nella storia, troveranno la postura eretta ed il potere.

La casta è un sistema di stratificazione gerarchica della società.

Al vertice un Presidente, dietro di lui ministri e parlamentari.

Nel fondo i cittadini.La casta parla di sé, non si censura, non si pente di nulla. A volte il Mito torna nella storia in forma di sogno, di reminiscenza disturbante. I vecchi insegnanti-personaggi mitologici appaiono ai cattivi scolari, li terrorizzano, li puniscono. Ma il Mito è un racconto e non può cambiare la realtà. La casta continuerà a graffiare la storia, a salvaguardarsi, a rigenerarsi.

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