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SCHIANTI di LEONARDO MANETTI

Tra i diversi generi letterari la poesia è la più delicata e complessa: delicata perché parla dell’animo umano nelle sua sfaccettature, complessa perché non si può giudicare ma solo interpretare in cuor proprio.

Vi presenterò in questo post una raccolta poetica molto singolare, scritta da Leonardo Manetti dal titolo Schianti.

leonardomanetti

Leonardo, classe 1981 nato a Firenze, non è scrittore per professione, anzi in realtà è laureato in viticoltura e enologia ed è un imprenditore agricolo che ha seguito le orme della sua famiglia. Nel campo delle ‘parole’ è già noto, perché è attivo nella realtà socio-culturale e ha partecipato a diversi concorsi importanti.

Esistono tantissimi strumenti per comunicare, come mai proprio la poesia?

<< Non ho scelto io la poesia, la poesia ha scelto me-confessa lo scrittore- ho sempre scritto poesie fin d’adolescente, o meglio ancora piccoli pensieri dettati dal cuore, le parole mi escono spontaneamente e stanno sospese in aria fino a quando non le metto per iscritto o me le dimentico>>.

Come pensi sia percepita la poesia in questo periodo storico?

<< In Italia penso che la poesia sia troppo legata alle regole classiche e questo non aiuta a diffonderla. In un mondo dove tutti gli aspetti della vita sono mutati, si sono evoluti con il passare del tempo, bisogna cercare nuovi stili anche per la poesia. Va bene guardare al passato ma bisogna vedere il presente e il futuro>>.

Quanto le nostre esperienze passate influenzano la nostra penna?

<< La vita è come un viaggio- dichiara Leonardo- ogni giorno la mente è arricchita dalle esperienze, dai fatti e dalle persone incontrate, e questo non può non influenzare quanto si scrive. La poesia è verità>>.

Quale idea ti sei fatto dell’editoria d’oggi?

<< Per la poesia, visto che vende ancora meno della prosa, è ancora più difficile trovare un editore disposto a pubblicarti l’opera senza chiedere soldi in cambio- confessa Leonardo- nel mio percorso fino ad oggi sono stato fortunato, forse anche grazie alla mia caparbietà, a trovare due piccole casa editrici controcorrente, Tempo al Libro di Faenza e Marco del Bucchia di Massarosa>>.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

<< Nell’ultimo periodo sono capitate diverse cose belle, e per ora continuano, da partecipazioni a eventi a vari riconoscimenti con premi vinti, ma per me la poesia è una passione e non voglio viverla con progetti di media-lunga durata come già siamo obbligati a farlo nel lavoro e nella vita quotidiana. Non sempre nella vita lo posso fare ma per la poesia si, la voglio vivere giorno per giorno>>.

schianti-copertina

Voglio lasciarvi con una poesia che mi è arrivata dritta al cuore ed è ovviamente presente in Schianti di Leonardo Manetti:

ODIO

 

Odiare è amore

Pensiero deviato

Incroci pericolosi

Persa per strada.

 

Distante e silenzioso

Muore la ragione

Viva il rancore

Dall’amore acceso.

 

Pe chiunque volesse avvinarsi a questa fantastica raccolta poetica, ecco qui il link utile: http://www.tempoallibro.it/schianti.html

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MIO FRATELLO è UN VAMPIRO DI VALENTINO BEONI

Oggi vi parlerò di un giovane scrittore che sta percorrendo i suoi primi passi nel mondo della narrativa da pochissimo tempo, si chiama Valentino Beoni, classe 1992 ed è di Pavia.

valentino

Il suo mini-romanzo d’esordio è Mio fratello è un vampiro, lo trovate comodamente in e-book ed è molto breve quindi si legge in un soffio.

copertinaa

La storia è incentrata su Emma, una ragazzina che nota nel fratello degli strani atteggiamenti quindi decide di investigare e si ritrova catapultata in una realtà per niente terrena ( I particolari li saprete solo leggendo il libro!).

Come nasce la passione per la scrittura?

<<La passione per la scrittura nacque in tenera età – racconta Valentino- dal bisogno di esprimermi a parole. La scrittura era il canale ideale per una personalità fragile e timida come la mia. All’asilo e anche alle scuole elementari non parlavo quasi mai e scrivere era per me il modo più semplice per comunicare i miei pensieri e le mie emozioni. Da questo “difetto” è nata poi una vera passione, un interesse concreto, che è diventato un hobby e che spero un domani diventi una professione >>.

Come nasce MIO FRATELLO è UN VAMPIRO?

<<“Mio Fratello è un Vampiro” nasce da un’esperienza vissuta in prima persona, anche se ho scelto come protagonista una figura femminile. Il tutto è un poco ritoccato dalla mia fantasia e in alcuni punti esagerato, ma il filo conduttore, quello che porta Emma a rendersi conto di non poter “fare tutto da sola”, è identico alla mia esperienza. Ho scelto il racconto breve proprio perchè lo scopo è quello di lanciare un messaggio chiaro e forte a chiunque si sente in difficoltà e crede di essere un “super-eroe”, al punto di distaccarsi dalla realtà e finire in un mondo immaginario fatto di vampiri, demoni, orchi o altre “strane creature”, frutto della nostra infinita fantasia>>.

Bolle in pentola qualche altra pubblicazione?

<<Sto lavorando a una raccolta di favole ambientate nel magico Regno della Musica- dichiara Valerio- una delle mie più grandi passioni, la musica, dedicate a insegnanti delle elementari o a genitori che vorrebbero avvicinare i loro piccoli al mondo della musica con fantasia e in modo educativo. Ogni favoletta, infatti, nasconde una lezione molto importante sulla musica, ma anche sull’amicizia e sull’importanza di relazionarsi con gli altri, come in una grande orchestra insomma, nella quale conta la voce di ciascuno per rendere bello il tutto.

Sto inoltre lavorando a un romanzo realista che narra le vicende di un ragazzino ucraino che viene adottato da una famiglia italiana attraverso il cosiddetto “progetto Chernobyl” e che nasconde un profondo e imbarazzante segreto. Sto lavorando anche a un romanzo fantasy ambientato nel Regno di Verdilandia (il titolo “Cronache di Verdilandia: La strega Olgamanda”), regno di contadini e agricoltori, ma anche di maghi, streghe e orchi. Il romanzo si incentra sul famigerato “ingrediente segreto” che fa crescere piante e frutti dieci volte più rapidamente e li rende molto più grandi e belli (una sottile critica agli OGM) e al piano malefico della Strega (che si chiama appunto OlGaManda) che invidia la felicità degli abitanti di verdilandia e crede che essa risieda nella frutta e verdura di cui essi si nutrono. Progetto che potrà essere fermato solo dalla protagonista, Isabella, l’unica in grado di fermarla. Non aggiungo altro, e invito a seguire la mia pagina per aggiornamenti!>>.

Proprio un ragazzo dalle mille sorprese, numerosissimi progetti, tantissima voglia di fare….che dire? Leggete Mio fratello è un vampiro e non vi pentirete!

https://www.facebook.com/pages/Langolo-del-Valentino/400114236823001?ref=aymt_homepage_panel

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Scrittori brutta razza di Luigi Saccomanno

Negli ultimi anni Lupo Editore ha dato alla luce diversi libri degni di nota, delle volte insoliti, come quello che ho appena finito di leggere “Scrittori brutta razza” di Luigi Saccomanno.

Scrittori Brutta Razza - copertina avanti-dietro con scritte

Luigi, di origini Gallipoline è un po’ cittadino del mondo, assimila facilmente lingue straniere e tra la cucina e la danza ritmica ha trovato anche tempo per scrivere e pubblicare il suo secondo libro “Scrittori brutta razza”.

luigi saccomanno

Il filo conduttore del romanzo è una storia d’amore tra Zenit e Antonio Penna, personaggi solitari e unici. È posta molta attenzione alla scrittura e alla figura dello scrittore e all’interno del libro si possono incontrare diverse riflessioni sulla medesima figura.

Per l’occasione ho intervistato lo scrittore Luigi Saccomanno:

Come nasce questo secondo libro?

“Questo secondo libro- racconta Luigi- nasce in parte dall’esperienza del primo, direi. La mia prima pubblicazione, nel 2005, mi ha permesso di toccare con mano la realtà del mondo editoriale e di apprezzarne più da vicino pregi e difetti. Non si tratta, tuttavia, di un’opera saggistica, ma di narrativa, naturalmente, dove, come sfondo a una storia d’amore tra un ragazzo, Antonio Penna (nome volutamente scontato, tengo a sottolinearlo) e una ragazza, Zenit, si dirama una riflessione forte sulla scrittura e sugli scrittori”.

Si dice spesso che il secondo libro sia sempre più difficile del primo, quanto è vero?

“Non è stato il mio caso. Avevo finito di scrivere per la gran parte questo libro già nel 2010, ma una partenza più o meno improvvisa per la Francia, dove ho vissuto in tutto due anni, mi ha spinto ad abbandonare momentaneamente questo progetto. Successivamente sono tornato in Italia con lo scopo di ripartire, per la Spagna questa volta ma, per via di alcuni problemi, non è stato possibile trasferirmi. E’ per questo che ho rimesso mano al manoscritto, ho contattato nuovamente gli editori e ho scelto tra 3-4 diverse proposte di pubblicazione che mi sono giunte. Questo libro, nel periodo in cui l’ho scritto, è venuto quasi da sé, si è trattato piuttosto di “metterlo insieme” in un contesto cronologicamente ben definito”.

Esiste Zenit nella realtà?

“Zenit esiste e non esiste- dichiara Luigi-. Direi che, in parte, è una sorta di “concentrato” di alcune ragazze, ma l’ho scritto pensando soprattutto a una di loro (una volta ebbi anche modo di accennarle la cosa), perché ritengo sia una ragazza in gamba, che ha sempre stimolato e apprezzato la mia arte (come io, a mia volta, ho apprezzato e stimolato la sua, le poesie in particolare) e che ha tantissimo da dire e da dare agli altri. E poi è bellissima, come lo è Zenit nel romanzo, quindi mi sembrava adatta al personaggio che avevo in mente”.

Cosa pensi dell’editoria d’oggi?

“L’editoria attuale è, mutuando una terminologia tipicamente marxista, in piena “crisi di sovrapproduzione”. Troppi romanzi: buone idee, ma anche molta aria fritta. Ma devo dire che ci sono persone brave a vendersi, a prescindere dalla qualità della scrittura. Non parliamo poi di alcuni best-seller in circolazione:

ormai non si vendono “libri”, si vende un’idea di libro, una copertina, un titolo ad effetto e un autore conosciuto alle platee e il gioco è fatto- conclude lo scrittore.

Ed infine, critiche belle e brutte che hai ricevuto?

“Critiche belle ne ho ricevute tante, e ne sono onorato. Non voglio citarne una in particolare, so solo che le opinioni dei lettori sono spesso sorprendenti, e poliedriche. Ad esempio, mi hanno paragonato a scrittori come Salinger oppure Ammaniti che, personalmente, eviterei di mettere sullo stesso piano. Più in generale avere la stima per ciò che scrivi da parte di persone che non ti hanno mai conosciuto credo che sia qualcosa di straordinario. La critica più “brutta” (in realtà per me non esistono critiche “brutte”, accetto tutte quelle che mi fanno, e le valuto con estrema attenzione) è che abuso nei giochi di parole, nelle assonanze, etc. Ma è il mio stile, mi piace, e comunque la gran parte delle persone tende ad apprezzare questo aspetto, anche perché fornisce una certa musicalità al testo”.

Fornisco diversi dati del libro SCRITTORI BRUTTA RAZZA per tutti voi:

la pagina Facebook del libro è la seguente: https://www.facebook.com/Scrittori.Brutta.Razza

L’account Twitter è invece @Scrittori_Razza all’indirizzo: https://twitter.com/Scrittori_Razza

Lupo Editore, prezzo di copertina 14 euro.

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Recensione Giornalismo,informazione e comunicazione di ROBERTO BALDASSARI

Il nuovo libro di Roberto Baldassari “Giornalismo, informazione e comunicazione” si presenta sin dalle prime pagine scorrevole e di facile lettura, i cinque capitoli del suo ultimo lavoro si snodano tra linguaggio tecnico e quotidianità, un libro didattico e al tempo spesso molto attuale è edito da Marsilio al costo di copertina di 12 euro.

Chi è Roberto Baldassari? È Presidente dell’Istituto Piepoli, insegna giornalismo all’Università di RomaTRE, negli ultimi anni ha pubblicato oltre cinquanta studi ed articoli e tra le monografie più recenti: Titoli, testi e comunicazione (2008); Il mercato del libro (2009); Il titolo perfetto (2012). Nel 2014 viene nominato membro dell’Organismo Indipendente di valutazione della CCIIA di Roma.

Il suo ultimo libro Giornalismo, informazione e comunicazione spazia tra questi tre argomenti, dedica dello spazio alla storia della televisione, del giornale e alla nascita dei media per poi approdare ad una teoria elaborata ed analizzata dallo stesso Baldassari ‘Newswebing User Model’ che “prevede alcune caratteristiche base ereditate dai modelli precedenti, offrendo una nuova posizione centrale, in cui non è più presente la notizia, il contenuto, il giornalista, il mezzo di comunicazione ma l’utente, il netizen, il citizen, il consumatore mediale o più semplicemente l’essere umano che crea, genera e compartecipa in maniera sempre più determinante alla realizzazione del processo di produzione contenuti e notizie”.

Un intero capitolo è dedicato al vasto mondo della titolazione, importanza e impostazioni del titolo, con l’analisi di più tipologie di titoli fino ad arrivare a vere e proprie istruzioni per la titol@zione stessa.

Il libro si conclude con degli interventi molto interessanti da parte di nomi famosi nel campo del giornalismo, dove ognuno di essi esprime il proprio parere sulle bufale giornalistiche, sui titoli e altri elementi di fondamentale importanza; escono fuori nomi come Maurizio Beretta, Luigi Contu, Ezio Mauro, Antonio Padellaro, Giampaolo Pansa, Antonio Preziosi e Sarah Varetto. Tuttavia prima della bibliografia a cura di Patrizia Caridi, è possibile consultare un ricco glossario creato dallo stesso Roberto Baldassari.

Cos’altro aggiungere? Un libro che ognuno di noi dovrebbe avere nella propria libreria, per capirci qualcosa in più di informazione, comunicazione e del giornalismo degli ultimi tempi.

BALDASSARI

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La costola di Adamo di Antonio Manzini

Sabato. Weekend. Piove.

Cammino con Africa, il mio jack russel, su Viale Marconi, piove da diverse ore ormai ma la mia amica a quattro zampe mi chiamava ormai da un pezzo e quindi, costretta dai suoi occhi dolci, decido di scendere per strada.

Una tizia mi ferma, solito block notes in mano, subito penso al volontariato, offerte, donazioni ed invece….voleva propormi una card fedeltà che ti permette di avere dal 30% al 50% di sconto presso la nuova Mondadori, esattamente vicino casa mia, proprio dove, inizialmente, non mi andava di scendere!

Entro il libreria, il primo libro lo compro col 40% ed il secondo me lo regalano loro, scelgo i libri in fretta sia perchè Africa cominciava ad impazzire in negozio, sia perché la promoter mi mette decisamente fretta. Addito il primo libro che ho scelto dal loro catalogo e che visivamente mi colpisce: La costola di Abramo di Antonio Manzini.

Inizialmente mi ha attratto il nome…ADAMO..ho pensato: chissà che cazzo farà questo Adamo? Eppure il libro, divorato in pochissime ore, si è rivelato un capolavoro!

La storia inizia un giovedì, l’arco temporale è perfettamente scandito dai capitoli, i personaggi sono originali, diversi e inaspettati, la lettura ha un’andatura lenta nel primo momento ma man-mano che leggete..vi posso assicurare che lo divorerete, una volta arrivati all’ultima pagina, verrete abbracciati da un senso di nostalgia verso il libro appena terminato…esattamente come è successo a me!

Il protagonista è Rosso Schiavone, dalla personalità cupa ma ironica, un elemento di fondamentale importanza in tutto il racconto.

Il romanzo di Manzini ha un bellissimo ventaglio di particolari, momenti, luoghi sono descritti minuziosamente e questo mix di ingredienti fa diventare il giallo un GIALLO MAGNIFICO.

Non voglio svelarmi altro, correte a comprarlo se ho suscitato la vostra curiosità, non rimarrete deluse…anzi vi verrà voglia del sequel J

Editore Sellerio, prezzo di copertina 13 euro.

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Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek

Ferzan Ozpetek, regista, sceneggiatore, nato a Istanbul nel ’76, esordisce con il suo primo libro “Rosso Istanbul” dove il rosso è l’argomento chiave, il fulcro, l’inizio e la scintilla che guiderà tutto l’arco del romanzo; si tratta di un vero e proprio racconto a tutti gli effetti, con molti tratti autobiografici, un po di fantasia che non guasta mai e ovviamente tanti personaggi-chiave.

L’idea di partenza del libro – dichiara-  è nata dal cambiamento del rapporto tra me e mia madre. Nel 2006 è stata operata male, è finita in coma e quando ne è uscita ha dovuto affrontare un periodo di riabilitazione. Così ha conosciuto il suo fisioterapista, un ragazzo di ventisei anni. Lei, all’epoca, ne aveva ottantadue, ma ha cambiato improvvisamente atteggiamento verso la vita. Non c’erano più il blu, il beige, le tinte pallide che l’avevano sempre accompagnata. Vedeva tutto coloratissimo, voleva il rossetto rosso, lo smalto rosso, la tuta da ginnastica rossa… E tra noi è come se si andasse creando una nuova conoscenza: una madre di una certa età che parla al figlio dell’amore, quasi fosse un suo amichetto. Naturalmente non tutto è biografico, perchè nel libro, come nei miei film, la conoscenza diretta si mescola l’invenzione, la verità alla fiction.

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Argomento che conduce il filo del discorso è la sessualità, descritta delicatamente, come se fosse una prima volta ma..si tratta dell’omosessualità, tratto biografico del regista che trapela nelle righe senza veli  o paure. 

Spesso una cittadina che viene nominata è Lecce, infatti Ozpetek ha dichiarato di amarla per il suo barocco, per le persone, per il sole e tanto altro ed è proprio qui infatti che, si ambienta il suo ultimo film che uscirà a marzo “Allacciate le cinture” dove si narrerà la storia di un matrimonio iniziato 13 anni ma che, purtroppo ora, si trova ad affrontare delle turbolenze…

Il carattere delicato dello sceneggiatore e l’accuratezza per i dettagli sono ingredienti indispensabili che caratterizzano il romanzo Rosso Istanbul, una storia da leggere senza interruzioni proprio perchè all’amore, le interruzioni, non piacciono..

Editore Mondadori, prezzo di copertina 16,50 euro.

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